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Ariana Grande: Il palese simbolismo Monarch del video No Tears Left To Cry

No Tears Left to Cry di Ariana Grande si svolge in un mondo a parte in cui nulla ha senso. È un tributo contorto alla pratica più malata dell’élite: Il Controllo Mentale Monarch.

Ariana Grande ha iniziato la sua carriera come Cat Valentine nello show Nickelodeon Victorious, da li è diventata rapidamente un idolo per milioni di bambini. Una volta “diplomata” nella sua carriera di cantante solista, non ci volle molto prima che i suoi fan venissero introdotti alla sessualizzazione intensa e al simbolismo elitario. È così che funziona l’industria.

No Tears Left to Cry è il primo singolo pubblicato da Ariana Grande dall’attacco terroristico di Manchester, che si è svolto immediatamente dopo il suo concerto il 22 maggio 2017. In questo giorno, il mondo del terrore si è scontrato violentemente con il mondo dell’intrattenimento rivolto ai teenager.

L’attacco di Manchester è avvenuto durante il tour di “Dangerous Woman”.

Una settimana dopo l’attacco, Ariana Grande ha diretto il concerto di Manchester One, che ha visto presente le marionette preferite di altri bambini come Katy Perry e Justin Bieber. Come ho affermato nel mio articolo Attentato a Manchester: Radunare la gioventu` attorno all’elite occulta, questo intero evento puzzava di simbolismo MK.

Quasi tutti gli artisti che si sono esibiti al Manchester One sono stati citati in questo sito per la loro correlazione con gli illuminati.

Ora, un anno dopo l’attacco, Ariana Grande ha rilasciato No Tears Left to Cry. Come a confermare quanto detto sopra, il video è pieno di evidente simbolismo MK. Diamo un’occhiata.

NO TEARS LEFT TO CRY

La canzone si riferisce alle conseguenze di un evento triste e traumatico, talmente difficile da non lasciare “lacrime da versare”. Mentre è molto probabile che ci sia un riferimento all’attacco di Manchester, il video aggiunge un livello più profondo di interpretazione. Infatti, attraverso un chiaro simbolismo, la Grande interpreta il ruolo di uno schiavo MK che si perde e rimane intrappolato in uno stato dissociativo per sfuggire dal trauma. La canzone inizia con queste parole:

“Right now, I’m in a state of mind
I wanna be in, like, all the time
Ain’t got no tears left to cry”

L’obiettivo della programmazione Monarch è quello di causare un trauma così intenso da costringere lo schiavo a dissociarsi dalla realtà come meccanismo di difesa. Durante questo stato, l’handler può “modellare” il mondo interiore dello schiavo e persino cambiare le “regole” di questo mondo quando necessario.

C’è un motivo per cui i film Alice nel paese delle meraviglie, Il mago di Oz e Labyrinth sono usati come strumenti di programmazione MK: sono tutti basati sulla stessa struttura. Ogni film presenta una ragazza che viene trascinata in un mondo fantastico in cui tutto può accadere, dove nulla ha senso e dove tutto può cambiare in qualsiasi momento. Questo descrive lo stato mentale della dissociazione mentre l’handler controlla il loro mondo interno.

Il video di No Tears Left to Cry è una rappresentazione simbolica di questo stato dal punto di vista dello schiavo che deve navigare in un mondo interiore creato dal suo handler.

Fin dall’inizio, abbiamo la sensazione che il video si svolga in un mondo completamente immaginario. È anche molto disorientante (alcuni commenti di YouTube sconsigliano di guardare questo video mentre si e` ubriachi).

Nell’introduzione, tutto gira intorno in un mondo in cui non vi è alcuna parte superiore o inferiore.

In tutto il video, la telecamera ruota per rivelare che Ariana è seduta o in piedi su un muro che si trasforma in un soffitto, non c’è gravità e le regole di base della fisica non si applicano – è tutta una costruzione della mente.

Ariana non è sul pavimento. Inoltre, se si applica la fisica, i suoi capelli dovrebbero essere rivolti verso il terreno. Ma è tutto finzione.

Quindi Ariana cade attraverso un muro e finisce in un altro luogo.

In un mondo completamente creato da un handler, i muri e le barriere possono essere trapassati in qualsiasi momento.

Arianna si ritrova intrappolata e sospesa in una stanza surreale – un modo appropriato per raffigurare visivamente lo stato di dissociazione.

Anche se Ariana volesse “fermarsi”, non sarebbe in grado di farlo. Non ha il controllo del suo corpo o del mondo interiore in cui naviga.

Quando Ariana si lascia cadere nel vuoto, la telecamera ruota e lei atterra in piedi. Non può sfuggire a questo mondo

Il video prende una piega bizzarra e passa all’inconfondibile simbolismo Monarch.

Ariana si siede sul soffitto di una stanza, rappresentando, ancora una volta, il suo stato dissociativo.

Appendere gli schiavi Monarch a testa in giù è una tecnica effettiva utilizzata durante la programmazione.

“Semplicemente appendere una persona a testa in giù per una o due ore causera` strani scherzi al cervello. La mente inizierà a dissociarsi e comincerà a invertire le funzioni primordiali del cervello, come dolore/piacere. La mente della persona riorganizza. Questo viene spesso fatto con alterego Beta o modelli Beta per convincerli a pensare che il dolore dello stupro sadico sia un piacere. ”
– Fritz Springmeier, The Illuminati Formula to Create a Mind Control Slave

Le cose da qui in poi si fanno veramente sfacciate.

Ariana letteralmente si toglie la faccia.

L’obiettivo della programmazione Monarch è programmare l’alter-ego che l’handler potra` attivare a piacimento. Questa scena rappresenta Ariana che cambia alterego.

Di fronte ad Ariana ci sono maschere che rappresentano altre personalita`.

La scena sopra contiene anche diversi oggetti che si riferiscono alla programmazione Monarch come pezzi di puzzle (che rappresentano il frazionamento della personalità di base), occhi (segno dell’occhio che tutto vede) e labirinti (che rappresentano la mappa di programmazione interna). Uno dei labirinti è disegnato su carta nera e ricorda alcuni dei lavori della pittrice Kim Noble – una sopravvissuta al controllo mentale che ha 13 alter ego.

Kim Noble ha prodotto una serie di dipinti su tela nera che descrivono simbolicamente il processo occulto e traumatico della programmazione Monarch. Lo stile artistico è simile al labirinto nel video.

Stranezza: nel video del dietro le quinte, Ariana descrive il processo di creazione della maschera utilizzata nel video come “la cosa più traumatizzante che abbia mai fatto”. Scelta interessante di parole, considerando il fatto che il video è segretamente basato sul controllo mentale basato sul trauma.

Questa scena con più Ariane enfatizza il concetto di più personalita`

Il video termina con la prima apparizione di un cielo – suggerendo che le cose potrebbero migliorare. Tuttavia, scopriamo che Ariana è seduta su un muro, suggerendo che è ancora dissociata.

A destra, un’ape vola via. Uno dei simboli che rappresentano Manchester è l’ape operaia.

COME SE NON FOSSE ABBASTANZA OVVIO

No Tears Left to Cry è stato spinto da una campagna di marketing basata sul concetto di rappresentare tutto sotto sopra.

Tutto sul sito Web di Ariana è capovolto.

Ancora una volta, questo si riferisce al metodo di dissociazione “capovolto” descritto sopra.

Questo murale che promuove la performance di Ariana ai Billboard Awards presenta testi invertiti e capovolti su uno sfondo di nuvole.

Il murale è sorprendentemente simile a questo:

Questo è un invito a un ballo mascherato elitario organizzato da Marie-Hélène de Rothschild il 12/12/1972. Il testo era al contrario e serviva uno specchio per leggere l’invito (materiale pseudo-satanico). L’intera faccenda era un rituale cannibale elitario, a tema MK. Il murale di Ariana Grande era un riferimento a questo evento?

Quando Ariana ha cantato la canzone sul Tonight Show, il set era puro immaginario MK.

Ariana suona su un set fatto per assomigliare ad un disegno di MC Escher..

“Convex and Concave” di MC Escher.

I lavori di Escher sono usati nella programmazione MK.

“L’opera dell’artista europeo M.C. Escher è eccezionalmente adatto per scopi di programmazione. Ad esempio, nel suo disegno del 1947 “Un altro mondo”, il piano posteriore nel centro funge da muro in relazione all’orizzonte, da pavimento in relazione alla prospettiva dall’alto e un soffitto rispetto alla prospettiva al basso. Le inversioni, le immagini speculari, l’illusione e molte altre qualità compaiono nell’opera di Escher che rende tutte le 76 o più delle sue opere principali eccellenti per la programmazione. ”
– Ibid.

Il lavoro di Escher è anche una parte complessa del film Labyrinth, che riguarda la programmazione Monarch.

CONCLUDENDO

Sebbene No Tears Left to Cry sia ampiamente interpretato come un “inno edificante”, c’è molto di piu` su cui speculare. La canzone, il video e la campagna di marketing che lo circonda sono completamente intrisi del simbolismo dell’élite occulta in quanto ritraggono la cantante come una schiava del controllo mentale che si è dissociata dalla realtà.

Il fatto che questo tipo di immagini sfacciate sia stato utilizzato in un video che si suppone essere un inno ad un anno dall’attentato di Manchester. Anche se all’inizio potrebbe non essere ovvio, i mondi del terrore e dell’intrattenimento hanno in comune il controllo mentale. Infatti, coloro che effettuano attacchi terroristici sono spesso prodotti del controllo mentale (programmazione Delta) mentre l’industria dell’intrattenimento è piena di schiavi MK (programmazione Beta). Per l’elite, entrambi i mondi hanno lo stesso scopo: controllare la cultura ambientale, dettare una specifica narrazione e dirigere la nostra attenzione collettiva verso atti, eventi e simboli specifici.

Nello stesso modo in cui Ariana tenta di navigare in un mondo in cui nulla ha senso, l’élite usa i media per confondere e disorientare le masse, facendole guardare loro gli schiavi del settore per “risollevarle” dopo eventi traumatici. È ora di svegliarsi e uscire da questo dipinto di Escher.

Fonte

Una riflessione sul video di “This is America” di Childish Gambino

“This is America” e` uno specchio della realta` in cui vivono le nuove generazioni americane. Guardando il video mi ` venuto da domandarmi se ci fosse di più nel personaggio interpretato da Donald Glover. Prenderemo in esame il simbolismo di This is America e il suo significato nel clima sociale di oggi.

Con oltre 100 milioni di visualizzazioni su YouTube in meno di una settimana e un’intensa attenzione mediatica è sicuro dire This is America ha raggiunto l’invidiabile status di “fenomeno culturale”. Combinando immagini violente con una danza interpretativa, il video trasmette un messaggio allo stesso tempo chiaro e ambiguo, ovvio, ma enigmatico. Il video parla di una cultura popolare malata e di un nuovo movimento di orgoglio nero che nasce da un utero completamente tossico.

Non diversamente dal clima sociale di oggi, il video è teso, acerbo e punteggiato da atti di violenza insensata. Il video, ambientato in un magazzino abbandonato, celebra – e allo stesso tempo critica – l’America nera in un mondo che sembra sempre più un claustrofobico manicomio.

La musica, i testi e le immagini del video riguardano la dualità. This is America fa riflette su ciò che è sbagliato in America mentre allo stesso tempo perpetua questo errore, denuncia la violenza insensata normalizzandola.

Al centro di questo fenomeno culturale c’è Donald Glover, un artista poliedrico che è meglio conosciuto per i suoi vari ruoli in serie televisive come Community e film come l’imminente Solo: A Star Wars Story. I precedenti dilemmi di Glover nel mondo della musica – sotto il nome d’arte Childish Gambino – avevano generato una risposta per lo più tiepida dal mondo della musica. Molti critici ritenevano che la sua parodia lirica non fosse convincente e che Glover fosse troppo “Hollywood” per essere preso sul serio come rapper.

Tuttavia, è esattamente l’esperienza hollywoodiana di Glover che dà a This is America la sua qualità affascinante e tuttavia inquietante. Il personaggio che interpreta – un uomo a torso nudo, barbuto e un po folle – è divertente, ma profondamente inquietante. Balla alla perfezione, ha rime straordinarie – ma ammazza a sangue freddo la sua gente

Sono infatti i talenti recitativi di Glover a dare al video la sua qualità che attira l’attenzione. Tutto nel video è esattamente coreografato, fino alle espressioni facciali di Glover. Per questo motivo, gli spettatori capiscono rapidamente che esiste una “distanza” tra Donald Glover e il ruolo che interpreta in This is America. Le emozioni ritratte non sono naturali e genuine, sono teatrali. Glover sta interpretando ancora un altro ruolo. Quale?

Dalla sua uscita, il video è stato soggetto a infinite interpretazioni. Glover interpreta il ruolo – come molti hanno teorizzato – della stessa America. Mentre le persone che hanno creato il video si sono rifiutate di precisare il significato, uno dei produttori della clip, Ibra Ake, ha detto a NPR:

“Non penso che siamo cerebrali o calcolati come pensano le persone. Il nostro obiettivo è di normalizzare la razza nera. “

In effetti, il video normalizza alcune immagini e concetti. Mentre vari commentatori hanno attribuito significati a ogni dettaglio trovato nel video, hanno finito col perdere nel processo i messaggi più ovvi. In effetti, e se la verità fosse più semplice? Potrebbe essere che Glover incarni una versione caricaturale di ciò che è in realtà: un intrattenitore? Più precisamente, un intrattenitore che è posseduto dai poteri che sono e che è usato per ostacolare e destabilizzare l’America nera. Diamo un’occhiata al video.

THIS IS AMERICA?

Il video inizia con un uomo di colore che afferra una chitarra e canta una melodia felice e piena di speranza.

We just wanna party
Party just for you
We just want the money
Money just for you
I know you wanna party
Party just for me
Girl, you got me dancin’ (yeah, girl, you got me dancin’)
Dance and shake the frame

Mentre l’uomo suona la chitarra, Gambino rimane fermo sullo sfondo.

Quando la videocamera torna al chitarrista, la sua chitarra è sparita e lui è incappucciato. Sta per essere giustiziato.

Questa immagine di Gambino che spara a un uomo nero incappucciato in testa e` diventato un meme istantaneo. Il fatto che questa scena abbia raggiunto uno status quasi iconico nella cultura pop è un riflesso piuttosto triste della cultura della morte di oggi.

La posizione stranamente contorta di Gambino ricorda le classiche raffigurazioni di Jim Crow.

Jim Crow era un personaggio nero stereotipato interpretato da un attore bianco. Il personaggio è diventato associato alla segregazione istituzionale negli Stati Uniti.

Jim Crow era un intrattenitore teatrale “nero” che perpetuava gli stereotipi distruttivi per i neri. Non diversamente dal personaggio di Gambino.

Una volta che Gambino spara all’uomo in testa, l’umore cambia drasticamente. La musica allegra e gioiosa passa a un ritmo frenetico, pesante e quasi nauseante

Dopo la sparatoria, un bambino riceve la pistola di Gambino in un panno rosso. Come e` possibile vedere in precedenti articoli, il rosso è spesso usato come simbolo di sacrificio. L’intero omicidio ha avuto una conotazione ritualistica.

Quando spara al cantante, Gambino uccide un elemento puro e sano della cultura nera e lo sostituisce con il rap moderno, completo di cliché e varie parole d’ordine.

This is America (skrrt, skrrt, woo)
Don’t catch you slippin’ now (ayy)
Look at how I’m livin’ now
Police be trippin’ now (woo)
Yeah, this is America (woo, ayy)
Guns in my area (word, my area)
I got the strap (ayy, ayy)
I gotta carry ’em

Mentre recita queste righe, Gambino sorride maniacalmente e balla come se nulla fosse accaduto mentre il corpo del chitarrista viene trascinato via da alcuni bambini. L’intrattenimento depravato sostituisce l’intrattenimento sano.

Mentre molti percepiscono il personaggio di Gambino come un’incarnazione dell’America stessa, resta il fatto che il video descrive palesemente il concetto di violenza “nero su nero”. E, mentre il verso rap può essere interpretato come una critica al gangsta rap, il modello viene riproposto esattamente uguale.

Il secondo coro è eseguito da un coro gospel. Ancora una volta, Gambino interrompe bruscamente i canti soul.

Gambino abbatte l’intero coro con un fucile Kalashnikov.

Molti hanno interpretato questa scena come un riferimento alla sparatoria di massa di una chiesa da parte del suprematista bianco Dylan Roof. Mentre questa è una possibilità, c’è di più in questa scena scioccante.

Di nuovo, Gambino è colui che abbatte il coro, nello stesso modo indifferente con cui ha sparato in testa al chitarrista. Ancora una volta, assistiamo alla violenta rimozione di una parte sana della cultura nera. In tutta la storia dell’America, le chiese sono state una pietra miliare delle comunità nere, con i servizi domenicali che fungevano da riunione settimanale di persone locali che condividevano valori comuni. Questa profonda miscela di spiritualità e comunità ha portato molti leader della chiesa a diventare alcuni dei leader più influenti e schietti dell’America nera.

