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Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Il simbolismo massonico

Nei primi manoscritti massonici – ad esempio l’Harleian, lo Sloane, il Lansdowne e l’Edinburgh-Kilwinning – si afferma che il mestiere dei costruttori iniziati esisteva prima del Diluvio e che i suoi membri erano impiegati nella costruzione della Torre di Babele. Una Costituzione massonica datata 1701 fornisce il seguente ingenuo resoconto dell’origine delle scienze, arti e mestieri da cui deriva la maggior parte del simbolismo massonico:

“Come questa degna Scienza fu iniziata per la prima volta, lo dirò. Prima del diluvio universale, c’era un uomo chiamato Lameck come è scritto nel 4 Cap. Di Gen .: e questo Lameck aveva due mogli. Una si chiamava Adah, e l’altra Zillah; dalla prima moglie Adah ottenne due figli, uno chiamato Jaball e l’altro Juball, e dall’altra moglie Zillah ottenne un figlio e una figlia, e i quattro figli diedero inizio a tutti i mestieri nel mondo. Jaball era il Figlio maggiore, e fondo` l’Arte della Geometria, e separò greggi, costrui` le prime Case di Pietra e Legno, come è notato nel Capitolo, sopra menzionato, e suo fratello Juball fondo` l’arte della musica, con canzoni, organi e arpe. Il terzo fratello [Tubal-Cain] scoprì l’arte della metallurgia lavorando ferro e acciaio, e la loro sorella Naamah scoprì l’arte della tessitura. I fratelli sapevano che Dio si sarebbe vendicato dei peccatori, sia con il fuoco sia con l’acqua, per cui scrissero queste scienze in due pilastri di pietra, che sarebbero stati ritrovati dopo il diluvio. Una pietra si chiamava Marbell – ignifuga, e l’altra si chiamava Laturus [ottone?], Che non poteva essere rovinata dall’acqua. “L’autore di questa Costituzione dichiaro` che uno di questi pilastri fu scoperto in seguito da Hermes , che comunico` all’umanità i segreti su esso inscritti.

Nelle sue antichità degli ebrei, Giuseppe Flavio scrive che Adamo aveva avvertito i suoi discendenti che l’umanità peccaminosa sarebbe stata distrutta da un diluvio. Al fine di preservare la loro scienza e filosofia, i bambini di Seth hanno quindi sollevato due pilastri, uno di mattoni e l’altro di pietra, su cui erano incise le chiavi della loro conoscenza. Il Patriarca Enoch – il cui nome significa Iniziatore – è evidentemente una personificazione del sole, poiché visse 365 anni. Costruì anche un tempio sotterraneo costituito da nove volte, una sotto l’altra, ponendo nella volta più profonda una tavoletta triangolare d’oro che portava su di essa il nome assoluto e ineffabile della Divinità. Secondo alcuni resoconti, Enoch fece due delta d’oro. Il più grande si trovava sull’altare cubico bianco nella volta più bassa e il più piccolo fu dato in custodia a suo figlio Methuseleh, che costrui` le camere di mattoni secondo lo schema rivelato a suo padre dall’Altissimo. Nella forma e nella disposizione di queste volte Enoch incarnava le nove sfere degli antichi Misteri e i nove strati sacri della terra attraverso i quali l’iniziato deve passare per raggiungere lo Spirito fiammeggiante che dimora nel suo nucleo centrale.

Secondo il simbolismo massonico, Enoch, temendo che tutta la conoscenza dei Misteri sacri sarebbe andata perduta al tempo del Diluvio, eresse le due colonne citate. Sulla colonna di metallo con appropriati simboli allegorici incise gli insegnamenti segreti e sulla colonna di marmo incise un’iscrizione che affermava che a breve distanza un tesoro inestimabile sarebbe stato scoperto in una volta sotterranea. Col tempo la posizione delle volte segrete andò perduta, ma col passare degli anni venne un altro costruttore – un iniziato dell’ordine di Enoch – e lui, mentre gettava le basi per un altro tempio per il Grande Architetto dell’Universo, scopri` le volte perdute e i segreti contenuti all’interno.

Giovanni Leylande fu nominato dal re Enrico VIII per esaminare gli archivi delle varie istituzioni religiose sciolte dal re e rimuovere al fine di preservare qualsiasi libro o manoscritto di un personaggio importante. Tra i documenti copiati da Leylande c’era una serie di domande e risposte riguardanti il ​​mistero della massoneria scritto da Re Enrico VI. In risposta alla domanda “Come è nata la massoneria in Inghilterra?” il documento afferma che Peter Gower, un greco, viaggiò per conoscenza in Egitto, Siria e in tutte le terre dove i fenici avevano introdotto l’arte muratoria; ottenendo l’ingresso in tutte le logge dei massoni, imparò molto e, tornando, dimorò nella Magna Grecia. Divenne famoso per la sua saggezza, formò una grande loggia a Groton e inizio` molti massoni, alcuni dei quali viaggiarono in Francia, diffondendo lì la massoneria; dalla Francia nel corso del tempo l’ordine si trasferi` in Inghilterra.

Anche per lo studente superficiale della materia deve essere evidente che il nome di Peter Gower, il greco, è semplicemente una forma anglicizzata di Pitagora; di conseguenza Groton, dove ha formato la sua loggia, è facilmente identificabile con Crotona. Si stabilisce così un legame tra i Misteri filosofici della Grecia e la massoneria medievale. Nei suoi appunti sulle domande e sulle risposte di re Enrico, William Preston amplia il voto di segretezza praticato dagli antichi iniziati. Sull’autorità di Plinio descrive come Anaxarco, essendo stato imprigionato per estorcere da lui alcuni dei segreti di cui era stato fatto garante, si morse la lingua e la gettò di fronte a Nicocreon, il tiranno di Cipro. Preston aggiunge che gli ateniesi veneravano una statua che era rappresentata senza lingua per indicare la santità con cui consideravano i loro segreti legati al giuramento. È anche degno di nota il fatto che, secondo il manoscritto di re Enrico, la massoneria ebbe la sua origine in Oriente e fu portatrice delle arti e delle scienze della civiltà per l’umanità primitiva delle nazioni occidentali.

Notevoli tra i simboli della massoneria sono le sette arti e scienze liberali. La grammatica insegna all’uomo ad esprimersi in un linguaggio nobile e adeguato; con la retorica è in grado di nascondere i suoi ideali sotto la copertura protettiva del linguaggio ambiguo e delle figure retoriche; con la logica viene addestrato

IL MISTERO DEL MACROCOSMO.

Ridisegnato dall’edizione Cesariana di Vitruvio.

Riassumendo la relazione tra il corpo umano e la teoria dell’architettura, Vitruvio scrive:

“Poiché la natura ha progettato il corpo umano in modo tale che le sue membra siano debitamente proporzionate alla struttura nel suo insieme, sembra che gli antichi avessero una buona ragione per il loro dominio: nella costruzione perfetta i diversi membri devono avere esatte relazioni simmetriche con lo schema generale. Quindi, pur trasmettendoci le giuste disposizioni per edifici di ogni tipo, sono stati particolarmente attenti a farlo nel caso dei templi degli dei, edifici in cui meriti e difetti di solito durano per sempre. * * * Pertanto, se si concorda che il numero è stato scoperto dalle dita umane e che esiste un corrispondente simmetrico tra le membra separatamente e l’intera forma del corpo, in conformità con una certa parte selezionata come standard, non possiamo avere altro che rispetto per quelli che, nel costruire i templi degli dei immortali, hanno organizzato le membra delle opere in modo tale che sia le parti separate che l’intero disegno possano armonizzarsi nelle loro proporzioni e simmetria. (Vedi I dieci libri sull’architettura)

Alcuni ritengono che San Paolo sia stato iniziato ai Misteri Dionisiaci, poiché nel decimo versetto del terzo capitolo dei Primi Corinzi si definisce un “capomastro” o adepto: “Secondo la grazia di Dio che mi viene concessa, come saggio capomastro, ho gettato le basi per costruire un edificio “. Come sopravvissuti agli antichi riti dionisiaci, i due diagrammi di Cesariano, che accompagnano questo capitolo, hanno un valore incalcolabile per il moderno architetto mistico.

nell’organizzazione delle facoltà intellettuali di cui è stato dotato; con l’aritmetica non solo è istruito nel mistero dell’ordine universale, ma ottiene anche la chiave per moltitudine, grandezza e proporzione; con la geometria viene iniziato nella matematica della forma, nell’armonia e nel ritmo degli angoli e nella filosofia dell’organizzazione; con la musica gli viene ricordato che l’universo è fondato sulle leggi delle armoniche celesti e che l’armonia e il ritmo sono onnipresenti; con l’astronomia ottiene una comprensione delle immensità del tempo e dello spazio, della relazione corretta tra se stesso e l’universo e della bellezza di quel potere sconosciuto che sta guidando le innumerevoli stelle del firmamento attraverso uno spazio illimitato. Dotato della conoscenza conferita dalla familiarità con le arti e le scienze liberali, lo studioso massone si trova quindi di fronte a pochi problemi ai quali non può far fronte.

GLI ARCHITETTI DIONISIACI

La più celebre delle antiche confraternite di artigiani fu quella degli architetti dionisiaci. Questa organizzazione era composta esclusivamente da iniziati del culto di Bacco-Dioniso ed era particolarmente consacrata alla scienza della costruzione e all’arte della decorazione. Acclamati come custodi di una conoscenza segreta e sacra dell’architettura, i suoi membri furono incaricati della progettazione e della costruzione di edifici e monumenti pubblici. L’eccellenza superlativa del loro lavoro manuale elevò i membri della gilda a una posizione di spicco; erano considerati i maestri artigiani della terra. A causa delle prime danze tenute in onore di Dioniso, fu considerato il fondatore e il patrono del teatro, e i Dionisiaci si specializzarono nella costruzione di edifici adattati per la presentazione di spettacoli drammatici. Nell’orchestra circolare o semicircolare eressero invariabilmente un altare a ylschilo, il famoso poeta greco, che mentre appariva in una delle sue opere teatrali fu sospettato da una folla di spettatori arrabbiati di aver rivelato uno dei segreti profondi dei Misteri e fu costretto a cercare rifugio nell’altare di Dioniso.

Gli architetti Dionisiaci salvaguardarono con tanta cura i segreti della loro arte che esistono solo registrazioni frammentarie dei loro insegnamenti esoterici. John A. Weisse riassume così i magri dati disponibili riguardanti l’ordine:

“Fecero la loro apparizione certamente attorno al 1000 a.C. e sembrano aver goduto di particolari privilegi e immunità. Possedevano anche mezzi segreti di riconoscimento, ed erano uniti da legami speciali noti solo a loro stessi. I più ricchi di questa fraternità erano tenuti a provvedere ai loro fratelli più poveri, che furono divisi in comunità, governati da un Maestro e da Guardiani, e chiamati γυνοικιαι (case collegate), che ogni anno tenevano una grande festa e si tenevano in grande considerazione. I loro cerimoniali erano considerati sacri. è stato affermato che Salomone, su istanza di Hiram, re di Tiro, li impiegò nel suo tempio e nei suoi palazzi. Furono anche impiegati nella costruzione del tempio di Diana a Efeso. Avevano mezzi di intercomunicazione in tutto il mondo allora conosciuto, e da loro, senza dubbio, sorsero le corporazioni dei massoni viaggianti conosciute nel Medioevo. ” (Vedi L’obelisco e la massoneria.)

