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La faraonica “citta` galleggiante” dei Rothschild

I Rothschild costruiranno una casa galleggiante composta di piramidi.

I cittadini ordinari, così come le istituzioni finanziarie si concentrano sempre sull’élite, poiché le loro azioni fanno luce su cio` che accadra` nel prossimo futuro all’umanità.

E` stato reso noto che i Rothschild (francesi e inglesi) hanno stipulato un contratto con il designer Pierpaolo Lazzarini, che presto svilupperà un progetto Wayaland per creare case galleggianti.

Le strutture si differiranno non solo per il design, ma anche per la loro adattabilità. La casa sotto forma di piramide dotata di pannelli solari e altre installazioni permetteranno di lavorare e vivere “offline”.

Vale la pena notare che i Rothschild commissionarono lo sviluppo non solo delle singole case, ma dell’intera città galleggiante. Quale sara` stato il motivo?

Ogni edificio è realizzato in vetroresina e acciaio, e verranno utilizzati per diversi scopi: uno servirà come casa e l’altro con una serra, un giardino o un teatro.

Il designer nella sua architettura si e` basato sul design giapponese in stile Waya Maya. Il costo di un edificio sarà di 350 mila euro.

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Il simbolismo esoterico del video “I, Pet Goat II”

“I, Pet Goat II” è una animazione digitale carica di messaggi nascosti e simbolismo esoterico. Mentre nel film non ci sono dialoghi, ogni simbolo racconta un pezzo di una storia che copre i campi della politica, delle cospirazioni occulte e della spiritualità. Vedremo il significato esoterico alla base del video “I, Pet Goat II”.

Prodotto dalla squadra di produzione canadese Heliofant, I, Pet Goat II è un cortometraggio animato che è diventato rapidamente virale su Internet. Lodato per le piacevoli visuali e le sue immagini interessanti, il video, tuttavia, ha lasciato molti dubbi sul significato del suo simbolismo. La politica, le cospirazioni e operazioni false flag sono mescolate con la spiritualità esoterica e il simbolismo occulto in una grande e ipnotizzante epopea.

Dopo aver visto il video, molti potrebbero dire qualcosa del tipo “Che diavolo ho appena visto?”. La trama è alquanto non lineare e nel video ci sono molti elementi criptici ed enigmatici. Non pretenderò di decodificare completamente ogni singolo fotogramma pieno di simboli del video, ma molti dei messaggi sono facilmente comprensibili a causa del piuttosto palese simbolismo.

In generale, il film sembra riguardare il clima politico e sociale degli ultimi dieci anni (quando e` stato pubblicato nel 2012 n.d.r.) – completo di presidenti fantoccio, false flags e stregoni che controllano la mente. Quindi, seguendo una figura di Cristo, lasciamo tutta la tristezza dietro per entrare in una nuova era solare. In breve, la storia parla del trionfo dell’illuminazione spirituale contro le forze dell’oscurità. Diamo un’occhiata al video e ad alcuni dei suoi molti dettagli.

I, PET GOAT II

La scena di apertura è già piena di simbolismo.

Il video inizia con una scena interessante: una capra dentro una scatola in quello che sembra essere una sorta di campo di detenzione (FEMA). La capra ha un codice a barre in testa con i numeri 6 6 6 sotto di esso. Se I, Pet Goat parla della liberazione dalle forze dell’oscurità, questa prima scena sembra raffigurare l’esatto opposto. Questa capra rappresenta coloro che sono stati “incatenati”, e sottoposti al lavaggio del cervello da parte del sistema corrotto? L’uso del pronome “I” nel titolo implica che il capro potrebbe essere, di fatto, lo spettatore stesso.

LA POLITICA: UNO SPETTACOLO DI MARIONETTE

Nella prima parte del video, un maestro burattino nascosto controlla George “Dubya” Bush all’interno di un’aula. Quando gli aerei hanno colpito il World Trade Center nel settembre 2001, Bush era in un’aula per leggere il libro My Pet Goat ai bambini. Il pavimento massonico a scacchiera della classe potrebbe significare che l’intera sciarada aveva una componente ritualistica.

Bush balla, fa facce spaventose e dice cose a caso per tenere le masse all’oscuro della verità.

Sopra Bush è un grafico interessante che descrive l’evoluzione dell’umanità dal pesce alla scimmia, a un uomo che tiene un’arma. Qual è lo stadio finale dell’evoluzione? L’uomo illuminato, rappresentato con una luce attorno alla sua testa.

Bush indossa un berretto da asino, questo cappello conico veniva dato agli studenti “più lenti” per umiliarli. Quando Bush ha finito di ridicolizzarsi, si trasforma in Obama, un uomo affascinante e distinto che indossa un cappello da laurea. Inizia in modo piacevole e amabile, ma alla fine si mette a ridere del pubblico. Mentre sembrava essere la risposta perfetta all’idiozia dell’era Bush, un fatto persiste: è semplicemente un’altra marionetta controllata dallo stesso burattinaio.

Mentre la maggior parte del pubblico è totalmente ignara di ciò che sta accadendo, una ragazza sembra andare contro corrente.

Mentre le masse sembrano sorde, mute e cieche (e trattenute dal filo spinato), questa bambina si rende conto che “questa mela non è sua e la lascia cadere”. Obama è preoccupato per il risveglio di questa ragazza.

Siamo quindi portati nel mondo esterno freddo e innevato intorno alla scuola. Su un muro, c’è un graffito con un messaggio importante.

Sulla parete della scuola c’è un graffito che dice “Salmo 23”.

Il versetto biblico a cui si riferiscono i graffiti sembra predire il viaggio che gli spettatori stanno per intraprendere.

Il Signore è il mio pastore, non mi manca niente. Mi fa sdraiare in verdi pascoli, mi guida attraverso tranquille acque, mi rinfresca l’anima. Mi guida lungo i sentieri giusti per il suo nome. Anche se percorrerò la valle dell’ombra della morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me; la tua verga e il tuo bastone, mi confortano. Prepari un tavolo davanti a me in presenza dei miei nemici. Mi ungi la mia testa con olio; la mia tazza trabocca. Sicuramente la tua bontà e il tuo amore mi seguiranno per tutti i giorni della mia vita, e io dimorerò per sempre nella casa del Signore.
– Salmo 23

UN MONDO IN ROVINA

Il mondo esterno è buio, freddo e letteralmente in rovina. È triste, corrotto e tutto sta tremando e crollando.

A un certo punto, due torri – che ricordano il WTC – cadono. Apprendiamo quindi che si trattava di un inside job.

Bin Laden indossa un distintivo della CIA, suggerendo che era uno strumento utilizzato dal governo americano per far avanzare la sua agenda. La luna crescente, un simbolo associato all’Islam, è rovesciata, il che potrebbe essere un modo per dire che tutta questa roba di Al-Qaeda è una perversione e uno sfruttamento dell’Islam.

Mentre vediamo del petrolio fuori uscire da ogni dove, una stella a sei punte appare sotto la Statua della Libertà, ribattezzata dai creatori del video “Lady of Helotry” (“helotry” significa servitù della gleba o schiavitù)

La stella a sei punte (nota anche come stella di David) appare sotto la Lady of Helotry un modo per dire che gli Stati Uniti sono fortemente influenzati da Israele?

Mentre il mondo si sta sgretolando, molte antiche istituzioni scompaiono o vengono distrutte.

Questa moschea e` distrutta da dei jet

Questo lavoratore latinoamericano sta affondando, insieme alla sua falce e martello, che rappresenta la scomparsa del marxismo nei paesi del terzo mondo. Sul sito ufficiale di Heliofant si dice: “Dopo anni di sfruttamento economico e degrado ambientale”, Juan Pepito “sente che sta per affondare.”

CONTROLLARE LE MASSE

Il mondo è sotto l’incantesimo di un malvagio stregone di nome Drako. Secondo i creatori del video, Drako è:

“Lo Stregone, la mano invisibile e lo spirito della follia che cerca sempre più controllo attraverso l’inganno, le menzogne, i veleni, i false flag, le guerre e le montagne di strutture burocratiche e legali per sottrarre l’energia degli abitanti della terra. Teme la luce del giorno e la vita stessa, e opera nell’ombra. Il suo più grande potere è il controllo che ha sull’emissione della moneta “.

Sembra un esponente degli Illuminati? Certo.

Allo stesso modo in cui gli Illuminati cercano di fare il lavaggio del cervello ai bambini sin dalla nascita, Drako pone le sue malvagie attenzione su questo bambino non ancora nato di nome Ludovic.

L’occhio rettiliano di Drako attende la nascita di Ludovic.

Nella tradizione esoterica, il simbolo dell’uovo intrecciato da un serpente è noto come l’uovo orfico. In breve, rappresenta il seme latente della vita e l’infinito potenziale della creazione. In altre parole, mentre questo bambino sembra essere senza speranza, ha ancora il potere di raggiungere il suo pieno potenziale.

Quando l’uovo si schiude e nasce il bambino, Drako prende letteralmente il controllo della sua mente in modo raccapricciante e parassitario.

Drako ha la piramide e l’occhio onniveggente trovato sulla banconota da un dollaro americano sul suo mento. Non solo rappresenta il fatto che controlla la valuta, ma rappresenta anche gli Illuminati. Sotto gli occhi di Drako c’è il detto “Ordo Ab Chao” – che significa Ordine dal Chaos, lo slogan preferito dell’élite occulta. Inoltre, il tizio ha solo un occhio aperto. Rappresenta palesemente gli Illuminati

IL LIBERATORE

In mezzo a tutto questo caos, emerge una figura con il potere di rendere tutto giusto.

Navigando su una barca cerimoniale egiziana, Gesù Cristo sembra essere in trance.

La figura simile a Cristo ha un terzo occhio dipinto proprio sulla ghiandola pineale, che si riferisce al concetto di illuminazione spirituale. Il triangolo sopra l’occhio rappresenta la divinità e quell’illuminazione conduce al contatto con la propria natura divina. I simboli sulla fronte di Cristo sono in completa opposizione alla piramide sul mento di Drako. Mentre entrambe le figure portano simboli simili sui loro volti, Cristo li mostra “correttamente” e Drako li ha invertiti, nel senso che lui (e gli Illuminati) hanno corrotto questi antichi simboli.

Chiamato dai creatori del video “Il fuoco della verità”, la figura di Cristo non è destinata a essere Gesù Cristo stesso, ma una rappresentazione del concetto di Cristo interiore definito dallo gnosticismo. Secondo questa corrente esoterica del cristianesimo, il Cristo Interiore è il potenziale trovato in tutti per raggiungere la divinità attraverso l’illuminazione spirituale. Sul sito web di Heliofant, il fuoco della verita` è descritto come:

“Sei tu!!! quando ti trovi nella consapevolezza dell’essere figlio del Divino e fratello dell’umanità !!! “

Quando la figura di Cristo respira il Fuoco della Verità sul mondo, alcuni personaggi oppressi o in difficoltà tornano in vita, come Ludovic, il bambino dentro l’uovo. Inoltre, Aali, un ragazzino musulmano apparso malconcio e morto risorge.

Il piccolo Aali si alza dai ruderi della Moschea distrutta, roteando in abiti tradizionali dei Dervisci.

Il ragazzo sta eseguendo l’antica arte del vortice Sufi, che è praticato dai Dervisci Sufi dell’ordine dei Mevlevi. I Dervisci sono un’antica corrente esoterica dell’Islam.

“I misteri della fede islamica sono sotto la custodia dei dervisci – uomini che, rinunciando alla mondanità, hanno resistito alla prova di mille tentazioni. Jelal-ud-din, il grande poeta e filosofo persiano, è accreditato di aver fondato l’Ordine di Mevlevi, o “dervisci danzanti”, i cui movimenti simboleggiano exotericamente i moti dei corpi celesti ed esotericamente sfociano nell’istituzione di un ritmo che stimola i centri della coscienza spirituale all’interno del corpo del ballerino “.
– Manly P. Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le Ere

Dervisci danzanti

La rinascita del ragazzo musulmano come Derviscio danzante segnala che esiste un legame tra lui e il Cristo Interiore: entrambi rappresentano l’iniziazione nelle scuole esoteriche, che hanno tutte un obiettivo comune: il contatto con la divinità attraverso l’illuminazione spirituale. Anche altre religioni con correnti sotterranee esoteriche come l’Induismo (rappresentato dalla danza di Shiva), sono rappresentate nel video. La figura di Cristo è forse l’Anti-Cristo che inganna tutte le religioni nel seguirlo? Forse.

Quando la figura di Cristo esce dalla cattedrale, l’edificio (protetto da un gargoyle dall’aria diabolica) si sgretola alle sue spalle.

In questa nuova era di illuminazione spirituale, elaborati edifici creati dall’uomo diventano inutili e obsoleti. Quindi si sgretolano e scompaiono.

Mentre la notte si trasforma in giorno, la figura di Cristo apre i suoi occhi di fuoco e naviga verso la luce del sole. I fiori di loto, simboli dell’illuminazione spirituale nella filosofia orientale, appaiono dietro di lui, confermando agli spettatori che la via della libertà è davvero spirituale.

CONCLUDENDO

I, Pet Goat II ha ricevuto ampi consensi per la sua abilità tecnica e la sua narrazione originale. Sebbene non vi sia alcuna narrazione o dialogo, viene prodotta una storia elaborata usando il linguaggio più antico e universale nella storia: il simbolismo. Attraverso i simboli, il film riesce a fornire una critica acre della civiltà occidentale contemporanea, per descrivere i suoi numerosi mali e persino per prevedere la sua inevitabile caduta. Ancora più importante, una completa decodifica del simbolismo del film rivela un potente messaggio di illuminazione spirituale basato sugli antichi Misteri. Mentre questo aspetto esoterico del film potrebbe non essere compreso da molti, è al centro del film e viene presentato come la soluzione definitiva ai mali e alla corruzione del mondo di oggi. La conclusione del video è, quindi, molto personale: O diventi una capra con un codice a barre 666 sulla fronte o diventi una figura cristica con un terzo occhio sulla fronte. Questa nozione di illuminazione personale è definitivamente gnostica ed è comune alla maggior parte delle scuole di pensiero esoteriche in tutte le civiltà.

Accettare o essere in disaccordo con la conclusione spirituale del video è una questione di credenze personali, ma è comunque ovvio che coloro che stanno dietro I, Pet Goat II sono “a conoscenza” di un vasto numero di conoscenze occulte, esoteriche e persino cospiratorie. Ogni scena ha dietro di sé una profonda storia – che richiede pagine e pagine di parole per essere spiegata a fondo. Qui troviamo il potere dei simboli: possono semplicemente essere ammirati per la loro bellezza estetica o possono, quando sono pienamente compresi, rivelare una storia profonda sull’umanità, su Dio e su tutto il resto.

