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Il mistero di due culture gemelle: Gli Egizi e gli Inca

Gli antichi egizi (in Africa) e gli antichi pre-Incas/Incas (in Sud America) sono due civilità che si sono sviluppate ed evolute ai lati opposti del mondo e non sono mai entrate in contatto tra loro, eppure, entrambe le culture, possedevano misteriosamente la stessa arte, architettura, simbolismo, mitologia e religione. Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, conclusero che entrambe le culture sono figlie, di quel periodo aureo in cui vissero gli Atlantidei. Oggi le analogie tra Egizi ed Inca non solo vengono ignorate dagli studiosi americani e occidentali, ma sono pure soppresse.

Molte analogie sconcertanti e irrisolte collegano gli antichi Egizi ai pre-Incas/Incas -anche se entrambe le culture si sono evolute ai lati opposti del pianeta, separate dagli oceani.

Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, ritennero che entrambe le culture ereditarono la stessa saggezza da una fonte estremamente vecchia, una “civilità madre” comune, di cui la storia si è quasi dimenticata del tutto. Per i vittoriani questa ipotesi spiegherebbe bene i paralleli presenti tra questi due popoli. Gli studiosi vittoriani hanno chiamato questo genitore comune “Atlantide”.

Oggi, gli studiosi mainstream rifiutano categoricamente la teoria di Atlantide, mostrando pure un certo grado di ostilità. I paralleli continuano infatti a rimanere ignorati.

Tuttavia non vennero ignorati in epoca vittoriana. In effetti, le menti dei più brillanti studiosi del passato credevano che Atlantide fosse reale, ecco il perché:

PIRAMIDI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono piramidi di pietra e piramidi a gradoni nel deserto lungo i fiumi e in linea con i punti cardinali. In entrambi i casi, i defunti venivano sepolti all’interno.

MUMMIE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita oltre la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.

MUMMIE CON LE BRACCIA INCROCIATE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…incrociavano le braccia dei loro morti mummificati. Questo serviva per simboleggiare lo stato di “equilibrio” nella morte, raggiunto grazie ad una vita equilibrata. Le due braccia indicano gli opposti in equilibrio.

LE MASCHERE FUNERARIE D’ORO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano maschere d’oro sopra i volti dei loro morti, a simboleggiare il ritorno all’eternità, “all’altra parte” del velo, alla più alta casa nei cieli, la quale è eterna e spirituale, a differenza della terra, che è temporanea e fisica. Si trasmette anche, in senso alchemico, l’idea che, mentre erano qui, queste anime eterne abbiano preso il controllo della loro forma umana trasformandola in oro.

COLLANE CON ANIMALI ANTITETICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da animali a due teste rivolte verso l’esterno, a simboleggiare l’equilbrio tra la nostra natura umana e quella animale. Questo stato d’”equilibrio” è il risultato della trasformazione alchemica, ecco il perchè dell’oro.

SIMILITUDINI NELLA LAVORAZIONE DELLA PIETRA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…lavoravano in maniera molto simile la pietra, anche nei minimi dettagli. Come può essere spiegato?

LIVELLO DI PRECIONE NEL SCOLPIRE LE PIETRE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…tagliavano la pietra in maniera straordinariamente precisa, tanto che a tutt’ora è difficile inserire un foglio di carta in mezzo alle pietre. Spesso non venne utilizzata malta. Questo simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione o di avvicinarsi ad essa, elevandosi verso lo spirituale, l’eterno, la nostra casa celeste.

PORTE TRAPEZIOIDALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruivano porte trapezoidali, che significano il progresso spirituale. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota l’ascensione e la trascendenza spirituale. La porta trapezoidale venne utilizzata da molte culture antiche. Essa riguarda una sorta di stato futuro dell’umanità verificatosi già in un lontano passato, quando la gente era tranquilla e aveva raggiunto il nirvana. Questa porta è il simbolo della grande saggezza, una volta posseduta dai nostri antenati.

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…disegnarono due serpenti simmetrici sopra l’ingresso delle porte trapezoidali. Qui vi è l’idea di bilanciare le energie opposte, tramite questi animali gemelli in equilibrio simmetrico. Questa immagine dell’”opposto equilibrato” sembra essere l’”ideale” che veniva insegnato accedendo ai templi di cui queste porte erano le entrate.