La confraternita degli Architetti Dionisiaci si diffuse in tutta l’Asia Minore, fino a raggiungere l’Egitto e l’India. Si stabilirono in quasi tutti i paesi confinanti con il Mediterraneo e con l’ascesa dell’Impero romano si fecero strada nell’Europa centrale e persino in Inghilterra. Gli edifici più maestosi e duraturi di Costantinopoli, Rodi, Atene e Roma furono eretti da questi artigiani ispirati. Uno dei più illustri tra loro fu Vitruvio, il grande architetto, famoso come autore del De Architectura Libri Decem. Nelle varie sezioni del suo libro Vitruvio fornisce diversi suggerimenti sulla filosofia alla base del concetto dionisiaco del principio di simmetria applicato alla scienza dell’architettura, come derivato da una considerazione delle proporzioni stabilite dalla Natura tra le parti e i membri del corpo umano. Il seguente estratto di Vitruvio sul tema della simmetria è rappresentativo:

“La progettazione di un tempio dipende dalla simmetria, i cui principi devono essere attentamente osservati dall’architetto. Sono dovuti alla proporzione, in .ναλογία. La proporzione è una corrispondenza tra le misure dei membri di un’intera opera, e dell’interezza a una certa parte selezionata come standard. Da questo risultato i principi di simmetria. Senza simmetria e proporzione non possono esserci principi nella progettazione di alcun tempio. Il corpo umano è così progettato dalla natura che il viso, dal mento alla sommità della fronte e alle radici più basse dei capelli, è una decima parte di tutta l’altezza; la mano aperta dal polso alla punta del dito medio è lo stesso; la testa dal mento alla corona è un ottavo, e con il collo e la spalla dalla parte superiore del petto alle radici più basse dei capelli è un sesto; dalla metà del petto alla sommità della corona è un quarto. Se prendiamo l’altezza della faccia stessa, la distanza dalla parte inferiore del mento al lato inferiore delle narici [e da quel punto] a una linea tra le sopracciglia è la stessa; da lì alle radici più basse dei capelli è un terzo, che comprende la fronte. La lunghezza del piede è un sesto dell’altezza del corpo; l’avambraccio, un quarto; e la larghezza del petto è un quarto. Anche gli altri membri hanno le loro proporzioni simmetriche, ed è stato impiegandole che i famosi pittori e scultori dell’antichità hanno raggiunto una fama grande e senza fine “.

Gli edifici eretti dai Costruttori Dionisiaci erano davvero “sermoni nella roccia”. Sebbene incapaci di comprendere appieno i principi cosmici così incarnati in questi capolavori dell’ingegno e dell’industria umana, anche i non iniziati furono invariabilmente sopraffatti dal senso di maestosità e simmetria risultante dal perfetto coordinamento di pilastri, campate, archi e cupole. Con variazioni nei dettagli di dimensioni, materiale, tipo, disposizione, ornamenti e colore, questi costruttori ispirati credevano che fosse possibile provocare nella natura dello spettatore determinate distinte reazioni mentali o emotive. Vitruvio, ad esempio, descrive la disposizione dei vasi di bronzo intorno a una stanza in modo da produrre alcuni cambiamenti definiti nel tono e nella qualità della voce umana. Allo stesso modo, ogni camera dei Misteri attraverso la quale il candidato passava aveva la sua acustica peculiare. Così in una camera la voce del prete venne amplificata fino a che le sue parole non fecero vibrare la stanza stessa, mentre in un’altra la voce fu ridotta e ammorbidita a tal punto da sembrare un tintinnio distante di campane d’argento. Ancora una volta, in alcuni passaggi sotterranei il candidato apparentemente era privo del potere della parola, poiché sebbene avesse gridato a squarciagola non si udiva nemmeno un sussurro nelle orecchie. Dopo aver fatto qualche passo, tuttavia, avrebbe scoperto che il suo sospiro più dolce sarebbe stato amplificato cento volte.

L’ambizione suprema degli architetti Dionisiaci era la costruzione di edifici che avrebbero creato impressioni distinte coerenti con lo scopo per cui la struttura stessa era stata progettata. In comune con i Pitagorici, credevano che le combinazioni di linee rette e curve inducessero qualsiasi atteggiamento o emozione mentale desiderati. Lavorarono, quindi, al fine di produrre un edificio perfettamente in armonia con la struttura dell’universo stesso. Credevano anche che un edificio così costruito perché non era in alcun modo in contrasto con qualsiasi realtà esistente non sarebbe stato soggetto a dissoluzione ma avrebbe resistito per sempre. Come logica deduzione dalla loro tendenza filosofica al pensiero, un simile edificio – in rapporto con il Cosmo – sarebbe anche diventato un oracolo. Alcuni primi lavori sulla filosofia magica suggeriscono che l’Arca dell’Alleanza aveva un carattere oracolare a causa delle camere appositamente preparate al suo interno. Queste per la loro forma e disposizione erano così in sintonia con le vibrazioni del mondo invisibile che catturarono e amplificarono le voci dei secoli impresse ed eternamente esistenti nella sostanza della luce astrale.

Non essendo esperti in queste antiche sottigliezze, gli architetti moderni spesso creano assurdità architettoniche che inducono i loro creatori a arrossire di vergogna se comprendessero la loro effettiva importanza simbolica. Pertanto, gli emblemi fallici sono sparsi in abbondanza tra gli ornamenti di banche, uffici e grandi magazzini. Le chiese cristiane possono anche essere sormontate da cupole brahaminiche o mohammediane o essere progettate in uno stile adatto per una sinagoga ebraica o per un tempio greco per Plutone. Queste incongruenze possono essere considerate banali in importanza dal progettista moderno, ma per lo psicologo addestrato lo scopo per cui è stato eretto un edificio è frustrato in larga misura dalla presenza di tali discordanze architettoniche. Vitruvio definisce così il principio di proprietà come concepito e applicato dai Dionisiaci:

“La proprietà è quella: la perfezione dello stile che viene quando un’opera è costruita autorevolmente su principi approvati. Deriva dalla prescrizione (θεματισμῷ) greca, dall’uso o dalla natura. Dalla prescrizione, nel caso di edifici ipetrali, aperta al cielo , in onore di Giove Fulmine, il Cielo, il Sole o la Luna: poiché questi sono dei le cui apparenze e manifestazioni vediamo davanti ai nostri occhi nel cielo quando è senza nuvole e luminoso. I templi di Minerva, Marte ed Ercole saranno dorici, poiché la forza virile di questi dei rende la delicatezza del tutto inappropriata per le loro case. Nei templi di Venere, Flora, Proserpina, l’ordine corinzio avrà un significato peculiare, perché queste sono divinità delicate e quindi i contorni saranno piuttosto sottili, i suoi fiori, le foglie e le volute ornamentali presteranno la proprietà dove è dovuto. La costruzione di templi dell’ordine ionico a Giunone, Diana, Bacco e agli altri dei di quel tipo, saranno in armonia con la posizione centrale che mantengono; poiché la costruzione di tale edificio sarà una combinazione appropriata della severità del dorico e della delicatezza del corinzio. ”

Joseph Da Costa dichiara che i riti dionisiaci erano stati fondati sulla scienza dell’astronomia, che per gli iniziati di questo ordine era correlata all’arte muratoria. In vari documenti che trattano dell’origine dell’architettura si trovano indizi secondo cui i grandi edifici eretti da questi artigiani iniziati si basavano su motivi geometrici derivati ​​dalle costellazioni. Pertanto, un tempio potrebbe essere progettato secondo la costellazione di Pegaso o una corte modellata sulla costellazione della Bilancia. I Dionisiaci svilupparono un codice peculiare grazie al quale furono in grado di comunicare tra loro di nascosto e sia i simboli che la terminologia della loro corporazione derivarono, principalmente, dagli elementi dell’architettura.

Sebbene stigmatizzati come pagani a causa dei loro principi filosofici, è degno di nota che questi artigiani dionisiaci furono impiegati quasi universalmente nell’erezione di abbazie e cattedrali paleocristiane, le cui pietre fino ad oggi portano segni distintivi e simboli tagliati sulla loro superficie da questi costruttori illustri. Tra le sculture ornate sui fronti delle grandi chiese del Vecchio Mondo si trovano spesso rappresentazioni di compassi, squadre, mazze e gruppi di strumenti dei costruttori abilmente incorporati nelle decorazioni murali e persino messi nelle mani delle effigi dei santi e profeti in piedi in nicchie. Un grande mistero era contenuto negli antichi portali della Cattedrale di Notre Dame che furono distrutti durante la Rivoluzione francese, poiché tra le loro sculture vi erano numerosi emblemi rosacroce e massonici; e secondo i registri conservati dagli alchimisti che studiavano i loro bassorilievi, i processi segreti per la trasmutazione metallica erano esposti nelle loro figure grottesche ma molto significative.

Il pavimento a scacchiera su cui si trova la moderna loggia massonica è la vecchia scacchiera degli architetti dionisiaci, e mentre l’organizzazione moderna non è più limitata alle corporazioni degli operai conserva ancora nei suoi simboli le dottrine metafisiche dell’antica società di cui è presumibilmente l’espansione. L’investigatore dell’origine del simbolismo massonico che desidera tracciare lo sviluppo dell’ordine attraverso i secoli troverà un suggerimento pratico nella seguente dichiarazione di Charles W. Heckethorn:

“Ma considerando che la massoneria è un albero le cui radici si diffondono in così tanti terreni, ne consegue che tracce di essa devono essere trovate nei suoi frutti; che il suo linguaggio e i suoi rituali conservano gran parte delle varie sette e istituzioni che ha attraversato prima di arrivare allo stato attuale, e nella Massoneria possiamo incontrare idee indiane, egiziane, ebraiche e cristiane, termini da cui deriva l’ambizione suprema della loro arte e dei loro simboli “. (Vedi Le società segrete di tutte le età e paesi.)

Il “collegio” romano di abili architetti apparentemente era una suddivisione del maggiore corpo ionico, i cui principi e organizzazione erano praticamente identici alla vecchia istituzione ionica. Si sospetta che anche i dionisiachi abbiano influenzato profondamente la prima cultura islamica, poiché parte del loro simbolismo si è fatto strada nei Misteri dei dervisci. Un tempo i Dionisiaci si riferivano a se stessi come Figli di Salomone e uno dei più importanti dei loro simboli era il Sigillo di Salomone – due triangoli intrecciati. Questo motivo è spesso visto in parti cospicue delle moschee maomettane. Si ritiene che i Cavalieri Templari – abbiano contattato questi architetti dionisiaci e introdotto molti dei loro simboli e dottrine nell’Europa medievale. Ma la massoneria deve soprattutto al culto dionisiaco la grande massa dei suoi simboli e rituali che sono legati alla scienza dell’architettura. Da questi antichi e illustri artigiani la Massoneria ha anche ricevuto in eredità il tempio incompiuto della civilta`, quella vasta e invisibile struttura su cui questi iniziati costruttori hanno lavorato continuamente fin dall’inizio della loro fraternità. Questo possente edificio, che è caduto e ricostruito di volta in volta ma le cui basi rimangono impassibili, è la vera casa eterna di cui il tempio sulla cima del Monte Moriah era solo un simbolo impermanente.

A parte l’aspetto operativo del loro ordine, gli architetti Dionisiaci avevano un codice filosofico speculativo. La società umana era considerata un blocco grezzo, cesellato dalla cava della Natura elementare. Questo blocco grezzo era il vero oggetto su cui lavoravano questi abili artigiani: lucidandolo, squadrandolo e con l’aiuto di raffinate incisioni trasformandolo in un miracolo di bellezza. Mentre i mistici liberavano le loro anime dalla schiavitù della materia mediante la meditazione e i filosofi trovavano la loro più acuta gioia nelle profondità del pensiero, questi maestri operai ottennevano la liberazione dalla Ruota della Vita e della Morte imparando a far oscillare i loro martelli con lo stesso ritmo che muove il vortice delle forze cosmiche. Venerarono la Divinità sotto le spoglie di un grande architetto e maestro artigiano che raccoglie pietre ruvide dai campi dello spazio e li trasforma in universi. I dionisiaci affermarono che la costruttività era l’espressione suprema dell’anima e, sintonizzandosi con i processi naturali costruttivi sempre visibili che accadevano attorno a loro, credevano che l’immortalità potesse essere raggiunta diventando così parte degli agenti creativi della Natura.

