Archivio mensile:febbraio 2019

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Magia Cerimoniale e Stregoneria

La magia cerimoniale è l’antica arte di invocare e controllare gli spiriti grazie ad una scientifica applicazione di determinate formule. Un mago, avvolto in paramenti sacri e che possiede una bacchetta inscritta con figure geroglifiche, potrebbe per il potere conferito a certe parole e simboli controllare gli abitanti invisibili degli elementi e del mondo astrale. Mentre l’elaborata magia cerimoniale dell’antichità non era necessariamente malvagia, nacquero dalla sua perversione parecchie false scuole di stregoneria, o magia nera. L’Egitto, un grande centro di apprendimento e il luogo di nascita di molte arti e scienze, costituiva un ambiente ideale per la sperimentazione trascendentale. Qui i maghi neri di Atlantide continuarono a esercitare i loro poteri superumani fino a quando non minarono e corruppero la morale dei Misteri primitivi. Stabilendo la casta sacerdotale usurparono la posizione precedentemente occupata dagli iniziati e sequestrarono
le redini del governo spirituale. Quindi la magia nera detto` la religione di stato e paralizzo` le attività intellettuali e spirituali dell’individuo chiedendo la sua completa e irremovibile fede nel dogma formulato dal sacerdote. Il faraone divenne un burattino nelle mani del Consiglio Scarlatto – un comitato elevato al potere dal sacerdozio.
Questi stregoni iniziarono quindi la sistematica distruzione di tutte le chiavi dell’antica saggezza, in modo che nessuno potesse avere accesso alla conoscenza necessaria per raggiungere l’adepto senza
prima diventare uno del loro ordine. Hanno mutilato i rituali dei Misteri mentre affermavano di preservarli, in modo che anche se il neofita passava attraverso i gradi non poteva assicurarsi la conoscenza a cui aveva diritto. L’idolatria è stata introdotta incoraggiando l’adorazione delle immagini che all’inizio il saggio aveva eretto esclusivamente come simboli per lo studio e la meditazione. False interpretazioni sono state date agli emblemi e alle figure dei Misteri ed elaborate teologie furono create per confondere le menti dei loro devoti. Le masse, private del loro diritto di nascita di comprendere divennero sempre piu` ignoranti, e, alla fine, schiavi degli impostori spirituali. La superstizione prevaleva universalmente e i maghi neri dominavano completamente gli affari nazionali, con il risultato che l’umanità soffre ancora dei sofismi dei sacerdoti di Atlantide ed Egitto.
Pienamente convinti che le loro Scritture lo sanzionassero, numerosi Qabbalisti medievali dedicarono le loro vite alla pratica della magia cerimoniale. Il trascendentalismo dei Qabbalisti e` basato sull’antica e magica formula del re Salomone, che è stato a lungo considerato dagli ebrei come il principe dei maghi cerimoniali. Tra i Qabbalisti del Medioevo c’era un gran numero di maghi neri che deviarono dai nobili concetti del Sepher Yetzirah e si è invischiarono con la demonologia e la stregoneria.

Quelli che cercavano di controllare gli spiriti elementali attraverso la magia cerimoniale lo facevano in gran parte con la speranza di proteggersi dai mondi invisibili o apprendere una conoscenza rara o attingere ad energie soprannaturali. Il piccolo demone rosso di Napoleone Bonaparte e le famigerate teste oracolari dei de Medici sono esempi dei risultati disastrosi di consentire agli esseri elementali di dettare il corso della vita umana. Mentre il demone dotto quasi divino e benevolo di Socrate sembra essere stata un’eccezione, questo dimostra davvero che lo stato intellettuale e morale del mago ha molto a che fare con il tipo di elementale che è capace di invocare. Ma anche il demone di Socrate abbandonò il filosofo quando fu condannato morte. Il trascendentalismo e tutte le forme di magia fenomenistica sono solo vicoli ciechi escrescenze della stregoneria di Atlantide; e quelli che abbandonano la retta via della filosofia
per vagabondare in quei territori invariabilmente cadono vittime della loro imprudenza. L’uomo, incapace di controllare i propri appetiti, non sara` capace in egual modo di governare gli spiriti elementali tempestosi. Molti maghi hanno perso la vita poiche` hanno aperto la porta a creature del sottomondo e le hanno lasciate partecipare attivamente nei suoi affari. Quando Eliphas Levi invocò lo
spirito di Apollonio di Tiana, cosa sperava di realizzare? È la gratificazione della propria curiosità un motivo sufficiente per giustificare la devozione di un’intera vita a una ricerca pericolosa e non redditizia? Se il vivente Apollonio si rifiutasse di divulgare i suoi segreti al Profano, c’è qualche probabilità che dopo la morte li avrebbe rivelati ai curiosi? Lo stesso Levi non osava affermare che lo spettro che gli appariva fosse in realtà il grande filosofo, perché Levi ha realizzato fin troppo bene la propensione degli elementali ad impersonare coloro che sono deceduti. La maggior parte dei moderni mezzi medianici
le apparizioni sono solo creature elementali che si mascherano attraverso i corpi composti da sostanza di pensiero fornita dalle stesse persone che desiderano vedere questi spettri di esseri decarnati.

LA TEORIA E LA PRATICA DELLA MAGIA NERA

Può esserci qualche comprensione della complessa teoria e pratica della magia cerimoniale derivata da una breve considerazione delle premesse sottostanti.

Primo. L’universo visibile ha una controparte invisibile, i cui piani superiori sono popolati da spiriti buoni e belli; i piani inferiori, oscuri e presuntuosi, sono luoghi dove troviamo spiriti malvagi e demoni sotto la guida dell’Angelo Caduto e dei suoi dieci Principi.

Secondo. Attraverso i processi segreti della magia cerimoniale è possibile contattare queste creature invisibili e ottenere il loro aiuto in qualche impresa umana. Gli spiriti buoni prestano volentieri la loro assistenza a qualsiasi impresa meritevole, ma gli spiriti malvagi servono solo a quelli che vivono per pervertire e distruggere.

Terzo. È possibile stipulare contratti con spiriti in base ai quali il mago diventa per un tempo stabilito il maestro di un essere elementale.

Quarto. La vera magia nera viene eseguita con l’aiuto di uno spirito demoniaco, che serve lo stregone per la durata della sua vita terrena, con la comprensione che dopo la morte il mago diventerà il servo del suo stesso demone. Per questo motivo un mago nero arrivera` a fini inconcepibili per prolungare la sua vita fisica, poiché non c’è niente per lui oltre la tomba.

La forma più pericolosa di magia nera è la perversione scientifica del potere occulto per la gratificazione del desiderio personale. La sua forma meno complessa e più universale è l’egoismo umano, perché l’egoismo è la causa fondamentale di tutto il male terreno. Un uomo baratterà la sua anima eterna per il potere temporale, e attraverso i secoli e` stato elaborato un processo misterioso che gli permette di fare questo scambio. Nei suoi vari rami l’arte nera include quasi tutte le forme di magia cerimoniale, negromanzia, stregoneria e vampirismo. Sotto la stessa intestazione generale sono inclusi anche il mesmerismo e l’ipnotismo, tranne quando usato esclusivamente per scopi medici, e anche allora c’è un elemento di rischio per tutti gli interessati. Sebbene il demonismo del Medioevo sembra essere scomparso, c’è abbondante prova che in molte forme di pensiero moderno – specialmente nella cosiddetta psicologia per la “prosperità”, come la metafisica della “forza di volontà” e vari altri sistemi la magia nera ha semplicemente attraversato una metamorfosi, e sebbene il suo nome sia cambiato la sua natura rimane la stessa.
Un noto mago del Medioevo era il Dr. Johannes Faustus, più comunemente noto come Dr. Faust. Attraverso uno studio di scritti magici è stato in grado di assoldare al suo servizio un elementale che lo ha servito per molti anni a vario titolo. Strane leggende sono
raccontate riguardo ai poteri magici posseduti dal Dr. Faust. In un’occasione il filosofo, apparentemente di umore giocoso, gettò il suo mantello su un numero di uova nel cesto di una donna di mercato, facendole schiudere all’istante. In un altro momento, essendo caduto fuori bordo da una piccola barca, si e` rialzato ed e` tornato nella barca con i vestiti asciutti. Ma, come quasi tutti gli altri maghi, per il dottor Faust arrivò alla fine il momento del disastro; è stato trovato una mattina con un coltello nella schiena, e si credeva comunemente che fosse stato il suo spirito familiare ad averlo ucciso. Sebbene il Dr. Faust di Goethe sia generalmente considerato come un mero personaggio immaginario, questo vecchio mago viveva effettivamente durante il sedicesimo secolo. Il Dr. Faust ha scritto un libro che descrive le sue esperienze con gli spiriti, una sezione della quale viene riproposta di seguito. (Dr. Faust non deve essere confuso con Johann Fust,).

ESTRATTO DAL LIBRO DEL DR. FAUST, WITTENBERG, 1524

(Una traduzione in forma abbreviata dal tedesco originale di un libro distrutto).

“Dalla mia gioventù ho seguito l’arte e la scienza e sono stato instancabile nella lettura dei libri. Tra quelli che mi sono venuti in mano c’era un volume contenente tutti i tipi di invocazioni e formule magiche. In questo libro ho scoperto informazioni secondo cui uno spirito, se sia del fuoco, dell’acqua, della terra o dell’aria, può essere costretto a fare la volontà di un mago capace di controllarlo. Ho anche scoperto che come uno spirito ha piu` potere di un altro, cosi` ognuno di noi e` adatto a un diverso tipo di operazione che avra` come risultato diversi effetti sovrannaturali “Dopo aver letto questo libro meraviglioso, ho fatto diversi esperimenti, desiderando testare l’accuratezza delle dichiarazioni ivi riportate. All’inizio ho avuto poca fiducia che ciò che è stato promesso avrebbe avuto luogo. Ma alla primissima invocazione si e` manifestato un potente spirito davanti a me, che desiderava sapere perché l’avevo invocato. La sua venuta mi ha così stupito che a malapena sapevo cosa dire, ma alla fine gli ho chiesto se mi avrebbe servito nelle mie indagini magiche. Rispose che se fossero state concordate certe condizioni, lo avrebbe fatto.
Le condizioni erano che dovevo fare un patto con lui. Non volevo farlo, ma visto la mia ignoranza non mi ero protetto da un cerchio ed ero davvero alla mercé dello spirito e non osai rifiutare la sua richiesta e mi rassegnai all’inevitabile, considerando che era più saggio girare il mio manto in base al vento. “Gli dissi allora che se lui mi sarebbe stato utile secondo i miei desideri e bisogni per un certo periodo di tempo, mi sarei concesso a lui. Dopo che il patto era stato sistemato, questo potente spirito, il cui nome era Asteroth, mi ha fatto conoscere un altro spirito chiamato Marbuel, che è stato nominato per essere il mio servo. Ho interrogato Marbuel per assicurarmi la sua idoneità per i miei bisogni. Gli ho chiesto quanto fosse veloce, e lui ha risposto: ‘Veloce come i venti.’ Questo non mi soddisfaceva, perciò risposi: “Non puoi diventare il mio servitore. Vattene da dove sei venuto. Presto si manifestò un altro spirito, il cui nome era Aniguel. Dopo avergli fatto la stessa domanda, rispose che era rapido come un uccello. Dissi: “Sei ancora troppo lento per me. Vai da dove sei venuto. Nello stesso momento un altro spirito con il nome di Aciel si è manifestato. Per la terza volta ho chiesto la mia domanda e lui rispose: “Sono rapido come il pensiero umano”. ‘Mi servirai,’ ho risposto. Questo spirito è stato fedele per molto tempo, ma dirti come mi ha servito non è
possibile in un documento di questa lunghezza e qui indicherò solo come devono essere invocati gli spiriti e come devono essere preparati i cerchi di protezione. Ci sono molti tipi di spiriti che si lasceranno invocare dall’uomo e diventeranno suoi servi. Di
questi ne elencherò alcuni:

“Aciel: il più potente tra coloro che servono gli uomini. Si manifesta in una piacevole forma umana alto circa tre piedi. Deve essere invocato tre volte prima di venire avanti nel cerchio preparato per lui. Fornirà ricchezze e recupererà istantaneamente le cose da una grande distanza, secondo la volontà del mago. È rapido come il pensiero umano.

“Aniguel: servizievole e molto utile, si presenta sotto forma di un bambino di dieci anni deve essere invocato tre volte. Il suo potere speciale è scoprire tesori e minerali nascosti nel terreno, che fornirà al mago.

“Marbùle: un vero signore delle montagne e rapido come un uccello, è un avversario e uno spirito problematico, difficile da controllare. Devi invocarlo quattro volte. Lui appare nella persona di Marte [un guerriero in armatura pesante]. Fornirà al mago quelle cose che crescono sopra e sotto la terra. È il signore della radice primaverile. La radice primaverile è un’erba misteriosa, possibilmente di un colore rossastro, che i maghi medievali asserivano avesse proprietà di aprire qualsiasi cosa toccasse. Se posizionata contro una porta chiusa a chiave, apriva la porta. Gli ermetisti credevano che il picchio era dotato della facoltà di scoprire la radice primaverile, quindi seguirono questo uccello fino al suo nido, e poi si fermarono sul buco nell’albero dove si trovavano i suoi cuccioli. Il picchio rosso-crestato andò subito alla ricerca della radice primaverile, e, scoprendola, la portò all’albero. Si diceva anche che a causa della sua struttura, il corpo eterico della radice primaverile era utilizzato come un veicolo di espressione da parte di certi spiriti elementali che si manifestano attraverso la propensione di disegnare o aprire le cose.]

“Aciebel: un potente sovrano del mare, che controlla le cose sia sopra che sotto l’acqua fornisce cose perdute o affondate in fiumi, laghi e oceani, come navi affondate e tesori. Più acutamente lo invochi, più veloce è nelle sue commissioni.

“Machiel: si presenta sotto forma di una bella fanciulla e con il suo aiuto il mago matura in onorare e dignità. Rende quelli che serve degni e nobili, gentili e assiste in tutte le questioni in cui c’e` un contenzioso. Lei non verrà se non invocata due volte.

“Baruel: Il maestro di tutte le arti. Si manifesta come un operaio e viene indossando un grembiule. Può insegnare a un mago in un momento piu` di quanto possano fare tutti i maestri operai del
mondo assieme in vent’anni. Deve essere invocato tre volte.
“Questi sono gli spiriti più utili per l’uomo, ma ce ne sono molti altri che, per mancanza di spazio, non sono in grado di descrivere. Ora, se desideri l’aiuto dello spirito per ottenere questo o quello, allora devi prima disegnare il segno dello spirito che desideri invocare. Il disegno deve essere fatto proprio di fronte a un cerchio fatto prima dell’alba, nel quale tu e i tuoi assistenti staranno in piedi. Se desideri assistenza finanziaria, allora devi invocare lo spirito di Aciel. Disegna il suo segno di fronte al cerchio. Se hai bisogno di altre cose, quindi disegna il
segno dello spirito capace di fornirtele. Nel posto in cui intendi creare il cerchio, devi prima disegnare una grande croce con una grande spada con cui nessuno e` mai stato ferito Quindi devi creare tre cerchi concentrici. Il cerchio più interno è fatto di una lunga e stretta striscia di pergamena vergine e deve essere appesa su dodici croci fatte di
legno di spine incrociate. Sulla pergamena devi scrivere nomi e simboli secondo la figura che segue. Al di fuori di questo primo cerchio, fai il secondo come segue: “Prima fissa un filo di seta rossa che è stato ruotato a sinistra invece che a destra. Quindi metti nel terreno dodici croci fatte di foglie di alloro e prepara anche una
lunga striscia di nuova carta bianca. Scrivi con una penna inutilizzata i caratteri e i simboli come visto nel secondo cerchio. Avvolgere quest’ultima striscia di carta con il filo di seta rosso e appuntali sulle dodici croci di foglie di alloro. Al di fuori di questo secondo cerchio, fanne un terzo anch’esso di pergamena vergine e appuntalo su dodici croci di palma consacrata. Quando hai creato questi tre cerchi, ritirati in essi fino alla fine ti trovi al centro su un pentagramma disegnato in mezzo alla grande croce. Ora, per assicurare il successo, fai tutto secondo la descrizione e quando leggi l’invocazione sacra pronuncia il nome dello spirito che vuoi far apparire. È essenziale pronunciare il nome in modo molto chiaro. È inoltre necessario notare il giorno e l’ora, perché ogni spirito può essere invocato solo in certi momenti “.
Mentre il mago nero, al momento di firmare il suo patto con il demone elementale, forse pienamente convinto di essere abbastanza forte da controllare indefinitamente i poteri posti sotto il suo controllo, viene rapidamentei ingannato. Dopo pochi anni, dovra` riversare tutte le sue energie al problema dell’autoconservazione. Un mondo di orrori a cui si è agganciato grazie alla sua stessa cupidigia incombe ogni giorno di piu, finche non si ritrovera` sull’orlo del ribollente maelstrom. Con la paura di morire – perché diventerà il servo del suo stesso demone – il mago commette crimine dopo crimine per prolungare la sua miserabile esistenza terrena. Comprendendo che la vita è garantita da una misteriosa forza vitale universale che è la proprietà comune di tutte le creature, il mago nero diventa spesso un vampiro occulto, rubando questa energia da altri. Secondo la superstizione medievale, i maghi neri si sono trasformati in
lupi mannari e vagavano per la terra di notte, attaccando vittime indifese per la forza vitale contenuta nel loro sangue.

MODUS OPERANDI PER LA INVOCAZIONE DEGLI SPIRITI

Il seguente estratto condensato di un antico manoscritto è qui riprodotto come rappresentante del ritualismo della magia cerimoniale. L’estratto è di The Complete Book of Magic Science, un manoscritto non pubblicato (originale nel British Museum), con
pentacoli a colori, menzionati da Francis Barrett nel suo Magus.

Preghiera iniziale

“Dio onnipotente ed eterno che ha ordinato l’intera creazione per la tua lode e gloria e per la salvezza dell’uomo, ti prego sinceramente che tu voglia mandarne uno dei tuoi spiriti dell’ordine di Giove, uno dei messaggeri di Zadkiel che tu hai nominato governatore del tuo firmamento, per mostrarmi queste cose che chiederò, comanderò o richiederò a lui, e che veramente esaudira` i miei desideri. Nondimeno, o Santissimo Dio, sia fatta la tua volontà e non la mia
attraverso Gesu Cristo, il tuo unigenito Figlio nostro Signore. Amen. ”

L’invocazione.

[Il mago, avendo adeguatamente consacrato i suoi paramenti e utensili ed essendo protetto dal suo cerchio, ora invita gli spiriti ad apparire e ad accogliere le sue richieste.]

“Gli spiriti, di cui ho bisogno per assistermi, vedano il segno e il nome santissimo di Dio pieno di potere. Obbedisci al potere di questo nostro pentacolo; esci dalle tue caverne nascoste e dai luoghi bui; cessate le vostre occupazioni dolorose a quei mortali infelici senza cessare il vostro tormento; venite in questo luogo dove la Divina Bontà ci ha radunati; sii attento ai nostri ordini e conosciuto per le nostre giuste richieste; non credere che le tue resistenze ci faranno abbandonare le nostre operazioni. Niente può fare a meno di obbedire a noi. Noi ti comandiamo con i Misteriosi Nomi di Elohe Agla Elohim Adonay Gibort. Amen.

“Invoco te, Zadkiel, nel Nome del Padre, e del Figlio e del Santo
Spirito, benedetta Trinità, Unità indicibile. “Invoco e ti scongiuro, Zadkiel, in quest’ora di partecipare alle parole e alle evocazioni
che userò questo giorno dai Santi Nomi di Dio Elohe El Elohim Elion Zebaoth Escerehie Iah Adonay Tetragrammaton.

“Ti scongiuro, ti esorcizzo, spirito Zadkiel, da questi Santi Nomi Hagios O Theos Iscyros Athanatos Paracletus Agla su Alpha et Omega Ioth Aglanbroth Abiel Anathiel Tetragrammaton: E da parte di tutti gli altri grandi e gloriosi, santi e indicibili, nomi misteriosi, possenti, potenti, incomprensibili, di Dio e manda a me Pabiel o altri del tuo ministero, che possono mostrarmi cose come le esigerò da loro nel Nome del
Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

“Ti supplico Pabiel, da tutto lo Spirito del Cielo, Serafino, Cherubino, dalle Dominazioni, dai Testimoni, dai Poteri, dai Principati, dagli Arcangeli e dagli Angeli, dai grandei e gloriosi Angeli Orphaniel Tetra-Dagiel Salamla Acimoy pastor poti, che tu venga subito, mostrati prontamente cosi` che possiamo vederti e udirti udibilmente, parlare
con noi e soddisfare i nostri desideri, e per la tua stella che è Giove, e per tutte le costellazioni del Cielo, e per qualunque cosa a cui ubbidisci assistici secondo la preghiera e le petizioni che ho fatto a Dio Onnipotente. Non permettere ad alcuno Spirito malvagio di avvicinarsi, terrorizzarci o spaventarci in ogni modo, né ci ingannerai in alcun modo. Attraverso la virtù di Nostro Signore Gesu Cristo, nel cui Nome e` riflesso il tuo aspetto. Fiat, Fiat, Fiat. Amen, Amen, Amen.

Interrogatorio

[Avendo convocato lo spirito alla sua presenza, il mago dovrà interrogarlo come
segue:]

“‘Vieni in pace nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo?’
[E lo spirito risponderà:] ‘Sì.’
“Sei il benvenuto, nobile Spirito. Qual è il tuo nome?” [E lo spirito risponderà:]
‘Pabiel.’
“Ti ho chiamato nel Nome di Gesù di Nazareth al cui Nome ogni ginocchio si inchina in cielo, in terra e in inferno, e ogni lingua confesserà che non esiste un nome simile al Nome di Gesù, che ha dato potere all’uomo di legare e sciogliere tutte le cose nel suo più
Santo Nome.
“Sei tu il messaggero di Zadkiel?” [E lo spirito risponderà:] ‘Sì.’
“Volentieri confermi in questo momento di rivelami ogni cosa
che desidererò sapere, e insegnami come posso aumentare la saggezza e la conoscenza e mostrami tutti i segreti dell’Arte Magica e di tutte le scienze liberali, che io possa in tal modo esporre la gloria di Dio Onnipotente? ‘ [E lo spirito risponderà:] ‘Sì.’
“‘Allora ti prego di dare e confermare il tuo carattere a me per mezzo del quale potro` chiamarti quando voglio, e potro` giurare a me stesso di rispettare il voto e l’alleanza a Dio onnipotente.

Licenza di partenza.