Fonte

 

 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Le meraviglie dell’antichita`

Era una pratica comune tra i primi egizi, greci e romani installare
lampade accese nei sepolcri dei loro morti come offerte al Dio della Morte. Forse si credeva anche che il defunto potesse usare queste luci per trovare la sua strada attraverso la Valle delle Ombre. Più tardi, quando l’usanza divenne diffusa, non solo le attuali lampade ma anche miniature in terracotta delle stesse venivano sepolte con i morti. Alcune delle lampade venivano messe in vasi circolari per proteggerle; in alcuni casi e` stato anche ritrovato l’olio, in perfetto stato di conservazione, dopo più di 2.000 anni. Vi è ampia prova che molte di queste lampade erano accese quando i sepolcri vennero sigillati, ed è stato dichiarato che rimasero funzionanti anche quando i sepolcri vennero aperti centinaia di anni dopo. La possibilità di preparare una sostanza infiammabile che si rinnova appena veniva consumata è stata una fonte di notevole polemica tra gli autori mediovali. Dopo aver debitamente considerato le prove a disposizione, sembra rientrare nel reame delle possibilità che gli antichi preti-chimici abbiano fatto fabbricare lampade che bruciavano, se non indefinitamente, almeno per periodi considerevoli di tempo.
Numerose autorità hanno scritto sul tema di queste lampade perenni:. W. Wynn Westcott stima il numero di scrittori che hanno preso in considerazione l’argomento in più di 150, e H.P. Blavatsky pone la sua stima a 173. Mentre le conclusioni raggiunte dai diversi autori sono in disaccordo, la maggioranza ammette l’esistenza di queste lampade fenomenali. Solo pochi sostenevano che le lampade avrebbero bruciato per sempre, ma molti erano disposti a concedere
che potessero rimanere accese per diversi secoli senza ricaricare il liquido infiammabile. Alcuni consideravano le cosiddette luci perpetue come meri artifici dei furbi sacerdoti pagani, mentre un gran numero di persone, ammettendo che le lampade effettivamente bruciavano, affermarono che fosse il diavolo a compiere questo apparente miracolo per irretire il credulo conducendo così la sua anima alla perdizione. Su questo argomento il dotto gesuita, Athanasius Kircher, di solito affidabile, esibisce una sorprendente incoerenza. Nel suo Edipo Ægyptiacus scrive: “Non poche di queste lampade perenni sono state trovate e considerate un artificio demoniaco, E credo che le
lampade trovate nelle tombe dei Gentili dedicate al culto di alcuni dei, erano di questo tipo, perché probabilmente il diavolo le ha messi lì, in modo da ottenere una falsa adorazione ”
Avendo ammesso che le autorità affidabili difendono l’esistenza delle lampade perpetue, e che anche il diavolo si presta alla loro fabbricazione, Kircher dichiarò successivamente che l’intera teoria era disperata e impossibile, e che doveva essere classificata nella stessa categoria del moto perpetuo e della Pietra Filosofale. Avendo già risolto il problema una volta, Kircher lo risolve di nuovo – ma in modo diverso – con le seguenti parole: “In Egitto ci sono ricchi depositi di asfalto e petrolio. Che cosa fecero questi bravi compagni [i preti], quindi, se non collegare un deposito di olio ad un condotto segreto collegato ad una o più lampade, fornite di stoppini di amianto! In che modo queste lampade possono bruciare perpetuamente? Secondo me questa è la soluzione dell’enigma dell’eternità soprannaturale di queste antiche lampade. ” Montfaucon, nelle sue Antichità, concorda principalmente con le successive deduzioni di Kircher, ovvero credere che le leggendarie lampade perpetue dei templi fossero astuti congegni meccanici. Aggiunge inoltre che la credenza che le lampade bruciassero indefinitamente nelle tombe era il risultato del fatto degno di nota che in alcuni casi i fumi si riversarono fuori dagli ingressi dei caveau di recente apertura. I gruppi che successivamente scoprirono le lampade sparse per il pavimento credettero che fossero la fonte dei fumi.
Ci sono diverse storie interessanti riguardanti le scoperte di lampade perenni in varie parti del mondo. In una tomba sulla via Appia che fu aperta durante il papato di Paolo III venne ritrovata una lampada accesa che era rimasta in funzione in una volta sigillata ermeticamente per quasi 1600 anni. Secondo un resoconto scritto da un contemporaneo, un corpo – quello di una ragazza giovane e bella con lunghi capelli d’oro – è stato trovato mentre galleggiava in un
liquido trasparente sconosciuto e ben conservato come se la morte fosse avvenuta solo pochie ore prima. All’interno della volta erano un numero di oggetti significativi, che includevano diverse lampade, una delle quali illuminata. Coloro che entravano nel sepolcro dichiararono che l’apertura della porta ha spento la luce e che non si sarebbe piu` riuscito a riaccendere la luce. Kircher riprodusse un epitaffio, “TULLIOLAE FILIAE MEAE”, presumibilmente trovato nella tomba, ma che Montfaucon dichiara non essere mai esistito,, il corpo era generalmente ritenuto di Tulliola, la figlia di Cicerone.
Lampade sperenni sono state scoperte in tutte le parti del mondo. Non solo nei Paesi mediterranei ma anche in India, Tibet, Cina e Sud America. Gli esempi che seguono sono stati selezionati a caso dall’elenco imponente di lampade perpetue trovato in
età diverse.
Plutarco scrisse di una lampada che ardeva sulla porta di un tempio a Giove Ammone; i sacerdoti dichiararono che era rimasta acceso per secoli senza carburante. Sant’Agostino descrisse una lampada perpetua, custodita in un tempio in Egitto sacro a Venere,
che né vento né acqua potrebbero estinguere. Credeva che fosse il lavoro del Diavolo.
Una lampada sempre ardente fu trovata a Edessa, o Antiochia, durante il regno dell’Imperatore Giustiniano. Era in una nicchia sopra la porta della città, elaboratamente chiusa per proteggerla dagli elementi. La data dimostro` che la lampada stava bruciando per più di 500
anni. È stata distrutta dai soldati.
Durante l’alto Medioevo fu trovata una lampada in Inghilterra che era bruciata dal terzo secolo dopo Cristo. Il monumento che la contiene è stato creduto essere la tomba del padre di Costantino il Grande.

La lanterna di Pallade fu scoperta nei pressi di Roma nel 1401 d.C.
nel sepolcro di Pallade, figlio di Evandro, immortalato da Virgilio nella sua Æneide. La lampada era posta alla testa del corpo e aveva bruciato con una luce fissa per più di 2.000 anni.
Nel 1550 d.C. sull’isola di Nesis, nel golfo di Napoli, c’era una magnifica volta in marmo aperta nel quale fu trovata una lampada ancora accesa che era stata posta lì prima dell’inizio dell’era cristiana.
Pausania descrisse una bella lampada d’oro nel tempio di Minerva che bruciava costantemente per un anno senza rifornimento o con lo stoppino tagliato. La cerimonia del riempimento della lampada ebbe luogo ogni anno e il tempo fu misurato dalla cerimonia.
Secondo la Fama Fraternitatis, la cripta di Christian Rosencreutz all’apertura 120 anni dopo la sua morte fu trovata brillantemente illuminata da una lampada perpetua sospesa nel soffitto.
Numa Pompilio, re di Roma e mago di considerevole potenza, costrui` una luce perpetua nella cupola di un tempio che aveva creato in onore di un essere elementale. In Inghilterra è stata trovata una tomba curiosa contenente un automa che si muoveva quando alcune pietre nel pavimento della volta venivano calpestate da un intruso.

BASE DI UN TREPPIEDI DELFESE.
Dalle antichità di Montfaucon.
Gli avvolgimenti di questi serpenti formavano la base, e le tre teste sostenevano i tre piedi del treppiede. E` impossibile ottenere informazioni soddisfacenti sulla forma e le dimensioni del celebre tripode delfiano. Le teorie che lo riguardano si basano (in gran parte) su piccoli treppiedi ornamentali scoperti in vari
templi.

Secondo Beaumont, la figura sopra è la forma più autentica del treppiede delfico esistente; ma in quanto
il treppiede deve essere cambiato considerevolmente durante la vita dell’oracolo, le conclusioni affrettate non sono prudenti. Nella sua
descrizione del treppiede, Beaumont lo divide in quattro parti: (1) una cornice a tre (2), una bacinella o ciotola incastonata nel telaio; (e) un piano piatto o un tavolo su cui sedeva la Pizia; e (4) un cono
a coprire il tavolo, che nascondeva completamente la sacerdotessa che serviva a comunicare le previsione dell’oracolo

A quel tempo la polemica rosacrociana era al culmine, così venne deciso che la tomba era quella di un iniziato rosacrociano. Un connazionale, scoprendo la tomba ed entrando, trovò l’interno brillantemente illuminato da una lampada che pendeva dal soffitto. Mentre camminava, il suo peso deprimeva alcune pietre del pavimento. Subito la figura vestita con una armatura pesante cominciò a muoversi. Meccanicamente si alzò in piedi e colpì la lampada
con un bastone di ferro, distruggendola completamente, e quindi prevenendo efficacemente la scoperta della sostanza segreta che ha mantenuto la fiamma. Per quanto tempo la lampada stesse bruciato è sconosciuto, ma certamente lo è stato per un considerevole numero di anni.
È stato riferito che tra le tombe vicino a Menfi e nei templi bramini dell’India furono ritrovate luci in camere e serbatoi sigillati, ma l’esposizione improvvisa all’aria le estingueva e faceva evaporare il loro combustibile. Si ritiene ora che gli stoppini di queste lampade perpetue fossero fatti di treccia o tessuti d’amianto, chiamato lana di salamandra degli alchimisti, e che il combustibile era uno dei
prodotti della ricerca alchemica. Kircher tentò di estrarre il petrolio dall’amianto, essendo convinto che se il fuoco non cosumasse la sostanza un olio estratto da essa fornirebbe la lampada con un combustibile altrettanto indistruttibile. Dopo aver trascorso due anni lavorando sperimentalmente in maniera infruttuosa, ha concluso che il compito era impossibile.
Sono state conservate diverse formule per la produzione del combustibile per le lampade. In Iside Svelata, H. P. Blavatsky ristampa due di queste formule dai primi autori – Tritenheim e Bartolomeo Korndorf.

GLI ORACOLI GRECI

Il culto di Apollo includeva l’istituzione e il mantenimento di luoghi di profezia per mezzo del quale gli dei potevano comunicare con l’umanità e rivelare l’avvenire come meritato beneficio. La storia antica della Grecia abbonda di resoconti di alberi parlanti, fiumi, statue e caverne in cui ninfe, driadi o demoni avevano occupato le loro dimore
e da cui consegnarono oracoli. Mentre gli autori cristiani hanno provato a dimostrare che le rivelazioni oracolari furono consegnate dal Diavolo allo scopo di ingannare l’umanità, non hanno osato attaccare la teoria degli oracoli, a causa del ripetuto riferimento ad essi nei loro scritti sacri. Se le pietre di onice sulle spalle del sommo sacerdote di Israele rendevano nota attraverso i lampi, la volontà di Geova, allora una colomba nera, temporaneamente dotata della facoltà di parola, potrebbe davvero pronunciare oracoli nel tempio di Giove Ammone. Se la strega di Endor avrebbe potuto invocare l’ombra di Samuel, che a sua volta diede profezie a Saul, non poteva una sacerdotessa di Apollo chiamare lo spettro del suo signore per predire il destino della Grecia? I più famosi oracoli dell’antichità erano quelli di Delfi, Dodona, Trophonius e Latona, di cui le querce parlanti di Dodona erano le più antiche. Sebbene sia impossibile risalire alla genesi della teoria della profezia oracolare, è noto che molte delle grotte oracolari riconosciute da parte dai greci erano sacre molto prima dellao svilupparsi della cultura greca. L’oracolo di Apollo a Delfi rimane uno dei misteri irrisolti degli antichi. Alexander Wilder deriva il nome Delphi da delphos, l’utero. Questo nome fu scelto dai greci a rappresentazione della forma della caverna. Il nome originale dell’oracolo era Pytho, così chiamato perché le camere erano state la dimora del grande serpente Python, una creatura temibile che era sgattaiolata fuori dal limo lasciato dall’ondata che aveva distrutto tutti gli esseri umani tranne Deucalione e Pyrrha. Apollo, salendo il fianco del monte Parnaso, uccise il serpente dopo un combattimento prolungato, e gettò il corpo lungo la fessura dell’oracolo. Da quel momento il Dio Sole, soprannominato l’Apollo Pizio, diede oracoli da quel luogo.
Con Dioniso condivise l’onore di essere il dio protettore di Delfi.
Dopo essere stato sconfitto da Apollo, lo spirito di Python rimase a Delfi come il rappresentante del suo conquistatore, ed è stato con l’aiuto del suo effluvio che la sacerdotessa è stata in grado di entrare in relazione con il dio. I fumi che salgono dalla grotta si supponeva che provenissero dal corpo in decomposizione di Python. Il nome Pythoness, o Pythia, dato alla donna ierofante dell’oracolo, significa letteralmente colui che è stato gettato in una frenesia religiosa inalando i fumi derivanti dalla decomposizione della materia. È di
ulteriore interesse notare che i Greci ritenevano che l’oracolo di Delfi fosse l’ombelico del mondo, dimostrando così che consideravano il pianeta un immenso essere umano. La connessione tra il principio della rivelazione oracolare e il significato occulto dell’ombelico è un importante segreto appartenente agli antichi Misteri. L’oracolo, tuttavia, è molto più vecchio di quanto indicato nell’account precedente. Una storia del genere è stata probabilmente inventata dai sacerdoti per spiegare i fenomeni alle persone che non consideravano degne di illuminazione per quanto riguarda la vera natura esoterica dell’oracolo. Alcuni credono che la grotta delfica sia stata scoperta da un Sacerdote ipoboreano, ma nel lontano passato della storia la grotta era sacra, e arrivarono persone provenienti da tutte le parti della Grecia e dei paesi circostanti per far domande al Demone che ci dimorava. Sacerdoti e sacerdotesse custoridirono e si curarono dello spirito che illuminò l’umanità attraverso il dono della profezia.
La storia della scoperta dell’oracolo originale è in qualche modo la seguente: i pastori che portavano a pascolare le loro greggi sul lato del monte Parnaso rimasero meravigliati dalle capre che vagavano vicino ad una grande voragine sul suo sperone sud-occidentale. Gli animali saltavano quasi come se cercassero di ballare ed emettevano strane grida diverse da qualsiasi altra cosa prima udita. Alla fine uno dei pastori, curioso di apprendere la causa del fenomeno, si avvicinò, allo sfiato dal quale si alzavano fumi nocivi. Immediatamente fu preso da una estasi profetica; ballò selvaggiamente, cantò, farfugliò suoni inarticolati, e predisse eventi futuri. Altri si avvicinarono alla fessura, con lo stesso risultato. La fama del luogo si diffuse e molti vennero a sapere del futuro inalando i fumi mefitici.
Alcuni di coloro che arrivarono, non essendo in grado di controllarsi, e avendo temporaneamente ila forza di un folle si divincolarono da coloro che cercavano di trattenerli e, saltarono nella bocca, perendo. Al fine di impedire agli altri di fare allo stesso modo, fu eretto un muro
intorno alla fessura e una profetessa fu nominata per fungere da mediatore tra l’oracolo e quelli che sono venuti a porgergli domande. Secondo le autorità successivamente, fu posto un treppiede d’oro,
ornato con intagli di Apollo nella forma di Pitone, il grande serpente,
sopra la fenditura, e su questo è stato sistemato un sedile appositamente preparato,costruito in modo tale che la persona avrebbe avuto difficoltà a cadere mentre era sotto l’influenza dell’oracolo. proprio prima di quel momento, era stata fatta circolare una storia che i fumi dell’oracolo sorsero dal corpo in decomposizione di Python. È possibile che l’oracolo abbia rivelato la propria origine.
Per molti secoli, durante la sua storia antica, le vergini sono state consacrate al servizio dell’oracolo. Erano chiamate le Phoebade o Pythiæ e costituivano quel famoso ordine ora conosciuto come sacerdozio di Pythian. È probabile che le donne fossero scelte per ricevere gli oracoli perché la loro natura sensibile ed emotiva rispondeva più rapidamente e completamente a “i fumi dell’entusiasmo”

Apollo, il fratello gemello di Diana, era figlio di Giove e Latona. Apollo era completamente adulto al tempo della sua nascita. Era considerato il primo medico e l’inventore della musica e della canzone. Anche i greci lo acclamavano come padre dell’arco e della freccia. Il famoso tempio di Apollo a Delfi fu ricostruito cinque volte. Il primo tempio era formato solo da rami di alloro; il secondo era in qualche modo simile; il terzo era d’ottone e il quarto e il quinto erano probabilmente di marmo, di notevoli dimensioni e di grande bellezza. Nessun altro
oracolo in Grecia equivaleva in magnificenza a quello di Delfi nello zenit del suo potere. Gli scrittori dichiararono che conteneva molte statue di oro massiccio e argento, ornamenti meravigliosi e oggetti di valore materiale e bella fattura, donati da principi e re venuti da tutte le parti del mondo civilizzato per consultare lo spirito di Apollo che dimora in questo santuario.

Tre giorni prima del tempo impostato per ricevere le comunicazioni da Apollo, la sacerdotessa vergine iniziava la cerimonia
di purificazione. Si lavava nel pozzo castaliano, si asteneva dal mangiare, e beveva solo dalla fontana di Cassotis, che fu portata nel tempio attraverso tubi nascosti, e poco prima di montare il treppiede, masticava alcune foglie dell’albero sacro della baia. Si diceva che l’acqua veniva drogata per provocare visioni distorte, o i sacerdoti di Delfi erano in grado di produrre un gas esaltante e inebriante, distribuito da condotti sotterranei e rilasciato nel pozzo dell’oracolo parecchi piedi sotto la superficie. Nessuna di queste teorie è stata dimostrata, tuttavia, né spiega in alcun modo l’accuratezza delle previsioni. Quando la giovane profetessa aveva completato il processo di purificazione, era vestita con abiti sacri e condotta al treppiede, sul quale si sedeva, circondata da vapori nocivi che si alzano dalla fessura. A poco a poco, mentre inalava i fumi, avveniva un cambiamento in lei. Era come se uno spirito diverso entrasse nel suo corpo. Lottava,
le strappava i vestiti e pronunciava grida inarticolate. Dopo un po ‘le sue lotte cessavano. Diventava calma e una grande maestà sembrava possedeva la giovane, ed aveva gli occhi fissi nello spazio e il corpo  era rigido, pronunciava quindi le parole profetiche. Le previsioni erano solitamente sotto forma di esametro, ma le parole erano spesso ambigue e talvolta incomprensibili. Ogni suono che faceva, ogni movimento del suo corpo, veniva accuratamente registrato dai cinque
Hosii, o uomini santi, che sono stati nominati come scribi per preservare i minimi dettagli di ogni divinazione. Gli Hosii furono nominati a vita, e furono scelti dai diretti discendenti di Deucalione.

Dopo che veniva fatta la previsione, la Pizia cominciava a lottare di nuovo, e lo spirito se ne liberava. Veniva poi trasportata o sostenuta in una camera di riposo, dove rimaneva fino a che l’estasi nervosa non fosse passata. Iamblichus, nella sua dissertazione su The Mysteries, descrive come lo spirito dell’oracolo – il demonio di fuoco, o anche Apollo stesso, prendessero il controllo della Pitonessa e si manifestassero attraverso di lei: “Ma la profetessa di Delfi, sia che donasse i suoi oracoli all’umanità attraverso un spirito attenuato e ardente, che fuoriusciva dalla bocca della caverna; sia che fosse
seduta nell’adyum su un treppiede di bronzo, o su uno sgabello a quattro piedi, diventava sacra al Dio; qualunque sia il caso, si concedeva interamente a un divino spirito, e veniva illuminato con un raggio di fuoco divino. E quando, in effetti, il fuoco ascendente da
la bocca della caverna la investiva circolarmente, lei si riempieva
di esso con uno splendore divino.