Abbattendo il coro, Gambino – una celebrità nera che fa parte del sistema di intrattenimento d’élite – abbatte simbolicamente un pilastro della comunità nera,. I valori violenti, nichilisti, decadenti e materialistici della cultura pop si scontrano e “competono” con l’influenza spirituale e comunitaria delle chiese evangeliche. Per questo motivo, devono essere (in senso figurato) abbattute.

C’è qualcosa di insidiosamente perverso nella scena del coro. Mentre, ad una prima visualizzazione, la scena è sconvolgente e scoraggiante, ripetute visualizzazioni normalizzano questa orribile scena del “popolo di Dio” che viene ucciso mentre canta. A livello sonoro, quando Gambino spara, la musica passa da voci ad alto tono a un ritmo basso, che è un’esperienza auditiva piuttosto soddisfacente. Pertanto, coloro che guardano il video ripetutamente sanno gia` della sparatoria, ed inconsciamente, finiscono per godersela

Dopo la sparatoria di massa, l’arma viene consegnata ad un bambino all’interno di un panno rosso. Un altro sacrificio. Gambino se ne va senza essere visto mentre la gente si precipita sulla scena. Qualcun altro si prendera` la colpa per il crimine.

Dopo la sparatoria, dietro a Gambino si scatena una rivolta, mentre la gente corre in giro e le auto bruciano. La seconda strofa continua con cliché rap, alludendo successivamente a vestiti di marca, fare soldi con i traffici di stupefacenti, e uccidere gli avversari.

Durante il secondo verso, Gambino balla con i bambini delle scuole, ignorando completamente i disordini che accadono intorno a lui. Qui, sta imitando una ragazza che dice che è carina e indossa dei Gucci.

Quindi, la stessa persona che ha abbattuto il coro della chiesa (e se l’è cavata) ora distrae gli spettatori con mosse di danza alla moda e versi rap. I bambini delle scuole ballano intorno a lui perché le celebrità elitarie sono molto influenti sui giovani.

Mentre Gambino e i bambini ballano, vediamo un cavaliere incappucciato cavalcare sullo sfondo.

Il cavaliere è un riferimento al cavallo bianco dell’Apocalisse? Il libro dell’Apocalisse dice:

E vidi, ed ecco, un cavallo bianco;  e colui che vi sedeva sopra aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì, da vincitore e per vincere
– Apocalisse 6: 2

Mentre Gambino distrae i bambini della scuola e gli spettatori con passi di danza, tutti ignorano il cavaliere bianco, simbolo biblico che prefigura la guerra e la morte.

Dopo il caos, Gambino accende una canna e inizia a ballare.

Gambino balla circondato da vecchie macchine malconce.

A sinistra c’è il chitarrista a cui ha sparato alla testa all’inizio del video, apparentemente ancora vivo, sebbene incappucciato. Anche se Gambino (che rappresenta l’industria e le sue pedine) abbia assassinato questo sano simbolo dell’America nera all’inizio del video, a volte è necessaria questa influenza. Ma solo se è simbolicamente incappucciato e soggetto alla regola dell’élite.

La ragazza sulla destra è SZA, una nuova marionetta degli Illuminati. Fatto interessante: sia Donald Glover che SZA erano al Met Gala 2018, ovvero una riunione d’élite del settore.

Glover e SZA al Met Gala – un bizzarro e altamente simbolico evento di moda che ha utilizzato simboli associati al cattolicesimo . 

Perché Gambino è così spaventato e perché queste persone arrabbiate finiscono per inseguirlo?

È questo il destino di coloro che si vendono all’industria e finiscono per andare contro la loro stessa gente? E` vero infatti, come vediamo continuamente, che una volta che l’industria ha finito di spremere gli artisti, di solito se ne sbarazza.

CONCLUDENDO

This is America ha il merito di scatenare il dibattito e di incitare alla riflessione. L’intenso uso del simbolismo del video combinato con una conclusione aperta, porta a una pletora di interpretazioni e persino a una caccia a tutto campo per “dettagli nascosti”.

Tuttavia, il messaggio principale del video non è nascosto. È proprio davanti ai nostri occhi. In realtà è così in-your-face che alcuni sentono il bisogno di attribuire riferimenti oscuri alle sue scene più inquietanti per razionalizzarlo.

Mentre molti teorizzano che Gambino incarna l’America nel suo complesso, lo strano personaggio senza maglietta protagonista nel video è chiaramente un intrattenitore. Dal riferimento a Jim Crow al ballo e al rapping, il personaggio è immerso nella cultura nera mentre è dannoso per la sua stessa gente. Spara simbolicamente ad elementi radicati del folclore e della spiritualità per creare una nuova cultura basata su valori vani, materialistici e autodistruttivi.

Per questo motivo, si deve diffidare delle celebrità che dichiarano di essersi “svegliate” mentre sono sotto contratto con le principali etichette le quali sono di proprietà dei più potenti conglomerati del mondo. Il loro messaggio è inventato, la loro libertà artistica è limitata e, se è permessa una sorta di critica sociale, è perché serve gli interessi di coloro che firmano gli assegni. In questo momento si tratta di divisione: divisione tra razze, sessi e inclinazioni politiche. Dividere e conquistare è ancora una strategia valida. Molti di coloro che sostengono di essere “svegliati” sono in realtà di proprietà di coloro che stanno cercando di farti addormentare …

Fonte

I Gesuiti

L’ordine dei gesuiti venne inizialmente fondato nel giorno dell’ “Assunzione” il 15 agosto 1534, in una cerimonia segreta nella cripta della cappella di St. Denis da Ignazio di Loyola (Inigo Lopez de Loyola) Francisco Xavier, Alfonso Salmeron, Diego Lainez, e Nicolás Bobadilla (Spagna), da Peter Faber (Savioia/Francia) e da Simao Rodrigues (Portogallo).

Altri Nomi Società di Gesù, La compagnia di Gesù, La compagnia

Anno di origine 1540 Bolla Papale Regimini militantis ecclesiae (“Sulla supremazia della Chiesa militante”)

Fondatori Francesco Borgia & Ignazio di Loyola

Sede Chiesa del Gesù (Roma)

Capo dell’organizzazione Superiore Generale

Leader corrente Adolfo Nicolás

Numero membri 18,815 (2008)

La formazione della Compagnia di Gesù venne approvata da Francesco Borgia, Duca di Grandia, nipote di papa Alessandro VI e patrono di Ignazio di Loyola. Francesco Borgia fu il principale finanziere e “architetto” nella costituzione del primo ordine militare di monaci della Chiesa cattolica. Lo si ricorda anche per aver contribuito positivamente nell’approvazione della Bolla Regimini militantis (27 settembre 1540) da parte dell’amico della famiglia Borgia, Alessandro Farnese, Papa Paolo III, che per primo conferì ai gesuiti lo status di ordine.
Ignazio di Loyola attirò, per la prima volta, l’attenzione del giovane duca di Grandia nel 1529, dopo che Loyola venne nuovamente arrestato dall’Inquisizione per le sue estreme pratiche di devozione religiosa. Borgia vide del potenziale nell’estremo rigore religioso, predicato da Ignazio di Loyola e nel suo desiderio di stabilire un ordine di monaci militari. Fu il giovane Borgia a salvare la vita di Ignazio dall’Inquisizione.
Alla morte di Ignazio nel 1557, Francesco Borgia avrebbe dovuto essere il secondo Superiore Generale. Tuttavia, le sue ambizioni vennero ostacolate in primo luogo dall’acerrimo nemico Giovanni Pietro Carafa come Papa Paolo IV (1555-1559). Carafa fu uno dei più grandi nemici di papa Alessandro VI e nominò subito Diego Laynez come Superiore Generale.
Papa Paolo IV morì nell’agosto del 1559 e fu sostituito da Giovanni Angelo de’ Medici (Papa Pio IV). In entrambi i casi, il Superiore Generale dei gesuiti Diego Laynez si schierò dalla parte dei papi rendendoli virtualmente intoccabili.
Tuttavia, dopo che Papa Pio IV torturò e uccise Benedetto Accolti e altri membri delle famiglie papali in un presunto complotto, il cardinale Borgia fece la sua mossa e Pio IV venne avvelenato, morendo il 9 dicembre 1565. Pochi giorni dopo, il Superiore Generale Diego Laynez subì la stessa sorte. Il suo successore fu il cardinale Francesco Borgia, eletto all’unanimità, terzo Superiore Generale.

LE CARATTERISTICHE UNICHE DELL’ORDINE MILITARE GESUITA

Borgia rafforzò i già sostanziali poteri del Superiore Generale dei Gesuiti in modo da essere più potente di qualsiasi altro Ordine nella storia della Chiesa cattolica.
Anche se tecnicamente monaci, la Costituzione dell’Ordine era unica nel suo genere, in quanto esentava gli appartenenti dell’ordine dalla regola della clausura (ossia del vivere nei monasteri). I gesuiti erano abitanti “del mondo”. Solo i sacerdoti domenicani, che erano i principali carnefici dell’Inquisizione e della Chiesa Cattolica, hanno goduto di simili libertà.
Tuttavia, la Costituzione dei Gesuiti si spinse oltre fin da subito, in quanto consentì e addirittura incoraggiò i sacerdoti a non indossare l’abito (il tradizionale vestito da monaco) in modo da potersi “amalgamare” meglio con la popolazione.
Borgia assicurò ai Gesuiti, per mezzo di una bolla di Papa Paolo III nel 1545, il potere di predicare, confessare, dispensare i sacramenti e celebrare la messa, senza dover fare riferimento a un vescovo, ponendoli effettivamente fuori il controllo del clero regionale.
Un ulteriore rafforzamento della Costituzione dell’Ordine Militare dei Gesuiti si ebbe quando il Superiore Generale aumentò i suoi poteri, divenendo, di fatto l’uomo più potente dopo il papa. Con la sua costituzione del 1565 (tutt’ora in vigore), il Superiore Generale può assolvere i sacerdoti e le nuove leve da tutti i loro peccati, anche dal peccato di eresia e di scisma e dalla falsificazione di scritti apostolici. Inoltre, i Superiori Generali a partire dall’epoca di Borgia ebbero “ufficialmente” (Bolla Papale) il potere di invertire le sentenze di scomunica, sospensione o interdizione e anche assolvere i sacerdoti gesuiti colpevoli di omicidio e bigamia.
Una delle vittorie più straordinare del Superiore Generale Borgia avvenne nell’anno della sua dipartita, quando si assicurò sotto il pontificato di Gregorio XIII nel 1572 che i gesuiti avessero il diritto di intraprendere attività commericali e finanziarie – un diritto che non veniva concesso ad un ordine religioso della Chiesa cattolica da ben 400 anni (Cavalieri Templari).
Furono queste leggi contenute nella Costituzione dell’Ordine dei Gesuiti che garantirono al Superiore generale l’appellativo di Papa nero.

I GESUITI E L’ISTRUZIONE

Mentre, fin dal principio, l’Ordine Militare dei gesuiti venne progettato per essere in grado di completare tutti i tipi di missioni pericolose come omicidi, propaganda, contraffazione, furto, la loro missione primaria era e rimane ancora oggi la sconfitta completa di tutte le forze che si oppongono all’autorità del Papa Cattolico – in particolare del movimento protestante.
Anche nel 16 ° secolo, la Chiesa cattolica cercò di reprimere e controllare gli scambi e l’educazione attraverso la combinazione del diritto pontificio, dei fatti e occasionalmente della forza. Al contrario, gli stati che avevano rifiutato la supremazia del Papa come l’Inghilterra e parti di Germania, Francia, e Nord Europa erano liberi di portare avanti le loro attività commerciali in tranquillità e fornire una educazione senza restrizioni ai propri figli.
Di tutte le conseguenze della Riforma, la più pericolosa per la Chiesa cattolica era (ed è ancora) quella dell’istruzione. Ecco perché i gesuiti adottarono una posizione così marcata nel campo dell’istruzione. Usando i loro grandi poteri, i gesuiti stabilirono un contro movimento educativo, sfruttando come arma l’inestimabile possibilità di accedere agli archivi segreti del Vaticano, i gesuiti si dedicarono a manipolare ogni scienza e filosofia mainstream a svantaggio degli intellettuali protestanti, sovvertendone anche le società segrete.
Il reclutamento e la promozione dell’istruzione portò anche altri benefici, l’Ordine infatti ebbe la possibilità di migliorare il livello delle sue reclute rendendosi allo stesso tempo “attraente”  al mondo cattolico. I gesuiti divennero ben presto noti come l’Ordine dedicato all’eccellenza nell’istruzione presso i paesi cattolici, un concetto perverso se si pensa alla sua concezione originaria, ovvero essere il braccio armato della Chiesa Cattolica.

I GESUITI E I PRIMI SCAMBI COMMERCIALI

Un’altra area in cui i Gesuiti cercarono di competere con gli Stati protestanti nominati in precedenza erano le rotte commerciali. Grazie a Papa Gregorio XIII, i gesuiti divennero l’unico Ordine religioso con il potere di condurre transazioni commerciali e bancarie.
Il Superiore Generale dei gesuiti Claudio Acquaviva (1581 – 1615) utilizzò bene tale privilegio quando nel 1580, ordinò a Vilela di acquistare il porto di Nagasaki da un signore della guerra locale giapponese. Il Generale Acquaviva inviò poi Alessandro Valignano a consolidare la nuova missione commerciale.
I gesuiti promossero fortemente la crescita del loro porto di Nagasaki, rendendolo uno dei porti commerciali più redditizi del mondo. La proprietà di questo porto diede alla società un monopolio concreto sulla tassazione di tutte le merci importate che entravano in Giappone.
I gesuiti sotto Pietro Claver divennero anche uno strumento per lo sviluppo del commercio degli schiavi dall’Africa al Sud America allo scopo di utilizzarli nelle miniere d’oro.  In seguito, i gesuiti trasformarono Claver da uno dei peggiori mercanti di schiavi della storia al loro santo patrono.
Tuttavia, sia la Spagna che il Portogallo, in particolare, erano inferociti a causa delle crescenti ricchezze e influenza dei Gesuiti le quali derivavano dai proventi del traffico di schiavi e dalla monopolizzazione del commercio.
In risposta al tentativo portoghese, di limitare i gesuiti in Giappone, armando i loro nemici, il generale Claudio Acquaviva formò un’alleanza nel 1595 con gli olandesi sostenendo le loro navi mercantili e commerciali. In risposta alla nuova alleanza, il Parlamento inglese pubblicò una carta nel 1600 che garantiva all’alleanza della Compagnia delle Indie Orientali il monopolio sui traffici commerciali.
Nel 1602, il generale Claudio Acquaviva supportò i mercanti gesuiti nel percorso che permise loro di ottenere una carta da parte degli Stati generali dei Paesi Bassi che garantì loro il monopolio per 21 anni e la formazione della Vereenigde Oostindische Compagnie o VOC in olandese, letteralmente “Compagnia Unita delle Indie Orientali” (Dutch East IndiaCompany).
Attraverso il privilegio unico dei gesuiti nel poter condurre attività finanziare e commerciali, la Dutch East India Company divenne una delle aziende più redditizie della storia grazie al controllo di spezie, medicine, schiavi e piantagioni. I gesuiti controllarono questo avamposto commerciale fino al 1773 quando l’Ordine venne sciolto.

LO SCIOGLIMENTO DELL’ORDINE

Mentre l’argomento iniziale che giustificava la presenza gesuita nel commercio era quello di corrompere e ostacolare le attività commerciali protestanti, furono in realtà le nazioni cattoliche a subire i danni maggiori. In aggiunta alle disgrazie provocate dai gesuiti, un pericolo proveniva anche dall’interno dell’ordine, ovvero dai suoi assassini. Ogni volta che un nuovo re o regina moriva sotto la loro vigilanza, le famiglie nobili d’Europa entravano in uno stato di forte agitazione.
Fu tuttavia lo stesso sistema di controllo, istruzione e soppressione del liberalismo gesuita che portò al loro scioglimento. Mentre le nazioni protestanti facevano passi avanti nel commercio, nell’industria e nell’istruzione, gli Stati cattolici continuarono a perdere il controllo. Spagna, Portogallo, gli stati italiani e anche la Francia rimasero a guardare con disgusto e frustrazione l’Inghilterra, la Germania, la Russia e gli altri Stati europei del Nord crescere nella ricchezza e nel prestigio.
Nel 1758 il ministro di Giuseppe I del Portogallo (1750-1777), il Marchese di Pombal, espulse i Gesuiti dal Portogallo, e li spedì in massa a Civitavecchia, come un “dono per il Papa”. Nel 1764, il re Luigi XV di Francia espulse i Gesuiti.
Nel 1769, il movimento per espellere i gesuiti era talmente cresciuto da rappresentare un pericolo per lo stesso Papa. Papa Clemente XIII convocò un concistoro, al fine di sciogliere i gesuiti, con annessa una bolla papale. Il 2 febbraio 1769, però, la notte prima che la bolla venisse promulgata, il generale Lorenzo Ricci riuscì a far assassinare il Papa.
Il suo successore, Papa Clemente XIV, allievo gesuita, risultò decisamente più strategico. Nel luglio del 1773, Papa Clemente XIV firmò l’ordine Dominus ac Redemptor per smantellare i gesuiti, le loro chiese e sequestrarne i beni. In cambio, Papa Clemente ottenne la restituzione di Avignone e Benevento allo Stato della Chiesa per i “servizi” resi alle case reali.
La soppressione colse il generale Ricci completamente spiazzato e, prima che potesse reagire, venne arrestato il 17 agosto e imprigionato a Castel Sant’Angelo a Roma. Il 22 settembre 1774, tuttavia, Ricci, riuscì a far uccidere Papa Clemente XIV. Ricci rimase imprigionato e morì il 24 Novembre 1775 dopo 15 anni da generale.

