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RatziLeaks

LE ACCUSE DI VIOLENZE SESSUALI “OFFENDONO” IL VATICANO


I funzionari del Vaticano furono piuttosto seccati quando i loro fratelli sacerdoti vennero convocati da Roma per testimoniare davanti a una commissione irlandese che stava indagando sulle accuse, a loro caso, per abusi sui bambini.

In un “cable” destinato a Washington, i diplomatici degli Stati Uniti hanno scritto che le richieste della Commissione alla Chiesa avrebbero “offeso molti in Vaticano”, come riportato dal quotidiano Guardian di Londra Venerdì sera.

La rivelazione proviene dal “tesoretto” di documenti top – secret del dipartimento di stato rilasciati dal noto sito Wikileaks.

Senza molta collaborazione da parte del Vaticano, la Commissione ha infine concluso che alcuni vescovi hanno cercato di coprire episodi di abuso. Tra il 1975 e il 2004, 320 persone sono state denunciate per abusi sessuali su minori nell’arcidiocesi di Dublino, secondo il rapporto della Commissione.

Nel “cable” circa le polemiche, i diplomatici degli Stati Uniti hanno scritto che i funzionari del Vaticano ritennero che i politici dell’opposizione irlandese volessero lucrare dalle indagini. I funzionari del Vaticano hanno ritenuto che il governo irlandese “non sia riuscito a rispettare e proteggere la sovranità del Vaticano durante le indagini”.

IL PAPA VUOLE TENERE FUORI LA TURCHIA DALL’UNIONE EUROPEA

(I diplomatici vaticani hanno anche fatto pressioni negative sul Venezuela di Chavez e pretendono che le “radici cristiane” vengano sancite nella Costituzione dell’Unione Europea)


Il papa è responsabile della crescente ostilità del Vaticano nei confronti della Turchia per l’entrata nell’UE, ci dicono dei”cables” precedentemente secretati inviati dall’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede a Roma.

Nel 2004 il Cardinale Ratzinger, il futuro papa, parlò contro l’entrata di uno stato musulmano nell’unione europea, anche se al momento il Vaticano era formalmente neutrale sulla questione.

In qualità di ministro degli esteri del Vaticano, monsignor Pietro Parolin, rispose dicendo ai diplomatici degli Stati Uniti che i commenti di Ratzinger erano una presa di posizione del cardinale e che non rappresentavano la posizione ufficiale del Vaticano.


Il “cable” pubblicato da Wikileaks dimostra che fù Ratzinger il deus ex machina principale dietro l’infruttuoso tentativo della Santa Sede di dare peso alla religione cristina all’interno della Costituzione europea. Il diplomatico USA ha osservato che Ratzinger “capisce chiaramente che permettere a un paese musulmano di entrare nell’Ue indebolirebbe ulteriormente le possibilità di innestare “fondamenti cristiani” all’interno dell’Europa”.

Ma nel 2006 Parolin lavorava ancora per Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, e il suo tono si placò decisamente. “Né il Papa né il Vaticano vogliono ostacolare l’adesione della Turchia all’UE”, disse il responsabile americano per gli affari “, piuttosto, la Santa Sede è stata sempre aperta a questa possibilità, sottolineando soltanto come la Turchia dovesse soddisfare i criteri di Copenaghen per poter ricoprire il suo posto in Europa “.

“Una grande paura è che la Turchia possa entrare nell’Unione europea senza aver fatto i progressi necessari sulla libertà religiosa [Parolin] insistite sul fatto che i membri dell’Unione europea – e gli Stati Uniti – continuano a premere il [governo turco] su questi temi …

I “cables” rivelano che attraverso manovre di corridoio tra il governo americano, il governo di Roma e quello di Ankara si spingeva per l’adesione turca all’UE. “Speriamo che un funzionario di reparto anziano possa visitare la Santa Sede e incoraggiarli a fare di più per ottenere un messaggio positivo sulla Turchia e l’integrazione”.

Ma dal 2009,prima della visita del presidente Barack Obama l’ambasciatore degli Stati Uniti era stato istruito sul fatto che “la posizione della Santa Sede è quella che, come membro non-UE, non abbia alcun ruolo di promozione o di veto della Turchia.”

Il cattolicesimo è la sola religione in tutto il mondo con lo status di Stato sovrano, che consente ai chierici più anziani del papa di sedersi al tavolo con i leader mondiali. I “cables” rivelano che il Vaticano regolarmente maneggia e influenza le decisioni attraverso i canali diplomatici, a volte negando la sua colpevolezza. Il Vaticano ha relazioni diplomatiche con 177 paesi e ha usato il suo status diplomatico per influenzare gli Stati Uniti, le Nazioni Unite e l’Unione Europea nel tentativo concertato di imporre la propria agenda morale attraverso i parlamenti nazionali e internazionali.

Su altre questioni globali come il cambiamento climatico, il Vaticano ha cercato di usare la sua autorità morale come leva, pur rifiutandosi di firmare trattati formali, come l’accordo di Copenaghen, che richiedono verifiche degli impegni presi.

In una riunione nel gennaio di quest’anno il dottor Paolo Conversi, il rappresentante del papa in materia di cambiamento climatico, avrebbe detto al segretariato dello Stato Vaticano,  che il Vaticano si sarebbe impegnato ad “incoraggiare altri paesi, in maniera discreta, ad associarsi con l’accordo, quando ci sarebbe stata l’opportunità per farlo”.

Gli americani hanno osservato che Conversi si offrì per sostenere gli Stati Uniti, anche se con discrezione, ma risultò comunque significativo, perché il Vaticano è stato spesso riluttante nel compromettere l’indipendenza e l’autorità morale associandosi con le ideologie di un certo paese.

“Più importante, però, è l’influenza che il papa può avere sull’opinione pubblica nei paesi con grandi maggioranze cattolice e oltre”.

I “cables” rivelano anche che il Vaticano prevede di utilizzare la Polonia come un cavallo di Troia per diffondere i valori della famiglia cattolica, attraverso le strutture dell’Unione europea a Bruxelles.

