Archivi categoria: Polizia

La vera disinformazione

Il web è libero e bello proprio perchè ognuno puoi LIBERAMENTE riportare le sue esperienze, pensieri e punti di vista.

Ci sono però degli oppositori, che non vanno visti in agenzie super segrete del governo o in organi importanti, ma in persone come noi.

Chi è tanto stupido e primitivo da voler impedire che tutto ciò sia possibile?

Questa gente è formata dalle proverbiali PECORE che stanno a guardia del recinto. Sono persone, spesso pagate, che con una scarsa retorica cercano di “zittire” coloro che la pensano in maniera diversa dal regime.

Se le loro farneticazioni accusatorie non bastassero, si aggrappano all’autore/blogger e lo insultano. Questa è una pratica tipica degli ignoranti, che messi con le spalle al muro, o meglio incapaci di replicare cercano di provocare il soggetto.

Bhè ci sono molti blogger che hanno tentato di fermare questa FECCIA ma senza risultato, probabilmente essi sono tutelati da qualcuno in alto che apprezza il lavoro che stanno facendo.

Oltre a questi blogger FECCIA ne esiste un altro sottogruppo, ancora più infimo e inutile, sono coloro che criticano i blogger indipendenti, che non ci guadagnano nulla dal loro operato ma fanno solo informazione, sperando di essere letti da qualche persona.

Un esempio su tutti  è il sito degli strakerenemy: Il sito è costruito da una crew di buon temponi che passa letteralmente tutto il giorno a scovare siti indipendenti e a offendere pesantemente i proprietari dei siti.

Ora, se siete persone normali, penserete: Non hanno un cazzo da fare tutto il giorno? Perchè si autocompiacciono nell’offendere una persona?

La mia risposta iniziale alla questione, e cioè sono dei poveri sfigati, era incompleta in quanto ahimè anche qui c’è gente pagata o della polizia che controlla che notizie vengono pubblicate.

Essendo però poco preparati sugli argomenti risultano solo offensivi.

La crew è composta per lo più da membri anonimi che non hanno neppure il coraggio di mettere il proprio nome sui commenti che fanno…Gente che per strada non riuscirebbe a reggere neppure lo sguardo da quanto timidi e insicuri sono. Ma il web è il web e offre una spettacolare protezione e un coraggio virtuale degno delle più squallide osterie.

Lo scopo di molti blogger non è quello di far accettare per vera una notizia, ma quella di mettere i propri lettori davanti a degli interrogativi, per svilupparne il lato critico.

Visto che le forze dell’ordine non ci sono d’aiuto prego a chiunque legga questo post di riportalo nel suo sito per fare INFORMAZIONE su questi SCIACALLI.

Questi personaggi pensano che il mondo vada bene così! Se l’80 % (bisogna fare stime rigorose altrimenti il punto non viene capito!!!) del mondo muore di fame di sete e di malattie, per loro è normale, lo accettano! Le prove portate sull’11 settembre danno inconfutabilmente ragione a chi pensa che sia stato un “inside job”. Loro credono alla storia del terrorista che da una grotta ha dirottato gli aerei che hanno colpito le torri gemelle e il pentagono.

Molte informazioni che loro chiamano “COMPLOTTI” sono in realtà DATI DI FATTO la loro diffidenza verso di essi può essere dovuta a:

Ignoranza

Corruzione

Sono propenso a credere alla 2 ipotesi dato l’elevatissimo numero di informazioni che ci sono a riguardo delle scemenze che fanno i nostri governi.

Pensate che una volta uno di loro mi propose di giocarmi la casa al mare per scommessa…. Non ho i soldi per permettermi una casa al mare IO. Vuoi vedere che sono tutti rampolli di famiglie ricche innamorati del loro Silvio nazionale?

AGGIORNAMENTO, LE PAROLE DEL WEBMASTER:

eSSSe said… Chriss,

per fortuna (o purtroppo) in Italia ognuno e’ libero di dire quello che vuole.
Di conseguenza anche i marciano’ bros e i loro simili sono liberi di dire e scrivere ogni genere di cazzata.
Personalmente considero questi personaggi la dimostrazione che la democrazia e’ un bell’ideale ma che non funziona (ci pensi che il tuo voto vale come quello di corrado penna?).
Anche se il loro principale scopo nella vita e’ produrre CO2, bisogna sopportarli e lasciarli fare. Li sbugiardiamo, li prendiamo in giro e li lasciamo fare.
Se poi qualcuno li segue… peggio per loro.

da questo articolo:http://tinyurl.com/34p6bvz

UNA PERSONA CHE NON CREDE NELLA LIBERTA’ DI PAROLA NON HA IL MIO RISPETTO

BOICOTTA STRAKERENEMY

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Stefano Cucchi pt2

Parla la sorella:

“Riteniamo che ci sia una responsabilità di omicidio volontario, perché nel momento in cui loro erano a conoscenza della gravità della situazione non hanno fatto assolutamente nulla per salvargli la vita”. Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, il ragazzo morto il 22 ottobre 2009, giudicato morto per disidratazione dalla apposita commissione parlamentare di inchiesta. “Questa relazione – dice Ilaria Cucchi al programma televisivo Mattino Cinque – conferma quello che noi abbiamo sempre sostenuto, ossia che c’è una responsabilità gravissima da parte dei medici. Attenzione, i medici non solo non lo hanno curato ma lo hanno lasciato morire, hanno ignorato tutte le sue richieste. Voglio dire, il suo digiuno era finalizzato ad incontrare un avvocato, mi domando perché ci sia stata questa sorta di isolamento. Noi siamo d’accordo con quello che affermano i parlamentari, sottolineo però come abbiamo già fatto in altre circostanze, che Stefano non sarebbe arrivato al Pertini se non fosse stato per le percosse e non solo, a mio avviso non sarebbe morto di disidratazione in soli quattro giorni se il suo fisico non fosse stato così debilitato proprio dal pestaggio subito”.

Sull’intenzione di presentare un esposto alla Procura per omicidio, la sorella di Stefano Cucchi ha spiegato: “I nostrilegali stanno valutando questa ipotesi, perché proprio da quanto emerge dalla relazione parlamentare, come anche era già emerso da quella del Dap, ci sono stati dei comportamenti altamente omissivi ed illeciti da parte di chi lo ha avuto in custodia al Pertini. Il corpo di mio fratello parla da solo. Fino a pochi giorni fa si parlava di fratture pregresse e di malformazioni, questo da parte dei consulenti della Procura. Ora c’è stata l’ulteriore conferma che quello che sosteniamo noi è vero, che le fratture sono recenti e sono effettivamente compatibili con il pestaggio che mio fratello ha subito e che talaltro è documentato anche dalle testimonianze”.

“Tutte le responsabilità devono essere accertate, non solo a quelle gravissime dei medici. È ovvio – osserva Ilaria Cucchi -, quello che dice la relazione è vero ma noi non abbiamo mai detto che Stefano è morto per le vertebre rotte, non si può morire per due vertebre rotte. È logico però che tutto questo suo stato, e non mi riferisco solo alle vertebre rotte, Stefano aveva del sangue nello stomaco, nella vescica. Tutto questo stato lo ha portato a morire in quattro giorni al Pertini”.

“Noi riteniamo – prosegue – che ci sia veramente un quadro che possa evidenziare una responsabilità anche di omicidio volontario, perché nel momento in cui loro erano a conoscenza della gravità della situazione e non hanno fatto assolutamente nulla per salvare la vita a mio fratello che, ripeto, poteva essere ancora tra noi se no fosse stato per i loro comportamenti omissivi ed illeciti, a quel punto se ne assumeranno le responsabilità e non mi riferisco solamente ai medici del Pertini ma a tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui”.

“Se mio fratello fosse rimasto al Fatebenefratelli dove gli avevano diagnosticato le vertebre e dove avevano tentato di curarlo, probabilmente sarebbe ancora con noi”, ha concluso Ilaria Cucchi.

Abu Ghraib:Il mondo grottesco creato da ignoranza e violenza

“Fra l’ottobre e il dicembre 2003 nella struttura di detenzione di Abu Ghraib (Bccf) furono inflitti a diversi detenuti numerosi abusi sadici, clamorosi e sfacciatamente criminali. Gli abusi sistematici e illegali sui detenuti sono stati perpetrati da diversi membri della forza di polizia militare (la 372/a Compagnia di Polizia Militari, 320/o Battaglione, 800/a Brigata) nella sezione A-1 del carcere di Abu Ghraib (Bccf).

Segue un riassunto delle fattispecie elencate nel rapporto: “Inoltre – continua il testo del rapporto – diversi detenuti hanno descritto i seguenti abusi, che, date le circostanze, giudico credibili in base alla chiarezza delle affermazioni e le prove addotte a sostegno dai testimoni:”

– Rottura di lampade chimiche, il cui contenuto fosforico veniva versato sui prigionieri
– Minacce con pistole calibro 9 mm.
– Getti d’acqua fredda su detenuti nudi
– Percosse con manici di scopa o con una sedia
– Minacce di stupro ai danni di prigionieri maschi
– Sutura da parte di membri della polizia militare di ferite provocate facendo urtare con violenza il detenuto contro le pareti della cella
– Prigionieri sodomizzati con lampade chimiche o con manici di scopa
– Impiego di cani militari senza museruola per spaventare i detenuti, in un caso risultato in un morso – Pugni, schiaffi e calci ai prigionieri; pestoni sui piedi nudi

