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Il ritorno allo standard aureo è imminente

Lo standard aureo ci farà precipitare in una massiccia deflazione. Il caos provocato aiuterà Loro, ad inaugurare il tanto bramato nuovo ordine mondiale ed una nuova moneta globale.

Quello che era scritto nelle carte da decenni sta per essere pienamente realizzato: il ritorno allo standard aureo. L’oro come moneta è un’arma. Si tratta di un trasferimento di ricchezza a coloro che possiedono oro, i quali non fanno parte sicuramente del 99%, che ci farà precipitare in una massiccia deflazione. Il caos aiuterà gli Illuminati ad inaugurare il tanto ambino Nuovo ordine Mondiale assieme ad una Nuova valuta Mondiale.

Di recente molti fatti riguardanti l’oro sono comparsi nelle pagine di cronaca. Solo nell’ultima settimana sono successi questi fatti: L’India pagherà in oro le importazioni di petrolio provenienti dall’Iran. In un altro sviluppo, Cina, Giappone, Russia, Francia e alcuni Stati Arabi effettueranno tra loro pagamenti tramite un ventaglio di valute, oro compreso.

Ancora, un altro fatto riguarda il presidente della Banca Mondiale Robert Zoellick, che ha promosso lo standard aureo per anni: afferma che il crollo del dollaro riflette ‘un mutato equilibrio di potere’ mondiale. Anche Newt Gingrich ha sfruttato il “tormentone” oro.

Queste vicende vengono dipinte come una protesta/resistenza contro l’egemonia del dollaro, ma naturalmente questa, è solo una parte della storia. Si tratta infatti dell’ennesima dialettica, gli Stati Uniti contro il resto del mondo.

Se queste nazioni avessero agito in maniera indipendente, avrebbero utilizzato il baratto, basandosi sulla contabilità dei conti correnti, eliminandosi praticamente a vicenda tutto il debito. Questo avrebbe risparmiato loro ingenti quantità di valuta e i costi di capitale associati. Sarebbe necessaria la moneta solo per i saldi negativi.

Naturalmente, quando queste direttive cominceranno a funzionare attivamente ciò avrà un effetto devastante sul dollaro, in quanto vorrebbe dire migliaia di miliardi di dollari verrebbero rimpatriati dall’estero in quanto non più utilizzati per finanziare il commercio internazionale.

Questo aiuta il Potere Monetario ad indebolire ulteriormente gli Stati Uniti,  passo indispensabile per dare il via ad un Governo Mondiale.

Ma il declino del dollaro è solo una parte della storia. Il dollaro è solo l’attuale veicolo che il Potere Monetario utilizza per governare la finanza internazionale. Questo potere non si preoccupa del veicolo, fintanto che esso avrà un degno successore, l’oro.

Anche negli stessi Stati Uniti la propaganda verso lo standard aureo si fa sentire.

Viene in mente l’assalto dell’economia Austriaca ai media alternativi. Economia Austriaca che è anche il cavallo di battaglia di Ron Paul. Quest’ultimo chiede apertamente l’oro come valuta. A questo proposito, risulta essere chiaramente il perfetto candidato internazionalista. Questo contrasta nettamente con il suo patriottico ‘costituzionalismo’.

Quando è necessario scegliere tra costituzione e politica monetaria è chiaro quali siano le sue priorità. Ron Paul mente sul ‘denaro costituzionale’, quando dice che la Costituzione afferma che gli Stati Uniti dovrebbero avere l’oro come valuta. Non è vero, l’oro è solo una delle opzioni disponibili.

Questo ‘piccolo dettaglio’ è davvero molto significativo. E’ tipico degli agenti di cambio del Potere Monetario. Si nascondono dietro un motivetto simpatico e credibile, sabotando o addirittura sostenendo attivamente l’attuazione di un ordine del giorno peggiore del precedente.

Tutto ciò ci ricorda anche come opera il Potere Monetario a livello internazionale. Non dobbiamo permettere che le nostre priorità nazionali oscurino il contesto internazionale.

AUSTERITA’ E DEFLAZIONE

Lo standard aureo sarebbe un disastro. Ci condurrà ad una deflazione straziante. La deflazione è un incubo per i debitori, che vedono i loro debiti e l’interesse che ci pagano sopra aumentare sensibilmente.