SALOMONE, LA PERSONIFICAZIONE DELLA SAGGEZZA UNIVERSALE

Il nome Salomone può essere diviso in tre sillabe, SOL-OM-ON, che simboleggiano luce, gloria e verità collettivamente e rispettivamente. Il Tempio di Salomone è, quindi, prima di tutto “la Casa della Luce Eterna”, il cui simbolo terreno è il tempio di pietra sul fronte del Monte Moriah. Secondo gli insegnamenti del Mistero, ci sono tre Templi di Salomone – in quanto vi sono tre Gran Maestri, tre Testimoni e tre Tabernacoli della Trasfigurazione. Il primo tempio è la Grande Casa dell’Universo, in mezzo al quale si trova il sole (SOL) sul suo trono d’oro. I dodici segni zodiacali come compagni artigiani si radunano attorno al loro splendente signore. Tre luci – la stellare, la solare e la lunare – illuminano questo tempio cosmico. Accompagnato dal suo seguito di pianeti, lune e asteroidi, questo Re Divino (Salomone), la cui gloria nessun monarca terrestre potrà mai eguagliare, passa con maestosita` lungo i viali dello spazio. Mentre CHiram rappresenta la luce fisica attiva del sole, SOLomon indica la sua effulgenza invisibile ma onnipotente, spirituale e intellettuale.

Il secondo tempio simbolico è il corpo umano, la Casetta creata a immagine della Grande Casa Universale. “Non sapete”, chiese l’apostolo Paolo, “che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio dimora in voi?” La massoneria all’interno di un tempio di pietra non può essere altro che speculativa, ma la massoneria all’interno del tempio vivente del corpo è operativa. Il terzo tempio simbolico è la Casa Solare, una struttura invisibile, la cui comprensione è un supremo arcano massonico. Il mistero di questo edificio immateriale è nascosto sotto l’allegoria del Soma Psuchicon, o indumento nuziale descritto da San Paolo, le vesti della gloria del sommo sacerdote di Israele, la veste gialla del monaco buddista e la veste blu oro a cui Albert Pike si riferisce nel suo simbolismo. L’anima, costruita da un’invisibile sostanza ignea, un metallo dorato fiammeggiante, viene lanciata dal Maestro Operaio, Chiram Abiff, nello stampo di argilla (il corpo fisico) e si chiama Mare Fuso. Il tempio dell’anima umana è costruito da tre Maestri massoni che personificano Saggezza, Amore e Servizio e, quando costruito secondo la Legge della Vita, lo spirito di Dio dimora nel Luogo Santo. Il tempio Solare è la vera casa eterna, e colui che può costruirla

IL MISTERO DEL MICROCOSMO.

Ridisegnato dall’edizione Cesariano di Vitruvio.

Qui è raffigurata la misteriosa Parola di Platone che è stata crocifissa nello spazio prima della fondazione del mondo. L’autore anonimo del Canone scrive:

“Il Logos o anima del mondo, secondo Platone, il greco Hermes e il Cristo, secondo gli gnostici cristiani, sono tutti uguali all’ebreo Adam Kadmon, che è la seconda persona della triade cabalistica. Cyllenian Hermes, descritto da Ippolito, ricorda esattamente l’uomo minore trovato nell’edizione Cesariana di Vitruvio, che possono essere legittimamente considerati identici. “

Dopo aver collegato la figura a Dioniso a causa delle foglie di vite avvolte nei capelli, lo stesso scrittore conclude: “Qui abbiamo chiaramente e distintamente una curiosa sopravvivenza della divinità cosmica della Grecia, copiata e sfigurata dai rozzi disegnatori del Medioevo, ma fedelmente preservata e riconoscibile fino all’ultimo “. Figure simili si trovano nella De Occulta Philosophia di Agrippa. Come negli schemi di Cesariano, tuttavia, la chiave fornita per la loro interpretazione è molto inadeguata. Agrippa dichiara che, essendo un tipo di mondo inferiore, l’uomo contiene in sé tutti i numeri, misure, pesi, movimenti ed elementi. La dottrina segreta della massoneria, come quella degli architetti dionisiaci, si occupa principalmente dello sforzo di misurare o stimare filosoficamente le parti e le proporzioni del microcosmo, in modo che dalla conoscenza derivata da ciò si possa realizzare l’ambizione suprema della loro arte … la creazione di un uomo perfetto.

e` un vero maestro massone! Gli scrittori massonici meglio informati hanno capito che il Tempio di Salomone è una rappresentazione in miniatura del Tempio universale. A questo proposito, A. E. Waite, in Una nuova enciclopedia di massoneria, scrive: “Ha un carattere macrocosmico, quindi il Tempio è un simbolo dell’universo, un tipo di manifestazione stessa”.

Salomone, lo Spirito dell’illuminazione universale – mentale, spirituale, morale e fisica – è personificato nel re di una nazione terrena. Mentre un grande sovrano con quel nome potrebbe aver costruito un tempio, colui che considera la storia esclusivamente dal suo punto di vista storico non capira` mai la vicenda in modo completo. Vi sono simboli superficiali, allegorie e gradi che non hanno una parte legittima nei Misteri massonici originali.

Secondo gli antichi Rabbini, Salomone era un iniziato delle scuole del Mistero e il tempio che costruì era in realtà una casa di iniziazione contenente accumuli di filosofi pagani ed emblemi fallici. I melograni, le colonne con il capitello a palma, i pilastri davanti alla porta, i cherubini babilonesi e la disposizione delle camere e dei drappeggi indicano che il tempio era stato modellato secondo i santuari di Egitto e Atlantide. Isaac Myer, in The Qabbalah, fa la seguente osservazione:

“Lo pseudo-Clemente di Roma, scrive:” Dio ha fatto l’uomo maschio e femmina. Il maschio è Cristo: la femmina, la Chiesa “. I cabalisti chiamarono lo Spirito Santo, la madre e la Chiesa di Israele, la Figlia. Salomone incise sulle pareti del suo Tempio, somiglianze dei principi maschili e femminili, per adumare questo mistero; tali, si dice, erano le figure dei cherubini. Questo, tuttavia, non era in obbedienza alle parole della Torà. Erano simbolici dell’Alto, dello spirituale, del primo o del creatore, del positivo o del maschio e del Basso, del passivo, del negativo o della femmina, formato o realizzato dal primo “.

La massoneria arrivò nel Nord Africa e in Asia Minore dal continente perduto di Atlantide, non sotto il suo nome attuale ma piuttosto sotto la designazione generale dell’adorazione del sole e del fuoco. Gli antichi Misteri non cessarono di esistere quando il cristianesimo divenne la religione più potente del mondo. Pan non è morto! La massoneria è la prova della sua sopravvivenza. I Misteri precristiani assumevano semplicemente il simbolismo della nuova fede, perpetuando attraverso i suoi emblemi e allegorie le stesse verità che erano state proprietà dei saggi fin dall’inizio del mondo. Non esiste una vera spiegazione, quindi, per i simboli cristiani, salvo ciò che è nascosto nella filosofia pagana. Senza le misteriose chiavi portate dai gerofanti dei culti egiziani, bramini e persiani non è possibile aprire le porte della Saggezza. Considera con spirito riverente, quindi, la sublime allegoria del Tempio e dei suoi Costruttori, rendendoti conto che sotto la sua interpretazione letterale si nasconde un Segreto Reale.

Secondo le leggende talmudiche, Salomone comprese i misteri della Cabala. Era anche un alchimista e un negromante, essendo in grado di controllare i demoni, e da loro e da altri abitanti dei mondi invisibili si assicurò gran parte della sua saggezza. Nella sua traduzione di Clavicula Salomonis, o La chiave di Salomone il re, un’opera che presumibilmente svela i segreti magici raccolti da Salomone e usati da lui nella evocazione degli spiriti e che, secondo Frank C. Higgins, contiene molti punti di vista sui rituali massonici di iniziazione, SL MacGregor-Mathers riconosce la probabilità che il re Salomone fosse un mago nel pieno senso di quella parola. “Non vedo alcun motivo per dubitare”, afferma, “della tradizione che assegna la paternità della “Chiave” al re Salomone, poiché tra gli altri Giuseppe Flavio, lo storico ebreo, menziona soprattutto le opere magiche attribuite a quel monarca; questo è confermato da molte tradizioni orientali e la sua abilità magica è spesso menzionata in mille e una notte “.

Riguardo ai poteri soprannaturali di Salomone, Giuseppe Flavio scrive nel suo ottavo libro delle antichità degli ebrei:

“Ora la sagacia e la saggezza che Dio aveva conferito a Salomone erano così grandi che superava gli antichi, tanto da non essere affatto inferiore agli egiziani, che si dice siano stati al di là di tutti gli uomini nella comprensione; * * * Dio gli ha anche permesso di apprendere quell’abilità con cui espelleva i demoni, la quale era per lui una scienza utilissima.

Gli alchimisti medievali erano convinti che il re Salomone comprendesse i processi segreti di Hermes per mezzo dei quali era possibile moltiplicare i metalli. Il Dr. Bacstrom scrive che lo Spirito Universale (Chiram) aiutò il re Salomone a costruire il suo tempio, perché Salomone, saggio nella saggezza dell’alchimia, sapeva come controllare questa essenza incorporea e, utilizzandola per i suoi scopi, fece sì che l’universo invisibile fornisse lui grandi quantità di oro e argento che la maggior parte della gente credeva fossero estratti con metodi naturali.

I misteri della fede islamica sono ora sotto la custodia dei dervisci – uomini che, rinunciando alla mondanità, hanno resistito alla prova di mille e uno giorni di tentazione. Jelal-ud-din, il grande poeta e filosofo sufico persiano, è accreditato per aver fondato l’Ordine di Mevlevi, o i “dervisci danzanti”, i cui movimenti significano esotericamente i moti dei corpi celesti e si traducono esotericamente nello stabilire un ritmo che stimola i centri della coscienza spirituale all’interno del corpo del ballerino.

“Secondo il canone mistico, ci sono sempre sulla terra un certo numero di uomini santi che sono ammessi all’intima comunione con la Divinità. Chi occupa la posizione più alta tra i suoi contemporanei è chiamato” Asse “(Qūtb) o” Polo ” “del suo tempo. * * * Subordinato al Qūtb sono due esseri santi che portano il titolo di “I fedeli”, e sono assegnati rispettivamente posti alla sua destra e alla sinistra. Sotto di essi c’è un quartetto di “Intermediari”(Evtād ) e successivamente su piani inferiori ci sono cinque “Luci” (Envār) e sette “Molto buoni” (Akhyār). Il livello successivo è riempito da quaranta “Assenti” (Rijal-i-ghaib), chiamati anche “Martiri” (Shuheda). Quando un ‘Asse’ abbandona questa esistenza terrena, gli succede il “Fedele” che ha occupato il posto alla sua destra. * * *

L’Asse è un individuo misterioso che, sconosciuto e insospettato, si confonde con l’umanità e che, secondo la tradizione, ha il suo posto preferito sul tetto della Caaba. J. P. Brown, in I Dervisci, dà una descrizione di queste “Anime Maestre”.

