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Germania: Scoperto nuovo teschio di cristallo

Un misterioso teschio di cristallo è stato ritrovato in Germania. Si pensa appartenesse al capo delle SS Heinrich Himmler.

Il manufatto, rinvenuto in una casa di un villaggio in Baviera, ha richiamato l’attenzione dei cacciatori di tesori.

Credono possa essere una parte di un tesoro più grande, proprietà, un tempo, di uno dei più malvagi uomini della Germania nazista.

Le indicazioni, suggeriscono che il teschio faceva parte di una serie di manufatti adorati dalle antiche culture Maya in quello che oggi è il Messico – questi teschi rappresentano, secondo le suddette culture, la chiave per fermare la fine del mondo del prossimo anno.

Himmler, che ha supervisionato lo sterminio degli ebrei, fù affascinato dai miti e dalle leggende delle antiche culture, fino al momento del suo suicidio dopo essere stato catturato dagli inglesi.

Finanziò spedizioni alla Indiana Jones in tutto il mondo alla ricerca della prova che sostenesse la “supremazia” dell’uomo ariano.

Il cranio, pesa circa 9 kg, ed ha lo stesso design dei teschi raffigurati sulle uniforme degli scagnozzi di Himmler.

È stato trovato nella casa di una vecchia signora, dopo che ella si sposò con un alto ufficiale delle SS, ora è nelle mani del giornalista svizzero Luc Burgin, che ha detto: “Sono sicuro al 99% che questo sia uno dei teschi Maya , ma abbiamo bisogno di maggior chiarezza e di tutte le prove disponibili per accettarne definitivamente l’autenticità. ”

I Maya costruirono 13 teschi di cristallo, nove dei quali vennero colorati a rappresentanza delle razze degli uomini, mentre quattro, lasciati trasparenti rappresenterebbero “le bestie che camminano, strisciano e volano”.

Sono stati inviati nei loro luoghi di “origine” fino al momento in cui sarà necessario riunirli tutti per evitare la catastrofe che l’uomo dovrebbe scatenare sul pianeta.

I Maya, astronomi dotati e matematici, hanno calcolato una data per questa “fine dei tempi” – il solstizio d’inverno, del 21 dicembre 2012

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Scoperto nuovo teschio di cristallo

Il teschio di cristallo Mitchell-Hedges non è più unico.In California – è stato scoperto un altro teschio antico, chiamato “compassione”, con la mascella staccabile. Questo teschio sta già riscrevendo lo scenario dei Teschi di cristallo.

Con il rilascio nel 2008 del film “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”, i teschi di cristallo hanno raggiunto un livello di popolarità mai visto prima. Precedentemente solo negli anni 80 questi artefatti avevano acquisito un pò di importanza con il movimento New Age. Oggi, ci sono centinaia di teschi di cristallo, quasi tutti di moderna fabbricazione (la maggior parte made in China) e utilizzati in diversi seminari New Age. Solo una manciata di teschi si presume abbiano origini antiche, tra cui il più famoso di tutti i teschi di cristallo: il teschio di cristallo di Mitchell-Hedges.
“Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo” fa riferimento marginalmente al teschio di Mitchell-Hedges. Si distingue per essere di gran lunga il più complesso, solo questo ha la mascella staccabile, simbolo che chiunque lo abbia creato- è un maestro d’arte in grado di creare capolavori che gli scultori moderni non sono in grado di realizzare. Gerald Leandro De Souza, un maestro intagliatore dal Brasile con 25 anni di esperienza alle spalle, osserva che “il processo di taglio della mascella da un cranio provoca la rottura stessa della mascella ed è quasi impossibile per un intagliatore riuscire nell’impresa.”
Eppure, gli scettici, principalmente guidati da Jane Walsh, un antropologo dello Smithsonian National Museum of Natural History, cercano di sostenere che tutti questi teschi sono delle invenzioni moderne. Finora, nessuna delle affermazioni fatte da Walsh e co. sono state dimostrate, e tanto meno provate da fatti. In particolare, Walsh cerca di puntare il dito verso la Germania e alla città di Idar-Oberstein, sostenendo che la maggior parte di questi crani sono stati scolpiti da artisti lì residenti. Tuttavia, nessun registro documentante intagliature di crani è mai stato trovato lì, non ci sono registrazioni di intagliatori che intagliavano alla  metà del 19 ° secolo, epoca in qui questi teschi sarebbero stati prodotti. In breve, le teorie di Walsh rimangono totalmente prive di fondamento – risultando molto poco scientifiche!
Dall’altra parte del dibattito vi sono persone del calibro di Nick Nocerino, uno dei primi ricercatori dei teschi di cristallo, che ha viaggiato molto in tutto il Centro America, in cerca di essi. Ha notato come in diverse occasioni, le tribù indiane avrebbero voluto venderli teschi di cristallo,con i cui soldi, gli sciamani locali avrebbero potuto acquistare preziose medicine occidentali e simili, per aiutare le loro tribù. Nocerino ha sempre rifiutato queste offerte, poichè credeva fermamente che i teschi fossero parte integrante della società e che le tribù dovessero conservarli con cura come preziosi talismani . (Ha in ogni caso cercato di aiutare le varie tribù in altri modi.)