IL CONTRATTACCO DEI GESUITI

La prigionia e la morte di Ricci, la bolla di soppressione, non segnarono la fine dei gesuiti. La lettera era valida solo nei paesi in cui venne ufficialmente promulgata.
Federico di Prussia riconobbe il valore dei Gesuiti come educatori e rifiutò di promulgare l’editto. Allo stesso modo, anche Caterina II di Russia proibì la sua promulgazione. In un primo momento, alcuni gesuiti divennero sacerdoti della parrocchia e continuarono ad insegnare nei collegi dei gesuiti come un tempo.
Dal momento che vennero riconosciuti legalmente come gesuiti in quei due paesi, i Padri nella Russia Bianca organizzarono una Congregazione, la prima in Russia. Elessero come Vicario Generale Padre Stanislao Czerniewicz (53 anni). Era un gesuita leader della Provincia ed era Rettore al Collegio di Polotsk.
Stanislaus Czerniewicz morì il 7 luglio 1785, i Padri allora, organizzarono la seconda congregazione della Russia Bianca per eleggere un successore. Elessero come Vicario Generale, il 27 settembre, Padre Gabriel Lenkiewicz.
Due anni dopo la sua elezione, Gabriel Lenkiewicz colse l’occasione per vedicarsi su una delle case reali europee che contribuirono alla caduta dei gesuiti. Durante la Riforma Re Luigi XVI di Francia convocò un’assemblea di notabili – un gruppo di alcuni nobili, borghesi e burocrati selezionati al fine di bypassare il Parlamento, dominato dalle famiglie nobili.
Al fine di migliorare il tenore di vita dei più poveri e fermare la fame crescente, il Re francese chiese il bene stare dell’Assemblea nel suo piano di tassare, per la prima volta, le famiglie nobili e la Chiesa cattolica. Il piano oltraggiò i Vescovi cattolici e i Gesuiti vennero chiamati dalla Russia per fornire assistenza su come sovvertire i piani del “buon” re.
I gesuiti sfruttarono subito il piano del re per by-passare il Parlamento, completamente corrotto, diffondendo opuscoli anti-monarchia in cui si dimostrava che il re in realtà stava contro la gente comune, in quanto per legge un terzo del Parlamento francese doveva essere rappresentato dalla gente comune.
Anche in questo caso, sfruttando il desiderio del re di apportare cambiamenti significativi, i gesuiti promossero rivolte aperte e un movimento di opposizione, sostenendo che le vere persone che volevano il cambiamento era il popolo non il re. Per terminare il caos, nel 1791, re Luigi XVI promulgò una nuova Costituzione con cui la Francia sarebbe diventata una monarchia costituzionale – fornendo una reale libertà politica e democratica, per la prima volta nella storia dell’Europa continentale.
In risposta, Papa Pio VI (1775-1799) ordinò all’imperatore del Sacro Romano Impero, Leopoldo II d’Austria, di attaccare suo cognato. Nel 1792, i giacobiti controllati dai gesuiti catturarono il re e per i successivi due anni, durante il “regno del terrore” gesuita, vennero giustiziate oltre 40.000 persone, per lo più senza nemmeno un processo.
La rivoluzione non avvantaggiò, inizialmente, la causa dei gesuiti (ovvero la loro riammissione). Diede invece rinnovata fiducia alla loro capacità di rovesciare, anche la più antica delle monarchie, che infine li portò ad ideare il piano per catturare il Papa e la ricchezza della Chiesa cattolica.
In una delle più grandi mistificazioni della storia, il leale agente dei Gesuiti Gilbert du Môtier, marchese de La Fayette conosciuto semplicemente ai più come “La Fayette” non abbandonò le sue fedeli truppe e l’influenza nascondendosi nella regione oscura di Liegi in Belgio, dove venne tenuto “prigioniero” per 5 anni. La Fayette, invece, fu incaricato dai gesuiti di prendere le vaste riserve d’oro della Francia e trasferirle in America.
A New York, l’oro francese è stato posto con cura nella Bank of New York (fondata nel 1784) e nella Bank of the Manhattan Company (ora JP Morgan Chase Bank).
L’agente gesuita Antoine Christophe Saliceti curò con attenzione la carriera del compagno Napoleone Bonaparte per diversi anni. Nel 1795, pur servendo a Parigi, Napoleone riuscì a schiacciare una rivolta di monarchici e contro-rivoluzionari e venne supportato dal leader del nuovo regime Paul François Jean Nicolas, visconte de Barras (Paul Barras).
Dopo il suo matrimonio con Joséphine de Beauharnais, Saliceti si assicurò che a Napoleone venisse affidato il comando dell’esercito francese in Italia nel marzo 1796 dando l’ordine di invaderla, in particolare per catturare il Papa a Roma.
Nello stesso periodo, i gesuiti in Svizzera costituirono le banche private Darier Hentsch & Cie e Lombard Odier Darier Hentsch che avrebbero custodito l’oro e i tesori sequestrati durante la campagna.
Papa Pio VI, tuttavia, costituì un proprio trattato di pace con Napoleone (Tolentino) il 19 febbraio 1797. Sono stati i gesuiti ad organizzare l’assassinio del generale di brigata francese Mathurin-Léonard Duphot a Roma, per permettere a Napoleone di arrestare, finalmente, il papa. Sei settimane dopo il trasferimento del Papa presso la cittadella di Valence, morì il 29 agosto 1799.
Tornati a Roma, gli agenti del Superiore Generale dei Gesuiti Gabriel Lenkiewicz catalogarono tutti i buoni del Tesoro Vaticano e altre informazioni riguardo le posizioni dei tesori della Santa Sede, inviandole in Svizzera. A sua volta, la Banca continuò per un certo tempo a finanziare Napoleone per le sue continue campagne di conquista.
Nel novembre del 1798, Gabriel Lenkiewicz morì e il 1 ° febbraio Padre Franz Xavier Kareu fu eletto Vicario Generale.

Il Papato

Il culto romano, noto anche come Culto Cattolico Romano del Vaticano venne fondato ufficialmente nel 1057 dal capo sacerdote pagano, Gregorio VII, devoto alla  Magna Mater (Cibele).

Altri nomi Chiesa Madre, Culto Romano, Magna Mater, Culto Mariano, Culto Vaticano, Papato

Anno di origine 1057 d.C.

Fondatore Il sacerdote pagano convertito Gregory VII da Papa

Quartier generale Vaticano (Tempio della Magna Mater), Roma

Capo dell’organizzazione Pontefice Massimo, il “Papa”

Leader attuale Papa Benedetto XVI

Membri 4,500 (2009)

Il culto romano non hai mai detenuto ufficialmente la leadership della Chiesa cattolica. Tuttavia, attraverso una incessante campagna di accumulo e consolidamento del potere, questo gruppo relativamente piccolo di individui controlla ora il destino di oltre un miliardo di buoni cristiani e cattolici etici, tratti in inganno dalla “presunta” legittimità del Culto Romano.
Un culto brutale e sanguinario – che comprese il sacrificio di bambini, la cremazione di persone (dall’11 ° secolo dC), l’adorazione di demoni e il celibato assoluto dei suoi sacerdoti inferiori – l’epicentro di tale male fu il Phrygianum in cima al Colle Vaticano, dal secondo secolo aC.
Dal 1 ° secolo aC, i sommi sacerdoti – una posizione ereditaria controllata da una manciata di antiche famiglie – invocarono l’antico titolo pre-Repubblicano di PontifexMaximus, dopo che gli imperatori romani si assunsero il sommo ruolo di sacerdoti supremi del culto di Stato della Magna Mater ( Cibele).
Custodi gelosi della loro eredità pagana e dedite ai sacrifici umani, queste famiglie vennero bandite da Roma più di una volta.
Tuttavia, durante i periodi tumultuosi della storia romana, dopo il crollo di Roma come centro dell’impero, gli alti sacerdoti pagani assunsero il ruolo di leader della comunità e per diversi periodi, tornarono apertamente alle loro pratiche sacrificali (bambini), al cannibalismo e al culto demoniaco: dal 590 al 752, dall’847 all’872 e infine dall’896 al 1057.

IL PRIMO FALSO PONTEFICE MASSIMO CATTOLICO, FORMOSO

Quando l’imperatore cattolico Louis II morì nell’876, lasciò un vuoto di potere in tutto l’Impero dei Franchi. Il Papa cattolico Adriano II morì poco dopo e negli Stati Pontifici si ridiffuse l’agitazione politico/sociale.
Durante questo periodo, i vari principi longobardi che erano riusciti a mantenere i loro titoli e le loro terre, cambiando le loro alleanze tra invasori bizantini, musulmani e cattolici combatterono a loro volta per il dominio dell’Italia e del Sacro Romano Impero.
Durante questo tempo non ci furono papi cattolici in quanto gli alti sacerdoti di Cibele (Magna Mater) riuscirono ad imporre solidamente le loro pretese su Roma.
Il primo a rompere la situazione di stallo tra i principi longobardi in guerra fu Guy II di Spoleto. Con una mossa azzeccata, nell’891 Guy convinse Formoso, l’attuale alto sacerdote pagano (Pontifex Maximus) ed antenato dei Colonna a convertirsi (almeno in apparenza) al cattolicesimo, diventando Papa e riuscendo, in tal modo, ad incoronare Re ed Imperatori Cattolici.
Che Formoso si sia effettivamente convertito al cristianesimo o no è ancora materia di dibattito. Quel che è certo è che nell’892, in una grande cerimonia a Roma, Guy fu incoronato re d’Italia e Formoso, “Papa” del Sacro Romano Impero Cattolico.
Né il regno di Guy, né quello di Formoso durarono a lungo in quanto quest’ultimo sembra esser stato ucciso dalla sua stessa famiglia di sacerdoti generazionali entro all’incirca nell’896.
Il Vaticano e i conti di Tuscolo tornarono alle loro sanguinose tradizioni pagane fino a che il Pontifex Maximus Gregorio VI (1045-1046) venne catturato e giustiziato dalle forze del Santo Imperatore Cattolico, Enrico III.

IL “GRANDE” GREGORIO VII

Hildebrand (Gregorio VII) nacque a Soana (Sovana moderna), una piccola cittadina nel sud della Toscana. Fu sospettato di appartenere alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi, un ramo secondario della maggiore famiglia di sacerdoti pagani.
Nel 1046, le forze del Santo Imperatore Cattolico, Enrico III invasero l’Italia e giustiziarono ogni membro della stirpe Tuscolana che riuscirono a trovare – Gregorio VI (1045-1046) è l’ultimo Pontifex Maximus completamente pagano di Roma.
Dopo il massacro della dinastia italiana più satanica dell’epoca, portato a termine da Enrico III, risultò che Hilderbrand svolse un ruolo attivo nella comunicazione tra le varie famiglie principesche che combatterono le varie invasioni delle forze cattoliche, cristiano/imperiali di Costantinopoli e musulmane in tutta Italia.
Fu probabilmente durante una delle sue numerose visite a Pandolfo IV dei potenti principi di Capua a Benevento, che Hilderbrand entrò per la prima volta in contatto con i fratelli baschi mercenari Roberto e Ruggero Borgia, a volte confusi con i nomi di Borsa o Guiscardo.
I baschi erano antichi satanisti, adorando Mari – l’archetipo sia per l’immagine del Capro di Mendes che di Lucifero. Coltivavano un odio profondo verso il cattolicesimo a causa di Carlo Martello e dei suoi discendenti che ridussero la loro regione in macerie (a causa del loro tradimento, in primo luogo).
Nel 1056, l’imperatore Enrico III morì e il papa in carica, Clemente II fu assassinato poco dopo. Sembra che Hilderbrand ideò poi un piano geniale per assumere il comando.
Riconoscendo il fatto che le famiglie principesche sataniche italiane rifiutavano di essere cristiane o cattoliche, la ovvia conseguenza era quella di finire costantemente nelle mani di vari invasori, Hilderbrand offrì dunque un accordo ai fratelli Borgia: se lo avessero aiutano a proteggere Roma e l’allineamento degli altri principi, avrebbe concesso loro il titolo nobiliare e delle terre.
Così dal 1057, Hilderbrand si autonominò Pontifex Maximus, con il nome di Gregorio VII in onore dei nobili tuscolani uccisi e sfruttando la protezione dei fratelli mercenari spagnoli Borgia iniziò la riforma dei culti satanici presenti in Italia fondendoli in ciò che sarà il Culto Romano.
La prima e più significativa innovazione di Gregorio VII fu quella di invitare le famiglie pagane più conservative a fingere di essere cattoliche.
Le famiglie principesche italiane sapevano che la Chiesa cattolica era retta da un insieme di fragili menzogne. Ma la forza militare dell’Impero cattolico era semplicemente troppo potente. Così, invece di negare le loro menzogne, Hilderbrand convinse i principi a rivendicare il proprio credo cattolico.
Questo fu fondamentale per il successo del suo piano. Hildebrand calcolò di assumere il controllo legittimo e totale della Chiesa cattolica, sostenendo che i Pontefici Romani erano sempre stati di credo cattolico e che il Liber Pontificalis fu un terribile errore.
In secondo luogo, il Papa ”cattolico” Gregorio VII mise in atto un’altra brillante idea – l’ufficio dei Cardinali e il Collegio dei Cardinali. Per rafforzare la sua posizione riguardo il fatto che i Romani fossero in realtà i legittimi eredi della religione cattolica (creata meno di 300 anni prima), introdusse l’ufficio dei Cardinali il quale (come nei tempi antichi), avrebbe consentito ad un membro di ogni famiglia di essere Cardinale. Successivamente, il Pontifex Maximus sarebbe stato eletto tra questo ristretto gruppo.
In terzo luogo, Gregorio VII formalizzò il processo per l’assegnazione di terre e di titoli, mettendo la parola fine agli aspri scontri tra i vari principi, garantendo che l’acquisizione del titolo nobiliare venisse regolata dal collegio e dal Pontefice in una istituzione conosciuta come “Curia”. Nacquero così il culto romano e la base del suo potere.
Gregorio introdusse ulteriori innovazioni per rinforzare il mito che i latini fossero da “sempre” cattolici introducendo testi falsi come il Dictatus papae – una raccolta di 27 affermazioni assiomatiche le quali non solo erano la “prova” della precedente diffusione del cattolicesimo, ma anche l’inizio della diffusione della dottrina eretica di Cibele nella liturgia della Chiesa cattolica.
Gregorio si spinse oltre, assicurandosi che Cibele ora diventata Maria, Madre di Dio, tecnicamente superiore a Gesù, fosse elevata a “dottrina” ufficiale della Chiesa cattolica. Nonostante questa terribile eresia andasse contro sia alla dottrina cristiana che a quella cattolica, entro duecento anni, avrebbe acquistato piena ufficialità sotto il dominio del culto romano.
Tuttavia, nel 1083, Re Enrico IV era pronto ad invadere l’Italia e dal 1084 Gregorio fu catturato insieme alla sua famiglia e rapidamente ucciso. Tuttavia, le innovazioni diplomatiche e la ricostituzione degli antichi culti sacrificali in un agglomerato “cattolico” sopravvissero.