“In quanto tu arrivi in ​​pace e quiete e hai risposto alle mie richieste, rendo grazie umilmente e generosamente a Dio Onnipotente nel cui nome io ho chiamato e tu sei arrivato, e ora tu puoi partire in pace per i tuoi ordini e ritornare per me di nuovo a qualsiasi ora, per sempre, ti chiamerò con il tuo giuramento, o con il tuo nome o con
il tuo ordine, o dal tuo ufficio che ti è stato concesso dal Creatore, e il potere di Dio sia con me e te e sull’intera questione di Dio, Amen.
“‘Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo’.
[Nota.] “Sarebbe consigliabile che l’invocante rimanga nel cerchio per alcuni minuti dopo aver recitato la licenza, e se il luogo di operatività si trova all’aperto, distruggi tutte le tracce del cerchio, eccetera, e torna tranquillamente a casa sua. L’operazione tuttavia dovrebbe essere eseguita in una parte nascosta di una casa,, il cerchio può essere riutilizzato in eguali operazioni future, ma la stanza o l’edificio devono essere sigillate per evitare l’intrusione di estranei. ”
L’accordo sopra riportato è magia puramente cerimoniale. Nel caso della magia nera, è il mago e non il demone che deve firmare il patto. Quando il mago nero lega un elementale al suo servizio, ne consegue una battaglia di astuzia, che alla fine il demone vince. Con il proprio sangue il mago firma il patto tra sé e il demone, poiché nell’arcano della magia si afferma che “lui controlla l’anima che controlla il
sangue di un altro “. Finché il mago non fallirà, l’elementale si adoperera` alla lettera rispettando i suoi obblighi, ma il demone proverà in ogni modo possibile di impedire al mago di eseguire la sua parte del contratto. Quando il mago, nascosto nel suo cerchio, ha evocato lo spirito che desidera controllare e ha reso noto la sua intenzione, lo spirito risponderà in qualche modo come segue: “Non posso adoperarmi per eseguire la tua richiesta o compimento, a meno che dopo cinquant’anni tu ti conceda a me, corpo e anima. ”

Se il mago si rifiuta, verranno discussi altri termini. Lo spirito potrebbe dire: “Io rimarrò al tuo servizio fino a quando ogni venerdì mattina andrai in pubblico per la strada che a fare elemosina nel nome di Lucifero. La prima volta che fallisci in questo apparterrai a me.”

Se il mago continua a rifiutarsi, rendendosi conto che il demone gli renderà impossibile adempiere il suo contratto, saranno discussi altri termini, fino a quando un patto non sarà concordato. Esso può
somigliare a quanto segue: “Prometto al Grande Spirito Lucifero, Principe dei Demoni, che ciascuno anno gli porterò un’anima umana per fare ciò che desidera, e in cambio Lucifero promette di donarmi i tesori della terra e soddisfare ogni mio desiderio per la lunghezza della mia vita naturale. Se non riesco a portargli ogni anno l’offerta specificata sopra, allora la mia anima sarà perduta. Firmato. . . . . . . . . . . . . “[Firma dell’invocante col sangue.]

IL PENTAGRAMMA

Nel simbolismo, una figura rovesciata indica sempre un potere perverso. La persona media non sospetta nemmeno le proprietà occulte dei pentacoli emblematici. Su questo argomento il grande Paracelso ha scritto: “Senza dubbio molti derideranno i sigilli, i loro personaggi e i loro usi, che sono descritti in questi libri, perché a loro sembra incredibile che i personaggi che sono morti avrebbero potere ed effetto. Eppure nessuno ha mai provato che i metalli e anche i personaggi così come li conosciamo sono morti, in quanto i
sali, lo zolfo e la quintessenze dei metalli sono i più alti conservanti della vita umana e sono di gran lunga superiori a tutti gli altri. “(Tradotto dal tedesco originale.)

Il mago nero non può usare i simboli della magia bianca senza attirare su se stesso le forze della magia bianca, che sarebbero fatali per i suoi schemi. Lui deve quindi distorce gli ierogrammi in modo che essi rappresentino il fatto occulto che egli stesso sta distorcendo ovvero i principi stessi per i quali sono rappresentati i simboli. La magia nera non è fondamentalmente un’arte; è l’uso improprio di un’arte. Pertanto non ha simboli propri. Semplicemente prende le figure emblematiche della magia bianca, e invertendole cambia il significato delle cose.
Un buon esempio di questa pratica si trova nel pentagramma, o stella a cinque punte, fatta di cinque linee collegate. Questa figura è il simbolo consacrato dalle arti magiche, e significa le cinque proprietà del Grande Agente Magico, i cinque sensi dell’uomo, i cinque elementi della natura, le cinque estremità del corpo umano. Per mezzo del pentagramma nella sua anima, l’uomo non solo può dominare e governare tutte le creature inferiori a se stesso, ma può richiedere considerazione alle persone superiori a se stesso. Il pentagramma è usato estensivamente nella magia nera, ma quando viene utilizzato la sua forma differisce sempre in tre modi: La stella può essere rotta in un punto non permettendo che le linee convergenti si tocchino; può essere invertito avendo un punto in basso e due in alto; o esso
può essere distorto avendo i punti di varie lunghezze. Se usato nella magia nera, il pentagramma è chiamato “il segno dello zoccolo” o l’impronta del diavolo. La stella con due punti in alto viene anche chiamata la “Capra di Mendes”, perché la stella invertita è della stessa forma della testa di una capra. Quando la stella verticale gira e il punto superiore cade in basso, significa la caduta della stella del mattino.
 

Gli Insegnamenti segreti di tutte le ere: Pietre, Metalli e Gemme

CIASCUNO dei quattro elementi primari insegnati dai primi filosofi ha il suo analogo nella costituzione terrestre quaternaria dell’uomo. Le rocce e la terra corrispondono alle ossa e alla carne; l’acqua ai vari fluidi; l’aria ai gas; e il fuoco al calore corporeo. Poiché le ossa sono la struttura che sostiene il corpo, possono essere considerati come un adeguato emblema dello spirito – quella fondazione divina che sostiene il tessuto composito di mente, anima e corpo. All’iniziato, lo scheletro della morte che tiene tra le dita ossute la falce del mietitore indica Saturno (Kronos), il padre degli dei, che porta la falce con cui ha mutilato Ouranos, il proprio padre. Nel linguaggio dei Misteri, gli spiriti degli uomini sono le ossa polverizzate di Saturno. Quest’ultima divinità era sempre adorata sotto il simbolo della base o del piede, in quanto poiché era considerato come la sottostruttura che sostiene la creazione. Il mito di Saturno ha la sua base storica nei registri frammentari conservate dai primi greci e Fenici riguardo a un re con quel nome che governava l’antico continente di Hyperborea. Polaris, Hyperborea e Atlantide, poiche` giacciono sepolti sotto i continenti e gli oceani del mondo moderno, sono stati spesso simboleggiati come rocce le quali sostengono sulle loro ampie superfici nuove terre, razze e imperi. Secondo i Misteri scandinavi, le pietre e le scogliere sono state formate dalle ossa di Ymir, il gigante primordiale formato da creta ribollente, mentre per i mistici ellenici le rocce erano le
ossa della Grande Madre, Gea. Dopo il diluvio inviato dagli dei per distruggere l’umanità alla fine dell’età del ferro, solo Deucalione e Pirra furono lasciati vivi. Erano entrati in un santuario in rovina per pregare
ed erano stati istruiti da un oracolo in modo che uscissero dal tempio con teste velate e che lasciassero dietro di loro le ossa della madre. Traducendo il messaggio criptico di dio il Deucalione che le ossa erano quelle della Grande Madre e raccolse rocce singole e, facendo un’offerta anche a Pirro, le getto` dietro di lui. Da queste rocce
sorse una nuova e coraggiosa razza di esseri umani, le rocce lanciate da Deucalione divennero uomini e quelle lanciate da Pyrrha divennero donne. In questa allegoria è incarnato il mistero dell’evoluzione umana; perché lo spirito, trasformando la materia, diventa quel potere interiore che gradualmente ma in modo sequenziale eleva il minerale allo stato di pianta; la pianta al piano dell’animale; l’animale alla dignità dell’uomo; e l’uomo al livello degli dei. Il sistema solare era organizzato da forze che operavano all’interno dal grande anello della
Sfera di Saturno; e poiché l’inizio di tutte le cose era sotto il controllo di Saturno la conclusione più ragionevole è che le prime forme di culto erano dedicate a lui, il suo simbolo peculiare: la pietra. Quindi la natura intrinseca di Saturno è sinonimo di quella roccia spirituale che è la base duratura del Tempio Solare, e ha il suo antitipo o ottava inferiore in quella roccia terrestre – il pianeta Terra – che sostiene la sua
superficie frastagliata i generi diversificati di vita mondana. Sebbene la sua origine sia incerta, la litolatria costituisce indubbiamente una delle prime forme di espressione religiosa. “In tutto il mondo”, scrive Godfrey Higgins, “il primo oggetto di Idolatria sembra essere stato una semplice pietra grezza, posta nel terreno, come emblema dei poteri generativi o procreativi della natura. “(Vedi Druidi celtici).

I resti dei culti della pietra sono distribuiti sulla maggior parte della superficie terrestre, ad esempio di notevole importanza sono i menhir di Carnac, in Bretagna, dove diverse migliaia di pietre gigantesche non tagliate sono disposte in undici file ordinate. Molti di questi monoliti stanno in piedi ad oltre venti metri dalla sabbia in cui sono incastonati, ed è stato calcolato che alcuni dei più grandi pesano fino a 250.000 libbre. Alcuni credono che certi menhir segnano la posizione del tesoro sepolto, ma una piu` plausibile ipotesi è quella che riguarda Carnac come monumento alla conoscenza astronomica dell’antichità. Sparsi per le isole britanniche e l’Europa, questi dolmen,
menhir e cistvaens si erigono a testimonianze mute ma eloquenti dell’esistenza e dei risultati di razze ora estinte. Di particolare interesse sono le pietre logan, che dimostrano l’abilità meccanica di questi primi popoli. Queste reliquie consistono in enormi massi appoggiati su uno o due piccoli punti in modo tale che alla minima pressione essi oscillio, ma il più grande sforzo non è sufficiente a rovesciarli. Queste erano chiamate pietre viventi dai greci e dai Latini, la più famosa è la pietra di Gygorian nello Stretto di Gibilterra. Anche se così perfettamente bilanciata da poter essere spostato con il gambo di una giunchiglia, questa roccia non potrebbe essere turbata dal peso combinato di molti uomini. C’è una leggenda che Ercole sollevò una pietra a dondolo sulle tombe dei due figli di Borea che aveva ucciso in combattimento. Questa pietra era così delicatamente sospesa che ondeggiava avanti e indietro con il vento, ma nessuna applicazione della forza avrebbe potuto rovesciarla. Sono state trovate un certo numero di pietre logane in Gran Bretagna, a Stonehenge sono state scoperte le tracce di una non piu` eretta. (Vedere
I Druidi celtici). È interessante notare che le pietre verdi che formano l’anello interno di Stonehenge siano state portate dall’Africa.
In molti casi i monoliti sono senza intaglio o iscrizione, perché senza dubbio anticipano sia l’uso degli strumenti dell’arte e della scrittura. In alcuni casi le pietre sono state trasformate in colonne o obelischi, come nei monumenti runici e nei lingam indù e pietre sakti; in altri casi sono stati modellati in rozze sembianze umane, come nelle statue dell’Isola di Pasqua, o nelle figure elaboratamente scolpite dagli
Indiani centroamericani e Khmers della Cambogia. Le prime immagini di pietra grezza possono difficilmente essere considerati come effigi di una particolare divinità, ma piuttosto come il crudo sforzo dell’uomo primitivo di ritrarre nelle qualità durevoli della pietra gli attributi procreativi della Divinità astratta. Un riconoscimento istintivo della stabilità della Divinità è persistito in tutte le età intermedie tra l’uomo primitivo e la civiltà moderna. Ampia prova della sopravvivenza della litolatria nella fede cristiana è fornita da allusioni alla roccia del
rifugio, la roccia su cui doveva essere fondata la chiesa di Cristo, la pietra angolare che i costruttori hanno respinto, il cuscino di pietra di Giacobbe che ha preparato e unto con olio, la pietra della fionda di David, la roccia Moriah su cui si trova l’altare del re Salomone, la pietra bianca dell’Apocalisse e la Rocca delle Ere. Le pietre erano molto venerate dalle popolazioni preistoriche principalmente a causa delle loro utilità. Pezzi di pietra frastagliati erano probabilmente le prime armi dell’uomo; scogliere e falesie rocciose costituirono le sue prime fortificazioni, e da questi punti panoramici lanciava massi. In caverne o capanne costruite da lastre di roccia, i primi umani si sono protetti dai rigori degli elementi. Le pietre sono state impostate come marcatori e monumenti alla realizzazione primitiva; sono stati anche posizionati sulle tombe dei morti, probabilmente come misura precauzionale per prevenire le depredazioni di bestie selvagge. Durante le migrazioni, era apparentemente consuetudine per i popoli primitivi portare
con loro pietre prese dal loro habitat originale. Come la patria o il luogo di nascita di una razza era considerata sacra, queste pietre erano emblematiche di quella considerazione universale condivisa da tutte le nazioni per il luogo della loro genitura. La scoperta che il fuoco viene prodotto colpendo insieme due pezzi di pietra ha aumentato la riverenza dell’uomo nei confronti delle pietre, ma alla fine il mondo finora inconsapevole delle meraviglie aperte dalla nuova scoperta
dell’elemento del fuoco ha fatto si che la pirolatria soppiantasse il culto della pietra. Il buio, freddo Padre – pietra– partorì da se stesso il luminoso, incandescente Figlio-fuoco; e la fiamma appena nata, divenne il più imponente e misterioso di tutti i simboli religiosi e filosofici, diffusi. Il corpo di ogni cosa è stato paragonato a una roccia, tracciato in un cubo o più onalmentalmente cesellato per formare un piedistallo, mentre lo spirito di tutto era paragonato a quella elaborata
figura scolpita che lo sormonta. Di conseguenza, gli altari furono eretti come simbolo del basso mondo, e furono appiccati incendi su di loro per rappresentare quell’essenza spirituale che illumina il corpo che sormontava. Il quadrato è in realtà una superficie di un cubo, sua
figura corrispondente nella geometria piana e il suo simbolo filosofico.
Di conseguenza, considerando la terra come un elemento e non come un corpo, i greci, i brahmini e gli egiziani si riferivano sempre ai suoi quattro angoli, sebbene fossero pienamente consapevoli che il pianeta stesso era una sfera. Perché le loro dottrine erano il fondamento sicuro di tutta la conoscenza e il primo passo nel raggiungimento dell’immortalità cosciente, i Misteri erano spesso rappresentati come cubici o pietre piramidali. Al contrario, queste stesse pietre ne sono diventate l’emblema condizione della divinità auto-realizzata. L’immutabilità della pietra la ha resa un appropriato emblema di Dio – la fonte inesauribile e immutabile dell’Esistenza – e anche delle scienze divine – l’eterna rivelazione di Se stesso all’umanità. Come personificazione dell’intelletto razionale, che è il vero fondamento della vita umana, Mercurio, o Ermes, era simboleggiato in modo simile. Pilastri quadrati o cilindrici, sormontati da una testa barbuta di Hermes e chiamati ermae, sono stati allestiti in luoghi pubblici. Terminus, una forma di Giove e dio dei confini e delle autostrade, dal cui nome è
derivato il termine moderno terminale, a volte era anche simboleggiato da una pietra verticale ornata con la testa del dio, che è stato posto ai confini delle province e delle intersezioni di strade importanti. La pietra filosofale è davvero la pietra filosofale, perché la filosofia è davvero paragonata a un gioiello magico il cui tocco trasmette le sostanze di base in gemme inestimabili. La saggezza è la polvere di proiezione dell’alchimista che si trasforma molte migliaia di volte il suo stesso peso di grossolana ignoranza nella preziosa sostanza dell’illuminazione.

LE TAVOLETTE DELLA LEGGE

Mentre era sulle alture del monte Sinai, Mosè ricevette da Jehova due tavole contenenti i caratteri del Decalogo tracciati proprio dal dito del Dio di Israele. Queste tavole sono state modellate dal divino zaffiro, Schethiyâ, che l’Altissimo, dopo averlo rimosso dal suo trono, lo getto` nell’abisso per diventare il fondamento e il generatore dei mondi. Questa sacra pietra, formata dalla rugiada celeste, è stata separata dal respiro di Dio, e sulle due parti furono disegnate a fuoco nero le figure della Legge. Queste preziose iscrizioni, che risplendono di splendore celeste, furono consegnate dal Signore sabato nelle mani di Mosè, che fu in grado di leggere le lettere illuminate al rovescio a causa della trasparenza del grande gioiello. (Vedi The Secret Doctrine in
Israel o lo Zohar per i dettagli di questa leggenda.) I Dieci Comandamenti sono le dieci gemme splendenti collocate dal Santo nel mare zaffiro dell’Essere e nelle profondità della materia si vedono i riflessi di questi gioielli come le leggi che governano le sfere sublunari. Sono i dieci caratteri sacri con cui la divinità suprema ha impresso la sua volontà sulla faccia della natura. La stessa decade era celebrata dai Pitagorici sotto forma di tetractys – quel triangolo di punti spermatici che rivelano agli iniziati l’intero funzionamento dello schema cosmico; in quanto dieci è il numero della perfezione, la chiave della creazione e il simbolo appropriato di Dio, uomo e universo.
A causa dell’idolatria degli israeliti, Mosè considerava il popolo indegno di ricevere le tavole di zaffiro; quindi le distrutte, al fine di non far scoprir loro i Misteri di Geova. Mose` sostitui` il set originale con due tavolette di pietra grezza da cui aveva tagliato dieci lettere antiche. Mentre le precedenti tavole – condividono la divinità dell’albero della vita – le seconde – partecipando alla natura del
Albero del bene e del male – hanno rivelato solo verità temporali. Così l’antica tradizione di Israele tornò di nuovo in paradiso, lasciando solo la sua ombra ai bambini delle dodici tribù

Una delle due tavole di pietra consegnate ai suoi seguaci rappresentava la tradizione orale, l’altra la tradizione scritta su cui è stata fondata la scuola rabbinica. Le autorità differiscono ampiamente per le dimensioni e la sostanza delle tavole. Alcuni le descrivono come cosi` piccole da poter essere contenute nel cavo della mano di un uomo; altri dichiarano che ogni tavola era lunga dieci o dodici cubiti e di peso enorme. Alcuni negano che le tavole fossero di pietra, sostenendo che erano di un legno chiamato sedr, che, secondo i Maomettani, cresce profusamente in Paradiso. Le due tabelle significano rispettivamente il mondo superiore e quello inferiore: il principio paterno e i principi formativi materni. Nel loro stato indiviso rappresentano l’Androgino Cosmico. La rottura delle tavole significa oscuramente la separazione delle sfere superiori e inferiori e anche la divisione dei sessi. Nelle processioni religiose dei greci e degli egizi fu portata un’arca o una nave che conteneva tavolette di pietra, coni e vasi di varie forme emblematici dei processi procreativi. L’Arca degli israeliti – che era modellate sul petto sacro dei misteri isiaci–
conteneva tre oggetti sacri, ciascuno con un’importante interpretazione fallica: il vaso di manna, la verga che ha generato, e le Tavole della Legge – il primo, il secondo e il terzo principio della triade creativa. La manna, la verga fiorente e le tavole di pietra sono anche immagini appropriate rispettivamente della Qabbalah, della Mishna e della legge scritta – lo spirito, l’anima e il corpo del giudaismo. Quando è piazzata nella casa Eterna del Re Salomone, l’Arca dell’Alleanza conteneva solo le Tavole della Legge. Questo indica
che anche in quella data la tradizione segreta era stata persa
Come rappresentazione del potere che ha fabbricato la sfera inferiore, o demiurgica, le tavolette di pietra erano sacre a Geova in contraddizione con le tavole di zaffiro che significavano la potenza che ha stabilito la sfera superiore, o celeste. Senza dubbio le tavolette hanno il loro prototipo nei pilastri di pietra o negli obelischi posti su entrambi i lati dell’ingresso ai templi pagani. Queste colonne possono riguardare quel tempo remoto in cui gli uomini adoravano il Creatore attraverso il suo segno zodiacale dei Gemelli, il cui simbolo è ancora presente nei pilastri fallici. “I dieci comandamenti”, scrive Hargrave
Jennings “sono inscritti in due gruppi di cinque ciascuno, in forma colonnare a destra (guardando dall’altare) significa la “Legge”; i cinque a sinistra significano “i profeti”. La pietra a destra è maschile, la pietra a sinistra è femminile. Corrispondono alle due colonne di pietra disgiunte (o torri) nella parte anteriore di ogni cattedrale e di ogni tempio pagano. “(Vedi i rosacrociani: i loro riti e misteri.) Lo stesso autore afferma che la Legge è maschile perché è stata consegnata direttamente dalla Divinità, mentre i profeti, o Vangeli, erano femminili perché nati attraverso la natura dell’uomo. La Tavola destra della Legge indica ulteriormente Jachin: la bianca colonna di luce; la tavola a sinistra Boaz – l’oscura colonna. Questi erano i nomi dei due pilastri
istituiti sulla veranda del Tempio di re Salomone. Erano alti 18 cubiti e splendidamente decorati con ghirlande, reti e
melograni. Sulla sommità di ciascun pilastro c’era una grande ciotola, ora erroneamente chiamata palla o globo – una delle ciotole probabilmente conteneva fuoco e l’altra acqua. Il globo celeste (originariamente la coppa di fuoco), sormontava la colonna di destra (Jachin), simboleggiava l’uomo divino; il globo terrestre (la ciotola d’acqua), che sormontava la colonna sinistra (Boaz), significava l’uomo terreno. Questi due pilastri connotano rispettivamente anche le espressioni attive e passive di Energia Divina, il sole e la luna,
il zolfo e il sale, i buoni e i cattivi, luce e oscurità. Tra di loro c’è la porta che conduce alla Casa di Dio, e stando così alle porte del Santuario, ne sono un ricordo. Geova è sia una divinità androgina che antropomorfa. Come due colonne parallele essi denotano i segni zodiacali di Cancro e Capricorno, – gli estremi della vita fisica. Essi di conseguenza significano i solstizi d’estate e d’inverno, ora noti ai Massoni
sotto la denominazione relativamente moderna dei “due San Giovanni”. Nel misterioso Albero Sephirotico degli Ebrei, questi due pilastri simboleggiano la Misericordia e la Gravità. In piedi davanti al cancello del Tempio di Re Salomone, queste colonne avevano la stessa importanza simbolica degli obelischi davanti ai santuari dell’Egitto. Quando interpretato cabalisticamente, i nomi dei due pilastri significano “Nella forza la mia casa è stabilita. “Nello splendore dell’illuminazione mentale e spirituale, il Sommo Sacerdote si frappose tra i pilastri come testimone muto della perfetta virtù dell’equilibrio – quel punto ipotetico equidistante da tutti gli estremi. Lui così
personifica la natura divina dell’uomo nel mezzo della sua costituzione- la misteriosa Monade pitagorica alla presenza della Diade. Da un lato torreggiava la stupenda colonna dell’intelletto; dall’altra la colonna di bronzo della carne. a metà strada
tra questi due si trova l’uomo saggio glorificato, ma non può raggiungere questo livello senza prima soffrire sulla croce fatta unendo questi pilastri insieme. I primi  ebrei rappresentavano occasionalmente le due colonne, Jachin e Boaz, come le gambe di Geova, in tal modo per il filosofo moderno significa che la saggezza e l’amore, nel loro senso piu` esaltato, sostengono l’intero ordine della creazione, sia mondano che sovramundano.

