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Il vaticano vuole una banca centrale mondiale

Basta con Gesù, adesso ascoltate le mie politiche economiche

Il 24 ottobre, il Papa ha ufficialmente espresso il suo sostegno al movimento “Occupy Wall Street” e come Gorbaciov, ha proposto una soluzione che va esattamente nella direzione opposta alle richieste dei contestatori: un’economia regolata da un’organizzazione internazionale. In altre parole, una banca centrale mondiale. In altre altre parole, un Nuovo Ordine Mondiale.

Grazie Vaticano per la dritta. Gesù infatti fu uno dei maggiori sostenitori della finanza mondiale. Predicò anche della fondazione di un sistema economico mondiale a beneficio della sola l’elite.

Ecco un articolo che descrive come il vaticano promuova un sistema bancario uguale a quello desiderato dai Rockefeller e dal resto degli Illuminati.

  IL VATICANO CHIEDE DI VIGILARE SULLE FINANZE DEL MONDO

    Il Vaticano ha proposto Lunedì, una revisione della finanza mondiale, riproponendo l’istituzione di un’autorità sovranazionale che controlli l’economia mondiale, definendola necessaria al fine di rendere questi mercati impazziti più democratici ed etici.

    In un rapporto pubblicato dal Consiglio Pontificio di Giustizia e di Pace, il Vaticano sostenne che “alla politica – che è responsabile del bene comune” dovrebbe essere garantito il primato sull’economia e la finanza, e che le istituzioni esistenti come il Fondo Monetario Internazionale non riescono a rispondere adeguatamente ai problemi economici globali.

    Il documento nasce dalla preoccupazione della Chiesa Cattolica Romana sull’instabilità economica e sull’allargamento della diseguaglianza del reddito e della ricchezza di tutto il mondo. Problemi che trascendono il potere dei governi nazionali.

    “È giunto il momento di concepire istituzioni con competenza universale, ora che le risorse vitali sono in gioco, risorse che i singoli Stati non possono promuovere e proteggere da soli”, ha detto il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente della Pontificio Consiglio, presentando la sua relazione Lunedi. “Questo è ciò che ci ha spinto”.

    Il linguaggio del documento, è particolarmente forte. “Non dobbiamo avere paura di proporre nuove idee, anche se potrebbero destabilizzare i preesistenti equilibri di potere che prevalgono su i più deboli”, afferma il rapporto.

    Il documento propone un confronto con i movimenti di protesta che stanno sfidando il sistema finanziario mondiale, come gli indignados di Madrid e i manifestanti di Occupy Wall Street a New York City. Nonostante questo, i funzionari del Vaticano hanno affermanto che il documento non è da considerarsi un manifesto per i dissidenti insoddisfatti.

    “Il documento propone idee che sembrano essere in linea con quelle proposte dagli indignados, ma in realtà siamo in linea con il Magistero della Chiesa”, ha detto il vescovo Mario Toso, segretario del Consiglio Pontificio. “E ‘una coincidenza che condividiamo alcuni punti di vista. Ma dopo tutto, si tratta di proposte che si basano sulla ragionevolezza “.

    Il documento ci ricorda che la Chiesa cattolica, anche se non coinvolta nell’elaborazione delle politiche, cerca ancora di intervenire indirettamente. “Per funzionare correttamente l’economia ha bisogno dell’etica, e non di una qualsiasi, ma di quella che pone al centro la persona” afferma il documento, parafrasando una enciclica che Papa Benedetto XVI rilasciò nel 2009 nel quale chiedeva una maggiore responsabilità sociale nell’economia.

    Negli Stati Uniti, il rapporto è stato abbracciato dai cattolici politicamente liberali, preoccupati dal crescente divario tra ricchi e poveri. Vincent J. Miller, professore di teologia cattolica e della cultura presso l’Università di Dayton, scrisse: “E ‘chiaro che il Vaticano stia dalla parte dei manifestanti di Occupy Wall Street e di tutti coloro che vogliono restituire l’etica e il buon governo ad un settore finanziario cresciuto fuori controllo in 30 anni di sregolatezze “.

    John Gehring di Faith In Public Life, un gruppo liberale di Washington, afferma: “Nel prossimo dibattito presidenziale repubblicano, qualcuno dovrebbe chiedere a Newt Gingrich e Rick Santorum, entrambi orgogliosamente cattolici, se supportano l’idea del Vaticano di una riforma economica più robusta. “

    I cattolici politicamente conservatori, nel frattempo, si affrettano a denunciare che il documento non abbia in se la forza della dottrina della Chiesa, dal momento che è stato prodotto da un ufficio del Vaticano, non dal papa stesso.

    Scrivendo sul National Review, Samuel Gregg dell’Istituto Acton, che promuove le politiche economiche del libero mercato, commenta in questo modo il documento: “Esso riflette un pensiero economico piuttosto convenzionale di questi tempi. Purtroppo, data l’inutilità di gran parte dell’economia odierna, non risulterebbe particolarmente utile. “

    – Fonte

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