PAPA URBANO “IL GRANDE”

Nonostante le innovazioni di Gregorio VII, se non fosse stato per i Principi di Capua, i culti satanici beneventini e a sua volta il culto romano sarebbero stati semplicemente dei piccoli frammenti di storia. Fu Zotto de Landalf, altrimenti noto come Pietro l’Eremita e il “grande” Papa Urbano II che, attraverso un atto di follia pura e genio militare, assicurarono la sopravvivenza a lungo termine del culto romano.
Nel 1084, una massiccia forza di 36.000 uomini ruppe finalmente l’assedio del leader del culto romano, l’antipapa Gregorio VII a Roma, protetto da un esercito mercenario comandato dal basco, Roberto Borgia (il Guiscardo – che significa “furbo, scaltro”). Roberto Borgia riuscì a scappare con alcuni dei suoi uomini, ma l’antipapa Gregorio VII non fu così fortunato e fu subito processato, scomunicato e giustiziato come eretico dalla Chiesa cattolica.
Roberto Borgia fuggì poi a Benevento e il padre di Zotto, che prontamente si proclamò Pontifex Maximus (antipapa) Vittore III (1084-1086) contro il regno del vero papa cattolico Clemente III (1080, 1084-1100). Le truppe d’elite normanne di Enrico IV, assediarono poi Benevento fino a quando finalmente la città, ben fortificata, cadde nel 1086/7 e l’antipapa Vittore III insieme a Roberto Borgia furono giustiziati come eretici.
Zotto ed i pochi sacerdoti del culto romano restanti assieme ai rimasugli dell’esercito mercenario dei Borgia riuscirono a fuggire e nel 1.086 incoronarono Zotto come il nuovo antipapa eretico Urbano II – Pontifex Maximus del culto romano.
Un uomo braccato, sostenuto solo da un pugno di leali mercenari, la sconfitta sembrava alle porte per l’antipapa Urbano II, ideò tuttavia una strategia coraggiosa e audace. In primo luogo, cambiò completamente il suo aspetto diventando un povero eremita, di nome Pietro. Cominciò poi a ricevere sostegno sia dai nobili, che dalle persone comuni predicando storie di orrore e tortura che gli imperatori bizantini infliggevano ai “buoni cristiani”, così come dei grandi tesori custoditi nei loro forzieri. Come prova, Urbano utilizzò il bottino sequestrato e la bigiotteria presa da Roberto Borgia ai bizantini in Sicilia.
Dopo la distruzione finale e completa del Sacro Romano Impero da parte degli eserciti eretici del culto romano nel 15 ° secolo, la storia di questa prima crociata venne cambiata per rivendicare come obiettivo Gerusalemme ed i Musulmani – una totale e completa bugia. L’obiettivo è sempre stato la conquista di Costantinopoli imbrigliando la Chiesa cattolica grazie al compendio di prove più schiaccianti contro questa religione, fondata nel 741 – L’Archivio imperiale di Costantinopoli.
Utilizzando brillantemente la dottrina cattolica contro se stessa, dal 1095 l’antipapa Urbano era riuscito a mettere in piedi un esercito abbastanza grande per iniziare una marcia verso est negli antichi territori del Sacro Romano Impero.
Nel 1096, Urbano e il suo esercito avevano assediato e sopraffatto Belgrado, macellando centinaia di migliaia di cristiani innocenti lungo la strada in uno dei più grandi bagni di sangue della storia. Nello stesso anno (1096), Costantinopoli cadde in modo relativamente semplice. Urbano ordinò immediatamente di trasferire l’Archivio Imperiale alla sua base italiana. In tutto l’esercito di Urbano uccise oltre 50.000 persone nella sola Costantinopoli.
Forte del suo successo, Urbano ha ora come obiettivo la presa di Gerusalemme. Fin troppo fiducioso, attraversò la Turchia, la Siria e giù fino in Antiochia, uccidendo decine di migliaia di cristiani lungo la strada. Tuttavia, i musulmani si vendicarono e Urbano si trovò assediato ad Antiochia nel 1098 – tagliato fuori dal resto del suo esercito. Si dice che Urbano continuò a dimostrare straordinarie capacità oratorie e di persuasione durante l’assedio convincendo crociati ammalati e feriti della loro superiorità.
Fu catturato e decapitato dai musulmani alla fine dell’assedio nel 1099. Per ritorsione, il figlio antipapa Teodorico radunò l’esercito e prese Gerusalemme nello stesso anno.

CONCORDATO DI WORMS

Una volta che il culto romano di satanisti convertiti ebbe in mano i documenti originali della formazione del Cristianesimo e del Sacro Romano Impero, sarebbe stata solo una questione di tempo prima che, una tregua forzata, garantisse al culto romano il suo controllo parassitario sul cattolicesimo. Questo evento si verificò in occasione del Concordato di Worms nel 1123 tra il leader del culto romano Callisto II e il Santo Imperatore Cattolico Enrico V.
Da allora, la Chiesa cattolica è tenuta in ostaggio da questo piccolo gruppo di famiglie, che continuano ad avere le redini del potere.
Anno dopo anno, secolo dopo secolo la dottrina originale del cristianesimo e del cattolicesimo è stata sostituita con le dottrine eretiche e malvagie del Culto Romano.
Anche i grandi movimenti di Riforma non hanno cercato di affrontare la questione fondamentale ovvero le bugie raccontate durante la formazione della religione e di come il culto romano sia stato in grado di manipolarle al fine di controllare l’intera Chiesa.

ELENCO DI ANTIPAPI DEL CULTO ROMANO

Di seguito è riportato l’elenco aggiornato e preciso degli antipapi, a partire dalla formazione del falso culto cristiano sotto Gregorio VII.

Periodo Nome del Pontefice Linea di sangue

1056-1084 Gregorio VII Tusculo

1086-1087 Vittorio III Benevento

1088-1098 Urbano II Benevento

1098-1101 Teodorico Benevento

1119-1124 Callisto II Pierleoni, Roma

1124-1130 Onorio II Pierleoni, Roma

1130-1138 Innocenzo II Pierleoni, Roma

1154-1164 Adriano IV Sheakspeare, Inghilterra

1168-1178 Calisto III Giovanni, Benevento

1169-1181 Alessandro III Bandinelli, Siena

1181-1185 Lucio III Allucingoli, Lucca

1185-1187 Urbano III Crivelli-Castiglioni

1187-1187 Gregorio VIII Alberto de Mora (Benevento)

1198-1216 Innocenzo III Conti di Segni

1216-1227 Onorio III Savelli

1227-1241 Gregorio IX Savelli

1243-1254 Innocenzo IV Fieschi

1254-1261 Alessandro IV Conti di Segni

1261-1264 Urbano IV

1271-1276 Gregorio X Visconti

1277-1277 Innocenzo V Fieschi,

1277-1278 Giovanni XXI

1285-1287 Onorio IV

1294-1303 Bonifaccio VIII Caetani

1328-1352 Giovanni XXII Pietro Rainalducci

1352-1362 Innocenzo VI

1362-1370 Urbano V

1370-1378 Gregorio XI

1378-1389 Urbano VI Prignano, Napoli

1389-1404 Bonifaccio IX Tomacelli, Napoli

1404-1406 Innocenzo VII De’ Migliorati

1406-1415 Gregorio XII Angelo Corraro, Venezia

1410-1415 Giovanni XXIII Baldassare Cossa, Napoli

1417-1431 Martino V Odo Colonna

1431-1447 Eugenio IV Corraro, Venezia

1439-1449 Felice V Conte di Savoia

1447-1455 Nicola V Parentucelli

1455-1458 Callisto III Borgia

1458-1464 Pio II Piccolomini

1464-1471 Paolo II Corraro, Venezia

1471-1484 Sisto IV Della Rovere

1484-1492 Innocenzo VIII Cibo

1492-1503 Alessandro VI Borgia

 

Quella casa nel bosco: Un film che celebra i sacrifici rituali dell’elite

“Quella casa nel bosco” è un film horror di successo che ha riscosso anche il consenso della critica. Mentre in molti hanno apprezzato il film per la sua arguzia, l’umorismo e l’originalità, la trama del film è comunque molto seria e reale: Mostra l’utilizzo dei rituali occulti sulle masse ignare. Analizzeremo il significato simbolico di “Quella casa nel bosco”.

Considerato “innovativo” e un “punto di svolta” dai critici cinematografici, Quella casa nel bosco contiene molti elementi dei film horror classici, aggiungendo nuovi ed interessanti elementi. Fa continui riferimenti e commenti sul genere horror, elogiandone alcuni aspetti e prendendo in giro molti luoghi comuni connaturati al genere stesso. La trama si è vista più volte, con zombie che rincorrono teenagers talmente idioti e stereotipati da far innervosire. In realtà c’è molto di più: è la storia di alcuni burattinai dell’elite che sorvegliano un rituale sanguinario utilizzando il controllo mentale e l’alta tecnologia per il monitoraggio. In finale, Quella casa nel bosco è una metafora per la nostra società, fortemente controllata, la quale è sotto il controllo di forze oscure ed occulte. Il film è stato co-scritto e diretto da Joss Whedon, creatore della serie tv Dollhouse, che affronta il concetto di controllo mentale in maniera piuttosto evidente.

A prima vista, i personaggi del film rappresentano dei cliché estremizzati. Abbiamo il tipico atleta, la tipica troia, il tipico strafatto, il ragazzo noioso e intelligente e la vergine prudente e timida. Questi adolescenti sono volutamente stereotipati in modo da sottolineare la banalità dei personaggi nei film horror, ma, con il procedere della storia, scopriamo che sono stati selezionati e manipolati da un’organizzazione per essere l’espressione di specifici archetipi al fine di completare un rituale.

Gli eroi (o le vittime) del film sono un po’ uni-dimensionali. Impareremo presto che sono state vittime di una manipolazione che ha stereotipato la loro personalità

Col proseguire del film, molti aspetti chiave della élite occulta e le sue modalità di funzionamento vengono descritte in dettaglio: mega-rituali occulti mediatizzati, società segrete, controllo mentale, sorveglianza hi tech e così via. Alla fine del film, ci si potrebbe rendere che questi ragazzi spaventati ed in trappola… in realtà siamo noi, alias le masse.

L’ORGANIZZAZIONE ANONIMA

All’inizio del film, vediamo cinque amici fantasticare in un furgone e guidare fino ad una capanna nel bosco (da qui il titolo del film) dove attende loro divertimento, alcol e sesso. Il gruppo di amici però non sa che in questo fine settimana di vacanza è in programma un sacrificio rituale di massa condotto da un’importante organizzazione internazionale.

L’organizzazione che si cela dietro il sacrificio rituale utilizza strutture high-tech in tutto il mondo e sembra avere una grande quantità di risorse e dipendenti. Possiamo associare questa organizzazione all’elite occulta, al NWO e alle sue strutture segrete? Certamente

Basta guardare il centro di comando, si capisce che non si tratta di una piccola operazione clandestina, ma di una organizzazione altamente sofisticata la quale ha a che fare con dispositivi di localizzazione militari disponibili solo ai più alti livelli.

Il solo scopo dell’organizzazione è quello di creare mega rituali di alto profilo che coinvolgano la morte di civili in tutto il mondo, al fine di placare le forze oscure sotto Terra. Questi rituali sono resi possibili attraverso la manipolazione di alcuni individui in modo che compiano determinate azioni, facendoli diventare inconsapevoli partecipanti del rituale occulto. Questo concetto è stato discusso più volte su questo sito, dato che i mega rituali che coinvolgono elementi simbolici e sacrifici di sangue accadono anche nella vita reale, in cui tutto è inscenato al fine di ottenere la massima visibilità e potenza magica.

Anche se questo è un argomento molto oscuro e tabù, alcuni ricercatori occulti hanno stabilito che molti eventi sono in realtà mega rituali mediatizzati in modo da soddisfare specifici obiettivi occulti. Possiamo tornare indietro, ai tempi di Jack lo Squartatore o rivolgere la nostra attenzione alla recente strage di Batman, alcuni omicidi sono in realtà inscenati secondo regole specifiche e imprimere nella società, simboli specifici.

“Certo, molti omicidi seriali non sono altro che il lavoro di un singolo individuo il quale si è fatto un suo film dell’orrore, oppure ha risposto ai potenti impulsi psicotici volti alla predazione e all’aggressione. Molti altri omicidi seriali, tuttavia, coinvolgono un culto protetto dal governo degli Stati Uniti e dai media aziendali, con forti legami con la polizia. Questi omicidi sono in realtà intrinsecamente dei rituali coreografici; eseguiti prima su una scala molto intima e segreta, tra gli stessi iniziati in modo da programmarli, su una scala grande, incalcolabilmente amplificati dai media corporativi. Alla fine il risultato è un rituale altamente simbolico, trasmesso a milioni di persone, una messa nera, in cui i “banchi” vengono riempiti da tutta la nazione e attraverso la quale l’umanità si sta paganizzando, brutalizzando e svilendo in questa , fase di “Nigredo” del processo alchemico.

Queste sono le affermazioni dell’adepto francese Antonin Artaud, architetto della teoria del “Teatro della Crudeltà” con il suo potere di trasformazione e ispirazione per i media odierni, ripieni di sesso estremo e morte riguardo i processi della Mente di Gruppo: ‘Lasciando perdere la stregoneria spiccia, ci sono dei rituali globali a cui le coscienze partecipano periodicamente … In questo modo vengono evocate delle strane forze e trasportate nella volta astrale, in quella cupola oscura composta soprattutto … della velenosa aggressività delle menti malvagie di gran parte delle persone…’

Il problema del controllo dell’umanità tramite parole e simboli esoterici codificati all’interno di uno show o di un rituale è uno dei più difficili da comprendere per le persone. È per questo che la maggior parte della gente viene vista con disprezzo e soprannominata “profana”, “gentile” e “goyim” (bestiame) dagli iniziati alle società segrete. “Penso veniamo allevati”, disse Charles Fort dell’umanità. Fu lo stesso Fort a suggerire che l’uomo deliberatamente inventò il dogma del materialismo, al fine di proteggere se stesso dalle prove di ciò che li veniva fatto in termini di guerra psico/spirituale, condotta attraverso le “coincidenze”, il “simbolismo” e i “rituali.”
– Michael A. Hoffman, società segrete e guerra psicologica

Anche se la citazione sopra fu scritta più di 20 anni fa, descrive perfettamente la trama di Quella casa nel bosco, che, a sua volta, descrive mega-rituali in maniera diretta, ma molto caricaturale. In questo modo, il film rivela come funziona l’elite, romanzando al contempo l’intera storia – pone tutto alla luce del sole, lasciando credere alla gente che si tratti semplicemente di un film. Se è pur vero che nel film è presente molta satira, il concetto di base è più vero di quanto la maggior parte di voi sarà disposta a credere.

L’organizzazione ombra effettua rituali in tutto il mondo, alcuni riescono, altri falliscono. Per la maggior parte li si fa apparire come “incidenti”, quelli che riescono vengono pubblicizzati  in tutto il mondo.

Questa potente organizzazione elitaria, obbedisce solo alla volontà delle forze oscure chiamate “Gli Antichi” e “gli dei”. I “tecnici” che sorvegliano il rituale sono in realtà membri di una fratellanza occulta e il loro compito è quello di rendere sicuro e perfetto lo svolgimento del rituale.

Dopo la morte della prima vittima, vediamo uno dei tecnici recitare una oscura preghiera baciando poi un ciondolo raffigurante un simbolo magico della società segreta. Come nella vita reale, alcune operazioni che sembrano essere all’insegna della scienza e del pragmatismo sono in realtà motivate da ragioni oscure ed occulte.

La filiale statunitense di questa compagnia ombra, dunque, manipola 5  studenti per farli trascorrere un fine settimana in una remota capanna nel bosco. La casa si trova in un ambiente totalmente artificiale e controllato dai burattinai. In realtà, la casa e è praticamente un grande studio di registrazione TV, completo di microfoni e telecamere, droghe per l’alterazione mentale in modo da controllare gli attori e altri comandi a distanza per luci e porte.

Non appena i ragazzi si dirigono verso la casa, ci rendiamo conto che stanno per entrare in una zona “virtuale”, totalmente creata da e controllata dall’organizzazione. Al suo interno, i ragazzi diventano marionette per mano di burattinai high-tech.

GLI AGNELLI SACRIFICALI

Una volta arrivati al rifugio, i ragazzi incarneranno archetipi specifici, al fine di completare il dramma rituale richiesta dagli dei. Deve quindi essere effettuato in una specifica materia e venir completamente registrato e teletrasmesso. Gli “dei” richiedono la morte di cinque archetipi specifici nel dramma rituale: La puttana, l’atleta, il buffone, lo studioso e la vergine.

LA PUTTANA

Nel tempio della fratellanza vengono mostrate delle tavole di pietra con disegnato sopra l’archetipo che deve essere ucciso. In questo caso si tratta della puttana

Fin dall’inizio del film, il personaggio di nome Jules Louden interpreta il ruolo di una bomba sexy che sembra essere eccitata da tutto. Durante il suo (breve) soggiorno nella casa, sente costantemente il bisogno di parlare di sesso o ballare a mò di spogliarellista. Tuttavia veniamo a sapere che Jules non è in lei: E’ stata drogata e manipolata per diventare la proverbiale puttana.

La prima scena in cui vediamo Jules mette in luce il fattoche si è tinta i capelli di biondo. Nel simbolismo del controllo mentale, i capelli biondi vengono utilizzati per identificare la programmazione beta kitten. Veniamo poi a sapere che i “burattinai” hanno mischiato dei prodotti chimici alla sua tintura per capelli in modo da ridurre le sue abilità cognitive e aumentare la sua libido.

Quindi Jules non era una puttana – è stata manipolata e drogata per diventarlo: allo stesso modo, l’élite, utilizza il controllo mentale per trasformare ragazze normali in gattine Beta (pensate alle tante “celebrità” zoccole che all’inizio erano normali). Nella casa, Jules dimostra il tipico comportamento di una schiava del controllo mentale sotto programmazione beta.

Programmazione Beta: E’ descritta come programmazione “sessuale”. Questa programmazione elimina tutte le convinzioni morali apprese e stimola i primitivi istinti sessuali, rendendo il soggetto privo di inibizioni. A questo livello possono essere creati alterego felini. Project Monarch: Nazi Mind Control by Ron Patton

L’esempio più evidente di comportamento da Beta Kitten lo vediamo quando Jules limona una testa di lupo attaccata ad una parete della casa. La osserviamo impegnarsi in questa sessione amorosa notevolmente lunga, mentre i suoi amici la guardano esterefatti. La scena termina con Jules che “ringrazia” il lupo, a conferma che la droga che assunto ha completamente eliminato le sue inibizioni.

Jules prova un piacere straordinario a farsi il lupo, perchè è programmata per eseguire tale compito. Bestialità del genere sono solo una delle cose imposte dagli handler alle sex kittens.