IL SACRO GRAAL

Come lo zaffiro Schethiyâ, il Lapis Exilis, il gioiello della corona dell’Arcangelo Lucifero, cadde dal paradiso. Michele, arcangelo del sole e Dio nascosto di Israele, alla testa delle schiere angeliche che piombarono su Lucifero e le sue legioni di spiriti ribelli. Durante
il conflitto, Michele con la sua spada fiammeggiante colpì il Lapis Exilis dalla corona del suo avversario, e la pietra verde cadde attraverso tutti gli anelli celesti nell’Abisso oscuro e incommensurabile. Dalla gemma radiosa di Lucifero è stato modellato il Sangreal, o Santo Graal, da cui si dice che Cristo abbia bevuto all’Ultima Cena. Anche se esiste qualche controversia sul fatto che il Graal fosse una tazza o un piatto, è generalmente raffigurato nell’arte come calice di notevoli dimensioni e bellezza insolita. Secondo la leggenda, Giuseppe d’Arimatea portò la Coppa del Graal sul luogo della crocifissione e in esso colse il sangue che fuoriusciva dalle ferite del Nazareno morente. Più tardi Giuseppe,
che era diventato il custode delle reliquie sacre – il Sangreal e la Lancia di Longino – li portò in un paese lontano. Secondo una versione, i suoi discendenti finalmente collocarono queste reliquie nell’abbazia di Glastonbury in Inghilterra; secondo un altro, in un meraviglioso castello sul Monte Salvat, in Spagna, costruito dagli angeli in una sola notte. Sotto il nome di Preston John, Parsifal, l’ultimo dei Re del Graal, porto` con sé la Coppa Sacra in India, e scomparve per sempre dal mondo occidentale. La successiva ricerca del Sangreal fu il motivo per gran parte delle leggende cavallersche arturiane e dei cerimoniali della tavola rotonda. (Vedi la Morte d’Arthur.) Nessuna interpretazione adeguata è mai stata data ai misteri del Graal. Alcuni credono
che i cavalieri del Santo Graal sono stati una potente organizzazione di cristiani mistici che perpetuavano l’antica saggezza sotto forma di rituali. La ricerca del Santo Graal è l’eterna ricerca della verità, e Albert G. Mackey nota come sia una variazione della leggenda massonica della Parola Perduta tanto ricercata dai fratelli del mestiere. Ci sono anche prove per sostenere l’affermazione che la storia del Graal è una
elaborazione di un mito pagano che è stato preservato ed innestato sul culto del cristianesimo. Da questo particolare punto di vista, il Santo Graal è senza dubbio un tipo di arca o nave in cui la vita del
mondo è preservata e quindi è significativo del corpo della Grande Madre–Natura. Il suo colore verde lo lega a Venere e al mistero della generazione; anche alla Fede islamica, il cui colore sacro è verde e il cui Sabbath è il venerdì, il giorno di Venere.
Il Santo Graal è un simbolo sia del mondo inferiore (o irrazionale) che della natura dell’uomo, perché entrambi sono ricettacoli per le essenze viventi dei mondi superiori. Tale è il mistero del sangue redentore che, scendendo fino a trovarsi faccia a faccia con la morte, vince l’ultimo nemico, facendo rinascere ogni sostanza con la sua stessa immortalità. Al cristiano, la cui fede mistica sottolinea soprattutto l’elemento d’amore, il Santo Graal simboleggia il cuore in cui continuamente turbina l’acqua viva della vita eterna. Inoltre, al cristiano, alla ricerca del Santo Graal rappresenta la ricerca del vero Sé che, quando
trovato, arriva al compimento dell’opera magnum.
La Santa Coppa può essere scoperta solo da coloro che si sono innalzati al di sopra delle limitazioni dell’esistenza sensuale. Nel suo poema mistico, La visione di Sir Launfal, James Russell Lowell rivela la vera natura del Santo Graal dimostrando che è visibile solo ad un certo stato di coscienza spirituale. Solo distaccandosi dalla ricerca di una spregiudicata ambizine il vecchio e stanco cavaliere vedra` la coppa trasformata in un calice incandescente. Alcuni scrittori tracciano una somiglianza tra la aLeggenda del Graal e le storie degli dei solari martiri il cui sangue, discendente dal paradiso nella terra, fu preso nella coppa della materia e liberato. Il Santo Graal può anche essere il baccello del seme così frequentemente impiegato negli antichi Misteri come emblema della germinazione e della risurrezione; e se la forma simile a una coppa del Graal deriva dal fiore, significa rigenerazione e spiritualizzazione delle forze generative nell’uomo. Ci sono molti resoconti di immagini di pietra che, a causa delle sostanze nella loro composizione e le cerimonie a cui erano sottoposte, furono ispirate
dalle divinità per cui furono create. A tali immagini sono state attribuite varie facoltà e poteri umani, come la parola, il pensiero e persino il movimento. Mentre i preti rinnegati ricorrono senza dubbio agli inganni – un’istanza collegata in un frammento apocrifo curioso intitolato Bel e il drago e presumibilmente cancellato dalla fine del libro di Daniele – mostra che molti dei fenomeni registrati in connessione con statue e reliquie santificate difficilmente possono essere spiegate a meno che non si ricorra all’intervento del soprannaturale.

La storia registra l’esistenza di pietre che, quando colpite, emanavano un suono che mandava tutti in estasi. C’erano anche immagini che echeggiavano che sussurravano per ore dopo che la stanza stessa era diventata silenziosa, e le pietre musicali producevano le più dolci
armonie. In riconoscimento della santità che i Greci e i Latini attribuivano alle pietre, ponevano le mani su alcuni pilastri consacrati quando prestavano giuramento. Nell’antichità le pietre dei templi hanno giocato un ruolo nel determinare il destino degli accusati, perché era consuetudine per le giurie di raggiungere i loro verdetti facendo cadere sassi in una borsa. La divinazione con le pietre veniva spesso utilizzata dai greci, e si dice che Elena avesse
predetto attraverso la litomanzia la distruzione di Troia. Molte superstizioni popolari sulle pietre sopravvissero alle cosiddette età oscure. La principale tra queste è quella che riguarda la famosa
pietra nera nella sede della cattedra di incoronazione nell’Abbazia di Westminster, che è stata dichiarata come la pietra originale utilizzata da Giacobbe. La pietra nera appare più volte anche nel simbolismo religioso. Si chiamava Eliogabalo, una parola presumibilmente derivata da Elagabal, il dio sole siro-fenicio. Questa pietra era sacra al sole e possedeva proprietà grandi e diversificate. La pietra nera nella Caaba alla Mecca è immobile e venerata in tutto il mondo maomettano. Si dice che fosse originariamente bianca e di tale brillantezza che si sarebbe potuta vedere da diversi giorni di viaggio dalla Mecca, ma col passare del tempo si e` annerita dalle lacrime dei pellegrini e dai peccati del mondo.

LA MAGIA DEI METALLI E DEI GEMME

Secondo gli insegnamenti dei Misteri, i raggi dei corpi celesti, colpendo le influenze cristallizzanti del mondo inferiore, diventano i vari elementi. Partecipando alle virtù astrali della loro fonte, questi elementi neutralizzano alcune forme squilibrate di attività celestiale e, se opportunamente combinati, contribuiscono molto al benessere dell’uomo. Poco si sa oggi riguardo a queste proprietà magiche, ma il mondo moderno può ancora trovare utile considerare le scoperte dei primi filosofi che determinarono queste relazioni da una vasta sperimentazione. Da questa ricerca sorsero la pratica di identificare i metalli con le ossa delle varie divinità. Per esempio, gli egiziani, secondo Manetho, consideravano il ferro l’osso di Marte e la magnetite l’osso di Horus. Per analogia, il piombo sarebbe lo scheletro fisico di Saturno, il rame quello di Venere, il mercurio quello di Mercurio, l’oro quello del sole, l’argento quello della luna e
l’antimonio quello della terra. È possibile che l’uranio sara` dimostrato essere il metallo di Urano e il radio per essere il metallo di Nettuno.

Le quattro età dei mistici greci – l’età dell’oro, l’età dell’argento, l’età del bronzo, e l’età del ferro – sono espressioni metaforiche che si riferiscono ai quattro periodi principali della vita di tutte le cose. Nelle divisioni del giorno significano alba, mezzogiorno, tramonto e
mezzanotte; nella durata degli dei, degli uomini e degli universi, essi denotano i periodi di nascita, crescita, maturità e decadimento. Anche le epoche greche hanno una stretta corrispondenza con i quattro Yuga degli indù: Krita-Yuga, Treta-Yuga, Dvapara-Yuga e Kali-Yuga. Il loro metodo di calcolo è descritto da Ullamudeian come segue: “In ciascuno dei 12 segni ci sono 1800 minuti; moltiplicando questo numero per 12 si ottiene 21600; per esempio. 1800 X 12 = 21600. Moltiplicate questo 21600 per 80 e darà 1,728,000, che è la durata della prima età, chiamata Krita-Yuga. Se lo stesso numero viene moltiplicato per 60, darà 1.296.000, gli anni della seconda età, Treta-Yuga. Lo stesso numero moltiplicato per 40 dà 864.000, la lunghezza della terza età, Dvapara-Yuga. Lo stesso moltiplicato per 20 dà 432.000, la quarta età, Kali-Yuga. “(Si noterà che questi moltiplicatori diminuiscono in rapporto inverso ai tetracty pitagorici: 1, 2, 3 e 4)
H. P. Blavatsky dichiara che Orfeo insegnò ai suoi seguaci come influenzare un intero pubblico per mezzo di un calamita, e che Pitagora prestò particolare attenzione al colore e alla natura delle pietre preziose. Aggiunge: “I buddisti affermano che lo zaffiro
produce pace mentale, equanimità e caccia tutti i cattivi pensieri stabilendo una sana circolazione nell’uomo. ‘Lo zaffiro’, dicono i buddisti, ‘aprirà porte e abitazioni a sbarre (per lo spirito dell’uomo); produrra` un desiderio di preghiera e porta con sé più pace di
qualsiasi altra gemma; ma chi lo indossera deve condurre una vita pura e santa “. (Vedi Iside Svelata.)

La mitologia abbonda di racconti di anelli magici e gioielli talismanici. Nel secondo libro della Repubblica, Platone descrive un anello che, quando veniva girato in una certa posizione, rendeva invisibile chi lo indossava. Con questo, Gige, il pastore, si è assicurato il
trono di Lidia. Anche Joseph descrive anelli magici progettati da Mosè e dal Re Salomone e Aristotele ne menziona uno che ha portato amore e onore al suo possessore. Nel suo capitolo dedicato all’argomento, Henry Cornelius Agrippa, non menziona solo iquesti anelli, ma afferma, sull’autorità di Filostrato Jarchus, che Apollonio di
Tyana ha esteso la sua vita di oltre 20 anni con l’aiuto di sette anelli magici presentati a lui da un principe dell’India orientale. Ognuno di questi sette anelli era incastonato con una gemma contenente la natura di uno dei sette pianeti dominanti, e cambiandoli ogni giorno
Apollonio si è protetto contro la malattia e la morte grazie all’intervento delle influenze planetarie. Il filosofo istruì anche i suoi discepoli nelle virtù di questi gioielli talismanici, considerando che tali informazioni sono indispensabili per il teurgo. Agrippa descrive la preparazione degli anelli magici come segue: “Quando una stella [pianeta] ascende fortunatamente, con l’aspetto o congiunzione della Luna, dobbiamo prendere una pietra e l’erba che è sotto quella stella, e fare un anello del metallo che è adatto a questa stella, e in esso fissare la pietra, mettendola sotto l’erba o la radice, senza omettere le
iscrizioni di immagini, nomi e personaggi, come anche suffumigazioni appropriate. “(Vedi Tre libri di filosofia occulta.)

L’anello è stato a lungo considerato il simbolo del raggiungimento, della perfezione e dell’immortalità, quest’ultima perché il cerchietto di metallo prezioso non aveva né inizio né fine. Nei Misteri, gli anelli tendevano ad assomigliare a un serpente con la coda in bocca erano indossati dagli iniziati come prova materiale della posizione da loro raggiunta nell’ordine. Anelli incisi con certi emblemi segreti, erano indossati dagli ierofanti, e non era cosi` raro che un messaggero dimostrasse di essere il rappresentante ufficiale di un principe
o altro dignitario portando con il suo messaggio un anello o un sigillo del suo padrone. La fede nuziale originariamente era destinata a implicare che nella natura di colui che la indossava era stato raggiunto lo stato di equilibrio e di completamento.

Questa semplice banda d’oro portava quindi testimonianza dell’unione del Sé Superiore (Dio) con il sé inferiore (la Natura) e la cerimonia che consumava questa mescolanza indissolubile tra divinità e umanità nell’unica natura del mistico iniziato costituivano l’ermetico
matrimonio dei Misteri. Nel descrivere le insegne di un mago, Eliphas Levi dichiara che domenica (il giorno del sole) dovrebbe portare nella sua mano destra una bacchetta d’oro, con un rubino o un crisolito sopra. Lunedì (il giorno della luna) dovrebbe indossare un colletto a tre capi composto da perle, cristalli e seleniti; il martedì (il giorno di Marte) dovrebbe portare una bacchetta di acciaio magnetizzato e un anello dello stesso set di metallo con un’ametista, il mercoledì (il
giorno di Mercurio) dovrebbe indossare una collana di perle o perle di vetro contenenti mercurio, e un anello fissato con un’agata; il giovedì (il giorno di Giove) dovrebbe portare una bacchetta di vetro o resina e indossare un anello con uno smeraldo o uno zaffiro; il venerdì (il giorno di Venere) dovrebbe portare una bacchetta di rame lucido e indossare un anello con un turchese e una corona o diadema decorati con lapislazzuli e berillo; e sabato (il giorno di Saturno) dovrebbe portare una bacchetta decorata con una pietra d’onice e indossare un anello con onice e una catena sul collo formata da piombo. (Vedi Il rituale magico del Sanctum Regnum.)

Paracelso, Agrippa, Kircher, Lilly e molti altri maghi e astrologi hanno
tabulato le gemme e le pietre corrispondenti ai vari pianeti e segni zodiacali. Il seguente elenco è stato compilato dai loro scritti. Al sole è assegnato il carbonchio, il rubino, il granato — specialmente il piropo – e altre pietre infuocate, a volte il diamante; alla luna, la perla, la selenite e ad altre forme di cristallo; a Saturno, l’onice, il diaspro, il topazio e talvolta il lapislazzuli; a Giove, lo zaffiro, lo smeraldo e il
marmo; a Marte, l’ametista, il giacinto, la calamita, a volte il diamante; a Venere, il turchese, il berillo, lo smeraldo e talvolta la perla, l’alabastro, il corallo e la corniola; a Mercurio, la crisolite, l’agata e il marmo variegato. Allo zodiaco le stesse autorità assegnarono le seguenti gemme e pietre: A Ariete la sardonica, pietra del sangue, ametista e diamante; al Toro la corniola, il turchese, ilgiacinto, lo zaffiro, l’agata muschiata e lo smeraldo; ai Gemelli il topazio, l’agata, il crisoprasio, il cristallo e l’acquamarina; al Cancro il topazio, il calcedonio, l’onice nero, la pietra di luna, la perla, l’occhio di gatto, il cristallo e talvolta lo smeraldo; al Leone il diaspro, la sardonica, il berillo, il rubino, la crisolite, l’ambra, la tormalina, a volte il diamante; alla Vergine lo smeraldo, il cameliano, la giada, la crisolite e talvolta il diaspro rosa e il giacinto; alla Bilancia il berillo, il sardius, il corallo, i lapislazzuli, l’opale e talvolta il diamante; allo Scorpione l’ametista, il berillo, la sardonica, l’acquamarina, il carbonchio, la calamita, il topazio e la malachite; al Sagittario il giacinto, il topazio, il crisolito, lo smeraldo, il carbonchio e il turchese; al Capricorno il crisoprasio, il rubino, la malachite, l’onice nero, l’onice bianco; all’Acquario
il cristallo, lo zaffiro, il granato, lo zircone e l’opale; ai Pesci lo zaffiro, il diaspro, il crisolito, la pietra di luna e l’ametista
Sia lo specchio magico che la sfera di cristallo sono simboli poco compresi. Guai a quel mortale che accettera` alla lettera le storie diffuse su di loro! Chi lo farà scoprira` – a costo della sanità mentale e della propria salute – che stregoneria e filosofia, mentre spesso vengono confuse, non hanno niente in comune I Magi Persiani portavano gli specchi come emblema della sfera materiale che riflette la Divinità da ogni parte. La sfera di cristallo, a lungo abusata come mezzo per la coltivazione di poteri psichici, è un triplice simbolo: (1) significa l’Uovo universale cristallino nella cui trasparente profondità esiste la creazione; (2) rappresenta la divinità prima della sua immersione nella materia; (3) significa la sfera eterica del mondo nelle cui essenze traslucide è impressionato e conservato la perfetta immagine di tutte le attività terrestri.
Le meteore, erano considerate segni di favore divino e consacrati come prova di un patto tra gli dei e la comunità in cui sono cadute. Curiosamente occasionalmente si trovano pietre naturali marcate o scheggiate. In Cina c’è una lastra di marmo la cui forma ha una perfetta somiglianza al drago cinese. La pietra di Oberammergau, scheggiata dalla natura, assomiglia molto alla popolare
concezione del volto di Cristo, è così notevole che anche le teste coronate d’Europa chiesero il privilegio di vederla. Pietre di tale natura erano cosiderate con la piu` alta stima tra i popoli primitivi e anche oggi esercitano una vasta influenza sulle persone religiose.

 

 

 

Le scuole francesi eliminano i termini “Padre” e “Madre” in favore di “genitore 1” e “genitore 2”

Le scuole francesi sostituiranno le parole “madre” e “padre” con “Genitore 1” e “Genitore 2” a seguito di una modifica di una legge approvata dal Parlamento francese questa settimana.

La nuova denominazione è apparentemente finalizzata a porre fine alla discriminazione nei confronti dei genitori dello stesso sesso, ma i critici sostengono che “disumanizza” la genitorialità e può portare a controversie su chi viene classificato come “Genitore 1.”

L’emendamento, approvato martedì come parte di un piano più ampio per la costruzione di una cosiddetta “scuola della fiducia”, imporrà anche l’obbligo di frequenza scolastica per tutti i bambini di tre anni.

“Questo emendamento mira a radicare la diversità familiare dei bambini nelle forme amministrative presentate a scuola”, ha detto Valérie Petit, deputato per il partito REM di maggioranza del presidente Emmanuel Macron.

“Abbiamo famiglie che si trovano di fronte a dover spuntare delle caselle che fanno riferimento a modelli sociali piuttosto antiquati. Per noi, questo articolo è una misura dell’uguaglianza sociale “.

“Ho già scritto che sono particolarmente scioccato e sorpreso dalla controversia riguardo le forme padre / madre / genitore”, ha scritto su Twitter l’ex giornalista franco-israeliano Julien Bahloul, lui stesso un genitore assieme ad un patner dello stesso sesso. “Sia la madre che il padre sono genitori, non c’e` nulla di offensivo. In #TelAviv tali forme linguistiche sono state modificate molto tempo fa senza alcuna preoccupazione. “

La proposta di eliminare i termini “madre” e “padre” a favore di un linguaggio più inclusivo e di genere non specifico era gia` in circolazione nei dibattiti del  2013 tenutisi prima della legalizzazione del matrimonio omosessuale.

Quando sento che la gente dice che questo è un modello vecchio stile, vorrei ricordare alla gente che oggi tra le unioni, civili o coniugali, circa il 95 per cento sono formate da coppie uomo-donna “, ha detto il deputato conservatore Xavier Breton riguardo all’ultimo emendamento,

mentre un collega Il conservatore Fabien Di Filippo ha denunciato la mossa come una “ideologia terrificante”.

Tuttavia, non sono solo i conservatori a mettere in dubbio l’efficacia della nuova legislazione. Alexandre Urwicz, presidente dell’AFDH, l’associazione francese per genitori dello stesso sesso, si preoccupa che la legislazione possa creare una “gerarchia genitoriale”.

“Chi è il” genitore numero 1 “e chi è” genitore numero 2 “? Chiede, aggiungendo che forse dovrebbero essere usati i meno controversi “padre, madre e rappresentante legale”.

L’emendamento può ancora essere respinto dal Senato della maggioranza, ma poi tornerà all’Assemblea nazionale francese per ulteriori considerazioni.

Il dibattito infuria su Twitter, anche se molti hanno sfruttato l’opportunità di mettere in ridicolo la percezione di una reazione eccessiva da entrambe le parti.