L’allora ambasciatore statunitense presso la Santa Sede, Francis Rooney, ha informato Washington nel 2006, poco dopo l’elezione di Papa Benedetto XVI, che “la Santa Sede auspica che la Polonia servirà da contrappeso al secolarismo occidentale europeo, una volta che il paese si fosse integrato nell’Unione europea.

Il “cable” osserva che Papa Benedetto XVI è preoccupato dell’aumentare della distanza psicologica che l’Europa ha preso dalle sue origini cristiane

“Ha continuato a concentrarsi sul potenziale della Polonia nella lotta contro questa tendenza. Questo è stato uno dei temi della visita dei vari gruppi di vescovi polacchi in Vaticano alla fine del 2005. ‘E’ un argomento che torna sempre’, ha spiegato il monsignor Michael Banach, il ministro degli Esteri della Santa Sede paese direttore degli affari per la Polonia.

Dall’altra parte dell’Atlantico, il Vaticano ha espresso la volontà di voler “minare” il presidente venezuelano, Hugo Chávez, in America Latina a causa delle preoccupazioni per il deterioramento del potere cattolico. Si teme che Chávez stia seriamente danneggiando i rapporti tra la Chiesa cattolica e lo Stato, individuando nella gerarchia ecclesiastica una parte della casta privilegiata.

Il Monsignor Angelo Accattino, responsabile delle questioni dei Caraibi e Andine per il Vaticano, ha detto che Obama dovrebbe riavvicinarsi a Cuba “al fine di ridurre l’influenza di Chávez e spezzare la sua cabala in America Latina”. Nel mese di dicembre dello scorso anno, il consigliere americano per l’europa occidentale presso le Nazioni Unite, Robert Smolik, ha detto che l’osservatore vaticano era “come sempre attivo e influente dietro le quinte” e “che attivamente faceva pressioni e influenzava le consultazioni informali, in particolare sulle questioni sociali”.

Nel 2001 un altro diplomatico americano in Vaticano, ha dichiarato: “La Santa Sede continuerà a cercare di svolgere un ruolo nel processo di pace in Medio Oriente mentre allo stesso tempo negheranno questa intenzione.”


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Wikileaks: Il bunker che sembra uscito da un film di James Bond

Con la sua eccentrica vita personale e l’aria da misterioso, il fiammeggiante fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, sembra stia facendo del suo meglio per impersonare uno dei cattivi di James Bond. Nell’essere coerente con il suo ruolo ha scelto un ex bunker atomico, simile ad un set del famoso agente 007, come ubicazione per gli archivi di back-up per le migliaia di mail riservate e i documenti che hanno scosso il mondo. Queste immagini mostrano il centro dati Pioner, a più di 30 metri sotto terra in un ex bunker nucleare della Guerra Fredda, in cui tutti i file di Wikileaks vengono preservati.

Il centro nevralgico: Dei super – server utilizzati da molte aziende e anche da Wikileaks per immagazzinare le informazioni

U-boat Backup: I motori del sottomarino vengono utilizzati come generatori di emergenza al Bahnhof internet service provider, in Svezia

La vasta grotta, scavata nel granito sotto il Berg Vita Park a Stoccolma, ospita decine e decine di computer usati come server da molte aziende.
Completo di una stanza ‘fluttuante’ per le conferenze, di corridoi sospesi da vetri, pavimenti a mo di paesaggio lunare, mobili firmati, e perfino, dei motori dei sottomari U-boat come generatori di back-up, tutto ciò che manca è il pallido Assange, che accarezza un gatto bianco.

Il bunker in disuso è stato riaperto nel 2008 con il suo design avveniristico nato da un’idea degli architetti svedesi Albert France-Lanord, che sono stati ispirati dai set di Bond creati da Sir Kenneth Adams. Il brutale design è addolcito da piante tenute in vita da una brillante illuminazione solare e da cascate artificiali.
Mentre è in fuga dalle autorità svedesi e americane, Assange ha dovuto usare questa base sicura per i suoi file.

Wikileaks è stato ospitato dal rivenditore digitale Amazon ma il sito è stato oscurato dopo pressioni intense da parte dei politici americani.
Assange si è poi rivolto ad una ditta francese ma è stato espulso anche da li.
Assange si è poi rivolto alla Svezia, perché le leggi del paese sono tra le migliori al mondo in tema di difesa della libertà di parola.
Secondo la legge svedese, Wikileaks e la gente che ne trasmette le informazioni non possono essere perseguite penalmente.
Tutti i documenti in possesso di Wikileaks probabilmente potrebbero essere contenuti in una memoria esterna,
tuttavia, mettere questi file al sicuro in un bunker sotterraneo è un fattore di sicurezza che certamente va a braccetto con lo smisurato ego di Assange.


CableGate: I punti chiave

Afghanistan: Karzai e la corruzione

“Cables” da Karl Eikenberry, ambasciatore statunitense in Afghanistan, rivelano preoccupazione sia da parte degli Stati Uniti che da parte degli altri capi di stato stranieri circa l’idoneità nel governare del presidente Hamid Karzai.

In un “cable” del luglio 2009 pubblicato dal Guardian, il signor Eikenberry descrive Karzai come “un individuo paranoico che non ha familiarità con le basi del “Nation-building” e che è “troppo egocentrico “, egocentrismo che avrebbe fatto perdere lui il favore della comunità internazionale.

Ma viene anche considerato un “politico scaltro che vede se stesso come un eroe nazionalista”.

Diversi funzionari afgani e stranieri reputano Karzai come un “debole” che sta perdendo la sua influenza.

Il Signor Eikenberry scrive anche di una diffusa corruzione tra i funzionari afghani, citando come esempi le grandi quantità di denaro portate fuori dal paese.

In un rapporto dell’ottobre 2009, parla del fratello di Karzai, Ahmad Wali Karzai, definendolo come “palesemente corrotto e un trafficante di stupefacenti”, aggiunge inoltre che la richiesta di finanziamento del capo di stato per progetti su larga scala “deve essere studiata con una sana dose di scetticismo “.