I burattinai chiariscono che Jules sarà la prima ad essere sacrificata – perché è una puttana ed è quindi corrotta. Ciò deve avvenire in una maniera molto specifica, al fine di seguire gli oscuri principi occulti. I tecnici vogliono che venga uccisa durante il coito e più in particolare, quando sta per raggiungere il picco di piacere. I principi Magici prevedono che gli individui accumulino più “forza vitale” durante questi intensi momenti. Sacrificare una persona proprio in tali istanti, quindi, assicura la massima potenza al rituale.

I tecnici monitorano attentamente Jules, mentre copula con il fantino, sperando che si tolga la camicetta. Spiegando il rituale ad un “outsider” che non capisce il motivo per cui dovrebbe spogliarsi, un tecnico afferma: “Non siamo gli unici a guardare … Bisogna soddisfare il cliente. Hai capito qual è la posta in gioco?” In altre parole, il rituale deve essere “spinto” e trasmesso per intero per aver successo, qualcosa che osserviamo nella vita reale senza nemmeno rendercene conto.

Dopo qualche minuto di preliminari, che fa eccitare i ragazzi (e gli spettatori), Jules viene brutalmente attaccata da uno zombie quando è vicina al massimo dell’eccitazione. La strana combinazione di sesso e morte è una caratteristica dei riti oscuri ed è anche presente nei film snuff underground diffusi nei circoli elitari. In breve, la morte di Jules è stata progettata secondo secondo le modalità di funzionamento proprie dell’elite.

IL BUFFONE

Come nella maggior parte dei film horror che coinvolgono adolescenti, non può non esserci un fattone che aggiunge comicità alla miscela del film. Marty Mikalski, sempre con il cannone in bocca, interpreta questo ruolo. È interessante notare come il “buffone” sia anche il teorico della cospirazione.

All’interno del furgone, Marty spiega come la società sia fortemente monitorata attraverso telecamere e “chip dentro le teste dei bambini”. Sostiene che è necessario “uscire dal sistema” per sfuggire alla follia. Naturalmente, dice tutte queste rollandosi una canna, suggerendo sottilmente agli spettatori: “Solo i fattoni paranoici sono contro i microchip e il monitoraggio globale”. Peggiorando ulteriormente le cose, Marty mostra una canna rollata a Jules dicendole “ti farò vedere le cose a modo mio”, nel senso che l’essere “consapevoli” equivale all’essere drogati.

Come discusso negli articoli sui film Contagion e 2012, i “teorici della cospirazione” (o chiunque con punti di vista diversi rispetto alla “normalità”) vengono dipinti sempre come degli sfigati, con poca o nessuna credibilità. Marty in Quella casa nel bosco svolge la stessa funzione.

Il buffone avrà comunque ragione su un sacco di cose e cercherà di convincere i suoi amici della cospirazione in cui sono coinvolti. Come spesso accade, nessuno gli crede fino a quando non è troppo tardi, perché, dopo tutto, si tratta pur sempre di un folle! Vedremo poi come il suo personaggio si trasformerà in un improbabile eroe (ma anche nel distruttore del pianeta).

LA VERGINE

Nella maggior parte delle culture che praticavano sacrifici rituali, le vergini venivano considerate le “migliori” offerte per il fatto che erano ritenute pure, intatte, incorrotte e innocenti. Non avevano subito la contaminazione dell’uomo e del mondo perciò vennero percepite come sante e di grande potere spirituale. Il personaggio di nome Dana Polk viene manipolato per interpretare tale ruolo nel dramma rituale, anche se in realtà non è una vergine (a quanto pare non sono disponibili molte adolescenti giovani ai giorni nostri)

Anche se sembra essere la più debole e la più vulnerabile tra le vittime, la vergine si rivelerà un’ottima combattente.

Perchè il rituale sia completo, Dana deve sopravvivere a tutti i suoi amici e la sua morte è facoltativa. La cosa importante è che soffra mentre i burattinai ne catturano il dolore e la sofferenza su pellicola. In realtà, il rito in Quella casa nel bosco segue un protocollo specifico che è simile ai veri rituali effettuati dalla elite occulta. Qui ne vediamo alcuni.

REGOLE DEL RITUALE

La maggior parte dei mega-rituali seguono delle regole che sono chiaramente enunciate nel film. Queste regole sono fatte per conferire maggior potenza ai rituali pur consentendo all’elite di evitare gli effetti negativi del karma negativo (secondo la loro strana interpretazione).

REGOLA 1: ANNUNCIARE IN ANTICIPO CIO’ CHE ACCADRA’

Nel loro viaggio verso la casa, i ragazzi incontrano un personaggio sgradevole soprannominato “Il Premonitore” il quale gli avverte in modo non troppo mascherato che saranno uccisi. Nonostante gli avvertimenti, gli amici continuano nel loro cammino.

Come si è visto nei precedenti articoli su questo sito, i mega-rituali sono spesso preceduti da “indizi” nei mass media che avvertono o preparano le vittime (e il mondo) rispetto a ciò che sta per accadere. Se, dopo essere state avvertite, le vittime proseguono di loro spontanea volontà, i burattinai vengono automaticamente liberati dalla responsabilità karmica. Durante il film, uno tecnico dice:

“Devono fare la scelta di loro spontanea volontà. Altrimenti, il sistema non funziona. E’ come col Premonitore … è un orripilante cazzone che ha praticamente scritto in fronte ‘Voi morirete ‘. Ma chi ce lo ha messo lì? Il sistema. Devono scegliere se ignorarlo o no. E’ quello che faranno nella cantina. Si ‘, noi manipoliamo il gioco quanto serve ma, alla fine, se non faranno la scelta sbagliata, non saranno puniti. ”

Nella vita reale vediamo spesso tale concetto, dove le vittime del sacrificio si pongono loro stesse in specifiche situazioni, ovviamente vengono accuratamente manipolate per farlo (vedi le vittime dell’Mk ultra che muoiono per “overdose”).

In una delle stanze della casa c’è un dipinto raffigurante un agnello che viene fatto a pezzi da ogni genere di creatura feroce. Si tratta di un altro modo con cui avvertire sottilmente le vittime, su cosa sta per accadere. Tuttavia, dato che i ragazzi non hanno idea di quello che sta per accadere, lo ignorano semplicemente. Nel significato di tale opera si può cogliere un paragone con i vari avvertimenti e previsioni “pro NWO” inseriti nei luoghi pubblici (vedi i murales del Denver International Airport).

REGOLA 2: LE VITTIME DEVONO SCEGLIERE IL PROPRIO DESTINO

Anche se tutti gli aspetti del loro ambiente vengono strettamente controllati e manipolati dai burattinai, le vittime sono costrette a scegliere da soli il proprio destino.

Leggendo delle criptiche frasi in latino, all’interno di un libro, i 5 amici evocano degli zombie che instancabilmente cercano di ucciderli. Innescando gli assassini stessi, i burattinai vengono liberati dalla responsabilità karmica.

Sebbene i concetti sopra citati siano estremamente oscuri, sono chiaramente definiti e comunicati nel film. Rappresentano un riflesso del modus operandi dell’élite occulta (aka degli Illuminati), in cui nulla è scontato e tutto è manipolato dietro le quinte al fine di ottenere un risultato specifico. Nell’antichità vennero realizzati dei sacrifici di sangue alla luce del sole con i partecipanti che erano a conoscenza di ciò che accadeva loro ma oggi, si tratta di inganno e manipolazione, con un accento posto sulla sofferenza e l’angoscia, qualcosa che interessa solo ai cultori delle arti oscure. Dopo aver scoperto esattamente cosa stava succedendo, Marty (il drogato) dice:

“Un sacrificio rituale? Grande. Leghi qualcuno ad un masso, prendi un bel coltello e un pò di costumi. Non è così complicato. ”

Al che la vergina risponde:

“E’ semplice. Non ci vogliono vedere solo morti. Vogliono vederci puniti “.

CHI VINCE ALLA FINE?

Il finale del film è molto significativo, ma molto inquietante. Affinché il rituale sia completo, Marty deve morire prima della vergine. Se ciò non accade, “gli antichi dei malvagi” saliranno dagli inferi e uccideranno tutti sulla Terra. Alla richiesta di sacrificarsi per salvare il mondo, Marty rifiuta – ben sapendo che sarebbe stato comunque ucciso dagli dei malvagi.

Dana e Marty si accendono una canna e aspettano l’arrivo degli dei. Dana afferma:

“E’ ora di dare la possibilità a qualcun altro … ” e Marty  “Giganteschi dei malvagi”

Poi una mano gigante si solleva da terra, uccidendo tutti e allungandosi idealmente fino agli spettatori. Il film termina così … con un dio malvagio che cattura lo spettatore.

Il grande vincitore del film? Un dio malvagio aka Satana stesso.

Così, alla fine, l’unico vincitore del film è un “gigante dio malvagio” che sale direttamente dall’inferno, facilmente equiparabile a Satana nelle religioni abramitiche. Dana e Marty, gli “eroi” della storia, pertanto, hanno permesso spontaneamente al dio malvagio di ribellarsi e di conquistare la Terra. Gli “eroi” hanno dato vita al peggior finale possibile. Tuttavia essa ha un’importante significato simbolico e la dice lunga su quelli che stanno dietro le quinte. Col senno di poi, i burattinai erano i buoni o i cattivi? Erano dei sadici alle prese con un rituale occulto ma stavano anche cercando di salvare il mondo dalle ire degli dei malvagi. Hmmm …

CONCLUDENDO

Quella casa nel bosco è stato un successo per i fan del cinema horror soprattutto per la sua insolita trama. Tuttavia, andando oltre queste ovvie osservazioni, la storia del film nasconde un altro livello interpretativo: Rivela come funziona il sistema degli illuminati, al fine di mantenere il potere e imprimere nella mente collettiva i simboli utilizzati nei rituali e nei sacrifici. L ‘”organizzazione” nel film utilizza uno strano miscuglio di conoscenze scientifiche con rituali occulti del “vecchio mondo” per realizzare i suoi piani. Anche se questa storia è pura finzione, rivela (in modo strano), come l’élite occulta funzioni veramente.

Fonte

 

Francesco D’Assisi

Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi) (alias Francesco d’Assisi e alias Marino Morosini) è nato a Parigi ed era uno dei figli della potente famiglia ebraica sefardita veneziana di commercianti / banchieri formata da Pietro Bernardone Moriconi e Pica de Bourlemont dalla Francia.

Fatti Chiave

Altri Nomi Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi)

Anno di nascita 1181

Luogo Parigi, Francia

Linea di sangue Morosini

Sposato Si

Figli –

Posizione Fondatore dei frati francescani, Primo Doge Cristiano di Venezia (1249-1253)

Morto Gennaio 1253 (72 anni)

Il nome “Francesco” (Francis) è semplicemente un soprannome – che significa “francese” – in quanto nacque appunto a Parigi. Allo stesso modo, “Assisi” è una corruzione intenzionale della antica parola che si utilizzava per indicare la locazione di Ascesi. Pertanto il soprannome “Francesco d’Assisi” si tradurrebbe più correttamente in “Il francese asceso”.

Contrariamente alla rivisitazione storica, i Veneziani non ebbero alcun motivo per convertirsi al cristianesimo fino a questo momento, per cui Giovanni era quasi certamente di religione ebraica. Entro la fine del 12 ° secolo, il settore bancario e l’impero commerciale della famiglia Morosini (lana, tessuti preziosi, metalli, sale e grano) si estendeva dall’Inghilterra a Costantinopoli. Tuttavia, gli eventi che portarono al Trattato di Venezia e l’espulsione dei Veneziani dalla Francia nel 1182 e da Bisanzio nello stesso anno rovinò le fortune della famiglia.

Suo padre, Pietro Bernandone Morosini pose quindi suo figlio e la sua intera famiglia sotto protezione a Pisa, mentre egli tornò a Venezia per confrontarsi con i risultati del disastroso regno del Doge Vitale II Michiel. Per ragioni sconosciute, la famiglia fu in seguito costretta a lasciare Pisa ed a trasferirsi nella località conosciuta come Ascesi (oggi Assisi), dove vissero per pochi anni.

Nel 1187, l’Antipapa Beneventano Gregorio VIII fu scacciato dal potere ed esiliato, e la famiglia Morosini si spostò nell’appena commissionato Palazzo Moriconi a Lucca, destinato a restare una potente roccaforte della famiglia per i successivi duecento anni. Lì, Giovanni ed i suoi fratelli furono istruiti nelle lingue, nelle materie finanziarie e nelle leggi derivanti dai trattati di Venezia (le basi dell’odierno diritto marittimo e commerciale).

Tuttavia, fin dalla più tenera età, si narra del grande desiderio del giovane Giovanni di divenire un “trovatore”, un cavaliere militare piuttosto che seguire le orme dei suoi antenati Ebrei Sefarditi Veneziani come commerciante e finanziere. I cosiddetti “Longhi” Veneziani, infatti, erano orgogliosi del loro status “al di sopra” della guerra e delle miserie a queste riconducibili che essi stessi avevano costantemente finanziato, e per uno dei figli di un Morosini ricercare il proprio successo in una posizione così “inferiore” sarebbe stata incontrata con grande disappunto dal padre Pietro Bernandone.

Quando un discendente dei Pierleoni – una delle più antiche famiglie di Venezia (tra i cosiddetti “Longhi”, quindi) – l’Antipapa Innocenzo III giunse al potere nel 1198, Giovanni decise di seguire la chiamata alle armi di Innocenzo III e di intraprendere la carriera militare – che implicava la sua conversione, almeno in apparenza, al cristianesimo. Tale evento è certamente la base storica del contesto legato al fatto di essere stato diseredato da suo padre Pietro Bernardone.

Giovanni lasciò Lucca non più tardi del 1201, spostandosi a Nord-Est verso le terre del famoso generale Bonifacio I, Marchese del Monferrato. Sebbene non sia chiaro se egli abbia raggiunto in effetti il Monferrato, è certo invece che il suo nobile e potente lignaggio fu riconosciuto e che egli fu catturato, imprigionato (probabilmente in attesa di riscatto) e rilasciato nel giro di un anno, probabilmente contraendo qualche forma di malattia.

Una volta fatto ritorno a Lucca, ed essersi ripreso, egli intraprese un nuovo viaggio, questa volta verso Sud con una scorta, a Roma. Lì  incontrò l’Antipapa Innocenzo III per la prima volta: un discendente della casata Ebraica dei Pierleoni/Urseoli di Venezia che incontrava un discendente dei suoi acerrimi nemici della famiglia Morosini.

Sebbene nulla di concreto emerse da questo primo incontro, è chiaro che, non essendo Giovanni stato immediatamente giustiziato, Innocenzo abbia creduto alle forti motivazioni di questo antico nemico dei suoi antenati e sia stato probilmente lo stesso Innocenzo a battezzarlo come Cristiano. Giovanni prese quindi congedo da Innocenzo con la convinzione di divenire un grande generale e di poter vendicare l’onore ferito della sua famiglia ad opera dei Francesi e dei Bizantini. Nello stesso anno, Venezia cooperò con il Culto Romano e gli Inglesi per il trasporto delle loro truppe in sicurezza via mare e preparare l’assalto navale a Costantinopoli nell’Aprile del 1204, dando man forte alle truppe di Innocenzo ivi dislocate.

Quattro anni dopo, nel 1209, il ventottenne Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi) ritornò da Innocenzo III con alcuni collaboratori ed un piano. Egli – Giovanni – avrebbe fatto quello che a nessuno mai era riuscito prima: convertire Venezia alla cristianità e forgiare la sua leale alleanza con Roma ed il Culto Romano. Sebbene Innocenzo non abbia probabilmente creduto alle possibilità di successo di un simile piano, diede tuttavia a Giovanni la propria benedizione.

Giovanni si recò quindi, l’anno successivo, a Venezia, dal Doge Pietro Ziani (1205 – 1229). Essendo un Morosini, Giovanni risiedette probabilmente nel Palazzo della famiglia Morosini incontrandosi lì con lo stesso Pietro Ziani.

Le proposte che egli portò a Venezia erano in fondo piuttosto semplici: fino a quando Venezia avesse agito come potenza neutrale nelle guerre tra Cristiani e Cristiani e tra Cristiani e Musulmani, avrebbe continuato a fronteggiare rischi imminenti riguardanti le fondamenta stesse del proprio potere commerciale, marittimo e finanziario. Ma se Venezia avesse supportato i discendenti dei Pierleoni/Urseoli ed il loro Culto Romano, garantendogli il potere a Roma, il loro futuro sarebbe stato assicurato, almeno fino a quando il Culto Romano avesse tenuto in pugno le sorti della Chiesa Cattolica.

Giovanni quindi propose che il Doge e le dominanti famiglie Veneziane dei “Longhi” gli garantissero la possibilità di fondare un’accademia cristiana di sacerdoti-navigatori leali tanto a Venezia, quanto a Roma che sarebbe stata rafforzata nel tempo da un editto appositamente elaborato dal Culto Romano ed impegnativo per tutte le nazioni cristiane. Di conseguenza, la Chiesa stessa avrebbe contribuito a rinforzare il monopolio di Venezia nel controllo dei traffici via mare in cambio della lealtà di Venezia, oltre che di una parte dei proventi dei traffici stessi.

