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Italia: Austerity

La prossima nazione sul tagliere dei banchieri è l’Italia, rappresentata da un Primo Ministro, Silvio Berlusconi, che sfacciatamente finge di preoccuparsi degli enormi tagli alla spesa e dei forti aumenti delle tasse, che il suo paese dovrà sopportare a causa della Banca centrale europea.

La corrotta Banca centrale europea ha tirato i fili di Berlusconi, imponendogli di servire su un piatto d’argento, il futuro di tutti gli italiani. Come al solito, Berlusconi lecca volentieri gli stivali dei padroni e ha applicato le misure di austerità come richiesto.

Tranquillamente, come se possedesse ancora qualche residuo di credibilità o se non fosse ancora chiaro a tutti che è un servo della élite bancaria, Berlusconi, dice che li “sanguina il cuore” per questo aumento delle tasse, distruggendo definitivamente ogni credibilità residua”.

Allo stesso modo in cui per anni ha mentito dicendo assurdità del tipo che non avrebbe “mai [messo] le mani nelle tasche degli italiani”, il tutto mentre l’opinione pubblica viene manipolata attraverso il suo impero mediatico al fine di rimanere al potere.

In cambio dell’acquisizione delle obbligazioni italiane da parte della Banca Centrale Europea al fine di stabilizzare i loro elevati tassi di indebitamento, Berlusconi ha accettato di tagliare 20 miliardi di euro nel 2012 e altri 25,5 miliardi di euro nel 2013.

Lo farà attraverso l’imposizione di un “prelievo speciale”, a coloro che guadagnano oltre 90.000 euro l’anno, a tagli nei servizi pubblici, aumentando le tasse sui rendimenti degli investimenti finanziari e con il licenziamento di un certo numero di politici locali.

Ovviamente questo avrà come diretto risultato la rimozione di ciò che rimane dell’italiano “medio”.

I più grandi sindacati del lavoro in Italia avevano fatto una promessa di opporsi alle misure che avrebbero avuto un impatto sul cittadino ordinario italiano e gli anziani, ma è chiaro che non è servito a nulla.

Come per quella americana, l’economia italiana è in uno stato di stagnazione e la fiducia del consumatore è notevolmente bassa. Un economista della IHS Global Insight, Raj Badiani, si è espresso su Reuters dicendo che gli “aumenti fiscali di certo non aiuteranno l’economia,” proprio come le maggiori tasse schiacceranno i contribuenti americani.

Con la crisi economica globale (progettata a tavolino) che peggiora di giorno in giorno, le genti di ogni nazione corrono il rischio di essere ulteriormente ridotti in schiavitù dal debito e dai cartelli bancari internazionali.

Purtroppo, stiamo vedendo questo pericolo diventare realtà in tutta Europa ed è molto probabile che si estenderà su larga scala negli Stati Uniti grazie all’illegale e molto pericoloso Super Congresso.

Berlusconi, come i legislatori americani a Washington, continua a far finta di preoccuparsi della gente che presumibilmente serve. Dopo aver approvato le paralizzanti misure di austerità Berlusconi ha dichiarato ai giornalisti: “Siamo personalmente molto addolorati nel dover adottare queste misure”.

Dopo che le misure di asuterity vennero messe in atto, la Barclays Capital tagliò le previsioni di crescita economica italiana nel 2012 a un misero 0,7%, in forte contrasto con le previsioni irrealistiche del governo italiano (1,3%).

Mentre i tagli sono stati imposti da un decreto di emergenza, il parlamento deve ora approvare anche il programma.

Se l’Italia è come quasi ogni altra economia occidentale sulla terra, che sono liete di piegarsi ai cartelli bancari, proprio come i “rappresentanti” di Washington hanno fatto negli Stati Uniti.

Il governo italiano sostiene che non ci sono alternative alle misure di austerità se si vuole che i  mercati si rasserenino, come se l’italiano medio fosse stato in qualche modo responsabile del mercato azionario turbolento, e quindi dovesse sopportare il peso di una crisi economica di cui non ha nessuna responsabilità .

Il capo dell’Unione delle Province italiane ha rivelato la verità dietro questa manovrà di austerità: “Quando si parla di comuni, si parla di servizi sociali, quando si parla di province, si parla di scuole , sicurezza a scuola e nelle strade locali. ”

Questi tagli, come tutte le misure attuate a causa della crisi progettata del debito bancario, hanno lo scopo di distruggere la classe media e fomentare il malcontento sociale. Questi tagli consolideranno ulteriormente la ricchezza nelle mani degli assurdamente ricchi mentre farà aumentare ancor di più il divario fra ricchi e poveri.

A peggiorare le cose per gli italiani medi che cercano di mettere se stessi fuori dal pantano della lotta economica partecipando nel sistema finanziario che permette di diventare ricchi sfondati, l’aliquota fiscale sui redditi finanziari è stata sollevata dal 12,5% al ​​20%.

Al fine di far sembrare che i ricchi contribuiscano alla ripartizione del peso della crisi economica, queste misure di austerità fiscale incrementano la tassa sui redditi al di sopra dei 90.000 euro di un trascurabile 5% e del 10% per coloro che guadagnano sopra i 150.000 euro.
Se effettivamente si voleva che anche i ricchi contribuissero a sostenere il macigno della crisi finanziaria si sarebbe dovuta imporre una tassa di massa più “concreta” su questi redditi e guadagni enormi che non vengono e non verranno influenzati da l’aumento delle tasse a causa della loro ricchezza impressionante.
Queste persone continueranno ad approfittare dell’uomo medio.

Per renderlo ancora più chiaro, le misure di austerità alzeranno ad esempio l’età pensionabile per le donne che lavorano nel settore privato, pur non rappresentando alcuna soluzione reale alla mancanza di crescita e di stagnazione nel clima economico.

Potranno anche conglomerare tutte le festività non religiose  la domenica in modo che la gente non possa sfruttare neppure quei pochi giorni di vacanza.

Il nuovo ordine mondiale prende forma, ovunque.

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Cablegate: Berlusconi in declino come il paese

Le valutazioni della diplomazia statunitense contenute nei nuovi documenti segreti. “La reputazione in Europa è lesa”. “Il premier danneggia l’Italia ma ci è utile e non dobbiamo abbandonarlo, alla fine ne trarremo vantaggi”

Quattromila cables riservati filtrati dall’ambasciata Usa a Roma, oltre 30 mila pagine di documenti finora segreti che raccontano l’Italia e i suoi protagonisti dal punto di vista critico e sferzante del suo più importante alleato. E molti di questi con un denominatore comune: il declino del ruolo internazionale dell’Italia è strettamente legato all’immagine di Silvio Berlusconi, l’uomo che la guida e la condiziona dal 1994, l’anno della sua discesa in campo. Dal 2002 al 2010 parlano ambasciatori, segretari di Stato, diplomatici di alto livello, politici di primo piano. Tutte comunicazioni rigorosamente classificate. Tutte rigorosamente destinate a restare riservate. Tutte, adesso, contenute nei cables che WikiLeaks ha ottenuto e che l’Espresso, in collaborazione con Repubblica, comincia da oggi a pubblicare.