TESCHI ALLUNGATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… allungavano i teschi dei loro figli per affinare i sensi e migliorare la visione spirituale. Questa pratica, apparentemente bizzarra non ha destato neppure il minimo scalpore tra gli studiosi.

OBELISCHI (CON GEROGLIFICI)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… costruirono ed eressero obelischi sacri come simbolo del potere maschile, della fertilità, della nascita, della longevità e della forza. Gli obelischi erano molto rispettati: erano tra i punti di riferimento più venerati.

TEMPLI A PROVA DI TERREMOTO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono edifici antisismici utilizzando lo stesso tipo di design (inclinazione verso l’interno), che ha resistito alla prova del tempo.

RELIGIONE SOLARE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il simbolismo solare come parte distintiva della loro religione, che era sostanzialmente identica. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, tu sei la divinità solare, il sole è il tuo simbolo, la tua anima. Tu sei un sole. Tu sei un sole eterno divino. L’essere umano si è incarnato volontariamente nella materia, ma ora ha dimenticato il suo Sé spirituale, perdendo la via per casa.

SIMBOLOGIE SOLARI PARALLELE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…usavano divinità animali in pose simmetriche le quali fiancheggiavano un emblema solare posto al centro. Proprio come il sole equilibria perfettamente l’inverno e l’estate, ovvero le stagioni estreme… è di vitale importanza, per i nostri soli interiori (il sole simboleggia la nostra anima eterna o Sé) di bilanciare le nostre energie positive e negative gemelle come gli istinti, appetiti, ecc, al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.

UN ANIMALE IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano sulla fronte un animale per evocare il potere del Terzo Occhio. Entrambe le culture capirono che siamo in grado di creare uno stato di trance in cui è possibile “risvegliare” “l’occhio della mente”, il nostro cosiddetto “occhio interiore”, o “Terzo Occhio”, un simbolo di illuminazione spirituale che si trova in fronte, sopra e tra i due occhi, esattamente dove l’animale si trova nell’immagine qui sopra.

SIMBOLO DELLA CROCE (CHAKANA/ANKH)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il design a gradini, che simboleggia l’ascesa graduale dell’iniziato da uomo comune ad essere umano asceso. Roma non fu costruita in un giorno, non si trova il proprio “Cristo interiore” o “Buddha interiore” in un solo giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.

TRITTICO – I TEMPLI A 3 PORTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono gli stessi templi a trittico. Il design a Trittico è un fenomeno presente in tutto il mondo architettonico e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sull’”equilibrio degli opposti”. Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (la nostra natura inferiore suddivisa in parte sinistra e destra ), mentre la porta di mezzo simboleggia il punto centrale dell’eternità (il Sé superiore). Il Trittico venne poi ereditato dai costruttori delle cattedrali gotiche, i massoni.

CHIUSURE IN METALLO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpivano pietre che venivano poi unite insieme grazie all’utilizzo di fermagli metallici. Quali sono le possibilità che questa tecnica si sia evoluta, dopo milioni di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto tempo (più o meno 1000 anni) ai lati opposti del globo?

ICONE DELLA DIVINITA’ CON IL BASTONE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…veneravano l’icona di un dio con la staffa che non è altro che il crocifisso perduto dell’antica religione universale. Non ancora documentato dagli studiosi, l’icona del dio con la staffa si trova ovunque in tutto il mondo antico e simboleggia l’uomo perfetto.

BARE ANTROPOMORFE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…progettarono bare antropomorfe per i defunti e somigliavano agli dei o agli eroi locali che hanno sconfitto la morte e hanno vissuto per raccontarlo. Questo è l’esempio che le masse dovevano seguire: noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) e cercare di trovare la vera eternità al nostro interno.

CERCHIO SOLARE/TERZO OCCHIO IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..disegnavano un cerchio in fronte per indicare la posizione del terzo occhio.