IL PREZIOSO PATRIMONIO DELLA MASSONERIA

Il sanctum sanctorum della massoneria è ornato dai gioielli gnostici di mille secoli; i suoi rituali suonano con le parole divinamente ispirate di veggenti e saggi. Cento religiosi hanno portato i loro doni di saggezza al suo altare; le arti e le scienze innumerevoli hanno contribuito al suo simbolismo. La massoneria è un’università mondiale, che insegna le arti e le scienze liberali dell’anima a tutti coloro che ascolteranno le sue parole. Le sue sedie sono sedi dell’apprendimento e i suoi pilastri sostengono un arco di educazione universale. I suoi trespoli sono inscritti con le verità eterne di tutte le epoche e in coloro che comprendono le sue sacre profondità ha mostrato che all’interno dei Misteri della Massoneria si nascondono gli arcani perduti cercati da tutti i popoli dalla genesi della ragione umana.

Il potere filosofico della massoneria sta nei suoi simboli – la sua inestimabile eredità nelle scuole del mistero dell’antichità. In una lettera a Robert Freke Gould, Albert Pike scrive:

“Cominciò a modellarsi nella mia visione intellettuale in qualcosa di più imponente e maestoso, solennemente misterioso e grandioso. Speravo che le Piramidi nella loro solitudine, nascondessero ancora, per l’illuminazione delle generazioni future, il libri sacri degli egiziani, così a lungo persi nel mondo; come la Sfinge sepolta per metà nel deserto. Nel suo simbolismo, e nel suo spirito di fratellanza possiamo trovare la sua essenza, la massoneria è più antica di qualsiasi altra religione vivente del mondo.

Sebbene i templi di Tebe e Karnak siano ora solo maestosi cumuli di pietre rotte e maltrattate dal tempo, lo spirito della filosofia egizia marcia ancora trionfante nei secoli. Sebbene i santuari scavati nella roccia degli antichi Brahmini siano ora abbandonati e le loro sculture si siano sbriciolate nella polvere, la saggezza dei Veda persiste. Sebbene gli oracoli siano messi a tacere e la Casa dei Misteri sia ora solo file di colonne spettrali, brilla ancora la gloria spirituale di Hellas con lucentezza non diminuita. Sebbene Zoroastro, Ermes, Pitagora, Platone e Aristotele non siano altro che oscuri ricordi in un mondo un tempo scosso dalla trascendenza del loro genio intellettuale, ancora nel mistico tempio della Massoneria questi uomini-dio vivono di nuovo nelle loro parole e simboli; e il candidato, passando attraverso le iniziazioni, si sente faccia a faccia con questi illuminati gerofanti di giorni lontani.

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Bacone,Shakespeare e i Rosacroce

Si considera l’attuale polemica Bacone – Shakespeare – Rosacroce non per il vano scopo di scavare le ossa dei morti, ma piuttosto nella speranza che un’analisi critica aiuti nella riscoperta di quella conoscenza perduta da quando gli oracoli sono stati ridotti al silenzio. Fu W. F. C. Wigston che chiamò il Bardo di Avon “il fantasma Capitano Shakespeare, la maschera rosacrociana”. Ciò costituisce una delle affermazioni più significative relative alla controversia tra Bacone -Shakespeare.

È abbastanza evidente che William Shakespeare non poteva, senza aiuto, produrre gli scritti immortali che portano il suo nome. Non possedeva la necessaria cultura letteraria, poiché la città di Stratford, dove era statu allevato, non conteneva una scuola in grado di impartire le più alte forme di apprendimento riflesse negli scritti a lui attribuiti. I suoi genitori erano analfabeti e nella sua prima età manifestò un totale disprezzo per lo studio. Esistono solo sei esempi noti di calligrafia di Shakspere. Tutte sono firme e tre di loro sono nel suo testamento. Il metodo scarabocchiato e incerto della loro esecuzione suggerisce che Shakespeare mancasse di familiarità con l’uso di una penna, ed è ovvio che ha copiato una firma preparata per lui o che la sua mano è stata guidata mentre scriveva. Non sono stati scoperti manoscritti autografi dei drammi o sonetti “shakespeariani”, né esiste una tradizione che li riguardi oltre alla dichiarazione fantastica ed impossibile che appare nella prefazione del Grande Foglio.

Una biblioteca ben fornita sarebbe una parte essenziale dell’attrezzatura di un autore le cui produzioni letterarie dimostrano che conosceva la letteratura di tutte le epoche, tuttavia non vi è alcuna registrazione che Shakespeare abbia mai posseduto una biblioteca, né menziona libri nella sua volontà. Commentando l’analfabetismo noto della figlia di Shakspere, Judith, la quale a ventisette anni era a malapena in grado di fare la sua firma, Ignazio Donnelly dichiara incredibile che William Shakespeare se e` vero che scrive i suoi drammi, avrebbe permesso a sua figlia di raggiungere la femminilità e sposarsi senza poter leggere una riga degli scritti che avevano reso il padre ricco e famoso a livello locale.

E` stata sollevata un’altra domanda, “Dove William Shakspere si e`assicurato la sua conoscenza del moderno francese, italiano, spagnolo e danese, per non parlare dei classici latino e greco?” Perché, nonostante la rara discriminazione con cui il latino viene usato dall’autore delle commedie shakespeariane, Ben Jonson, che conosceva intimamente Shakspere, dichiarò che l’attore di Stratford capiva “poco di latino e ancor meno di greco”! Non è strano che non esista alcuna registrazione di William Shakspere riguardo al fatto che abbia avuto un ruolo di protagonista nei famosi drammi che avrebbe dovuto scrivere o in altri prodotti dalla compagnia di cui era membro?

Nonostante la sua dichiarata avidita`, Shakespeare apparentemente non fece alcuno sforzo durante la sua vita per controllare o ottenere compensi dagli spettacoli recanti il suo nome, molti dei quali furono prima pubblicati in modo anonimo. Per quanto è possibile accertare, nessuno dei suoi eredi fu coinvolto in alcun modo nella stampa del Primo Folio dopo la sua morte, né ne trasse beneficio finanziario. Se fosse stato il loro autore, i manoscritti e gli spettacoli inediti di Shakespeare avrebbero certamente costituito i suoi beni più preziosi, eppure la sua volontà – pur facendo speciale disposizione del suo secondo letto e della sua “grande boccia d’argento” né menziona né indica che possedeva qualsiasi produzione letteraria.

Mentre i Folios e i Quartos di solito sono firmati “William Shakespeare”, tutti gli autografi noti dell’attore di Stratford recitavano “William Shakspere”. Questo cambiamento nell’ortografia contiene qualche significato finora trascurato? Inoltre, se gli editori del primo Folio shakespeariano venerassero il loro attore così come le loro affermazioni in quel volume indicherebbero, perché, come se ironizzassero nell’allusione a uno scherzo che stavano perpetrando, posero un’evidente sua caricatura sul frontespizio?

Anche alcune assurdità nella vita privata di Shakespeare sono inconciliabili. Pur presumibilmente al culmine della sua carriera letteraria, era in realtà impegnato ad acquistare il malto, per un business della birra! Immaginate anche l’immortale Shakspere – l’autore del Mercante di Venezia – lavorare come usuraio! Tra coloro che dovevano modeste somme di denaro a Shakespeare c’era un altro paesano – uno di nome Philip Rogers – che ha citato in giudizio per un prestito non pagato di due scellini, o circa quarantotto centesimi! In breve, non c’è nulla di conosciuto nella vita di Shakespeare che giustifichi l’eccellenza letteraria a lui imputata.

Gli ideali filosofici promulgati attraverso i drammi shakespeariani dimostrano chiaramente che il loro autore aveva una profonda familiarità con certe dottrine e principi peculiari del rosacrocianesimo; infatti la profondità delle produzioni shakespeariane elevano il loro creatore ad uno degli illuminati dei secoli. La maggior parte di coloro che cercano una soluzione per la polemica Bacone-Shakespeare sono stati intellettualisti. Nonostante le loro conquiste accademiche, hanno trascurato la parte importante del trascendentalismo nelle conquiste filosofiche dei secoli. I misteri della superfisica sono inspiegabili per il materialista, il cui addestramento non gli consente di stimare l’estensione delle loro ramificazioni e complessità. Eppure chi, se non un platonico, un Qabbalista o un Pitagorico, avrebbe potuto scrivere La Tempesta, Macbeth, Amleto o La tragedia di Cymbeline? Chi, se non uno profondamente esperto di saperi paraconsiani, avrebbe potuto concepire, Sogno di una notte di mezza estate?

Padre della scienza moderna, rimodellatore

GIOIELLO LUCI E OMBRE DELLE A.

Da Re Riccardo Secondo di Shakespeare, Quarto del 1597.

Il copricapo ornamentale mostrato sopra è stato a lungo considerato una firma baconiana o rosacrociana. Luci e ombre delle A appare in diversi volumi pubblicati da emissari dei Rosa-Croce. Se la figura sopra viene confrontata con quella degli Alciati Emblemata nelle pagine seguenti, l’uso criptico delle due A sarà ulteriormente dimostrato.

LA PAGINA DEL TITOLO DI “ANATOMIA DELLA MELANCHOLIA” DI BURTON.

Da anatomia della malinconia di Burton.

Gli esperti baconiani dichiarano che l’Anatomia della malinconia di Burton è in realtà un album di Francis Bacon in cui raccolse strani e rari frammenti di conoscenza durante i molti anni di vita piena di eventi. Da tempo si suppone che questo frontespizio contenga un messaggio criptico. La chiave di questo cifrario è la figura di punta del maniaco nell’angolo in basso a destra del disegno. Secondo la signora Elizabeth Wells Gallup, il globo celeste al quale punta il maniaco è un criptico simbolo di Sir Francis Bacon. I segni planetari che appaiono nelle nuvole di fronte alle figure marginali 4, 5 ;, 6 e 7 indicano le configurazioni planetarie, che producono le forme di mania rappresentate. L’uomo seduto, con la testa appoggiata sulla mano. è dichiarato dagli appassionati di Bacone essere la rappresentazione di Sir Francis Bacon.

della legge moderna, redattore della Bibbia moderna, protettore della democrazia moderna e uno dei fondatori della moderna massoneria, Sir Francis Bacon era un uomo con molti scopi. Era un rosacrociano, Se non proprio il Padre illustre C.R.C. a cui si fa riferimento nei manifesti rosacrociani, fu certamente un alto iniziato dell’Ordine Rosacrociano, ed è la sua attività in relazione a questo corpo segreto che è di primaria importanza per gli studenti di simbolismo, filosofia e letteratura.

Decine di volumi sono stati scritti per stabilire se Sir Francis Bacon fosse il vero autore delle commedie e dei sonetti comunemente attribuiti a William Shakespeare. Una considerazione imparziale di questi documenti non può che convincere la mente aperta della verosimiglianza della teoria baconiana. Infatti quegli appassionati che per anni hanno faticato a identificare Sir Francis Bacon come il vero “Bardo di Avon” avrebbero potuto vincere da tempo il loro caso se avessero enfatizzato la sua più importante prospettiva, cioè che Sir Francis Bacon, l’iniziato rosacrociano, scrisse nelle opere shakesperiane gli insegnamenti segreti della Fraternità dei RC e i veri rituali dell’Ordine dei Massoni, di cui si può ancora scoprire che era il vero fondatore. Un mondo sentimentale, tuttavia, non ama rinunciare a un eroe tradizionale, sia per risolvere una polemica o per correggere un torto. Tuttavia, se si può dimostrare che estrapolando l’indovinello possono essere scoperte informazioni di valore pratico per l’umanità, allora le migliori menti del mondo coopereranno nell’impresa. La polemica Bacon-Shakespaere, come i suoi sostenitori più capaci comprendono, coinvolge gli aspetti più profondi della scienza, della religione e dell’etica; colui che risolve il suo mistero può ancora trovare in esso la chiave della presunta saggezza perduta dell’antichità.