Tra le celebrità che hanno visitato l’oracolo di Delfi sono stati l’immortale Apollonio di Tyana e il suo discepolo Damis. Ha fatto le sue offerte e, dopo essere stato incoronato con una corona di alloro e dato un ramo della stessa pianta da portare in mano, passò dietro
la statua di Apollo che si trovava di fronte all’ingresso della grotta e discese nel luogo sacro dell’oracolo. La sacerdotessa era anch’essa incoronata di alloro. Apollonio chiese all’oracolo se il suo nome sarebbe stato ricordato dalle generazioni future. La Pitonessa rispose in senso affermativo, ma dichiarò che sarebbe sempre stato calunniato Apollonio lasciò la caverna per la rabbia, ma il tempo ha dimostrato
l’accuratezza della predizione, in quanto i primi padri della chiesa perpetuarono il nome di Apollonio come quello dell’Anticristo. (Per i dettagli della storia vedi Histoire de la Magie.)
I messaggi dati dalla vergine profetessa furono consegnati ai filosofi dell’oracolo, il cui compito era quello di interpretarli e applicarli. Le comunicazioni erano allora consegnate ai poeti, che li traducevano immediatamente in odi e testi, esortando in forma squisita le affermazioni fatte presumibilmente da Apollo e rendendole disponibili
per la popolazione.
I serpenti erano molto in evidenza nell’oracolo di Delfi. La base del treppiede sopra al quale Pizia sedeva era formato dai corpi contorti di tre giganteschi serpenti. Secondo alcune autorità, uno dei processi utilizzati per produrre l’estasi profetica era costringere la giovane sacerdotessa a guardare negli occhi un serpente. Affascinata e
ipnotizzata, parlava poi con la voce del dio.
Sebbene le prime sacerdotesse pitiche fossero sempre fanciulle – alcune erano ancora adolescenti – in seguito fu promulgata la legge che solo le donne oltre i cinquant’anni dovevano essere le portavoce
dell’oracolo. Queste donne anziane vestite da giovani ragazze attraversavano lo stesso cerimoniale come la prima Pythiæ. Il cambiamento è stato probabilmente il risultato indiretto di una serie di assalti fatti di profani nei confronti delle sacerdotesse.
Durante la prima storia dell’oracolo di Delphian il dio parlava solo ad ogni settimo compleanno di Apollo. Col passare del tempo, tuttavia, la richiesta divenne così grande che la Pizia era costretta a sedersi sul treppiede ogni mese. I tempi selezionati per la consultazione e le domande da porre venivano determinate a sorteggio o con il voto degli abitanti di Delfi. È generalmente ammesso che l’effetto dell’oracolo delfico sulla cultura greca fosse profondamente costruttivo. James Gardner riassume la sua influenza nelle seguenti parole: “Le risposte rivelarono molti tiranni e predissero il loro destino. Attraverso i suoi mezzi molti furono salvati dalla distruzione e molti mortali perplessi guidati nel modo giusto. Ha incoraggiato le istituzioni utili e ha promosso il progresso delle scoperte utili. La sua influenza morale era dalla parte della virtù, e la sua influenza politica in
favore del progresso della libertà civile. “(vedi The Faiths of The World.)
L’oracolo di Dodona era presieduto da Giove, che profetizzò oracoli attraverso la quercia gli alberi, gli uccelli e i vasi di ottone. Molti scrittori hanno notato le somiglianze tra i rituali di Dodona e quelli dei druidi sacerdoti di Britannia e Gallia. Il famoso oracolo colomba di Dodona, scendendo sui rami delle querce sacre, non solo discuteva sulla lingua greca e sulla filosofia e religione, ma ha anche rispose alle domande di quelli che provenivano da luoghi lontani per consultarlo.
Gli alberi “parlanti”, formando un bosco sacro. Quando i sacerdoti desideravano rispondere a domande importanti, dopo attente e solenni purificazioni si ritiravano nel boschetto. Quindi si accostavano agli alberi, supplicando una risposta dal dio che vi dimorava. Quando facevano le loro domande, gli alberi parlavano con le voci degli esseri umani, rivelando ai sacerdoti l’informazione desiderata. Alcuni affermano che c’era solo un albero che parlava – una quercia o un faggio in piedi nel cuore stesso dell’antico boschetto. Il motivo era perche`si credeva che Giove abitasse questo albero che a volte era chiamato Phegonæus. I più curiosi degli oracoli di Dodona erano i vasi “parlanti” o i bollitori. Questi erano fatti di ottone e così accuratamente modellati che quando colpiti emettevano suoni per ore. Alcuni scrittori hanno descritto una fila di questi vasi e hanno dichiarato che se uno di loro veniva colpito, le sue vibrazioni sarebbero state comunicate a tutti gli altri e un frastuono terrificante
ne sarebbe derivato. Altri autori descrivono un grande vaso singolo, in piedi su un pilastro, vicino al quale si ergeva un’altra colonna, che sosteneva la statua di un bambino con in mano una frusta. Alla fine della frusta c’erano un numero di corde oscillanti munite di piccole sfere di metallo e il vento che soffiava incessantemente attraverso l’edificio aperto, faceva si che queste sfere colpissero il vaso. Il
numero e l’intensità degli impatti e il riverbero del vaso erano tenuti in estrema considerazione, ed i sacerdoti consegnarono i loro oracoli di conseguenza. Quando i sacerdoti originali di Dodona – i Selloi – scomparvero misteriosamente, l’oracolo fu servito per molti secoli da tre sacerdotesse che interpretarono i vasi e a mezzanotte interrogavano gli alberi sacri. Ci si aspettava che i clienti degli oracoli portassero offerte e dessero contributi. Un altro notevole oracolo era la Grotta di Trofonio, che stava sul lato di una collina con un’entrata così piccola che sembrava impossibile per un essere umano entrare. Dopo che il consulente aveva fatto la sua offerta alla statua di Trofonio e aveva indossato gli abiti santificati, scalava la collina fino alla grotta, portando in una mano una torta di miele. Sedendosi sul bordo dell’apertura, abbassava i piedi nella caverna. e a quel punto
tutto il suo corpo precipitava nella caverna.

Giove era chiamato Dodoneo riprendendo il nome della città di Dodona in Epiro. Vicino a questa città c’era una collina fittamente coperta con alberi di quercia che dai tempi più antichi erano stati sacri a Giove. Il boschetto era più lontano e venerato perché si credeva che le driadi, i fauni, i satiri e le ninfe dimorassero nelle sue profondità. Alle antiche querce e faggi erano appese molte catene con piccole campane di bronzo che tintinnavano giorno e notte mentre il vento
oscillava tra i rami. Alcuni affermano che la celebre colomba parlante di Dodona era in realtà una donna, perché in Tessaglia entrambe le profetesse e le colombe venivano chiamate Peleiadi. Si suppone che il primo tempio di Dodona fu eretto da Deucalione e quelli che sopravvissero alla grande alluvione. Per questo motivo
l’oracolo di Dodona era considerato il più antico della Grecia

Quando l’oracolo completava la sua rivelazione, il consulente, di solito delirante, veniva espulso con forza dalla grotta.
Vicino alla caverna dell’oracolo due fontane gorgogliavano dalla terra a pochi metri l’una dall’altra. Quelli che stavano per entrare nella grotta bevevano prima da queste fontane, le acque delle quali sembravano possedere peculiari proprietà occulte. La prima conteneva l’acqua dell’oblio e tutti quelli che ne bevevano dimenticavano i loro dolori terreni. Dalla seconda fontana scorreva l’acqua sacra di Mnemosine, o ricordo, perché in seguito permetteva
a coloro che partecipavano di ricordare le loro esperienze mentre erano nella grotta. Sebbene il suo ingresso fosse segnato da due obelischi di ottone, la grotta, circondata da un muro di
pietre bianche e nascosto nel cuore di un boschetto di alberi sacri, non presentava un aspetto imponente. Non c’è dubbio che coloro che vi entrano facessero strane esperienze, perché erano obbligati a lasciare nel tempio adiacente un resoconto completo di quello che avevano visto e sentito mentre si trovavano nell’oracolo. Le profezie furono date sotto forma di sogni e visioni, accompagnati da forti dolori alla testa; alcuni non si riprendevano mai dai postumi del delirio. Le recite confuse deile loro esperienze sono state interpretate dai sacerdoti secondo la domanda a cui dovevano rispondere.
Mentre i preti probabilmente usavano qualche erba sconosciuta per produrre i sogni o le visioni della caverna, la loro abilità nell’interpretazione confinava con il soprannaturale. Prima
consultando l’oracolo, era necessario offrire un ariete al demone della caverna, e il prete deciva in termini gerarchici e se il tempo scelto fosse propizio e sacrificio.

LE SETTE MERAVIGLIE DEL MONDO

Molti degli scultori e architetti del mondo antico furono iniziati dei Misteri, in particolare ai riti eleusini. Dall’alba dei tempi, i tagliatori di pietra e quelli di legno hanno costituito una casta divinamente oscurata. Mentre la civiltà si diffondeva lentamente sulla terra, città furono costruite e abbandonate; monumenti furono eretti agli eroi di un presente sconosciuto; i templi furono costruiti per dei che giacciono nella polvere delle nazioni. La ricerca ha dimostrato non solo che i costruttori di queste città e monumenti e gli scultori che hanno cesellato i volti imperscrutabili degli dei erano maestri dei loro mestieri, ma che nel mondo di oggi non ci sono eguali. La profonda conoscenza della matematica e dell’astronomia incarnata nell’architettura antica, e l’altrettanto profonda conoscenza dell’anatomia rivelata nelle statue greche, dimostra che gli stilisti di entrambi erano menti illuminate, profondamente colte nella saggezza che costituiva l’arcano dei Misteri. Così fu fondata la Gilda dei Costruttori, progenitori dei moderni massoni. Quando vengono impiegati per costruire palazzi, templi o per scolpire statue per i ricchi, quegli architetti e artisti iniziati nascondevano nei loro lavori la dottrina segreta, così che ora, molto tempo dopo che le loro ossa sono tornate alla polvere, il mondo si rende conto che quei primi artigiani erano effettivamente iniziati e meritevoli di ricevere i salari dei maestri massoni.

Le Sette Meraviglie del Mondo, sebbene apparentemente pensate per diversi motivi, erano davvero monumenti eretti per perpetuare gli arcani dei Misteri. Erano strutture simboliche, poste in punti particolari, e il vero scopo della loro erezione può essere percepito solo dagli iniziati. Eliphas Levi ha notato la marcata corrispondenza tra queste
Sette meraviglie e i sette pianeti. Le sette meraviglie del mondo sono state costruite dai figli della vedova in onore dei sette geni planetari. Il loro simbolismo segreto è identico con quello dei sette sigilli dell’Apocalisse e delle sette chiese dell’Asia.

1. Il Colosso di Rodi, una gigantesca statua in ottone di circa 109 piedi di altezza che richiese più di dodici anni per essere costruira, è il lavoro di un artista iniziato, Carete di Lindo. La teoria popolare – accettata da diverse centinaia di anni – che la figura stava con i piedi davanti alle entrate del porto di Rodi e che le navi completamente armate passavano tra i suoi piedi, non è mai stata provata. Sfortunatamente, la figura è rimasta in piedi, cinquantasei anni, essendo stata abbattuto da un terremoto nel 224 a.C. Le parti frantumate del Colosso rimasero sparse sul terreno per oltre 900 anni, quando furono finalmente vendute a un mercante ebreo, che portò via il metallo sulle
schiene di 700 cammelli. Alcuni credevano che l’ottone fosse stato convertito in munizioni e altri che fosse stato trasformato in tubi di drenaggio. Questa gigantesca figura dorata, con la sua corona di
raggi solari e la sua torcia alzata, significarono occultamente il glorioso Uomo solare dei Misteri, il Salvatore Universale.

2. L’architetto Ctesifonte, nel V secolo a.C., presentò alle città ioniche un piano per erigere un monumento comune alla loro dea protettrice, Diana. Il posto scelto fu Efeso, una città a sud di Smirne. L’edificio era costruito in marmo. Il tetto era supportato da 127 colonne, ciascuna alta 60 piedi e del peso di oltre 150 tonnellate. Il tempio fu distrutto dalla magia nera intorno al 356 a.C., – da un uomo mentalmente squilibrato chiamato Herostratus. In seguito è stato ricostruito, ma il simbolismo è stato perso. Il tempio originale, progettato come una miniatura dell’universo, era dedicato alla luna, il simbolo occulto della
rigenerazione.

3. Durante il suo esilio da Atene, Fidia – il più grande di tutti gli scultori greci – andò a vivere ad Olimpia nella provincia di Elide e lì progettò la sua colossale statua di Zeus, capo degli dei della Grecia. Non c’è nemmeno una descrizione accurata di questo capolavoro oggi; solo alcune vecchie monete danno un’idea inadeguata del suo aspetto generale. Il corpo del dio era ricoperto di avorio e le vesti erano d’oro battuto. In una mano si suppone tenesse un globo a sostegno di una figura della Dea della Vittoria, nel’altra uno scettro sormontato da un’aquila. La testa di Zeus era arcaica, pesantemente barbuta,
e incoronata con una corona d’ulivo. La statua era seduta su un elaborato trono decorato. Come suggerisce il nome, il monumento è stato dedicato allo spirito del pianeta Giove, – uno dei sette Logi che si inchinano davanti al Signore del Sole.

4. Eliphas Levi include il Tempio di Salomone tra le Sette Meraviglie del Mondo, dandogli il posto occupato dal Pharos, o Faro, di Alessandria. Il Pharos, che prende il nome dall’isola in cui si trovava, fu progettato e costruito da Sostrato di Cnido durante il regno di Tolomeo (283-247 a.C.). È descritto come costituito di bianco marmo e alto oltre 600 piedi.
I fuochi accesi nella parte superiore potevano essere visti per miglia in mare. È stato distrutto da un terremoto nel XIII secolo, ma i resti di esso furono visibili fino al 1350 d.C. Essendo la più alta di tutte le Meraviglie, era naturalmente assegnata a Saturno, il Padre degli dei e il vero illuminatore di tutta l’umanità.

5. Il Mausoleo di Alicarnasso era un magnifico monumento eretto dalla regina Artemisia in ricordo del suo defunto marito, re Mausolo, dal cui nome deriva la parola mausoleo. I progettisti dell’edificio erano Satiro e Pythis e quattro grandi scultori furono impiegati per ornare l’edificio. L’edificio, che era lungo 114 piedi e largo 92 piedi, era diviso in cinque sezioni principali (i sensi) e sormontato da una piramide (la natura spirituale dell’uomo). La piramide era alta 24 gradini (un numero sacro), e sull’apice c’era una statua del re Mausolo in un carro. La sua figura era alta 9 piedi e 9½ pollici. Molti tentativi sono stati fatti per ricostruire il monumento, che. è stato distrutto da un terremoto, ma nessuno ha avuto un successo totale. Questo monumento
era sacro al pianeta Marte e fu costruito da un iniziato per l’illuminazione del mondo.

6. I giardini di Semiramide a Babilonia – sorgevano all’interno del parco del palazzo di Nabucodonosor, vicino al fiume Eufrate.
Si alzavano in una piramide simile a un terrazzo e in cima c’era un serbatoio per l’irrigazione del giardini. Sono stati costruiti intorno al 600 a.C., ma il nome del paesaggista non e` stato preservato Simboleggiavano i piani del mondo invisibile e vennerp consacrati
a Venere come la dea dell’amore e della bellezza.

7. La Grande Piramide era suprema tra i templi dei Misteri. Per essere
fedele al suo simbolismo astronomico, deve essere stata costruito circa 70.000 anni fa. Era la tomba di Osiride e si credeva che fosse stata costruita dagli dei stessi, e l’architetto potrebbe essere stato l’immortale Ermes. È il monumento di Mercurio, il messaggero degli dei e il simbolo universale della saggezza.

Trophonius e suo fratello Agamede erano famosi architetti. Mentre costruivano una struttura contenente un tesoro, pensarono di lasciare una pietra mobile in modo che potessero entrare segretamente e rubare gli oggetti di valore ivi conservati.
Una trappola fu posta dal proprietario, che aveva scoperto la trama e Agamede fu catturato. Per impedire la scoperta, Trophonius decapitò suo fratello e fuggì, inseguito ferocemente. Si nascose nel boschetto di Lebadia, dove la terra si aprì e lo inghiottì. Lo spirito di Trophonius da allora in poi ha consegnato gli oracoli nel boschetto e nelle sue caverne. Il nome Trophonius significa “essere agitati, eccitati o frenetici”. E ‘stato dichiarato che le terribili esperienze attraverso le quali i consultanti passavano nelle caverne oracolari gli influenzavano così tanto che non sorrisero mai piu`. Le api che accompagnano la figura di Trophonius erano sacre perché guidavano i primi inviati dalla Boetia al sito dell’oracolo.