Cina: Missili e Hacking

Nel novembre del 2007, gli Stati Uniti hanno esortato Pechino a fermare la spedizione di componenti per missili balistici della Corea del Nord all’Iran, secondo un “cable” pubblicato dal Guardian.

Le merci venivano spostate attraverso Pechino e Washington ha preteso una “risposta sostanziale” alla loro richiesta.

“Abbiamo valutato che il modo migliore per prevenire queste spedizioni in futuro è che le autorità cinesi prendano provvedimenti … che renderanno l’aeroporto di Pechino un punto per il trasferimento meno ospitale”, afferma il “cable”.

La Cina è stata citata in un altro “cable”, ha riferito il New York Times, riguardo alla preoccupazione per il suo presunto, crescente utilizzo della pirateria informatica su larga scala.

Il “cable” sostiene che la Cina dal 2002 ha assunto una rete di hacker ed esperti di sicurezza privata che sono riusciti ad accedere ai computer del governo degli Stati Uniti, a quelli delle imprese, a quelli degli alleati occidentali e a quelli del Dalai Lama.

Il “cable” cita un “contatto cinese” che ci dice che il governo cinese era il deus ex machina dietro l’hacking dei sistemi informatici di Google del paese, nel mese di gennaio.

Germania: Tecniche di persuasione

Nel 2004, un cittadino tedesco è stato rapito in Macedonia e presumibilmente portato in una prigione segreta della CIA. Gli agenti lo avevano scambiato per un sospetto di al-Qaeda.

Un “cable” del 2007 dall’ambasciata americana a Berlino spiega nel dettaglio gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti al fine di convincere la Germania a non emettere mandati di arresto internazionale per gli agenti della CIA coinvolti nella cattura.

In un resoconto di una riunione ad alto livello tra i funzionari statunitensi e tedeschi, i “cables” ci dicono che i diplomatici Usa  “hanno sottolineato che la nostra intenzione non era quella di minacciare la Germania, ma piuttosto di sollecitare il governo tedesco nel pesare attentamente ogni passo in modo da evitare implicazioni che potrebbero danneggiare le relazioni con gli Stati Uniti “

Guantanamo

I “cables” sembrano rivelare le discussioni tra i vari paesi su come quest’ultimi si sarebbero comportati riguardo la vicenda dei prigionieri liberati dalla struttura di detenzione di Guantanamo Bay.

Alla Slovenia è stata offerta la possibilità di incontrare il presidente Barack Obama, se avesse accolto un prigioniero, mentre a Kiribati, nel Pacifico del Sud, vennero offerti milioni di dollari di incentivi. Bruxelles ha espresso ottimismo nell’accogliere i prigionieri in quanto potrebbe essere “un metodo a basso costo per il Belgio per assumere maggior importanza a livello europeo”.

Altri dispacci suggeriscono che Pechino si infuriò per il rifiuto degli Stati Uniti di inviare i prigionieri Uiguri da Guantanamo alla Cina, il loro ambasciatore in Kirghizistan chiamò questo atto “uno schiaffo in faccia”. La Germania e la Finlandia sono state presumibilmente messe in guardia da parte della Cina su un possibile danno bilaterale alle relazioni, qualora avessero accettato di prendere uno qualsiasi dei prigionieri.

L’attacco all’Iran

Molti leader arabi e i loro rappresentanti vengono segnalati in quanto esortarono gli Stati Uniti a condurre un attacco contro l’Iran per porre fine al sospetto programma nucleare.

In un telegramma dell’aprile del 2008, l’ambasciatore saudita a Washington, Adel al-Jubeir, ricordò le “frequenti esortazioni” del re Abdullah affinchè gli Stati Uniti attaccassero l’Iran.

L’ambasciatore Al-Jubeir riferì come il re volesse che gli Stati Uniti “tagliassero la testa al serpente”, il telegramma riferisce anche che il ministro degli esteri saudita era meno estremo, chiedendo infatti “solo” sanzioni più severe contro Teheran.

Durante un incontro tra il re Hamad bin Isa al-Khalifa del Bahrain e il generale americano David Petraeus, il re disse agli Stati Uniti che dovevano fermare il programma nucleare iraniano “con ogni mezzo necessario”.

“Il pericolo di lasciarlo proseguire è maggiore del pericolo che si potrebbe avere nel fermarlo”, citazione dal telegramma dell’ambasciatore Adam Ereli, datato novembre 2009.

In un telegramma del 2006, il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammad bin Zayed, disse agli Stati Uniti che era fermamente convinto che  il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad “volesse scatenare una guerra contro di loro”.

Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha utilizzato un maggio 2009 visita di una delegazione del Congresso di Tel Aviv per avvertire che il tempo stava scadendo per fermare il programma nucleare iraniano.

“Barak ha stimato una finestra compresa tra sei e 18 mesi da oggi, in cui fermare l’Iran si doti di armi nucleari potrebbe essere ancora valida”, dice un cavo inviato a Washington l’ambasciatore degli Stati Uniti il mese successivo.

“Dopo di che, ha detto qualsiasi soluzione militare potrebbe causare un danno collaterale accettabile”.

Le due coree: Relazioni con la Cina

Pechino è sempre più insoddisfatta dal comportamento della Corea del Nord, ciò è dimostrato dall’avvertimento di una ambasciatore cinese che giudica il programma nucleare di Pyongyang “una minaccia alla sicurezza del mondo intero”.

Secondo i vertici della Corea del Sud, molti funzionari cinesi stavano cominciando a pensare che la penisola coreana dovesse essere riunificata sotto il controllo di Seoul.

Gli stessi hanno aggiunto che la Cina era pronta ad “affrontare la nuova realtà” e cioè che il Nord Corea fosse di poco valore come stato cuscinetto per Pechino.
Il vice ministro degli Esteri cinese He Yafei avrebbe detto che Pyongyang si comportava come un “bambino viziato”.

I funzionari di Stati Uniti e Corea del Sud hanno discusso i piani per una Corea unita.