UN PREMIER CHE OFFENDE TUTTI

“Il premier Silvio Berlusconi con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata delle parole” ha offeso nel corso del suo mandato “quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo”, mentre “la sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa ed ha dato sfortunatamente un tono comico al prestigio dell’Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti”.
E’ il febbraio del 2009 quando Ronald Spogli, ambasciatore americano in Italia nominato dal Presidente George W. Bush,

si congeda dal suo mandato e scrive al nuovo segretario di Stato Hillary Clinton un memoriale intitolato “What can we ask from a a strong allied” (Cosa possiamo chiedere ad un forte alleato), classificato come Confidential e che ha un sapore profetico. Non è ancora esploso lo scandalo di Noemi Letizia, non è apparsa all’orizzonte la escort Patrizia D’Addario, non c’è ancora traccia dei festini di Arcore, né delle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile con la marocchina Ruby, né delle pressioni sulla questura di Milano per procurarsi il silenzio della vittima. Le leggi ad personam proposte per tutelare il primo ministro dalle conseguenze dei processi in corso non sono state ancora respinte e non ha raggiunto l’apice il violento conflitto con la magistratura. Ma ad inizio 2009 il premier, visto dagli Usa, è già un uomo debole, prigioniero dei suoi conflitti di interesse e dell’evidenza internazionale dei suoi abusi di potere. Quindi bisognoso dell’aiuto americano per legittimarsi sul piano interno e estero e come tale disponibile, quando richiesto, a comportarsi come “il migliore alleato”. Berlusconi insomma non è nelle condizioni di dire alcun “no” a chi lo sostiene. Una sorta di ostaggio, che accetta volentieri tutte le richieste in termini di impegno militare e politico negli scacchieri strategici che vanno dall’Afghanistan alla ricollocazione dei prigionieri di Guantanamo, dalle basi sul territorio italiano alle sanzioni all’Iran. Un prezzo che finora non si sapeva di aver pagato.

L’IMMAGINE DI UN PAESE IN DECLINO

“Il lento ma costante declino economico dell’Italia – scrive l’ambasciatore Spogli – compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell’arena internazionale. La sua leadership spesso manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo. La riluttanza o l’incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l’obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l’impressione di una governance inefficiente e irresponsabile. Il primo ministro Silvio Berlusconi è il simbolo di questa immagine”. Spiega Spogli: gaffes e preminenza per gli interessi personali, assieme “al frequente uso delle istituzioni pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici, la sua preferenza per soluzioni a breve termine hanno danneggiato la reputazione dell’Italia in Europa”. Un’immagine che Berlusconi tenta di rivitalizzare con iniziative che lasciano perplessi gli Usa. L’Italia – annota Spogli – “fa molti sforzi, alcuni seri altri meno, per mantenere una posizione di rilevanza e influenza”. Come quando “si propone nel ruolo di grande mediatore delle crisi mondiali, un ruolo autoconferitosi che alcuni politici, specialmente il premier Silvio Berlusconi, pensano possa conferire grande visibilità senza praticamente spendere alcunché”. O come quando, senza alcun coordinamento, ritiene di avere i titoli per “mediare tra la Russia e l’Occidente, impegnarsi con Hamas e Hezbollah, stabilire nuovi canali di negoziato con l’Iran, espandere l’agenda del G8 con mandati al di là di ogni riconoscimento”.
Insomma, una politica assolutamente velleitaria. Con costernazione Spogli prende atto che in una puntata di “Porta Porta” Berlusconi annuncia il ritiro dall’Iraq: svegliati in piena notte i generali Usa a Baghdad e mandata la trascrizione della puntata tv al Pentagono. Esterrefatto l’ambasciatore registra che mentre Israele bombarda Gaza il Cavaliere rilancia l’idea del tutto estemporanea di costruirvi alberghi e resort, annunciando che potrebbe “trovare investitori”. Allibito informa Washington che il premier ha una sua strategia per la Siria, visto che l’allora moglie Veronica “ha conosciuto la consorte di Assad a Damasco”, e dice: “Dovremmo coinvolgerla…”
Ma a Washington sono pragmatici. Si deve abbandonare un alleato pasticcione, in declino economico e inviso alle cancellerie europee per idiosincrasia politica?. “No – scrive Spogli alla Clinton – non dobbiamo. Dobbiamo anzi riconoscere che un impegno di lungo termine con l’Italia e i suoi leader politici ci darà importanti dividendi strategici adesso e in futuro”

IL DIVIDENDO DI WASHINGTON

Cosa può incassare l’America da questo governo? Spogli è esplicito. “L’Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent’anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan, e, infine, il territorio italiano sarà strategico per l’Africom (United States African Command)”, l’organismo costituito nel 2008 dalla Difesa Usa per coordinare gli interventi militari in Africa: comando a Stoccarda, ma bombardieri di stanza a Vicenza, nella base Dal Molin, e portaerei della VI flotta a Napoli. ” Se useremo una forte pressione – sostiene inoltre Spogli – l’Italia eserciterà la sua influenza economica in Iran per mandare a Teheran un chiaro segnale che potrebbe influire sulla loro politica di sviluppo nucleare”. E anche sul fronte del terrorismo Washington sa che Roma spalancherà le sue porte. Già nel febbraio 2009 Spogli avverte infatti che l’Italia si sta diligentemente preparando ad esaudire “quelle che ritengono saranno tra le nostre prime richieste, il farsi carico della custodia di alcuni detenuti nella prigione di Guantanamo (il ministro Frattini ufficializzerà la decisione 4 mesi dopo, ndr.) e un maggiore sforzo militare in Afghanistan (l’Italia sorprenderà gli Usa aggiungendo altri 1200 soldati ad Herat, portando il contingente schierato ad un totale di 4200 uomini).
L’unica vera preoccupazione è il rapporto tra Roma e Mosca, tra Berlusconi e Putin. Gli Usa vogliono controbilanciare la crescente influenza russa sul fronte dell’energia, e notano con disappunto che “l’Italia, sfortunatamente, invece la favorisce”. Sui rapporti tra Berlusconi e Putin il punto di vista americano è noto. L’ambasciata Usa anche dopo la sostituzione di Spogli con David Thorne è in allarme e agisce su più fronti. Stimola il ritorno al nucleare, interviene sul governo per spezzare l’asse con Mosca e suggerisce: “dobbiamo far capire a Berlusconi che ha una relazione personale con noi e dobbiamo assecondare la sua convinzione di essere uno statista esperto”. Ma l’operazione non è facile, il legame del cavaliere con “il suo amico Vladimir” è solida e ha radici misteriose. tanto misteriose da indurre Hillary Clinton nel gennaio 2010 a chiedere alle rappresentanze diplomatiche interessate di indagare sulle “possibili relazioni e investimenti personali che legano Putin e Berlusconi e che possono influenzare la politica energetica dei due paesi”, e di svelare ” i rapporti tra l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni, i top manager dell’Eni e i membri del governo italiano, specialmente il premier e il ministro degli esteri Frattini”. Gli americani si troveranno davanti ad un muro: in un cable un diplomatico italiano spiega che “tutto avviene direttamente tra Berlusconi e Putin”.

UN PREZZO IRRISORIO DA PAGARE

Pasticciona e in difficoltà, l’Italia chiede aiuto agli Usa quando si accorge che l’organizzazione del G8 a L’Aquila comincia a fare acqua. Gli americani se ne sono già accorti, e una serie di cables descrivono la tensione nell’ambasciata di Roma: il flop può tramutarsi in una debacle per Berlusconi, già colpito dalle prime rivelazioni sugli scandali sessuali. Scatta il soccorso all’utile alleato: “Berlusconi – annotano – ha bisogno di mostrarsi un leader credibile a livello internazionale per ripulire la sua immagine, e ci sarà tremenda attenzione” al trattamento che riceverà dagli altri capi di stato e di governo. Obama acconsente e in Abruzzo il presidente “abbronzato” è gentile e comprensivo. Il vertice è un successo, il Cavaliere è salvo, l’opposizione politica è sconfitta

CONDANNATI ALL’INSTABILITA’