Anche il teschio di cristallo di Mitchell-Hedges ha origine centroamericana. La stessa famiglia ha dichiarato che Anna Mitchell-Hedges trovò il teschio tra le rovine di Lubaantuun il giorno del suo 17 ° compleanno nel 1924. E ‘una storia che Anna ha sostenuto fino alla sua morte, anche se fù sottoposta a severe critiche da parte degli scettici. Infatti, una storia più probabile di come suo padre abbia trovato il teschio è raccontata nel suo romanzo, “The White Tiger”, pubblicato nel 1931. In esso il padre descrive il resoconto di un uomo inglese che fù iniziato alle tribù Maya, per diventare il maggior custode di un importante tesoro. Quando il sacerdote maya decise di mostrargli il tesoro, l’inglese fù condotto in una serie di tunnel: “Dinnanzi a lui, ammassati in una confusione senza fine, giaceva il tesoro degli Aztechi. calici d’oro, ciotole, vasi e altri ornamenti di ogni dimensione e forma. Pietre preziose non ce ne erano, ma vi erano molte chalchihuitl rare (ciondoli di giadeite). Maschere di ossidiana e conchiglie splendidamente intarsiate erano tutte ammucchiati insieme con teste scolpite in solidi blocchi di cristallo. La leggenda non esagerava sul tesoro degli Aztechi. Una ricchezza quasi sconfinata giaceva a disposizione della Tigre Bianca “.
“Teste scolpite in solidi blocchi di cristallo”: un riferimento ai teschi di cristallo fatta da Frederick “Mike” Mitchell-Hedges nel 1931, più di un decennio prima che – secondo quelli con le idee di Walsh – avesse acquistato un teschio all’asta di Sotheby a Londra nel 1943.

Poichè è il più complesso, il teschio di cristallo di Mitchell-Hedges è sia il più famoso sia il più dibattuto. E ‘unico. Ma oggi, il teschio di Mitchell-Hedges non è più solo: il 6 agosto 2009, l’ex pescatore Joe Bennett fù in grado di comprare finalmente, da un negozio di importazione californiano, un teschio di cristallo … con una mascella staccabile, che chiamò presto    “compassione “. E’ nata una nuova era nelle ricerce sui teschi di cristallo per svariate ragioni.
Bennett è un pescatore in pensione dell’Alaska. Si era guadagnato il soprannome di “marinaio di cristallo”, poichè per anni, raccolse una serie impressionante di cristalli. Nella sua caccia ai cristalli, nel 2006,incappò in un teschio di cristallo, in un negozio di importazione a Carmel, in California. Il cranio apparteneva ad un amico stretto dei proprietari, che lo portò dall’Africa. Alla sua morte la sua famiglia liquidò l’attività e chiese al negozio di importazione di vendere il teschio di cristallo per loro.
Bennett racconta come avesse “notato un teschio di cristallo nel retro del negozio su un alto scaffale. Ammirai l’arte estrema, vidi il prezzo e me ne dimenticai. Come la maggior parte delle persone non ebbi alcun riferimento per identificare i teschi di cristallo apparte le storielle di hallowen e la magia nera. “Tuttavia, il teschio si impresse bene nella memoria di Joe, che ebbe una serie di sogni vividi sul teschio di cristallo, tanto che mandò la sorella – che viveva nelle vicinanze – ad effettuare una serie di fotografie, che inviò poi a Joe. Era solo questione di tempo prima che il teschio finisse nelle mani di Bennet.