L’ambasciatore americano a Seoul ha detto che la Corea del Sud considera l’offerta di incentivi commerciali per la Cina per “aiutare a smussare” “le preoccupazioni di Pechino per la riunificazione della Corea”.

Pakistan:Paure per il nucleare

I diplomatici statunitensi e britannici temevano che il materiale nucleare del Pakistan potesse cadere nelle mani dei terroristi, il Guardian riporta alcuni dei “cables” rivelatori.

“Cables” riportati sul New York Times rivelano che gli Stati Uniti stanno provando a rimuovere dell’uranio altamente arricchito da un reattore per la ricerca in Pakistan dal 2007.

In un “cable” del maggio 2009, l’ambasciatore statunitense Anne W Patterson ha detto che il Pakistan rifiutò la visita di esperti dagli Stati Uniti. Lo fa citando gli stessi funzionari del Pakistan “la rimozione del carburante verrebbe vista in Pakistan, come un furto delle nostre armi atomiche da parte degli Stati Uniti.


Un altro cavo, relativa ad un briefing di intelligence degli Stati Uniti nel 2008, riportato sul Guardian, ha detto che il Pakistan era “produrre armi nucleari ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro paese del mondo”.

Il funzionario del ministero degli Esteri russo, Yuri Korolev teme che gli estremisti islamici possano infiltrarsi nelle fila delle 120,000-130,000 persone direttamente coinvolte nei programmi nucleari e missilistici del Pakistan.

“Non vi è alcun modo per garantire che tutti siano leali e affidabili al 100%”, rivolgendosi ai funzionari Usa in febbraio.

Qatar: L’anti terrorismo

Lo stato del Qatar, che ha ospitato l’esercito americano per anni, viene descritto come il “peggiore nella regione” secondo l’anti-terrorismo.

Il “cable”, ha riferito il New York Times, dice che il servizio di sicurezza del Qatar è stato “esitante ad agire contro i terroristi noti per la preoccupazione di apparire allineati con gli Stati Uniti e provocare quindi rappresaglie”.

Russia: Virtualmente uno stato mafioso

La Russia è accusata di essere uno stato corrotto, autocratico con una leadeship incentrata sul primo ministro Vladimir Putin.

In un “cable” vi sono le direttive per i funzionari degli Stati Uniti, in cui un pubblico ministero spagnolo che si è specializzato sulle attività della mafia russa in Spagna, Jose “Pepe” Gonzales Grinda, dice che considera la Bielorussia, la Cecenia e la Russia di essere virtualmente degli “Stati mafiosi” e aggiunge che anche l’Ucraina è sulla buona strada per diventarlo.

In un altro “cable” del febbraio 2010, l’ambasciatore americano a Mosca, John Beyrle descrive in dettaglio il “mondo oscuro e corrotto delle pratiche commerciali” sotto l’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, “con i funzionari corrotti che richiedono tangenti dalle imprese che tentano di mettere radici nella città”.

“I collegamenti diretti tra il governo della città di Mosca e la criminalità organizzata hanno indotto alcuni a chiamarlo ‘disfunzionale’, e di affermare che il governo funziona più come una cleptocrazia che come un governo”, scrive Beyrle.

In un altro messaggio, Michael Davenport,  viene citato per aver chiamato la Russia un “autocrazia corrotta”.

Putin ha negato collegamenti con la criminalità organizzata.

Sri Lanka: Crimini di guerra

Un “cable” inviato nel gennaio 2010 dall’ambasciatore americano a Colombo, Patricia Butenis, rivela come ella credesse che il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa fosse stato responsabile per presunti crimini di guerra durante gli stadi finale della guerra civile del paese.

Come il movimento ribelle delle Tamil Tigers fù sconfitto, si ritiene che migliaia di civili Tamil siano stati uccisi nella penisola di Jaffna dalle forze governative.

La sig.ra Butenis ha detto uno dei motivi per cui ci fosse così poco slancio verso la formazione di una inchiesta dello Sri Lanka sulle varie morti, era perchè il presidente e la ex comandante dell’esercito, Sarath Fonseka, erano coinvolti.

“Non ci sono esempi conosciuti di un regime il quale svia le indagini sui crimini di guerra delle proprie truppe o degli alti funzionari durante il periodo in cui è al potere”, ha scritto.

“In Sri Lanka ciò è ulteriormente complicato dal fatto che la responsabilità per molti presunti crimini spetta al gruppo dirigente civile e militare del paese, tra cui il presidente Rajapaksa, i suoi fratelli e il candidato dell’opposizione il Generale Fonseka”, ha aggiunto.

Il Generale Fonseka ha perso contro il signor Rajapaksa nelle elezioni presidenziali di gennaio, ed è stato poi condannato per corruzione da una corte marziale.

Entrambi gli uomini hanno negato che le truppe governative hanno commesso crimini di guerra.

Uk: La guerra in Afghanistan

I funzionari Usa e afghani credevano che le forze britanniche non fossero “all’all’altezza del compito di rendere sicura Helmand”, senza il sostegno militare degli Stati Uniti, secondo un “cable” pubblicato sul quotidiano Guardian.

Altri “cables” ci trasmettono l’insoddisfazione del popolo afghano per come le truppe britanniche stiano conducendo le operazioni nelle varie provincie. Il presidente Karzai avrebbe detto nel 2009 che otto anni prima “anche Helmand era sicuro per le ragazze che andavano a scuola. Adesso, 4000 soldati britannici (stanchi) sono ad Helmand e il popolo non è più sicuro”.

Il governatore di Helmand, Gulab Mangal, ha detto a un gruppo di americani in visita, compreso il vice-presidente Joseph Biden, che l’intervento delle truppe Usa sarebbe urgente a Sangin poichè le truppe britanniche raramente lasciano la loro base in città.

In un altro “cable”, il generale americano Dan McNeill, ha detto di essere “particolarmente turbato per lo sforzo britannico” nella lotta al traffico di stupefacenti in Afghanistan.

Egli viene citato per dimostrare che le truppe britanniche hanno “fatto un pasticcio” con le operazioni antidroga a Helmand attraverso l’impiego di tattiche “sbagliate”.