Winston Churchill, che fu coinvolto nella reintegrazione dello standard aureo in Gran Bretagna, negli anni venti, testimoniò alla Camera dei Comuni nel 1935, quando la deflazione della Grande Depressione aveva reso l’oro insostenibile:

“Guardate il volume enormemente maggiore di merci che devono essere create al fine di saldare il debito, mutuo o prestito stesso. Fluttuazioni minori potrebbero essere ignorate, ma dico seriamente, che questa convulsione monetaria ha ormai raggiunto un picco, che i produttori di nuova ricchezza non tollereranno a lungo…. “

La deflazione distrugge l’economia, perché la gente ha un incentivo per accumulare denaro, invece di usarlo per produrre e consumare.

La “Fratellanza Bancaria” è ben consapevole della disastrosa deflazione che accompagna l’oro. Per esempio, i Protocolli nel loro programma finanziario dicono (protocollo 20): ‘Siete consapevoli che lo standard aureo fu la rovina degli stati che lo adottarono, perché non è stato in grado di soddisfare le richieste di denaro, tanto più che che abbiamo rimosso per quanto possibile l’oro dalla circolazione. ‘

Questa citazione conferma inoltre che sono in grado, disposti e consapevoli di poter trattenere grandi quantità di oro dal mercato. Quindi l’idea che l’oro è una scommessa sicura perchè  “non può essere stampato”‘non sta in piedi: il suo volume può essere manipolato, perché la maggior parte è nelle mani del Potere Monetario, che possono gonfiarlo e sgonfiarlo a loro piacimento.

La devastazione sociale ed economica che crearono attraverso la Grande Depressione ha portato alla nascita del fascismo. È molto probabile che l’arma dell’oro venga utilizzata per scopi simili anche stavolta.

Naturalmente, dobbiamo anche considerare il trasferimento di ricchezza dovuto al ripristino dell’oro come valuta:  il prezzo dovrebbe salire di 10 o 20 volte forse per riuscire a sostituire tutta la moneta a corso forzoso del mondo. Il 99% non avendo molto oro, come al solito è nei guai.

CONCLUSIONE

Lungi dall’essere una ‘soluzione’, lo standard aureo in arrivo è il logico passo successivo del Potere Monetario nel piano per scatenare il caos da cui si estrapolerà il nuovo ordine. Avremo una depressione lunga e dolorosa.

Anche se non è certo che l’oro sostituirà completamente la carta, è ovvio che subiremo una forte contrazione economica.

L’austerità e la deflazione che gli agenti del Potere Monetario nell’ FMI, nella Bank of International Settlements e nelle banche (centrali) stanno promuovendo, porranno le basi per grandi sconvolgimenti e per il solito meccanismo di problema-reazione-soluzione, dialetticamente guidato verso un Governo Mondiale.

C’è bisogno di un governo che rivendichi il proprio monopolio concesso ad un cartello privato della Banca Centrale. L’obiettivo finale però non è la  “Fine della Fed’. L’obiettivo è DENARO MIGLIORE.

Il governo deve stampare moneta senza debito, preferibilmente Credito Sociale. Dal momento che questo non accadrà in tempi brevi, dobbiamo costruire valute libere, in grado di competere attivamente con le monete nazionali.

Dovremmo tirar fuori i nostri soldi dalle banche. Perché dovremmo proteggere un business che ci sta schiavizzando con il credito, schiaffandoci interessi e creando intenzionalmente crisi economiche?

Anthony Migchels è una attivista per una valuta senza interessi e fondatore della Gelre, la prima valuta regionale dei Paesi Bassi. Potete leggere tutti i suoi articoli sul suo blog Real Currencies

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Il vaticano vuole una banca centrale mondiale

Basta con Gesù, adesso ascoltate le mie politiche economiche

Il 24 ottobre, il Papa ha ufficialmente espresso il suo sostegno al movimento “Occupy Wall Street” e come Gorbaciov, ha proposto una soluzione che va esattamente nella direzione opposta alle richieste dei contestatori: un’economia regolata da un’organizzazione internazionale. In altre parole, una banca centrale mondiale. In altre altre parole, un Nuovo Ordine Mondiale.

Grazie Vaticano per la dritta. Gesù infatti fu uno dei maggiori sostenitori della finanza mondiale. Predicò anche della fondazione di un sistema economico mondiale a beneficio della sola l’elite.