Sebbene Pietro Ziani probabilmente non ritenesse possibile l’attuazione di un simile piano, egli acconsentì tuttavia a garantirgli il futuro sito della Basilica di San Marco nei pressi del Palazzo del Doge, così come il futuro sito di San Francesco della Vigna, nei pressi di Piazza San Marco, come primo Monastero Francescano e Scuola di Finanza e di Navigazione.

Utilizzando i beni della ricostituita fortuna di famiglia, anche grazie agli attacchi condotti su Costantinopoli, la costruzione della futura Basilica destinata ad ospitare i resti di San Marco – di cui Giovanni (Francesco) si era appropriato ad Alessandria – iniziò immediatamaente.

Giovanni lasciò quindi Venezia per dirigersi verso la Spagna e l’Inghilterra e reclutare i migliori navigatori del tempo per la costituzione della sua nuova scuola e del suo nuovo ordine monastico a Venezia.

Nel 1215, Giovanni ritornò a Roma per presenziare al Quarto Concilio Laterano. Nel 1216, Innocenzo III morì e ad egli successe Onorio III che prese molto a cuore i piani di Giovanni, e, non più tardi del 1219, egli assegnò ai suoi primi consiglieri il compito di vigilare sui progressi dell’Ordine dei Frati Minori.

Nella stessa direzione, i Veneziani consolidarono la loro joint-venture con il Culto Romano tramite la creazione della Santa Sede (“Holy See”) – un monopolio commerciale comprendente l’intero mondo conosciuto, fondato sul controllo dei mezzi di trasporto per il commercio, sulla conoscenza delle tecniche di navigazione, sulla mappazione e sulla cartografia così come sulla tecnologia concernente la costruzione dei mezzi navali.

La prima partnership dell’Ordine dei Frati Minori fu con l’Inghilterra: ed è così che il Culto Romano ed i Veneziani permisero per la prima volta l’accesso Inglese a tutte le conoscenze più avanzate riguardanti le più moderne tecnologie applicate alla costruzione delle navi, alle tecniche metallurgiche, alle materie militari ed all’educazione, grazie appunto al ruolo di “Francesco d’Assisi”.

Fu tale il successo dell’azione di Giovanni (Francesco) che nel 1249 egli divenne il primo Doge Cristiano di Venezia (1249 – 1253). E’ anche per questo che gli storici del Culto Romano hanno nel tempo provveduto ad eliminare tutte le possibilità di riconnettere San Francesco – della famiglia dei Morosini/Moriconi – al Doge “Marino” (marinaio, dei mari) Morosini che regnò a Venezia, tra il 1249 ed il 1253.

Nel primo anno del suo regno, i lavori sulla Basilica di San Marco furono ampliati ed il primo Bucintoro – in qualità di galea di stato – fu costruito. Quindi Giovanni invocò presso l’Antipapa Innocenzo IV (1243 – 1254) l’anello papale come riconoscimento della sua appena costituita nuova autorità.

Nel 1250, sul Bucintoro, il Doge Giovanni ed  Innocenzo IV si recarono sul mare antistante Piazza di San Marco, ed il Doge Marino lanciò ritualmente l’anello papale in mare nel corso di una cerimonia formale del Culto Romano, pronunciando le storiche parole “Desponsamus te, mare, in signum veri perpetique domini” ovvero “Noi sposiamo te, o mare, in nome dell’unico Signore onnipotente”: una cerimonia che sancì Venezia ed il mare come una indissolubile unità (Monade) – ed è così che nacque la Santa Sede (in Inglese “Holy See”: Sacro – “Holy”; “See” Mare), come la prima completamente cristiana “joint-venture” della storia tra il Culto Romano, Venezia e la Corona d’Inghilterra.

Con l’aiuto dei Francescani addestrati dai Veneziani, Papa Innocenzo IV promosse quindi nuovi centri di insegnamento a Roma, attirando i migliori e più talentuosi studiosi, come, tra gli altri, Tommaso d’Aquino. Fu sotto la supervisione e la guida di Tommaso d’Aquino che il Culto Romano sviluppò le sue più potenti armi per combattere nel mondo e dominarlo, tramite termini e trucchi legali ed i termini essenziali stessi costituenti gli odierni termini di “legge” e “giustizia”.

I Veneziani erano in effetti in possesso del più sofisticato sistema di editti marittimi, passato di Doge in Doge e formalizzato in un codice già a partire dalla fine del Decimo secolo. Quest’ultimo fu infine consolidato nella cosiddetta Legge dell’Ammiragliato (“Admiralty Law”), ovvero la legge della proprietà e del debito – la legge che regola il denaro, la terra, il mare e la proprietà. Di conseguenza, utilizzando il diritto marittimo veneziano come infrastruttura di base, Tommaso d’Aquino sviluppò una nuova serie di leggi che fu concessa di diritto anche alla Corporazione della Corona d’Inghilterra e chiamata legge dell’Ammiragliato: quest’ultima considerava tutti gli uomini e le donne nate senza titoli nobiliari alla stregua di animali, ovvero come “esseri umani” e non “uomini”, rappresentati da una persona giuridica fittizia che forniva la possibilità alla Corona stessa, a quel punto riconosciuta quale loro “proprietaria”, il loro trattamento alla stregua di vascelli, vessilli, o meglio “oggetti”.

Alla morte di Giovanni Bernardone Morosini (Moriconi), nel 1253, egli aveva adempiuto alla sua inizialmente assai ambiziosa promessa. Era nata la Santa Sede – ovvero la joint-venture tra il Culto Romano, Venezia e la Corona Inglese. Il nome della sua famiglia e la fortuna della stessa era restaurato al massimo degli onori possibili ed egli venne da quel punto in avanti ricordato come il più grande generale di Venezia e come il più grande santo del Culto Romano.

Per proteggere la memoria del più importante e riverito tra i servitori tanto di Venezia quanto del Culto Romano, Giovanni fu ribattezzato Francesco (il Francese) e promosso come santo immediatamente dopo la sua morte. Quindi, durante il Quindicesimo ed il Sedicesimo secolo, il Culto Romano ebbe la pretesa di reclamare che egli fosse andato incontro agli stessi segni miracolosi di Gesù Cristo nella forma specifica delle Stimmate.

Strutture mistiche inspiegabili: Un tempio a forma di Ankh, costruito dagli Aztechi?

L’ankh egiziano … in Messico? Esatto. Le rovine di un misterioso tempio azteco somigliano stranamente e sorprendentemente alla croce “ankh” egiziana. Questo tempio azteco ad “ankh” è perfettamente allineato con una piramide di pietra, anch’essa in stile egiziano, nello stesso sito archeologico. Gli studiosi non credono vi sia alcuna connessione tra Aztechi ed Egizi, dal momento che entrambe le culture si sono evolute ai lati opposti dell’Oceano Atlantico e non sono mai venute in contatto tra di loro. Eppure, stranamente, il significato di questo ankh azteco è del tutto simile a quello dell’ankh “originale” ovvero quello egiziano.

Una piramide allineata con un tempio a forma di ankh, Calixtlahuaca, Messico.

Gli Aztechi e gli Egiziani furono delle civilità parallele per diverse ragioni, pur essendosi sviluppate ai lati opposti dell’Oceano Atlantico. Entrambe le culture costruirono piramidi, utilizzarono simboli solari ed entrambe credettero nella vita dopo la morte, preparando i loro defunti per il viaggio nell’aldilà attraverso una cerimonia elaborata e altamente rituale.

Entrambe le culture utilizzarono una croce “tau” per scopi affini: indicare le forze e le interazioni tra la vita fisica (che reputavano temporanea, materiale) e la vita spirituale (che reputavano eterna, spirituale).

In Egitto, questa croce venne chiamata “ankh”: è costituita da una croce “tau” (somigliante alla lettera “T”) combinata ad un anello posto sopra di essa:

L’ankh egiziano

In Messico, gli Aztechi e i Maya utilizzarono la stessa identica croce “tau”, privata però dell’anello superiore:

Icone a forma di Tau realizzate dai Maya, precursori degli Aztechi.

”La croce Tau era talmente comune, nel simbolismo egiziano, che viene chiamata, a volte, croce egiziana … I conquistatori spagnoli scoprirono che la croce era un simbolo ben noto tra gli Incas e Aztechi …”

– Geoffrey W. Bromiley, International Standard Bible Encyclopedia: AD

“Il tau egiziano – simbolo della vita – si trova anche nei monumenti dell’America centrale …”

-Robert S. Littell, The Living Age

Di solito, gli Aztechi, non mettevano un’anello al di sopra della loro croce tau. Tuttavia, esiste un edificio a forma di croce che si trova nell’odierno sito archeologico di Calixtlahuaca nell’attuale Messico. Questo edificio Azteco a forma di ankh è incredibilmente simile, per forma e design, alle innumerevoli croci ankh rappresentate dagli egiziani.

l misterioso edificio a forma di Ankh, costruito dagli Aztechi a Calixtlahuaca in Messico.

Può essere dimostrato che, sia gli Egiziani che gli Aztechi, usassero questo stesso simbolo per trasmettere le stesse credenze spirituali?

L’Ankh era, per gli antichi egizi, il simbolo (geroglifo) della vita. Non, però, della “vita” a cui tutti pensiamo istintivamente, ma di un altro tipo di “vita”, quella spirituale.

La croce ankh è talvolta chiamata la “chiave della vita”.

”C’è un errore di base commesso dagli egittologi quando affrontano la civilità egizia: credono fermamente che gli egiziani si ” preoccupassero ” per la morte. Gli egittologi lo ripetono come se fosse un mantra. Hanno completamente torto. Gli egiziani si focalizzarono soprattutto sulla “vita”, considerata come l’ “essere spirituale” che alberga in ognuno di noi, la nostra parte eterna.

Ecco la differenza (e questo è importante): Gli egiziani erano convinti, come molti di noi lo sono tutt’ora, che al momento della morte fisica di una persona, la sostanza che la animava si perdeva o fuggiva dal corpo. Credevano molto più di noi in questo Sè non – materiale, o anima o “dio interiore”. Consideravano l’anima come il loro vero Io, rappresentandola con una croce ankh, oggi visibile ovunque, tra le rovine.

A differenza degli egiziani, gli occidentali moderni sono molto più attaccati al mondo materiale e al corpo fisico. Ci identifichiamo con i nostri corpi, con le nostre automobili, case, carriera, ecc… Per gli egiziani, NOI saremo quelli preoccupati dalla morte e dalla nostra deperibile materialità. Non ci identifichiamo con l’anima, ma con il veicolo transitorio abitato, temporaneamente, da essa.

In Egitto la vita stessa veniva vista come una manifestazione del divino della quale bisognava godere e celebrare, identificandola solo con il corpo, come facciamo noi moderni, fa si che il nostro corpo diventi una tomba e il mondo una prigione. Nutrendo costantemente l’anima, facevano “pratica” della vita dopo la morte, in un certo senso. Quando arrivava la morte, quindi, niente di essenziale si considerava perduto.

-Richard Cassaro, Written In Stone: Decoding The Secret Masonic Religion Hidden In Gothic Cathedrals And World Architecture

Gli Aztechi credevano nello stesso tipo di “vita” degli egiziani. Per gli Aztechi (come per molti di noi), la morte di una persona non è la fine della sua esistenza, si tratta semplicemente della fine fisica. C’è qualcosa al nostro interno che continua a vivere, anche dopo la morte:

“Gli Aztechi credevano che la gente continuasse a vivere dopo che la loro vita sulla Terra era finita. Il tipo di vita, dopo la morte, era determinato dal modo in cui era stata vissuta la vita su questa Terra …. Quando qualcuno moriva, la sua famiglia lo vestiva con abiti eleganti. ballando e recitando preghiere funebri … Il corpo veniva poi sepolto … con tutti i beni posseduti in vita e cibo a sufficienza per il lungo viaggio negli inferi … ”

-Dr. Elizabeth Baquedano, The Aztecs: Understanding People In The Past

“Nella religione azteca c’era la credenza della vita dopo la morte … In relazione a questo, il credo degli Aztechi mostrava un ideale etico da raggiungere, evidenziato nella loro lotta tra bene e male. Nello specifico la missione degli Aztechi era quella di essere dalla parte del sole, il simbolo del bene, contro gli spaventosi e malvagi dei delle tenebre. ”

– Dinorah B. Méndez, Evangelicals in Mexico: Their Hymnody and Its Theology

Considerando che gli Egizi usavano la croce ankh (formata in parte dalla tau) per esprimere questo concetto di “vita” oltre alla morte, pure gli Aztechi se ne servivano. La croce azteca tau era identica a quella egizia:

Croce Tau azteca, chiamata anche Albero della Vita, conservata nel museo di antropologia a Messico City. Questa immagine ricorre nei codici preispanici.

“Nel mondo azteco, la croce tau è l’Albero della Vita …”

-Gary Varner, Mysteries of Native American Myth and Religion

“… La croce … era un simbolo sacro, praticamente in ogni religione … Tra gli Aztechi del Messico antico … era conosciuta come l’Albero della Vita.”

– Jean Delaire, Mystery Teaching in the West, 1935

Come simbolo dell’Albero della Vita, la croce tau azteca (come il tau egiziano) simboleggia il concetto di “vita” e di  “vita dopo la morte”, la stessa “vita dopo la morte”, che gli egiziani simboleggiavano attraverso la croce ankh.

Va notato che gli Aztechi non erano l’unica cultura pre-colombiana americana ad usare il Tau; le porte o le finestre a forma di “T” sono presenti comunemente in tutta l’architettura muratoria dell’America Centrale. Si trovano, per esempio, a Chaco Canyon nel nord del New Mexico e Mesa Verde nel sud-ovest del Colorado.

Delle scalinate conducono ad una porta a forma di T che si affaccia sulla Casa Rinconada, a Chaco Canyon, Nuovo Messico

Nel classico Atlantis: the Antediluvian World, Ignatius Donnelly afferma che il tau era un’icona importante che rappresentava la “sapienza nascosta” per Messicani, Peruviani, Egizi, Fenici, e Caldei. Donnelly sostiene inoltre che il simbolo era un emblema del ringiovanimento, della libertà dalla sofferenza fisica, della speranza, dell’immortalità, e dell’unità divina.

Il mistico Manly P. Hall ha una visione simile:

“Augustus Le Plongeon, nel suo Sacred Mysteries Among the Mayas and Quiches, osserva che la Crux Ansata, che egli chiama La chiave per il Nilo e il simbolo dei simboli, sia nella sua forma completa sia come semplice TAU, era presente sul petto delle statue e nei bassorilievi a Palenque, Copan, e in tutto il Centro America. Osserva inoltre che fu sempre associato all’acqua, tanto che tra i Babilonesi era l’emblema degli dei dell’acqua, tra gli scandinavi, del cielo e dell’immortalità. E. tra i Maya, del ringiovanimento e della libertà dalla sofferenza fisica ”

-Manly Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le età

Tornando al tau un legame diretto che collega gli Egiziani con gli Aztechi, si può vedere nelle grafiche qui sotto:

A sinistra: L’albero della Vita azteco. A destra: la croce Ankh egizia. Entrambi raffigurano croci tau. In entrambe le immagini ci sono due divinità gemelle rivolte verso l’interno, verso la croce. Le posizioni delle loro braccia, le mani, i piedi e le gambe sono quasi perfettamente parallele!

Si noti come in entrambe le immagini ci siano due divinità che fiancheggiano la croce. In entrambi i casi le divinità assumono simili pose simmetriche, di fronte alla croce. Inoltre, in entrambi i casi, le divinità sembrano fare gli stessi gesti con il corpo. Lo vediamo nelle posizioni delle mani, delle braccia, delle gambe, dei piedi e delle teste.

In una delle leggende cabalistiche/massoniche, Hiram Abiff riceve un martello a forma di TAU dal suo antenato, Tubal-Cain. La croce tau è tramandata dalla Massoneria moderna sotto il simbolo della T. Questa sembra essere la più antica forma di croce esistente.

La croce tau  in una finestra presso il Convento di Sant’Antonio nei pressi di Castrojeriz, Spagna.

“La croce filosofica, le due linee che corrono in direzioni opposte, l’orizzontale e la perpendicolare, l’altezza e la larghezza, che la Divinità geometrizzante divide nel punto di intersezione, e che costituisce il magico nonché scientifico quaternario, quando è inscritta all’interno del quadrato perfetto, è la base del occultista. E’ la chiave che apre la porta di ogni scienza, fisica e spirituale, la quale a sua volta simboleggia la nostra esistenza umana, in quanto il cerchio della vita circoscrive i quattro punti della croce, che rappresentano in successione la nascita, la vita, la morte e l’immortalità. ”

– H.P. Blavatsky, Iside Svelata

Fonte

 

Un approfondimento sui pilastri della cattedrale di St. John the Divine

Il precedente articolo pubblicato su questo sito, dal nome Cattedrale di Saint John The Divine, descrive il simbolismo occulto dell’edificio e il suo ruolo negli sforzi per promuovere una religione mondiale unica. Probabilmente, la parte più scioccante di questo articolo sono le immagini delle colonne, concepite nel 1997, le quali raffigurano la distruzione della città di New York (tra cui le Torri Gemelle). La Chiesa fu intitolata a San Giovanni, l’autore del Libro dell’Apocalisse.

Le colonne sono piazzate sotto figure di Santi vicino all’entrata

L’articolo originale mostra solo 2 di queste colonne (le altre non erano visibili al momento degli scatti). Da allora, tuttavia, gli altri pilastri sono visibili e il loro simbolismo è fortemente esoterico e misterioso. Eccole (in nessun ordine particolare).