Il teschio “compassione” ha dimensioni umane ed è prodotto con quarzo chiaro, è alto 14 cm, largo 14 cm e lungo 20 cm, e pesa poco meno di 5 kg – molto simile per dimensioni al cranio di Mitchell-Hedges. In bocca ha 28 denti. Poco si sa delle origini del teschio. E’ rimasto negli Stati Uniti per cinque anni prima che il negozio lo mettesse in vendita. Prima, trascorse 22 anni in un magazzino in Africa. Non si sa il nome della tribù africana che lo possedeva, ma le analisi iniziali del cranio hanno dimostrato che il cristallo non proviene dal Brasile. Gerald Leandro De Souza sostiene che il “quarzo viene probabilmente dall’Africa”. La probabile fonte è la Namibia, in Africa, un luogo famoso per le sue riserve di quarzo.
Considerando che il teschio di Mitchell-Hedges è di “cristallo puro”,quello della “compassione” è più simile a un altro teschio di cristallo, noto come “MAX”: Il teschio “compassione” è costruito su 3 strati distinti (il MAX me ha 5). Il più grande, è la parte frontale che è fatta con del cristallo di quarzo puro. Dietro, a livello della fronte, vi è una sezione un po ‘più morbida di cristallo di quarzo meno puro. Sempre dietro vi è lo strato finale, separato dagli altri da una piccola fessura di ossido di ferro, che si può solo vedere dalla parte posteriore del cranio.
La possibilità che il materiale all’interno della fessura sia ossido di ferro è stata suggerita dell’intagliatore di cristalli James Ziegler, che ha aggiunto che il materiale sul fondo della fessura è feldspato. Questa conclusione è stata confermata quando Bennett ha fatto esaminare il suo teschio di cristallo dal Dr. Ray Corbett, Curatore Associato di Archeologia presso il Museo di Storia Naturale di Santa Barbara e dal geologo Dr. John Minch il 30 marzo 2010. E ‘stato Minch a confermare che la fessura fosse stata riempita con l’ossido di ferro.
Questi esperti, inoltre hanno riconosciuto che il teschio di cristallo è stato lavorato a mano e non da una macchina. Un settore del cerchio mostra aree a forma di torta,che un intagliatore avrebbe tenuto, ma che una macchina avrebbe appianato. Ci sono altri aspetti interessanti del cranio, in particolare hanno a che fare con la mancanza di simmetria tra destra e sinistra, che dimostra ancora una volta come il lavoro fosse stato fatto da mano umana.
Quando si passa la punta di un dito sulla parte superiore del teschio, si possono sentire le fratture fra gli strati. Il Dr. Minch sostiene che chiunque abbia fatto questo teschio, avrebbe dovuto farlo molto lentamente, perché se il quarzo si riscalda troppo, va in frantumi – sottolineando in tal modo che l’utilizzo di strumenti per la realizzazione del suddetto teschio è molto improbabile.

Durante i tests, il Dott. Minch ha inoltre scoperto la presenza di una bolla d’aria all’interno del teschio. Quando il cranio è scosso, la bolla si sposta su e giù in una soluzione presumibilmente d’acqua, che in qualche modo si è fatta strada all’interno del teschio è ha intrappolato al suo interno la bolla d’aria. Bennett ha ipotizzato che questa bolla d’aria dovrebbe essere interpretata come una rappresentazione della ghiandola pineale, una parte del cervello che è spesso definita come il “terzo occhio”, e che quindi è fortemente intrisa di significato esoterico. René Descartes addirittura la etichettò come sede dell’anima, facendo eco a una credenza che risale a migliaia di anni fa.
Minch ha anche trovato un rutilo d’oro sia nel cranio sia nella mascella. Un rutilo è un minerale importante del titanio, e si trova in parti microscopiche nel quarzo e in altre pietre preziose. E ‘responsabile di molti degli effetti di luce che si vedono all’interno di questi oggetti.
Gli scienziati hanno avuto difficoltà ad ammettere che la mascella staccabile del teschio di cristallo di Mitchell-Hedges fosse fatta di cristallo (lo è), e che fosse fatta dello stesso cristallo del resto del cranio (lo è). Ma nessun dubbio può sorgere nel caso del teschio “compassione”: nella guancia destra si può osservare un segno del cristallo che parte appunto da qui e finisce nella mascella, ciò dimostra che la parte principale del cranio e la mascella sono state ottenute dallo stesso cristallo.
Sarà interessante vedere cosa faranno i poveri debunkers. Nel caso del teschio di cristallo di Mitchell-Hedges, hanno cercato di incentrare la loro critica sulla provenienza della mascella, poichè nessun intagliatore di cristallo moderno è mai riuscito a realizzare una mascella del genere. Ovviamente il teschio “compassione” non sarà “compassionevole” nei confronti di questi personaggi, che dovranno produrre argomentazioni più forti, se vogliono continuare a persistere nello spiegare, con ipotesi vecchissime e chiaramente erronee, questa recente e importante scoperta.

