Archivi categoria: Spinaci

Livello di radiazioni provenienti da Fukushima non più trascurabile

I rischi associati alla contaminazione da iodio-131 in Europa non sono più “trascurabili”, secondo il CRIIRAD, un ente di ricerca francese sulla radioattività. L’ONG consiglia alle donne incinte e a i bambini di prevenirsi dai “comportamenti a rischio”, come il consumo di latte fresco o di verdure con foglie larghe.

In risposta alle migliaia di richieste da parte dei cittadini preoccupati per le conseguenze della catastrofe nucleare di Fukushima in Europa, il CRIIRAD ha compilato un pacchetto di informazioni sui rischi da contaminazione da iodio-131.

Il documento, pubblicato il 7 aprile, sconsiglia di consumare l’acqua piovana aggiungendo che le fasce a rischio come i bambini e le donne incinte o che allattano dovrebbero evitare il consumo di verdure a foglie larghe, latte fresco e formaggio cremoso.

I rischi connessi alla contaminazione prolungata delle fasce più deboli ed esposte della popolazione non può più essere considerato “trascurabile”, ne deriva il fatto che bisogna evitare i “comportamenti a rischio”, come riportato dal CRIIRAD.

Tuttavia, l’istituto sottolinea che non c’è assolutamente di chiudersi in casa o assumere compresse di iodio.

Il CRIIRAD, sostiene che la sua nota informativa non si limita alla situazione in Francia ma è applicabile anche ad altri paesi europei, come ad esempio il Belgio, la Germania, l’Italia e la Svizzera, dove i livelli di contaminazione dell’aria sono gli stessi.

I dati provenienti dalla costa occidentale degli Stati Uniti, che ricevette il fallout radioattivo di Fukushima 6-10 giorni prima della Francia, rivela che i livelli di concentrazione dello iodio-131 sono 8-10 volte superiori negli USA.

L’ACQUA PIOVANA E L’ACQUA DI RUBINETTO

Secondo il CRIIRAD, una grande fetta delle indagini sono state condotte sull’acqua di rubinetto e sull’acqua piovana.

L’istituto sottolinea che non vi è alcun rischio, anche per i bambini, di camminare sotto la pioggia senza protezioni. Ma il consumo di acqua piovana come fonte primaria di acqua potabile deve essere evitato, soprattutto tra i bambini.

Per quanto riguarda l’acqua di rubinetto, i bacini sotterranei o i grandi fiumi non dovrebbero presentare nessun problema. Ma l’istituto suggerisce che la situazione delle acque provenienti dai bacini che raccolgono l’acqua piovana da uno o da più bacini idrografici, come i laghi collinari, dovrebbe essere esaminata più da vicino.

Per quanto riguarda l’irrigazione del proprio giardino di casa attraverso l’acqua piovana raccolta, il CRIIRAD consiglia di annaffiare solo la terra, e non le foglie dei vegetali, in quanto l’assorbimento è più veloce e più significativo sulla superficie della foglia piuttosto che nelle radici.

LA CATENA ALIMENTARE

Spinaci, insalate, cavoli e altri ortaggi a cui occorrono superfici di grandi dimensioni per essere coltivati sono tra quei prodotti alimentari particolarmente sensibili alla contaminazione da iodio-131, se sono stati coltivati all’esterno ed esposti alle acque piovane. Lavare le verdure non serve a molto, in quanto lo iodio-131 viene rapidamente metabolizzato dalle piante, afferma il CRIIRAD.

Il latte fresco e i formaggi cremosi, così come la carne dei bovini che sono stati fuori a mangiare erba, sono classificati come alimenti a rischio di contaminazione indiretta e devono essere monitorati. La contaminazione del latte e del formaggio di capra e di pecora potrebbe essere maggiore di quella dei prodotti bovini.

LIVELLO DI RISCHIO

La direttiva Euratom del 13 maggio 1996 stabilisce i principi generali e le norme di sicurezza sulla radioprotezione in Europa.

Secondo la direttiva, l’impatto delle attività nucleari può essere consideratO trascurabile se le dosi di radiazioni non superano i dieci micro Sievert (mSv) all’anno. Al di là di questo valore, potrebbero essere considerate delle misure per ridurre l’esposizione a quelle attuali.

Mentre lo iodio radioattivo-131 è presente soprattutto nell’aria sotto forma di gas, il CRIIRAD fa notare che nel caso del fallout di Fukushima, il problema principale è quello di limitare l’ingestione dello iodio-131.

Il CRIIRAD rileva che la quantità di iodio, in grado di erogare una dose di 10 mSv 131 varia notevolmente in base all’età dei consumatori. I bambini fino a due anni sono i più vulnerabili e l’ingestione di 50 Becquerel (Bq) è sufficiente per fornire al corpo una dose di 10 mSv, secondo l’istituto.

Se gli alimenti (verdure a foglia larga, latte, ecc) contengono tra l’1 e i 10 Bq / kg o più, è possibile che il livello di riferimento di 10 mSv possa essere superato entro due o tre settimane, aggiunge l’istituto.

I valori misurati dall’istituto francese per la protezione radiologica e sicurezza nazionale (IRSN) di iodio radioattivo-131 negli ultimi giorni, mostranoi seguenti , diversi, livelli di contaminazione: 0,08 Bq / kg nell’insalata, negli spinaci e nei porri a Aix-en-Provence, 0,17 Bq / l nel latte a Lourdes e 2,1 Bq / l nel latte di capra a Clansayes.

LA CONTAMINAZIONE PROSEGUIRA’ NELLE PROSSIME SETTIMANE

Il CRIIRAD osserva che “enormi quantità di materiale radioattivo sono state rilasciate dalla centrale di Fukushima Daiichi da Sabato 12 marzo 2011. Martedì 5 aprile, 24 giorni dopo l’incidente, i comunicati continuano a dire la stessa cosa. Questo significa che le nubi radioattive stanno continuando a giungere nelle nostre zone.

Viene anche citata una relazione tecnica da parte della società operativa (TEPCO) e dell’autorità giapponesi sulla sicurezza nucleare (NISA) che “fa presagire il proseguo della catastrofe per altre settimane se non per mesi”.

Se vengono segnalati nuovi incendi, o se gli operatori sono costretti a rilasciare più vapore per evitare esplosioni di idrogeno, è ovvio che una nuova nube tossica verrà rilasciata.

Fonte

Annunci