Pubblicato nell’articolo precedente, questo pilastro raffigura una New York apocalittica che sta per essere travolta da enormi onde (L’Uragano Sandy?)

Anche questa immagine è stata pubblicata nell’articolo originale e mostra la distruzione del ponte di Brooklyn. Sotto c’è la Borsa di New York e persone che commerciano in beni. Si tratta di un riferimento alla Babilonia della Rivelazione?

I cavalieri dell’apocalisse?

Una scena raffigurante la nascita di un qualche tipo di fiore, circondata da mummie e, soprattutto, da un agnello con le zampe legate. Chi sta nascendo? È l’anti-Cristo dell’apocalisse il quale salirà dalla Terra e avrà due corna come un agnello”? Sotto c’è un vortice a spirale (a simboleggiare il cambio di coscienza?) E delle persone che apparentemente lodando o adorano la figura

Il pilastro che simboleggia la morte con la “ruota in mezzo ad un’altra ruota, con occhi tutto intorno” dalla visione di Ezechiele.

Il pilastro con l’Albero della Vita cabalistico. L’Apocalisse è stata codificata con la numerologia cabalistica per nascondere il suo significato esoterico.

Anche l’uomo al di sopra dell’Albero della Vita è insolito per una cattedrale. Mostra l’occhio che tutto vede e indossa un enorme amuleto di quarzo, che si dice abbia proprietà magiche e metafisiche.

 

Cattedrale di Saint John The Divine

La distruzione della città di New York (incluse le Torri Gemelle) scolpita direttamente sull’edificio … Strani simboli occulti sul pavimento … Un santuario dove avvengono rituali ancor più strani … E’ la sede del Temple of Understanding il quale mira ad instaurare una nuova religione mondiale … Questa cattedrale è palesemente “diversa”, come avrete potuto capire. La “differenza”, però, sta nel fatto che la cattedrale è in realtà un tempio neo-pagano in cui si crede che l’ambiente in cui viviamo sia più importante della vita umana. Personalmente non potrebbe fregarmene di meno riguardo ciò in cui crede la gente, ingannare però, degli ignari fedeli portandoli in una struttura adibita a pratiche occulte è malvagità allo stato puro.

“Gli intellettuali pagani rivestivano le loro originali idee con della fraseologia cristiana, ma diedero le chiavi del simbolismo solo agli iniziati”
– Manly P. Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le età

BACKGROUND E STORIA DELLA CATTEDRALE

Questo edificio incompiuto viene considerato come la cattedrale più grande del mondo. E’ realistico mantenere tali elevate aspirazioni, quando le fonti di finanziamento comprendono magnati come JP Morgan e personaggi di spicco, come il Gran Maestro dei Massoni dello Stato di New York. Il completamento della cattedrale fu un risultato così importante per i Massoni che lo si può vedere nella prima pagina della rivista “Masonic World” del marzo 1925.

L’articolo afferma:

“E’ particolarmente opportuno che i Massoni, i quali furono i più grandi costruttori di cattedrali e di chiese, abbiano avuto un ruolo di primo piano nel costruire la più grande cattedrale degli Stati Uniti (…) C’è poco da aggiungere alla storia della Massoneria durante il “periodo delle cattedrali”, i monumenti parlano da soli, come il suo genio e i suoi simboli.”

L’articolo ammette apertamente che le cattedrali massoniche rappresentano la migliore eredità della Confraternita. Le masse sono tuttavia troppo ignoranti per riconoscere i significati che stanno dietro l’arte, rimanendo al massimo stupite dalla loro bellezza “superficiale”.

Piramide degli illuminati e occhio che tutto vede

LA MASSONERIA E L’OCCULTO

Come sapete, la massoneria è stata, nel corso dei secoli, la custode degli “antichi misteri”, ovvero di insegnamenti occulti ed esoterici comunicati unicamente agli iniziati. Non mi metterò a spiegare la religione misterica in questa sede anche perchè ci vorrebbero diversi anni di studio prima di poterla iniziare a comprendere. Posso però dirvi che gli occultisti trassero i loro insegnamenti dagli antichi egiziani, dai babilonesi, dalla Kaballah e dalle culture gnostiche, le quali precedono di molti secoli l’era cristiana. Le società segrete sono state costrette a nascondere la vera natura delle loro filosofie sotto un velo di cristianità in modo da evitare la persecuzione della Chiesa. I massoni e i loro cugini ovvero i Rosacroce e i Templari furono accusati di satanismo ed idolatria in tutta Europa.

Mentre molti massoni di basso livello potrebbero benissimo essere dei cristiani praticanti, coloro che cercano di scalare i gradi all’interno della Fratellanza sono tenuti a studiare le filosofie di questa antica religione misterica. Non tutti i massoni cercheranno di riscoprire la loro parte spirituale, anche per questo la Dottrina è riservata ai soli iniziati. Tuttavia, le persone di alta estrazione sociale, che spesso sono massoni cercano di orientare la popolazione verso una versione “rimaneggiata” del loro paganesimo.

I SIMBOLI

1 – I PILASTRI APOCALITTICI

Sulla facciata occidentale del palazzo, gli scalpellini hanno scolpito numerose scene che sembrano parecchio fuori luogo per una cattedrale. La più sorprendente è la agghiacciante rappresentazione di una New York distrutta…

Le torri gemelle collassano

La scena sopra venne prodotta nel 1997, quattro anni prima della distruzione delle Torri Gemelle. Sono riconoscibili anche altri grattacieli come il Chrysler Building e il Citigroup center.

Apocalisse a New York

La scena sopra potrebbe sconvolgere gli abitanti di New York. Vediamo il fatiscente ponte di Brooklyn crollare assieme a macchine e autobus in delle acque molto agitate. A destra si trova la Statua della Libertà, che sembra affondare nell’acqua. Sotto questa terribile profezia vediamo il New York Stock Exchange, con la gente che commercia beni.

Qual’è quindi lo scopo di queste strane sculture? Beh, in primo luogo San Giovanni (Saint John) è l’autore del libro dell’Apocalisse, che descrive in immagini simboliche degli eventi della fine del mondo. Gli occultisti ritengono che l’Apocalisse sia stata ermeticamente codificata per rivelare il suo vero significato ai soli iniziati. Questa scena, scolpita all’entrata ovest della cattedrale, raffigura New York come “Babilonia la Grande”, la città che verrà completamente distrutta dalla collera di Dio:

«È caduta, è caduta Babilonia la grande
ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d’ogni uccello impuro e aborrito
e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.

Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa
e i mercanti della terra si sono arricchiti
del suo lusso sfrenato».

-Apocalisse 18

Gli artisti che hanno scolpito l’opera ne sapevano sicuramente qualcosa in quanto si possono notare molte similitudini con la descrizione della Babilonia biblica:

  •   Un “Grande Prostituta” che siede su molte acque – popoli, moltitudini, nazioni e lingue – e che stringe in mano una coppa dorata. Babilonia governa sui re della terra. = La Statua della Libertà
  •    I mercanti della terra che si sono arricchiti grazie al suo “lusso” sfrenato, piangono, perché nessuno compra più le loro merci = New York Stock Exchange

I mercanti divenuti ricchi per essa, si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti; piangendo e gemendo, diranno:
«Guai, guai, immensa città, tutta ammantata di bisso, di porpora e di scarlatto, adorna d’oro,di pietre preziose e di perle!
In un’ora sola è andata dispersa sì grande ricchezza!»

-Apocalisse 18

Sapendo che, ancora oggi, oltre il 70% del capitale mondiale passa attraverso il NYSE, si capisce perché l’edificio è stato dipinto sul pilastro apocalittico. Rappresenta l’aspetto “finanziario” del Libro dell’Apocalisse, riferendosi ripetutamente ai “ricchi mercanti” e agli “scambi commerciali”.

Un dettaglio, quindi, della cattedrale di San Giovanni, prevede, in vividi dettagli, la distruzione di New York City. Piuttosto insolito. Più sotto, nell’opera, abbiamo scheletri e strane creature, che sembrano rappresentare la morte e la distruzione. Si tratta per caso di una sorta di profezia?

2 – LA SCULTURA PAGANA

Questa scultura, che simboleggia sostanzialmente la lotta tra il Bene e il Male, dispone di numerosi elementi riscontrabili anche nel paganesimo: l’adorazione del sole, delle creature mitiche e la dualità Sole/Luna. Chiamata la “Fontana della Pace”, la scultura prende in prestito lo stile bizzarro e distorto dell’arte grottesca. Tutte le creature animali emergono da un sole sorridente, che rappresenta il paradigma di base del culto solare (il Sole come fonte di vita). La scultura punta verso est, un’antica tradizione pagana. Sono presenti altre cose strane nell’opera: il simbolo del DNA (il simbolo del DNA appare anche all’ingresso della Cattedrale). Sappiamo tutti quanto la modificazione genetica sia una prerogativa cristiana!;) Possiamo trovare anche una citazione di John Lennon “… un giorno il mondo vivrà come uno”. Pensate che tutto ciò sia inquietante? Continuate a leggere.

STRANI RITUALI

A) PROCESSIONE DEI GHOULS

Ogni anno, ad Halloween, la St. John the Divine ospita un evento strano chiamato “Il gran corteo dei Ghouls”. Si tratta essenzialmente di una parata che si svolge all’interno del santuario della Cattedrale dove la gente indossa costumi da demoni, mostri e altre cose raccapriccianti, camminando sotto le macabre note dell’organo. Tale pratica somiglia agli strani rituali a porte chiuse condotti dai gruppi occulti. Oltre al gran numero di costumi che rappresentano entità demoniache e Satana (già estremamente bizzarro per una cattedrale), alcuni costumi sembrano prendersi gioco del cristianesimo.

Secondo voi somiglia a Gesù crocifisso?

Un prete mostruoso con una specie di crocifisso alle spalle

Il prete sta nel pulpito mentre la gente sfila

Ma i rituali satanici non si prendono gioco del cristianesimo distorcendo le sue usanze? Beh, questo è quanto di più distorto si possa ottenere. Le processioni sono una tradizione pagana come la “Processione del Prechten” in Germania, molto simile a quella ufficiata nella cattedrale di St. John the Divine.

Processione del Perchten in Germania

Un video girato dai turisti accorsi all’evento:
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B) LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI

Un altro bizzarro rituale è la benedizione degli animali che si svolge nel mese di settembre di ogni anno. Durante questa celebrazione possiamo trovare animali DENTRO e fuori dal santuario della Cattedrale mentre “adorano Dio”. Da quando gli animali leggono la Bibbia e cose simili? Non lo hanno mai fatto. Un articolo pubblicato nel 1996 dal Corpo Forestale della California Association descrive la scena:

“… Capre, cavalli e altri animali vengono condotti all’altare per ricevere le benedizioni. Cammelli ed elefanti percorrono i corridoi come fedeli in marcia verso l’altare con ciotole di compost e vermi. ”

Questo è un altro rito pagano, che si svolge all’interno di una chiesa. Notate le vesti bianche indossate dagli umani.

Speriamo che il cavallo non espleti i suoi bisogni durante la benedizione

Avete notato le vesti bianche? Ecco altre immagini di rituali pagani:

 

Celebrando Lucia

Rituale pagano in Grecia

Avete notato la somiglianza? Sì, vesti bianche! In ogni modo, ecco un video registrato durante la messa. Ci sono somiglianze inquietanti con i riti pagani.

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Dunque abbiamo benedetto, cavalli, scimmie e il barboncino di zia Sylvia. Cosa ci resta da benedire? Perché non la gente in bicicletta? Oh merda, non avrei dovuto dirlo.

C) LA BENEDIZIONE DELLE BICICLETTE

Non voglio neanche parlarne….è troppo stupido

D) LE CELEBRAZIONI PER IL SOLSTIZIO INVERNALE (DI PAUL WINTER)

Non si potrebbe adorare il sole in maniera migliore

Questo famoso musicista New Age celebra il solstizio d’inverno, uno dei più antichi rituali pagani. Sul suo sito web scrive, a riguardo della consorte:

Nei tempi antichi, gli osservatori vedevano il Sole scomparire nell’orrizionte sempre più in fretta, perciò temevano che sarebbe scomparso completamente lasciandoli nelle tenebre.

La gente praticava rituali speciali, destinati a propiziare il ritorno del Sole. I falò e le candele, con la loro magia imitativa, contribuivano a rafforzare il sole calante e allontanare gli spiriti delle tenebre. Questi simboli vivono nelle nostre tradizioni stagionali: le candele di Hanukkah e il Natalesono gli eredi di questi antichi rituali, che celebravano il miracolo del rinnovamento della terra.

Quindi, sì, è pagano, è orgoglioso di esserlo e si esibisce all’interno di una cattedrale. Ecco un video della sua interpretazione di “Silent Night”. Ditemi chi/cosa sta adorando?

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IL TEMPIO DELLA COMPRENSIONE

St. John the Divine è la sede del Tempio della comprensione, uno sforzo interconfessionale per allontanare le persone dalle religioni tradizionali proponendo una spiritualità “ibrida” basata su filosofie New Age, sul neo-paganesimo e su un mix delle tradizionali religioni organizzate. Gli “amici” che hanno assistito la fondatrice, Juliet Hollister furono: John D. Rockefeller II, il XIV Dalai Lama, Papa Giovanni XXIII, Eleanor Roosvelt, il Segretario generale dell’ONU U Thant, l’International Planned Parenthood e il Jewish Theological Seminary. Jean Houston, un guru New Age e sostenitore del Tempio della Comprensione scrisse nel suo libro “Cavallo di Troia”:

“Lo scopo del Tempio è quello di facilitare l’unica religione mondiale, attraverso la promozione, l’accettazione e l’abbraccio di tutte le religioni, le credenze e i rituali. La sala di meditazione del Tempio è conosciuta anche come “Hall of Illumination” dove gli Illuminati, i Maestri di Saggezza e i nostri Leaders del Tempio Comprensione istruiranno il pubblico sul nuovo culto umanista … in modo da creare un nuovo tipo di mistico. ”

Il Tempio ha ricevuto il pieno riconoscimento da parte delle Nazioni Unite ed è stato un attore chiave nel reparto “spirituale” delle Nazioni Unite. Dodici persone (Amministratori o Consulenti del Tempio) sono anche membri del forum globale delle Nazioni Unite. In tali forum molti relatori appoggiarono questa religione neo-pagana mondiale basata sul culto della Terra. James Lovelock, uno dei relatori ricordò che “Gaia” (un antico termine che descrive la Terra come divinità) ci donò la vita e ha la capacità di guarire se stessa. Descrive l’uomo come un tumore per Gaia, una “malattia troppo opprimente che non le permette di guarire da sola”. In altre parole, gli esseri umani sono parassiti della dea Gaia.

Al Gore è stato più volte ospite nella Cattedrale di San Giovanni, dove ha tristemente detto: “Dio non è separato dalla terra”. Beh, nel cristianesimo, nell’ebraismo e nell’islam, Dio è ben separato dalla Terra (nei Cieli). Decifrano la frase di Gore possiamo quindi ottenere:

Dio = Terra = La Terra è Dio

Gore è stato più volte applaudito dai gruppi pagani per i suoi libri e per le sue conferenze. La Chiesa di Tutti i Mondi si congratulò con la vittoria di Clinton / Gore nel 1996, scrivendo:

“Siamo Neo-Pagani – il che implica una eclettica ricostruzione delle antiche religioni naturali combinando gli archetipi di molte culture, con altre discipline mistiche e spirituali. Il tuo libro, Earth in Balance, funzionerà da manifesto per la nostra gente … Sappiate che c’è mezzo milione di neopagani che vi sostengono e vi hanno votato e che collaboreranno alle vostre politiche per la salvezza della Terra e la riunificazione della grande famiglia “.

Un altro membro del consiglio di amministrazione del Tempio della Comprensione è Thomas Berry. Egli ritiene che il mondo sia chiamato ad osservare una nuova fede che vede la terra come un essere vivente – e l’umanità come sua coscienza.

Ok, cosa diavolo significa?

Se avete letto i miei articoli sulle Georgia Guidestones e sul Denver International Airport, conoscete già gli inusuali monumenti e opere d’arte costruite da gruppi di potere occulti che vorrebbero un nuovo tipo di spiritualità globale. Vengono spesso utilizzate parole chiave o espressioni per rendere questo cambiamento religioso socialmente accettabile: “Pace” “equilibrio con la natura”, o “armonia con l’infinito”. Come si può essere contro la pace? Non è possibile. Queste parole d’ordine nascondo però i mezzi che saranno utilizzati per ottenere questi obiettivi: La “Pace” potrà esserci solo quando sarà instaurato un governo unico mondiale. L’”Equilibrio con la natura” si raggiungerà diminuendo drasticamente la popolazione e l’”armonia con l’infinito” potrà avvenire solo quando il mondo abbandonerà le religioni tradizionali per abbracciare un umanesimo neo-pagano.

La Cattedrale di San Giovanni è un luogo importante per l’attuazione del cambiamento di paradigma religioso. Attraverso numerosi forum e vertici delle Nazioni Unite, il Tempio della Comprensione riunisce i leader di tutte le principali religioni per elaborare un messaggio universale. Questo messaggio sarà successivamente comunicato alle masse attraverso le reti locali religiose. In modo lento ma costante, tutte le fedi religiose, stanno convergendo verso lo stesso sistema di valori per poi confluire nell’umanesimo.