Per quanto il teschio “la compassione” sia impressionante, la sua faccia non è simmetrica. Con la sua mascella staccabile posizionata sotto i denti del cranio, la compassione sembra ed è effettivamente simmetrica, ma togliendo la mandibola, diventa chiaro che il cranio e scentrato: i denti sono inclinati verso destra. L’unico posto in cui ci sono segni di lucidatura visibili ad occhio umano sono sotto la mascella. Questa zona non è stata finemente lucidata, forse per far intendere che l’opera è stata scolpita a mano. Il resto del teschio non mostra questi segni. Infatti, ” Compassione” ci porta ad una conclusione interessante: il teschio è statto chiaramente costruito dalle mani dell’uomo, ma chi lo ha fatto, dovrebbe aver avuto una esperienza nella lavorazione del cristallo quarzo, che supera quella di tutti gli intagliatori di cristallo esistenti ai giorni nostri. In breve, vi è una intera scienza persa sulla lavorazione del cristallo di quarzo. Da dove proviene e dove è andata a finire?
Infine, quando fissiamo negli occhi il teschio, è chiaro che nessuno dei due sia identico: l’occhio sinistro è molto più chiaro di quello a destra. Fu infatti mentre Bennett e sua moglie fissarono negli occhi il teschio, che sentirono che il teschio esprimeva tristezza. Sua moglie disse che “nel suo sguardo mostrava compassione” e il nome è nato. Entrambi inoltre ritennero che il nome “compassione” possedesse una energia femminile.

La questione chiave è dimostrare che il teschio sia antico. Come accennato, scienziati del calibro di Jane Walsh dallo Smithsonian si sono impuntati sull’argomento  – abbandonando del tutto il processo scientifico – dicendo che in ogni caso i teschi sono di moderna fattura. La loro pochezza scientifica è risultata evidente durante i test del teschio di cristallo di Mitchell-Hedges nel 2008, quando un membro della squadra ha semplicemente liquidato la mascella staccabile come un artefatto in vetro. Quando si scoprì poco dopo che non era vetro, esclamò con la coda fra le gambe “questo non significa che sia di cristallo” – nonostante prove precedentemente scoperte da Hewlett-Packard abbiano chiaramente dimostrato che la mandibola era effettivamente di cristallo!
Il problema è che il cristallo è impossibile da datare, ciò vuol dire che ogni datazione si può fare solo tramite mezzi secondari. Prove di strumenti utilizzati per la creazione del teschio, in particolare del tornio, sono stati stabiliti come canoni chiavi per stabilire se un teschio è antico (leggi: epoca pre-colombiana) o moderno. Anche chiudendo un occhio sulle notevoli lacune di questo metodo, esso non può applicarsi ad un teschio che viene dall’Africa – L’Africa non è mai stato un continente isolato, come testimoniano le origini dell’uomo migliaia di anni fa. Il metodo funziona solo se si vede l’argomento teschi di cristallo come un fenomeno puramente americano, per cui l’introduzione del tornio risalga alla scoperta dell’America da parte degli europei.

Naturalmente, la presenza del teschio in Africa per un certo numero di decenni non vuol dire che fosse stato sempre lì. Allo stesso modo, le origini della civiltà in America Centrale, rimangono enigmatiche. La civiltà olmeca risale almeno al 1200 aC, e alcuni hanno sostenuto una origine africana per questa civiltà. Nel 1972, il Dr. A. Wiercinski sostenne che alcuni degli Olmechi erano di origine africana, per fornire prove alla sua affermazione portò testimonianze archeologiche degli scheletri olmechi. Secondo Clyde Winters, gli Olmechi provengono dalla regione Mandinka dell’Africa occidentale (a nord della Namibia). La loro lingua è chiamata Mende, ed è il tipo di linguaggio trovato effettivamente sul Monte Alban, in Messico. È interessante notare,come siano emerse prove del collegamento Maya – teschi di cristallo proprio sul Monte Alban.
Oltre a ciò, lo stesso teschio di cristallo “la compassione” ha come probabile origine la Namibia, il che significa che deve avere una connessione di qualche genere con il continente africano. Ci sono leggende maya che spiegano come i teschi con la mascella removibile possano “cantare e parlare” durante alcune cerimonie religiose che vennero eseguite in numerosi santuari Maya, la questione è quale cultura africana ha costruito/costudito questi teschi.
Poco si sa sul teschio “la compassione”, la maggior parte delle scoperte sono ancora da realizzare. Se dovessimo considerare effettivamente la sua origine africana, allora, siamo di fronte ad un nuovo scenario, 2 teschi di cristallo molto simili provenienti da parti opposte dell’atlantico. Sono quindi prove di un contatto pre-colombiano tra i due continenti, nel qual caso gli Olmechi sarebbero i candidati più probabili, o dovremmo guardare ad origini molto più antiche, nelle leggende della civiltà di Atlantide?