UN’IMMAGINE SOLARE A DECORAZIONE DEL TERZO OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..decoravano il terzo occhio con immagini del sole. Il sole è un occhio nel cieli, molte antiche civiltà raffigurarono il sole come un occhio, non solo gli egiziani e gli Inca.

SIMBOLO DELL’OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..raffiguravano il “simbolo dell’occhio solare”, sia associando il sole all’occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che l’occhio (l’occhio della mente o Terzo Occhio) vede il sole interiore (l’anima interna).

ARCHITETTURA MEGALITICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..costruirono i loro templi più importanti utilizzando pietre massicce dal peso di centinaia di tonnellate.

BARCHE COSTRUITE CON CANNE

ia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono imbarcazioni di canne

DIVINITA’ FLUTTUANTI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…dipinsero divinità fluttuanti

SIMBOLI FALLICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpirono simboli fallici e gli associarono alla fertilità.

SPIRALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono spirali per simboleggiare il nostro ingresso / uscita da / per il mondo materiale / spirituale.

TEMPLI ELABORATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono templi simili.

SERPENTI SIMMETRICAMENTE BILANCIATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono la simmetria nella maggior parte della loro arte, bilanciando idealmente i due opposti della natura umana.

ARTE SIMMETRICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…crearo opere artistiche molto simili tra loro, raffiguranti simbolismo esoterico e una forte dose di simmetria.

GEROGLIFICO DI ATEN (UN CERCHIO CON UN PUNTINO ALL’INTERNO)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono la loro divinità solare come un cerchio con un punto all’interno, ovvero un simbolo del Sè in entrambe le culture.

INDIZI DI ATLANTIDE

Gli Incas e gli egiziani sono due civilità profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi paralleli, gli studiosi vittoriani credettero che le due culture erano figle della stessa cultura madre ancestrale o Cultura dell’età dell’oro “Atlantidea”.

Seguendo Platone e alcuni degli storici classici, pensarono che Atlantide sprofondò nell’oceano Atlantico a seguito di una sorta di alluvione/catastrofe, ma crearono degli avamposti su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico in modo da preservare la loro cultura.

Né gli egiziani né gli Inca entrarono mai in contatto tra loro, tuttavia condividono una comune patrimonio culturale.

Gli studiosi occidentali e le istituzioni accademiche stanno grossolanamente ignorando Atlantide. Peggio ancora, sopprimono le prove e il mistero che circonda questi bizzarri parallellismi culturali tra Inca ed Egizi (forse perché sanno che questi paralleli conduranno dritto ad Atlantide).

Dobbiamo ricordare che questi parallelismi egizi / Inca erano chiari come il sole all’epoca degli studiosi vittoriani. Dal beneficio di questa prospettiva possiamo dunque vedere come queste somiglianze molto profonde non vengono solo ignorate, vengono pure soppresse.

Perché gli studiosi vogliono infangare queste prove?

L’INSABBIATURA ACCADEMICA

Questi studiosi/storici/archeologi mainstream, sono persone fondamentalmente oneste e laboriose che svolgono il compito straordinariamente complesso di dissotterrare reperti del nostro antico passato.

Il problema è che sono bloccati in un particolare paradigma che vede la nostra società come se fosse il vertice e il culmine della storia umana. Considerano la storia come un semplice processo evolutivo, dall’uomo delle caverne alla civiltà altamente tecnologica di oggi, che nella loro mente è la “migliore”.

Sono bloccati al 100% su questa idea “evolutiva” riguardo il funzionamento della storia e quindi, è molto difficile per loro accettare che nel profondo del passato esisteva una civiltà o Età dell’Oro, molto più avanzata della nostra, spiritualmente, psicologicamente , tecnologicamente e che era in grado di fare cose di cui noi non siamo più capaci.

L’evoluzione culturale è la lente attraverso cui loro guardano la realtà: respingeranno quindi, qualsiasi prova anomala o troveranno spiegazioni plausibili per qualsiasi fatto discordante dalla loro idea di realtà.

Inoltre, essere uno “studioso” o un “accademico” è un lavoro, una professione, che fa parte di una struttura più grande. Se si desidera ottenere un lavoro come “studioso” o come “accademico” e se volete essere pubblicati o vincere borse di studio o fare carriera è assolutamente necessario adeguarsi a tale mentalità, il che significa arrendersi al paradigma evolutivo.