Fonte

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Fiori, Piante, Frutti e Alberi

La vulva e il fallo erano adorati da quasi tutti i popoli antichi, a seconda dei casi come simboli del potere creativo di Dio. Il giardino dell’Eden, l’Arca, la Porta del Tempio, il Velo dei Misteri, la vesica piscis o nimbo ovale e il Santo Graal erano importanti simboli yonici; la piramide, l’obelisco, il cono, la candela, la torre, Il monolito celtico, la guglia, il campanile, il palo della cuccagna e la sacra lancia erano
simbolici del fallo. Nel trattare l’argomento del culto priapico, troppi autori moderni giudicano gli standard pagani singolarmente e crogiolano nel fango di volgarita` auto create. I misteri eleusini – la più grande tra tutte le antiche società segrete– stabili` uno dei più alti standard conosciuti di moralità ed etica, e quelli che criticano il loro uso di simboli fallici dovrebbero riflettere le tristi parole del re
Edoardo III, “Honi soit qui mal y pense”. I riti osceni praticati dai successivi riti baccanali e dioniiaci non erano piu` rappresentativi degli standard di purezza originariamente sostenuti dai Misteri. Sir William Hamilton, Ministro britannico presso il Tribunale di Napoli, dichiara che nel 1780, Isernia, una comunità di cristiani in Italia, adorava con cerimonie falliche il dio pagano Priapo con il nome di S. Cosmo. (Vedi Due saggi sul culto di Priapo, di Richard Payne Knight.)
Padre, madre e figlio costituiscono la triade naturale. I Misteri hanno glorificato la casa come l’istituzione suprema consistente in questa trinità che funziona come una unità. Pitagora paragonava l’universo alla famiglia, dichiarandolo come il fuoco supremo dell’universo
in mezzo ai suoi corpi celesti, così, per analogia, era il fuoco supremo del mondo sulle sue pietre preziose Il Pitagorico e altre scuole di filosofia hanno concepito la natura divina di Dio che si manifesta nel triplice aspetto di Padre, Madre e Bambino. Questi tre costituivano la Famiglia Divina, la cui dimora è la creazione e il cui simbolo naturale e peculiare è il 47 ° problema di Euclide. Dio Padre è spirito, Dio, la madre è materia, e Dio il bambino – il prodotto dei due – rappresenta la somma degli esseri viventi nati e costituenti la natura. Il seme dello spirito è seminato nel grembo della materia, e con una concezione immacolata (pura) in cui la progenie viene portata in essere. Non è questo il vero mistero della Madonna che tiene tra le sue braccia il Santo Bimbo? Chi osa dire che tale simbolismo è improprio? Il mistero della vita è il supremo mistero, rivelato in tutta la sua dignità divina e glorificato. Il pudore di oggi, tuttavia, dichiara che questo stesso mistero non è adatto per essere considerato da persone dalla mente santa. Contrariamente ai dettami della ragione, e` stato stabilito uno standard che afferma che l’innocenza generata dall’ignoranza è più desiderabile della virtù nata dalla conoscenza. Alla fine, tuttavia, l’uomo imparerà che non dovra` mai vergognarsi della verità. Finché non apprende ciò, è falso verso il suo Dio, verso il suo mondo e verso
se stesso. A tale riguardo, il cristianesimo ha fallito tristemente nella sua missione. Mentre dichiara il corpo dell’uomo come tempio vivente del Dio vivente, nello stesso respiro afferma che le sostanze e le funzioni di questo tempio sono impure. Da questo atteggiamento non salutare, il corpo dell’uomo – la casa di Dio – è degradato e diffamato. Eppure la croce stessa è la più antica e fallica degli emblemi e le finestre a forma di losanga delle cattedrali sono la prova dei simboli yonici sopravvissuti alla distruzione dei Misteri pagani. La struttura stessa della chiesa e` permeata da simbolismo fallico. Rimuovi dalla Chiesa cristiana tutti gli emblemi di origine priapica e non rimarra` nulla, perché anche la terra su cui si trova era, a causa della sua fertilità, il primo simbolo yonico. La presenza di questi emblemi generativi e` sconosciuta o non recepita dalla maggioranza, l’ironia della situazione non è generalmente apprezzata. Sono solo quelli che parlano con il linguaggio segreto dell’antichità che sono capaci di comprendere il significato divino di questi emblemi. I fiori sono stati scelti come simboli per molte ragioni. La grande varietà di flora ha reso possibile scegliere piante e fiori per rappresentare qualsiasi qualita` o attributo astratto. Una pianta potrebbe essere scelta a causa di qualche mito connesso alla sua origine, come le storie di Dafne e Narciso; a causa del particolare ambiente in cui prosperò, come l’orchidea e il fungo; a causa della sua forma, come il fiore della passione e il giglio pasquale; a causa della sua brillantezza o fragranza, come la verbena e la dolce lavanda; perché ha conservato la sua forma indefinitamente, come il fiore eterno; a causa di caratteristiche insolite come il girasole e l’eliotropio, che sono stati a lungo considerati sacri a causa della loro affinità con il sole. Una pianta potrebbe anche essere considerata degna di venerazione perché dalle sue foglie schiacciate,
petali, steli o radici potrebbero essere estratti unguenti, essenze o droghe Una pianta potrebbe anche essere considerata efficace nella cura di molte malattie perché i suoi frutti, foglie, petali o radici hanno una somiglianza di forma o colore a parti o organi del corpo umano. Ad esempio, i succhi distillati di alcune specie di felci, o il muschio peloso che cresce sulle querce e si dice che il cardo abbia il potere
di far ricrescere i capelli; si diceva che la dentaria, che assomiglia a un dente nella forma, curasse il mal di denti; e la palma Christi, a causa della sua forma, curava tutte le afflizioni delle mani.
Il fiore è davvero il sistema riproduttivo della pianta ed è quindi
appropriato come simbolo di purezza sessuale – un requisito assoluto degli antichi Misteri. Così il fiore ha questo significato ideale di bellezza e rigenerazione che alla fine deve prendere il posto della lussuria e della degenerazione.
Di tutti i fiori simbolici il loto Indiano ed Egiziano e la rosa dei rosacrociani sono i più importanti. Nel loro simbolismo questi due fiori sono considerati identici. Le dottrine esoteriche nelle quali si trova il loto orientale sono state perpetuate nell’Europa moderna attraverso la forma di rosa. La rosa e il loto sono emblemi yonici, riferendosi in primo luogo al mistero creativo materno, mentre si considera il giglio pasquale come fallico
Il Brahmino e gli iniziati egiziani, che senza dubbio hanno capito i sistemi segreti di cultura spirituale per cui i centri latenti di energia cosmica nell’uomo possono essere stimolati, impiegarono i fiori di loto per rappresentare i vortici rotanti dell’energia spirituale localizzata
in vari punti lungo la colonna vertebrale e li chiamarono chakra, o ruote vorticose, dall’Indù. Sette di questi chakra sono di primaria importanza e hanno corrispondenze individuali nei gangli nervosi e nei plessi. Secondo le scuole segrete, il ganglio sacro è chiamato il loto dai quattro petali; il plesso prostatico, il loto a sei petali; il plesso epigastrico e l’ombelico, il loto dai dieci petali; il plesso cardiaco, il
loto dai dodici petali; il plesso faringeo, il loto a sedici petali; il plesso cavernoso, il loto a due petali; e la ghiandola pineale o il centro sconosciuto adiacente, il loto dai mille petali . Il colore, la dimensione e il numero di petali sul loto è la chiave della sua importazione simbolica. Un suggerimento sullo sviluppo spirituale
la comprensione secondo la scienza segreta dei Misteri si trova nella storia della verga di Aronne che germoglio`, e nella grande opera di Wagner, Tannhäuser, dove il bastone del Papa indica i fiori che si dispiegano sulla sacra verga dei Misteri – la colonna vertebrale.
I rosacrociani usavano una ghirlanda di rose per indicare gli stessi vortici spirituali, a cui si fa riferimento nella Bibbia come alle sette lampade del candelabro e alle sette chiese d’Asia. Nell’edizione del 1642 di Sir Francis Bacon, History of Henry the Seventh è un
frontespizio raffigurante Lord Bacon con rose rosacrociane come fibbie per le scarpe. Nel sistema filosofico indù, ogni petalo del loto reca un certo simbolo che dà un ulteriore indizio sul significato del fiore. Anche gli orientali usavano la pianta del loto per significare la crescita dell’uomo attraverso i tre periodi della coscienza umana–
ignoranza, sforzo e comprensione. Come il loto esiste in tre elementi (terra, acqua e aria) così l’uomo vive in tre mondi: materiale, intellettuale e spirituale. Come la pianta, con le sue radici nel fango e nella melma, cresce verso l’alto attraverso l’acqua e infine fiorisce nella luce e nell’aria, così la crescita spirituale dell’uomo è rappresentata dall’ascesa dall’ oscurità di base e dal desiderio di luce e verità, l’acqua
serve come un simbolo del mondo in continua evoluzione e dell’illusione attraverso il quale l’anima deve passare nella sua lotta per raggiungere lo stato di illuminazione spirituale. La rosa e il suo equivalente orientale, il loto, come tutti i bellissimi fiori, rappresenta lo sviluppo e il conseguimento spirituale: per questo, le divinità orientali sono spesso mostrate sedute sui petali aperti dei fiori di loto. Il loto era anche un motivo universale nell’arte e nell’architettura egiziana. I tetti di molti templi erano sostenuti da colonne di loto, a significare la saggezza eterna; e uno scettro con l’apice a forma di loto – simbolico di auto-sviluppo e prerogativa divina – veniva spesso mostrato nelle
processioni religiose. Quando il fiore aveva nove petali, era un simbolo dell’uomo; quando ne aveva dodici, dell’universo quando ne aveva sette degli dei, dei pianeti e della legge; quando ne aveva cinque, dei sensi e dei Misteri; e quando ne aveva tre, delle principali divinità e dei mondi. La rosa araldica del Medioevo generalmente mostra cinque o dieci petali.

CULTUS ARBORUM

L’adorazione degli alberi come collegamento della Divinità era diffusa in tutto il mondo antico. I templi erano spesso costruiti nel cuore di boschi sacri e i cerimoniali notturni venivano condotti sotto i rami di grandi alberi, fantasticamente decorati e festeggiati in onore delle divinità patrone. In molti casi si credeva che gli alberi stessi possedessero gli attributi del potere e dell’intelligenza divini, e quindi le suppliche venivano spesso indirizzate a loro. La bellezza, la dignità, la massività e la forza di querce, olmi e cedri ha portato alla loro adozione come simboli di potere, integrità, permanenza, virilità e protezione divina. Diversi popoli antichi – in particolare gli indù e gli scandinavi – consideravano il Macrocosmo, o Grande Universo, come un albero divino che cresceva da un singolo seme seminato nello spazio. Greci, Persiani, Caldei e giapponesi hanno leggende che descrivono l’albero asse o canna su cui ruota la terra. Kapila dichiara che l’universo è l’eterno albero, Brahma, che nasce da un seme impercettibile e intangibile: il materiale della monade. I Qabbalisti medievi hanno rappresentato la creazione come un albero con le sue radici nella realtà dello spirito e i suoi rami nell’illusione dell’esistenza tangibile. L’albero sephirotico della Qabbalah era quindi invertito, con le sue radici in cielo e i suoi rami sulla Terra. La signora Blavatsky nota che la Grande Piramide era considerata un simbolo di questo albero rovesciato, con la radice all’apice della piramide e i suoi quattro rami divergenti verso la base. L’albero del mondo scandinavo, Yggdrasil, sostiene sui suoi rami nove sfere o mondi, – che gli egiziani simboleggiavano con i nove stami della persea o dell’avocado.
Tutti questi sono racchiusi nella misteriosa decima sfera o uovo cosmico – il cifrario dei misteri senza definizione. Anche l’albero cabalistico degli ebrei è costituito da nove rami, o mondi, che emanano dalla Prima Causa o Corona, che circonda le sue
emanazioni come la conchiglia circonda l’uovo. L’unica fonte di vita e l’infinita della sua espressione ha una perfetta analogia nella struttura dell’albero. le radici, profondamente radicate nella terra oscura,
sono simboliche del nutrimento divino; e la sua molteplicità di rami che si espandono dal tronco centrale rappresenta l’infinità degli effetti universali che dipendono da un’unica causa. L’albero è stato anche accettato come simbolo del Microcosmo, cioè dell’uomo. Secondo
la dottrina esoterica, l’uomo esiste prima in potenza all’interno del corpo dell’albero del mondo e più tardi sboccia in manifestazione oggettiva sui suoi rami. Secondo a un precedente Mito dei Misteri Grechi, il dio Zeus fabbricò la terza razza di uomini dai frassini. Il
serpente così spesso mostrato avvolto attorno al tronco dell’albero di solito significa la mente – il potere del pensiero – ed è l’eterno tentatore o impulso che conduce tutte le creature razionali alla scoperta della realtà e quindi rovescia il dominio degli dei. Il serpente
nascosto nella chioma dell’albero universale rappresenta la mente cosmica; e nell’albero umano, l’intelletto individualizzato.
Il concetto che tutta la vita ha origine da un seme ha fatto si che il grano e varie piante venissero accettate come emblematiche dello spermatozoo umano, e l’albero era quindi simbolico della vita organizzata che si sviluppa dal suo germe primitivo. La crescita dell’universo dal suo seme primitivo può essere paragonato alla crescita della possente quercia dalla piccola ghianda. Mentre
l’albero è apparentemente molto più grande della sua stessa fonte, quella fonte tuttavia contiene potenzialmente ogni ramo, ramoscello e foglia che verrà successivamente oggettivamente creata dai processi di crescita. La venerazione dell’uomo per gli alberi come simboli delle qualità astratte di saggezza e integrità lo ha anche portato a designare come alberi quegli individui che possedevano queste qualità divine
a un grado apparentemente sovrumano. Erano filosofi e sacerdoti molto illuminati che venivano spesso indicati come alberi o alberi umani – per esempio, i Druidi, il cui nome, secondo un’interpretazione, significa gli uomini delle querce, o gli iniziati di certi misteri siriani che venivano chiamati cedri; in effetti è molto più credibile e probabile che i famosi cedri del Libano, abbattuti per la costruzione del Tempio di Salomone, erano davvero illuminati, saggi iniziati. Il mistico sa che i veris upporti della Gloriosa Casa di Dio non erano i ceppi soggetti alla decadenza, ma gli immortali e
imperituri intelletti degli ierofanti dell’albero. Gli alberi sono ripetutamente menzionati nell’Antico e nel Nuovo Testamento e nelle Scritture di varie nazioni pagane. L’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male menzionati in Genesi, il roveto ardente in cui l’angelo apparve a Mosè, la famosa vite e fico del Nuovo Testamento, il boschetto di olive nel Giardino del Getsemani dove Gesù andò a pregare, e il miracoloso albero dell’Apocalisse, che ha dodici tipi di frutta e le cui foglie guariranno le nazioni, tutti portano
testimonianza della stima in cui gli alberi erano tenuti dagli scribi della Sacra Scrittura. Budda ha ricevuto la sua illuminazione mentre era sotto l’albero della bodhi, vicino a Madras in India, e diversi degli dei orientali sono raffigurati seduti in meditazione sotto i rami di alberi possenti. Molti dei grandi saggi e salvatori portarono con se bacchette, bastoncelli o bastoni il legno degli alberi sacri, come le verghe di Mosè e Aronne; Gungnir – la lancia di Odino– intagliata dall’Albero della Vita; e la verga consacrata di Ermes, attorno alla quale erano intrecciati serpenti antagonisti. I numerosi usi che gli antichi hanno fatto dell’albero e dei suoi prodotti sono fattori del suo
simbolismo. Il suo culto era, in una certa misura, basato sulla sua utilità. Di questo J. P. Lundy scrive a proposito: “Gli alberi occupano un posto così importante nell’economia della natura: attraggono e trattengono l’umidità e ombreggiano le fonti d’acqua e il suolo in modo da prevenire la sterilità e la desolazione; sono così utili all’uomo per l’ombra, per la frutta, per la medicina, per il carburante, per la costruzione di case e navi, per mobili, per quasi tutti i settori della vita, che non c’è da meravigliarsi che la maggior parte dei piu` vistosi come la quercia, il pino, la palma e il sicomoro
sacro sono stati utilizzati per il culto. “(Vedi Cristianesimo Monumentale.)

I primi padri della chiesa a volte usavano l’albero per simboleggiare Cristo. Essi credevo che alla fine il cristianesimo sarebbe cresciuto come una possente quercia e avrebbe oscurato tutte le altre fedi dell’umanità. Poiché ogni anno scarta il suo fogliame, l’albero è stato anche guardato come un appropriato emblema della resurrezione e  della reincarnazione, in quanto ogni inverno “moriva” per tornare di nuovo con rinnovata vegetazione ogni primavera successiva.
Sotto le denominazioni dell’albero della vita e dell’albero della conoscenza del bene e del male è nascosto nel grande arcano dell’antichità – il mistero dell’equilibrio. L’albero della vita rappresenta il punto di equilibrio spirituale – il segreto dell’immortalità. L’albero della conoscenza del bene e del male, come suggerisce il nome, rappresenta la polarità, o lo squilibrio – il segreto della mortalità. I Qabbalisti lo rivelano assegnando la colonna centrale del loro
Diagramma sephirotico all’albero della vita e ai due rami laterali dell’albero della Conoscenza del bene e del male. “Le forze squilibrate periscono nel vuoto”, dichiara il lavoro segreto, e tutto è reso noto. La mela rappresenta la conoscenza dei processi procreativi, dal risveglio da cui è stato stabilito l’universo materiale. L’allegoria di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden è un mito cosmico, che rivela i metodi di
creazione universale e individuale. La storia letterale, accettata per tanti secoli da un mondo irriflessivo, è assurda, ma il mistero creativo di cui è il simbolo è una delle verità più profonde della natura. Gli Ofidi (adoratori del serpente) veneravano il serpente edenico perché era la causa dell’esistenza individuale. Sebbene l’umanità stia ancora vagando in un mondo di bene e di male, alla fine raggiungerà il completamento e mangerà il frutto dell’albero della vita che cresce nel mezzo del giardino illusorio del mondo.

Così l’Albero della Vita è anche il simbolo designato dei Misteri, e
partecipando al suo frutto l’uomo raggiunge l’immortalità. La quercia, il pino, il frassino, il cipresso e la palma sono i cinque alberi che hanno la maggiore importanza simbolica. Il Dio Padre dei Misteri era spesso adorato sotto forma di una quercia; il Dio salvatore – frequentemente il martire mondiale – nella forma di un pino; l’asse del mondo e la natura divina nell’umanità sotto forma di frassino; le dee, o il
principio materno, sotto forma di cipresso;. La pigna è un simbolo fallico antichissimo. Il tirso di Bacco – una lunga bacchetta o bastone sormontato da una pigna o da grappolo d’uva e intrecciato con edera o foglie di vite, talvolta nastri- ha come significato il fatto che le meraviglie della Natura possono essere raggiunte solo con l’aiuto della virilita` solare, come simboleggiata dal cono o dall’uva. In the Phrygian Mysteries, Atys – il sempre presente salvatore solare – muore sotto i rami del pino (allusione al solstizio d’inverno) e per questo motivo il pino era sacro al suo culto. Questo albero era anche sacro nei Misteri di Dioniso e Apollo. Tra gli antichi egizi e ebrei l’acacia,,era molto considerata a livello religioso; e tra i massoni moderni, rami di acacia, cipresso, cedro o di sempreverdi sono ancora considerati come emblemi molto significativi. Il legno shittim usato dai figli di Israele nella costruzione del Tabernacolo e dell’Arca dell’Alleanza erano una varieta` di acacia. Nel descrivere questo albero sacro, Albert Pike ha scritto: “La vera acacia, inoltre, è la tamerice spinosa, lo stesso albero che cresceva intorno al corpo di Osiride. Era un albero sacro tra gli arabi, che lo trasformarono nell’idolo Al-Uzza, che Mohammed distrusse. È abbondante come un cespuglio nel deserto di Thur; ed e` il materiale con cui e` stata composta la corona di spine posta sulla fronte di Gesù di Nazareth. (Vedi Morale e Dogma.)
È del tutto possibile che gran parte della venerazione accordata all’acacia sia dovuta ai particolari attributi della mimosa, o pianta sensibile, con cui è stata spesso identificata dagli antichi. C’è una leggenda copta secondo cui la pianta sensibile fu la prima tra tutti
gli alberi o gli arbusti ad essere utilizzata per adorare Cristo. La rapida crescita dell’acacia e la sua bellezza ha portato gli antichi a considerarla come  emblematica della fecondità e della generazione.
Il simbolismo dell’acacia è suscettibile di quattro interpretazioni distinte: (1) è l’emblema dell’equinozio primaverile – la risurrezione annuale della divinità solare; (2) sotto forma di pianta sensibile che si ritira dal tocco umano, l’acacia significa purezza e innocenza, come implica uno dei significati greci del suo nome; (3) è tipicamente appropriata per rappresentare l’immortalità umana e la rigenerazione, e sotto la forma del sempreverde rappresenta quella parte immortale dell’uomo che sopravvive alla distruzione della sua natura visibile; (4) è l’ emblema antico e venerato dei Misteri e i candidati che entrano nei tortuosi passaggi in cui venivano consegnati i cerimoniali portavano nelle loro mani rami di queste piante sacre o piccoli grappoli di fiori santificati.

Albert G. Mackey richiama l’attenzione sul fatto che ognuno degli antichi Misteri aveva la sua peculiare pianta sacra agli dei o dee in cui si celebravano i rituali. Queste piante sacre furono in seguito adottate come simboli dei vari gradi in cui venivano usate Così, nei Misteri di Adone, la lattuga era sacra; nel Brahmin e nei Riti egizi, il loto; tra i Druidi, il vischio; e tra alcuni dei isteri greci, il mirto. (Vedi Encyclopædia della Massoneria.)
Come la leggenda di Chiram Abiff è basata sull’antico rituale del Mistero Egizio dell’omicidio e resurrezione di Osiride, è naturale che il rametto di acacia debba essere preservato come simbolo della risurrezione di Chiram. Lo scrigno contenente il corpo di Osiride emerse nelle rive vicino a Biblo e fu depositato nelle radici di un tamerice, o acacia, che, crescendo da un albero possente, racchiuse nel suo tronco il corpo del dio assassinato. Questo è senza dubbio l’origine della storia che un rametto di acacia segna la tomba di Chiram. Si perpetua anche il mistero del sempreverde che segnala la tomba del dio sole morto nell’albero di Natale.
L’albicocca e la mela cotogna sono simboli yonici familiari, mentre il grappolo d’uva e il fico sono fallici Il melograno è il frutto mistico dei riti eleusini; mangiandolo, Prosperine si legò ai regni di Plutone. Il frutto qui significa la vita sensuale che, una volta assaggiata, priva temporaneamente l’uomo dell’immortalità. Anche per il suo vasto
numero di semi il melograno è stato spesso impiegato per rappresentare la naturale fecondità. Per lo stesso motivo, Jacob Bryant nella sua Ancient Mythology annota che gli antichi riconoscevano in questo frutto un appropriato emblema dell’Arca del Diluvio, che conteneva i semi della nuova razza umana. Tra gli antichi Misteri il
melograno era anche considerato un simbolo divino di tale singolare significato che la sua vera spiegazione non poteva essere divulgata. Fu definito dai Cabiri “il segreto proibito”. “Molti dei e dee greche sono raffigurati tenendo il frutto o il fiore del melograno nelle loro mani, evidentemente a significare che sono donatori di vita e abbondanza.
Capitelli di melograno furono posti sulle colonne di Jachin e Boaz in piedi di fronte al Tempio di Re Salomone; e per ordine di Geova c’erano fiori di melograno ricamati sul fondo dell’efod del Sommo Sacerdote. Il vino forte ottenuto dal succo dell’uva era considerato simbolico della falsa vita e della falsa luce dell’universo, perché veniva prodotto da un falso processo – la fermentazione artificiale. Le facoltà razionali sono offuscate dalla bevanda forte e dalla natura animale,
liberata dalla schiavitù, del controllo individuale – fatti che necessariamente erano del più grande significato spirituale. Come la natura inferiore è l’eterna tentatrice che cerca di guidare l’uomo in eccessi che inibiscono le facoltà spirituali, l’uva e il suo prodotto erano
usati per simboleggiare l’avversario. Il succo dell’uva era pensato dagli egiziani per somigliare più al sangue umano. In realtà, credevano che l’uva si assicurasse la sua vita dal sangue dei morti che erano stati sepolti nella terra. Secondo Plutarco, “I sacerdoti del sole a Eliopoli non portano mai vino nei loro templi, * * * e se ne facevano uso in qualsiasi momento nelle loro libagioni agli dei, non era perché lo volevano bere; ma lo versarono sui loro altari come il sangue di quei nemici che in precedenza avevano combattuto contro di loro. Tutto questo perche` la vite proveniva da quella terra che veniva ingrassata dalle carcasse di coloro che cadevano nelle battaglie contro gli dei. E questo, dicono loro, è la ragione per cui bere il succo in grandi quantità rende gli uomini pazzi e fuori di sé, riempiendoli per così dire
con il sangue dei loro stessi antenati. “(Vedi Iside e Osiride).
Tra alcune sette lo stato di intossicazione era visto come una condizione in qualche modo simile all’estasi, poiché si credeva che l’individuo fosse posseduto dallo Spirito Universale della Vita,
il cui veicolo scelto era la vite. Nei Misteri, l’uva era usata spesso per
simboleggiare la lussuria e la dissolutezza a causa del suo effetto demoralizzante sulla natura emotiva. E` stato riconosciuto, tuttavia, che la fermentazione era la prova certa della presenza del fuoco solare, quindi l’uva è stata accettata come il simbolo appropriato dello
Spirito solare – il donatore dell’entusiasmo divino. In un modo alquanto simile, i cristiani accettarono il vino come emblema del sangue di Cristo, partecipando a esso nella Santa Comunione. Cristo, l’emblema exoterico dello Spirito Solare, disse: “Io sono la vite”. fu quindi adorato con il vino dell’estasi nello stesso modo in cui lo erano i suoi prototipi pagani – Bacco, Dioniso, Arys e Adone.
La mandragora officinarum, o semplicemente mandragola, possiede
notevoli poteri magici. Le sue proprietà narcotiche sono state riconosciute dai greci, che la hanno impiegata per attenuare il dolore durante le operazioni chirurgiche, ed è stata identificata anche con
baaras, l’erba mistica usata dagli ebrei per cacciare i demoni. Nelle guerre giudaiche, Josephus descrive il metodo per rendere innocui i baaras, che dichiara emettano lampi e distruggano tutti quelli che cercano di toccarli, a meno che non si proceda secondo regole presumibilmente formulate dallo stesso re Salomone.