Gli americani capiscono dunque che con Berlusconi dovranno conviverci. A lungo. E sfruttarne le debolezze, che utilitaristicamente diventeranno per Washington preziose cambiali in bianco, da riscuotere all’occorrenza. Ne sono consci già prima delle elezioni del 2008, che – dopo la caduta della litigiosa coalizione guidata da Romano Prodi – riporteranno a Palazzo Chigi il Cavaliere, vittorioso su Walter Veltroni. “Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente – scrivono da Roma a Washington – se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente”. Ne sono ancora più convinti dopo il G8 de L’Aquila. Non apprezzano la magistratura, definita “una casta inefficiente e autoreferenziale”, priva di controllo e che condiziona la vita politica; non credono nei dissidenti della maggioranza; giudicano il Pd disorganizzato. E anche quando la Corte Costituzionale boccia il lodo Alfano non si preoccupano: Berlusconi resisterà. Temono invece gli effetti sul Paese dello scontro con il presidente Napolitano. Il Presidente è visto come una figura assolutamente cruciale per la stabilità del Paese, è stimato e seguito. Il Quirinale non si tocca, è un assoluto punto di riferimento. “Gli attacchi a una figura molto rispettata potrebbero essere presi male da molti italiani e determinare più ampie divisioni tra le due istituzioni”.
È uno scenario preoccupante, ma che porta anche dei vantaggi. Il premier infatti “per difendersi dai processi si dovrà distrarre dal lavorare per il popolo italiano”. Ma ci sono altri referenti pronti a lavorare per gli Usa. I ministri Frattini e La Russa, ad esempio, vengono definiti particolarmente ansiosi di collaborare. Mentre ad Arcore continuano i festini, il business può proseguire.

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Silvio, il Bilderberg non ti sopporta!

In un documento reso pubblico dai magistrati il 17 gennaio si dichiara che “Un numero significativo di giovani donne si sono prostituite con il nostro primo ministro Silvio Berlusconi “. Il noto 74enne vive una vita da Playboy, lo scandalo di Arcore rivaleggia facilmente con quello che ha visto coinvolto Bill Clinton.

Ma il più grande magnate italiano delle comunicazioni, in possesso di televisioni e case editrici, oltre che di riviste e giornali e proprietario dell’AC
Milano, una delle squadre di calcio più importanti al mondo, non sembra essere in affinità con il Bilderberg o, per lo meno, la cricca segreta dei magnati dei media, dei banchieri mondiali, dei titani aziendali e governativi di alto livello
che si riunisce a porte chiuse ogni anno non va molto d’accordo con il presidente.

Si può dire quindi, che l’attuale bufera mediatica che sta esplodendo qui in Italia è in realtà una mossa politica oculata proprio per far cadere il suo governo?

Le opinioni politiche di Berlusconi non sono mai state popolari per l’elite della classe dirigente globale.

Nel frattempo, i partecipanti del Bilderberg si sono lamentati poichè le azioni di Berlusconi rischiavano di minare l’euro. Il Washington Post, controllato dal Bilderberg, ha
definito Berlusconi “la più grande sfida per l’ancora giovane valuta dell’euro”.

Berlusconi, anche se molto ricco, sembra essere distante dal Bilderberg e dalla sua agenda. È interessante notare come egli mantenga una stretta amicizia con la Russia di Vladimir Putin, che  rende i globalisti molto nervosi, nella misura in cui Putin è effettivamente non coinvolto con l’associazione elitaria.

Considerando l’atteggiamento più tollerante dell’Italia nei confronti del sesso, con la prostituzione legale e l’età del consenso a 14 anni, sembra che i nemici di Berlusconi lo vogliano tirar giù per un “cavillo” (confrontato a tutto quello che ha fatto).

Da parte sua, Berlusconi, che non sta cercando di nascondere il suo stile di vita, continua a fare il verso ai globalisti. Berlusconi nega ogni accusa, e quando gli viene chiesto se ha intenzione di dimettersi per lo scandalo,dichiara tranquillamente alla stampa, “Siete folli? Io mi sto divertendo “.

In una Italia che sembra essere stata trasformata in un reality show stile hollywoodiano, il principale rivale politico di Berlusconi, è Nichi Vendola, apertamente
omosessuale ed ex comunista. Vendola indossa un orecchino di diamanti, luccicanti scarpe nere
con chiusura a velcro e una sciarpa paisley. Parla con una pronuncia blesa e ha un ragazzo di nome Ed.


Vendola ha accusato Berlusconi di essere “un viscido borghese” e in aggiunta di  “raccontare barzellette anti-semite e omofobe”.

Berlusconi ha risposto: “Meglio le belle donne che essere gay “.

I suoi presunti “scherzi” anti semiti hanno anche probabilmente alimentato la vendetta
intrapresa dai suoi nemici.

Tra le altre cose, durante una festa in una sua villa, Berlusconi è stato registrato
mentre raccontava una barzelletta su un vecchio Ebreo, il quale ammise che “durante il tempo dei
campi di concentramento “, accettò di nascondere un altro Ebreo nella sua cantina, ma lo costrinse
a pagare 4.000 dollari al giorno, perché “noi siamo ebrei”.

Lo scherzo si conclude con il padrone di casa che chiede alla sua famiglia se fosse il caso di dire all’uomo nella cantina che Hitler era morto e che la guerra era finita.

Silvio Berlusconi: Non solo Ruby

Silvio Berlusconi è un personaggio di fama internazionale, non però per la sua retta ed integerrima condotta da statista, bensì perchè il nostro presidente può essere considerato uno degli uomini più corrotti di tutti i tempi.

Un politico imperturbabile e ribelle che ha accumulato una collezione di denunce penali per le quali finora non è stato ritenuto responsabile, Berlusconi finalmente si avvicina (o è costretto ad avvicinarsi) alle aule dei tribunali per essere giudicato per i diversi crimini commessi durante i suoi tre mandati da premier in Italia.

Secondo la rivista Forbes, è il 74esimo uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto di $ 9 miliardi di dollari. Essendo il terzo uomo più ricco d’Italia, Berlusconi possiede attività nei settori della televisione, giornali,
editoria, cinema, finanza, banche, assicurazioni e sport. Il suo principale business è Mediaset, che comprende tre canali televisivi di portata nazionale che insieme coprono la metà dell intero settore televisivo. Appartiene a lui anche la più grande casa editrice, Arnoldo Mondadori Editore. Prima di entrare nel mondo della politica, ha gestito con successo numerosi progetti di business tra cui Milano 2, una grande opera residenziale di circa 10.500 appartamenti. Nel 1978 ha fondato il suo primo gruppo media, Fininvest, da cui ha ricavato un guadagnato di circa 58,3 milioni.

 

 

Ma quest’uomo, prospero e benestante, considerato il più longevo tra i capi del G8, ha commesso inconfutabili reati che hanno oscurato irrimediabilmente il suo curriculum.

Ci sono prove che indicano che Berlusconi abbia avuto stretti rapporti con la mafia siciliana, nota come Cosa Nostra, associazione criminale la quale emerse verso la metà del 19 ° secolo in Sicilia. Secondo il giornale inglese Daily Telegraph, le accuse secondo il quale Berlusconi fosse colluso e connesso con la mafia si intensificarono quando entrò in politica all’inizio degli anni 90 e divenne Primo Ministro per la prima volta nel 1994. In un approfondito reportage del Daily Telegraph,che esponeva in dettaglio i legami nascosti tra Berlusconi e la mafia, il giornale scrisse: “[Nel 1974] Berlusconi getta le fondamenta per quello che diventerà un impero multi miliardario costruendo un complesso residenziale denominato Milano II, alla periferia di Milano. [C’erano] prove che la siciliana “Cosa Nostra” avesse investito pesantemente nel progetto. Tale affermazione è stata più recentemente ribadita in un tribunale di
Sicilia nel febbraio 2010 quando Massimo Ciancimino, figlio di un boss mafioso, disse che fù l’organizzazione criminale (Cosa Nostra) a dare a Berlusconi quell’enorme capitale per la costruzione del complesso, per mezzo del riciclaggio di denaro sporco attraverso una serie di imprese di facciata “.