Ma chi è che controlla il flusso delle informazioni?

IL GOVERNO INVISIBILE

Controllando le principali istituzioni accademiche e mediatiche, un gruppo elitario notevolmente ricco di potenti famiglie sta nascondendo con successo la verità sul nostro passato. L’obiettivo di questo gruppo è quello di mantenere un sistema segreto globale di tirannia economica e politica che i loro antenati fondarono più di un secolo fa, chiamato “governo invisibile” dai leader americani.

Più in particolare, questa élite sta cercando di nascondere il fatto che una volta, nella più remota preistoria esisteva una civilità altamente sofisticata. Questa civiltà terminò bruscamente, ma si lasciò alle spalle una dottrina fortemente spirituale, che venne poi ereditata dalle prime civiltà conosciute al mondo.

Le prime culture del mondo che ereditarono e misero in pratica questa dottrina spirituale, o “Religione Universale,” tramite il processo considerato accademicamente un tabù, denominato “Iperdiffusionismo”, un termine peggiorativo del 20 ° secolo recentemente inventato dai media dell’establishment e del mondo accademico:

“Iperdiffusionismo – la teoria secondo cui tutte le culture hanno avuto origine da una singola civilità. Gli iperdiffusionisti negano che vi siano state notevoli evoluzioni parallele o invenzioni indipenti nel corso della storia, essi sostengono che … tutte le culture possono essere ricondotte ad una sola. ”

– Wikipedia

Denunciando e quindi indebolendo, qualsiasi studio accademico anche lontanamente legato al cosiddetto modello “iperdiffusionista”, un modello che è stato ampiamente accettato dagli studiosi dei secoli passati, l’élite è riuscita a mantenere la Religione Universale fuori dalla nostra portata. In questo modo ci hanno impedito di accedere ad una profonda saggezza, che avrebbe il potenziale di risvegliare l’umanità e di conseguenza, di abbattere gli illuminati.

Il presente articolo ha presentato un solo esempio di iperdiffusionismo. Si tratta di una analisi della cultura egiziana, una civiltà altamente avanzata, che fiorì lungo il fiume Nilo in Africa, in maniera molto simile ad un’altra cultura presente dall’altra parte del globo, ovvero quella pre-Inca e Inca, che fiorì nella regione andina del moderno Perù.

Quello che avete visto è la prova che la religione universale era presente presso le due sponde opposte dell’Oceano Atlantico, apparentemente instillata dalla stessa cultura Atlantidea. La cosa più importante, da sottolineare ancora una volta, è che la religione universale non è una finzione, essa infatti comprende verità spirituali profonde ed eterne che spiegano chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e il significato della vita stessa.

Fonte

 

Il terzo occhio nelle antiche culture occidentali

Gli studiosi di religioni orientali riconoscono al Terzo Occhio una lunga tradizione in India, Cina e Asia, dove l’induismo, il buddismo e il taoismo dominano. Stranamente, il Terzo Occhio viene ignorato dagli archeologi delle culture del Nuovo Mondo, nonostante ampie prove del suo simbolismo siano presenti nell’arte delle antiche culture americane. Che le seguenti immagini siano la chiave per interpretare religioni come quella dei Maya, degli Olmechi, degli Aztechi, degli Inca, dei pre-Inca, e di altre antiche culture americane?

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Il “Terzo Occhio” è una misteriosa ed antica facoltà che tutti possediamo, secondo la tradizione occulta. Ci dà la capacità di vedere al di là della vista ordinaria. Anche se mistici e adepti parlano dei misteriosi poteri del Terzo Occhio (vale a dire, maggiore coscienza, una maggiore percezione, chiaroveggenza, capacità di auto-guarigione) a livello più semplice il Terzo Occhio denota intuizione spirituale, ci ha fornito una visione della nostra anima interiore o Sé superiore, il nostro vero essere eterno. I lettori che hanno familiarità con le religioni orientali ricorderanno che il Terzo Occhio ha una lunga storia in India, Cina e Sud-Est asiatico, dove le tradizioni religiose dell’induismo, del buddismo e del taoismo dominano. Il Terzo Occhio è conosciuto in tutto il sub-continente indiano come “Urna” o “Trinetra,” ed è spesso contrassegnato da un punto al centro della fronte, sopra e tra gli occhi.