Il mistero di due culture gemelle: Gli Egizi e gli Inca

Gli antichi egizi (in Africa) e gli antichi pre-Incas/Incas (in Sud America) sono due civilità che si sono sviluppate ed evolute ai lati opposti del mondo e non sono mai entrate in contatto tra loro, eppure, entrambe le culture, possedevano misteriosamente la stessa arte, architettura, simbolismo, mitologia e religione. Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, conclusero che entrambe le culture sono figlie, di quel periodo aureo in cui vissero gli Atlantidei. Oggi le analogie tra Egizi ed Inca non solo vengono ignorate dagli studiosi americani e occidentali, ma sono pure soppresse.

Molte analogie sconcertanti e irrisolte collegano gli antichi Egizi ai pre-Incas/Incas -anche se entrambe le culture si sono evolute ai lati opposti del pianeta, separate dagli oceani.

Gli studiosi di epoca vittoriana, di fronte a questo enigma, ritennero che entrambe le culture ereditarono la stessa saggezza da una fonte estremamente vecchia, una “civilità madre” comune, di cui la storia si è quasi dimenticata del tutto. Per i vittoriani questa ipotesi spiegherebbe bene i paralleli presenti tra questi due popoli. Gli studiosi vittoriani hanno chiamato questo genitore comune “Atlantide”.

Oggi, gli studiosi mainstream rifiutano categoricamente la teoria di Atlantide, mostrando pure un certo grado di ostilità. I paralleli continuano infatti a rimanere ignorati.

Tuttavia non vennero ignorati in epoca vittoriana. In effetti, le menti dei più brillanti studiosi del passato credevano che Atlantide fosse reale, ecco il perché:

PIRAMIDI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono piramidi di pietra e piramidi a gradoni nel deserto lungo i fiumi e in linea con i punti cardinali. In entrambi i casi, i defunti venivano sepolti all’interno.

MUMMIE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…mummificavano i loro morti, a simboleggiare la vita oltre la morte. Le mummie furono sepolte dentro le piramidi, spesso con offerte di cibo e oggetti personali. Entrambe le culture credevano nella vita oltre la morte.

MUMMIE CON LE BRACCIA INCROCIATE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…incrociavano le braccia dei loro morti mummificati. Questo serviva per simboleggiare lo stato di “equilibrio” nella morte, raggiunto grazie ad una vita equilibrata. Le due braccia indicano gli opposti in equilibrio.

LE MASCHERE FUNERARIE D’ORO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano maschere d’oro sopra i volti dei loro morti, a simboleggiare il ritorno all’eternità, “all’altra parte” del velo, alla più alta casa nei cieli, la quale è eterna e spirituale, a differenza della terra, che è temporanea e fisica. Si trasmette anche, in senso alchemico, l’idea che, mentre erano qui, queste anime eterne abbiano preso il controllo della loro forma umana trasformandola in oro.

COLLANE CON ANIMALI ANTITETICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ornavano i loro morti con collane d’oro le cui estremità sono formate da animali a due teste rivolte verso l’esterno, a simboleggiare l’equilbrio tra la nostra natura umana e quella animale. Questo stato d’”equilibrio” è il risultato della trasformazione alchemica, ecco il perchè dell’oro.

SIMILITUDINI NELLA LAVORAZIONE DELLA PIETRA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…lavoravano in maniera molto simile la pietra, anche nei minimi dettagli. Come può essere spiegato?

LIVELLO DI PRECIONE NEL SCOLPIRE LE PIETRE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…tagliavano la pietra in maniera straordinariamente precisa, tanto che a tutt’ora è difficile inserire un foglio di carta in mezzo alle pietre. Spesso non venne utilizzata malta. Questo simboleggia il tentativo di ottenere la perfezione o di avvicinarsi ad essa, elevandosi verso lo spirituale, l’eterno, la nostra casa celeste.

PORTE TRAPEZIOIDALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruivano porte trapezoidali, che significano il progresso spirituale. Il trapezio è simile a un triangolo, che denota l’ascensione e la trascendenza spirituale. La porta trapezoidale venne utilizzata da molte culture antiche. Essa riguarda una sorta di stato futuro dell’umanità verificatosi già in un lontano passato, quando la gente era tranquilla e aveva raggiunto il nirvana. Questa porta è il simbolo della grande saggezza, una volta posseduta dai nostri antenati.

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…disegnarono due serpenti simmetrici sopra l’ingresso delle porte trapezoidali. Qui vi è l’idea di bilanciare le energie opposte, tramite questi animali gemelli in equilibrio simmetrico. Questa immagine dell’”opposto equilibrato” sembra essere l’”ideale” che veniva insegnato accedendo ai templi di cui queste porte erano le entrate.

TESCHI ALLUNGATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… allungavano i teschi dei loro figli per affinare i sensi e migliorare la visione spirituale. Questa pratica, apparentemente bizzarra non ha destato neppure il minimo scalpore tra gli studiosi.

OBELISCHI (CON GEROGLIFICI)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…… costruirono ed eressero obelischi sacri come simbolo del potere maschile, della fertilità, della nascita, della longevità e della forza. Gli obelischi erano molto rispettati: erano tra i punti di riferimento più venerati.

TEMPLI A PROVA DI TERREMOTO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono edifici antisismici utilizzando lo stesso tipo di design (inclinazione verso l’interno), che ha resistito alla prova del tempo.

RELIGIONE SOLARE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il simbolismo solare come parte distintiva della loro religione, che era sostanzialmente identica. In Egitto la divinità solare era Ra, in Perù la divinità solare era Inti. In entrambe le culture, tu sei la divinità solare, il sole è il tuo simbolo, la tua anima. Tu sei un sole. Tu sei un sole eterno divino. L’essere umano si è incarnato volontariamente nella materia, ma ora ha dimenticato il suo Sé spirituale, perdendo la via per casa.

SIMBOLOGIE SOLARI PARALLELE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…usavano divinità animali in pose simmetriche le quali fiancheggiavano un emblema solare posto al centro. Proprio come il sole equilibria perfettamente l’inverno e l’estate, ovvero le stagioni estreme… è di vitale importanza, per i nostri soli interiori (il sole simboleggia la nostra anima eterna o Sé) di bilanciare le nostre energie positive e negative gemelle come gli istinti, appetiti, ecc, al fine di rimanere in equilibrio e in armonia con la natura.

UN ANIMALE IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…ponevano sulla fronte un animale per evocare il potere del Terzo Occhio. Entrambe le culture capirono che siamo in grado di creare uno stato di trance in cui è possibile “risvegliare” “l’occhio della mente”, il nostro cosiddetto “occhio interiore”, o “Terzo Occhio”, un simbolo di illuminazione spirituale che si trova in fronte, sopra e tra i due occhi, esattamente dove l’animale si trova nell’immagine qui sopra.

SIMBOLO DELLA CROCE (CHAKANA/ANKH)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono il design a gradini, che simboleggia l’ascesa graduale dell’iniziato da uomo comune ad essere umano asceso. Roma non fu costruita in un giorno, non si trova il proprio “Cristo interiore” o “Buddha interiore” in un solo giorno. L’ascensione richiede tempo e impegno.

TRITTICO – I TEMPLI A 3 PORTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono gli stessi templi a trittico. Il design a Trittico è un fenomeno presente in tutto il mondo architettonico e che simboleggia la stessa religione universale praticata in tutto il mondo antico. La religione si basa sull’”equilibrio degli opposti”. Le porte doppie esterne simboleggiano gli opposti (la nostra natura inferiore suddivisa in parte sinistra e destra ), mentre la porta di mezzo simboleggia il punto centrale dell’eternità (il Sé superiore). Il Trittico venne poi ereditato dai costruttori delle cattedrali gotiche, i massoni.

CHIUSURE IN METALLO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpivano pietre che venivano poi unite insieme grazie all’utilizzo di fermagli metallici. Quali sono le possibilità che questa tecnica si sia evoluta, dopo milioni di anni di evoluzione umana, nello stesso esatto tempo (più o meno 1000 anni) ai lati opposti del globo?

ICONE DELLA DIVINITA’ CON IL BASTONE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…veneravano l’icona di un dio con la staffa che non è altro che il crocifisso perduto dell’antica religione universale. Non ancora documentato dagli studiosi, l’icona del dio con la staffa si trova ovunque in tutto il mondo antico e simboleggia l’uomo perfetto.

BARE ANTROPOMORFE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…progettarono bare antropomorfe per i defunti e somigliavano agli dei o agli eroi locali che hanno sconfitto la morte e hanno vissuto per raccontarlo. Questo è l’esempio che le masse dovevano seguire: noi tutti dobbiamo sfidare la morte (alla fine) e cercare di trovare la vera eternità al nostro interno.

CERCHIO SOLARE/TERZO OCCHIO IN FRONTE

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..disegnavano un cerchio in fronte per indicare la posizione del terzo occhio.

UN’IMMAGINE SOLARE A DECORAZIONE DEL TERZO OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..decoravano il terzo occhio con immagini del sole. Il sole è un occhio nel cieli, molte antiche civiltà raffigurarono il sole come un occhio, non solo gli egiziani e gli Inca.

SIMBOLO DELL’OCCHIO

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..raffiguravano il “simbolo dell’occhio solare”, sia associando il sole all’occhio e viceversa. Entrambe le culture sapevano che l’occhio (l’occhio della mente o Terzo Occhio) vede il sole interiore (l’anima interna).

ARCHITETTURA MEGALITICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas..costruirono i loro templi più importanti utilizzando pietre massicce dal peso di centinaia di tonnellate.

BARCHE COSTRUITE CON CANNE

ia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas… costruirono imbarcazioni di canne

DIVINITA’ FLUTTUANTI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…dipinsero divinità fluttuanti

SIMBOLI FALLICI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…scolpirono simboli fallici e gli associarono alla fertilità.

SPIRALI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono spirali per simboleggiare il nostro ingresso / uscita da / per il mondo materiale / spirituale.

TEMPLI ELABORATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…costruirono templi simili.

SERPENTI SIMMETRICAMENTE BILANCIATI

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…utilizzarono la simmetria nella maggior parte della loro arte, bilanciando idealmente i due opposti della natura umana.

ARTE SIMMETRICA

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…crearo opere artistiche molto simili tra loro, raffiguranti simbolismo esoterico e una forte dose di simmetria.

GEROGLIFICO DI ATEN (UN CERCHIO CON UN PUNTINO ALL’INTERNO)

Sia gli antichi Egizi che gli antichi Pre – Incas/Incas…raffigurarono la loro divinità solare come un cerchio con un punto all’interno, ovvero un simbolo del Sè in entrambe le culture.

INDIZI DI ATLANTIDE

Gli Incas e gli egiziani sono due civilità profondamente simili. Dopo aver scoperto molti di questi paralleli, gli studiosi vittoriani credettero che le due culture erano figle della stessa cultura madre ancestrale o Cultura dell’età dell’oro “Atlantidea”.

Seguendo Platone e alcuni degli storici classici, pensarono che Atlantide sprofondò nell’oceano Atlantico a seguito di una sorta di alluvione/catastrofe, ma crearono degli avamposti su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico in modo da preservare la loro cultura.

Né gli egiziani né gli Inca entrarono mai in contatto tra loro, tuttavia condividono una comune patrimonio culturale.

Gli studiosi occidentali e le istituzioni accademiche stanno grossolanamente ignorando Atlantide. Peggio ancora, sopprimono le prove e il mistero che circonda questi bizzarri parallellismi culturali tra Inca ed Egizi (forse perché sanno che questi paralleli conduranno dritto ad Atlantide).

Dobbiamo ricordare che questi parallelismi egizi / Inca erano chiari come il sole all’epoca degli studiosi vittoriani. Dal beneficio di questa prospettiva possiamo dunque vedere come queste somiglianze molto profonde non vengono solo ignorate, vengono pure soppresse.

Perché gli studiosi vogliono infangare queste prove?

L’INSABBIATURA ACCADEMICA

Questi studiosi/storici/archeologi mainstream, sono persone fondamentalmente oneste e laboriose che svolgono il compito straordinariamente complesso di dissotterrare reperti del nostro antico passato.

Il problema è che sono bloccati in un particolare paradigma che vede la nostra società come se fosse il vertice e il culmine della storia umana. Considerano la storia come un semplice processo evolutivo, dall’uomo delle caverne alla civiltà altamente tecnologica di oggi, che nella loro mente è la “migliore”.

Sono bloccati al 100% su questa idea “evolutiva” riguardo il funzionamento della storia e quindi, è molto difficile per loro accettare che nel profondo del passato esisteva una civiltà o Età dell’Oro, molto più avanzata della nostra, spiritualmente, psicologicamente , tecnologicamente e che era in grado di fare cose di cui noi non siamo più capaci.

L’evoluzione culturale è la lente attraverso cui loro guardano la realtà: respingeranno quindi, qualsiasi prova anomala o troveranno spiegazioni plausibili per qualsiasi fatto discordante dalla loro idea di realtà.

Inoltre, essere uno “studioso” o un “accademico” è un lavoro, una professione, che fa parte di una struttura più grande. Se si desidera ottenere un lavoro come “studioso” o come “accademico” e se volete essere pubblicati o vincere borse di studio o fare carriera è assolutamente necessario adeguarsi a tale mentalità, il che significa arrendersi al paradigma evolutivo.

Ma chi è che controlla il flusso delle informazioni?

IL GOVERNO INVISIBILE

Controllando le principali istituzioni accademiche e mediatiche, un gruppo elitario notevolmente ricco di potenti famiglie sta nascondendo con successo la verità sul nostro passato. L’obiettivo di questo gruppo è quello di mantenere un sistema segreto globale di tirannia economica e politica che i loro antenati fondarono più di un secolo fa, chiamato “governo invisibile” dai leader americani.

Più in particolare, questa élite sta cercando di nascondere il fatto che una volta, nella più remota preistoria esisteva una civilità altamente sofisticata. Questa civiltà terminò bruscamente, ma si lasciò alle spalle una dottrina fortemente spirituale, che venne poi ereditata dalle prime civiltà conosciute al mondo.

Le prime culture del mondo che ereditarono e misero in pratica questa dottrina spirituale, o “Religione Universale,” tramite il processo considerato accademicamente un tabù, denominato “Iperdiffusionismo”, un termine peggiorativo del 20 ° secolo recentemente inventato dai media dell’establishment e del mondo accademico:

“Iperdiffusionismo – la teoria secondo cui tutte le culture hanno avuto origine da una singola civilità. Gli iperdiffusionisti negano che vi siano state notevoli evoluzioni parallele o invenzioni indipenti nel corso della storia, essi sostengono che … tutte le culture possono essere ricondotte ad una sola. ”

– Wikipedia

Denunciando e quindi indebolendo, qualsiasi studio accademico anche lontanamente legato al cosiddetto modello “iperdiffusionista”, un modello che è stato ampiamente accettato dagli studiosi dei secoli passati, l’élite è riuscita a mantenere la Religione Universale fuori dalla nostra portata. In questo modo ci hanno impedito di accedere ad una profonda saggezza, che avrebbe il potenziale di risvegliare l’umanità e di conseguenza, di abbattere gli illuminati.

Il presente articolo ha presentato un solo esempio di iperdiffusionismo. Si tratta di una analisi della cultura egiziana, una civiltà altamente avanzata, che fiorì lungo il fiume Nilo in Africa, in maniera molto simile ad un’altra cultura presente dall’altra parte del globo, ovvero quella pre-Inca e Inca, che fiorì nella regione andina del moderno Perù.

Quello che avete visto è la prova che la religione universale era presente presso le due sponde opposte dell’Oceano Atlantico, apparentemente instillata dalla stessa cultura Atlantidea. La cosa più importante, da sottolineare ancora una volta, è che la religione universale non è una finzione, essa infatti comprende verità spirituali profonde ed eterne che spiegano chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando e il significato della vita stessa.

Fonte

 

Luoghi occulti: La sede dell’IRS in Maryland

La sede dell’IRS a New Carrollton, in Maryland, è un edificio governativo che, pur essendo costruito con fondi pubblici, contiene riferimenti alle società segrete elitarie. Ancora più importante, l’arte che troviamo al suo interno, trasmette uno strano messaggio sulla Costituzione degli Stati Uniti e sul popolo americano in generale. Daremo un’occhiata al significato simbolico dell’arte e dell’architettura visibili nella parte frontale dell’IRS.

L’IRS è probabilmente l’istituzione più odiata in America – soprattutto perché il suo ruolo primario è quello di costringere le persone a consegnare i loro sudati risparmi. Si tratta dell’equivalente moderno del proverbiale esattore delle tasse, raccoglie infatti i soldi dai lavoratori americani per darli al governo che, a sua volta, utilizza questo denaro per inviare droni all’estero o per costruire sovrastrutture per monitorare meglio questi stessi lavoratori. Cosa c’è che non va?