Il reportage del Daily Telegraph aggiunse che Berlusconi strinse un accordo finanziario con Cosa Nostra un anno prima di entrare in politica e diventare primo Ministro. “Le accuse vennero di nuovo esposte in un tribunale di massima sicurezza a Torino nel dicembre 2009, da Gaspare Spatuzza, un pentito di mafia. Spatuzza rese il clima infernale affermando che Berlusconi fornì supporto per una ondata di attentati dalla mafia nel 1993, in cambio
di sostegno politico “.

Secondo il Daily Telegraph, nel 2004, uno dei membri fondatori del partito che Berlusconi chiamò Forza Italia, Macello dell’Utri fù condannato per complicità con la mafia e condannato a 9 anni di carcere. Anche se la sua prigionia
fu poi ridotta a sette anni. Tuttavia, la cooperazione con la mafia e con i gruppi terroristici è solo un esempio semplice degli scandali di Berlusconi. Il falso in bilancio, la frode fiscale, la corruzione dei funzionari di polizia e dei giudici sono ben noti a quasi tutti gli italiani.
Fù convocato in tribunale, per le udienze,  più volte dopo che la Corte costituzionale italiana dichiarò nell’ottobre 2009 che una legge (che dava immunità dai processi giudiziari) che Berlusconi aveva
fatto approvare in Parlamento, dopo l’ascesa al potere, non era valida ed era inaccettabile.

Secondo un rapporto pubblicato dal The Times, Domenica 27 ottobre 2009,
Berlusconi fù accusato di frode fiscale e falso in bilancio nel corso dell’ acquisizione dei diritti televisivi di Mediaset, la società televisiva che
possiede, avrebbe perciò dovuto affrontare un processo per tali accuse, tuttavia, eluse le udienze più volte, sostenendo che era occupato da “doveri costituzionali”. Come detto dal Sunday Times, Berlusconi aveva offerto una tangente da 600.000 dollari ad un avvocato inglese, David Mills, per falsa testimonianza a suo nome nei processi per corruzione nel 1990. Dopo la rivelazione di questa debacle senza precedenti, David Mills fù condannato a 4 anni e sei mesi di carcere, mentre Berlusconi evitò la prigione grazie all’impunità.

Berlusconi si è dichiarato “l’uomo più perseguitato del mondo”. Chissà, forse la frase più corretta sarebbe “l’uomo più perseguito del mondo!”

Wikileaks: Vantaggi a Mediaset, censure al Web

Critiche alla legge Romani. Il cable della diplomazia Usa pubblicato da El Pais.

Il messaggio confidenziale diffuso da Wikileaks, è stato inviato a Washington dall’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, david Thorne, il 3 febbraio 2010 e contiene giudizi molto pesanti sulla legge Romani, approvata a marzo scorso. La norma che prende il nome dal ministro dello Sviluppo economico, collaboratore di Berlusconi da una vita, stabilisce le regole per l’uso di internet e della tv a pagamento.

Secondo la nota scritta dal diplomatico americano, on line sul sito di El Pais, la legge “dà la possibilità di bloccare o censurare qualsiasi contenuto”, e “favorirà le aziende di Silvio Berlusconi rispetto ai suoi competitori”. E il giudizio sul governo Berlusconi non era meno critico: “Rappresenta un modello familiare”, dal momento che “Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere del governo in questo nodo già ai tempi del primo ministro bettino Craxi” negli anni ottanta.

Un precedente per la Cina

Il dispaccio contiene pesanti critiche e sottolinea la gran confusione che fa Berlusconi tra pubblico e privato, fa anche riferimento alla strana relazione tra il premier italiano e il presidente russo Putin. Ma i giudizi più severi vengono dati proprio alla legge Romani. L’ambasciatore Usa a Roma nel dispaccio scrive, “rappresenta un precedente per nazioni come la Cina che possono copiarla o citarla come giustificazione per i propri attacchi alla libertà d’informazione”.

Poco credibile

Il diplomatico non sembra fidarsi delle promesse del governo italiano, secondo il quale questa legge serve soltanto a proteggere il copyright, a combattere la pirateria e a recepire la direttiva europea 65 del 2007. E poi la nota sostiene che la nuova norma “faciliterà il ricorso alle azioni legali contro i media che si esprimeranno in modo critico nei confronti di Berlusconi e del suo governo”.

Fonte

Quelli che benpensano

“Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l’utile, in mezzo l’impossibile, la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili.” (Frankie hi nrg – Quelli che benpensano)

IL FINE E’ SOLO L’UTILE

 

Tante parole, tanti segnali forti, una metamorfosi che qualche settimana fa, faceva pensare a un Fini comunista, pronto a condurre una maggioranza di governo formata dal Pd e dall’Udc assieme ovviamente al suo partito, futuro e libertà. Già in questa maniera, la “crisi” di governo, sembrava più un asta al rialzo sull’assurdo, che il preambolo per un nuovo governo. Come si fa a credere in un personaggio che ha creato la legge Bossi-Fini, favorendo la xenofobia e limitando l’integrazione? Come si fa a credere al miglior alleato di colui che adesso critica?

Si tratta di una macchinazione bella e buona data dal fatto che Fini è stanco di essere l’eterno secondo, il figliastro di Berlusconi, il nostro principe Charles per intenderci. Fini ha sete di potere vuole governare, Berlusconi non può essere eliminato? Via al Berlusconi bis e ad una maggioranza allargata all’Udc, con l’amicone Casini, che tende spesso a sottolineare di essere in ottimi rapporti con Berlusconi.

 

Sono grandi illusionisti i nostri politici, in grado di scatenare un terremoto e uno tsunami allo stesso tempo, il problema è che nulla cambia, vengono mescolate le carte, ma il mazzo è quello.

NELLA LOGICA DEL GIOCO LA SOLA REGOLA E’ ESSER SCALTRI

Un enorme complotto dove TUTTI (tranne i fedelissimi) prostitute comprese, sono contro il Nano. Il maestro delle illusioni, sfodera sempre nuovi trucchi per illudere i suoi seguaci, senza mai abbassare i toni sul suo operato, definendosi un eroe per ciò che ha fatto nella sua vita. Ora si è aperto il mercato delle vacche (scusate dei parlamentari), per “salvarsi” ed avere la fiducia Berlusconi, sta spendendo centinaia di migliaia di euro. Ma non si chiama corruzione?

In una recente dichiarazione Berlusconi, si è posto dei “limiti” temporali, dicendo che lascerà ai giovani. Ma non siamo in una democrazia? Chi è lui per decidere a chi spetti salire al governo?

Io sono dell’idea che il parlamento andrebbe sciolto in toto. La corruzione è intrinsecamente legata alla struttura governativa di questi ultimi 20-25 anni. Non si può lavare una cosa con uno straccio sporco, non vi pare?

LA POSTA IN GIOCO E’ MASSIMA

Pannella sà benissimo che la posta in gioco è massima, Berlusconi cerca nove deputati, Pannella mette a disposizione il suo drappello di 6 deputati. Ma come, un radicale di sinistra che sostiene il governo di Berlusconi?

Il potere, purtroppo, non ha parti politiche e Pannella è stufo di fare scioperi della fame e della seta senza ottenere nulla. Ora che il grande capo ha bisogno di “amici” Pannella sfrutta l’occasione per subentrare e appendersi al vagone Berlusconi.