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Troviamo questo simbolismo del terzo occhio tra le culture che si sono evolute nell’attuale Messico, Perù, Colombia, Panama e persino Stati Uniti (vale a dire, gli Olmechi, i Toltechi, i Maya, i Zapotec, gli Aztechi,  Inca, pre-Inca, e Mississippiano culture, tra gli altri):1-885x1024 45 43 44-1024x787 46 42-1024x942 41-1016x1024 40 38 37-958x1024 36-1024x857 35-964x1024 34-1024x713 33-1024x936 32-918x1024 31-918x1024 30-846x1024 29-1024x1001 28-1024x983 27-1024x939 26 25-1024x959 24-1024x938 23-988x1024 22-1024x802 21-948x1024 20-955x1024 19-1024x926 18b-1024x861 18-1024x892 17b-978x1024 17-1024x1005 16b-1024x864 16-1024x928 15b-881x1024 15-1024x1016 14b-1024x757 14-991x1024 13b-981x1024 13-1024x1000 12b-1024x738 12-1024x903 11b-900x1024 111-1024x818 10b-822x1024 10-1024x800 9b-1024x788 9-988x1024 8b-1024x885 3b-915x1024 8-1024x987 7b-1024x927 7-1024x800 6-1005x1024 5b-981x1024 5-1015x1024 4b 4-1024x991 3-898x1024 2b-1024x771 2-1024x939

Questa collezione di antichi manufatti americani, riuniti qui per la prima volta nella storia, indica che il simbolo del terzo occhio, che svolge un ruolo così importante nelle religioni dell’emisfero orientale (cioè, urna e Trinetra), è presente anche nell’emisfero occidentale.
Questi “puntini sulla fronte” presenti nell’antica arte del nuovo mondo simbolici del Terzo Occhio? – Lo Stessa Terzo Occhio conosciuto in tutto il Vecchio Mondo? Se è così, come è possibile, che gli studiosi affermino che le culture del nuovo mondo si siano evolute separatamente da quelle del vecchio mondo?
C’è una lunga storia riguardante il Terzo Occhio nella cosiddetta “tradizione occulta” o “tradizione ermetica”, e questa tradizione insegna che nel corso di una passata eta` dell’oro  i nostri antenati avevano un “terzo occhio” al centro delle loro fronti . Come esseri umani si sono evoluti, questo terzo occhio si e` atrofizzato, diventando la moderna “ghiandola pineale” che si trova proprio nel centro geometrico del cervello umano. Oggi il Terzo Occhio non funziona più nella nostra vita quotidiana e deve essere volutamente “risvegliato”. Questo risveglio può essere raggiunto attraverso l’antica pratica dello “Yoga”, un sistema di salute olistica che ha origine nel sub-continente indiano.
Un tipo specifico di yoga chiamato “Kundalini Yoga”, praticamente sconosciuto in Occidente, è particolarmente strutturato per aiutare chi vuole risvegliare il Terzo Occhio e trovare il “Sé superiore” o “anima” (chiamata “Atman” in India). Kundalini è un termine sanscrito antico che indica l'”illuminazione” sperimentata durante la scoperta dell’anima:

“Questo meccanismo, noto come Kundalini, è la vera causa di tutti i cosiddetti fenomeni spirituali e psichici … l’origine segreto di tutte le dottrine esoteriche e occulte, la chiave maestra per il mistero irrisolto della creazione, la fonte inesauribile di filosofia, arte e scienza, e la fonte di tutte le fedi religiose, passate, presenti e future. ”
—Dr. Lee Sannella (Physician, Author, Founder of The Kundalini Clinic)

Il Kundalini Yoga insegna che il Terzo Occhio o “chakra Ajna” costituisce il sesto di sette centri energetici principali o “chakra” nel corpo umano. I chakra sono allineati in ordine crescente dalla base della colonna vertebrale nella pelvi alla parte superiore della testa, come sette centri di energia che fungono da interfaccia tra il se` materiale e quello spirituale.