Le proprietà occulte della mandragora, sebbene poco capite, sono state responsabili per l’adozione della pianta come talismano capace di aumentare il valore o la quantità di qualsiasi cosa con cui veniva associata. Fu considerata come una cura infallibile per la sterilità. Era uno dei simboli Priapici che i Cavalieri Templari furono accusati di adorare. La radice della pianta ricorda da vicino il corpo di un essere umano e spesso portava i contorni della testa, delle braccia o delle gambe umane. Questa sorprendente somiglianza tra il corpo dell’uomo e la mandragora è uno dei puzzle della scienza naturale e
è il vero motivo per cui questa pianta e` stata venerata. Nell’Iside Svelata, la signora Blavatsky nota che la mandragora sembra occupare sulla terra il punto in cui i regni vegetale e animale si incontrano, come fanno gli zoofiti e i polipi nel mare. Questo pensiero apre un vasto campo di speculazioni sulla natura di questa pianta animale.
Secondo una superstizione popolare, la mandragora si ritrasse dall’essere toccata e, piangendo con voce umana, si aggrappò disperatamente al terreno in cui era incastonata. Chiunque
avesse sentito il suo pianto è morto o è diventato matto. Per aggirare
questa tragedia, era consuetudine scavare attorno alle radici della mandragola fino a quando la pianta era
completamente libera e poi legare un’estremità di una corda attorno al gambo e fissare l’altra fine a un cane. Il cane, obbedendo alla chiamata del suo padrone, trascinava quindi la radice dalla terra diventando vittima della maledizione mandragora. Una volta sradicata, la pianta sarebbe diventata gestibile. Durante il Medioevo, gli amuleti di mandragola accentuavano la somiglianza tra la radice di mandragora e il corpo umano. Come la maggior parte delle superstizioni, la credenza nei poteri peculiari della mandragola erano fondati su un’antica dottrina segreta riguardante la vera natura della
pianta. “È un narcotico leggero”, dice Eliphas Levi, “ed aveva virtù afrodisiache, che la rendevano molto importante tra gli stregoni tessaliani. È questa radice il vestigio ombelicale della nostra origine terrestre, come ha suggerito un certo misticismo magico? Non osiamo affermarlo seriamente, ma è vero che l’uomo e` stato prodotto dalla terra e la sua prima apparizione deve essere stata sotto forma di uno schizzo approssimativo. Le analogie della natura ci costringono ad ammettere la nozione, almeno come possibilità. I primi uomini erano, in questo caso, una famiglia di giganteschi mandriani, animati dal sole, che venivano prodotti dalla terra “.
(Vedi Magia Trascendentale).

La cipolla casalinga era venerata dagli egiziani come simbolo dell’universo perché i suoi anelli e strati rappresentavano i piani concentrici in cui era divisa la creazione secondo i misteri ermetici. Inoltre si pensava avesse grandi virtu` medicinali. A causa delle proprietà peculiari derivanti dalla sua pungenza, la pianta dell’aglio era un potente agente nella magia trascendentale. Fino ad oggi non è stato trovato alcun mezzo migliore per il trattamento dell’ossessione, del vampirismo e di certe forme di follia – specialmente quelle
derivanti dalla medianità e dalle influenze delle larve elementali – rispondono immediatamente all’uso dell’aglio Nel Medioevo si credeva che la sua presenza in una casa fosse utile a difendersi da tutti i poteri malvagi.

Le piante trifogliate, come il trifoglio, erano utilizzate da molti culti religiosi e rappresentano il principio della Trinità. Si suppone che St. Patrizio abbia usato il trifoglio per illustrare questa dottrina della Divina Trinità. La ragione per la santità aggiuntiva conferita da una quarta foglia è che il quarto principio della Trinità è l’uomo, e la
presenza di questa foglia significa quindi la redenzione dell’umanità.
Corone furono indossate durante l’iniziazione ai Misteri e la lettura del libri sacri per significare che questi processi sono stati consacrati alle divinità. Sul simbolismo delle ghirlande, scrive Richard Payne Knight: “Invece di perle, ghirlande di fogliame, in generale
di alloro, olivo, mirto, edera o quercia, appaiono sulle monete, a volte circondando figure simboliche, e talvolta come corone sulle loro teste. Tutti questi erano sacri per alcune peculiari personificazioni della divinità, e significative di alcuni attributi particolari, e, in generale, tutti i sempreverdi erano simbologie dionisiache; cioè, simboli del potere generativo, a significare perpetuità di gioventù e vigore, come i cerchi di perline e diademi significano la perpetuità dell’esistenza. (Vedi Linguaggio simbolico di arte antica e
Mitologia.)

 

Soros conferma che sta perdendo in Europa

Il mese scorso a Davos, George Soros ha completamente rovesciato la sua posizione verso la Cina, facendo eco all’amministrazione Trump (tra tutte le cose) e mettendo in guardia il mondo contro l’ascesa della Cina rispetto alla sua precedente posizione.

La ragione principale di questo cambiamento di idea da parte di Soros riguardo la Cina deriva dalla sua paura che l’Unione europea non raggiunga i suoi obiettivi diventando la prossima grande potenza mondiale soggiogando cosi` i cinesi, ma piuttosto teme che si dissolva come l’Unione Sovietica.

Alla fine ha trasmesso queste paure in un altro dei suoi famigerati editoriali su Project Syndicate (link RT qui). In breve, l’articolo dice che gli europei devono liberarsi di ciò che li rende individui per amore di Madre Europa.

L’Unione europea è l’ideale più alto e, come tale, dovrebbe essere quello a cui tutti gli europei dovrebbero aspirare. Questa è la più alta forma di pensiero collettivista.

E` ora di tirare la cinghia contro le orde di gente che non vogliono morire dissanguate leggermente, che non vogliono vedere la loro cultura sradicata, i loro quartieri distrutti e la loro dignità di persone distrutta.

Ho letto trattati megalomani nella mia vita, ma questo è stato a dir poco impressionante.

Potrei (e forse dovrei) entrare punto per punto in tutte le terribili supposizioni di Soros, ma sappiamo tutti le misfatte di questo agitatore marxista.

La parte importante di questo editoriale non è la sostanza, che a sua volta e` stata progettato per far girare i cosiddetti ai conservatori, ma il motivo per cui è stato scritto in primo luogo.

George Soros sta perdendo.

Le persone potenti escono dall’armadio e implorano in questo modo quando stanno perdendo. Gli imperi non negoziano, dettano. Lo stesso vale per i finanzieri miliardari che sono il prodotto delle bolle che hanno aiutato a gonfiare, ma rifiutano di accettare la responsabilità per quando esplodera`.

No, è colpa di quei selvaggi euroscettici che non sono sufficientemente impegnati nella causa. Tutti voi non siete abbastanza svegli nella “terra di Soros”.

Persone come Soros acquistano influenza dietro le quinte per ottenere quello che vogliono. Soros uscendo da dietro il sipario racconta di quanto sia diventato ansioso.

Invece di sembrare un profeta, sembra un vecchio pieno di soldi in tasca, senza cognizione di causa e che vuole parlare del suo libro.

Non è diverso dai marxisti stanchi e ammuffiti del Partito Democratico negli Stati Uniti e in Italia e dai loro utili idioti, i quali sostengono che il socialismo non ha fallito, semplicemente non è stato ancora implementato correttamente.

Quindi 150 milioni di persone morte (senza contare le guerre) nel 20 ° secolo non sono una confutazione abbastanza grande?

Puoi rinominarlo ‘Socialismo Democratico’ o ‘Stakeholder Capitalism’ o quello che vuoi, ma alla fine è ancora solo un gruppo di radical chic, seduti a giocare a Dio mentre il resto di noi fatica a sostenere i costi per andare avanti.

Benvenuti nel socialismo mondiale

Il socialismo democratico è stato l’ideologia politica dominante dell’epoca, risalente all’era progressista. Tutti voi siete stati responsabili in una forma o nell’altra negli ultimi 90 anni e Soros pensa che la ragione per cui il suo esperimento di ingegneria sociale definito l’UE sta fallendo e` a causa di obsoleti sistemi di partito politico frutto della lotta tra lavoro e capitale.

Non sono scioccato che George abbia sbagliato tutto da quando ha guadagnato i suoi soldi per aggiustare i mercati valutari, avendo ottenuto i suoi soldi né attraverso il lavoro ne` attraverso la creazione di beni capitali.

L’hybris è la rovina di tutti i governanti e aspiranti imperatori. E se vivesse in una epoca diversa, potrebbe essere stato in grado di farcela.

Ma le comunicazioni globali, le forze naturali del decentramento e le leggi fondamentali sia della fisica che dell’economia, lo hanno raggiunto prima che i suoi sogni potessero venire alla luce.

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Video: Georgia Guidestones – I comandamenti del Nuovo Ordine Mondiale

Regno Unito: Madre arrestata di fronte ai suoi bambini per aver chiamato “uomo” un attivista transessuale su Twitter

La polizia britannica ha arrestato una madre di fronte ai suoi figli per aver definito un attivista trans un uomo in una discussione su Twitter, con un giudice che successivamente ha emesso un’ingiunzione che le ha vietato di riferirsi alla “precedente identità maschile” della persona.
La 38enne Kate Scottow, di Hitchin, Hertfordshire, ha detto che è stata “arrestata in casa sua da tre agenti, con la sua bambina autistica di dieci anni e il figlio di 20 mesi mentre lo allattava al seno” nei commenti postati sul Mumsnet forum online, secondo il Mail on Sunday.

“Sono stata poi detenuta per sette ore in una cella senza prodotti sanitari (di cui ho fatto richiesta) prima di essere interrogata e poi rilasciata (ma comunque sotto inchiesta) … Sono stata arrestata per molestie perché ho mis-genderizzato qualcuno su Twitter. ”

Gli agenti di polizia le hanno preso le impronte digitali le hanno scattato foto e le hanno sequestrato il laptop e il telefono cellulare mesi dopo che l’hanno arrestata il 1 ° dicembre, ostacolando i suoi studi universitari.

Il The Mail On Sunday dice che la polizia dell’Hertfordshire ha confermato l’arresto, dicendo al giornale: “Prendiamo sul serio tutti i casi di comunicazione malevola”.

In particolare, si dice che la signora Scottow sia stata interrogata a riguardo dell’attivista trans Stephanie Hayden durante una discussione sul fatto che le persone trans dovrebbero essere in grado di cambiare legalmente il genere attraverso un semplice processo di autoidentificazione con poca o nessuna supervisione medica.

Hayden aveva fatto notizia alla fine del 2018 per aver avviato procedimenti legali contro lo scrittore di commedie di sinistra Graham Linehan per aver usato il suo nome di nascita maschile, descrivendolo come “una grave violazione della sua privacy… Sono pronto a ricorrere alla legge se le persone superano la linea “.

Sembra che sia stata intrapresa un’azione legale nei confronti di Scottow, con il vice giudice Jason Coppel, che ha emesso un’ingiunzione provvisoria contro di lei che la proibisce di “riferirsi ad [Hayden] definendola un uomo” o di alludere alla “precedente identità maschile” di Hayden.

Hayden ha in passato sostenuto campagne per smantellare i tabelloni pubblicitari che raffiguravano la definizione da dizionario di donna come “donna umana adulta” in quanto offensivi, e per forzare gli accademici che contestano il fatto che qualcuno nato maschio possa davvero diventare una donna a dimettersi dalle posizioni universitarie, secondo il The Times.

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L’inquietante significato di “Bury a Friend” di Bilie Eilish

Billie Eilish è stata identificata dai media mainstream come il “futuro del pop”. Il suo video “Bury a Friend” è un inquietante mix di traumi mentali e possessione demoniaca. Ecco uno sguardo al mondo oscuro di Billie Eilish.

Billie Eilish è una cantante di diciassette anni che sta rapidamente diventando uno dei fiori all’occhiello dell”industria. Dopo aver firmato con Interscope Records nel 2016, il suo singolo di debutto Ocean Eyes è diventato un successo virale e il suo EP di debutto ha ormai superato 1,5 miliardi di stream in tutto il mondo. Da allora, Apple Music ha nominato la cantante Eilish come una Up Next (un titolo onorifico nel settore), Forbes ha identificato Billie come “l’artista da tenere d’occhio nel 2019″ e NME ha affermato che e` la giovane più chiacchierata del pianeta”. Per aggiungere carne al fuoco, Billie è presente in entrambe le colonne sonore ufficiali di 13 reasons why di Netflix. È anche apparsa in innumerevoli riviste e sta già lavorando in diversi progetti di moda.

In breve, la macchina promozionale sta facendo un buon lavoro per l’uscita del suo primo album When We All Fall Asleep, Where Do We Go ?. Tuttavia, alcuni fan hanno notato che, mentre Billie si addentrarva sempre di piu` nell’industria musicale, piu` la sua intera persona diventava sempre più oscura. Mentre il suo personaggio “annoiato, con gli occhi spalancati un tipico adolescente depresso” la rendeva popolare tra i giovani, i suoi video recenti sono orientati verso una rappresentazione totale dell’abuso e del controllo mentale basato sul trauma. Il suo ultimo singolo @bury a friend” è un altro passo in quella direzione in quanto incarna tutte le ossessioni malate dell’élite del settore. Prima di guardare il video, ecco un riepilogo della carriera di Billie Eilish.

NATA NEL BUSINESS

Non diversamente da altri artisti che sono entrati nel settore in giovane età, la famiglia di Billie Eilish è ben radicata nel mondo dello spettacolo. I suoi genitori – attori, musicisti e sceneggiatori Maggie Baird e Patrick O’Connell – sono apparsi in diversi film e serie TV. Suo fratello maggiore, Finneas O’Connell, aveva ruoli nella serie Glee e Modern Family. Scrive anche molte delle canzoni di Billie.

Billie e la sua famiglia 

Dopo aver firmato con Interscope Records, la carriera di Billie è decollata e un’intera persona è stata creata intorno a lei. Dieci anni fa, l’artista di Interscope Lady Gaga aveva come tema principale immagini del controllo mentale Monarch. Ora è il turno di Billie Eilish. Ma stavolta e` peggio.

Il nome del tour di Billie del 2018 è stato Wherees my mind. Questo è il genere di cose che uno schiavo MK dissociato direbbe.

Il gigantesco photoshoot di Billie per la rivista Garage la ritrae con tre volti: quello in mezzo è “robotico”. Un modo appropriato di raffigurare le multiple alter-personas di uno schiavo MK.

I video musicali prima di Bury a Friend sono semplici ma estremamente simbolici. Messi insieme, raccontano la storia di una ragazza che entra in un mondo oscuro e repressivo.

Nel video lovely, Billie e Khalid (un’altro giovane caro all’industria) vanno in giro come zombi senza vita dentro una scatola di vetro incatenati. In breve: due giovani artisti sotto il controllo dell’industria. Alla fine del video, Billie nasconde uno degli occhi di Khalid mentre apre uno dei suoi. Il simbolo dell’occhio che tutto vede nel contesto dell’industria musicale equivale ad essere uno schiavo del settore.

Quando la festa è finita, Billie si siede di fronte a un bicchiere di liquido nero, ovviamente incatenata.

Dopo essersi scolata l’intero bicchiere, Billie inizia immediatamente a soffocare e il liquido nero inizia a sgorgare dai suoi occhi. È difficile da guardare. Il liquido nero che ha ingerito rappresenta l’industria tossica in cui sta entrando?

Il prossimo video You should see me in a crown si addentra ancora più profondamente nel “territorio del trauma”.

Billie indossa una corona “ironica”, il tipo di corone date agli schiavi per ridicolizzarli. Dei ragni veri le stanno camminando su tutto il corpo

A un certo punto una grande tarantola pelosa striscia fuori dalla sua bocca. Non e` stata utilizzata nessuna CGI. 

Inutile dire che le scene sopra sono i peggiori incubi di molte persone giocando sulla nostra naturale, istintiva repulsione per determinate cose. Per questa ragione esatta, i ragni sono usati nella reale programmazione MK in modo da provocare traumi e dissociazione.

Una cosa scoperta dalla ricerca sulla trasmissione genetica delle conoscenze apprese dagli umani ai loro figli è che le persone nascono con certe paure. Serpenti, sangue, vedere parti del corpo interne e ragni sono tutte cose con cui le persone ci nascono. Le fobie verso queste cose sono tramandate geneticamente da una generazione all’altra. Nella ricerca di traumi da applicare ai bambini piccoli, i programmatori hanno scoperto che queste fobie naturali che si verificano nella maggior parte delle persone sin dalla nascita funzionano “meravigliosamente” per dividere la mente. Lungo questa linea, i seguenti sono esempi di traumi eseguiti per programmare gli schiavi: a. essere chiuso in uno spazio ristretto, una fossa o una gabbia con ragni e serpenti. b. essere costretti a uccidere e fare a pezzi vittime innocenti, c. Immergersi in feci, urina e sangue. Essere costretti a mangiare le precedenti. A proposito, quando il bambino viene messo in una piccola scatola con ragni o serpenti, gli verrà spesso detto che se si finge morto il serpente non li mordera`. Questo serve ai programmatori per due cose, pone le basi per i programmi di suicidio (cioè “se sei morto, allora sei salvo”) e insegna al bambino a dissociarsi. I traumi per dividere la mente non sono solo l’alta tensione o le fobie naturali, ma comprendono l’intera gamma dell’essere emotivo e spirituale della vittima.
– Fritz Springmeier, la formula degli Illuminati per creare uno schiavo del controllo mentale

La maggior parte delle cose orribili descritte sopra compaiono nei video di Billie: Il confinamento, l’ingerire del veleno, il contatto forzato con insetti ripugnanti, ecc.

BURY A FRIEND

Questa è la copertina dell’album “When we all fall asleep, where do we go?”, che è stato rilasciato con il video Bury a Friend. Gli occhi bianchi simboleggiano la mancanza di anima e / o il possesso demoniaco. Come si è visto nei precedenti articoli, molti giovani artisti sono ritratti con gli occhi bianchi (ad esempio Poppy, Trippie Redd, ecc.). L’industria ama ritrarre i loro schiavi in questo modo.

I video che portano a Bury a Friend raffigurano il “trauma e la rottura” di Billie Eilish. Bury a Friend ritrae il prodotto finale: uno schiavo MK posseduto dal demonio ma completamente maltrattato.

Il video inizia con un ragazzo che dorme e si sveglia in preda al terrore. Prima di riaddormentarsi, dice “Billie”, come se fosse il nome del demone che ha appena visto.

Billie appare quindi sotto il letto, con gli occhi completamente neri. Inizia a cantare di cose orribili.

In un’intervista, Billie ha dichiarato che il video ha qualcosa a che fare con il concetto di paralisi del sonno. La maggior parte delle persone che vivono questo fenomeno sentono una “presenza malvagia” intorno a loro. Per questo motivo, viene spesso definito “un demone nella camera da letto”. In Bury a Friend, Billie è il demone.

Mentre cammina in un corridoio (che ricorda il raccapricciante video di Elisa Lam al Cecil Hotel), i piedi di Billie si contorcono in tutti i modi innaturali, implicando di nuovo il possesso demoniaco.

Quindi, una forza invisibile prende il controllo di Billie

Mani escono dal nulla e iniziano a toccare Billie.

Le mani rappresentano i “gestori” MK: coloro che drogano, abusano, traumatizzano e programmano gli schiavi MK. Per coincidenza, tutte queste cose orribili accadono nel video.

Le mani portano con forza Billie da un posto all’altro. Qui, lei è in una stanza buia – sembra completamente “fuori di se” mentre le mani simulano abusi e strangolamento.

Mentre tutto questo sta accadendo, Billie canta una serie di cose traumatizzanti:

Step on the glass, staple your tongue (Ahh)
Bury a friend, try to wake up (Ah-ahh)
Cannibal class, killing the son (Ahh)
Bury a friend, I wanna end me

Tutte queste cose sono usate per traumatizzare gli schiavi. “Bury a Friend” è il sacrificio di sangue finale.

I gestori afferrano violentemente i capelli di Billie e sollevano la testa. Di nuovo, i suoi occhi hanno cambiato colore e lei è completamente fuori di se. Controllo mentale.

A questo punto, canta:

I wanna end me
I wanna, I wanna, I wanna… end me
I wanna, I wanna, I wanna…

Gli schiavi MK sono tentati a suicidarsi per porre fine alla loro sofferenza. Tuttavia, non possono perché hanno perso il controllo del loro corpo e del libero arbitrio.

La seconda strofa della canzone spiega che ha a che fare con un’entità che può aiutarla a diventare una star. Tuttavia, c’è un costo.

Keep you in the dark, what had you expected?
Me to make you my art and make you a star
And get you connected?
I’ll meet you in the park, I’ll be calm and collected
But we knew right from the start that you’d fall apart
‘Cause I’m too expensive

Il bridge della canzone riassume il vero significato della canzone.

For the debt I owe, gotta sell my soul
‘Cause I can’t say no, no, I can’t say no
Then my limbs all froze and my eyes won’t close
And I can’t say no, I can’t say no

Si tratta di vendere la sua anima al settore e diventare parte del suo sistema MK.

Mentre canta queste parole sconvolgenti, Billie (con gli occhi anneriti) levit, implicando di nuovo il possesso dei demoni.

La demonologia e i riti satanici sono una parte importante della programmazione MK. Come per confermare tutto, Billie è vista in una posa estremamente simbolica.

Questa specifica posa è conosciuta da secoli. Alcuni lo chiamano “l’arco dell’isteria”

Una rappresentazione dell’arco dell’isteria del neurologo del XIX secolo Jean-Martin Charcot. Il libro descrive l’isteria come “disturbi psicologici che si manifestano come sintomi neurologici”.

Per secoli, l’arco dell’isteria è stato associato alla possessone demoniaca.

Il poster di The Last Exorcism mostra una posa simile.

Probabilmente per questo motivo, l’arco dell’isteria è estremamente importante nel simbolismo dell’élite occulta.

Tony Podesta ha la scultura “Arch of Hysteria” di Louise Bourgeois a casa sua. Un intero articolo potrebbe essere scritto su questa rappresentazione finale della sofferenza umana.

Alla fine del video, Billie scompare da sotto il letto del ragazzo. Pensavi che fosse inquietante? C’e` di piu`.

A PROPOSITO DI X

Cosa significa in realtà “Bury a Friend” di Billie”? Alcuni credono che sia un riferimento alla morte di XXXtentacion.

Billie e X erano “amici intimi”. Dopo la morte di X, ha pubblicato una canzone intitolata 6.18.18, la data della sua morte.

Come potetre vedere nell’articolo sulla bizzarra morte di X, il rapper è stato coinvolto nel lato oscuro dell’industria. Inoltre, era ossessionato dal numero 666. Stranamente, nella numerologia cabalistica, la data del decesso è tradotta in 6, 6 + 6 + 6,  6 + 6 + 6.

Il ragazzo che dorme nel video di Billie voleva rappresentare X?

Considerando il fatto che Bury a Friend combina i concetti di vendere la propria anima, “a causa di un debito” con un sacco di cose malvagie, una domanda deve essere posta: X era il sacrificio di sangue richiesto per il grande debutto di Billie nel mondo dello spettacolo?

CONCLUDENDO

I media mainstream hanno etichettato Billie Eilish come “il futuro del pop”. E, come visto sopra, tutto ciò che la riguarda puzza di tossicità dell’industria musicale. Mentre è elogiata per la sua originalità, è anche un’altra giovane artista la quale sta costruendo un personaggio “senz’anima, depresso, suicida, satanico, controllato mentalmente”.