Fu in riconoscimento dei successi intellettuali di Bacone quando Re Giacomo gli consegnò i manoscritti dei traduttori di quella che è ora conosciuta come la Bibbia per il presunto scopo di controllarli, modificarli e rivederli. I documenti sono rimasti nelle sue mani per quasi un anno, ma non si hanno informazioni su ciò che è accaduto in quel momento. Riguardo a questo lavoro, William T. Smedley scrive: “Alla fine si dimostrerà che l’intero schema della versione autorizzata della Bibbia era di Francis Bacon”. (Vedi Il mistero di Francis Bacon.) La prima edizione della Bibbia di Re Giacomo contiene un criptico messaggio baconiano. Bacon crittograficamente nascondeva nella Bibbia autorizzata ciò che non osava rivelare letteralmente nel testo – la chiave segreta rosacrociana del cristianesimo mistico e massonico?

Sir Francis Bacon possedeva indiscutibilmente la gamma di conoscenze generali e filosofiche necessarie per scrivere i drammi e i sonetti shakespeariani, poiché di solito si ammette che era un compositore, un avvocato e un linguista. Il suo cappellano, il dottor William Rawley e Ben Jonson attestano entrambi i suoi successi filosofici e poetici. Il primo paga a Bacon questo straordinario tributo: “Sono stato portato a pensare che se ci fosse stato un raggio di conoscenza derivato da Dio su qualsiasi uomo in questi tempi moderni, era su di lui, anche se era un grande lettore di libri, eppure la sua conoscenza non derivava dai libri, ma da alcuni motivi e nozioni dall’interno di se stesso. “(Vedi Introduzione al Risuscitato).

Sir Francis Bacon, essendo non solo un abile avvocato, ma anche un cortigiano raffinato, possedeva anche quella profonda conoscenza del diritto parlamentare e l’etichetta della corte reale rivelata nei drammi shakespeariani che difficilmente sarebbero stati acquisiti da un uomo nella umile posizione di l’attore di Stratford. Lord Verulam visitò inoltre molti dei paesi stranieri che facevano da sfondo alle rappresentazioni teatrali e fu quindi in grado di creare l’autentica atmosfera locale in esso contenuta, ma non vi è alcuna testimonianza che William Shakespeare abbia mai viaggiato fuori dall’Inghilterra.

La magnifica biblioteca raccolta da Sir Francis Bacon conteneva gli stessi volumi necessari per fornire citazioni e aneddoti incorporati nei drammi shakespeariani. Molte delle opere teatrali, infatti, sono state tratte da grafici di precedenti scritti di cui all’epoca non esisteva una traduzione in inglese. A causa delle sue acquisizioni scolastiche, Lord Verulam avrebbe potuto leggere i libri originali; è molto improbabile che William Shakespeare possa averlo fatto.

Esiste una prova crittografica abbondante che Bacon era interessato alla produzione dei drammi shakespeariani. Il numero di codice di Sir Francis Bacon era 33. Nella prima parte di Re Enrico IV, la parola “Francesco” appare 33 volte su una pagina. Per raggiungere questo scopo erano necessarie frasi imbarazzanti come: “Anon Francis? No Francis, ma domani Francis: o Francis, giovedì: o davvero Francis quando vuoi, ma Francis.”

In tutto il Folio e il Quartos shakespeariano compaiono decine di firme acrostiche. La forma più semplice dell’acrostico è quella in cui un nome – in questi casi Bacon – era nascosto nelle prime lettere di ogni riga. In La Tempesta, Atto I, Scena 2, appare un sorprendente esempio dell’acrostico baconiano:

“Begun to tell me what I am, but stopt
And left me to a bootelesse Inquisition,
Concluding, stay: not yet.

La prima lettera della prima e della seconda riga insieme alle prime tre lettere della terza riga formano la parola BACon. Acrostici simili appaiono frequentemente negli scritti riconosciuti di Bacon.

Il tenore dei drammi shakespeariani è politicamente in armonia con i punti di vista riconosciuti di Sir Francis Bacon, i cui nemici sono spesso caricaturali nelle commedie. Allo stesso modo, le loro sottocorrenti religiose, filosofiche e educative riflettono tutte le sue opinioni personali. Non solo queste marcate somiglianze di stile e terminologia esistono negli scritti di Bacon e nei drammi shakespeariani, ma ci sono anche alcune inesattezze storiche e filosofiche comuni a entrambe, come le identiche erratezze di Aristotele.

“Comprendendo evidentemente che il futuro avrebbe svelato il suo pieno genio, Lord Verulam nel suo testamento lasciò la sua anima a Dio sopra le oblazioni del suo Salvatore, il suo corpo da seppellire oscuramente, il suo nome e la memoria ai discorsi di carità degli uomini, alle nazioni straniere, a Anni successivi, e ai suoi compatrioti, dopo che un po ‘ di tempo fosse trascorso. Questa parte che appare in corsivo fu cancellata da Bacon, apparentemente temendo che avesse detto troppo.

Che il sotterfugio di Sir Francis Bacon fosse noto a un gruppo limitato durante la sua vita è abbastanza evidente. Di conseguenza, in molti volumi del diciassettesimo secolo si possono trovare spunti vaghi riguardo al vero autore dei drammi shakespeariani. A pagina 33 (numero di cifratura di Bacon) dell’edizione 1609 di Tesoreria o Magazzino di Robert Cawdry

UN FIRMA BACONIANA.

Da Alciati Emblemata.

Il curioso volume da cui è tratta questa figura è stato pubblicato a Parigi nel 1818. L’attenzione dello studente baconiano è immediatamente attratta dalla forma del maiale in primo piano. Bacon usava spesso questo animale come un gioco di parole sul suo stesso nome, specialmente perché il nome Bacon era derivato dal termine beech (faggio) e il seme di questo albero era usato per ingrassare i maiali. I due pilastri sullo sfondo hanno un notevole interesse massonico. Le due A che si trovano quasi al centro dell’immagine – una in luce e l’altra ombreggiata – sono prove quasi conclusive dell’influenza baconiana. La prova più convincente, tuttavia, è il fatto che 17 è l’equivalente numerico delle lettere della firma latina di Bacon (F. Baco) e ci sono 17 lettere nelle tre parole che compaiono nell’illustrazione.

FRANCIS BACON, BARON VERULAM, VISCOUNT ST. Albans.

Dall’avanzamento dell’apprendimento di Bacon.

Lord Bacon nacque nel 1561 e la storia riporta la sua morte nel 1626. Esistono comunque documenti che indicherebbero la probabilità che il suo funerale fosse un finto funerale e che, lasciando l’Inghilterra, visse per molti anni sotto un altro nome in Germania , servendo fedelmente la società segreta per la promulgazione delle cui dottrine ha consacrato la sua vita. Pochi dubbi sembrano esistere nella mente degli investigatori imparziali che Lord Bacon era il figlio legittimo della regina Elisabetta e del conte di Leicester.

di Similes appare la seguente significativa allusione: “Come se gli uomini ridessero di un uomo povero, se avere indumenti preziosi lo costringessero a recitare la parte di un personaggio onorevole su un palco, quando la commedia finiva, doveva tenerli come se fossero suoi, e vantarsi “.

I ripetuti riferimenti alla parola hog e la presenza di affermazioni crittografiche a pagina 33 di vari scritti contemporanei dimostrano che la chiave dei cifrari era contenuta nel suo nome, Bacon. Esempi degni di nota sono la famosa frase di Mistress Quickly in The Merry Wives of Windsor: “Hang-hog is latten for Bacon, I warrant you”; i frontespizi di The Countess of Pembroke’s Arcadia e Faerie Queene di Edmund Spenser e gli emblemi che appaiono nelle opere di Alciatus e Wither. Inoltre, la parola honorificabilitudinitatibus che appare nel quinto atto di Love’s Labor’s Lost è una firma rosacrociana, come indica il suo equivalente numerico (287).

Di nuovo, sul frontespizio della prima edizione della Nuova Atlantide di Sir Francis Bacon, Padre Tempo è raffigurato mentre porta una figura femminile fuori dall’oscurità di una grotta. Intorno ad esso c’è un’iscrizione latina: “Col tempo la verità segreta sarà rivelata”. Le parole d’ordine che compaiono in volumi pubblicati specialmente durante la prima metà del diciassettesimo secolo sono stati progettati, disposti e in alcuni casi mutilati secondo un piano definito.

È evidente anche che le mispaginazioni nei Folios shakespeariani e altri volumi sono le chiavi dei cifrari baconiani, poiché le riedizioni – spesso prodotte con diversi caratteri e stampanti – contengono gli stessi errori. Ad esempio, il Primo e il Secondo Folio di Shakespeare sono stampati con caratteri completamente diversi e con stampanti diverse a nove anni di distanza, ma in entrambe le edizioni la pagina 153 delle Commedie è numerata 151 e le pagine 249 e 250 sono numerate rispettivamente 250 e 251. Anche nell’edizione del 1640 di Bacon, The Advancement and Proficience of Learning, le pagine 353 e 354 sono numerate rispettivamente 351 e 352, e nell’edizione del 1641 delle Settimane Divine di Du Bartas le pagine da 346 a 350 sono completamente mancanti, mentre la pagina 450 è numerata 442. La frequenza con cui sono coinvolte le pagine che terminano con i numeri 50, 51, 52,53 e 54 verrà indicata.

I requisiti del codice biliteralico di Lord Verulam sono pienamente soddisfatti in decine di volumi stampati tra il 1590 e il 1650 e in alcuni stampati in altri periodi. Un esame dei versi di L. Digges, dedicati alla memoria del defunto “Authour Maister W. Shakespeare”, rivela l’uso di due tipi di carattere sia per le lettere maiuscole che minuscole, le differenze sono più marcate nella T maiuscola, N e A, (Guarda il Primo Folio.) Il codice è stato cancellato dalle edizioni successive.

La presenza di materiale nascosto nel testo è spesso indicata da un inutile aggiunta di parole. Sulla sedicesima pagina non numerata dell’edizione del 1641 delle Settimane Divine di Du Bartas c’è un cinghiale che sormonta un testo piramidale. Il testo è gergo senza senso, evidentemente inserito per ragioni crittografiche e contrassegnato con la firma di Bacon – il maiale. L’anno successivo alla pubblicazione del primo foglio dei drammi di Shakespeare nel 1623, fu stampato in “Lunæburg” un notevole volume sulla crittografia, opera di Gustavo Selenus. È considerato estremamente probabile che questo volume costituisca la chiave crittografica del Grande Folio Shakespeariano.

Teste e code particolarmente simboliche segnalavano la presenza di crittogrammi. Mentre tali ornamenti si trovano in molti primi libri stampati, alcuni emblemi sono peculiari di volumi contenenti cifre rosacroce baconiane. Le ombre e le luci nella lettera A sono un esempio interessante. Tenendo presente la frequente ricorrenza nel simbolismo baconiano della A e del maiale, la seguente dichiarazione di Bacon nella sua interpretazione della natura è estremamente significativa: “Se la scrofa con il muso dovesse imprimere la lettera A sul terra, immagineresti quindi di poter scrivere tutta una tragedia con una sola lettera? ”

I rosacroce e le altre società segrete del diciassettesimo secolo usavano le filigrane come mezzo per il trasporto di riferimenti crittografici, e i libri che presumibilmente contengono cifrature baconiane sono di solito stampati su carta recante filigrane rosacroce o massoniche; spesso ci sono diversi simboli in un libro, come la croce di rose, urne, grappoli d’uva e altri.