Incontro interreligioso al Tempio della Comprensione

Un esempio possiamo trovarlo in Madeleine Engle la quale tiene dei corsi all’interno della Cattedrale (è anche una delle fondatrici del Tempio). I suoi insegnamenti comprendono lo sciamanesimo,  le obe, Tarocchi, il culto di Gaia, lo  yoga tantrico e l’astrologia. Quasi tutte queste pratiche sono sono state duramente condannate dal cristianesimo per secoli eppure vengono accettate all’interno della Cattedrale. Questi tipi di corsi sono promossi in vari templi religiosi di tutto il mondo.

Il valore che deve essere accettato a livello mondiale, però, è l’ambientalismo. Creando a tavolino un senso di urgenza e di paura per quanto riguarda il degrado della natura, è facile far passare leggi che sarebbero altrimenti impopolari, alzare le tasse per il bene dell’ambiente e confondere le persone con il culto della Terra. La gente che abbraccia questa spiritualità New Age è più propensa ad accettare progetti controversi quali il controllo delle nascite e l’eugenetica. Quando la natura è la vostra religione, vedrete la razza umana come una presenza parassitaria, razionalizzando più facilmente uno sterminio di massa.

CONCLUDENDO

Se avete compreso anche solo un poco, questo articolo, avrete capito che la cattedrale non è affatto cristiana. In realtà, ospita le stesse persone che stanno lavorando per  eradicare le religioni e lo stanno facendo molto bene. Come ho detto all’inizio, io non condanno le varie fedi, che sia essa musulmana, cristiana o Wiccan. Tutte le religioni contengono saggezza nei loro insegnamenti. Scherzare, però, con la fede delle persone per far adorare loro altro, è puro male. Alcuni dicono che Satana è il maestro dell’inganno. Beh, la gente che va a messa nella Cattedrale viene ingannata in modi che non riesce neppure ad immaginare. Paolo mise in guardia i Corinzi:

Perché questi individui sono dei falsi apostoli, degl’imbroglioni travestiti da apostoli di Cristo.Ma non c’è da stupirsi. Satana stesso si traveste da angelo di luce,non c’è da meravigliarsi se i suoi aiutanti possono fare altrettanto e si travestono da apostoli al servizio di Dio. Ma la loro fine sarà degna delle loro azioni malvage.

Fonte

Il mistero di due culture gemelle: Gli Egizi e gli Inca

Gli antichi egizi (in Africa) e gli antichi pre-Incas/Incas (in Sud America) sono due civilità che si sono sviluppate ed evolute ai lati opposti del mondo e non sono mai entrate in contatto tra loro, eppure, entrambe le culture, possedevano misteriosamente la stessa arte, architettura, simbolismo, mitologia e religione. Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, conclusero che entrambe le culture sono figlie, di quel periodo aureo in cui vissero gli Atlantidei. Oggi le analogie tra Egizi ed Inca non solo vengono ignorate dagli studiosi americani e occidentali, ma sono pure soppresse.

Molte analogie sconcertanti e irrisolte collegano gli antichi Egizi ai pre-Incas/Incas -anche se entrambe le culture si sono evolute ai lati opposti del pianeta, separate dagli oceani.

Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, ritennero che entrambe le culture ereditarono la stessa saggezza da una fonte estremamente vecchia, una “civilità madre” comune, di cui la storia si è quasi dimenticata del tutto. Per i vittoriani questa ipotesi spiegherebbe bene i paralleli presenti tra questi due popoli. Gli studiosi vittoriani hanno chiamato questo genitore comune “Atlantide”.

Oggi, gli studiosi mainstream rifiutano categoricamente la teoria di Atlantide, mostrando pure un certo grado di ostilità. I paralleli continuano infatti a rimanere ignorati.

Tuttavia non vennero ignorati in epoca vittoriana. In effetti, le menti dei più brillanti studiosi del passato credevano che Atlantide fosse reale, ecco il perché:

PIRAMIDI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono piramidi di pietra e piramidi a gradoni nel deserto lungo i fiumi e in linea con i punti cardinali. In entrambi i casi, i defunti venivano sepolti all’interno.

MUMMIE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita oltre la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.

MUMMIE CON LE BRACCIA INCROCIATE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…incrociavano le braccia dei loro morti mummificati. Questo serviva per simboleggiare lo stato di “equilibrio” nella morte, raggiunto grazie ad una vita equilibrata. Le due braccia indicano gli opposti in equilibrio.

LE MASCHERE FUNERARIE D’ORO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano maschere d’oro sopra i volti dei loro morti, a simboleggiare il ritorno all’eternità, “all’altra parte” del velo, alla più alta casa nei cieli, la quale è eterna e spirituale, a differenza della terra, che è temporanea e fisica. Si trasmette anche, in senso alchemico, l’idea che, mentre erano qui, queste anime eterne abbiano preso il controllo della loro forma umana trasformandola in oro.

COLLANE CON ANIMALI ANTITETICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da animali a due teste rivolte verso l’esterno, a simboleggiare l’equilbrio tra la nostra natura umana e quella animale. Questo stato d’”equilibrio” è il risultato della trasformazione alchemica, ecco il perchè dell’oro.

SIMILITUDINI NELLA LAVORAZIONE DELLA PIETRA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…lavoravano in maniera molto simile la pietra, anche nei minimi dettagli. Come può essere spiegato?

LIVELLO DI PRECIONE NEL SCOLPIRE LE PIETRE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…tagliavano la pietra in maniera straordinariamente precisa, tanto che a tutt’ora è difficile inserire un foglio di carta in mezzo alle pietre. Spesso non venne utilizzata malta. Questo simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione o di avvicinarsi ad essa, elevandosi verso lo spirituale, l’eterno, la nostra casa celeste.

PORTE TRAPEZIOIDALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruivano porte trapezoidali, che significano il progresso spirituale. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota l’ascensione e la trascendenza spirituale. La porta trapezoidale venne utilizzata da molte culture antiche. Essa riguarda una sorta di stato futuro dell’umanità verificatosi già in un lontano passato, quando la gente era tranquilla e aveva raggiunto il nirvana. Questa porta è il simbolo della grande saggezza, una volta posseduta dai nostri antenati.

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…disegnarono due serpenti simmetrici sopra l’ingresso delle porte trapezoidali. Qui vi è l’idea di bilanciare le energie opposte, tramite questi animali gemelli in equilibrio simmetrico. Questa immagine dell’”opposto equilibrato” sembra essere l’”ideale” che veniva insegnato accedendo ai templi di cui queste porte erano le entrate.

TESCHI ALLUNGATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… allungavano i teschi dei loro figli per affinare i sensi e migliorare la visione spirituale. Questa pratica, apparentemente bizzarra non ha destato neppure il minimo scalpore tra gli studiosi.

OBELISCHI (CON GEROGLIFICI)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… costruirono ed eressero obelischi sacri come simbolo del potere maschile, della fertilità, della nascita, della longevità e della forza. Gli obelischi erano molto rispettati: erano tra i punti di riferimento più venerati.

TEMPLI A PROVA DI TERREMOTO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono edifici antisismici utilizzando lo stesso tipo di design (inclinazione verso l’interno), che ha resistito alla prova del tempo.

RELIGIONE SOLARE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il simbolismo solare come parte distintiva della loro religione, che era sostanzialmente identica. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, tu sei la divinità solare, il sole è il tuo simbolo, la tua anima. Tu sei un sole. Tu sei un sole eterno divino. L’essere umano si è incarnato volontariamente nella materia, ma ora ha dimenticato il suo Sé spirituale, perdendo la via per casa.

SIMBOLOGIE SOLARI PARALLELE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…usavano divinità animali in pose simmetriche le quali fiancheggiavano un emblema solare posto al centro. Proprio come il sole equilibria perfettamente l’inverno e l’estate, ovvero le stagioni estreme… è di vitale importanza, per i nostri soli interiori (il sole simboleggia la nostra anima eterna o Sé) di bilanciare le nostre energie positive e negative gemelle come gli istinti, appetiti, ecc, al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.

UN ANIMALE IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano sulla fronte un animale per evocare il potere del Terzo Occhio. Entrambe le culture capirono che siamo in grado di creare uno stato di trance in cui è possibile “risvegliare” “l’occhio della mente”, il nostro cosiddetto “occhio interiore”, o “Terzo Occhio”, un simbolo di illuminazione spirituale che si trova in fronte, sopra e tra i due occhi, esattamente dove l’animale si trova nell’immagine qui sopra.

SIMBOLO DELLA CROCE (CHAKANA/ANKH)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il design a gradini, che simboleggia l’ascesa graduale dell’iniziato da uomo comune ad essere umano asceso. Roma non fu costruita in un giorno, non si trova il proprio “Cristo interiore” o “Buddha interiore” in un solo giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.

TRITTICO – I TEMPLI A 3 PORTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono gli stessi templi a trittico. Il design a Trittico è un fenomeno presente in tutto il mondo architettonico e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sull’”equilibrio degli opposti”. Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (la nostra natura inferiore suddivisa in parte sinistra e destra ), mentre la porta di mezzo simboleggia il punto centrale dell’eternità (il Sé superiore). Il Trittico venne poi ereditato dai costruttori delle cattedrali gotiche, i massoni.

CHIUSURE IN METALLO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpivano pietre che venivano poi unite insieme grazie all’utilizzo di fermagli metallici. Quali sono le possibilità che questa tecnica si sia evoluta, dopo milioni di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto tempo (più o meno 1000 anni) ai lati opposti del globo?

ICONE DELLA DIVINITA’ CON IL BASTONE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…veneravano l’icona di un dio con la staffa che non è altro che il crocifisso perduto dell’antica religione universale. Non ancora documentato dagli studiosi, l’icona del dio con la staffa si trova ovunque in tutto il mondo antico e simboleggia l’uomo perfetto.

BARE ANTROPOMORFE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…progettarono bare antropomorfe per i defunti e somigliavano agli dei o agli eroi locali che hanno sconfitto la morte e hanno vissuto per raccontarlo. Questo è l’esempio che le masse dovevano seguire: noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) e cercare di trovare la vera eternità al nostro interno.

CERCHIO SOLARE/TERZO OCCHIO IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..disegnavano un cerchio in fronte per indicare la posizione del terzo occhio.

UN’IMMAGINE SOLARE A DECORAZIONE DEL TERZO OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..decoravano il terzo occhio con immagini del sole. Il sole è un occhio nel cieli, molte antiche civiltà raffigurarono il sole come un occhio, non solo gli egiziani e gli Inca.

SIMBOLO DELL’OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..raffiguravano il “simbolo dell’occhio solare”, sia associando il sole all’occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che l’occhio (l’occhio della mente o Terzo Occhio) vede il sole interiore (l’anima interna).

ARCHITETTURA MEGALITICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..costruirono i loro templi più importanti utilizzando pietre massicce dal peso di centinaia di tonnellate.

BARCHE COSTRUITE CON CANNE

ia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono imbarcazioni di canne

DIVINITA’ FLUTTUANTI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…dipinsero divinità fluttuanti

SIMBOLI FALLICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpirono simboli fallici e gli associarono alla fertilità.

SPIRALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono spirali per simboleggiare il nostro ingresso / uscita da / per il mondo materiale / spirituale.

TEMPLI ELABORATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono templi simili.

SERPENTI SIMMETRICAMENTE BILANCIATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono la simmetria nella maggior parte della loro arte, bilanciando idealmente i due opposti della natura umana.

ARTE SIMMETRICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…crearo opere artistiche molto simili tra loro, raffiguranti simbolismo esoterico e una forte dose di simmetria.

GEROGLIFICO DI ATEN (UN CERCHIO CON UN PUNTINO ALL’INTERNO)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono la loro divinità solare come un cerchio con un punto all’interno, ovvero un simbolo del Sè in entrambe le culture.

INDIZI DI ATLANTIDE

Gli Incas e gli egiziani sono due civilità profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi paralleli, gli studiosi vittoriani credettero che le due culture erano figle della stessa cultura madre ancestrale o Cultura dell’età dell’oro “Atlantidea”.

Seguendo Platone e alcuni degli storici classici, pensarono che Atlantide sprofondò nell’oceano Atlantico a seguito di una sorta di alluvione/catastrofe, ma crearono degli avamposti su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico in modo da preservare la loro cultura.

Né gli egiziani né gli Inca entrarono mai in contatto tra loro, tuttavia condividono una comune patrimonio culturale.

Gli studiosi occidentali e le istituzioni accademiche stanno grossolanamente ignorando Atlantide. Peggio ancora, sopprimono le prove e il mistero che circonda questi bizzarri parallellismi culturali tra Inca ed Egizi (forse perché sanno che questi paralleli conduranno dritto ad Atlantide).

Dobbiamo ricordare che questi parallelismi egizi / Inca erano chiari come il sole all’epoca degli studiosi vittoriani. Dal beneficio di questa prospettiva possiamo dunque vedere come queste somiglianze molto profonde non vengono solo ignorate, vengono pure soppresse.

Perché gli studiosi vogliono infangare queste prove?

L’INSABBIATURA ACCADEMICA

Questi studiosi/storici/archeologi mainstream, sono persone fondamentalmente oneste e laboriose che svolgono il compito straordinariamente complesso di dissotterrare reperti del nostro antico passato.

Il problema è che sono bloccati in un particolare paradigma che vede la nostra società come se fosse il vertice e il culmine della storia umana. Considerano la storia come un semplice processo evolutivo, dall’uomo delle caverne alla civiltà altamente tecnologica di oggi, che nella loro mente è la “migliore”.

Sono bloccati al 100% su questa idea “evolutiva” riguardo il funzionamento della storia e quindi, è molto difficile per loro accettare che nel profondo del passato esisteva una civiltà o Età dell’Oro, molto più avanzata della nostra, spiritualmente, psicologicamente , tecnologicamente e che era in grado di fare cose di cui noi non siamo più capaci.

L’evoluzione culturale è la lente attraverso cui loro guardano la realtà: respingeranno quindi, qualsiasi prova anomala o troveranno spiegazioni plausibili per qualsiasi fatto discordante dalla loro idea di realtà.

Inoltre, essere uno “studioso” o un “accademico” è un lavoro, una professione, che fa parte di una struttura più grande. Se si desidera ottenere un lavoro come “studioso” o come “accademico” e se volete essere pubblicati o vincere borse di studio o fare carriera è assolutamente necessario adeguarsi a tale mentalità, il che significa arrendersi al paradigma evolutivo.

Ma chi è che controlla il flusso delle informazioni?

IL GOVERNO INVISIBILE

Controllando le principali istituzioni accademiche e mediatiche, un gruppo elitario notevolmente ricco di potenti famiglie sta nascondendo con successo la verità sul nostro passato. L’obiettivo di questo gruppo è quello di mantenere un sistema segreto globale di tirannia economica e politica che i loro antenati fondarono più di un secolo fa, chiamato “governo invisibile” dai leader americani.

Più in particolare, questa élite sta cercando di nascondere il fatto che una volta, nella più remota preistoria esisteva una civilità altamente sofisticata. Questa civiltà terminò bruscamente, ma si lasciò alle spalle una dottrina fortemente spirituale, che venne poi ereditata dalle prime civiltà conosciute al mondo.

Le prime culture del mondo che ereditarono e misero in pratica questa dottrina spirituale, o “Religione Universale,” tramite il processo considerato accademicamente un tabù, denominato “Iperdiffusionismo”, un termine peggiorativo del 20 ° secolo recentemente inventato dai media dell’establishment e del mondo accademico:

“Iperdiffusionismo – la teoria secondo cui tutte le culture hanno avuto origine da una singola civilità. Gli iperdiffusionisti negano che vi siano state notevoli evoluzioni parallele o invenzioni indipenti nel corso della storia, essi sostengono che … tutte le culture possono essere ricondotte ad una sola. ”

– Wikipedia

Denunciando e quindi indebolendo, qualsiasi studio accademico anche lontanamente legato al cosiddetto modello “iperdiffusionista”, un modello che è stato ampiamente accettato dagli studiosi dei secoli passati, l’élite è riuscita a mantenere la Religione Universale fuori dalla nostra portata. In questo modo ci hanno impedito di accedere ad una profonda saggezza, che avrebbe il potenziale di risvegliare l’umanità e di conseguenza, di abbattere gli illuminati.

Il presente articolo ha presentato un solo esempio di iperdiffusionismo. Si tratta di una analisi della cultura egiziana, una civiltà altamente avanzata, che fiorì lungo il fiume Nilo in Africa, in maniera molto simile ad un’altra cultura presente dall’altra parte del globo, ovvero quella pre-Inca e Inca, che fiorì nella regione andina del moderno Perù.

Quello che avete visto è la prova che la religione universale era presente presso le due sponde opposte dell’Oceano Atlantico, apparentemente instillata dalla stessa cultura Atlantidea. La cosa più importante, da sottolineare ancora una volta, è che la religione universale non è una finzione, essa infatti comprende verità spirituali profonde ed eterne che spiegano chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e il significato della vita stessa.

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