Il video di Bury a Friend riassume tutto ciò che è disgustoso nell’industria musicale. Descrive l’abuso di una giovane ragazza per mano di persone invisibili mentre si trasforma in un demone malvagio e posseduto. Comprende tutte le ossessioni malate dell’élite occulta che sono visualizzate da milioni di adolescenti.

Dal momento che è la nave perfetta per spingere l’agenda del settore, la sua carriera sta decollando e otterrà un sacco di visibilità. Ne vale la pena?Nelle parole di Billie:

For the debt I owe, gotta sell my soul
‘Cause I can’t say no, no, I can’t say no

Fonte

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Pesci, Insetti, Animali, Rettili e Uccelli (Seconda Parte)

Come emblemi appropriati di vari attributi umani e divini, gli uccelli furono inclusi nel simbolismo religioso e filosofico sia dai pagani che dai cristiani allo stesso modo. La poiana era significativa della crudelta`; l’aquila del coraggio; il pellicano del sacrificio di se stessi; e il pavone dell’orgoglio. La capacità degli uccelli di lasciare la terra e volare in alto verso la fonte di luce ha comportato il loro essere associati con l’aspirazione, la purezza e la bellezza. Le ali erano
quindi spesso aggiunte a varie creature terrene nel tentativo di suggerire trascendenza. In quanto il loro habitat era tra i rami degli alberi sacri nei cuori delle antiche foreste, gli uccelli erano anche considerati i messaggeri designati degli spiriti degli alberi e gli dei della natura vivevano in questi boschetti consacrati e attraverso le loro chiare note gli dei si diceva parlassero. Molti miti sono stati inventati per spiegare il geniale piumaggio degli uccelli. Un esempio familiare è la storia del pavone di Giunone, nella cui piume della coda vennero posti agli occhi di Argus. Numerose anche le leggende americane indiane in cui sono presenti gli uccelli e l’origine dei vari colori delle piume. I Navahos dichiararono che quando tutte le cose viventi si arrampicarono sul gambo di un bambù per sfuggire al Diluvio, il tacchino selvaggio era sul ramo più basso e le penne della coda vennero trascinate nell’acqua; quindi il suo colore era “slavato”.
La gravitazione, che è una legge nel mondo materiale, è l’impulso verso il centro della materialità; la levitazione, che è una legge nel mondo spirituale, è l’impulso verso il centro di spiritualità. Visto che sembra in grado di neutralizzare l’effetto della gravità, l’uccello
si diceva che avesse una natura superiore ad altre creature terrestri; e le sue piume, grazie al loro potere, vennero accettate come simbolo di divinità, coraggio, e realizzazione. Un esempio degno di nota è la dignità associata alle penne d ‘aquila dagli Indiani d’America. Gli angeli sono stati raffigurati con le ali perché, come gli uccelli, erano considerati gli intermediari tra gli dei e gli uomini e abitavano l’aria o il regno centrale tra il cielo e la terra. Come la cupola dei cieli era paragonata a un teschio nei Misteri gotici, cosi` gli uccelli che
volavano attraverso il cielo erano considerati pensieri della Divinità. Per questo motivo i due corvi messaggeri di Odino erano chiamati Hugin e Munin – pensiero e memoria. Tra i greci e i romani, l’aquila era l’uccello nominato di Giove e di conseguenza significava le forze in rapido movimento del Demiurgo; era quindi riconosciuto come il signore mondano degli uccelli, in contraddizione con la fenice, che era
simbolico del sovrano celeste. L’aquila caratterizzava il sole nella sua fase materiale e anche l’immutabile legge demiurgica sotto la quale tutte le creature mortali devono piegarsi. L’Aquila era anche il simbolo ermetico dello zolfo, e significava il misterioso fuoco dello Scorpione–
il segno più profondamente significativo dello zodiaco e la Porta del Grande Mistero. Essendo uno dei tre simboli dello Scorpione, l’aquila, come la Capra di Mendes, era un emblema dell’arte teurgica e dei processi segreti con cui il fuoco infernale dello scorpione è stato trasmutato nella fiamma spirituale degli dei. Tra alcune tribù indiane d’America il tuono è tenuto in particolare stima. Si dice infatti che la divinità viva sopra le nuvole; lo sbattere delle sue ali causerebbe il
brontolio che accompagna le tempeste, mentre le scintille dei suoi occhi sono il lampo.
Gli uccelli significavano anche il respiro vitale; e tra gli egiziani, i misteriosi uccelli con teste umane, portavano nei loro artigli i simboli dell’immortalità, sono spesso mostrati in bilico come emblemi dell’anima liberata sui corpi mummificati dalla morte. In Egitto il falco era il simbolo sacro del sole; e Ra, Osiride sono spesso raffigurati con le teste dei falchi. Il gallo, era un simbolo di
Cashmala (Cadmillus) nei Misteri di Samotracia, ed è anche un simbolo fallico sacro al sole Fu accettato dai greci come l’emblema di Ares (Marte) e tipizzato da vigilanza e difesa. Quando posizionato al centro di una banderuola indica il sole in mezzo ai quattro angoli della creazione. I greci sacrificarono un gallo agli dei al momento di entrare nei Misteri Eleusini. Si suppone che Sir Francis Bacon mori` dopo aver inserito della neve all’interno del pollame. E` forse questo un simbolo dell’iniziazione di Bacon ai Misteri pagani che esistevano ancora ai suoi tempi?
Sia il pavone che l’ibis erano oggetti di venerazione perché distrussero i rettili velenosi che venivano comunemente considerati emissari degli dei infernali. A causa della miriade di occhi nelle penne della coda, il pavone fu accettato come simbolo di saggezza e, a causa del suo aspetto generale, è stato spesso confuso con la favolosa fenice dei Misteri. C’è una curiosa convinzione riguardo al fatto che la carne del pavone non vada in putrefazione anche dopo un tempo considerevole. Come una conseguenza di questa credenza il pavone divenne l’emblema dell’immortalità, perché la natura spirituale dell’uomo – come la carne di questo uccello – è incorruttibile.
Gli egiziani pagarono gli onori divini all’ibis e fu addirittura un crimine cardinale ucciderne uno per errore. Si è affermato che l’ibis potrebbe vivere solo in Egitto e che se trasportato in un paese straniero sarebbe morto di dolore. Gli egiziani hanno dichiarato che questo uccello è il
preservatore di raccolti e particolarmente degno di venerazione perché ha cacciato i serpenti alati della Libia che il vento soffio` in Egitto. L’ibis era sacro a Thoth e quando la testa e il collo erano infilati sotto la sua ala il suo corpo assomigliava da vicino al cuore di un essere umano . (Vedi le Antichità di Montfaucon.) L’ibis bianco e nero era sacro alla luna; ma tutte le forme erano venerate perché distrussero le uova di coccodrillo, essendo il coccodrillo un simbolo del detestato Tifone. Gli uccelli notturni erano simboli appropriati sia della stregoneria che delle scienze divine segrete: stregoneria perché la magia nera non può funzionare alla luce della verità (giorno) ed è potente solo quando circondata dall’ignoranza (notte); e le scienze divine perché erano in grado di vedere attraverso l’oscurità dell’ignoranza e della materialità. Gufi e pipistrelli erano quindi spesso associati a stregoneria o saggezza. L’oca era un emblema della prima sostanza o condizione primitiva da cui e all’interno della quale i mondi sono stati modellati Nei Misteri, l’universo è stato paragonato a un uovo che l’Oca Cosmica aveva deposto nello spazio. A causa della sua oscurità il corvo era il simbolo del caos o l’oscurità caotica che precede la luce della creazione. La grazia e la purezza del cigno era emblematica della grazia spirituale e della purezza dell’iniziato. Questo
uccello rappresentava anche i Misteri che spiegavano queste qualità nell’umanità. Questo spiega le allegorie degli dei (la saggezza segreta) che si incarnano nel corpo di un cigno (l’iniziato).
L’avvoltoio, la poiana e il condor rappresentavano quella forma della divinita` che smaltendo rifiuti e altra materia pericolosa per la vita e la salute dell’umanità purifica le sfere inferiori. Questi uccelli sono stati quindi adottati come simboli dei processi disintegrativi che portano a compimento mentre apparentemente distruggono, e da alcune religioni sono stati erroneamente considerati come malvagi. Ad uccelli come il pappagallo e al corvo fu concessa la venerazione perché, essendo in grado di imitare la voce umana, sono stati considerati come collegamenti tra i regni umano e animale. La colomba, accettata dal cristianesimo come emblema dello Spirito Santo, è estremamente
emblematica nel paganesimo antico e altamente venerata. In molti degli antichi Misteri ed è rappresentante della terza persona della Triade Creativa o il Fabbricante del mondo. Come i mondi inferiori sono stati portati all’esistenza attraverso un processo generativo, così la colomba e` stata associata a quelle divinità identificate con le funzioni procreative. È sacra per Astarte, Cibele, Iside, Venere, Giunone, Mylitta e Afrodite. A causa della sua gentilezza e la devozione ai suoi piccoli, la colomba era considerata l’incarnazione dell’istinto materno. La colomba è anche un emblema di saggezza, poiché rappresenta il potere e l’ordine con i quali i mondi inferiori sono mantenuti. È stata a lungo accettata come un messaggero della volontà divina e significa l’attività di Dio. Il nome colomba è stato dato agli oracoli e ai profeti. “Il vero nome della colomba era Ionah o Iönas; era un emblema molto sacro; fu adottato dagli Ebrei; e la mistica Colomba era considerata un simbolo dai giorni di Noè a tutti coloro che erano della Chiesa di Dio. Il profeta inviato a Ninevah come messaggero di Dio si chiamava Giona o Colomba; il precursore del nostro Signore, il Battista, fu chiamato in greco con il nome di Ioannes; e così fu l’Apostolo dell’Amore, l’autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse, di nome Ioannes. “(Analisi di Bryant di Ancient Mythology.) In massoneria la colomba è il simbolo della purezza e dell’innocenza. È significativo che nei Misteri pagani la colomba di Venere fu crocifissa sui quattro raggi di una grande ruota, prefigurando così il mistero del crocifisso Signore dell’Amore. Anche se Mohammed ha guidato le colombe dal tempio alla Mecca, occasionalmente è raffigurato con una colomba seduta sulla sua spalla come simbolo di ispirazione divina. Nei tempi antichi le effigi delle colombe furono poste sulle teste degli scettri per significare che quelli che li portavano erano guidati dalla prerogativa divina. Nell’arte mediovale, la colomba era spesso raffigurata come emblema della benedizione divina.

LA FENICE

Clemente, uno dei padri ante-Nicea, descrive, nel primo secolo dopo Cristo,  la natura peculiare e abitudini della fenice, in questo saggio: “C’è un certo uccello che è chiamato Fenice. Questo è l’unico del suo genere e vive cinquecento anni. E quando il tempo della sua morte si avvicina, si costruisce un nido di incenso, e mirra e altre spezie, in cui, quando il tempo è compiuto, entra e muore. Ma mentre la carne si decompone viene prodotto un certo tipo di verme, che, essendo
nutrito dai succhi dell’uccello morto, produce piume. Quindi, quando acquisisce forza, prende quel nido in cui sono le ossa del suo genitore, e portandole passa dalla terra d’Arabia in Egitto, alla città chiamata Heliopolis. E, nella giornata di apertura, volando agli occhi di tutti gli uomini, le pone sull’altare del sole, e avendo fatto questo,
si affretta a tornare alla sua precedente dimora. I sacerdoti quindi ispezionano i registri delle date scoprono che e` ritornato esattamente dopo 500 anni. ”

Pur ammettendo di non aver visto l’uccello della fenice (ce n’era solo uno vivo), Erodoto amplifica un po ‘la descrizione di Clement: “Raccontano una storia di cosa fa questo uccello che non mi sembra credibile: che arriva dall’Arabia, e porta l’uccello genitore, tutto intonacato di mirra, al tempio del sole, e lì seppellisce il corpo. Per poterlo portare, dicono, per prima cosa forma una palla di mirra; poi tira fuori la palla e mette dentro il suo genitore; dopo di che copre l’apertura con mirra fresca, e la palla è quindi esattamente dello stesso peso di prima; quindi lo porta in Egitto, e lo deposita nel tempio del sole. Questa è la storia che raccontano delle azioni di questo uccello. ”
Sia Erodoto che Plinio notarono la generale somiglianza nella forma tra la fenice e l’aquila, un punto che il lettore dovrebbe considerare attentamente, perché è ragionevole certo che la moderna aquila massonica era originariamente una fenice. Il corpo della fenice
è descritto come ricoperto di lucide penne viola, mentre la sua lunga coda era composta di piume erano alternativamente blu e rosse. La sua testa era di colore chiaro e sul collo vi era un cerchietto di piume d’oro. Nella parte posteriore della sua testa la fenice aveva un particolare ciuffo di piume, un fatto abbastanza evidente, anche se è stato trascurato dalla maggior parte degli scrittori e simbolisti.
La fenice era considerata sacra al sole e la lunghezza della sua vita (da 500 a 1000 anni) è stata presa come standard per misurare il movimento dei corpi celesti e anche i cicli del tempo usati nei Misteri per designare i periodi di esistenza. La dieta dell’uccello era sconosciuto. Alcuni scrittori dichiarano che sussistesse nell’atmosfera; altri che mangiava a intervalli rari ma mai in presenza dell’uomo. I massoni moderni dovrebbero realizzare lo speciale significato massonico della fenice, poiché l’uccello utilizzava rametti di acacia nella fabbricazione del suo nido. La fenice (che è il mitologico roc persiano) è anche il nome di una costellazione del sud, e quindi ha sia un significato astronomico che astrologico. Con ogni probabilità, la fenice era il cigno dei greci, l’aquila dei romani e il pavone dell’Estremo Oriente. Per gli antichi mistici la fenice era il simbolo piu` appropriato dell’immortalità dell’anima umana, proprio come la fenice è rinata dal suo corpo morto sette volte sette, così ancora e ancora la natura spirituale dell’uomo sorge trionfante dal suo corpo fisico morto. Gli ermetisti medievali consideravano la fenice un simbolo della realizzazione della trasmutazione alchemica, un processo equivalente alla rigenerazione umana. Il nome fenice è stato anche dato a una delle formule segrete alchemiche. Il noto pellicano dei Rosa Croce, che nutriva i suoi piccoli dal proprio seno, è in realtà una fenice, un fatto che può essere confermato da un esame della testa dell’uccello. La parte sgraziata del becco del pellicano è del tutto assente, la testa della fenice è molto più simile a quella di un’aquila che a quella di un pellicano. Nei Misteri era consuetudine riferirsi agli iniziati come
fenici o uomini che erano rinati, proprio come la nascita fisica dà all’uomo coscienza nel mondo fisico, così il neofita, dopo nove gradi nel grembo dei  Misteri, nasce in una coscienza del mondo spirituale. Questo è il mistero iniziatico a cui Cristo si riferì quando disse: “Tranne se un uomo rinasce, non potra` vedere il regno di Dio “(Giovanni III 3). La fenice è un simbolo appropriato di questa verità spirituale.
Il misticismo europeo non era morto al momento della fondazione degli Stati Uniti d’America. La mano dei Misteri controllo` la creazione del nuovo governo, in quanto la firma dei Misteri può ancora essere vista sul Grande Sigillo degli Stati Uniti d ‘America. Un’attenta analisi del sigillo rivela una massa di simboli occulti e massonici, con protagonista la cosiddetta aquila americana – un uccello che Benjamin Franklin dichiaro` degno di essere scelto come emblema di persone  grandi, potenti e progressiste. Qui di nuovo solo lo studente del simbolismo può vedere attraverso il sotterfugio e rendersi conto che l’aquila americana sul Gran Sigillo non è che una fenice convenzionalizzata. Infatti è chiaramente visibile da un esame del sigillo originale. Gaillard Hunt involontariamente mette sotto esame molto materiale per dimostrare la convinzione che il sigillo originale portava l’uccello della Fenice e la Grande Piramide di Giza. In uno
schizzo presentato come progetto per il Grande Sigillo di William Barton nel 1782, una vera e propria Fenice appare seduta su un nido di fiamme. Questo dimostra una tendenza verso l’uso di questo uccello emblematico.

Se qualcuno dubita della presenza di influenze massoniche e occulte al tempo in cui il Grande Sigillo è stato progettato, dovrebbe dare la debita considerazione ai commenti del professore Charles Eliot Norton di Harvard, che scrisse riguardo alla piramide incompiuta e al
Occhio onnisciente che ornava il retro del sigillo, come segue: “Il dispositivo adottato dal Congresso è praticamente incapace di un trattamento efficace; può difficilmente (comunque
artisticamente trattato dallo stilista) non presentarsi come un emblema di una fraternita` massonica. “(La storia del sigillo degli Stati Uniti.)

Le aquile di Napoleone e di Cesare e l’aquila zodiacale dello Scorpione sono in realta` fenici, in quanto quest’ultimo uccello – non l’aquila – è il simbolo della vittoria spirituale e della conquista.
La massoneria sarà in grado di risolvere molti dei segreti della sua dottrina esoterica quando si rendera` conto che sia le aquile singole che quelle a due teste sono fenici e che essa è il simbolo della trasmutazione e della rigenerazione dell’energia creativa – comunemente chiamata realizzazione della Grande Opera. La fenice a due teste è il prototipo di un uomo androgino, secondo gli insegnamenti segreti arriverà un momento in cui il corpo umano avrà due midolli spinali, per mezzo del quale sarà mantenuto l’equilibrio vibratorio nel corpo. Non solo molti dei fondatori del governo degli Stati Uniti erano massoni, ma ricevettero aiuti da un corpo segreto esistente in Europa, che li ha aiutati a costruire questo paese per uno scopo particolare, noto solo a pochi iniziati. Il Gran sigillo è la firma di questo corpo esaltato – invisibile e per la maggior parte sconosciuto.

ANIMALI

Il leone è il re della famiglia animale e, come la testa di ogni regno, è sacro al sole, i cui raggi sono simboleggiati dalla criniera irsuta del leone. Le allegorie si sono perpetuate dai Misteri (come quello che il leone aprira` il libro segreto) significano che il potere solare apre i baccelli del seme, liberando la vita spirituale interiore. C’era
anche una curiosa convinzione tra gli antichi che il leone dormisse con gli occhi aperti, e per questo motivo l’animale è stato scelto come simbolo di vigilanza. La figura di un leone posto su entrambi i lati delle porte e` un emblema della tutela divina. Re Salomone era spesso simboleggiato come un leone. Per secoli la famiglia dei felini è stata considerata con particolare venerazione. In molti dei Misteri – in particolare l’egiziano – i sacerdoti indossavano la pelle di leoni, di tigri, di pantere, di pume o leopardi. Ercole e Sansone (entrambi
simboli solari) hanno ucciso il leone della costellazione del Leone e si sono vestiti nella sua pelle, asignificare quindi che rappresentavano il sole stesso quando si trovava al vertice dell’arco celeste.
A Bubastis in Egitto era il tempio della famosa dea Bast, la divinità felina dei Tolomei. Gli egiziani hanno reso omaggio al gatto, soprattutto quando la sua pelliccia era di tre sfumature o i suoi occhi di diversi colori. Per i sacerdoti il ​​gatto era simbolico delle forze magnetiche della Natura, e si circondarono di questi animali per il bene del fuoco astrale che emanava dai loro corpi. Il gatto era anche un simbolo di eternità, in quanto quando dorme si arriccia in una palla con la testa e la coda che si toccano. Tra i greci e Latini il gatto era sacro alla dea Diana. I buddisti dell’India hanno investito il
gatto con un significato speciale, ma per una ragione diversa. Il gatto era l’unico animale assente alla morte del grande Buddha, perché si era fermato sulla strada per inseguire un topo. Che il simbolo delle forze astrali inferiori non dovrebbe essere presente alla liberazione
del Buddha è significativo. Quindi gli egiziani erano in lutto alla loro morte. Se un gatto moriva di morte naturale in una casa, tutti quelli di quella casa si radevano le sopracciglia: se era un cane, si radevano la testa e tutto il corpo. Erano abituati ad imbalsamare i loro gatti morti e portali a Bubastis per essere sepolti in una casa sacra.

Il più importante di tutti gli animali simbolici era l’Apis, o toro egiziano di Menfi, che era considerato il veicolo sacro per la trasmigrazione dell’anima del dio Osiride. È stato dichiarato che l’Apis è stato concepito da un fulmine, e l’addetto alla cerimonia sulla sua selezione e consacrazione era uno dei più impressionanti nel Ritualismo egiziano. L’Apis doveva essere marcato in un certo modo. Erodoto afferma che il toro doveva essere nero con una macchia bianca quadrata sulla fronte, la forma di un’aquila (probabilmente un avvoltoio) sulla schiena, uno scarafaggio sulla (sotto) lingua e i peli della coda separati in due. Altri scrittori dichiarano che il toro sacro era segnato da ventinove simboli sacri, sul lato destro del suo corpo doveva  esserci un segno bianco nella forma di una mezzaluna Dopo la sua santificazione, l’Apis fu tenuto in una stalla adiacente al
tempio e condotto in processioni per le vie della città su alcune solenni occasioni. Era una credenza popolare tra gli egiziani che ogni bambino su cui il toro respirava sarebbe diventato illustre. Dopo aver raggiunto una certa età (venticinque anni) i’Apis veniva portato al fiume Nilo o ad una fonte sacra (le autorità si differenziano per questo
punto) e annegato, tra i lamenti della popolazione. Il lutto e il lamento
per la sua morte continuavano fino a quando veniva trovato un nuovo Apis, dichiarando che Osiride si era reincarnato, dopo di che la gioia prendeva il posto del dolore. Il culto del toro non era confinato all’Egitto, ma era prevalente in molte nazioni del mondo antico. In India, Nandi – il sacro toro bianco di Siva – è ancora l’oggetto di
molta venerazione; e sia i persiani che gli ebrei accettarono il toro come un importante simbolo religioso. Gli assiri, i fenici, i caldei e persino i greci venerarono questo animale, e Giove si è trasformato in un toro bianco per stuprare Europa. Il toro era un potente emblema fallico che indica il potere paterno creativo del Demiurgo. Alla sua morte veniva frequentemente mummificato e sepolto con lo sfarzo e la dignità di un dio in un sarcofago preparato appositamente. Scavi nel Serapeum di Memphis hanno rivelato le tombe di oltre sessanta di questi animali sacri. Come il segno che sale sopra l’orizzonte all’equinozio di primavera costituisce il corpo stellato per
l’annuale incarnazione del sole, il toro non era solo il simbolo celeste dell’uomo solare, ma, in quanto l’equinozio di primavera ha luogo nella costellazione del Toro, è stato chiamato l’interruttore o l’iniziatore dell’anno. Per questo motivo nel simbolismo astronomico il toro è
spesso mostrato mentre rompe l’uovo anulare con le sue corna. L’Apis significa inoltre che il Dio-Mente è incarnato nel corpo di una bestia e quindi che la bestia fisica si forma come sacro veicolo della divinità. La personalità inferiore dell’uomo è l’Apis in cui Osiride si incarna. Il risultato della combinazione è la creazione di Sor-Apis (Serapis) -l’ anima materiale come governante del corpo materiale irrazionale e coinvolto in esso. Dopo un certo
periodo (che è determinato dal quadrato di cinque, o venticinque anni), il corpo dell’apis viene distrutto e l’anima liberata dall’acqua che annega la vita materiale. Questo era indicativo del lavaggio della natura materiale da parte delle acque battesimali della luce divina e della verità. L’annegamento dell’Apis è il simbolo della morte e della resurrezione di Osiride. Il toro bianco era anche simbolicamente sacro come emblema designato degli iniziati. Quando l’equinozio di primavera non si verifico` più nel segno del Toro, il Dio Sole si  incarno` nella costellazione di Ariete e l’ariete divenne il veicolo dell’energia solare. Così il sole che sorge nel segno dell’Agnello Celeste trionfa sul simbolico serpente delle tenebre. L’agnello è un emblema familiare di purezza a causa della sua gentilezza e il candore della sua lana. In molti dei Misteri pagani significava il Salvatore Universale, e nel cristianesimo è il simbolo preferito di Cristo. Nei primi dipinti delle chiese si vede un agnello in piedi su una piccola collina, e dai suoi piedi sgorgare quattro ruscelli di acqua viva a significare i quattro Vangeli. Il sangue dell’agnello è la vita solare che si riversa nel mondo
attraverso il segno dell’Ariete. La capra è sia un simbolo fallico che un emblema del coraggio o dell’aspirazione nella sua sicurezza e capacità di scalare le vette più alte. Per gli alchimisti la testa di capra era il simbolo dello zolfo. La pratica tra gli antichi ebrei di scegliere un capro espiatorio su cui ammassare i peccati dell’umanità è semplicemente allegoria

IL TORO SACRO, O APIS.