GLI ULTIMI SARANNO GLI ULTIMI SE I PRIMI SONO IRRAGGIUNGIBILI

E’ una opposizione servile, costituita da personaggi di facciata, che non sono in grado di competere con Berlusconi nè tantomeno di governare. Bersani e Veltroni sono 2 degli esponenti più in mostra del partito, pieni di idee e belle parole ma che non riescono a far cadere un governo se non grazie alla “pseudo” opposizione della destra stessa. C’è un personaggio, Vendola, che viene tenuto in gabbia da questi individui, anche se forse  è lui l’unico e nuovo vero leader del partito democratico. Non dimentichiamo l’Idv e il movimento a 5 stelle che rimangono partiti di nicchia incapaci di spiccare il volo in questa Italia delle macchinazioni. Ci vogliono partiti giovani in grado di rispondere alle domande di noi giovani, senza futuro e con un presente incerto. Siamo stanchi di lavorare per qualcosa che non si realizza, in condizioni sempre più pessime. L’Italia ha tutto e potrebbe essere uno dei paesi più potenti e competitivi al mondo. Possediamo moltissime menti eccellenti, moltissimi luoghi d’arte, coste e montagne favolose, ma siamo sempre e comunque il fanalino di coda del mondo sviluppato. Perchè? Perchè ci sono persone che ci mangiano sopra e le persone che dovrebbero combattere questa cosa sono li a pulire (non fare) le scarpe al “padrone”.

 

 

 

 

 

 

 

Vi lascio con il video di Frankie Hi Nrg – Quelli che benpensano….riflettete:

Italeaks

I DIPLOMATICI A MOSCA SI LAMENTANO DEL RAPPORTO BERLUSCONI – PUTIN

Questo Cable è controverso. In effetti sembra essere stato diramato dall’ambasciata americana a Mosca, però il The Guardian lo da come originario dall’Italia. Purtroppo vista la complessità nel trattare queste informazioni è difficile sapere se il The Guardian abbia fatto un errore, ma è probabile che sia così. Il cable racconta di una fonte (che è stata censurata) che, a pranzo con il diplomatico americano a Mosca, esprime frustrazione per il rapporto fin troppo stretto fra Berlusconi e Putin. Questo rapporto, secondo la fonte, terrebbe talvolta gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese dai Primi Ministri. Il cable è datato 5 Febbraio 2010, è classificato come confidenziale ed è stato redatto probabilmente da John Beyrle, diplomatico americano a Mosca.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Una fonte di Beyrle si definisce “frustrata” per la “linea diretta” fra Berlusconi e Putin, che terrebbe anche gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese.
  • I diplomatici non sarebbero a conoscenza dei retroscena, per quel che concerne le scelte prese nei rapporti Italia-Russia, l’unica informazione che avrebbero è “che Berlusconi e Putin approvano” le scelte in questione.
  • La burocrazia risentirebbe di questo comportamento in linea di massima, anche se a volte questa linea si rivela sbrigativa e positiva.
  • Un esempio citato è quello di Gazprom che avrebbe scelto di vendere in Italia mediante Eni (20% delle forniture Eni proverrebbero da Gazprom) a prezzo di mercato (e non sottoprezzo come inizialmente Gazprom aveva deciso di fare) solo dopo un colloquio privato fra Berlusconi e Putin
  • Il rappresentante di Eni a Mosca si rifiuterebbe di dialogare con ambasciate straniere, ma solo da due anni a questa parte
  • Secondo la fonte ‘censurata’ nel documenti il responsabile Eni a Mosca avrebbe ricevuto ordini di rispondere solo a Roma e di non parlare con “ambasciatori stranieri”
  • Enel avrebbe investito circa 6 miliardi di dollari in USA. Leggi l’originale

INCONTRO CON BERLUSCONI IN CONVALESCENZA

Questo documento è il sunto di un incontro per un pranzo privato fra Berlusconi e l’ambasciatore David H. Thorne. L’incontro è un pranzo fra il Presidente del Consiglio e l’ambasciatore italiano, all’incontro è presente anche Gianni Letta, che ha accompagnato l’ambasciatore nella residenza milanese di Berlusconi. Berlusconi è ancora in convalescenza in seguito all’aggressione subita a Milano da parte di Massimo Tartaglia. Il cable è datato 1 Gennaio 2010, l’incontro è avvenuto il 30 Dicembre 2010. L’autore del cable è David H. Thorne, Ambasciatore USA a Roma.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi è ancora ferito e fasciato per l’attacco subito in Dicembre, ma appare comunque ottimista e desideroso di mostrare i suoi progetti per “spingere” l’elite italiana, nonché di condividere pensieri su personaggi politici europei ed italiani
  • I progetti di Berlusconi prevedono la realizzazione di una scuola privata per “l’italian elite”.
  • Berlusconi è “depresso” per via dell’attentato di Tartaglia: lui è un imprenditore, vuole che tutti lo amino (parole di Gianni Letta)
  • Berlusconi ha “sfacciatamente dichiarato”, durante il pranzo, che l’Italia ha messo gli USA al primo posto nelle politiche internazionali e che l’Italia è pronta ad aiutare l’america in qualunque modo possibile
  • Secondo Berlusconi l’influenza ed il potere di Sarkozy sono molto scemati nell’ultimo anno e non ha più il potere che il leader francese aveva un anno prima
  • Berlusconi elogia il rapporto fra Putin e Medvedev e, neanche a dirlo, i saluti dopo pranzo vengono interrotti da una telefonata di Putin
  • Berlusconi esprime “sgomento” per le politiche repressive iraniane ed offre all’ambasciatore USA piena collaborazione sul trattamento delle dinamiche di Teheran, mettendo a disposizione anche i servizi italiani.
  • “Senza mezzi termini” Berlusconi descrive all’ambasciatore americano i magistrati italiani come “un grande problema” dicendosi pronto a stringere un alleanza con il centrosinistra pur di attuare la riforma della giustizia
  • Berlusconi e Letta mostrano un grande rispetto per i leader dell’opposizione, ed elogiano Pierluigi Bersani come un “duro avversario, dotato di una intelligenza superiore”
  • Letta, lontano da Berlusconi, si complimenta anche per l’operato di Massimo D’Alema che avrebbe fatto delle scelte positive molto difficili nei Balcani. L’efficienza di D’Alema è la ragione per cui Berlusconi avrebbe spinto pesantemente al fine di averlo come Ministro degli Esteri UE, nonostante le loro differenze.
  • Letta non esprime giudizio su Antonio Di Pietro, non avendo idea di quali saranno le scelte politiche di questo negli anni a venire
  • Berlusconi e Letta esprimono entrambi “preoccupazione” per l’evolversi della crisi economica nel 2010. I due valutano che l’Italia abbia reagito bene nell’anno decorso, ma sono preoccupati rispetto alla creazione di posti di lavoro nel 2010.
  • Berlusconi annuncia che guiderà l’ambasciatore personalmente in una visita a Roma, nello specifico gli mostrerà il suo progetto di un’Accademia per “l’elite italiana”. Il palazzo “Villa Gernetto”, completamente ristrutturato, ospiterà una scuola speciale per 100 giovani meritevoli e sarà interamente finanziata dalla fortuna personale di Silvio Berlusconi. L’apertura è prevista per Marzo 2010. Berlusconi in merito annuncia che sceglierà personalmente gli studenti. Leggi l’originale