L’IRS venne originariamente creato come una “misura temporanea” in tempo di guerra (strano come l’Agenzia delle Entrate canadese fosse anch’essa “temporanea”), ma è tutt’ora attivo. Il gigantesco complesso dell’IRS a New Carrollton, Maryland è stato costruito nel 1997 e sta ancora crescendo, suggerendo come la suddetta istituzione abbia orimai piantato radici ben fisse sul territorio. Questo moderno edificio possiede molte caratteristiche interessanti, ma è la curiosa arte/architettura, visibile pubblicamente all’esterno, a suscitare la nostra attenzione. Come nel caso di molti edifici governativi, le masse non capiranno assolutamente nulla di quanto rappresentato, ma gli esperti di simbolismo, noteranno che le implicazioni sono molteplici e profonde. In realtà, la piena comprensione delle origini e del significato dei simboli, che si trovano davanti al palazzo dell’IRS, significa: capire veramente chi è al potere in America (e in tutto il mondo), quello in cui credono e quello che veramente pensano di noi, le masse.

LAYOUT GENERALE

L’ingresso alla sede dell’IRS è decorato da due pilastri bianco/neri realizzati in marmo di alta qualità, coronati da due mani. Tra i due pilastri vi è una piramide nera con una punta metallica dove leggiamo la scritta “We the People”. Che cosa significa tutto questo? Ecco una descrizione “ufficiale”:

 

“Gli elementi più notevoli sono le enormi mani di marmo bianco in cima ad ogni colonna. Ogni mano punta verso il cielo, una con l’indice esteso, l’altra è una mano aperta, con le dita leggermente a coppa.

L’opera del 1997, è intitolata “Vox Populi”, che in latino significa “La voce del popolo.” La mano con il dito indice alzato rappresenta, l’argomento, il gesticolare di un commentatore che da la sua opinione. La mano con il palmo aperto rappresenta l’atto di votare o di fare un giuramento. ”
– Il Washington Post, “Le Grandi Mani della legge”

Tutto buono e giusto ma cosa ha a che fare la “Vox Populi” con l’IRS? I cittadini hanno in qualche modo a che fare con l’IRS? Perché i pilastri sono bianchi e neri? Perché c’è una piramide nel mezzo? Come nel caso della maggior parte dei simboli occulti, c’è una interpretazione basilare (e insoddisfacente) per le masse e un significato “reale” riservato a coloro che sanno. Per gli iniziati, l’arte rappresenta una strizzata d’occhio ai più alti gradi della Massoneria, la vera fonte del potere in America.

Di fronte alla sede dell’IRS troviamo una piramide con la punta metallica, tra due pilastri. Le strisce in bianco e nero si riferiscono al concetto ermetico di dualità.

Questo monumento massonico a Israele possiede esattamente gli stessi elementi: Una piramide tra due pilastri. Le strisce a terra rappresentano la dualità.

I DUE PILASTRI

Il simbolismo dei pilastri gemelli è antico e molto significativo, in quanto si riferisce al nucleo dell’ermetismo, la base degli insegnamenti per le società segrete. In breve, i pilastri rappresentano la dualità e l’unione degli opposti:

“La tavola destra della legge rappresenta anche Jachin – la colonna di luce bianca, la tavola di sinitra, Boaz – il pilastro oscuro delle tenebre. Erano alti diciotto cubiti ed erano splendidamente decorati con ghirlande, melograni e trame varie. Sulla parte superiore di ogni colonna vi erano delle grandi coppe  – oggi erroneamente chiamati sfere o globi – una delle coppe conteneva il fuoco e l’altra l’acqua. Il globo celeste (originariamente la coppa di fuoco), che sormonta la colonna di destra (Jachin), è il simbolo dell’uomo divino, mentre il globo terrestre (la coppa di acqua), che sormonta la colonna di sinistra (Boaz), significa l’uomo terreno . Questi due pilastri, connotano anche rispettivamente, le espressioni attive e passive dell’energia divina, il sole e la luna, lo zolfo e il sale, bene e male, luce e oscurità. Tra di loro la porta che conduce alla Casa di Dio, la loro presenza alle porte del Santuario è un ricordo anche del fatto che Geova  sia androgino e una divinità antropomorfa. Le due colonne parallele indicano anche i segni zodiacali del Cancro e del Capricorno, collocati nella stanza delle iniziazione per rappresentare la nascita e la morte – gli estremi della vita fisica. Di conseguenza, esse significano l’estate ed i solstizi invernali.

“Nella misteriosa struttura dell’albero della vita cabalistico, questi due pilastri simboleggiano la Misericordia e la Giustizia. Quando interpretate cabalisticamente, i nomi dei due pilastri significano “Nella forza sarà stabilità la mia dimora”.”Nello splendore dell’illuminazione mentale e spirituale, il sommo sacerdote, si erge in piedi tra i pilastri, come un testimone muto alla virtù perfetta dell’equilibrio – quell’ipotetico punto equidistante da tutti gli estremi. Ha così personificato la natura divina dell’uomo tra gli opposti di cui è costituita la natura umana – la misteriosa monade pitagorica in presenza della diade. Da un lato si ergeva la stupenda colonna dell’intelletto, dall’altro, il pilastro di bronzo della carne. A metà strada tra questi due si trova l’uomo saggio glorificato, che prima di raggiungere questo stato di estasi ha dovuto provare la sofferenza creatasi incrociando le 2 colonne. Gli ebrei, agli inizi, rappresentavano le due colonne, Jachin e Boaz, come le gambe di Geova. Il significato di tutto ciò è che la Sapienza e l’Amore, nel loro senso più alto, sostengono l’intero ordine della creazione.La colonna di destra, che si chiama Jachin, ha il suo fondamento su Chochmah, l’effusione della sapienza di Dio, i tre globi sospesi sono tutte potenze maschili. La colonna a sinistra si chiama Boaz. I tre globi su di essa sono potenze femminili e recettive,perché fondata nella comprensione; è una potenza ricettiva e materna. La Sapienza, si noterà, viene considerata radiante o effusiva, mentre la Comprensione, ricettiva, o comunque come qualcosa che viene riempito dallo scorrere della Sapienza. I tre pilastri sono in ultima analisi, uniti in Malchuth, in cui tutti i poteri dei mondi superiori si manifestano. ”7

– Manly P. Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le età

Come i due pilastri custodiscono l’entrata dei templi massonici, così due colonne si erigono all’ingresso del palazzo IRS

Arte massonica raffigurante i due pilastri di nome Jachin e Boaz all’ingresso di un tempio massonico.

Anche se non tutti i pilastri sono necessariamente massonici, quelli di fronte al palazzo dell’IRS contengono altre caratteristiche che non lasciano dubbi in merito alla loro connessione con la società segreta.

I pilastri dell’IRS possiedono esattamente 13 righe bianche e nere, la posizione delle mani è inoltre molto significativa.

In netto contrasto con il resto della costruzione, i pilastri sono a strisce bianco/nere, un modello che richiama la dualità, un concetto che è rappresentato, visivamente, nel pavimento massonico.

Probabilmente la caratteristica più importante nelle logge massoniche, il motivo a scacchiera bianco/nero vuole essere una rappresentazione visiva del concetto di dualità.

Per rendere le cose ancora più esplicitamente massoniche (o per coloro che sanno) ogni pilastro è costituito da 13 righe, un numero che è della massima importanza nella tradizione massonica (ricerca l’onnipresenza del numero 13 sulla banconota americana da un dollaro). Considerando la costante attenzione alla numerologia occulta nell’arte massonica, questo fatto, da solo, risulta molto significativo.

Sopra ogni pilastro vi sono delle mani di marmo bianco. E’ interessante sapere che l’abbigliamento massonico formale richieda guanti bianchi. Una delle mani punta un dito verso l’alto. Mentre l’interpretazione ufficiale sostiene che si riferisca all’atto di discutere pubblicamente, quel segno, nel contesto esoterico dell’opera d’arte, assume un significato molto più antico e mistico.

Chiamata la “mano di Dio”, il “segno della protezione” o la “mano dei Misteri”, il segno della mano con il dito rivolto verso l’alto può essere trovato in molte opere d’arte esoteriche. Sembra essere costantemente associato a figure che possiedono “la conoscenza degli dei”.

La raffigurazione classica di Hermes lo mostra sempre con il dito puntato al cielo. Conosciuto come il “messaggero degli dei”, Hermes è una figura centrale nella tradizione massonica. E’ considerato un maestro nella scienza teurgica, aiutando quindi l’umanità ad elevarsi allo stato di divinità (l’ermetismo deriva dalla parola Hermes).

“Platone, un iniziato ad uno di questi ordini sacri, fu duramente criticato perché nei suoi scritti rivelò al pubblico molti dei principi filosofici segreti dei Misteri.” – Manly P. Hall. In questa rappresentazione classica di Platone(Raffaello), ha il dito puntato verso l’alto – probabilmente perché ha “iniziato” il mondo ad alcuni insegnamenti segreti delle scuole misteriche)..

Questo oggetto massonico, presenta lo stesso segno che troviamo di fronte al palazzo dell’IRS.

Nel contesto degli insegnamenti esoterici, un uomo che punta verso Dio può rappresentare l’obiettivo finale dei Misteri: Ascendere dallo stato di semplici mortali per raggiungere la divinità.

La mano sopra l’altro pilastro non punta verso il cielo, ma è invece aperta. Mentre un dito che punta è solitamente associato all’indicazione di una specifica direzione, il palmo aperto è tradizionalmente associato allo “stop” o ad una “battuta d’arresto”. Nel simbolismo massonico, i due pilastri sono spesso sormontati da simboli contrastanti (il sole e la luna o globi che rappresenta terra e cielo). Potrebbero, le mani bianche sopra le colonne, rappresentare le stesse nozioni opposte di divinità (che punta verso Dio) e di materialità terrena (segnale d’arresto)?

Su questi pilastri massonici sono incise varie citazioni relative alla Costituzione degli Stati Uniti e al Bill of Rights. Alcune sono piuttosto strane nell’attuale contesto, come questa di Barbara Jordan:

“La Carta dei Diritti non è stata prodotta dalla Natura o da Dio. E’ molto umana, molto fragile. “Hmmm, e’ un pò inquietante…”

Considerando il fatto che un gruppo di leggi palesemente in violazione della Carta dei Diritti (in particolare rispetto al Primo e al Quarto Emendamento) furono emanate poco dopo l’erezione di questo edificio, una persona non può che chiedersi se queste citazioni non sono state una sorta di avvertimento. Vedendo l’emergere di uno stato di polizia con leggi che violano la privacy e la libertà di parola possiamo sicuramente concludere che il punto di vista elitario sul Bill of Rights è quello di un qualcosa “molto umano, molto fragile”, che può essere facilmente violato. Mentre la citazione sopra può essere interpretata come un promemoria per non prendere la Carta dei Diritti come qualcosa di scontato, veicola anche un inquietante messaggio su come possa essere facilmente manipolata e addirittura scomparire.

LA PIRAMIDE

Tra i due pilastri vi è il simbolo più riconoscibile dell’elite occulta: Una piramide con la cuspide lucida. Nella piramide è scritta la Costituzione degli Stati Uniti, che inizia con la celebre “We the People”. Guardando più da vicino queste sculture, viene da porsi alcune domande.

In primo luogo, perché è la Costituzione degli Stati Uniti è incisa in un simbolo associato alle società segrete i cui più alti gradi sono riservati agli “uomini d’elite”? Non c’è una contraddizione? In secondo luogo, è piuttosto chiaro che la base della piramide color carbone rappresenta le masse, mentre la lucida e illuminata cuspide rappresenta l’élite “. Non è una rappresentazione elitaria? Che la cuspide sopra la piramide e la Costituzione degli Stati Uniti significhi forse che l’élite è al di sopra della legge? Infine, perché non c’è la Carta dei Diritti sulla piramide? Forse perché è “molto umana, molto fragile”? L’elite la considera forse troppo datata? Come nel caso degli altri luoghi oscuri analizzati in questo sito, molte costruzioni nascondono implicazioni molto profonde.

CONCLUDENDO

In questo articolo sulle location oscure degli illuminati, abbiamo visto una quantità relativamente piccola di materiale che comunque trasporta una massiccia quantità di simbolismo. Lungi dall’essere meramente decorativa, l’arte/architettura che si trova di fronte al palazzo dell’IRS nel Maryland descrive in chiave simbolica la vera fonte del potere dietro il governo americano (e il mondo), la sua filosofia spirituale e politica, la sua percezione delle masse e così via. Mentre, però, il simbolismo massonico è inequivocabile, i locali di fronte non hanno niente a che fare con l’elite occulta. Chi è al potere fa parte dei livelli più elevati e nascosti dell’ordine – ovvero quelli che chiamiamo comunemente Illuminati.

Mentre l’IRS non si tira indietro dal raccogliere soldi da ogni singolo lavoratore americano negli Stati Uniti, i simboli occulti davanti alla sua sede non sono sicuramente destinati ad ogni singolo lavoratore americano. Sono pensati per essere compresi da un numero molto limitato di persone. Perché ci sono simboli associati a gruppi segreti ed elitari presso edifici che sono presumibilmente pubblici? Non è una contraddizione?

Mentre alcuni potrebbero dire che il vero, significato mistico dietro questi simboli non è di per sé malvagio, ciò che sconvolge è che coloro nella “cuspide” ci stanno chiaramente dicendo che, per chi è alla base della piramide, non è importante la comprensione di tali simboli. Hanno lo scopo di distrarre e confondere al fine di finanziare l’elite senza causare troppi danni … e questo è tutto. L’IRS è parte dell’equazione.

Contrariamente al significato “ufficiale” della mano che indica, nessun cittadino ha voce in capitolo sulle politiche di queste istituzioni e neppure di quello che mostrano di fronte ai propri edifici. Sono piuttosto coloro che stanno nella cuspide che dettano ciò che succede a “We the People” … anche se questo significasse eliminare il Bill of Rights.

Fonte

 

L’antico segreto della svastica e la vera storia della razza bianca

La razza bianca è stata volutamente tenuta all’oscuro riguardo all’ ancestrale religione induista, che venne praticata in tutta l’ Europa preistorica, per migliaia di anni, prima della nascita del cristianesimo. Come risultato, la razza bianca ha “perso la bussola” e dimenticato “chi è” spiritualmente, scartando l’introspezione, nella selvaggia ricerca di denaro e beni materiali. Esamineremo la moderna censura della religione Hindu e la soppressione del suo simbolo chiave, la svastica. Vedremo come, di conseguenza, i bianchi abbiano dimenticato il loro passato, il loro futuro e la grandezza delle loro antiche dottrine spirituali.

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L’ induismo, con i suoi elevati concetti spirituali di anima eterna, reincarnazione, Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana (concetti che molti bianchi oggi stanno misteriosamente riabbracciando), è una tradizione religiosa europea ormai perduta, la quale nacque molto prima del cristianesimo e dell’ebraismo. Questa non è una congettura razzista o una opinione non supportata, è un fatto provato nel mondo accademico.

SVASTICHE TROVATE NELLE ROVINE DELL’ANTICA EUROPA

Tutte le antiche culture europee, come gli Etruschi, i Greci, i Romani, i Galli, i Celti, ecc praticavano lo stesso tipo di alta religione spirituale, l’induismo. Possiamo ancora trovare il simbolo centrale di questa religione, la svastica, in tutti i principali rinvenimenti archeologici europei. Questo studio dell’università di Yale del 1898 ci fornisce una mappa di questi ritrovamenti:

Map-of-Europe-Swastikas-Yale-StudyLe svastiche nell’europa antica, secondo uno studio della Yale University del 1898

Swastika-on-Minoan-Pottery-CreteSvastica su un vaso di ceramica minoico (Creta)

Swastika-on-Roman-MosaicSvastica in un antico mosaico romano

Terracotta-jug-swastika-Otre di terracotta con svastica, proveniente da Creta. Museo Archeologico Nazionale. Atene.

La maggior parte delle persone associano l’induismo all’India. Questo è corretto. Ma l’induismo non è nato in India. Venne portato in India, secondo gli studiosi. Questi ultimi ritengono che, prima di stabilirsi in Europa, i nomadi “ariani” (o razza bianca) invasero l’India antica da nord, portando con sé l’induismo e introducendolo nel subcontinente.

(NOTA: Ci hanno insegnato a scuola che il termine “ariano” rappresenta l’ideale Hitleriano di una “razza superiore” con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Questa tuttavia è una bugia bella e buona. Storicamente, “ariano” ha sempre significato “razza bianca”, cioè gli europei. Per centinaia di anni prima della seconda guerra mondiale, gli studiosi universitari di tutto il mondo usarono il termine “ariano” per indicare i “bianchi”. (Fate una semplice ricerca in Google books e vedrete).

L’induismo è ancora praticato nell’India odierna. L’Europa invece è andata incontro ad un destino diverso. L’introduzione del cristianesimo, duemila anni fa, sradicò la razza caucasica dalle sue radici religiose indù, gettando l’Europa nei Secoli Bui da cui la popolazione, in generale, tentò, fallendo in molti modi, di emergere.

L’origine segreta dell’induismo e della razza bianca viene svelata, in una cronaca affascinante conosciuta negli ambienti accademici come l’antica “Invasione Ariana dell’India”. Ancora una volta, non si tratta di una teoria marginale, ma è accettata dalla stragrande maggioranza degli studiosi del mondo, archeologi, professori e accademici.