Un accordo con i talebani che ha permesso alle truppe britanniche il ritirio dalla Musa Qala nel 2006 “, aprì la porta ai narco-trafficanti in quella zona, e ora impossibile capire la differenza tra i trafficanti e gli insorti”, ha aggiunto.

Uk: Le bombe a grappolo

Il Regno Unito ha taciuto una scappatoia che permette agli Usa di continuare ad immagazzinare le bombe a grappolo nel proprio territorio nonostante un divieto internazionale sulle armi.

La Gran Bretagna fù uno dei 90 paesi che firmarono la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM) nel dicembre 2008. Il trattato vieta l’uso delle bombe a grappolo e vieta i firmatari di aiutare i paesi che le usano, di stoccarli o di trasferirli.

Uk: La famiglia reale

Il principe Andrea, Duca di York, ha criticato un presunto accordo militare tra  tra BAE e l’Arabia Saudita in un brunch nella capitale del Kirghizistan, Bishkek, in un “cable” del 2008 dalla ambasciata a Bishkek ..

Ha anche criticato i giornalisti, “che ficcano il naso dappertutto”.

Il principe ha detto che il Regno Unito, insieme con l’Europa occidentale e gli Stati Uniti erano “di nuovo nel mezzo del Grande Gioco” – un riferimento alla lotta del 19 ° secolo fra gli imperi britannici e russi per il controllo dell’Asia Centrale.

“E questa volta puntiamo a vincere”, ha aggiunto.

Un altro “cable” cita un alto funzionario del Commonwealth che esprime il suo dissenso nei confronti del principe Carlo, erede al trono “non trasmette lo stesso rispetto della Regina”.

Nazioni Unite: Spiate dagli Stati Uniti

Un “cable” destinato ai diplomatici statunitensi rilasciato dal segretario di Stato Hillary Clinton dice loro di raccogliere informazioni “anagrafiche e biometriche” – comprese le scansioni dell’iride, campioni di DNA e impronte digitali – dei principali funzionari alle Nazioni Unite.

Ai diplomatici è stato anche ordinato di trovare i dettagli della carta di credito, gli indirizzi e-mail e le password e le chiavi di crittografia utilizzate per le reti informatiche e nelle comunicazioni ufficiali.

I funzionari sotto copertura includono “sottosegretari, direttori di agenzie specializzate e i loro principali consiglieri, i capi delle operazioni di pace e delle missioni sul campo politico”.

Almeno nove direttive simili che coprono diversi paesi sono incluse nella release di Wikileaks, sia sotto il nome della signora Clinton che del suo predecessore, Condoleezza Rice.

I leaders mondiali

Vari leader mondiali sono stati colpiti dal ciclone Wikileaks – mostrando le poco lusinghiere opinioni che gli ambasciatori hanno di loro.

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi viene indicato come “irresponsabile, inutile, inefficace  come leader europeo moderno” da un diplomatico degli Stati Uniti a Roma.

I diplomatici statunitensi rimasero poco impressionati dal cancelliere tedesco Angela Merkel, la descrivono come “poco propensa al rischio e raramente creativa”.

L’ex primo ministro britannico Gordon Brown tentò di trovare un accordo su Gary McKinnon, che è ricercato da Washington per l’hacking di sistemi informatici negli Stati Uniti, riporta il Guardian. Il giornale continua a descrivere il rifiuto dell’affare da parte degli Stati Uniti come un “rifiuto umiliante”.

Il capo della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha descritto l’attuale primo ministro britannico David Cameron e il Cancelliere George Osborne come privi di esperienza e ha criticato la “tendenza a riflettere su questioni solo in termini di politica e su come potrebbero influire l’elettorato Tory”.

Nel 2009 un “cable” dalla ambasciata Usa a Tripoli sostiene che il leader libico Muammar Gheddafi “sembra avere un’intensa antipatia o la paura di restare ai piani superiori”.

Il “cable” dice anche che Gheddafi “fa affidamento pesantemente” sulla sua infermiera ucraina, descritta come un “voluttuosa bionda”, e si ipotizza che i due siano coinvolti in una relazione romantica.

Il primo ministro dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai viene lodato come un ” uomo coraggioso, impegnato” in un “cable” del 2007 scritto dall’allora ambasciatore di Harare, Christopher Dell.

Ma le lusinghe non durano, e il signor Dell prosegue dicendo: “. Tsvangirai è anche una figura imperfetta, non facilmente aperta a consigli, indeciso e che sceglie discutibilmente le persone che lo affiancano.”

In un altro “cable”, un ministro sudafricano spara a zero sul presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, descrivendolo come “un vecchio pazzo”.

Nel 2008, l’ambasciata di Mosca descrive il presidente russo Dmitry Medvedev come Robin e il primo ministro Vladimir Putin come il suo Batman.

I “cables” riguardano anche una relazione molto stretta tra Berlusconi e Putin.

Kim Jong della Corea del Nord è un “tipo flaccido e vecchio” che soffre di un trauma da ictus, mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad viene chiamato “Hitler”.

Il presidente afghano Hamid Karzai ha liberato pericolosi detenuti e ha perdonato i sospetti trafficanti di droga, perché erano legati a personaggi potenti o storicamente significativi, viene riferito da un dispaccio del 2009.

Ecco un simpaticissimo video che descrive la situazione dei nostri leader


Yemen l’attacco dei droni

Un “cable” del gennaio 2010 ha registrato un incontro tra il presidente yemenita Abdullah Saleh e Gen Petraeus, comandante Usa in Medio Oriente. Il “cable” mostra che gli Stati Uniti stanno conducendo bombardamenti clandestini su presunti obiettivi di al-Qaeda nello Yemen, con l’approvazione del governo yemenita a Sanaa.

Il Signor Saleh critica l’uso di missili cruise contro obiettivi e ha detto che le truppe statunitensi non possono operare sul campo, ma dà il permesso ai bombardieri del Generale Petraeus di volare attorno al territorio dello Yemen, in attesa di informazioni sulla destinazione da attaccare.