PREPARAZIONE DELL’INCONTRO OBAMA – BERLUSCONI 15/06/2009

Questo documento è una relazione su Berlusconi ed il suo operato in vista dell’incontro fra il Premier italiano ed il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’autore del cable è Elizabeth L. Diddle, incaricato affari esteri all’ambasciata USA a Roma. Il cable è datato 9 Giugno 2009 ed è classificato come confidenziale.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi viene raccontato dal punto di vista delle scelte politiche
  • Gli atteggiamenti di Berlusconi spesso frivoli e le sue numerose gaffe avrebbero fatto sì che molti (anche all’interno del Governo USA) siano convinti che lui sia un leader europeo inefficiente, vanitoso ed inetto.
  • Berlusconi verrebbe descritto come arrogante ma prezioso alleato nelle vicende internazionali
  • La gestione della crisi economica sarebbe stata “prudente” sotto il Governo Berlusconi
  • Il parere di Berlusconi sarebbe stato favorevole rispetto alla chiusura della prigione di Guantanamo
  • Il parere di Berlusconi sull’operato della NATO sarebbe “distorto” dai rapporti molto intimi e proficui a livello economico e personale che il Presidente del Consiglio intrattiene con la Russia e Vladimir Putin
  • La posizione di Berlusconi rispetto a Vladimir Putin cozzerebbe con la politica ONU di ridurre la dipendenza energetica europea rispetto alla Russia
  • Bisogna, secondo chi scrive il cable, chiarire con Berlusconi che la politica di gestione del nucleare dev’essere trasparente ed onesta, affinché gli americani possano entrare in concorrenza leale con la Russia nell’appalto del know-how necessario alla realizzazione delle centrali
  • Berlusconi negozierebbe con la Libia al fine di ottenere non solo una riduzione del flusso migratorio verso l’Italia, ma anche in funzione dell’ingresso dell’Eni nel mercato del petrolio libico
  • Berlusconi si è fortemente impegnato nel mantenimento delle truppe in Afghanistan ma è sceso dal quarto al sesto posto sulla scala dei contribuenti ISAF. L’Italia sarebbe stata “anemica” in questo frangente tagliando fortemente il budget delle missioni ma gli americani sono certi che con le dovute “pressioni” verso Berlusconi otterrebbero certamente una risposta positiva.
  • La politica italiana sulla presenza di basi americane in Italia è ben vista da chi scrive il cable, vengono elogiate disponibilità e persecuzione di una linea che permetta agli americani una buona presenza sul suolo italiano, con oltre 15.000 unità.
  • Berlusconi fa molte gaffe, ha atteggiamenti frivoli e discutibili, ma tagliare i legami con lui sarebbe sbagliato. E’ un alleato fedele, ammira l’america e intende consolidare i rapporti con essa sempre di più. Nonostante i suoi difetti è stato una pietra miliare nella politica italiana degli ultimi 15 anni e tutto fa pensare che questa presenza durerà ancora a lungo. Leggi l’originale

 

LE RELAZIONI ITALIA – RUSSIA VISTE DA ROMA

Questo documento, diversamente dai due diramati in precedenza, non è il verbale di una riunione. E’ invece una relazione sui rapporti bilaterali fra Russia e Italia, fra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. Il cable è datato 26 Gennaio 2009. L’autore del cable è l’allora ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli. Il cable è classificato come segreto.

Di cosa si parla in questo documento:

  • la scarsa influenza che Frattini avrebbe nei confronti di Berlusconi riguardo le politiche estere in Russia
  • l’ambasciatore della Georgia a Roma riporta al collega statunitense che secondo il loro Governo Putin avrebbe promesso a Berlusconi dei proventi nella costruzione di gasdotti
  • le percentuali di export italiano in Russia aumentano del 230%
  • Berlusconi e Putin si scambierebbero “costosi regali” secondo una fonte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio
  • l’assistente particolare (definizione Wikipedia) di Berlusconi, Valentino Valentini, si recherebbe spesso in Russia e sarebbe il suo “uomo chiave” in territorio elvetico ma per l’ambasciata “non è chiaro” cosa andrebbe a fare
  • l’ambasciatore americano sarebbe “irritato” dalla presenza di Berlusconi nella costruzione di rapporti fra Russia e USA e riterrebbe di dovergli mandare “un segnale”.Leggi  l’originale

 

IL SEGRETARIO DELLA DIFESA AVVERTE FRATTINI: IMMINENTE GUERRA CON L’IRAN

Il Segretario alla Difesa Robert Gates (SecDef) si è incontrato con il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini nel corso di una visita ufficiale a Roma l’8 febbraio. Il Cable è datato 22 Gennaio 2010.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Strategie in Afghanistan
  • Possibilità di guerra in Iran
  • Operazioni nel Corno d’Africa

Leggi l’originale

Fonte

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CableGate: I punti chiave

Afghanistan: Karzai e la corruzione

“Cables” da Karl Eikenberry, ambasciatore statunitense in Afghanistan, rivelano preoccupazione sia da parte degli Stati Uniti che da parte degli altri capi di stato stranieri circa l’idoneità nel governare del presidente Hamid Karzai.

In un “cable” del luglio 2009 pubblicato dal Guardian, il signor Eikenberry descrive Karzai come “un individuo paranoico che non ha familiarità con le basi del “Nation-building” e che è “troppo egocentrico “, egocentrismo che avrebbe fatto perdere lui il favore della comunità internazionale.

Ma viene anche considerato un “politico scaltro che vede se stesso come un eroe nazionalista”.

Diversi funzionari afgani e stranieri reputano Karzai come un “debole” che sta perdendo la sua influenza.

Il Signor Eikenberry scrive anche di una diffusa corruzione tra i funzionari afghani, citando come esempi le grandi quantità di denaro portate fuori dal paese.

In un rapporto dell’ottobre 2009, parla del fratello di Karzai, Ahmad Wali Karzai, definendolo come “palesemente corrotto e un trafficante di stupefacenti”, aggiunge inoltre che la richiesta di finanziamento del capo di stato per progetti su larga scala “deve essere studiata con una sana dose di scetticismo “.

Cina: Missili e Hacking

Nel novembre del 2007, gli Stati Uniti hanno esortato Pechino a fermare la spedizione di componenti per missili balistici della Corea del Nord all’Iran, secondo un “cable” pubblicato dal Guardian.

Le merci venivano spostate attraverso Pechino e Washington ha preteso una “risposta sostanziale” alla loro richiesta.

“Abbiamo valutato che il modo migliore per prevenire queste spedizioni in futuro è che le autorità cinesi prendano provvedimenti … che renderanno l’aeroporto di Pechino un punto per il trasferimento meno ospitale”, afferma il “cable”.

La Cina è stata citata in un altro “cable”, ha riferito il New York Times, riguardo alla preoccupazione per il suo presunto, crescente utilizzo della pirateria informatica su larga scala.

Il “cable” sostiene che la Cina dal 2002 ha assunto una rete di hacker ed esperti di sicurezza privata che sono riusciti ad accedere ai computer del governo degli Stati Uniti, a quelli delle imprese, a quelli degli alleati occidentali e a quelli del Dalai Lama.

Il “cable” cita un “contatto cinese” che ci dice che il governo cinese era il deus ex machina dietro l’hacking dei sistemi informatici di Google del paese, nel mese di gennaio.

Germania: Tecniche di persuasione

Nel 2004, un cittadino tedesco è stato rapito in Macedonia e presumibilmente portato in una prigione segreta della CIA. Gli agenti lo avevano scambiato per un sospetto di al-Qaeda.

Un “cable” del 2007 dall’ambasciata americana a Berlino spiega nel dettaglio gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti al fine di convincere la Germania a non emettere mandati di arresto internazionale per gli agenti della CIA coinvolti nella cattura.

In un resoconto di una riunione ad alto livello tra i funzionari statunitensi e tedeschi, i “cables” ci dicono che i diplomatici Usa  “hanno sottolineato che la nostra intenzione non era quella di minacciare la Germania, ma piuttosto di sollecitare il governo tedesco nel pesare attentamente ogni passo in modo da evitare implicazioni che potrebbero danneggiare le relazioni con gli Stati Uniti “

Guantanamo

I “cables” sembrano rivelare le discussioni tra i vari paesi su come quest’ultimi si sarebbero comportati riguardo la vicenda dei prigionieri liberati dalla struttura di detenzione di Guantanamo Bay.

Alla Slovenia è stata offerta la possibilità di incontrare il presidente Barack Obama, se avesse accolto un prigioniero, mentre a Kiribati, nel Pacifico del Sud, vennero offerti milioni di dollari di incentivi. Bruxelles ha espresso ottimismo nell’accogliere i prigionieri in quanto potrebbe essere “un metodo a basso costo per il Belgio per assumere maggior importanza a livello europeo”.