L’INVASIONE ARIANA DELL’INDIA

Gli storici hanno creduto per secoli, che l’India preistorica, terra natale della svastica, simbolo chiave dell’induismo, fosse la patria di due razze: gli Ariani dalla pelle chiara e i Dravidi dalle pelle scura.

La teoria dell’invasione ariana dell’India postula che i Dravidi erano il popolo nativo dell’India moltissimo tempo fa e ad un certo punto vennero invasi da nord da una sofisticata razza caucasica di guerrieri nomadi, gli ariani. La vittoria degli Ariani fu rapida e completa e scelsero di rimanere, abbandonando il loro stile di vita nomade, amalgamandosi con i nativi. Gli Ariani insegnarono ai Dravidi la loro avanzata cultura e religione, il loro simbolo chiave cioè la svastica, portando infine il loro dominio culturale e linguistico fino alla parte settentrionale del subcontinente. Gli ariani istituirono il sistema delle caste e si stabilirono, come quella dominante al fine di proteggere la loro pelle bianca e mantenere il loro sangue puro. Questi ariani, secondo gli storici, sono coloro che composero i sofisticati scritti vedici; questi testi costituiscono il cuore della religione dell’Induismo.

Dall’India, gli Ariani migrarono poi verso ovest in Europa, portando la cultura nelle zone che si sono poi evolute in Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Polonia, e così via. Ogni bianco caucasico americano che possa rintracciare le origini della sua famiglia in Europa è un discendente di questi ariani.

Di nuovo, questa non è un opinione, rappresentano studi accademici. In Barbarian Tides, una pubblicazione dal 1982 della prestigiosa biblioteca Time-Life Books, ci viene detto:

“Costoro, gli ariani, avrebbero condiviso le loro istiturzioni sociali nel subcontinente indiano divulgando una cultura spirituale unica, l’induismo”.

“Il concetto di casta nasce dall’estrema coscienza di razza: la parola originale usata per “casta” significa “colore”.

Ciò ha una conseguenza interessante: Molto prima del cristianesimo, la maggior parte dei caucasici europei praticò la religione che oggi chiamiamo induismo. Se gli Ariani portarono l’induismo in India e gli europei discendono dagli ariani, ne deriva che tutti gli antenati dei popoli europei, ad un certo punto, praticarono una forma di induismo.

Naturalmente, la maggior parte dell’occidente oggi, ha capito che il simbolo della svastica era sacro per gli Indù che vivevano in India. E’ visibile nei templi, negli altari, nelle scritture religiose, venivva utilizzata inoltre nei matrimoni, nei festival, dipinta sulle case e presente su vestiti e gioielli.

SVASTICHE IN INDIA

Hindu-Temple-SwastikasSvastiche in un tempio Indù

Indian-Hindu-with-swastika-guitarSvastiche nella chitarra di un musicista

Hindu-Temple-in-India-with-SwastikasSimbolo della svastica in un tempio Indù

In ogni caso pochissimi occidentali si ricordano che la svastica una volta era il più importante e prolifico simbolo europeo.

SVASTICHE NELL’EUROPA ANTICA

Swastika-lyon-france
Svastica dall’antica Gallia. Museo gallo-romanico, Lione, Francia.

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Mosaico romano decorato con svastiche a La Olmeda, Spagna

Artemis-with-swastikasArtemide con Svastica, Grecia 700 a.c.

Poco dopo l’incredibile scoperta della mitica città di Troia nel 1870 da parte dell’archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890), vennero rinvenuti una moltitudine di artefatti recanti la svastica nelle rovine della città. Dopo aver consultato due studiosi di sanscrito, Emile Burnouf e Max Müller, Schliemann si convinse che fosse un importante simbolo religioso ariano. Burnouf, un orientalista francese, ritenne che la svastica fosse una prova non solo della migrazione verso ovest delle tribù ariane provenienti dall’India, ma anche un collegamento simbolico alla sofisticata religione induista.

Nel suo libro del 1896, The Swastika: The Earliest Known Symbol and its Migrations, Thomas Wilson, già curatore del Dipartimento di antropologia preistorica nel Museo Nazionale degli Stati Uniti, scrisse a riguardo della svastica:

“Alcune autorità sono del parere che si tratti di un simbolo ariano che venne utilizzato prima della loro dispersione in Asia e in Europa. Si tratta di un bel soggetto di indagine e potrebbe forse spiegare come la svastica sia stata diffusa tra svariati popoli, per l’effetto di vari esodi della popolazione in Europa e Asia “.

-Thomas Wilson

Nel 20 ° secolo, immagini di svastiche vennero scoperte su manufatti di tutta Europa: mosaici, fregi, sculture, e dipinti, utilizzati dagli Etruschi, dai Romani, dagli Scandinavi, dai Sabini, dai Frigi e dai Greci.

Al di fuori dell’Europa, la svastica venne rinvenuta in alcune città-stato della Mesopotamia, sulle antiche reliquie iraniane e ittite e utilizzate in TIbet dalla fede autoctona Bön. La svastica è importante anche per il buddismo e per il giainismo – moderne rivisitazioni della religione antica induista.

Dalai-Lama-with-SwastikasIl Dalai Lama con svastiche

Swastikas-on-Japanese-Buddhist-Temple-300x266Svastica in un tempio buddhista giapponese

Japanese-Buddhist-Temple-SwastikaSvastica in un tempio buddhista giapponese

 

IL REVIVAL DELLA SVASTICA IN EUROPA – “DIO E’ MORTO”

Poco dopo la scoperta di Schliemann, la svastica andò di moda tra i bianchi europei, molti dei quali cominciarono a denunciare in massa il cristianesimo e a vedere la svastica come l’autentico emblema della loro origine europea. Il movimento si diffuse tra i bianchi in tutto il mondo:

Edmonton-SwastikasThe Edmonton Swastikas, Canada 1916

Boys-Swastika-Basketball-Team-San-FranciscoSquadra di pallacanestro con svastica, San Francisco, 1908

Swastika-Rudyard-KiplingAutore e massone inglese, Rudyard Kipling (1865-1936) utilizzava la svastica nella copertina dei suoi libri.

Clara-Bow-with-swastikasL’attrice Clara Bow con svastiche su colletto e cappello, 1920

cocacola-swastika-fobUn originale cavatappi della Coca Cola a forma di svastica

 

A quei tempi, anche gli scritti dell’influente filosofo tedesco del 19 ° secolo Friedrich Nietzsche (1844-1900) aiutarono a riportare in auge la svastica. Nietzsche è famoso per la sua appassionata denuncia al monoteismo biblico. La sua frase famosa era “Dio è morto” in Così parlò Zarathustra (1883).

Cosa intese Nietzsche con questa sua frase provocatoria?

Nietzsche accusa che la religione cristiana, sia stata una bufala perpetrata da “ebrei” (stando a quanto affermò) e progettata per metterli in una posizione di potere, influenza e autorità. L’obiettivo ebraico, secondo lui, era quello di elevare il Dio guidaico a Dio del Mondo, stabilendo la religione del Nuovo Testamento sulle fondamenta del loro dell’Antico Testamento:

“… Il cristianesimo [..], non è un movimento contro l’ebraismo, ma piuttosto la sua conseguenza… anche oggi il cristiano può sentirsi anti-ebraico senza rendersi conto che esso stesso è la conseguenza ultima del giudaismo … “

-Friedrich Nietzsche

Già nel Rinascimento, molti europei erano già disposti ad abbandonare la tradizione biblica, che veniva percepita estranea alle loro origini. Dal 19 ° secolo, gli studiosi europei e i laici cominciarono a riscoprire il proprio patrimonio religioso. Questo movimento Anti Giudeo/Cristiano acquisì moltissima popolarità tra gli studiosi, gli accademici e gli intellettuali, come Aldous Huxley, che diffidò sempre dal monoteismo. Nel suo articolo ‘one and many” Huxley afferma che:

“Il monoteismo, come noi la conosciamo in Occidente, è stato inventato dagli ebrei”

-Aldous Huxley

I seguaci delle religioni abramitiche/semitiche del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam non utilizzano la svastica. Il popolo semitico ebbe una storia religiosa, culturale e linguistica molto diversa dagli Indo-europei (chiamati così, perché gli ariani si stabilirono in India prima di migrare in Europa), le religioni semitiche presenti in Europa, attraverso il cristianesimo, sono molto più giovani di quella che utilizza la svastica.

IL SANSCRITO, LA LINGUA MADRE EUROPEA

Il modello dell’”invasione ariana” emerse dopo che il filologo inglese Sir William Jones (1746-1794) riconobbe le somiglianze tra la lingua l’antica lingua indiana dello sanscrito e le lingue europee più moderne, tra cui il latino, greco, il germanico, il celtico e le lingue slave.

Gli studiosi scoprirono che il Sanscrito era in realtà la “lingua madre” da cui tutte le lingue d’Europa si sono evolute. Le lingue europee vengono ora chiamate “Indo-Europe” in onore della loro origine “indiana (sanscrita). Altri ricercatori approfondirono il lavoro di Jones, mostrando che le lingue avestica e armena si basavano sul sanscrito.

Il termine “ariano” deriva dall’antico termine indiano (sanscrito vedico) e persiano (avestanico) “arya” che sta a significare “nobile”. Le tribù ariane in India chiamarono la loro terra “Aaryaa varta” o “Distesa Ariana”. Gli Ariani in Iran chiamarono le loro terre similmente, con il nome di Airyanem Vaejah, oggi conosciute come Iran, che è a sua volta una variante del termine “Ariano”.

Gli occidentali inconsapevoli della discendenza ariana dell’Iran spesso fanno di tutta l’erba un fascio in base alla religione islamica che lo accomuna ai paesi limitrofi. L’Iran, si è tuttavia, contraddistinto in diversi modi, che gli hanno permesso di mantenere gran parte della sua identità nazionale, razziale e culturale per migliaia di anni. Descrivendo gli iraniani, il famoso storico del 5 aC Erodoto scrisse:

“Nei tempi antichi … erano conosciuti come Ariani”.

-Erodoto

Il re persiano, del 6 ° secolo aC, Dario il Grande, in una iscrizione a Naqsh-e-Rostam, afferma:

“Io sono Dario, il grande re … Un persiano, figlio di un persiano, un ariano, con origini ariane …”

-Dario il Grande

Circa due terzi della attuale popolazione dell’Iran si può definire “caucasica”, discendono dalle antiche tribù ariane che si spinsero a overt attraverso l’Iran, continuando fino a giungere in Europa dal nord dell’India. Il restante terzo è turco o arabo.

Lo scià aveva il titolo di Arya-Mehr, che significa “Luce degli Ariani”. Un’antica tradizione iraniana paragonabile al sistema di caste indiano e che è in paratica ancora oggi è la regola contro il matrimonio interrazziale. Agli ariani iraniani viene proibito dalle loro famiglie e in alcuni casi anche da leggi di sposarsi con non ariani.

Il famoso filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770 – 1832) ritenne che la scoperta linguistica di Jones fosse la prova della migrazione verso ovest degli antichi Ariani. Lo studioso norvegese di sanscrito, Christian Lassen (1800-1876) era d’accordo con questa linea di pensiero, sottolineando che gli antichi Ariani, come i moderni cittadini appartenenti alle caste benestanti, avevano una carnagione più chiara. Il lessicografo tedesco Jacob Grimm (1785 – 1863), che scrisse un’opera basata sugli antichi miti ariani, chiamata ora “Grimm’s Fairy Tales” (cioè, la Bella Addormentata, Cenerentola e Raperonzolo), affermò che queste storie vennero utilizzate per millenni come veicoli per il trasporto di insegnamenti spirituali incredibilmente avanzati, durante le varie epoche.

Questi rinomati pensatori ebbero una forte influenza in Europa, dove esercitarono un impatto tremendo sul filologo tedesco e orientalista Max Muller (1823-1900), uno degli studiosi più celebri del 19 ° secolo.

Muller scrisse:

“Le nazioni ariane … si erigono sopra di noi come le principali nazioni dell’asia occidenale e dell’europa. … Perfezionarono la società ed i costumi; dalle loro opere possiamo apprendere elementi di scienza, le leggi dell’arte, e principi della filosofia. … Queste nazioni ariane divennero sovrane nel corso della storia, e il loro obiettivo sembrò quello di collegare tutte le nazioni del mondo grazie alle catene della civilizzazione … “

-Max Muller

Dal 1800 gli inglesi stavano già utilizzando questo modello come proposito politico per giustificare l’occupazione e il dominio coloniale dell’India, che cominciò agli inizi del 1600 e terminò nel 1947.

Molti scrittori e storici tracciarono le origini degli Ariani nella regione dei monti caucasici; queste montagne collegano Europa ed Asia, da qui il termine “caucasico”, inventato dall’antropologo tedesco Johann Friedrich Blumenbach (1752-1840), ed utilizzato correntemente per indicare la razza bianca.

IL GRANDE DILUVIO CHE AFFONDO’ ATLANTIDE

Alcuni studiosi ipotizzano che gli ariani provengano dal Tibet, dal cosiddetto “tetto del mondo”, dove a detta di molti ricercatori, gli atlantidei si sarebbero rifugiati dopo che le acque del diluvio distrussero Atlantide (sì, Atlantide), rimanendo sulle vette della regione al sicuro per generazioni. La stirpe ariana si generò qui, secondo questa ipotesi, divenendo la discendente diretta di quella atlantidea. È interessante notare che il famoso filosofo tedesco Immanuel Kant (1724 – 1804), descrivendo il Tibet, dichiarò:

“… Senza dubbio fu abitato prima di ogni altra zona e potrebbe anche essere stato il luogo di tutta la creazione e di tutta la scienza. La cultura degli indiani, come è noto, quasi certamente provenì dal Tibet, così come tutte le nostre arti quali l’agricoltura, i numeri, il gioco degli scacchi, ecc, sembrano provenire dall’India. “

-Immanuel Kant

Gli studiosi, i pensatori e i filosofi, una tempo accettarono questa cronaca come un fatto. In Cosmic Memory, ad esempio, Rudolf Steiner (1861-1925), celebre filosofo austriaco, letterato, architetto, scrittore, educatore e pensatore sociale, scrisse:

“La maggior parte della popolazione Atlantidea andò in declino e da una piccola parte di essi discero i cosiddetti ariani che formano oggi l’umanità civilizzata.”

– Rudolf Steiner, Cosmic Memory

Il sentimento pre-nazista Steineriano riflette una diffusa convinzione del suo tempo. Ciò potrebbe sorprendere coloro che reputano Steiner solo un innovatore dell’educazione. Oggi ci sono oltre un centinaio di scuole “Steineriane” in tutto il Nord America, e in decine di altri paesi.

Il filosofo greco Platone, citò per primo Atlantide nei suoi dialoghi “Timeo” e “Crizia”, nel IV secolo aC. Lo descrisse come un sofisticato impero antediluviano che fiorì per eoni in un continente ora sommerso nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori.

Platone affermò che una memoria di questi poteri è conservata nelle capacità fantastiche attribuite agli “Dei” della mitologia greca e romana: invece di essere divinità vere e proprie, erano mortali dotati di percezioni amplificate a causa della loro connessione con la propria anima eterna (si pensi al Cristo e al Buddha). Col tempo, tuttavia, il regno di Atlantide cominciò a decadere a causa delle sue tendenze materialiste, arrivò fino al punto di perdere quella connessione con la propria divinità interna che garantiva loro tali poteri . Platone scrisse:

“Per molte generazioni … obbedirono alle leggi e amarono il divino alla quale erano affini. … Riconobbero che le qualità del carattere umano erano di gran lunga più importanti della loro ricchezza materiale e passeggera. Riuscirono a mentenersi equilibrati nonostante gli elevati standard di vita, senza mai perdere l’autocontrollo … Quando l’elemento divino si indebolì però … e i loro tratti umani divennero predominanti, cessarono di agire con moderazione e saggezza. “

-Platone

Platone va avanti a spiegare che la fine di Atlantide avvenne qualche migliaio di anni fa, quando una serie di disastri naturali, affondò il continente in mare. Una manciata di superstiti, sfuggiti alla devastazione, si diffuse in diverse parti del mondo portando con se la loro religione e le loro usanze. Fino a tempi abbastanza recenti, la maggior parte degli studiosi ha ritenuto che antiche civiltà, separate da tempo e spazio, costruirono piramidi e monumenti piramidali in onore della loro cultura madre, Atlantinde:

Atlantis-Pyramids

Ancora oggi questa teoria è ampiamente diffusa e dibattura. Si possono trovare piramidi in India, Cina, Perù, Bolivia, Messico, Irlanda e molti altri luoghi. Tali strutture con finalità analoghe sembrano suggerire una connessione, se non ci fu alcuna comunicazione tra i diversi popoli che costruirono piramidi, è molto probabile che vi sia una fonte comune.

Gli scettici puntano sulla disparità di datazione tra le varie piramidi (gli studiosi ritengono che le piramidi del Vecchio Mondo sono state costruite migliaia di anni prima delle piramidi del Nuovo Mondo). Tuttavia, gli studiosi del Nuovo Mondo stanno retro datando di continuo la data di costruzione delle piramidi pre-colombiane e sembra solo una questione di tempo prima che le date coincidano.