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Tutti i chakra sono collegati, dal più basso al più alto, attraverso un canale centrale chiamato sushumna, che affianca la colonna vertebrale, e che può essere pensato come ad uno degli axis mundi o anima interiore. Due canali contrapposti, ida e pingala, scorrono a destra e a sinistra del sushumna, ma non si connettono con i chakra. Ida è il canale sinistro, il nostro lato fisico femminile. Pingala è il canale destro, il nostro lato fisico maschile. La carica negativa di  ida termina nella narice sinistra, e ha caratteristiche di freschezza legate alla luna. La Pingala carica positivamente termina nella narice destra, e ha caratteristiche di calore legate al sole.

Bilanciare i due canali in perfetto equilibrio attiva il sushumna e risveglia il Terzo Occhio.

Oltre alla sua presenza nel Kundalini Yoga, il Terzo Occhio è utilizzato ampiamente in Oriente, apparendo in varie discipline di Yoga e Buddismo Ch’an e arti marziali come karate, qigong, e aikido. L’idea del Terzo Occhio, però, è del tutto estranea in l’Occidente. Nonostante viviamo nell'”era dell’informazione” della globalizzazione, questa idea deve ancora superare un profondo divario culturale; è ancora trattata come qualcosa di strano e alieno, un enigma unico delle religioni orientali.

Come mai?

Perché gli studiosi e gli scienziati occidentali non studiano, analizzano, discutono il Terzo Occhio nei loro documenti di ricerca, indagini archeologiche e studi accademici? Perché i concetti del Terzo Occhio non vengono insegnati nelle scuole? Perché nell’emisfero occidentale cosi` tanti sono ignari delle profonde e potenti radici del Terzo Occhio, nonostante la sua lunga e leggendaria storia nell’emisfero orientale?
Queste domande diventano ancora più pressanti quando si comincerà ad esaminare la possibilità proposto nel presente lavoro, cioè, che il simbolismo del Terzo Occhio è presente nelle antiche culture americane. Ci sono molti esempi non necessariamente rappresentativi dell’immaginario “puntino sulla fronte”, ma che comunque esprimono il simbolismo del Terzo Occhio. Ad esempio, in Perù il re Inca è stato spesso raffigurato con un motivo semicircolare “solare” intorno alla sua testa un esempio, forse, del suo risveglio spirituale:

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Questi coltelli cerimoniali chiamati Tumis mostrano esseri umani coronati da un “anello solare” semi-circolare, che li ritrae come esseri illuminati dal sole nascente.
A sinistra: L’intera testa è inondata di luce “solare” (leggi “spirituale”). A destra: appare la stessa luce solare; qui c’è anche un punto cerchiato al posto del Terzo Occhio.

I re Inca indossavano anche una collana con una sfera d’oro sul petto, che potrebbe simboleggiare la sua conoscenza o “gnosi” del “sole interiore” o “Sé superiore” all’interno. Tali rappresentazioni potrebbero implicare che la luce del sole o anima-luce risiede all’interno di ogni essere umano.
È interessante notare che gli Incas capirono la dottrina della dualità – Ida Pingala – del Kundalini Yoga un insieme è composto da due forze opposte e contrastanti in equilibrio. Essi associano il lato maschile/ pingalà “, con il sole e il lato femminile / ida , con la luna. L’archeologa e antropologa dell’era vittoriana, Zelia Nuttall ha scritto:

“In Perù … un’immagine d’argento della luna, associata con il sovrano femminile, era il complemento all’effige d’oro del sole, associato al “re” Inca…
Due forme di culto prevalsero: i signori Inca e i guerrieri erano associati con il culto del Sole, “il signore del giorno” …
… La Huaca argento o immagine della luna … era di fattezze femminili ed era venerata dalle donne, in quanto per loro la luna era una donna.”
—Zelia Nuttall, The Fundamental Principles of Old and New World Civilizations