Altri dispacci suggeriscono che Pechino si infuriò per il rifiuto degli Stati Uniti di inviare i prigionieri Uiguri da Guantanamo alla Cina, il loro ambasciatore in Kirghizistan chiamò questo atto “uno schiaffo in faccia”. La Germania e la Finlandia sono state presumibilmente messe in guardia da parte della Cina su un possibile danno bilaterale alle relazioni, qualora avessero accettato di prendere uno qualsiasi dei prigionieri.

L’attacco all’Iran

Molti leader arabi e i loro rappresentanti vengono segnalati in quanto esortarono gli Stati Uniti a condurre un attacco contro l’Iran per porre fine al sospetto programma nucleare.

In un telegramma dell’aprile del 2008, l’ambasciatore saudita a Washington, Adel al-Jubeir, ricordò le “frequenti esortazioni” del re Abdullah affinchè gli Stati Uniti attaccassero l’Iran.

L’ambasciatore Al-Jubeir riferì come il re volesse che gli Stati Uniti “tagliassero la testa al serpente”, il telegramma riferisce anche che il ministro degli esteri saudita era meno estremo, chiedendo infatti “solo” sanzioni più severe contro Teheran.

Durante un incontro tra il re Hamad bin Isa al-Khalifa del Bahrain e il generale americano David Petraeus, il re disse agli Stati Uniti che dovevano fermare il programma nucleare iraniano “con ogni mezzo necessario”.

“Il pericolo di lasciarlo proseguire è maggiore del pericolo che si potrebbe avere nel fermarlo”, citazione dal telegramma dell’ambasciatore Adam Ereli, datato novembre 2009.

In un telegramma del 2006, il principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammad bin Zayed, disse agli Stati Uniti che era fermamente convinto che  il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad “volesse scatenare una guerra contro di loro”.

Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha utilizzato un maggio 2009 visita di una delegazione del Congresso di Tel Aviv per avvertire che il tempo stava scadendo per fermare il programma nucleare iraniano.

“Barak ha stimato una finestra compresa tra sei e 18 mesi da oggi, in cui fermare l’Iran si doti di armi nucleari potrebbe essere ancora valida”, dice un cavo inviato a Washington l’ambasciatore degli Stati Uniti il mese successivo.

“Dopo di che, ha detto qualsiasi soluzione militare potrebbe causare un danno collaterale accettabile”.

Le due coree: Relazioni con la Cina

Pechino è sempre più insoddisfatta dal comportamento della Corea del Nord, ciò è dimostrato dall’avvertimento di una ambasciatore cinese che giudica il programma nucleare di Pyongyang “una minaccia alla sicurezza del mondo intero”.

Secondo i vertici della Corea del Sud, molti funzionari cinesi stavano cominciando a pensare che la penisola coreana dovesse essere riunificata sotto il controllo di Seoul.

Gli stessi hanno aggiunto che la Cina era pronta ad “affrontare la nuova realtà” e cioè che il Nord Corea fosse di poco valore come stato cuscinetto per Pechino.
Il vice ministro degli Esteri cinese He Yafei avrebbe detto che Pyongyang si comportava come un “bambino viziato”.

I funzionari di Stati Uniti e Corea del Sud hanno discusso i piani per una Corea unita.

L’ambasciatore americano a Seoul ha detto che la Corea del Sud considera l’offerta di incentivi commerciali per la Cina per “aiutare a smussare” “le preoccupazioni di Pechino per la riunificazione della Corea”.

Pakistan:Paure per il nucleare

I diplomatici statunitensi e britannici temevano che il materiale nucleare del Pakistan potesse cadere nelle mani dei terroristi, il Guardian riporta alcuni dei “cables” rivelatori.

“Cables” riportati sul New York Times rivelano che gli Stati Uniti stanno provando a rimuovere dell’uranio altamente arricchito da un reattore per la ricerca in Pakistan dal 2007.

In un “cable” del maggio 2009, l’ambasciatore statunitense Anne W Patterson ha detto che il Pakistan rifiutò la visita di esperti dagli Stati Uniti. Lo fa citando gli stessi funzionari del Pakistan “la rimozione del carburante verrebbe vista in Pakistan, come un furto delle nostre armi atomiche da parte degli Stati Uniti.


Un altro cavo, relativa ad un briefing di intelligence degli Stati Uniti nel 2008, riportato sul Guardian, ha detto che il Pakistan era “produrre armi nucleari ad un ritmo più veloce di qualsiasi altro paese del mondo”.

Il funzionario del ministero degli Esteri russo, Yuri Korolev teme che gli estremisti islamici possano infiltrarsi nelle fila delle 120,000-130,000 persone direttamente coinvolte nei programmi nucleari e missilistici del Pakistan.

“Non vi è alcun modo per garantire che tutti siano leali e affidabili al 100%”, rivolgendosi ai funzionari Usa in febbraio.

Qatar: L’anti terrorismo

Lo stato del Qatar, che ha ospitato l’esercito americano per anni, viene descritto come il “peggiore nella regione” secondo l’anti-terrorismo.

Il “cable”, ha riferito il New York Times, dice che il servizio di sicurezza del Qatar è stato “esitante ad agire contro i terroristi noti per la preoccupazione di apparire allineati con gli Stati Uniti e provocare quindi rappresaglie”.

Russia: Virtualmente uno stato mafioso

La Russia è accusata di essere uno stato corrotto, autocratico con una leadeship incentrata sul primo ministro Vladimir Putin.

In un “cable” vi sono le direttive per i funzionari degli Stati Uniti, in cui un pubblico ministero spagnolo che si è specializzato sulle attività della mafia russa in Spagna, Jose “Pepe” Gonzales Grinda, dice che considera la Bielorussia, la Cecenia e la Russia di essere virtualmente degli “Stati mafiosi” e aggiunge che anche l’Ucraina è sulla buona strada per diventarlo.

In un altro “cable” del febbraio 2010, l’ambasciatore americano a Mosca, John Beyrle descrive in dettaglio il “mondo oscuro e corrotto delle pratiche commerciali” sotto l’ex sindaco di Mosca Yuri Luzhkov, “con i funzionari corrotti che richiedono tangenti dalle imprese che tentano di mettere radici nella città”.

“I collegamenti diretti tra il governo della città di Mosca e la criminalità organizzata hanno indotto alcuni a chiamarlo ‘disfunzionale’, e di affermare che il governo funziona più come una cleptocrazia che come un governo”, scrive Beyrle.

In un altro messaggio, Michael Davenport,  viene citato per aver chiamato la Russia un “autocrazia corrotta”.

Putin ha negato collegamenti con la criminalità organizzata.

Sri Lanka: Crimini di guerra

Un “cable” inviato nel gennaio 2010 dall’ambasciatore americano a Colombo, Patricia Butenis, rivela come ella credesse che il presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa fosse stato responsabile per presunti crimini di guerra durante gli stadi finale della guerra civile del paese.

Come il movimento ribelle delle Tamil Tigers fù sconfitto, si ritiene che migliaia di civili Tamil siano stati uccisi nella penisola di Jaffna dalle forze governative.

La sig.ra Butenis ha detto uno dei motivi per cui ci fosse così poco slancio verso la formazione di una inchiesta dello Sri Lanka sulle varie morti, era perchè il presidente e la ex comandante dell’esercito, Sarath Fonseka, erano coinvolti.

“Non ci sono esempi conosciuti di un regime il quale svia le indagini sui crimini di guerra delle proprie truppe o degli alti funzionari durante il periodo in cui è al potere”, ha scritto.