La maggior parte degli studiosi pre – seconda guerra mondiale, convenivano sul fatto che le piramidi fossero collegate ad Atlantide. Videro i comuni miti del diluvio, fra le varie culture, come la prova della fine di Atlantide, erano leggende parallele su una catastrofe mondiale, per la quale l’uomo fu costretto a ricominciare. Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’”idea” di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri.

CONCLUDENDO

La connessione tra la svastica e la razza ariana (o, per usare un termine più recente, la razza “caucasica”) è chiaro, ma gli eventi moderni, le contraddizioni, le incomprensioni hanno storpiato il significato originale della svastica, in particolare la sua associazione semantica. Studiosi, antropologi, linguisti, e scienziati hanno capito che la svastica è la prova di un popolo unito altamente spirituale presente ai tempi dell’Europa preistorica.

La domanda è: Perché questa parte di storia viene volutamente tenuta nascosta? Perché non viene insegnata nelle scuole? E’ a causa del collegamento diretto ad Atlantide? Che la storia di Atlantide venga tenuta nascosta dalle elite perchè non vogliono che il mondo conosca il suo passato e in ultima analisi riscopra l’antica religione dell’”anima” … rendendosi conto che l’uomo possiede una divinità interna con poteri innati?

Le idee di Adolf Hitler sugli Ariani non differivano da quelle degli studiosi europei e laici del XVIII, del XIX secolo, e del’inizio del XX, purtroppo, le atrocità che lui e i nazisti commisero sotto il simbolo della svastica lasciarono il pubblico con una associazione semantica negativa della svastica. Di conseguenza, vi fu una “censura” di questo magnifico simbolo spirituale che ha continuato e continua a mantenere il popolo del 20° e 21° secolo nel buio più totale rispetto alla comprensione di questi potentissimi simboli.

hitler-swastikaA sinistra: 45a divisione americana nella prima guerra mondiale. A destra: Adolf Hitler con la svastica.

La svastica, un antico simbolo dell’induismo, si può abbondantemente ritrovare tra le rovine dell’Europa Neolitica. Questo ha convinto studiosi, del presente e del passato, che gli europei preistorici praticavano una forma di Induismo primitiva (con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, trasmigrazione, Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana). L’ascesa del cristianesimo europeo mise la parola fine al culto induista facendo sprofondare il continente nel periodo dei secoli bui. Si trattò forse di un colpo mortale, inflitto alla razza bianca, al fine di distaccarla completamente dalla sua natura spirituale?

Al giorno d’oggi i bianchi evitano la spiritualità, perseguendo il denaro e le ricchezze materiali, non sapendo che, i loro antenati, capirono i segreti della coscienza e della vita dopo la morte.

Swastika-12

Antico mosaico romano con svastiche. Museo Romano-Germanico, Colonia, Germania.

Nella prima parte abbiamo visto come le svastiche trovate sugli antichi manufatti europei, abbiano convinto gli studiosi che l’induismo veniva praticato nell’europa preistorica, ben prima che il cristianesimo arrivasse nel continente e spazzasse via questo culto.

L’INVASIONE ARIANA DELL’INDIA

Gli studiosi ritengono, che un gruppo massiccio di ariani, provenienti dall’Asia centrale, probabilmente dal Tibet – invase il sub continente ariano durante la preistoria. A diverse ondate giunsero fino alla fertile pianura del Gange, dove fondarono una nuova società che sarebbe divenuta il fondamento della induismo così come lo conosciamo. Gli indiani nativi, chiamati “Dravidiani”, vennero spinti lentamente verso sud dalle incursioni ariane.
I risultati di questo scontro culturale si possono vedere ancora oggi, con l’India meridionale che appare molto diversa alla sua controparte settentrionale, sia in termini linguistici che di tradizioni. Come già detto, gli ariani parlavano l’”Indo-europeo”, il linguaggio che, secondo gli studiosi, costituisce la base di tutte le lingue europee; a questo, a detta di molti ricercatori, si aggiunge il fatto che probabilmente gli stessi ariani furono i primi “europei”.

Scritti sull’invasione ariana dell’India possono essere trovati nei Veda, la più antica raccolta di testi Indù esistente, scritta tra il 2000 e il 1000 a.C. Veda in sanscrito significa “corpo di conoscenza.” Gli studiosi ritengono che i Veda provengano da una tradizione orale introdotta dagli Ariani.

E’ nei Veda, che conosciamo per la prima volta l’arcaico sistema gerarchico delle caste che divide la cultura indù in quattro gruppi distinti, più gli “Intoccabili”. Dall’India, gli ariani migrarono verso occidente in Europa, creando le più alte culture che divennero poi la Germania, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, l’Italia, la Polonia, e così via.

Prima del cristianesimo, dunque, la maggior parte dei caucasici in Europa praticavano l’induismo. Se gli Ariani portarono l’induismo in India e gli europei discendono dagli ariani, seguendo la linea degli eventi, ne deriva che tutti i nostri antenati, in un certo momento della storia praticarono l’induismo, con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, Trasmigrazione , Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana.

L’INDUISMO – LA RELIGIONE DEGLI ANTICHI ARIANI

La prova di quanto affermato in precedenza può essere trovata notando l’incredibile diffusione della svastica nelle rovine dell’europa preistorica:

Ancient-European-SwastikaAntico mosaico all’Iliou Melathron (Palazzo del Sole) ad Atene, in Grecia.

Leggiamo in Barbarian Tides, una pubblicazione del 1982 a cura della prestigiosa biblioteca Time-Life Books, che “ariani” (un termine usato dagli studiosi pre-nazisti per descrivere gli abitanti europei “bianchi”) introdussero l’”Induismo” nel sub-continente Indiano prima di stabilirsi in Europa:

“Costoro, gli ariani, avrebbero condiviso le loro istiturzioni sociali nel subcontinente indiano divulgando una cultura spirituale unica, l’induismo”.

-Time-Life Books biblioteca, 1982

William Henry Goodyear (1846 – 1923), un noto archeologo americano, storico dell’arte e curatore di musei (figlio di Charles Goodyear quello dei pneumatici Goodyear) scrisse nel suo libro Grammar of the Lotus :

“… La svastica era un” simbolo ariano “… L’ipotesi che gli Indù ariani portarono con loro la svastica in India è … perfettamente sostenibile, dal momento che può essere trovata nell’arte preistorica europea …”

-William Henry Goodyear, Grammar of the Lotus, 1891

William-Henry-Goodyear

William Henry Goodyear fu il primo curatore del Metropolitan Museum of Art di New York City.

Più o meno in questo periodo, nel 1876, possiamo leggere nel manuale scolastico di geografia moderna, scritto da John Richardson, vicario del St. Mary Hospital nell’Essex, Londra:

“Gli ariani indù … in tempi molto precoci … si separarono dalla grande famiglia, negli altopiani dell’Asia centrale, attraversando l’Himalaya, scesero nelle pianure dell’Indo e del Gange, invasero gran parte della penisola, introducendo la civiltà e la religione che domina oggi l’India. ”

-John Richardson, un manuale scolastico di geografia moderna, 1876


John Richardson (1810 – 1888)

Nel suo libro del 1881, A Short Manual of the History of India, Sir Roper Lethbridge, un accademico britannico e membro del House of Commons, scrisse un capitolo intitolato “La conquista dell’India da parte degli indù ariani”, in cui spiega:

“… I resoconti sulle prime invasioni ariane … derivano principalmente da un esame degli Inni dei Veda, i libri religiosi più antichi degli Ariani …

… Gli invasori dell’India … appartenevano ad una razza (chiamata ariana o indo-europea), che comprendeva gli antichi Greci, Romani e Persiani e la maggior parte delle nazioni europee moderne, come quella inglese, tedesca, francese, e molte altre .

Sir Lethbridge-Roper, A Short Manual of the History of India, 1881

Queste citazioni mostrano l’attuale e diffusa credenza che gli “ariani” portarono l’induismo in India e poi in Europa. Mentre il cristianesimo sostituì l’induismo in Europa, esso rimase attivo in India.

La domanda quindi è: perché questa affascinante storia della razza bianca e della religione induista viene oggi censurata da quasi tutti i segmenti della società occidentale?

LA STORIA PROIBITA DELLA RAZZA BIANCA

L’induismo ariano viene tenuto nascosto di proposito, a quanto pare. Non viene insegnato nelle scuole o nelle università. Non è spiegato nei film,  nei libri di cultura popolare, alla TV, alla radio, sulle giornali o sulle riviste, o nei mass media. Il fatto stesso che tu non ne sia a conoscenza è prova di una cover up in atto.

Censored-SwastikasSimbolo della “Censura” in uno studio del della Yale University (1898) intitolato “Le svastiche dell’Europa antica”.

La cosa ancora più strana è come la razza bianca si identifichi con la religione ebraica e non con la propria religione ancestrale che è l’induismo. Ci vengono insegnate le storie bibliche di Mosè e dei dieci comandamenti, l’esodo dall’Egitto, l’arrivo nella Terra Promessa, il regno di Davide e Salomone, e così via. La storia ebraica venne innestata in maniera innaturale nella psiche europea al fine da far credere agli europei di aver dei progenitori ebrei, in altre parole, i bianchi sono “cresciuti” ebrei. Perché?

Il motivo è che sembra esserci qualcosa di nascosto, ma potente, nella storia ariana, che i poteri forti trovano estremamente minaccioso. Se cerchiamo di ripercorre le origini ariane spingendoci ulteriormente indietro, nelle profondità del tempo, arriviamo esattamente in questa “zona proibita”. Si tratta di un tesoro spiritualmente edificante e la cui saggezza può essere utile nell’auto miglioramento. Si basa su ciò che potremmo chiamare la connessione “Ariano/Atlantidea”.

LA CONNESSIONE ARIANO ATLANTIDEA

Questo collegamento Ariano / Atlantideo venne ripreso, in epoca recente dalla celebre mistica russo Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica” a New York nel 1875. La sua opera massima, La Dottrina Segreta, venne pubblicata nel 1888 ed ebbe un forte impatto in tutto il mondo. La sua influenza su Adolf Hitler e i nazisti, che viene praticamente trascurata dagli storici, alterò completamente il corso del 20 ° secolo. Notare la svastica sul logo della sua organizzazione:

Blavatsky-Theosophical-SocietyA sinistra: Helena Blavatsky. A destra: Logo della Società Teosofica, New York City, 1875. Notare la svastica.

Ignorando il concetto biblico che “Dio creò l’uomo in sei giorni”, la Blavatsky affermò l’antichità, il primato, e l’universalità della cosiddetta dottrina della “caduta dell’uomo e la sua discesa nella materia”, che costituisce la radice della dottrina di gran parte del pensiero orientale (Induismo, Buddismo), della filosofia greca e dei moderni circoli esoterici occidentali.

Essa insegna che sotto la carne gli uomini e le donne sono degli “dei” o “anime eterne” cadute nel “mondo materiale” dalla nostra più alta “casa spirituale” alla quale l’anima dovrà poi fare ritorno. Durante la sua discesa, anima ha dovuto indossare una “veste” cioè il corpo fisico, in questo modo non è più riuscita a riconoscere la sua natura eterna e spirituale.

“Non hai un’anima. Tu sei un’anima. Hai un corpo. ”

-C.S. Lewis

“L’uomo è un dio nel corpo di un animale secondo la filosofia antica …”

-Dr. Alvin Boyd Kuhn

“Un uomo è un dio in rovina.”

-Ralph Waldo Emerson

Secondo la Blavatsky, la caduta dell’anima è una conoscenza andata salvata dal cataclisma che distrusse l’antica e potente civilità di Atlantide. Come abbiamo visto nella parte 1, il filosofo greco Platone citò per primo Atlantide nel IV secolo aC, riferendosi ad essa come ad un’isola ormai sommersa che un tempo fioriva nell’oceano Atlantico.

Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori, finchè lentamente la loro parte umana prese il sopravvento su quella divina.

“… L’elemento divino si indebolì… e le loro caratteristiche umane divennero predominanti e cessarono di vedere la loro prosperità con moderazione.”

-Platone, Timeo e Crizia

Mentre gli studiosi dei tempi della Blavatsky tracciarono le origini degli Ariani sulle montagne del Caucaso, la Blavatsky spostò la loro patria ad est in Tibet, nel cosiddetto “tetto del mondo”, dove trascorse anni a studiare. Le acque del diluvio che inondarono Atlantide, affermò, spinsero i profughi verso il Tibet, dove rimasero al sicuro per generazioni. Gli ariani lentamente emersero da qui diventando discendenti ed eredi diretti degli Atlantidei.

Aryan-Homeland-After-the-FloodMappa della invasione ariana dell’India.

È interessante notare come il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724 – 1804), descrivendo il Tibet un secolo prima della Blavatsky, dicesse che:

 “… Senza dubbio fu abitato prima di ogni altra zona e potrebbe anche essere stato il luogo di tutta la creazione e di tutta la scienza. La cultura degli indiani, come è noto, quasi certamente provenì dal Tibet, così come tutte le nostre arti quali l’agricoltura, i numeri, il gioco degli scacchi, ecc, sembrano provenire dall’India. “

-Immanuel Kant

La Blavatsky vide, nei miti del diluvio, leggende parallele su una catastrofe globale che costrinsero l’uomo e la civilità a ricominciare da capo, un pallido ricordo dell’affondamento di Atlantide.  Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’”idea” di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri. Nel corso dei millenni, la razza atlantidea si estinse; la Blavatsky sostenne che essa fu rimpiazzata da quella ariana.

Questa storia Ariano / Atlantidea venne supportata nel 19 ° e all’inizio del 20 ° secolo da studiosi e intellettuali. Il famoso filosofo austriaco, educatore, e pensatore sociale, Rudolf Steiner (1861-1925), scrisse:

“La maggior parte del popolo di Atlantide è scomparso ma da una piccola porzione di esso sono discesi gli ariani che rappresentano oggi l’umanità civilizzata.”

-Rudolf Steiner, Cosmic Memory

rudolf-steinerRudolph Steiner

Il membro del congresso americano Ignatius Loyola Donnelly (1831 – 1901) scrisse un capitolo intitolato “The Aryan Colonies From Atlantis” nel suo libroAtlantis: The Antediluvian World, dove afferma:

“La razza ariana… proviene da Atlantide?”

“Il centro delle migrazioni ariane (secondo l’opinione popolare) … fu l’Armenia. In quelle zone c’è anche il monte Ararat, luogo dove si fermò l’Arca – un altro riferimento alle regioni del diluvio”

“I Greci, che sono ariani, attribuiscono le loro origini alle persone che si salvarono dal diluvio, così come fecero altre razze di origine ariana … qui troviamo un’altra prova del rapporto tra Ariani e il popolo di Atlantide .. i Greci, una razza ariana, nelle loro tradizioni mitologiche, mostrano la più stretta relazione con Atlantide …Abbiamo visto che Zeus, il re di Atlantide, la cui tomba può essere vista a Creta, fu trasformato nel dio greco Zeus. “

-Ignatius Donnelly, Atlantis: The Antediluvian World, 1882

Ignatius-DonnellyIgnatius Loyola Donnelly

Durante la lenta scomparsa di Atlantide e la nascita della stirpe ariana, che si verificò nel corso di diversi millenni, avvennero, secondo la Blavatsky, 2 principali cambiamenti fisiologici, uno dei quali di fondamentale importanza.

IL TERZO OCCHIO ARIANO/ATLANTIDEO

Gli Atlantidei erano più alti di noi, ma persero la loro imponente statura non appena la loro spiritualità cominciò a vacillare. La seconda e più significativa mutazione impedì alla nuova razza ariana di “vedere” lucidamente l’”anima interiore.” Questo lasciò i suoi moderni discendenti, incapaci di vedere e riconoscere la propria divinità interiore. La Blavatsky riteneva che gli Atlantidei possedessero questa capacità un tempo, grazie all’esistenza di un enigmatico organo luminoso, all’interno del cervello, chiamato “occhio ciclopico” o “Terzo Occhio”.

Sulla fronte, al centro vi sarebbe una strana ma affascinante appendice. Come i nostri due occhi vedono all’esterno e al mondo materiale, questo unico occhio vede all’interno, alle questioni spirituali, all’anima. Quando gli abitanti di Atlantide involvettero in Ariani, il Terzo Occhio si atrofizzò. La Blavatsky scrisse:

“… Il “terzo occhio”, una volta, era un organo fisiologico che, in seguito, a causa della progressiva scomparsa della spiritualità e dell’aumento del materialismo si atrofizzò″.

-Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta, 1888

Anche se atrofizzato, la Blavatsky insisteva nel dire che come i nostri antenati di Atlantide, noi uomini moderni, potevano ancora accedere a questo organo; alcuni scienziati all’inizio del 19 ° e del 20 ° secolo lo identificarono nella ghiandola pineale, descritta nel seguente modo:

“Una piccola … appendice conica presente nel cervello di tutti i vertebrati craniati che in alcuni rettili ha la struttura essenziale di un occhio … è ritenuta un terzo occhio rudimentale, un organo endocrino, o la sede dell’anima …”

—Webster’s Ninth New Collegiate Dictionary

Il filosofo francese René Descartes (1596-1650) chiamò la ghiandola pineale la “sede dell’anima”, “Occhio singolo” e “Terzo Occhio”. E’ possibile trovarlo in dipinti, sculture, incisioni risalenti a migliaia di anni fa:

Ancient-Cyclopes-SicilyAntico mosaico di un ciclope con il terzo occhio presso Villa Romana, Sicilia

I lettori che hanno familiarità con l’induismo ricorderanno che il Terzo Occhio ha una lunga tradizione in India, dove è conosciuto come “urna” o “Trinetra,” e viene indicato da un puntino, sopra e tra gli occhi. Anche se i mistici e gli adepti parlano spesso dei suoi misteriosi poteri occulti, ad un livello base denota intuizione spirituale, fornendo al soggetto la visione della propria anima interna:

Bodhisattva-Statua di Bodhisattva del 3 ° secolo trovata nell’attuale Afghanistan. Nota: il Terzo Occhio simboleggiato dal puntino sulla fronte.