Wikileaks: La verità sulla guerra in Iraq

L’uomo dietro la pubblicazione di 400.000 documenti classificati sui militari americani vuole rivelare la verità sulla guerra in Iraq.

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, in una conferenza a Londra, ha detto di voler creare, grazie all’ultima massiva pubblicazione di rapporti riservati, il massimo impatto possibile nel mondo politico.

“Questa divulgazione serve per far emergere la verità” dichiara Assange.

“Speriamo di correggere alcuni attacchi alla verità che si sono verificati prima della guerra, durante la guerra, e che sono continuati fino a quando la guerra si è conclusa ufficialmente.”

Ha aggiunto: “Mentre non siamo sicuri di aver raggiunto il massimo impatto politico possibile credo che ci stiamo avviciando sempre di più.”

Assange ha detto che le relazioni documentano la morte di 109.000 morti – tra cui 66.000 civili.

L’avvocato indipendente Phil Shiner ha dichiarato che alcune delle morti documentate nelle relazioni potrebbero avere coinvolto le forze britanniche e sono ora oggetto di azione legale presso i tribunali del Regno Unito.

“Alcune di queste morti sono avvenute in circostanze in cui il Regno Unito ha avuto una responsabilità giuridica molto chiara.” ha detto.

“Questo può essere dovuto al fatto che gli iracheni sono morti, durante il periodo in cui il controllo era nelle mani del Regno Unito. I documenti rivelano che le morti sono avvenute in arresto, nei veicoli, negli elicotteri o nelle strutture di detenzione”

La divulgazione di quasi 400.000 documenti militari Usa sull’Iraq da parte di Wikileaks contiene rapporti di abusi e di cattiva condotta da parte delle autorità irachene e delle forze Usa.

Ci sono anche alcuni rapporti che indicano abusi da parte dei soldati del Regno Unito, secondo il quotidiano Guardian.

Questo rilascio di documenti classificati è stato preceduto dalla pubblicazione di 90.000 file che documentavano morti civili e altri incidenti in Afghanistan, che sono state pubblicate dal sito nel mese di luglio.

Secondo il Guardian, nei rapporti iracheni si può leggere in dettaglio in che modo le autorità statunitensi avrebbero evitato di indagare su centinaia di segnalazioni di abusi, torture, stupri e omicidi dei poliziotti e dei soldati iracheni.

Ci sono numerose segnalazioni di abusi sui detenuti, che li descrivono ammanettati, bendati e appesi per i polsi o per le caviglie e sottoposti a frustate, pugni, calci o scosse elettriche sei casi dei quali terminati con la morte.

I documenti riferiscono, di più di 15.000 civili morti in incidenti precedenti sconosciuti.

Secondo il giornale, i registri contengono molti rapporti riguardanti abusi ai detenuti da parte dei soldati della coalizione anche se non sono né chiare né così allarmanti come le prove degli abusi da parte delle forze irachene.

Poichè sono state registrate le attività delle forze statunitensi, sono state trovati alcuni rapporti riguardanti il trattamento dei detenuti da parte del Regno Unito.

Due report in data 23 Giugno 2008 hanno registrato due uomini sciiti che hanno descritto di essere stati presi a calci e a pugni da delle non ben identificate truppe inglesi.

Entrambi gli uomini avevano lesioni coerenti alla descrizione riportata nelle loro storie. Non c’è traccia di alcuna indagine formale.

Un altro registro,del 2 Settembre 2008, riporta che un interrogatore civile che lavorava con gli americani, ha riferito che i soldati britannici lo avevano fatto strisciare per casa sua inserendoli la testa dentro la tazza e puntandoli contro una pistola.Il registro conclude che la storia è stata archiviata per incongruenza e mancanza di prove.

I 391.831 documenti registrano un periodo compreso tra l’inizio del 2004 e il 1 gennaio 2010 e forniscono una visione del conflitto da parte dei soldati di rango più basso.

Un portavoce del ministero della Difesa ha detto venerdì sera: “Se verranno alla luce nuove prove come risultato dell’analisi di queste informazioni le terremo in considerazione.”

I file riferiscono che vi sono state più di 100.000 morti violente in Iraq tra il 2004 e il 2009, tra cui 66.081 di esse tra i civili.

I dati personali e le informazioni sui decessi sono stati resi noti e ciò risulta in contrasto con l’insistenza dei funzionari USA e UK  nell’affermare che non esiste nessun verbale ufficiale di vittime civili.

John Sloboda, dell’Iraq Body Count, ha detto al Guardian: “Perché questi registri sono incidente dopo incidente, registrazioni dettagliate che siamo stati in grado di far corrispondere con i registri presenti nei nostri database.

“Con uno studio approfondito, siamo stati in grado di stimare che tali registri aggiungeranno 15.000 morti precedentemente sconosciute al conteggio delle vittime in Iraq”.

Ha sostenuto che fosse nell'”interesse pubblico” conoscere tutti i dettagli su questa tragedia.

Il portavoce del Pentagono, colonnello dei Marines, Dave Lapan ha dichiarato: “Noi condanniamo WikiLeaks poichè induce le persone a violare le leggi, sottrae documenti riservati e quindi cavalleristicamente condivide queste informazioni segrete con il mondo, compresi i nostri nemici.”

“Sappiamo che organizzazioni terroristiche hanno estratto informazioni dai documenti riservati sull’ Afghanistan da utilizzare contro di noi, e questa fuga di notizie sull’Iraq è oltre quattro volte più grande.

“L’unica maniera che ha Wikileaks per riparare, a questo punto, è quello di restituire il materiale rubato ed elimarlo dai propri siti web”.

Il gruppo ha anche detto che pubblicherà altri 15.000 documenti sulla guerra in Afghanistan.

Kristinn Hrafnsson di Wikileaks ha detto che i files, sono stati interamente controllati prima del rilascio.

Sono stati redatti in modo da nascondere i nomi delle persone e non rivelare informazioni che potrebbero essere dannose per gli individui citati”.