“In Sri Lanka ciò è ulteriormente complicato dal fatto che la responsabilità per molti presunti crimini spetta al gruppo dirigente civile e militare del paese, tra cui il presidente Rajapaksa, i suoi fratelli e il candidato dell’opposizione il Generale Fonseka”, ha aggiunto.

Il Generale Fonseka ha perso contro il signor Rajapaksa nelle elezioni presidenziali di gennaio, ed è stato poi condannato per corruzione da una corte marziale.

Entrambi gli uomini hanno negato che le truppe governative hanno commesso crimini di guerra.

Uk: La guerra in Afghanistan

I funzionari Usa e afghani credevano che le forze britanniche non fossero “all’all’altezza del compito di rendere sicura Helmand”, senza il sostegno militare degli Stati Uniti, secondo un “cable” pubblicato sul quotidiano Guardian.

Altri “cables” ci trasmettono l’insoddisfazione del popolo afghano per come le truppe britanniche stiano conducendo le operazioni nelle varie provincie. Il presidente Karzai avrebbe detto nel 2009 che otto anni prima “anche Helmand era sicuro per le ragazze che andavano a scuola. Adesso, 4000 soldati britannici (stanchi) sono ad Helmand e il popolo non è più sicuro”.

Il governatore di Helmand, Gulab Mangal, ha detto a un gruppo di americani in visita, compreso il vice-presidente Joseph Biden, che l’intervento delle truppe Usa sarebbe urgente a Sangin poichè le truppe britanniche raramente lasciano la loro base in città.

In un altro “cable”, il generale americano Dan McNeill, ha detto di essere “particolarmente turbato per lo sforzo britannico” nella lotta al traffico di stupefacenti in Afghanistan.

Egli viene citato per dimostrare che le truppe britanniche hanno “fatto un pasticcio” con le operazioni antidroga a Helmand attraverso l’impiego di tattiche “sbagliate”.

Un accordo con i talebani che ha permesso alle truppe britanniche il ritirio dalla Musa Qala nel 2006 “, aprì la porta ai narco-trafficanti in quella zona, e ora impossibile capire la differenza tra i trafficanti e gli insorti”, ha aggiunto.

Uk: Le bombe a grappolo

Il Regno Unito ha taciuto una scappatoia che permette agli Usa di continuare ad immagazzinare le bombe a grappolo nel proprio territorio nonostante un divieto internazionale sulle armi.

La Gran Bretagna fù uno dei 90 paesi che firmarono la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM) nel dicembre 2008. Il trattato vieta l’uso delle bombe a grappolo e vieta i firmatari di aiutare i paesi che le usano, di stoccarli o di trasferirli.

Uk: La famiglia reale

Il principe Andrea, Duca di York, ha criticato un presunto accordo militare tra  tra BAE e l’Arabia Saudita in un brunch nella capitale del Kirghizistan, Bishkek, in un “cable” del 2008 dalla ambasciata a Bishkek ..

Ha anche criticato i giornalisti, “che ficcano il naso dappertutto”.

Il principe ha detto che il Regno Unito, insieme con l’Europa occidentale e gli Stati Uniti erano “di nuovo nel mezzo del Grande Gioco” – un riferimento alla lotta del 19 ° secolo fra gli imperi britannici e russi per il controllo dell’Asia Centrale.

“E questa volta puntiamo a vincere”, ha aggiunto.

Un altro “cable” cita un alto funzionario del Commonwealth che esprime il suo dissenso nei confronti del principe Carlo, erede al trono “non trasmette lo stesso rispetto della Regina”.

Nazioni Unite: Spiate dagli Stati Uniti

Un “cable” destinato ai diplomatici statunitensi rilasciato dal segretario di Stato Hillary Clinton dice loro di raccogliere informazioni “anagrafiche e biometriche” – comprese le scansioni dell’iride, campioni di DNA e impronte digitali – dei principali funzionari alle Nazioni Unite.

Ai diplomatici è stato anche ordinato di trovare i dettagli della carta di credito, gli indirizzi e-mail e le password e le chiavi di crittografia utilizzate per le reti informatiche e nelle comunicazioni ufficiali.

I funzionari sotto copertura includono “sottosegretari, direttori di agenzie specializzate e i loro principali consiglieri, i capi delle operazioni di pace e delle missioni sul campo politico”.

Almeno nove direttive simili che coprono diversi paesi sono incluse nella release di Wikileaks, sia sotto il nome della signora Clinton che del suo predecessore, Condoleezza Rice.

I leaders mondiali

Vari leader mondiali sono stati colpiti dal ciclone Wikileaks – mostrando le poco lusinghiere opinioni che gli ambasciatori hanno di loro.

Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi viene indicato come “irresponsabile, inutile, inefficace  come leader europeo moderno” da un diplomatico degli Stati Uniti a Roma.

I diplomatici statunitensi rimasero poco impressionati dal cancelliere tedesco Angela Merkel, la descrivono come “poco propensa al rischio e raramente creativa”.

L’ex primo ministro britannico Gordon Brown tentò di trovare un accordo su Gary McKinnon, che è ricercato da Washington per l’hacking di sistemi informatici negli Stati Uniti, riporta il Guardian. Il giornale continua a descrivere il rifiuto dell’affare da parte degli Stati Uniti come un “rifiuto umiliante”.

Il capo della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha descritto l’attuale primo ministro britannico David Cameron e il Cancelliere George Osborne come privi di esperienza e ha criticato la “tendenza a riflettere su questioni solo in termini di politica e su come potrebbero influire l’elettorato Tory”.

Nel 2009 un “cable” dalla ambasciata Usa a Tripoli sostiene che il leader libico Muammar Gheddafi “sembra avere un’intensa antipatia o la paura di restare ai piani superiori”.

Il “cable” dice anche che Gheddafi “fa affidamento pesantemente” sulla sua infermiera ucraina, descritta come un “voluttuosa bionda”, e si ipotizza che i due siano coinvolti in una relazione romantica.

Il primo ministro dello Zimbabwe Morgan Tsvangirai viene lodato come un ” uomo coraggioso, impegnato” in un “cable” del 2007 scritto dall’allora ambasciatore di Harare, Christopher Dell.

Ma le lusinghe non durano, e il signor Dell prosegue dicendo: “. Tsvangirai è anche una figura imperfetta, non facilmente aperta a consigli, indeciso e che sceglie discutibilmente le persone che lo affiancano.”

In un altro “cable”, un ministro sudafricano spara a zero sul presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, descrivendolo come “un vecchio pazzo”.

Nel 2008, l’ambasciata di Mosca descrive il presidente russo Dmitry Medvedev come Robin e il primo ministro Vladimir Putin come il suo Batman.

I “cables” riguardano anche una relazione molto stretta tra Berlusconi e Putin.

Kim Jong della Corea del Nord è un “tipo flaccido e vecchio” che soffre di un trauma da ictus, mentre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad viene chiamato “Hitler”.

Il presidente afghano Hamid Karzai ha liberato pericolosi detenuti e ha perdonato i sospetti trafficanti di droga, perché erano legati a personaggi potenti o storicamente significativi, viene riferito da un dispaccio del 2009.

Ecco un simpaticissimo video che descrive la situazione dei nostri leader


Yemen l’attacco dei droni

Un “cable” del gennaio 2010 ha registrato un incontro tra il presidente yemenita Abdullah Saleh e Gen Petraeus, comandante Usa in Medio Oriente. Il “cable” mostra che gli Stati Uniti stanno conducendo bombardamenti clandestini su presunti obiettivi di al-Qaeda nello Yemen, con l’approvazione del governo yemenita a Sanaa.

Il Signor Saleh critica l’uso di missili cruise contro obiettivi e ha detto che le truppe statunitensi non possono operare sul campo, ma dà il permesso ai bombardieri del Generale Petraeus di volare attorno al territorio dello Yemen, in attesa di informazioni sulla destinazione da attaccare.