– Foto o riprese video di detenuti, uomini e donne, spogliati nudi, a volte in pose forzate umilianti e sessualmente esplicite
– Denudamento dei prigionieri, a volte lasciati spogliati anche per diversi giorni
– Obbligo per i detenuti maschi di indossare capi intimi femminili
– Obbligo per gruppi di detenuti maschi di masturbarsi mentre vengono ripresi
– Prigionieri obbligati a stendersi uno sull’altro in un mucchio sul quale i militari saltavano
– Prigionieri obbligati a stare in piedi su una cassetta, incappucciati con un sacchetto, con fili collegati a dita delle mani dei piedi e al pene, simulando la tortura dell’elettroskock
– Fotografie di militari mentre hanno rapporti sessuali con detenute
– Fotografie di prigionieri con catene e collari da cani attorno al collo
– Fotografie di prigionieri morti
– Le parole “sono uno stupratore” sulla gamba di un detenuto, fotografato nudo, accusato di aver violentato una 15/enne.

Il rapporto parla poi dei cosiddetti “detenuti fantasma”, consegnati a varie strutture di detenzione amministrate dall’ 800/a Brigata di polizia militare da altre agenzie governative Usa, “senza documentarlo”.

Nel testo del rapporto infine si legge: “Queste conclusioni sono suffragate da confessioni scritte rilasciate da diversi indagati, da confessioni scritte rilasciate da detenuti e da dichiarazioni di testimoni”.

Ecco l’Iraq in cui innocenza e colpevolezza si sono spente nel nostro silenzio. In cui i colpevoli hanno vinto, si sono cinti d’alloro, si sono magnificati come esportatori di democrazia per poi tornare a casa a proteggere piccole croci di legno o di plastica attaccate alle pareti di un’aula scolastica. E in cui gli innocenti portano sui corpi e sulle anime i segni indelebili della loro colpa: avere incrociato la bestialità soldatesca sguinzagliata da una politica compiacente e compiaciuta.Anche Obama naturalmente cerca di mantenere più possibile il riserbo sulla vicenda.

Stefano Cucchi:Agli sbirri i tossici non piacciono

Stefano Cucchi è stato arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre scorso. Trascorre la notte in caserma e l’indomani, con un processo per direttissima, il giudice dispone l’arresto in carcere in attesa dell’udienza successiva.È morto all’ospedale Sandro Pertini il 22 ottobre dopo essere passato per gli ambulatori del Tribunale, del carcere di Regina Coeli e dell’ospedale Fatebenefratelli senza avere mai la possibilità di essere visitato dai parenti.

Sul caso interviene anche Luigi Manconi, già sottosegretario alla Giustizia, presidente dell’associazione A Buon Diritto, annunciando una conferenza stampa  con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e con l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia. “Ho avuto modo di vedere le foto della salma di Cucchi. E’ difficile trovare le parole per dire lo strazio di quel corpo, che rivela una agonia sofferta e tormentata“. “E’ inconfutabile – aggiunge – che il corpo di Stefano Cucchi, gracile e minuto, abbia subito a partire dalla notte tra il 15 e 16 ottobre numerose e gravi offese e abbia riportato lesioni e traumi. E’ inconfutabile che Stefano Cucchi, come testimoniato dai genitori, è stato fermato dai carabinieri quando il suo stato di salute era assolutamente normale ma già dopo quattordici ore e mezza il medico dell’ambulatorio del palazzo di Giustizia e successivamente quello del carcere di Regina Coeli riscontravano lesioni ed ecchimosi nella regione palpebrale bilaterale; e, la visita presso il Fatebenefratelli di quello stesso tardo pomeriggio evidenziava la rottura di alcune vertebre indicando una prognosi di 25 giorni.

E’ inconfutabile – dice ancora Manconi – che, una volta giunto nel reparto detenuti dell’ospedale Pertini, Stefano Cucchi non abbia ricevuto assistenza e cure adeguate e tantomeno quella sollecitudine che avrebbe imposto, anche solo sotto il profilo deontologico, di avvertire i familiari e di tenerli al corrente dello stato di salute del giovane: al punto che non è stato nemmeno possibile per i parenti incontrare i sanitari o ricevere informazioni da loro. Ed è ancora inconfutabile che l’esame autoptico abbia rivelato la presenza di sangue nello stomaco e nell’uretra.

E’ inconfutabile, infine – aggiunge – che un cittadino, fermato per un reato di entità non grave, entrato con le proprie gambe in una caserma dei carabinieri e passato attraverso quattro diverse strutture statuali (la camera di sicurezza, il tribunale, il carcere, il reparto detentivo di un ospedale) ne sia uscito cadavere, senza che una sola delle moltissime circostanze oscure o controverse di questo percorso che lo ha portato alla morte sia stata ancora chiarita”.

Ecco le foto dopo 7 giorni di carcere (clicca per ingrandire):


Aprile Maggio 2010: Un cucchiaino di zucchero poteva salvarlo. Chi lo ha pestato e non lo ha soccorso, non pagherà, affanculo.