A portata di mano è un documento che può rivelarsi una chiave notevole per un cifrario che inizia in The Tragedy of Cymbeline. Per quanto noto, non è mai stato pubblicato ed è applicabile solo alle opere del Folio Shakesperiano del 1623. Il codice è un conteggio di righe e parole che coinvolgono la punteggiatura, in particolare i punti esclamativi lunghi e corti e i punti di interrogazione dritti e inclinati. Questo codice è stato scoperto da Henry William Bearse nel 1900 e, dopo essere stato accuratamente verificato, la sua esatta natura sarà resa pubblica.

Non rimane alcun dubbio ragionevole che l’Ordine massonico sia la diretta causa della crescita delle società segrete del Medioevo, né si può negare che la massoneria sia permeata dal simbolismo e dal misticismo dei mondi antichi e medievali. Sir Francis Bacon conosceva il vero segreto dell’origine massonica e c’è motivo di sospettare che nascondesse questa conoscenza in cifre e crittografia. Bacon non deve essere considerato solo come un uomo ma piuttosto come il punto focale tra un’istituzione invisibile e un mondo che non è mai stato in grado di distinguere tra il messaggero e il messaggio che ha promulgato. Questa società segreta, avendo riscoperto la saggezza perduta dei secoli e temendo che la conoscenza potesse essere persa di nuovo, la perpetuò in due modi: (1) con una organizzazione (Massoneria)

.Dalla storia del mondo di Ralegh.

Molti documenti influenzati dalla filosofia baconiana – o che avevano come scopo quello di nascondere criptogrammi baconiani o rosacrociani – usavano alcuni disegni convenzionali all’inizio e alla fine dei capitoli, che rivelano agli iniziati la presenza di informazioni nascoste. L’ornamentale di cui sopra ha un’influenza baconiana e si trova solo in un certo numero di volumi rari, che contengono tutti crittogrammi baconiani. Questi messaggi di cifratura furono inseriti nei libri dallo stesso Bacon o da autori contemporanei e successivi appartenenti alla stessa società segreta che Bacon servì con la sua straordinaria conoscenza di cifrari ed enigmi. Varianti di questo copricapo adornano il grande folio shakespeariano (1623); il Novum Organum di Bacone (1620); la Bibbia di San Giacome (1611); Spencer Faerie Queene (1611); e Storia del mondo di Sir Walter Ralegh (1614) (Vedi American Baconiana.)

IL RITRATTO DROESHOUT DI SHAKSPERE.

Dal grande foglio di Shakespeare del 1623.

Non esistono ritratti autentici di Shakspere. Le differenze tra i ritratti di Droeshout, Chandos, Janssen, Hunt, Ashbourne, Soest e Dunford dimostrano definitivamente che gli artisti non erano a conoscenza delle reali caratteristiche di Shakspere. Un esame del ritratto di Droeshout rivela diverse peculiarità. Gli appassionati di Bacon sono convinti che il volto sia solo una caricatura, forse la maschera mortuaria di Francis Bacon. Un confronto tra il Droeshout Shakspere con i ritratti e le incisioni di Francis Bacon dimostra l’identità della struttura delle due facce, la differenza nell’espressione è causata da linee di ombreggiatura. Assieme alla peculiare linea che va dall’orecchio al mento. Questa linea significa sottilmente che la faccia stessa è una maschera, che termina all’orecchio? Si noti inoltre che la testa non è collegata al corpo, ma è appoggiata sul colletto. Il più strano di tutti è il cappotto: metà è all’indietro. Nel disegnare la giacca, l’artista ha realizzato correttamente il braccio sinistro, ma il braccio destro ha la parte posteriore della spalla in avanti. Frank Woodward ha notato che ci sono 157 lettere nel frontespizio. Questa è una firma rosacrociana di primaria importanza. La data, 1623, più le due lettere “ON” dalla parola “LONDRA”, danno la firma criptica di Francis Bacon, con una semplice cifra numerica. Semplicemente scambiando le 26 lettere dell’alfabeto con i numeri, 1 diventa A, 6 diventa F, 2 diventa B e 3 diventa C, dando AFBC. A questo si aggiunge ON da LONDRA, risultante in AFBCON, che riorganizzando le lettere diventa F. BACON.

agli iniziati di cui ha rivelato la sua saggezza sotto forma di simboli; (2) incarnando i suoi arcani nella letteratura per mezzo di cifre ed enigmi astutamente inventati.

Le prove indicano l’esistenza di un gruppo di fratelli saggi e illustri che si sono assunti la responsabilità di pubblicare e conservare per le generazioni future il più segreto dei libri segreti degli antichi, insieme ad alcuni altri documenti che essi stessi avevano preparato. Il fatto che i futuri membri della loro confraternita avrebbero potuto non solo identificare questi volumi, ma anche notare immediatamente i passaggi significativi, le parole, i capitoli o le sezioni in essi, hanno anche creato un alfabeto simbolico di disegni geroglifici. Per mezzo di una certa chiave e ordine, gli adepti furono così messi in condizione di trovare quella saggezza con la quale un uomo è “elevato” a una vita illuminata.

L’enorme importanza del mistero di Bacon sta diventando ogni giorno più evidente. Sir Francis Bacon era un anello di quella grande catena di menti che ha perpetuato la dottrina segreta dell’antichità sin dal suo inizio. Questa dottrina segreta è nascosta nei suoi scritti criptici. La ricerca di questa saggezza divina è l’unico motivo legittimo per lo sforzo di decodificare i suoi crittogrammi.

La ricerca massonica potrebbe scoprire molto valore se volesse prestare la sua attenzione ad alcuni volumi pubblicati nel XVI e XVII secolo che portano il marchio e il sigillo di quella società segreta i cui membri per primi stabilirono la massoneria moderna ma rimasero essi stessi come un gruppo immateriale che controllava e dirigeva il attività del corpo esterno. La storia sconosciuta e i rituali perduti della massoneria possono essere riscoperti nel simbolismo e nei crittogrammi del Medioevo. La massoneria è il figlio brillante e glorioso di un padre misterioso e nascosto. Non può rintracciare la sua discendenza perché quell’origine è oscurata dal velo del superfisico e del mistico. Il Grande Foglio del 1623 è una vera e propria casa del tesoro di tradizioni e simbolismo massonici, ed è giunto il momento in cui a quella Grande Opera dovrebbe essere accordata la considerazione che le è dovuta.

Sebbene il cristianesimo abbia distrutto l’organizzazione materiale dei Misteri pagani, non ha potuto distruggere la conoscenza del potere soprannaturale posseduto dai pagani. Pertanto è noto che i Misteri di Grecia ed Egitto furono perpetuati segretamente nei primi secoli della chiesa e, in seguito, vestiti dal simbolismo del cristianesimo, furono accettati come elementi di quella fede. Sir Francis Bacon fu uno di quelli a cui era stato affidato il perpetuarsi e la diffusione degli arcani del superfisico originariamente in possesso dei gerofanti pagani, e per raggiungere tale scopo formulò la Fraternità dei R.C. o è stato ammesso in un’organizzazione già esistente con quel nome ed è diventato uno dei suoi principali rappresentanti.

Per qualche ragione non evidente ai non iniziati c’è stato uno sforzo continuo e coerente per prevenire il disfacimento della matassa baconiana. Qualunque sia il potere che blocca continuamente gli sforzi degli investigatori, è ora incessante come lo era immediatamente dopo la morte di Bacon, e coloro che tentano di risolvere l’enigma sentono ancora il peso del suo risentimento.

Un mondo incompreso ha mai perseguitato coloro che comprendevano i meccanismi segreti della Natura, cercando in ogni ma immaginabile

I tentativi di falsficare la calligrafia di Shakspere; i ritratti fraudolenti la fabbricazione di biografie spurie; la mutilazione di libri e documenti; la distruzione o l’aver reso illeggibili tavolette e iscrizioni contenenti messaggi crittografici, hanno aggravato le difficoltà inerenti alla soluzione dell’enigma Bacon-Shakspere-Rosicruciano. I falsi irlandesi hanno ingannato gli esperti per anni.

Secondo il materiale disponibile, il consiglio supremo della Fraternità di R.C. era composto da un certo numero di individui che avevano vissuto quella che è conosciuta come la “morte filosofica”. Quando venne il momento per un iniziato di intraprendere le sue fatiche per l’Ordine, egli “morì convenientemente” in circostanze alquanto misteriose. In realtà cambiava nome e luogo di residenza e al suo posto veniva seppellita una scatola di pietre. Si ritiene che ciò sia accaduto nel caso di Sir Francis Bacon che, come tutti i servitori dei Misteri, ha rinunciato a tutto il merito personale e ha permesso ad altri di essere considerati come gli autori dei documenti che ha scritto o ispirato.

Gli scritti criptici di Francis Bacon costituiscono uno dei più potenti elementi tangibili nei misteri del trascendentalismo e della filosofia simbolica. Apparentemente devono ancora passare molti anni prima che un mondo senza comprensione apprezzerà il genio trascendente di quel misterioso uomo che scrisse il Novum Organum, che salpò con la sua piccola nave nel mare inesplorato dell’apprendimento attraverso le Colonne d’Ercole e i cui ideali per una nuova civiltà si esprime magnificamente nel sogno utopico della Nuova Atlantide. Sir Francis Bacon era un secondo Prometeo? Il suo grande amore per il popolo del mondo e la sua pietà per la loro ignoranza hanno fatto si che l’autore portasse il fuoco divino dal cielo nel contenuto di una pagina stampata?

Con ogni probabilità, le chiavi dell’enigma baconiano si troveranno nella mitologia classica. Chi comprende il segreto del Dio a sette raggi comprenderà il metodo impiegato da Bacone per compiere il suo lavoro monumentale. Gli alias sono stati assunti da lui in conformità con gli attributi e l’ordine dei membri del sistema planetario. Una delle chiavi meno conosciute – ma più importanti – dell’enigma baconiano è la terza edizione del 1637, pubblicata a Parigi, di Les Images o dei Tableaux de platte peinture des deux Philostrates sofistes grecs et les statues de Callistrate, di Blaise de Vigenere. Il frontespizio di questo volume – che, come indica il nome dell’autore quando correttamente decifrato, è stato scritto da o sotto la direzione di Bacon o della sua società segreta – è una massa di importanti simboli massonici o rosacrociani. A pagina 486 appare una tavola intitolata “Ercole Furieux”, che mostra una figura gigantesca che agita una lancia, il terreno davanti a lui cosparso di strani simboli. Nel suo curioso lavoro, Das Bild des Speershüttlers die Lösung des Shakespeare-Rätsels, Alfred Freund tenta di spiegare il simbolismo baconiano nei Filostrati. spiegandoci come Bacone sia l’Ercole filosofale, che il tempo stabilirà come il vero “Spear-Shaker” (Shakespeare).

TITOLO DELLA PAGINA DELLA FAMOSA PRIMA EDIZIONE DELLA STORIA DEL MONDO DI SIR WALTER RALEGH.

Dalla storia del mondo di Ralegh.

Qual era la misteriosa conoscenza che possedeva Sir Walter Ralegh e che era stata dichiarata dannosa per il governo britannico? Perché è stato giustiziato quando le accuse contro di lui non potevano essere provate? Era un membro di quelle società segrete temute e odiate che hanno quasi rovesciato l’Europa politica e religiosa durante il XVI e il XVII secolo? Sir Walter Ralegh è stato un fattore importante nell’enigma massonico Bacon-Shakspere-Rosacroce-Massonico? Da parte di coloro che cercano le chiavi di questa grande controversia, sembra essere stato quasi del tutto trascurato. I suoi contemporanei sono unanimi nel lodare il suo straordinario intelletto, ed è stato a lungo considerato uno dei figli più brillanti della Gran Bretagna.