L’induismo ariano, ci viene costantemente tenuto nascosto, in modo da non poter conoscere il collegamento Ariano/Atlantideo che ci porterebbe alla riscoperta dei poteri latenti del terzo occhio? L’elite, sta cercando di non farci aprire il Terzo Occhio, quello strumento naturale con il quale comunichiamo con la nostra anima interiore, riconosciamo la nostra divinità e realizziamo il nostro potenziale?

Il Terzo Occhio viene ampiamente utilizzato in Oriente, appare in varie discipline, ed è sfruttato nelle pratiche di meditazione quali lo yoga e il buddismo Ch’an così come nele arti marziali come karate, qigong, e aikido. Esso costituisce l’apice della dottrina induista del Kundalini Yoga, con il suo famoso sistema di “chakra”. Il terzo occhio o “Ajna” è il sesto dei sette chakra e viene risvegliato quando riusciamo a bilanciare il nostro canale solare ovvero il “pingala” nella parte destra del nostro corpo con il canale lunare detto “ida” nel lato opposto:

Kundalini-Yoga-Third-Eye-YogaKundalini Yoga. Si noti il ​​sole sulla destra e luna sulla sinistra.

Nonostante gli orientali abbiano abbastanza familiarità con il terzo occhio la sua saggezza è stata totalmente dimenticata dal mondo occidentale. C’è stato uno sforzo cosciente per nasconderla?

IL SEGRETO MASSONICO DEL “TERZO OCCHIO”

Incredibilmente, il disegno di un sole sulla destra, di una luna sulla sinistra e di un occhio solo al centro è anche sulle insegne, sui disegni e sui manufatti della massoneria, la più antica società segreta della storia occidentale. Il terzo occhio viene solitamente disegnato al centro tra il sole (pingala) e la luna (ida):

Masonic-Third-Eye-Tracing-BoardTracing Board Massonica, 1820

La massoneria è l’erede di un antico e perduto segreto risalente ad Atlantide? La confraternita massonica venne creata in risposta alla venuta del cristianesimo come un tentativo di salvare la saggezza Ariano/Atlantidea sul Terzo Occhio?

I massoni furono a lungo considerati come i custodi di un blasfermo ed eretico segreto, proveniente dall’antichità. Si pensi all’improvvisa persecuzione dei massoni da parte della Chiesa cattolica, a partire dagli inizi del 1700.

“… Seguendo l’esempio dei nostri predecessori, abbiamo intenzione di rivolgere la nostra attenzione alla società massonica, alla sua intera dottrina, alle sue intenzioni, alle azioni e ai suoi sentimenti, al fine di mostrare la malvagità di questa forza e fermare la diffusione di una malattia tanto contagiosa … ”

-Papa Leone XIII, Humanum Genus

Questa condanna sembrerebbe indicare che i massoni fossero stati degli eretici, in possesso di una sorta di dottrina religiosa che contraddiceva il canone ufficiale della Chiesa. Per molti pensatori ed accademici del 19° e 20° secolo, il Terzo Occhio è proprio quella dottrina:

“… L’occhio che tutto vede … Questo è l’occhio della massoneria, il terzo occhio. Mentre so per certo che ben pochi massoni capiscano il significato dei loro stessi simboli, resta il fatto che li usano… ”

-—Dr. George Washington Carey, The Wonders of the Human Body,1918

“L’Ordine della Massoneria riconosce l”Occhio che tutto vede’ come l’Occhio della grande saggezza. Si dice che questa “Grande Saggezza” viene offerta in dono a coloro che cercano i sacri misteri, comprendono l’illuminazione, la visione interiore e la conoscenza intuitiva. Il contatto con questa grande saggezza avviene attraverso il ‘Terzo Occhio’ (ghiandola pineale) situato all’interno della fronte. ”

-Dr. Jeffries Joye Pugh, Eden, 2006

“L’occhio comune vede solo la parte esteriore delle cose, e giudica in base ad essa, l’occhio che tutto vede invece, attraversa le cose leggendo cuore e anima, trovando lì capacità che all’esterno non sono percepibili e non rilevabili da chi sprovvisto di questo dono. ”

-Mark Twain, famoso scrittore e massone americano, 1899

“La Grande Piramide è un simbolo occulto centrale, che viene spesso raffigurata assieme all’occhio che tutto vede o ” terzo occhio” al suo interno. In questa forma è il simbolo della massoneria mistica. ”

—John Bowlt, Wendy Salmond, and Marie Turbow, The Uncommon Vision of Sergei Konenkov, 1874-1971

“L’occhio che tutto vede … è anche l’emblema del terzo occhio umano … che venne ritrovato nei resti di tutte le civiltà ….”

—Grace Morey, Mystic Americanism, 1924

Massone famoso ed ex studente di Harvard, Albert Pike (1809-1892), credeva che la vera Massoneria fosse qualcosa di simile all’antica dottrina della razza ariana. Pike, un pilastro della Massoneria americana, è meglio conosciuto per il suo libro del 1871, Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry. Ma pochi si rendono conto che scrisse altri due libri degni di nota che esaminano l’antica spiritualità ariana: Aryan Deities and Worship as Contained in the Rig-Veda e Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta.

“Il mondo deve tutte le sue corrette e profonde concezioni di Divinità e la sua conoscenza dell’esistenza dell’anima, alla grande razza ariana”.

-Albert Pike Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta

Albert-PikeAlbert Pike (1809-1892).

Come nel caso di Pike, un medico massone chiamato JD Buck (1838 – 1916) si interessò alla storia ariana in India, in Iran, e nelle religioni orientali in generale. Scrisse nella sua opera Mystic Masonry:

“La vera fonte da cui deriva l’Antica Saggezza …è l’India, la Madre delle civiltà, delle religioni e della sapienza esoterica.”

-Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Il Dr. Buck fornì anche una descrizione fisica del Terzo Occhio e collegò l’abilità di “controllarlo” al terzo grado della Massoneria:

“Venne chiamato “Terzo Occhio”. Gli antichi indu lo chiamarono Occhio di Shiva … E’ atrofizzato e quindi latente nell’individuo medio … L’occhio di Shiva è, infatti, un occhio che tutto vede; attraverso quest’ultimo è possibile annullare i concetti di spazio e tempo sul piano fisico …

Un vero Maestro [Massone], quindi, ha l’Occhio di Shiva. La ghiandola pineale, dormiente in altri, in lui è attiva … ”

-Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Se Buck affermasse il vero e cioè che praticare una dottina occulta orientale, fosse parte dell’insegnamento massonico, risulterebbe anche chiara la forzata segretezza a cui è stata costretta la massoneria in Europa. A causa del potere e della brutalità dell’Inquisizione, così come per il suo obiettivo dichiarato di distruggere gli eretici, i massoni non ebbero altra scelta che nascondersi, al fine di preservare le loro tradizioni conoscenze e riti sul terzo occhio.

Detto in altre parole, il Terzo Occhio è il “Grande Segreto” della Vera Massoneria, che venne istituita proprio per preservare le antiche dottrine dei nostri antenati Ariano/Atlantidei.

HITLER E IL TERZO OCCHIO

E’ interessante notare che, avendo già accettato molte delle idee della Blavatsky, i leader occulti tedeschi – saliti al potere decenni dopo la morte di Pike o Buck, riconobbero anch’essi l’importanza del Terzo Occhio credendo persino alla spiegazione della Blavatsky, riguardo le sue origini Atlantidee. Descrizioni del Terzo occhio possono essere ritrovate negli scritti di molti capi nazisti. Hitler fece un riferimento indiretto ad esso nel Mein Kampf:

“… Tutta la cultura umana, tutti i risultati raggiunti nell’arte, nella scienza e nella tecnologia, sono quasi esclusivamente il prodotto creativo della razza ariana … ”

-Adolf Hitler, Mein Kampf, 1925

L’idea hitleriana sul Terzo Occhio venne espressa da Hermann Rauschning, ex presidente nazionalsocialista del Senato di Danzica. In “Hitler Speaks” (Londra, 1939), Rauschning scrisse:

Avere delle conoscenze magiche era evidentemente l’ideale di progresso umano concepito da Hitler … C’era una volta l’occhio dei Ciclopi, o occhio mediano, l’organo della percezione magica dell’Infinito, ormai ridotto ad una rudimentale ghiandola pineale. ”

-Hermann Rauschning, “Hitler Speaks”

Hitler-signAdolf Hitler

Un’ulteriore prova della sua fede nel Terzo Occhio può essere trovata nel libroHitler’s Secret Conversations, una trascrizione di dialoghi e discussioni riservate che ebbero luogo nel suo quartier generale dal luglio 1941 al novembre 1944, registrate per i posteri. Hitler affermò:

“In tutte le tradizioni umane … si può trovare menzione di un enorme disastro cosmico … A mio parere ciò è spiegabile solo considerando l’ipotesi che questo cataclisma distrusse completamente l’umanità, in possesso di un elevato grado di civilità. I frammenti che ci derivano della nostra preistoria forse, non sono altro che riproduzioni di oggetti appartenenti a un passato più lontano, ed è proprio grazie ad essi, che le origini della civilità possono essere riscoperte di nuovo … ”

—Trevor-Roper, Hitler’s Secret Conversations

La convinzione di Hitler nel Terzo Occhio dimostra quanto siano stati influenti gli scritti della Blavatsky nella Germania pre nazista. Molte delle sue idee erano esattamente parallele a quelle della Blavatsky, tra cui il logo della svastica, l’idea del primato della razza ariana e della sua antichità e di una civiltà antidiluviana altamente sofisticata e ormai dimenticata.

Squadre naziste di antropologi, archeologi e studiosi dell’occulto, vennero spedite in Estremo Oriente, India e Tibet per scoprire le prove della storia ariana. Le loro ricerche costituirono la base per i film di Indiana Jones, in cui vengono raffigurati ufficiali nazisti alla ricerca di manufatti e tesori perduti in terre dimenticate.

DECODIFICANDO LA SVASTICA

Secondo il professor Nicholas Goodrick-Clarke, uno studioso di esoterismo occidentale presso l’Università di Exeter, le idee della Blavatsky raggiunsero Hitler e i nazisti indirettamente, attraverso un poeta e icona occulta viennese della Germania Pre-Nazista chiamato Guido Von List (1848 – 1919).

Guido-Von-ListGuido von List (1848 – 1919).

Come la Blavatsky, List era convinto che gli antichi Ariani avessero creato delle “capitali spirituali” in tutta Europa. Secondo l’occultista furono loro a costruire la particolare architettura megalitica, basata su un misteriosa “tecnica” ereditata dai loro antenati di Atlantide, che prevedeva l’utilizzo della forza del «dio interiore», risvegliando il Terzo Occhio.

StonehengeStonehenge, monumento megalitico inglese.

Seguendo le opinioni del filosofo e massone italiano Giordano Bruno (1548-1600), che fu bruciato vivo dall’Inquisizione per aver rifiutato di abiurare le sue idee gnostiche eretiche, List credeva che l’Antico Testamento, su cui si basano i valori religiosi, sociali, dell’etica e della morale del mondo occidentale, rappresenti un falso insegnamento che ha nascosto il più ricco e autentico induismo ariano, un passato “spirituale”, ora quasi dimenticato.

Giordano-BrunoGiordano Bruno (1548-1600) una grande mente condannata a morte.

Per List, l’influenza del Vecchio Testamento in Europa oscurò l’induismo originale portato dagli Ariani. Infine, l’ascesa dell’onnipotente Chiesa cattolica diede il colpo di grazia finale all’induismo europeo. Secondo Goodricke-Clarke:

“… List fu attratto dalle idee di Giordano Bruno … Bruno proclamò come il giudaismo e il cristianesimo avessero corrotto la religione antica e vera … la quale godette di notevole popolarità tra i neo-platonici del Rinascimento. ”

-Nicholas Goodrick-Clarke, Le radici occulte del nazismo, 1992

Per List, come per Bruno, l’Antico Testamento non è un resoconto accurato della storia umana. Poichè l’Europa e l’Occidente hanno accettato senza riserve la Bibbia, come se fosse patrimonio di tutta l’umanità (e non la storia di un piccolo gruppo, gli ebrei), il popolo occidentale non è riuscito a riconoscere una storia che è di gran lunga più ampia, oltre che una ricchissima saggezza spirituale il cui simbolo chiave è la svastica.

La parola “Swastika” deriva dal sanscrito “su” (buono) e “Asti” (Essere), che significa “Essere buono”. L’emblema si forma con due “S” runiche simmetriche, ma opposte, ponendo in equilibrio perfetto le loro 2 forme congruenti. (Il runico era un antico e misterioso alfabeto utilizzato anticamente in Nord Europa)

Swastika-MeaningLa svastica, un antico simbolo per l’equilibrio degli opposti.

List sostenne che gli antichi Ariani videro nelle due “S” opposte della svastica, la dottrina dell’”equilibrio duale” (cioè, Sole vs Luna, Giorno vs Notte, Luce contro Buio, Caldo vs Freddo, Secco vs Bagnato, Maschio vs Femmina, Positivo contro Negativo, ecc.) Anche la Blavatsky credeva che la svastica simboleggiasse le “coppie di opposti” nel mondo materiale, proprio come lo yin e yang della Cina o il Sole e la Luna nella Massoneria:

“Il segno doppio, come ogni studente di occultismo sa, è il simbolo del principio maschile e del principio femminile della Natura, del positivo e del negativo …”

-Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta

Spiegò che incrociare le due “S” significa unificare gli opposti o equilibrarli dando loro un centro comune, in altre parole, significa che per auto realizzarsi è necessario un punto centrale di equilibrio tra le due “S” opposte (la dualità).

Questa è precisamente la formula sacra per risvegliare il Terzo Occhio: il bilanciamento degli opposti (vale a dire, l’equilibrio del sole e della luna, di ida e pingala, di Boaz e Jachin, ecc.) Lo scrittore e giornalista inglese Perceval Landon (1868-1927), descrive il suo viaggo in Tibet, spiegando:

“… La svastica … sormontata dai simboli del sole e della luna rozzamente disegnati … compare nei più importanti luoghi del paese”.

—Perceval Landon, Lhasa: An Account of the Country and People of Central Tibet, 1905

Swastika-TibetSwastika in Tibet, fiancheggiata dal sole e dalla luna, Età del ferro (1300 aC – 600 aC) http://www.tibetarchaeology.com

Dopo essere arrivata in India con gli ariani, la svastica si trasferì in seguito in Cina e Giappone con la diffusione del Buddhismo (un ramo dell’induismo). Ecco perché il Buddha, la cui apparizione nel VI secolo aC avenne molto tempo dopo lo spostamento degli ariani e la diffusione dell’induismo, viene raffigurato con la svastica, mentre medita a gambe incrociate nella posizione del loto, con il terzo occhio aperto (il punto bindi) sulla fronte. In altre parole, utilizzando la svastica Buddha equilibra la sua parte solare e lunare, risvegliando il Terzo Occhio (“Buddha” significa colui che si è risvegliato):

Swastika-Third-Eye-Buddha-1024x418Il Buddha con la svastica sul petto e il terzo occhio aperto, in comunione con la sua “anima interiore” l’apice dell’insegnamento induista-ariano.

C’è, naturalmente, molto di più dietro il simbolismo della svastica, ma il suo significato di base è quello di insegnarci a trovare il nostro centro o «dio interiore» risvegliando il Terzo Occhio, un atto che rivela la pienezza del nostro essere interiore, dove ogni contraddizione e conflitto, svaniscono, dove il velo del mondo materiale viene provvisoriamente sospeso, rivelando il Sé o l’”anima interna” che ci permette di sfruttare il suo potere per ottenere la liberazione spirituale.

CONCLUDENDO

L’origine della razza bianca è molto più di un argomento “tabù″ per gli universitari di oggi, è completamente vietato e fuori legge. Il fatto che si sappia così poco su questo argomento e sull’antica religione europea dell’induismo, è una prova di tutto ciò. Un certo numero di studiosi del 18esimo, 19esimo e 20esimo secolo concordavano sul fatto che la razza ariana discendesse dall’antica e perduta razza Atlantidea. Questa convinzione, una volta era l’opinione che andava per la maggiore negli ambienti accademici.

Le elite non vogliono che le masse comprendano il collegamento, tanto sostenuto dai vecchi accademici, tra gli Ariani ed Atlantide, poichè la dottrina del Terzo Occhio spazzerebbe via completamente il “Dio” dell’Antico Testamento dall’equazione spirituale, migliorando l’uomo attraverso la forza della sua stessa divinità.

Fonte