Shiner ha fatto domanda per una pubblica inchiesta sulle accuse per le quali le truppe britanniche erano responsabili della morte di civili, durante la guerra in Iraq.

Ha citato un caso in cui sostenenne che un fuciliere inglese uccise una bambina di otto anni mentre giocava in strada a Bassora.

Ha detto che le unità corazzate avevano l’abitudine di fermarsi mentre erano di pattuglia così i soldati avrebbero potuto distribuire caramelle ai giovani come parte della battaglia per ” i cuori e le menti”.

Mr Shiner ha spiegato: “Per qualche motivo il carro armato si era fermanto in fondo alla via, lei era li vicino con il suo vestito giallo, un fuciliere la vede e le spara.”

Per quanto riguarda i documenti americani, disse: “Sarebbe sbagliato pensare che tutto questo non abbia nulla a che fare con l’UK”.

Ha aggiunto che agì in favore di molti civili iracheni che vennero uccisi o torturati dalle forze del Regno Unito.

“Alcuni sono stati uccisi da attacchi indiscriminati contro i civili o grazie all’uso ingiustificato della forza letale.

“Altri sono stati uccisi sotto la custodia dalle forze del Regno Unito e nessuno sa quanti iracheni hanno perso la vita mentre erano trattenuti nelle strutture di detenzione britanniche.”

Ha aggiunto: “Se è stata utilizzata la forza in maniera ingiustificata o illegittima, i responsabili devono subire le conseguenze penali del caso, stiamo dunque portando avanti un nuovo caso in cerca delle responsabilità per tutti gli omicidi inguistificati e ci aspettiamo che vi sia una inchiesta giudiziaria per indagare in maniera approfondita la responsabilità del Regno Unito per le morti civili in Iraq “.

Ecco un buon video esemplificativo:

Julian Assange: Come screditare un personaggio scomodo

Le autorità svedesi hanno ritirato il mandato d’arresto spiccato nei contro di Julian Assange per violenza e molestie sessuali. L’annuncio della clamorosa marcia indietro è arrivata dagli stessi procuratori svedesi che sempre oggi avevano confermato che il fondatore e direttore di Wikileaks, sito in guerra con il Pentagono dopo la pubblicazione di decine di migliaia di documenti top secret sull’Afghanistan, era stato accusato da due diverse donne. «Sulla base delle attuali informazioni non vi sono più le basi (e che basi c’erano se sono state distrutte in così poco tempo?) per sospettare che abbia commesso uno stupro» ha dichiarata una portavoce della procura Eva Finne senza fare riferimento alle altre accuse, di molestie sessuali, che erano state mosse contro il fondatore di Wikileaks nel mandato d’arresto.

RITIRATO IL MANDATO D’ARRESTO La decisione della magistratura svedese arriva dopo che Assange ha rilasciato diverse dichiarazioni, via e-mail o su Twitter, in cui si dichiarava assolutamente estraneo ai fatti contestati. «Le accuse sono infondate ed il fatto che vengano formulate in questo momento mi preoccupa profondamente». Così, sulla pagina Twitter di Wikileaks, Julian Assange si dichiara completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati in Svezia, dove è stato spiccato un mandato d’arresto a suo carico per violenze e molestie sessuali.Sul sito anche una dichiarazione del «WikiLeaks team», la squadra di collaboratori del sito: «siamo profondamente preoccupati per la gravità di queste accuse, noi abbiamo la massima stima di Julian che ha il nostro pieno sostegno». Le accuse non fermeranno comunque il lavoro di Wikileaks, conclude la dichiarazione, «mentre Julian sarà concentrato nel difendersi e dimostrare la sua innoncenza».La portavoce della procura generale svedese, Karin Rosander, intervistata dalla Cnn, ha confermato che le accuse si riferiscono a due episodi diversi, ma non ha fornito altri dettagli sulle vittime o su quando i crimini sarebbero stati commessi. Il fondatore e direttore del sito che è in guerra con il Pentagono da quando ha pubblicato decine di migliaia di documenti top secret sulla guerra in Afghanistan lo scorso weekend si trovava in Svezia, dove Assange, che è nato in Australia, trascorre parte dell’anno. Ma ora, ha aggiunto la Rosander, non si sa se si trovi ancora nel paese, dal momento che la polizia non è riuscita ancora a contattarlo. «Il prossimo passo sarà trovarlo per interrogarlo» ha aggiunto, specificando che Assange non sarà formalmente incriminato fino a quando non comparirà di fronte ad un giudice.In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al giornale svedese Svenska Dagbladet, Assange aveva spiegato di aver scelto la Svezia per ospitare diversi server del suo sito perchè ha buone leggi che tutelano la privacy. Ed aveva spiegato che si era trasferito in Svezia subito dopo la pubblicazione dei controversi documenti perchè lo riteneva un posto sicuro.

Fonte

Non riescono a trovare Assange e lui continua indisturbato a pubblicare materiale confidenziale. Per screditarlo arrivano persino ad accusarlo di stupro, crimine di bassissimo livello che infama una persona innocente. Ora tutto è stato ritirato, ma rimane il fatto che questo è un chiaro segnale di quanto le informazioni di Wikileaks possano essere importanti per chiarire la posizione e soprattutto le azioni degli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan e chissà che altro. Per ora attendiamo tutti che il famoso Insurance file venga decriptato e le informazioni contenute in esso rivelate al pubblico.

Il vulcano MEDIATICO sta per esplodere

L’ingiusta guerra in Afghanistan perde colpi sotto l’offensiva dei media. Stanley A. McChrystal generale a capo della NATO a Kabul, è stato spazzato via da una notizia nell’ultimo numero di Rolling Stone. Il generale ha criticato la politica di Obama sull’Afghanistan puntando il dito sulla sua inesperienza.

Nel frattempo,WikiLeaks.org sta per rilasciare il secondo video della stagione – le riprese sono del 4 Maggio 2009, e mostrano il massacro nel villaggio afgano di Granai, dove pesanti bombardamenti hanno ucciso almeno 100 civili,molti dei quali bambini. Nel mese di aprile, Wikileaks rilasciò un rivoltante filmato di un attacco di una cannoniera a Baghdad nel 2007, intitolatoCollateral Murder’.