Sir Walter Ralegh – soldato, cortigiano, statista, scrittore, poeta, filosofo ed esploratore – fu una figura scintillante alla corte della regina Elisabetta. I nemici di Ralegh, giocando sulla debolezza del re, non cessarono la loro persecuzione fino a quando Ralegh non fu impiccato e il suo corpo decapitato, diviso in quarti e sventrato.

Il frontespizio riprodotto sopra è stato usato dai nemici politici di Ralegh come potente arma contro di lui. Convinsero Giacomo I che il volto della figura centrale che sosteneva il globo era una sua caricatura, e il re infuriato ordinò che ogni copia dell’incisione fosse distrutta. Ma alcune copie sfuggirono all’ira reale; di conseguenza la tavola è estremamente rara. L’incisione è una massa di simboli rosacroce e massonici, e le figure sulle colonne nascondono con tutta probabilità un crittogramma. Ancora più significativo è il fatto che la pagina di fronte a questa tavola è un copricapo identico a quello utilizzato nel Folio di “Shakespeare” del 1623 e anche nel Novum Organum di Bacon.

Le origini e il significato occulto dell’occhio che tutto vede

Perché ci sono così tante foto di celebrità che nascondono un occhio? Non è sicuramente casuale. In effetti, il simbolo dell’occhio che tutto vede ha un significato profondo e sembra essere importante per i poteri che sono. Questo articolo esamina le origini e il significato dell’onnipresente occhio che tutto vede.

Il simbolo dell’occhio che tutto vede è uno dei temi più ricorrenti su Neovitruvian perché è anche uno dei temi più ricorrenti nei mass media. Nel corso degli anni, questo sito ha messo in luce centinaia e centinaia di casi in cui artisti, modelli, personaggi famosi, politici e personaggi pubblici hanno nascosto nelle loro immagini pubbliche, un occhio.

Il simbolo è ovunque: nei video musicali, sulle copertine delle riviste, sui poster dei film, nella pubblicità e così via. Il numero totale di queste immagini è semplicemente sconcertante. Considerando questi fatti, l’ossessivo ripetersi del simbolo dell’occhio che tutto vede semplicemente non può essere il risultato di una coincidenza. In effetti, c’è un chiaro sforzo perche` questo simbolo venga visualizzato ovunque.

Perché questo simbolo è ovunque e cosa significa? Ecco uno sguardo al simbolo trascendentale e senza tempo dell’occhio.

UN SIMBOLO ARCHETIPICO

Un amuleto turco “nazar” usato per respingere le maledizioni e il “malocchio”. Possiamo trovare oggetti e nozioni simili in Portogallo, Brasile, Armenia, Azerbaijan, Albania, Algeria, Tunisia, Libano, Turchia, Grecia, Israele, Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Bangladesh, Iran, Iraq, Pakistan, parti dell’India del Nord, Palestina, Marocco, Spagna meridionale, Italia, Malta, Romania, Balcani, Levante, Afghanistan, Siria e Messico.

L’occhio umano è stato usato come simbolo sin dall’alba della civiltà. Può essere trovato attraverso tutte le età e civiltà. Carl Jung identificò l’occhio come un classico “simbolo archetipico” – un’immagine che è incorporata nell’inconscio collettivo dell’umanità. Secondo la sua teoria, gli umani rispondono istintivamente ai simboli archetipici e inconsciamente assegnano loro un significato specifico.

“Gli occhi sono probabilmente l’organo sensoriale simbolico più importante. Possono rappresentare la chiaroveggenza, l’onniscienza e / o una porta nell’anima. Altre qualità a cui gli occhi sono comunemente associati sono: intelligenza, luce, vigilanza, coscienza morale e verità. Guardare qualcuno negli occhi è un’usanza occidentale che suggerisce onestà. Detto questo, coprirsi gli occhi, indossare occhiali da sole, ecc. Può significare mistero, non vedere completamente la verita` o l’inganno. L’occhio spesso significa giudizio e autorità. ”
– Dictionnary of Symbolism, Università del Michigan

In quasi tutte le culture, il simbolo dell’occhio è associato a concetti spirituali quali la divinità (l’occhio della Provvidenza), l’illuminazione spirituale (il terzo occhio) e la magia (l’occhio diabolico).

“L’occhio simboleggia il vedere e la luce, e quindi la coscienza stessa. L’occhio è la parte di noi che vede l’universo e vede il nostro posto in esso. È conoscenza, consapevolezza e saggezza. L’occhio prende la luce, la pura energia dell’universo e la presenta allo spirito interiore. È la porta, anzi la vera unione, tra il sé e il cosmo. ”
– Peter Patrick Barreda, Archetype of Wholeness – Jung e il Mandala

Nella Bibbia, Gesù si riferiva all’occhio come alla “lampada del corpo”.

“L’occhio è la lampada del corpo; quindi se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato. Ma se il tuo occhio è viziato, tutto il tuo corpo sarà pieno di tenebre. Se poi la luce che è in te è tenebra, quanto sara` grande l’oscurità! ”
– Matteo 6: 22-23

Sin dagli albori dell’umanità, il simbolo dell’occhio ha una dimensione mistica e spirituale assegnata ad esso. Come dice il detto popolare: gli occhi sono le finestre dell’anima.

Per questo motivo, il simbolo dell’occhio è particolarmente importante nei circoli occulti e nelle scuole del mistero.

DIO DEL SOLE

Sin dagli albori della civiltà, il simbolo dell’occhio e del sole (noto come “l’occhio nel cielo”) sono associati alla divinità. Nell’antico Egitto, i simboli di Wadjet, Occhio di Horus e Occhio di Ra sono tutti associati al dio solare.

Una rappresentazione classica dell’occhio egiziano.

“Il primo dio del sole si chiamava Horus, ma non era solo associato al sole. Quando Ra ha assunto il titolo di dio del sole, era anche conosciuto come “Ra-Horakhty o Ra, che è Horus dei 2 orizzonti”.

Fu in una battaglia con Set che Horus perse l’uso di un occhio. Thoth lo ripristinò, quando questo avvenne Horus fu chiamato anche Wadjet.
– Ancient Pages, Eye Of Horus – Powerful, Ancient Egyptian Symbol With Deep Meaning

Poiché il simbolo dell’occhio è associato al sole – un collegamento con la divinità – l’occhio esoterico ha una qualità peculiare: è “onniveggente”. L’archetipo del dio sole con un occhio solo può essere trovato in altre culture antiche.

In Persia, Ahura Mazda era considerato il creatore della Terra, dei cieli e dell’umanità, nonché la fonte di ogni bene e felicità sulla terra. Si diceva che avesse “il sole come occhio”.

Anche il dio supremo Ahura Mazda ha un occhio solo, oppure si dice che “con i suoi occhi, ovvero il sole, la luna e le stelle, vede tutto “.
– Manly P. Hall, The Secret Teachings of All Ages

Nella mitologia norrena, Odino era conosciuto come il “Padre”. Era rappresentato come un vecchio con un occhio solo.

Un’antica rappresentazione di Odino.

Odino è un’altra rappresentazione di un dio sole creatore con un occhio solo.

“Il Supremo, il Creatore invisibile di tutte le cose era chiamato il Padre di Tutto. Il suo reggente in natura era Odino, il dio con un occhio solo. I norvegesi consideravano Balder il Bello come una divinità solare, e Odino è spesso connesso con il globo celeste, specialmente a causa del suo unico occhio. ”
– Ibid.

OCCULTISMO OCCIDENTALE

Considerando il fatto che l’occultismo occidentale era fortemente influenzato dagli insegnamenti esoterici delle civiltà sopra citate, il simbolo dell’occhio che tutto vede si fece strada in ordini come i Rosacrociani, gli Illuminati e i Massoni.

Simboli massonici incluso l’occhio che tutto vede

“Albert Mackey scrisse che l’occhio che tutto vede è” un importante simbolo dell’Essere Supremo, preso in prestito dai Massoni dalle nazioni dell’antichità “. L’occhio che tutto vede è un simbolo che rappresenta lo sguardo vigile di Dio. Ci ricorda che ogni pensiero e azione saranno registrate dal Grande Architetto dell’Universo e che siamo vincolati ai nostri doveri sia nello spirito che nel sangue “.
– James E Frey, 32 °, Midnight Freemasons

A causa della forte influenza della Massoneria sugli eventi storici, il simbolo dell’occhio che tutto vede fu incluso in documenti importanti come nel Grande Sigillo degli Stati Uniti e nella Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

A sinistra: il retro del Grande Sigillo degli Stati Uniti. A destra: la Dichiarazione dei diritti umani.

“Se qualcuno dubita della presenza di influenze massoniche e occulte al momento della creazione del Grande Sigillo, dovrebbe tenere in debito conto i commenti del Professor Charles Eliot Norton di Harvard, che scrisse riguardo alla piramide incompiuta e all’Occhio che tutto vede i quali ornao il retro del sigillo, come segue: “Il dispositivo può difficilmente (per quanto artisticamente trattato dall’artista) apparire diversamente da un noioso emblema di una confraternita massonica. ”
– Hall, op. cit.

Il simbolo dell’occhio fu adottato anche da diverse potenti società segrete come l’O.T.O.

Il sigillo dell’O.T.O (Ordo Templi Orientis).

Il simbolo dell’occhio che tutto vede quindi rappresenta il Dio, della tradizione giudeo-cristiano? Bene a questo punto le cose diventano … occulte (occulto significa nascosto). Il famoso massone americano Albert Pike ha scritto che il vero significato dei simboli è rivelato solo agli iniziati di alto livello.

“È nei suoi antichi simboli e nel loro significato occulto che consistono i veri segreti della Massoneria. Ma questi non hanno valore se non vediamo nulla nei simboli della loggia blu al di là dei banali interpretazioni. La gente ha trascurato la verità, ovvero che i simboli dell’antichità non erano usati per rivelare ma per nascondere. Ogni simbolo è un enigma da risolvere e non una lezione da imparare. Come può l’intelligente massone non riuscire a vedere che i gradi blu non sono che preparatori, per arruolare e mettere insieme i ranghi e gli armamenti dell’esercito massonico per scopi non rivelati a loro, che sono i misteri minori in cui i simboli sono usati per nascondere la verità? ”
– Albert Pike, Legenda e letture dell’antico e accettato rito scozzese della Massoneria

Manly P. Hall, un altro famoso Massone scrisse che l’Occhio che tutto vede appresenta esotericamente il fine ultimo dell’occultismo: raggiungere la divinità attraverso i propri mezzi. Questo stato si ottiene attraverso l’attivazione della ghiandola pineale – il terzo occhio.

“La Massoneria Operativa, nel significato più completo del termine, indica il processo attraverso il quale si apre l’Occhio di Horus. Nel cervello umano c’è una piccola ghiandola chiamata corpo pineale, che è l’occhio sacro degli antichi, e corrisponde al terzo occhio del Ciclope. ”
– Hall, op. Cit.

NELL’ISLAM

Nell’escatologia islamica, si dice che il malvagio protagonista della fine dei tempi di nome Al-Masīḥ ad-Dajjal (“il falso messia, bugiardo, l’ingannatore”) sia cieco nell’occhio destro. Fingendo di essere il Messia, il Dajjal avrebbe ingannato e conquistato il mondo. Per questi motivi, il Dajjal presenta grandi somiglianze con la figura dell’Anticristo nel cristianesimo.

La venuta del Dajjal sarebbe sara` preceduta da diversi segni: la gente smetterà di pregare; la disonestà sarà il modo di vivere; la menzogna diventerà una virtù; l’usura e la corruzione diventeranno legittime; ci sarà una carestia acuta al momento; non ci sarà vergogna tra la gente; molte persone adoreranno Satana; non ci sarà rispetto per gli anziani e le persone inizieranno a uccidersi a vicenda senza motivo.

