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Il presidente Sarkozy cerca la salvezza nel suo Nuovo Ordine Mondiale

Nicolas Sarkozy utilizzerà il suo ruolo di leader del G20 per portare avanti un nuovo ordine diplomatico e monetario mondiale che abbracci anche la Russia.

Egli propone una potente alleanza europea che potrebbe rischiare di destabilizzare il dominio degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, l’ambizioso presidente francese vuole creare un nuovo quadro economico mondiale che darebbe maggiore influenza alla Cina. Prevede di utilizzare la presidenza francese del gruppo del G20, che inizia il 14 novembre per promuovere la sua nuova visione della scena diplomatica e monetaria mondiale.

Dal punto di vista francese, i tempi sono maturi per forgiare una nuova architettura globale, perché la fine del sistema monetario del dopoguerra ha lasciato un vuoto e il mondo ha bisogno di ammortizzatori sui mercati finanziari e delle materie prime. Cina e Russia sono fondamentali per la sua nuova visione.

I suoi piani sono frutto della situazione poco buona in Francia e della poca incisività a livello internazionale. Spera chiaramente di rilanciare la sua immagine cercando di risolvere la crisi economica mondiale prima delle elezioni del 2012.

Mentre ci si prepara alla nuova presidenza del G20, il Palazzo dell’Eliseo, è pronto a trasformare il gruppo di grandi potenze industriali ed emergenti in un forum per risolvere i mali monetari ed economici dell’epoca.

Ha presentato le sue proposte radicalmente nuove per Mosca, il 18 ottobre scorso al vertice con il presidente russo Dmitry Medvedev e il cancelliere tedesco Angela Merkel. I suoi piani hanno sollevato preoccupazioni a Washington, che ha a lungo resistito ai tentativi francesi di ridimensionare il potere statunitense e applicare una regolamentazione globale.

Ma Parigi ribadisce che le sue idee sono complementari a una forte partnership atlantica e all’alleanza della NATO, alleanza che Sarcozy ha ristabilito nel suo governo. Egli vuole che la Russia e le 27 nazioni dell’Unione europea formino legami collaborativi su temi diversi come la sicurezza nazionale, i rapporti diplomatici, la politica economica, i diritti umani e l’immigrazione. Una fonte francese ha detto: “Dobbiamo fare di tutto perchè la Russia si riavvicini all’Europa.”

La Francia ritiene che la Russia non rappresenti più una minaccia militare, ma questo fatto non viene compreso dagli ex paesi satelliti. L’accordo di Nicolas Sarkozy a vendere alla Russia quattro navi del comando navale Mistral è la prova delle buone intenzioni della Francia. Parigi spera che la vendita servirà a fugare il sospetto storico della Russia per l’occidente. Washington e gli altri alleati della Nato non sono soddisfatti del “regalo” della Francia.

Secondo alti funzionari francesi, il presidente userà anche il suo turno alla presidenza del G20 per iniziare a lavorare su un sistema internazionale per stabilizzare le valute e i prezzi delle materie prime, riempiendo il vuoto lasciato nel dopoguerra quando il sistema di Bretton Woods è crollato nel 1973. Egli ritiene che il mondo non può continuare senza un regolamento monetario mondiale. Alti funzionari hanno detto che avrebbe fatto pressioni al G20 per prendere in considerazione una nuova valuta di riserva globale per sostituire il dollaro.

Una fonte ha dichiarato: “Il dollaro non è più solo, da quando il mondo è diventato multipolare politicamente, non può continuare ad essere economicamente unipolare….”

Parigi ha già avuto colloqui privati con Pechino sui piani di Sarkozy per elaborare una regolamentazione internazionale coordinata al fine di governare i mercati valutari. La Francia è fiduciosa che la leadership cinese sarà d’accordo nel porre la questione monetaria sul tavolo.

Parigi punta anche a convincere Washington sui meriti che vi sono nel creare un nuovo sistema monetario. Sottolineando che la Cina detiene riserve in valuta di cui gli USA hanno bisogno per finanziare la propria economia. Per superare eventuali diffidenze tedesche, la Francia prevede anche un ruolo speciale nel G20 per la Germania nei suoi piani per la riforma monetaria mondiale.

Sarko è anche consapevole del fatto che il presidente americano Barack Obama non è contento di come il premier francese cerchi di abbracciare la Russia nel suo nuovo progetto per l’Europa e il mondo – uno scenario che potrebbe poi accogliere altre regioni nella zona euroasiatica.

Sarkozy cerca di tirare acqua al suo mulino, insistendo sul fatto che la partnership atlantica rimane centrale per la Francia e che nessun presidente francese è stato così pro-USA. Ma il suo punto di vista sugli Stati Uniti è complesso. Washington è grato per il ritorno della Francia al comando militare della NATO e per il suo servizio in Afghanistan. Ma Sarkozy chiaramente è erede della linea di “clienti difficili”, che ha governato la Francia dal 1960.

Il presidente sostiene giustamente la paternità del G20, dopo aver convinto un indebolito George W. Bush a tenere il primo incontro, a Washington, nel miasma del crollo finanziario della fine del 2008.

La sua idea era che il G8 – le vecchie potenze occidentali più la Russia – non era pertinenti al nuovo quadro mondiale che si andava delineando e che nulla poteva essere deciso senza i nuovi giganti, Cina, Brasile, India e Turchia. Nel 2008, il presidente francese si crogiolava nella sua aura di Super Sarko,mediatore di pace nella guerra tra Georgia e Russia. I leader mondiali erano irritati dal presuntuoso stile di Sarkozy, ma ammiravano la sua energia e la capacità di tirare fuori delle soluzioni.

In due anni la stella Sarkozy si è ofuscata. Spenta dai suoi modi impetuosi e incolpato dalla gente per la depressione economica, il 78 per cento dei francesi lo disapprova, secondo un sondaggio della scorsa settimana. Questo è il suo minimo storico, ma non peggiore di alcuni predecessori che poi hanno vinto la rielezione.

Dentro di se, Sarkozy, è convinto che la sua impopolarità è una semplice turbolenza tipica dei momenti difficili e che una nazione riconoscente alla fine lo vedrà come un salvatore.

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