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Cern: Nuovo limite per il contenimento dell’antimateria

Gli scienziati che lavorano sul Laser Antihydrogen Physics Apparatus (ALPHA) presso il laboratorio di fisica delle particelle del Cern hanno recentemente passato un quarto d’ora adrenalico. La squadra ha creato e contenuto atomi di antidrogeno per un totale di 1.000 secondi – che sono quasi 17 minuti e 10.000 volte più a lungo del precedente tentativo di mantenerla stabile, prima di scomparire in un’esplosione annichilente, particella contro particella.

L’antidrogeno è l’antiparticella dell’idrogeno (penso l’abbiate capito), ed è di interesse per i ricercatori, perché, fondamentalmente, non sappiamo molto a proposito dell’antidrogeno nello specifico e dell’antimateria in generale. Ecco perché è notoriamente difficile da studiare. Se Antidrogeno e l’idrogeno vengono a contatto si finisce con un nulla di fatto perchè si eliminano a vicenda.

Per mantenere l’antimateria e la materia separate, la squadra Alpha ha dovuto sperimentale delle trappole magnetiche di antimateria che permettessero loro di mantenere “in esistenza” una nuvola di anti-particelle per periodi di tempo molto breve. La squadra ha dovuto “aprire” la loro trappola, dopo soli 170 millisecondi, durante gli esperimenti dello scorso anno, un periodo sufficientemente lungo per verificare di aver effettivamente creato antimateria, ma non abbastanza lungo per studiarlo.

Questa volta, sono riusciti a mantenere la nube di antidrogeno intatta per più di 16 minuti abbassando la temperatura degli antiprotoni utilizzati per creare l’idrogeno, che ha abbassato a sua volta l’energia globale all’interno della loro trappola magnetica. La svolta dovrebbe consentire ai ricercatori di fare effettive sperimentazioni sull’antidrogeno nei prossimi anni, aiutandoli a rispondere ad alcune domande fondamentali.

Per esempio, non si sa se ​​la gravità influisca sull’antimateria allo stesso modo in cui incide sulla materia normale. Cioè, gli scienziati non sanno nemmeno se l’antimateria cade verso su o verso giù. Riuscendo a costruire contenitori per questi anti elementi si sarà in grado di osservarli in maniera naturale aiutando gli scienzati nello studio dell’antimateria.

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