L’importanza del toro come simbolo del sole all’equinozio di primavera è discussa nel capitolo dello Zodiaco e dei suoi Segni. Il toro e il bue sono antichi emblemi dell’elemento della terra – di conseguenza del pianeta stesso. Significano anche la natura animale dell’ uomo, e per questo motivo furono sacrificati sugli altari degli antichi Misteri come quello Ebreo e druidico. Plutarco scrisse: “L’Apis dovrebbe essere considerato da noi, come una fiera e bella immagine dell’anima di Osiride. “Osiride rappresenta la natura spirituale del basso mondo che viene assassinato e distribuito attraverso la sostanza delle sfere; Apis è l’emblema del mondo materiale all’interno del quale è la natura spirituale– Osiride. L’Apis è anche il simbolo della dottrina exoterica (o profana), in contraddizione con gli insegnamenti esoterici (o divini) rappresentati dal serpente indossato sulla fronte dei sacerdoti. Da questo è derivata l’allegoria mitologica di Serapis,
che in un certo senso non è solo la figura composita di Osiride e del mondo inferiore in cui è incarnato ma anche dei Misteri, che sono i corpi terrestri contenenti gli insegnamenti segreti o l’anima spirituale.
raffigurazione dell’Uomo SOle che è il capro espiatorio del mondo e su cui sono gettati i peccati delle dodici case (tribù) dell’universo celeste. La verità è l’Agnello Divino venerato in tutto il mondo e ucciso per i peccati del mondo, e sin dall’alba dei tempi gli Dei Salvatori di tutte le religioni sono state personificazioni di questa Verità. Il Vello d’oro cercato da Giasone e dai suoi Argonauti è l’Agnello Celeste – il sole spirituale e intellettuale. La dottrina segreta è anche caratterizzata dal vello d’oro – la lana della Vita Divina, i raggi del Sole della Verità. Suidas dichiara che il vello d’oro sarebbe stato in realtà un libro, scritto sulla pelle, che conteneva le formule per la produzione di oro per mezzo della chimica. I Misteri erano istituzioni erette per la trasmutazione dell’ignoranza di base in preziosa illuminazione. Il drago dell’ignoranza era la terribile creatura impostata per proteggere il vello d’oro e rappresenta l’oscurità del vecchio anno che combatte con il sole al momento del suo passaggio equinoziale. I cervi erano sacri nei misteri bacchici dei greci; i Baccanti erano spesso vestiti di pelli di cervi. I cervi erano associati all’adorazione della dea della luna e le orge bacchiche venivano di solito condotte di notte. La grazia e la velocità di questo animale fecero si che venisse accettato come il simbolo appropriato dell’abbandono estetico. I cervi erano oggetti di
venerazione in molte nazioni. In Giappone, branchi di cervi sono ancora mantenuti in connessione con i templi.
Il lupo è solitamente associato al principio del male, a causa della cattiveria della sua natura. Nella mitologia scandinava il
Fenris Wolf era uno dei figli di Loki, il dio infernale dei fuochi. Con il tempio di Asgard in fiamme su di loro, gli dei sotto il comando di Odino hanno combattuto la loro ultima grande battaglia contro le forze caotiche del male. Il lupo di Fenris divoro` Odino, il Padre degli Dei, e quindi distrusse l’universo Odino. Qui il Fenrislupo rappresenta quei poteri irragionevoli della natura che rovesciarono la creazione primitiva. L’unicorno, o monocoro, era una creazione molto curiosa degli antichi iniziati. È descritto da Thomas Boreman come “una bestia, che ha un solo corno, che cresce dal centro della sua fronte. La sua testa ricorda quella di un cervo, i suoi piedi quelli di un elefante, la coda quella di un cinghiale e il resto del corpo un cavallo. Il corno è di circa un piede e mezzo di lunghezza. La sua voce è come quella di un bue. La sua criniera e i suoi capelli sono di un colore giallastro. Il suo corno è duro come il ferro, e ruvido ritorto o arricciato, come una spada fiammeggiante; molto dritto, nitido, e ovunque nero, tranne la punta.
Gli vengono attribuite grandi virtù, come cura contro i veleni e di diverse malattie. “(Vedi le credenze passate di Redgrove.)
Mentre l’unicorno è menzionato più volte nella Scrittura, nessuna prova è ancora stata dimostra riguardo la sua esistenza. J. P. Lundy crede che il corno dell’unicorno simboleggi l’orlo della salvezza citato da San Luca che, pungendo i cuori degli uomini, li trasforma. I mistici cristiani medievali hanno impiegato l’unicorno come emblema di Cristo, e questa creatura deve quindi significare la vita spirituale
nell’uomo Il singolo corno dell’unicorno può rappresentare la ghiandola pineale, o terzo occhio, che è il centro di cognizione spirituale nel cervello. L’unicorno fu adottato dai Misteri come
un simbolo della natura spirituale illuminata dell’iniziato, il corno con cui si difende essendo esso stesso la spada fiammeggiante della dottrina spirituale contro cui nulla può prevalere.

Nel Libro di Lambspring, un raro tratto ermetico, appare un’incisione raffigurante un cervo e un unicorno che stanno insieme in un bosco. L’immagine è accompagnata dal seguente testo: “I Saggi dicono che due animali sono in questa foresta: uno glorioso, bello e
rapido, un cervo grande e forte; l’altro un unicorno. Se applichiamo la parabola alla nostra arte, chiameremo la foresta il corpo. L’unicorno sarà lo spirito in ogni momento. Il cervo non desidera altro nome se non quello dell’anima. Lui che sa domare e padroneggiarli con l’arte, accoppiarli e guidarli nella nostra forma, potra` giustamente essere chiamato Maestro. ”

Il diavolo egiziano, Tifone, era spesso simboleggiato dal mostro Set che ha la sua identità oscura. Ha un naso bizzarro e le orecchie a punta, e potrebbe essere stato una iena convenzionale. Il mostro Set viveva nelle tempeste di sabbia e vagava per il mondo promulgando il male. Gli egiziani collegarono l’ululato dei venti del deserto con il
grido lamentoso della iena. Così quando nel profondo della notte la iena inviava il suo lamento doloroso suonava come l’ultimo grido disperato di un’anima persa nelle grinfie di Tifone. Tra i doveri di questa creatura malvagia c’era quello di proteggere i morti egiziani
contro i ladri di tombe. Tra gli altri simboli di Tifone c’era l’ippopotamo, sacro al dio Marte perché Marte fu intronizzato nel segno dello Scorpione, la casa di Tifone. Anche l’asino era sacro
a questo demone egiziano. I primi cristiani furono accusati di adorare la testa di un asino. Un animale simbolo più curioso è il maiale, sacro a Diana, e frequentemente impiegato nei Misteri come emblema dell’ arte occulta. Il cinghiale che ha distrutto Atys mostra l’uso di questo animale nei Misteri. Secondo i Misteri, la scimmia rappresenta la condizione dell’uomo prima che l’anima razionale entrò nella sua costituzione. Quindi rappresenta l’uomo irrazionale. Da alcuni la scimmia è vista come una specie non eretta dalle gerarchie spirituali; da altri come uno stato di decadimento in cui l’uomo è stato privato della sua natura divina attraverso la degenerazione. Gli antichi, benché evoluzionisti, non hanno tracciato l’ascesa dell’uomo attraverso la
scimmia; pensavano che la scimmia si fosse separata dalla radice principale del progresso. Occasionalmente la scimmia veniva impiegata come simbolo di apprendimento. Il Cinocefalo, la scimmia dalla testa di cane, era il simbolo geroglifico egiziano della scrittura, e
era strettamente associato a Thoth. Cinocefalo è il simbolo della luna e Thot del pianeta Mercurio. A causa dell’antica credenza che la luna seguisse Mercurio nei cieli il cane-scimmia era descritto come il fedele compagno di Thoth. Il cane, a causa della sua fedeltà, denota la relazione che dovrebbe esistere tra discepolo e maestro o tra l’iniziato e il suo Dio. Il cane pastore era un tipo di sacerdozio. La capacità del cane di percepire e seguire persone invisibili per miglia simboleggiava
il potere trascendentale con cui il filosofo segue il filo della verità attraverso il labirinto dell’errore terreno. Il cane è anche il simbolo di Mercurio. La stella del cane, Sirius o Sothis era sacra agli egiziani perché presagiva le inondazioni annuali del Nilo. Come animale da soma il cavallo era il simbolo del corpo dell’uomo costretto a sostenere il peso della sua costituzione spirituale. Al contrario, ha anche caratterizzato la natura spirituale dell’uomo costretto a mantenere il peso della personalità materiale. Chirone, il centauro, mentore di Achille, rappresenta la creazione primitiva che era il progenitore e l’istruttore dell’umanità, come descritto da Beroso. Il cavallo alato e il tappeto magico entrambi simboleggiano la dottrina segreta e il corpo spiritualizzato dell’uomo. Il cavallo di legno di
Troia, che nascondeva un esercito per la conquista della città, rappresenta il corpo dell’uomo che nasconde al suo interno quelle infinite potenzialità che in seguito verranno avanti e conquisteranno il suo ambiente. Di nuovo, l’Arca di Noè, rappresenta la natura spirituale dell’uomo che contiene una serie di potenzialità latenti che successivamente diventano attive. L’assedio di Troia è un racconto simbolico del rapimento dell’anima umana (Elena) da parte di
Paride e la sua redenzione finale, attraverso la lotta perseverante, – dell’esercito greco sotto il comando di Agamennone.

 

Gli insegnamenti segreti idi tutte le ere: Pesci,Insetti,Animali, Rettili e Uccelli (Prima Parte)

Le creature che abitavano l’acqua, l’aria e la terra erano adorate da tutte le razze dell’antichità. Rendendosi conto che i corpi visibili sono solo simboli di forze invisibili, gli antichi veneravano il potere divino attraverso i regni inferiori della natura, perché le creature meno evolute e più semplicemente costituite rispondevano piu` prontamente agli impulsi creativi degli dei.

Ogni creatura esistente manifesta qualche aspetto dell’intelligenza o del potere dell’Eterno L’Uno, che non può mai essere conosciuto se non attraverso uno studio e un apprezzamento delle sue diverse e inconcepibili parti. Quando viene scelta una creatura, quindi, per simboleggiare la mente umana concreta o qualche principio astratto nascosto è perché le sue caratteristiche dimostrano questo principio invisibile nell’azione visibile. Pesci, insetti, animali, rettili e
uccelli appaiono nel simbolismo religioso di quasi tutte le nazioni, perché le forme e le abitudini di queste creature e gli ambienti in cui esistono li collegano strettamente ai vari poteri generativi e germinativi della Natura, che sono stati considerati come prova della divina onnipresenza.

I primi filosofi e scienziati, rendendosi conto che tutta la vita ha la sua origine nell’acqua, hanno scelto il pesce come simbolo del germe vitale. Il fatto che i pesci siano più prolifici rende la similitudine ancora più adatta. Mentre i primi sacerdoti potrebbero non aver posseduto gli strumenti necessari per analizzare lo spermatozoo, hanno concluso per deduzione che assomigliava ad un pesce.
I pesci erano sacri per i Greci e per i Romani, essendo connessi con l’adorazione di Afrodite (Venere). Un’interessante sopravvivenza del ritualismo pagano si trova nell’abitudine di mangiare pesce venerdì Freya, in onore del quale il giorno è stato nominato, era la Venere scandinava, e questo giorno era sacro tra molte nazioni alla dea della bellezza e della fecondità. Questa analogia collega ulteriormente il pesce con il mistero procreativo. Il venerdì era anche sacro ai seguaci del profeta Maometto. La parola suora significa sia pesce che crescita, e come dice Inman: “Gli ebrei furono condotti alla vittoria del Figlio del Pesce i cui altri nomi erano Giosuè e Gesù (il Salvatore). Nun è ancora il nome di una donna devota “della fede cristiana, tra i primi cristiani
tre pesci erano usati per simboleggiare la Trinità, e il pesce è anche uno degli otto sacri simboli del grande Buddha. Il delfino era sacro
sia ad Apollo (il Salvatore Solare) che a Nettuno. Si credeva che questo pesce trasportasse i naufraghi in paradiso sul suo dorso. Il delfino è stato accettato dai primi Cristiani come emblema di Cristo, perché i pagani avevano visto questa bella creatura come amico e benefattore dell’uomo. L’erede al trono di Francia, il Delfino, si è assicurato il suo titolo da questo antico simbolo pagano del potere conservatore divino. I primi sostenitori del cristianesimo paragonarono i convertiti ai pesci, che al tempo del battesimo “ritornavano di nuovo nel mare di Cristo”.

I popoli primitivi credevano che il mare e la terra fossero abitati da strane creature e presto i libri di zoologia presentarono curiose illustrazioni di animali compositi, rettili e pesci, che non esistevano al momento con cui gli autori mediovali compilarono questi voluminosi libri. Negli antichi riti iniziatici dei misteri persiani, greci ed egiziani i sacerdoti si camuffavano da creature composte, simboleggiando in tal modo diversi aspetti di coscienza umana. Hanno usato uccelli e rettili come emblemi delle loro varie divinità, spesso creando forme dall’ aspetto grottesco e assegnando loro tratti immaginari, abitudini e locazioni, che erano tutti simbolici di un certo spirito e verità trascendentali nascoste ai profani. La fenice costruiva il suo nido di
incenso e fiamme. L’unicorno aveva il corpo di un cavallo, i piedi di un elefante e la coda di un cinghiale. La metà superiore del corpo del centauro era umana e la metà inferiore equina. Il pellicano degli ermetisti nutriva i suoi piccoli dal proprio seno e da questo uccello
furono assegnati altri attributi misteriosi che avrebbero potuto essere veri solo allegoricamente. Sebbene considerato da molti scrittori del Medioevo come vere creature viventi, nessuno di questi – escluso il pellicano – sono mai esistiti al di fuori del simbolismo dei Misteri.
Forse hanno avuto origine da animali poco conosciuti. Nel tempio, tuttavia, diventavano una realtà, poiché lì rappresentavano le molteplici caratteristiche della natura umana. La mantichora aveva alcuni punti in comune con la iena; l’unicorno poteva somigiare ai rinoceronti con un solo corno. Per lo studente della saggezza segreta questi animali compositi. e gli uccelli rappresentano semplicemente le varie forze che lavorano nei mondi invisibili. Questo è un punto che quasi tutti gli scrittori sul tema sembrano avere trascurato. (Vedi Mistrorum Historia di Vlyssis Aldrovandi, 1642 e Physica
Curiosa, di P. Gaspare Schotto, 1697.)

Ci sono anche leggende della comparsa di una razza o di creature composite che esistevano prima della razza umana e che fu distrutta dagli dei. I templi dell’antichità conservavano i propri documenti storici e possedevano informazioni riguardo al mondo preistorico che non è mai stato rivelato ai non iniziati. Secondo questi documenti, la razza umana si è evoluta da una specie che partecipava in qualche modo alla natura di un anfibio, perché in quel momento l’uomo primitivo aveva le branchie di un pesce ed era in parte coperto di scaglie. In misura limitata, l’embrione umano dimostra la possibilità di una tale condizione. Come risultato della teoria dell’origine dell’uomo
nell’acqua, il pesce era considerato il progenitore della famiglia umana. Ciò ha dato origine all’ittiolatria dei caldei, dei fenici e dei bramini. Gli indiani d’America credono che le acque di laghi, fiumi e oceani siano abitate da un popolo misterioso, gli “Indiani d’acqua”.
Il pesce è stato usato come emblema della dannazione; ma tra i cinesi simboleggia la contentezza e la fortuna, e i pesci appaiono su molte delle loro monete. Quando Tifone, o Set, il genio della malvagità egizia, aveva diviso il corpo del dio Osiride in quattordici
parti, gettò una parte nel fiume Nilo, dove, secondo Plutarco, fu divorato da tre pesci – il lepidotus (probabilmente il lepidosiren), il phagrus e l’oxyrynchus (una forma di luccio). Per questo motivo gli egiziani non avrebbero mangiato la carne di questi pesci, credendo che farlo sarebbe divorare il corpo del loro dio. Se usato come simbolo
del male, il pesce rappresentava la terra (la natura inferiore dell’uomo) e la tomba (il sepolcro di i misteri). Così fu Giona per tre giorni nella pancia del “grande pesce”, come fu Cristo tre giorni nella tomba.
Molti dei primi padri della chiesa credevano che la “balena” che inghiotti` Giona fosse il simbolo di Dio Padre, che, quando lo sfortunato profeta fu gettato in mare, accettò Giona nella sua stessa natura finché non raggiunse un luogo sicuro. La storia di Giona è davvero una leggenda di iniziazione ai Misteri, e il “grande pesce” rappresenta l’oscurità dell’ignoranza che avvolge l’uomo quando viene gettato dalla nave (es nasce) nel mare (vita). L’usanza di costruire navi nella forma di pesci o uccelli, comune nei tempi antichi, potrebbe aver dato origine alla storia, e forse Giona fu semplicemente raccolto da un’altra nave e portato in porto, la forma della nave suggeri` il nome di “grande” pesce “. (” Veritatis simplex oratio est! “) Più probabilmente la” balena “di Giona si basa sulla creatura mitologica pagana, dell’ippocampo, in parte cavallo e parte delfino, per i primi anni le statue e le sculture cristiane mostrano la creatura composta e non una vera balena. È ragionevole supporre che i misteriosi serpenti marini, che, secondo leggende Maya e Toltechi, portarono gli dei in Messico erano navi vichinghe o caldee, costruite a forma di mostri marini compositi o draghi. H. P. Blavatsky avanza la teoria che la parola cetus, la grande balena, sia derivata da keto, un nome per il dio pesce,
Dagon, e che Giona era in realtà confinato in una cella scavata nel corpo di una statua gigantesca di Dagon dopo essere stato catturato dai marinai fenici e portato a destinazione in una delle loro città. Non c’è dubbio che vi sia un grande mistero nascosto nella gigantesca forma di ceto, che è ancora conservato come costellazione.
Secondo molti frammenti sparsi esistenti, la natura inferiore dell’uomo era simboleggiata da una creatura tremenda e goffa che assomiglia a un grande serpente di mare, o drago, chiamato leviatano. Tutti i simboli che hanno forma o movimento serpentino indicano l’energia solare in una delle sue molte forme. Questa grande creatura del mare rappresenta quindi la forza vitale solare imprigionata nell’acqua e anche l’energia divina che scorre attraverso il corpo dell’uomo, dove,
fino a quando non viene trasmutata, si manifesta come un mostro contorto: l’avidità dell’uomo, le passioni e la lussuria. Tra i simboli di Cristo come il Salvatore degli uomini ce ne sono un gran numero
in relazione al mistero della sua natura divina nascosta nella personalità di Gesu`. Gli gnostici dividevano la natura del Redentore cristiano in due parti: quella di Gesù, un uomo mortale; l’altro, Christos, una personificazione del Nous, il principio della Mente Cosmica. Nous, il più grande, esistette nel periodo di tre anni (dal battesimo alla crocifissione) usando la veste carnale dell’uomo mortale (Gesù). Al fine di illustrare questo punto e nasconderlo allo stesso tempo all’ignorante, molte creature strane, e spesso ripugnanti, sono state usate per celare magnifici organismi. Kenealy, nei suoi appunti sul Libro di Enoch, osserva: “Perché il bruco era un simbolo del Messia è evidente; perché, sotto un aspetto umile, strisciante e totalmente terrestre, nasconde la bella forma della farfalla, con le sue ali raggianti, che emula nei suoi vari colori l ‘arcobaleno, il Serpente, il salmone, lo scarabeo, il pavone e il delfino morente .

