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La sinistra: Gli “Utili Idioti” dei ricchi

Non possiamo aspettarci che gli americani passino dal capitalismo al Comunismo da un momento all’altro, ma possiamo assistere i leaders, da loro eletti, nel somministrare ai cittadini statunitensi piccole dosi di socialismo fin quando si renderanno conto, improvvisamente di essere diventati comunisti. Il Leader Sovietico Nikita Khruscev, 1959

Un’elite auto proclamata, che Huxley chiama i ‘Controllori del mondo e che Caroll Quiqley descrive come una “rete internazionale” la quale ha temtato per generazioni di creare uno ‘Stato mondiale’ (Huxley) che è sinonimo di ciò che David Rockefeller chiama un ‘ordine mondiale’ o che il presidente George W. Bush e altri … chiamano il ‘Nuovo Ordine Mondiale.’

Nel linguaggio più comune si utilizza il termine ‘globalizzazione’, che però viene raramente inteso nelle sue profonde ramificazioni, soprattutto dagli attivisti di sinistra, i quali sostengono gli stessi obiettivi del processo di globalizazione: il multiculturalismo, il femminismo, le frontiere aperte, e le cause buoniste in nome della democrazia e dei ‘diritti umani’ che hanno come effetto un ulteriore controllo da parte della plutocrazia globale.

La sinistra, compresi i comunisti, hanno in genere rivestito il ruolo di utili idioti deil capitalismo internazionale … La sinistra, sia nella sua forma Fabiana, che nella varietà radical chic, si è sempre adattata bene al sistema che avrebbe dovuto combattere. Una nuova sinistra è emersa dopo la dissoluzione del blocco sovietico, rappresentata dalle cosiddette ‘rivoluzioni colorate’ che hanno il patrocinio della rete di Soros, e di altri.

La strategia utilizzata dalla oligarchia internazionale è la stessa di quella più generalmente riconosciuta come un0 degli elementi principali della dottrina marxista, e cioè la dialettica, il conflitto di forze opposte che genera una sintesi. Questo metodo dialettico è un qualcosa che Sutton realizzò quando cercò di capire come mai sembrasse che l’oligarchia fornisse il sostegno ad ideologie opposte, governi ribelli e le politiche “rivoluzionarie”.

I dialettici marxisti  hanno dichiarato che la storia è sottoposta ad un processo che la porterà verso il comunismo mondiale, che nascerà dal conflitto tra capitalismo e socialismo. Gli oligarchi, invece, sembra che operino sul presupposto dialettico che il risultato del loro “conflitto controllato” sarà una sintesi socialista/capitalista che potremmo chiamare lo “Stato Mondiale collettivista”, un ordine mondiale che sarà comunista nell’organizzazione, ma gestito dagli oligarchi, piuttosto che da dei commissari. Aaron Russo, dopo aver parlato con Nick Rockefeller, fece riferimento all’argomento in questi termini “vendere il socialismo come capitalismo”.

Nel corso delle passate generazioni, gli “scenari di crisi” utilizzati dagli oligarchi per vendere o  imporre il loro piano per uno Stato collettivista mondiale ha incluso problemi come guerre, carestie, sovrappopolazione, divario tra la ricchezza del cosiddetto “Nord” e “Sud” e ai nostri giorni la “guerra al terrorismo” (conflitto perpetuo) e la minaccia del “riscaldamento globale”.

In generale, si può affermare che molti di questi problemi sono il risultato diretto del sistema finanziario, commerciale ed economico che è gestito dagli oligarchi. Ora come ora gli oligarchi si presentano come i risolutori dei problemi che loro stessi hanno creato. Un “movimento globale di agitazione” “dal basso” (la “sinistra”) e la manipolazione da “sopra” (gli “oligarchi”) operano dialetticamente per spostare il centro di gravità politico verso l’accettazione, se non il supporto, di uno Stato mondiale, in modo da porre fine alla crisi creata dai nostri sedicenti “salvatori del mondo”.

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