Coloro che hanno comunicato con i teschi – in trance, meditazione o altro -riferiscono di una connessione con Atlantide. Durante una conferenza sui teschi di cristallo nel settembre 2009 – una delle prime volte in cui il teschio “la compassione” veniva mostrato al pubblico l’anziano Maya Men Hunbatz fù uno dei più incuriositi da questo teschio di cristallo. Dopo aver studiato il cranio da vicino, esclamò “Atlantis” aggiungendo che vi era una matrice nella parte posteriore del cranio che li aveva mostrato una mappa antica, che non capiva. Alcuni mesi più tardi, Bennett si rese conto che lo strato di ossido di ferro nel cranio somigliava in gran parte ad una mappa del continente africano. Coincidenza, o no?
Un altro personaggio che ha lavorato al teschio è sta Carole Wilson / Davis. Wilsonlavorò  inizialmente con il teschio Mitchell-Hedges e conseguentemente a ciò pubblico il libro “The Skull Speaks”, pubblicato nel 1985 uno dei primi volumi in cui comparivano tutti i teschi di cristallo.

All’interno della mitologia sulla creazione dei Maya, i teschi ricoprono un ruolo speciale. Gli antichi complessi di templi come Chichen Itza sono una riproposizione tridimensionale del mito della creazione maya. Vicino alla famosa corte piramidale vi è l’impressionante “Piattaforma del teschio”. Nel mito della creazione, mentre stavano giocando a palla, le divinità gemelle disturbarono i signori di Xibalba, il mondo sotterraneo dei Maya. I Xibalbani convocato gli Dei negli inferi per rispondere del loro comportamento irrispettoso. Lì, li sottoposero ad una serie di prove. Se avessero dovuto fallire uno dei test, sarebbero stati uccisi e seppelliti nella corte di Xibalba. Fù decapitato il gemello più anziano, la sua testa pendeva nella struttura adiacente alla corte, come avvertimento a chiunque avesse ripetuto i loro reati .

Nel 1980, quando i teschi di cristallo dell’america centrale acquisirono importanza, vennero commessi atroci crimini contro la popolazione Maya lì risiedente. In paesi come il Guatemala, un regime oppressivo ha mandato al patibolo migliaia di Maya. Ci sono voluti anni prima che la notizia di questo “Olocausto silenzioso” divenisse noto, i governi occidentali però sostenevano il regime del Guatemala. In grado di fare affidamento solo su se stessi, il popolo maya cominciò ad organizzarsi- divennerò terroristi o combattenti per la libertà, a seconda della prospettiva – e cominciarono a utilizzare le date chiavi del calendario Maya per le loro campagne, sperando di scuotere il popolo Maya svegliandolo dal torpore comune e farlo riunire alle sue vere origini Maya- quelle origine che trascendevano i confini moderni che le potenze del mondo occidentale hanno creato. I sociologi lo hanno definito il Rinascimento Maya”. Oggi, tre decenni più tardi, il mondo è molto consapevole del calendario Maya – in particolare della sua data chiave, il 21 dicembre 2012 –  milioni di persone visitano i vari monumenti Maya del Centro America.
La coppa del Mondo del 2010 in Sud Africa è stato visto come un evento gioioso per l’Africa, dimostrando che l’Africa non è solo un paese di guerre civili e della fame. C’è grande gioia in un continente che ci ha dato la civiltà egizia, mentre il Kenya è visto come la “culla dell’umanità”, per i resti dei primi ominidi che sono stati trovati in quel paese. Venti anni fa, l’autrice di bestseller americana Kathleen McGowan partecipò ad un workshop sul teschio di cristallo di Susan McCune. Alla McGowan fù detto che in futuro, avrebbe lavorato con teschi provenienti dall’Africa, e che altri teschi sarebbero emersi da quel continente. Quando vide “la compassione” nel luglio 2010, McGowan ricordò la profezia di McCune. E se McCune fosse nel giusto,”compassione” sarebbe il primo di una serie di teschi africani che in futuro verranno alla luce. Sarà anche grazie a loro che l’Africa acquisirà di nuovo il suo antico valore storico e culturale? Speriamo di si!:)