Come gli antichi indù, gli Incas capirono che il sole era spirituale e maschile mentre il lunare materiale e femminile. Fu sulla base di questo rapporto uomo donna tra il sole e la luna che gli Incas percepirono l’intero universo come una dualità, che chiamarono hanan e Hurin. Hanan e` il sole, alto, forte, aggressivo, destro, e maschile. Hurin indica la luna, basso, debole, passivo, sinistra e femminile.
Ancora più importante, gli Incas sapevano che non solo la “dualità” era importante; era la “unione” di questa dualità … il “legame” di questi opposti Hanan / Hurin … che hanno consentito la magia dell’ “equilibrio” e della “trascendenza”. L’autrice Malena Kuss ci dice:

“Un aspetto più generale di andina sensibilità sottolinea la sintetica giunzione o fusione di complementari o entita` opposte: grande / piccolo, maschio / femmina, umano / divino, HANAN (alto) / Hurin (basso) ”
-Malena Kuss, Musica in America Latina e nei Caraibi

Questa “unione” di “opposti” e` appunto l’unione di Ida e Pingala nel Kundalini Yoga. Si tratta del cosiddetto “matrimonio alchemico” (per prendere in prestito un termine alchemico) che stimola la sushumna e risveglia il chakra del terzo occhio.
E’interessante notare che in India la parola “chakra” deriva dalla parola sanscrita per “ruota” o “curva” ed è legata alle parole “vortice” o “mulinello”. Queste parole implicano fondamentalmente, un cerchio con un punto al centro. Questo è degno di nota perché molte rappresentazioni del Terzo Occhio nell’antica arte americana utilizzano un “cerchio puntato” :

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Scultura Maya in giadeite di una maschera con il Terzo Occhio, dal Guatemala.

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Scultura di calcare Maya-tolteca, con punto cerchiato al posto del Terzo Occhio.
Dal Michael C. Rockefeller Memorial Collection.

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Maschera mortuaria Maya di giada con punto cerchiato nella posizione del Terzo Occhio, che emette raggi di luce.

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Placca con mosaico turchese e Terzo Occhio. Mixteca, Messico post classico.

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Antico ciondolo in giadeite Maya con punto cerchiato in posizione del Terzo Occhio

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Scultura Olmec raffigurante quello che sembra essere il simbolo del Terzo Occhio.

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Il fregio tolteca raffigurante “metà” corrispondenti che si combinano per formare una singola immagine. Si noti l’emblema solare / fronte floreale, a forma di cerchio nella posizione del terzo
Occhio.

In questi esempi, un punto cerchiato simboleggia il Terzo Occhio. Nel fregio sopra, “metà gemelle” di un corpo umano “si uniscono” in un unico volto unitario e non solo viene messa in evidenza la dualita`, ma l’idea che l’ “equilibrio” di questa dualità forma una totalità.
Descrivendo questo fregio l’autore e ricercatore Victor Sanchez scrisse:

“… Gli esseri umani moderni hanno negato la metà di se stessi. Gli indigeni toltechi del Messico non hanno fatto questo errore. Sapevano che siamo composti di due meta`. Sapevano della doppia natura del mondo. È per questo che chiamano il mondo Omeyocan, o “il luogo della dualità.” … Quegli antichi Toltechi erano a conoscenza della nostra natura duale e cercavano l’integrazione dei due lati del nostro essere, come obiettivo dell’esistenza umana … Abbiamo perso il contatto e anche la consapevolezza del nostro lato magico. Dimenticando questo, abbiamo perso la fonte del nostro potere … ”
—Victor Sanchez, The Toltec Path of Recapitulation

Come gli antichi Indù, i Maya credevano che il mondo e tutto ciò al suo interno fosse fatto di poli opposti, tra cui il nostro corpo fisico:

“Nel corso della storia Maya i lati destro e sinistro del corpo umano, l’orientamento spaziale / destra/sinistra, hanno avuto importanti significati culturali e simbolici … Per i Maya classici, come per i popoli contemporanei Maya, la mano destra spesso significava “puro, potente, o di livello superiore,” e la sinistra spesso simboleggiava “più debole, zoppo, o subordinato” in particolari contesti culturali “.
-Dr. Joel W. Palka, docente di Antropologia, Vanderbilt University