Ecco un articolo che descrive come il vaticano promuova un sistema bancario uguale a quello desiderato dai Rockefeller e dal resto degli Illuminati.

  IL VATICANO CHIEDE DI VIGILARE SULLE FINANZE DEL MONDO

    Il Vaticano ha proposto Lunedì, una revisione della finanza mondiale, riproponendo l’istituzione di un’autorità sovranazionale che controlli l’economia mondiale, definendola necessaria al fine di rendere questi mercati impazziti più democratici ed etici.

    In un rapporto pubblicato dal Consiglio Pontificio di Giustizia e di Pace, il Vaticano sostenne che “alla politica – che è responsabile del bene comune” dovrebbe essere garantito il primato sull’economia e la finanza, e che le istituzioni esistenti come il Fondo Monetario Internazionale non riescono a rispondere adeguatamente ai problemi economici globali.

    Il documento nasce dalla preoccupazione della Chiesa Cattolica Romana sull’instabilità economica e sull’allargamento della diseguaglianza del reddito e della ricchezza di tutto il mondo. Problemi che trascendono il potere dei governi nazionali.

    “È giunto il momento di concepire istituzioni con competenza universale, ora che le risorse vitali sono in gioco, risorse che i singoli Stati non possono promuovere e proteggere da soli”, ha detto il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente della Pontificio Consiglio, presentando la sua relazione Lunedi. “Questo è ciò che ci ha spinto”.

    Il linguaggio del documento, è particolarmente forte. “Non dobbiamo avere paura di proporre nuove idee, anche se potrebbero destabilizzare i preesistenti equilibri di potere che prevalgono su i più deboli”, afferma il rapporto.

    Il documento propone un confronto con i movimenti di protesta che stanno sfidando il sistema finanziario mondiale, come gli indignados di Madrid e i manifestanti di Occupy Wall Street a New York City. Nonostante questo, i funzionari del Vaticano hanno affermanto che il documento non è da considerarsi un manifesto per i dissidenti insoddisfatti.

    “Il documento propone idee che sembrano essere in linea con quelle proposte dagli indignados, ma in realtà siamo in linea con il Magistero della Chiesa”, ha detto il vescovo Mario Toso, segretario del Consiglio Pontificio. “E ‘una coincidenza che condividiamo alcuni punti di vista. Ma dopo tutto, si tratta di proposte che si basano sulla ragionevolezza “.

    Il documento ci ricorda che la Chiesa cattolica, anche se non coinvolta nell’elaborazione delle politiche, cerca ancora di intervenire indirettamente. “Per funzionare correttamente l’economia ha bisogno dell’etica, e non di una qualsiasi, ma di quella che pone al centro la persona” afferma il documento, parafrasando una enciclica che Papa Benedetto XVI rilasciò nel 2009 nel quale chiedeva una maggiore responsabilità sociale nell’economia.

    Negli Stati Uniti, il rapporto è stato abbracciato dai cattolici politicamente liberali, preoccupati dal crescente divario tra ricchi e poveri. Vincent J. Miller, professore di teologia cattolica e della cultura presso l’Università di Dayton, scrisse: “E ‘chiaro che il Vaticano stia dalla parte dei manifestanti di Occupy Wall Street e di tutti coloro che vogliono restituire l’etica e il buon governo ad un settore finanziario cresciuto fuori controllo in 30 anni di sregolatezze “.

    John Gehring di Faith In Public Life, un gruppo liberale di Washington, afferma: “Nel prossimo dibattito presidenziale repubblicano, qualcuno dovrebbe chiedere a Newt Gingrich e Rick Santorum, entrambi orgogliosamente cattolici, se supportano l’idea del Vaticano di una riforma economica più robusta. “

    I cattolici politicamente conservatori, nel frattempo, si affrettano a denunciare che il documento non abbia in se la forza della dottrina della Chiesa, dal momento che è stato prodotto da un ufficio del Vaticano, non dal papa stesso.

    Scrivendo sul National Review, Samuel Gregg dell’Istituto Acton, che promuove le politiche economiche del libero mercato, commenta in questo modo il documento: “Esso riflette un pensiero economico piuttosto convenzionale di questi tempi. Purtroppo, data l’inutilità di gran parte dell’economia odierna, non risulterebbe particolarmente utile. “

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