Ripreso da una telecamera nell’Apache coinvolto nell’operazione, mostra dei civili crivellati di colpi, dopo che il teleobiettivo portato dal fotografo Reuter viene scambiato per una granata con propulsione a razzo (RPG). Ormai su internet  circola il detto: “Non è un RPG, è una Canon!” Successivamente nel video un furgoncino carico di scolari si ferma per soccorrere i feriti, facendo anch’esso una brutta fine.


COLLATERAL MURDER:


Entrambi gli atti violano la Convenzione di Ginevra. Ma ciò che è veramente scandaloso è la colonna sonora. Rivela che l’equipaggio è formato da sub umani, senza alcuna etica. Mentre uccidono i civili, parlano come se fossero videogamers che tentano di fare il punteggio più alto. “Guardate tutti quei bastardi morti”, dice uno dei soldati.

Ora, Wikileaks sta rilasciando il video di Granai, dove il bilancio delle vittime civili è dieci volte superiore a quello indicato nel mattatoio di Baghdad. Non c’è da stupirsi che gli americani siano alla ricerca della “collaborazione” di Julian Assange, il fondatore australiano di Wikileaks. Per alcune settimane si temeva che lo stessero cercando. Ci si chiede come abbiamo fatto a non trovarlo! – è infatti comparso recentemente ad una riunione del Parlamento europeo. In effetti gli americani non sono molto bravi a cercare le persone! Si consideri la superstar inafferrabile Osama bin Laden – 27 audio e molte riprese video al suo attivo, ed è ancora a piede libero.

Principalmente, Assange è stato in Islanda, contribuendo a forgiare la Modern Media Initiative. La settimana scorsa, il parlamento islandese ha votato a grande maggioranza a favore della riforma di legge sui media. Le leggi saranno ora valutate anche secondo alla tutela della libertà di parola, degli informatori e delle fonti anonime. Si favoriscono anche i gioralisti e i blogger che potranno, sfruttare l’Islanda come porto franco se nei loro paesi la libertà di informazione è compromessa.



L’islanda con questa legge tutela la libertà di informazione a livello internazionale. Con questa riforma le casse dello Stato si riempiranno di denaro. Denaro di cui ha bisogno per uscire dalla crisi economica innescata dai fallimenti bancari. Ben presto, l’Islanda potrebbe diventare le Cayman del giornalismo investigativo e del blogging, con enormi server farm.

Il sistema informativo statunitense è al tracollo con il suo controllo mediatico, il giornalismo di parte e il patriottismo costruito, si ritrova in una situazione impari a confronto del vulcano mediatico che sta innescando l’Islanda. In Afghanistan, McChrystal è stato rimpiazzato dal generale David Petraeus, l’uomo che ha perso i sensi nel corso di un’audizione al Senato mentre si affrontavano questioni complesse relative all’Afghanistan. Scherzi a parte, c’è da preoccuparsi!


The unjust war in Afghanistan is reeling under a media offensive. General Stanley A. McChrystal, the North Atlantic Treaty Organisation (Nato) chief in Kabul, has been blown away by a story in the latest issue of Rolling Stone. Reeking of eau de gonzo, ‘The Runaway General’ depicts McChrystal and his entourage as locker room louts stiffing the finger to limp-wristed Washington. The miasmic eau emanates from the soldiers, not the journalist, who has the quotes to back his story.

Meanwhile, the whistleblower magnet WikiLeaks.org is releasing its second blockbuster video of the season — footage of the May 4, 2009, massacre in the Afghan village of Granai, where heavy bombing killed at least 100 civilians, most of them children. In April, it had released stomach-turning footage of a gunship attack in Baghdad in 2007, titled ‘Collateral Murder’.

Taken by the Apache’s gun camera, it shows civilians being machine-gunned after the telephoto lens carried by a Reuter photographer is mistaken for a rocket-propelled grenade (RPG). It’s become a black joke on the internet: “That’s not an RPG, that’s a Canon!” When a van carrying schoolchildren pulls up and the driver tries to help the wounded, it is also blown away.

Both acts violate the Geneva Convention. But what’s truly shocking is the soundtrack. It reveals that the copter is crewed by sub-humans with no ethical faculty. While killing civilians, they talk like video gamers shooting for high scores. “Look at all those dead bastards,” crows one as the dust settles.

Now, Wikileaks is releasing the video from Granai, where the civilian death toll was ten times more than shown in the Baghdad footage. No wonder the Americans are seeking the “cooperation” of Julian Assange, the Australian founder of WikiLeaks. For some weeks it was feared that they were hunting him. Wonder why they couldn’t find him — he appeared recently on a panel of the European Parliament. But then, Americans aren’t very good at finding people. Consider the elusive superstar Osama bin Laden — 27 audio and video hits and counting, and he’s still on the loose.

Mainly, Assange has been in Iceland, helping to forge the Icelandic Modern Media Initiative. Last week, Iceland’s parliament voted overwhelmingly in favour of a resolution for media law reform moved by an all-party group of 19 MPs. Laws will now be passed for the protection of free speech, whistleblowers and anonymous sources and against Strategic Lawsuit Against Public Participation (Slapp) suits and ‘libel tourism’, in which an aggrieved party in one country uses the courts of another country with favourable libel laws to sue a newspaper, journalist or blogger in a third country.

Iceland is internationalising media law and bringing it up to speed with the information age, and it will make money off it, too. Which it needs to recover from the economic crisis triggered by bank failures. Soon, Iceland could become the Grand Caymans of investigative journalism and blogging, with huge server farms and the head offices of media organisations.

I worry for the future of the US war machine. Media control, embedded journalism and manufactured patriotism are primitive methods, unequal to the media volcano that Iceland is unleashing. And in Afghanistan, McChrystal has been replaced by General David Petraeus, the man who fainted at a Senate hearing while facing hard questions about Afghanistan. Seriously, I worry.