Nota il parallelo tra ida e pingala lato sinistro / destro degli Indù. Incredibilmente, anche i Maya credevano che per toccare l’oro alchemico dobbiamo capire e bilanciare questa dualità; infatti, questa era la “religione” fondamentale del popolo Maya. Questa è una verità riconosciuta da studiosi. L’esperto Maya Mercedes de la Garza ci dice che:

“… Il concetto di base della religione Maya (e quello della Mesoamerica in generale) è l’armonia degli opposti …”
-Mercedes De la Garza, Maya

Questa idea di “armonia degli opposti” è visibile anche nell’arte pre-inca arte in tutto il Sud America occidentale. In alcuni casi, è direttamente correlata al terzo occhio. Nei seguenti esempi di arte Chancay, due corpi di puma si uniscono in un unica testa/faccia di puma:

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Il corpo del puma sulla destra simboleggia il lato “destro” del corpo umano, mentre il corpo del puma sulla sinistra simboleggia il lato “sinistro” del corpo umano. La testa del puma simboleggia la “unione degli opposti” e quindi il risveglio del Terzo Occhio.
In alcune culture pre-Inca, come i Moche, il Terzo Occhio fu dipinto come un volto di civetta; questo perché il gufo è un simbolo ambivalente, che comprende entrambi i lati della dualità e quindi simbolo di un “unione” o “riconciliazione” degli opposti in uno:

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Tre esempi di un volto di civetta al posto del Terzo Occhio,
dall’antica cultura Moche del Perù.

A volte, il simbolismo del Terzo Occhio nelle culture del Nuovo Mondo prende la forma di un fiore a tre petali o pianta, che, nelle culture del Vecchio Mondo d’Europa viene chiamato l’emblema del fleur-de-lis:

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A sinistra: Maschera funebre con il Terzo Occhio all’interno del simbolo del fleur-de-lis. Maya, Tikal. Al centro: urna Zapotec
con il simbolo del fleur-de-lis. A destra: Il simbolo del Fleur-de-lis, la cui forma, con tre foglie, con quella al centro piu` alta e larga delle foglie gemelle raffigura l'”equilibrio degli
opposti “e il ” risveglio del Terzo Occhio “.

Qui nelle immagini delle culture Maya e Zapotec vediamo un fleur-de-lis sulla fronte, raffigurato al posto del Terzo Occhio. All’interno del fleur-de-lis è un simbolo circolare, forse un chakra. Questo “fleur-de-lis sulla fronte” non è un tema raro nell’arte pre-colombiana. Come mostrato di seguito, a volte il fleur-de-lis assume la forma di una pianta di mais, un motivo associato alla cultura olmeca. Si noti come l’artista Olmecha codifichi una spiga di grano, o forse una pigna, come la foglia “centrale” del Fleur-de-lis.

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Figura in giada Olmec (900-300 aC) con il terzo occhio “fleur-de-lis”
raffigurato come spiga di mais o pigna.

Uno dei simboli più interessanti e pertinenti utilizzati per rappresentare il Terzo Occhio è il sole. Lo vediamo soprattutto in Perù, come mostrato nella seguente arte Moche:

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Parte centrale di una campana d’oro raffigurante un uomo risvegliato. Cultura Moche, Peru. Museo Tumbas Reales de Sipán.

Il Moche potrebbero aver capito che il Terzo Occhio e il sole sono direttamente collegati in quanto il terzo occhio “vede” l ‘”anima” (leggi “sole dentro”).
Infine, la scultura azteca sotto mostra un riferimento diretto al terzo occhio sulla fronte:

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Misterioso modello di terzo occhio del dio del fuoco azteco, Huehueteotl.

Questa raccolta di immagini ci costringe a porre alcune domande penetranti:
Il terzo occhio era un simbolo della “Religione Universale” condivisa da tutte le culture del Nuovo Mondo? Come nel caso delle religioni del Vecchio Mondo nell’emisfero orientale (induismo, buddismo, taoismo), potrebbe questo terzo occhio essere al centro delle religioni del Nuovo Mondo nell’emisfero occidentale? In tal caso, fu il Terzo Occhio una sorta di “Religione Universale” perduta ma condivisa a livello globale nell’antichità?

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