INSETTI

Nel 1609 venne pubblicato l’Amphitheatrum Sapientiæ Æternæ di Henry Khunrath. Eliphas Levi ha dichiarato che tra le sue pagine sono nascosti tutti i grandi segreti della filosofia magica. In questo lavoro si mostra che le scienze ermetiche sono state attaccate da pedagoghi bigotti e ignoranti del diciassettesimo secolo. Per esprimere il suo totale disprezzo per i suoi calunniatori, Khunrath ha fatto di ognuno una bestia composita, aggiungendo orecchie d’asino. Ha utilizzato la parte superiore della foto per alcuni piccoli maldicenti a cui ha dato la forma appropriata. L’aria era piena di strane creature – grandi dragoni volanti, rane alate, uccelli con teste umane e altre strane forme che sfidano la descrizione: pettegolezzi, dispetti, calunnie e altre forme di persecuzione contro l’arcano segreto dei saggi. Il disegno indica
che i loro attacchi erano inefficaci. Gli insetti velenosi erano spesso usati per simboleggiare il potere mortale della lingua umana.
Insetti di tutti i tipi erano anche considerati emblematici degli spiriti della natura e dei daemoni, in quanto si credeva che entrambi abitassero nell’atmosfera. Disegni medievali che mostrano maghi
nell’atto di invocare spiriti, spesso ritraggono i misteriosi poteri dell’altro mondo, che il congiurante esorcizzava, mentre apparivano di fronte a lui composizioni insettiformi. I primi filosofi sembravano avere l’opinione che le malattie che spazzavano via comunita` sotto forma di pestilenze erano in realtà creature viventi, considerate non come un insieme di moltissimi germi, ma ritenendo l’inera piaga come una unica identita` e dandole forme orribili per simboleggiare la sua distruttività. Il fatto che le piaghe provenivano dall’aria il loro simbolo fu quello di un uccello o di un insetto.
Belle forme simmetriche sono state assegnate a tutte le condizioni naturali, mentre ai poteri innaturali o malevoli vennero assegnate  figure contorte e anormali. Il Maligno era orribilmente deformato o raffigurato composto di animali “disprezzati”. Una superstizione popolare durante il Medioevo sostenne che il diavolo aveva
I piedi di un gallo, mentre gli egizi assegnavano a Tifone (Diavolo) il corpo di un maiale. Le abitudini degli insetti sono state attentamente studiate. Quindi la formica era considerata come emblematica del lavoro e delle previsioni, così come per le provviste per l’inverno. Le locuste che arrivano in stormi, e che in alcune parti dell’Africa e dell’Asia oscurarono il sole e distrussero ogni cosa verde, erano considerate emblemi idonei di passione, malattia, odio e conflitto; in quanto queste emozioni distruggono tutto ciò che è di buono nell’anima dell’uomo e lasciano dietro di sé un deserto arido. Nel folclore delle varie nazioni, a certi insetti viene dato un significato speciale, ma quelli venerati in tutto il mondo sono lo scarabeo, il
re del regno degli insetti; lo scorpione, il grande traditore; la farfalla, l’emblema della metamorfosi; e l’ape, il simbolo dell’industria.
Lo scarabeo egiziano è una delle figure simboliche più notevoli mai concepite dalla mente dell’uomo È stato sviluppato dall’erudizione del sacerdote da un semplice insetto che, per le sue peculiari abitudini e il suo aspetto, simboleggiava correttamente la forza fisica, la risurrezione dell’anima e il Creatore Eterno e Incomprensibile. E. A. Wallis Budge dice, a riguardo, del culto del scarabeo dagli egiziani:
“Un altro punto di vista tenuto in tempi primitivi era che il cielo era un vasto prato sopra il quale un enorme coleottero strisciava, spingendo il disco del sole davanti a lui. Questo coleottero era il Dio del cielo, e, argomentando sull’esempio dello scarabeo (Scarabæus sacer), che veniva osservato mentre faceva rotolare con le zampe posteriori cio` che si riteneva contenesse le sue uova, i primi egizi pensavano che la sfera del dio del cielo contenesse il suo uovo e il sole era la sua progenie. Grazie, tuttavia, alle indagini dell’eminente, Monsieur J. H. Fabre, ora sappiamo che la sfera che il sacer Scarabæus spingeva non contiene le sue uova, ma serviva come cibo per il suo uovo, che depone in un posto preparato con cura. ” Gli iniziati dei Misteri Egizi erano a volte chiamati scarabei. Lo scarabeo era l’emissario del sole, che simboleggiava la luce, la verità e la rigenerazione. Furono collocati scarabei di pietra, scarabei a forma di cuore, lunghi circa tre pollici nella cavità cardiaca dei morti quando quell’organo veniva rimosso per essere imbalsamato separatamente come parte del processo di mummificazione. Il seguente passaggio appare nel grande libro egizio di iniziazione, il libro dei morti: “Ed ecco, tu costruirai uno scarabeo di pietra verde, e poi lo inserirai nel petto di un uomo, ed eseguira` per lui, “l’apertura della bocca”.

I riti funebri di molte nazioni hanno una sorprendente somiglianza con le cerimonie di iniziazione dei loro misteri. Ra, il dio del sole, aveva tre aspetti importanti. Come creatore dell’universo era simboleggiato dalla testa di uno scarabeo e si chiamava Khepera, che significava
“resurrezione dell’anima” e “nuova vita alla fine della mortalità”. Le mummie egiziane erano quasi sempre ornate con scarabei. Di solito uno di questi coleotteri, veniva dipinto con le ali spiegate, sulla cassa della mummia direttamente sopra il petto del morto. La scoperta di un numero così grande di piccoli scarabei di pietra indica che
erano uno degli ornamenti preferiti tra gli egiziani. A causa della sua relazione con il sole, lo scarabeo simboleggiava la parte divina della natura dell’uomo. Il fatto che le sue belle ali erano nascoste sotto il suo guscio lucido simboleggiava l’anima alata dell’uomo nascosta
nel suo involucro terreno. Ai soldati egiziani veniva dato lo scarabeo come simbolo perché gli antichi credevano che queste creature fossero tutte di sesso maschile e di conseguenza appropriati emblemi di virilità, forza e coraggio. Plutarco notò il fatto che lo scarabeo faceva rotolare la sua peculiare sfera di sterco all’indietro, mentre
l’insetto stesso era rivolto nella direzione opposta. Questo lo rese un simbolo particolarmente adatto al sole, perché questo globo (secondo l’astronomia egiziana) “girava” da ovest a est, anche se apparentemente si muoveva nella direzione opposta. Una allegoria egiziana afferma che l’alba è causata dal fatto che lo scarabeo spieghi le sue ali, che si estendono come colori gloriosi su ogni lato del suo corpo – il globo solare– e che quando incrocia le sue ali sotto il suo guscio scuro al tramonto, inizia la notte. Khepera, l’aspetto scarabeico di Ra, è spesso simboleggiato attraverso il mare celestiale in una meravigliosa nave chiamata la barca del sole.

Lo scorpione è il simbolo della saggezza e dell’autodistruzione. È stato chiamato dagli Egiziani, la creatura maledetta; il periodo dell’anno in cui il sole entra nel segno dello Scorpione segnava l’inizio del dominio di Tifone. Quando i dodici segni dello zodiaco vennero usati per rappresentare i dodici apostoli lo scorpione fu assegnato a Giuda Iscariota, il traditore. Lo scorpione punge con la sua coda, e per questo motivo è stato definito come uno che colpisce alle spalle, un falso
e una cosa ingannevole. Calmet, nel suo Dizionario della Bibbia, dichiara che lo scorpione è un emblema adatto ai malvagi e il simbolo della persecuzione. Si diceva che i venti secchi dell’Egitto fossero prodotti da Tifone, che conferiva alla sabbia il calore rovente del mondo infernale e il pungiglione dello scorpione. Questo insetto era anche il simbolo del fuoco spinale che, secondo i Misteri Egizi, distruggeva l’uomo quando lo si accumulava alla base della spina dorsale (la coda dello scorpione). La stella rossa Antares nella parte posteriore dello scorpione celeste era considerata la peggior luce nei cieli. Kalb al Akrab, o il cuore dello scorpione, fu chiamato dagli antichi luogotenente di Marte. (Vedere nota in calce al Tetrabiblo di Tolomeo.) Si credeva che Antares danneggiasse la vista, causando cecità se si alzava oltre l’orizzonte quando nasceva un bambino. Questo potrebbe riferirsi di nuovo alla tempesta di sabbia, che era capace di accecare i viaggiatori incauti. Lo scorpione era anche il simbolo della saggezza, perché il fuoco controllato era capace di illuminare e consumare. L’iniziazione ai Grandi Misteri tra i pagani si dice avvenisse solo nel segno dello scorpione. Nel papiro di Ani (Il Libro dei morti), il defunto paragona la sua anima a uno scorpione, dicendo: “Io sono una rondine, io sono quello scorpione, la figlia di Ra! “Elizabeth Goldsmith, nel suo trattato sul Simbolismo Sessuale, afferma che gli scorpioni erano un “simbolo di Selk, la dea egizia della scrittura, ed erano anche  riveriti dai Babilonesi e dagli Assiri come guardiani della porta del sole. Si diceva che sette scorpioni avessero accompagnato Iside quando stava cercando i resti di Osiride sparsi da Set “(Tifone).
Nel suo resoconto caldeano della Genesi, George Smith, copia dalla scrittura cuneiforme, per descrivere le peregrinazioni dell’eroe Izdubar (Nimrod), gettando un po ‘di luce sul dio scorpione che protegge il sole. La tavoletta che ha tradotto non è perfetta, ma il significato è abbastanza chiaro: “ogni giorno sorveglia il sorgere del sole. La sua corona era il reticolo del paradiso, e i suoi piedi erano collocati sotto l’inferno [la colonna vertebrale]. Lo scorpione custodiva il cancello, ardendo di terrore, il suo aspetto era come la morte, il Potere della sua paura scuoteva la foresta. Al sorgere del sole e al tramonto del sole, custodiva il sole; Izdubar lo ha visto ed e` rimasto terrorizzato “Tra i primi latini c’era una macchina da guerra chiamata scorpione. Era usata per lanciare frecce e probabilmente ottenne il suo nome da una lunga trave, simile alla coda di uno scorpione, che si sollevava per scagliare le frecce. Anche le frecce scagliate da questa macchina vennero chiamate scorpioni.
La farfalla (sotto il nome di Psiche, una bella fanciulla con ali di luce opalescente) simboleggia l’anima umana a causa delle tappe che attraversa al fine di realizzare il suo potere di fuga. Le tre divisioni attraverso le quali la farfalla passa nel suo sviluppo assomiglia strettamente ai tre gradi della Scuola del Mistero. L’uomo non rigenerato, ignorante e indifeso, è simboleggiato dalla fase tra l’uovo e la larva; il discepolo, cercando la verità e meditando, dal secondo stadio, dalla larva alla pupa, nel momento in cui l’insetto entra nella sua crisalide (la tomba dei Misteri); il terzo stadio, da pupa a imago (in cui si crea la farfalla), caratterizza l’anima illuminata dispiegata dell’iniziato che sorge dalla tomba della sua natura più bassa.
Le falene notturne caratterizzano la saggezza segreta, perché sono difficili da scoprire esono nascoste dall’oscurità (ignoranza). Alcuni sono emblemi di morte, come l’Acherontia atropo, la falena dalla testa di morte, che ha un segno sul suo corpo che somiglia ad un cranio. Lo scarafaggio dell’orologio della morte, che si credeva avvertisse sull’avvicinarsi alla morte produce un particolare suono simile ad un ticchettio, è un altro esempio di insetti coinvolti negli affari umani.
Le opinioni divergono riguardo al ragno. La sua forma lo rende un emblema appropriato del plesso nervoso e dei gangli del corpo umano. Alcuni europei considerano estremamente negativo
uccidere un ragno – forse perché è considerato un emissario del Maligno, che nessuna persona desidera offendere. C’è un mistero riguardo a tutte le creature velenose, specialmente riguardo gli insetti e Paracelso insegnò che il ragno era il mezzo per una forza potente ma malvagia che i Maghi neri usavano nelle loro nefande imprese.
Alcune piante, minerali e animali sono stati sacri tra tutte le nazioni della terra a causa della loro particolare sensibilità al fuoco astrale – un misterioso agente naturale che il mondo scientifico ha contattato attraverso le sue manifestazioni come elettricità e magnetismo. La magnetite e il radium nel mondo minerale e varie piante parassitarie
nel regno vegetale sono stranamente suscettibili a questo fuoco elettrico cosmico o vigore vitale universale. I maghi del Medioevo si circondarono di creature come pipistrelli, ragni, gatti, serpenti e scimmie, perché erano in grado di appropriarsi delle forze vitali di queste specie e le usarono per il raggiungimento dei propri fini. Alcune scuole antiche di saggezza insegnarono che tutti gli insetti e i rettili velenosi sono germinati dalla natura malvagia dell’uomo, e che quando gli esseri umani intelligenti non genereranno più odio non ci saranno più animali feroci, malattie disgustose o piante ed insetti velenosi.

Tra gli indiani d’America è la leggenda di un “Uomo Ragno”, la cui ragnatela cpllegava i mondi celesti con la Terra. Le scuole segrete dell’India simboleggiano alcuni degli dei che lavorarono alla creazione dell’universo collegando i regni della luce con quelli dell’oscurità attraverso raganatele. Quindi i costruttori del sistema cosmico che tenevano insieme l’universo embrionale attraverso fili di forza invisibile a volte erano indicati come gli Dei Ragno e il loro sovrano è stato designato come Il grande Ragno. Troviamo l’alveare in massoneria come promemoria del fatto che la cooperazione e il lavoro portano al bene e alla prosperita` comune. L’ape è un simbolo di saggezza, in quanto come un piccolo insetto raccoglie il polline dai fiori, così gli uomini possono estrarre la saggezza dalle esperienze della vita quotidiana. L’ape è sacra alla dea Venere e, secondo i mistici, è una delle varie forme di vita venute sulla terra dal pianeta Venere
milioni di anni fa. Si dice che il grano e le banane abbiano un’origine simile. Questo è il motivo per cui l’origine di queste tre forme di vita non può essere rintracciata. Il fatto che le api sono governate da regine è una delle ragioni per cui questo insetto è considerato un simbolo sacro femminile. In India il dio Prana – la personificazione della forza vitale universale – è a volte mostrato circondato da un cerchio di api. Per la sua importanza nel pollenizzare i fiori, l’ape è il simbolo accettato del potere generativo. Un tempo l’ape era l’emblema dei re francesi. I governanti della Francia indossavano vesti ricamate con api e i baldacchini dei loro troni erano decorati con gigantesche figure di questi insetti. La mosca simboleggia il torturatore, a causa del fastidio che provoca agli animali. Il dio caldeo Baal era spesso chiamato Baal-Zebul, o il dio della dimora. La
parola zebùb, o zabab, significa una mosca, e Baal-Zebul divenne Baalzebub, o Belzebù, una parola che è stata tradotta liberamente per indicare la mosca di Giove. La mosca era considerata come una
forma del potere divino, a causa della sua capacità di distruggere sostanze in decomposizione e quindi promuovere la salute. La mosca potrebbe aver ottenuto il suo nome Zebub dal suo particolare ronzio. Inman crede che Baalzebub, che gli ebrei ridicolizzino come il signore delle mosche, significa veramente il Signore che ronza o mormora.

Inman ricorda il cantante Memnon nel deserto egiziano, una figura tremenda con un’Arpa Æoliana sulla cima della sua testa. Quando il vento soffiava forte questa grande statua sospirava, o mormora. Gli ebrei hanno cambiato Baalzebub in Belzebù e lo hanno reso il loro principe dei diavoli interpretando il demone come “demone”. Naudæus, nel difendere Virgilio dalle accuse di stregoneria, hanno tentato di negare completamente i miracoli presumibilmente
eseguiti da Virgilio e prodotto prove sufficienti per condannare il poeta su tutti i fronti. Tra le altre strane paure, Virgilio modellò una mosca di bronzo, e dopo un po ‘ attraverso misteriose cerimonie, venne collocata sopra una delle porte di Napoli. Di conseguenza, non entrarono piu` mosche nella citta` per otto anni.

RETTILI

Il serpente fu scelto come capo della famiglia dei rettili. Il culto del serpente in qualsiasi forma ha permeato quasi tutte le parti della terra. I tumuli di serpenti degli indiani d’america; i serpenti di pietra scolpita dell’america centrale e meridionale; i cobra incappucciati dell’India; il Pitone, il grande serpente dei greci; i serpenti sacri dei Druidi; il serpente Midgard della Scandinavia; i Naga della Birmania,
il Siam in Cambogia; il serpente di bronzo degli ebrei; il serpente mistico di Orfeo; i serpenti all’oracolo; di Delfi che si attorciglia attorno al treppiede su cui si trovava la sacerdotessa, il treppiede stesso era modellato sulla forma di serpenti contorti; i serpenti sacri conservati nei templi egizi; l’Uræus arrotolato sulla fronte del Faraoni e dei sacerdoti – tutti questi testimoniano la venerazione universale del serpente. Negli antichi Misteri il serpente che si attorcigliava su un bastone era il simbolo del bastone medico di Hermes e rimane a tutt’oggi l’emblema della professione medica. Tra quasi tutti questi popoli antichi il serpente fu accettato come il simbolo della saggezza o della salvezza. L’antipatia che la cristianità prova nei confronti del
serpente è basata sull’allegoria del giardino dell’Eden.
Il serpente è fedele al principio di saggezza, poiché induce l’uomo alla conoscenza di se stesso. Quindi la conoscenza di sé è il risultato della disobbedienza dell’uomo verso il Demiurgo, Jehovah. Come il serpente arrivo` nel giardino del Signore dopo che Dio dichiarò che tutte le creature che aveva creato durante i sei giorni di creazione erano buone non è stato spiegato in modo soddisfacente dagli interpreti della Scrittura. Nell’albero che cresce in mezzo al giardino c’è il fuoco spinale; la conoscenza dell’uso di quel fuoco spinale è il dono del grande serpente. Nonostante le affermazioni contrarie, il serpente è il simbolo e prototipo del Salvatore Universale, che riscatta i mondi dando alla creazione la conoscenza di sé e la realizzazione del bene e del male. Se non fosse così, perché Mosè innalzò un serpente di bronzo su una croce nel deserto sostenendo che tutti coloro che lo guardavano si sarebbero salvati dal veleno di serpenti minori? Non era il serpente di bronzo una profezia dell’uomo crocifisso? Se il serpente è solo una cosa malvagia, perché Cristo istrui’ i suoi discepoli a essere saggi come serpenti? La teoria accettata secondo cui il serpente è malvagio non può essere dimostrata. È stato a lungo visto come l’emblema dell’immortalità. È il simbolo della reincarnazione, o
metempsicosi, perché ogni anno perde la sua pelle, riapparendo, per così dire, in una nuovo corpo. C’è un’antica superstizione sul fatto che i serpenti non muoiono mai se non da morte violenta e che, se non venissero feriti, vivrebbero per sempre. Si credeva anche che i serpenti
inghiottissero se stessi, e questo ha comportato il loro essere considerati emblematici del Supremo Creatore, che periodicamente riassorbiva il Suo universo di nuovo in Se stesso.

Nell’Iside Svelata, H.P. Blavatsky fa questa affermazione significativa sull’origine del culto del serpente: “Prima che il nostro globo diventasse a forma di uovo o rotondo, era una lunga scia
di polvere cosmica o nebbia di fuoco, che si muoveva e si contorceva come un serpente. Questo, dicono le spiegazioni, era lo Spirito di Dio che si muoveva nel caos fino a quando il suo respiro non si incubo` nella materia cosmica e assunse la forma anulare di un serpente con la coda nella sua bocca – emblema dell’eternità nella sua spiritualità e del nostro mondo nel suo senso fisico. ” Il serpente a sette teste rappresenta la Divinità Suprema che si manifesta attraverso il Suo Elohim, o Sette Spiriti, per mezzo dei quali ha stabilito il Suo universo. Le spirali del serpente vennero usate dai pagani per simboleggiare il movimento e anche le orbite dei corpi celesti, ed è probabile che il simbolo del serpente si attorciglia attorno all’uovo – che era comune a molte delle antiche scuole misteriche – rappresentava sia l’apparente
movimento del sole intorno alla terra, e le bande di luce astrale, o il grande agente magico, che si muove incessantemente sul pianeta.

L’elettricità era comunemente simboleggiata dal serpente a causa del suo movimento. L’elettricità che passa tra i poli di uno spinterometro è serpeggiante nel suo movimento. La forza proiettata
attraverso l’atmosfera si chiamava Il Grande Serpente. Essendo simbolo della forza universale, il serpente era emblematico sia del bene che del male. La forza può abbattere e costruire. Il serpente con la coda in bocca è il simbolo dell’eternità, perché in questa
posizione il corpo del rettile non ha né inizio né fine. La testa e la coda rappresentano i poli positivi e negativi del circuito della vita cosmica. Gli iniziati dei Misteri erano spesso indicati come serpenti e la loro saggezza era considerata analoga al potere divinamente ispirato del serpente. Non c’è dubbio che il titolo “Serpenti alati” (i serafini?) fu dato a una delle gerarchie invisibili che lavoravano con la terra
durante la sua formazione iniziale. C’è una leggenda che all’inizio del mondo in cui i serpenti alati regnavano sulla Terra. Questi erano probabilmente gli esseri celesti che hanno preceduto la civiltà storica di ogni nazione. Il rapporto simbolico tra il sole e il serpente viene trovato letteralmente nel fatto che la vita rimane nel serpente fino al tramonto, anche se è tagliata in una dozzina di parti. Gli indiani Hopi consideravano il serpente in stretta comunicazione con lo Spirito terrestre. Pertanto, al momento della loro danza annuale del serpente, inviavano le loro preghiere allo Spirito della Terra santificando in modo particolare un gran numero di questi rettili e poi liberandoli per tornare sulla terra con le preghiere della tribù.

La grande rapidità di movimento manifestata dalle lucertole ha portato ad associarle con Mercurio, il Messaggero degli Dei, i cui piedi alati percorsero distanze infinite quasi istantaneamente. Un punto che non deve essere trascurato in relazione ai rettili nel simbolismo è chiaramente messo in evidenza dall’eminente studioso, il dott. H. E. Santee, nella sua Anatomia del cervello e del midollo spinale: “Nei rettili ci sono due corpi pineali, una anteriore e una posteriore, di cui la posteriore rimaneva sottosviluppata ma quella anteriore formava un occhio rudimentale, ciclopico. Nella Hatteria, una lucertola della Nuova Zelanda, proietta attraverso il forame parietale e presenta una lente imperfetta e retina e, nel suo lungo gambo, fibre nervose. ”
I coccodrilli erano considerati dagli egiziani sia come simboli di Tifone sia come emblemi della Divinità Suprema, perché, mentre sott’acqua, il coccodrillo è capace di vedere – asserisce Plutarco – sebbene i suoi occhi siano coperti da una sottile membrana. Gli egiziani dichiararono che non importa quanto lontano il coccodrillo deponesse le sue uova, il Nilo le avrebbe raggiunte nella sua prossima inondazione, in quanto questo rettile era dotato di un senso misterioso capace di riconoscere l’estensione dell’inondazione mesi prima che avvenisse. C’erano due
tipi di coccodrilli. Il più grande e feroce fu odiato dagli Egiziani, e paragonato alla natura di Tifone, il loro demone distruttore. Tifone aspettava e poi consumava tutto quello che non riusciva a passare lo scrutino dei morti. Anthony Todd Thomson descrive così il buon trattamento accordato ai coccodrilli più piccoli e domati, che gli egiziani accettavano come personificazioni del bene: “Erano nutriti quotidianamente e occasionalmente veniva versato vin brulè
nella loro la gola Le loro orecchie erano ornate di anelli d’oro e pietre preziose e le loro zampe ornate di braccialetti “.

Per i cinesi la tartaruga era un simbolo di longevità. In un tempio di Singapore un numero di tartarughe sacre sono conservate, la loro età è registrata da incisioni sui loro gusci. Gli indiani d’America usano la cresta sul retro del guscio della tartaruga come simbolo del Grande Divario tra la vita e la morte. La tartaruga è un simbolo di saggezza perché si ritira in se stessa per la sua stessa protezione. È anche un simbolo fallico, a causa della sua longevita`.
Gli indù simboleggiavano l’universo come sostenuto dalle spalle di quattro grandi elefanti che, a loro volta, stavano in piedi su un’immensa tartaruga che strisciava continuamente attraverso il caos.
La sfinge egizia, il centauro greco e il toro assiro hanno molto in
comune. Tutte sono creature composte che combinano membra umane e animali; nei Misteri significano la natura composita dell’uomo e si riferiscono sottilmente alle gerarchie di esseri celesti che hanno la responsabilità del destino dell’umanità. Queste gerarchie sono i
dodici animali sacri ora noti come costellazioni – gruppi di stelle che sono semplicemente simboli di impulsi spirituali impersonali. Chirone, il centauro, che insegna ai figli degli uomini, simboleggia le intelligenze della costellazione del Sagittario, che erano i custodi
della dottrina segreta mentre (geocentricamente) il sole stava passando attraverso il segno dei Gemelli. Il toro assiro a cinque zampe con le ali di un’aquila e la testa di un uomo è un promemoria del fatto che la natura invisibile dell’uomo ha le ali di un dio, la testa di un uomo e il corpo di una bestia. Lo stesso concetto è stato espresso attraverso la sfinge – quel guardiano armato dei Misteri che, rannicchiato alla porta del tempio, negava ingresso al profano. Così posto tra l’uomo e le sue possibilità divine, la sfinge rappresentava anche la dottrina segreta stessa. Le fiabe per bambini abbondano con
descrizioni di mostri simbolici, poiché quasi tutte queste storie sono basate sull’antico folclore mistico.