L’OCCHIO CHE TUTTO VEDE OGGI

Considerando il fatto che il mondo di oggi è governato da quella che chiamiamo “élite occulta” (a causa dei suoi legami con gli ordini occulti), non sorprende che il suo simbolo principale si trovi ovunque. Tuttavia, si tratta di un inganno ben organizzato. L’industria dell’intrattenimento di oggi prospera sul controllo, sulla manipolazione e sulla distorsione. Si tratta anche di allontanare le masse da tutto ciò che è vero, puro e sano. Oggi, il simbolo dell’occhio che tutto vede ci parla di un gruppo selezionato di persone che opprimono, monitorano e controllano la popolazione mondiale.

Il libro di George Orwell del 1984 è un modello per il controllo dell’élite e la censura. Abbastanza opportunamente, quasi tutte le edizioni presentano un occhio che tutto vede

Mentre l’occhio che tutto vede è, esotericamente, associato all’apertura del Terzo Occhio per raggiungere l’illuminazione spirituale, il segno dell’pcchio che tutto vede mostrato dalle celebrità è l’esatto opposto: si tratta di nascondere un occhio. Il simbolismo di questo gesto è potente.

Katy Perry nasconde un occhio con l’occhio di Horus nel suo video Dark Horse.

Quando nascondi un occhio, blocchi effettivamente metà della tua vista. In termini simbolici, diventi mezzo cieco rispetto alla verità. Nascondendo un occhio, le celebrità simbolicamente “sacrificano” una parte vitale del loro essere per un guadagno materiale temporaneo. E poiché gli occhi sono le “finestre dell’anima”, questo gesto simboleggia la perdita parziale o totale della propria anima.

NEL CONTROLLO MENTALE

Il segno dell’occhio che tutto vede è anche un simbolo importante nell’ossessione segreta dell’élite occulta: il controllo mentale monarch. Conosciuto da molti come progetto MKULTRA, il controllo mentale mira a trasformare gli umani in schiavi attraverso l’abuso, il trauma e la programmazione. Esiste una vera e propria cultura che ruota intorno al controllo mentale monarch, completa del proprio universo di simboli. E il simbolo dell’occhio che tutto vede è parte di esso

Questo è un dipinto di Kim Noble, una sopravvissuta del controllo mentale basato sul trauma. Questo dipinto si chiama The Naming e si riferisce al dare un nome ad una nuova personalita`.

Anche questo dipinto chiamato I-Test descrive visivamente il trauma e la programmazione di uno schiavo MK.

PROVA DI ASSOLUTO CONTROLLO DA PARTE DELL’ELITE OCCULTA

L’onnipresenza del simbolo dell’occhio che tutto vede nei mass media ha anche un altro scopo: dimostra che tutti gli sbocchi dei mass media sono di proprietà di un gruppo ristretto di élite. In effetti, affinché lo stesso segno esatto appaia costantemente e ripetutamente su tutte le piattaforme mediatiche e in tutto il mondo, è necessario che ci sia una fonte centralizzata di potere che lo forzi nel sistema. Pensa alla quantità di denaro, potere e influenza necessari per far sì che tutte queste celebrità facciano questo gesto e per tutti i media metterlo in evidenza. In altre parole, questo simbolo rappresenta l’élite globale e tutti i suoi programmi: il degrado della psiche umana, la promozione del satanismo, il controllo mentale, la normalizzazione del transumanesimo, l’offuscamento dei generi e così via. In breve, si tratta di guidare le masse il più lontano possibile dalla Verità, dalla salute e dall’armonia. L’obiettivo finale: controllo totale.

CONCLUDENDO

Il simbolo dell’occhio è un archetipo che trascende il tempo e lo spazio. Forse perché gli uomini rispondono istintivamente ad no sguardo, c’è qualcosa in quel simbolo che è sconcertante ma affascinante. Mentre, nei tempi antichi, il simbolo dell’Occhio che tutto vede era spesso identificato con il dio del sole, divenne gradualmente un simbolo del potere delle società segrete che hanno modellato la storia negli ultimi secoli.

Al giorno d’oggi, l’industria dell’intrattenimento si diletta nella contorsione e nella corruzione di potenti simboli nel perseguimento del suo programma di distruzione totale. L’onnipresenza del simbolo dell’occhio che tutto vede rappresenta ora l’onnipresenza dell’élite occulta.

Fonte 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Dottrine e Principi dei Rosa Croce

Non è disponibile alcuna notizia attendibile riguardante le vere credenze filosofiche, le aspirazioni politiche e le attività umanitarie della Fratellanza dei Rosa+Croce. Oggigiorno, come nel passato, i misteri della Società sono rimasti inviolati grazie alla loro natura essenziale; e i tentativi per interpretare la filosofia dei Rosacroce non sono altro che congetture, non esistendo niente che possa dimostrarne il contrario.

Le prove tendono a mettere in luce la possibile esistenza di due rami ben distinti dei Rosacroce: una organizzazione interna i cui membri non hanno mai rivelato al mondo la loro identità o i loro insegnamenti, e una struttura esterna sotto la supervisione del gruppo interno. Probabilmente, la tomba simbolica di Christian Rosencreutz, Cavaliere della Pietra Dorata, era in realtà questa struttura esterna, il cui spirito è in una sfera più elevata. Per più di un secolo dopo il 1614, la struttura esterna mise in circolazione opuscoli e manifesti sia sotto il proprio nome che sotto il nome di vari membri iniziati. Apparentemente il fine di questi scritti era quello di confondere e fuorviare i ricercatori, e quindi di tenere effettivamente segreti i veri disegni della Fratellanza.

Quando il Rosacrocianesimo diventò la “moda” filosofica del diciassettesimo secolo, numerosi documenti su questo argomento furono fatti circolare anche per fini puramente commerciali da impostori desiderosi di incrementare la loro popolarità.

Gli artifici abilmente inventati dalla Fratellanza stessa ed i goffi inganni letterari dei ciarlatani formarono un doppio velo, dietro al quale l’organizzazione interna svolgeva le proprie attività in modo totalmente diverso dai propri fini e principi come pubblicamente divulgati.

Ingenuamente I Fratelli della Rosa+Croce si riferiscono in modo naïf all’equivoco che ha, per ovvie ragioni, permesso loro di esistere, che li rappresenta come vere “nuvole” all’interno delle quali lavorano e dietro alle quali sono nascosti.

Un indizio riguardante l’essenza del Rosacrocianesimo – le sue dottrine esoteriche – può essere raccolto da un’analisi della sua ombra – i suoi scritti esoterici. In una delle loro più importanti “nuvole”, la Confessio Fraternitatis, i Fratelli della Fratellanza di R+C cercano di giustificare la loro esistenza e di spiegare (?) i fini e le attività del loro Ordine.

Nella sua forma originale il Confessio si divide in quattordici capitoli, che qui sono riassunti.

CONFESSIO FRATERNITATIS R.C. AD ERUDIOTS EUROPAE

Capitolo I

Non lasciate che giudizi frettolosi o pregiudizi, facciano fraintendere le dichiarazioni in merito alla nostra Fratellanza pubblicate nel nostro precedente manifesto – la Fama Fraternitatis. Jehovah, osservando il decadimento della civiltà, cerca di redimere l’umanità rivelando il volere e imponendo al riluttante quei segreti che precedentemente Egli aveva riservato per il Suo eletto. Con questa saggezza il devoto sarà salvato, ma le pene dell’empio saranno moltiplicate. Mentre il vero fine del nostro Ordine era messo in evidenza nel Fama Fraternitatis, stavano nascendo equivoci per i quali siamo stati erroneamente accusati di eresia e tradimento.

Così in questo documento noi speriamo di chiarire la nostra posizione e che i dotti d’Europa vorranno unirsi a noi nella divulgazione della conoscenza divina secondo il volere del nostro illustre fondatore.

Capitolo II

Mentre molti suppongono che il codice filosofico dei nostri giorni sia il suono, noi dichiariamo che questo è falso e prossimo a morire a causa della sua intrinseca debolezza. Proprio mentre la Natura, comunque, fornisce un rimedio per ogni nuova malattia che essa stessa manifesta, così la nostra Fratellanza ha fornito un rimedio per le infermità del sistema filosofico mondiale. La filosofia segreta dei R+C è fondata sulla conoscenza che è la somma e l’origine di tutte le facoltà, scienze ed arti. Tramite il nostro sistema rivelato divinamente – che ha molto di teologia e medicina ma poco di giurisprudenza – noi analizziamo il cielo e la terra; ma principalmente studiamo l’uomo stesso, dentro la cui natura è nascosto il supremo segreto. Se i dotti dei nostri giorni accetteranno il nostro invito e si uniranno alla nostra Fratellanza, noi riveleremo loro i segreti straordinari e le meraviglie dei processi occulti della Natura.

Capitolo III

Non crediate che i segreti discussi in questo breve documento siano da noi sottostimati. Noi non possiamo descrivere pienamente le meraviglie della nostra Fratellanza per timore che i disinformati siano schiacciati dalle nostre dichiarazioni sorprendenti ed il volgo ridicolizzi i misteri che non comprende. Noi temiamo anche che molti saranno confusi dall’inaspettata generosità del nostro proclama, non comprendendo le meraviglie di questa sesta età, non realizzeranno i grandi cambiamenti che devono arrivare. Come ciechi che vivono in un mondo pieno di luce, percepiscono soltanto attraverso il senso dei sentimenti. (Con vista è sottintesa la cognizione spirituale; con sensibilità, i sensi materiali).

Capitolo IV

Noi crediamo fermamente che attraverso una profonda meditazione sulle invenzioni della mente umana ed i misteri della vita, attraverso la cooperazione di angeli e spiriti, e attraverso l’esperienza e la lunga osservazione, il nostro amato Padre Christian C.R.C. fu così pienamente illuminato della saggezza di Dio, e tutti i libri e gli scritti del mondo che furono confusi e capovolte le fondamenta della scienza, la Confraternita dei R+C potette ristabilire la struttura del mondo basandosi sulla verità ed l’integrità divine. Grazie alla grande profondità e perfezione della nostra conoscenza, coloro che desiderano capire i misteri della Fratellanza della R+C non possono raggiungere immediatamente questa saggezza, ma devono crescere in apprendimento e conoscenza. Tuttavia, la nostra Fratellanza è divisa in gradi attraverso i quali ognuno deve salire poco alla volta verso il Grande Arcano. Adesso che è piaciuto a Dio illuminarci con il Suo sesto candelabro, non è meglio cercare la verità in questo modo, invece di vagare nei labirinti dell’ignoranza mondiale?

Inoltre, coloro che ricevono questa conoscenza diventeranno maestri di tutte le arti e mestieri, non sarà nascosto loro alcun segreto; e tutte le opere buone del passato, presente e futuro saranno loro accessibili. L’intero mondo diventerà come un libro e le contraddizioni della scienza e della teologia saranno riconciliate.

Gioisci, o umanità! Perché è giunto il momento in cui Dio ha decretato che il numero della nostra Fratellanza sia aumentato, lavoro che noi abbiamo gioiosamente intrapreso. Le porte della saggezza sono ora aperte al mondo, ma soltanto a quelli che hanno guadagnato il privilegio della Fratellanza possono presentarsi, per cui è proibito rivelare la nostra conoscenza persino ai nostri propri figli. Il diritto di ricevere la verità spirituale non può essere ereditato: deve evolversi nell’anima stessa dell’uomo.

Capitolo V

Sebbene noi possiamo essere accusati di imprudenza offrendo i nostri tesori così liberamente e promiscuamente – senza discriminare fra il religioso, il saggio, il principe, il contadino – noi affermiamo che non abbiamo tradito la nostra fede; per cui sebbene abbiamo pubblicato il nostro Fama in cinque lingue, soltanto quelli che lo capiscono sono coloro che hanno quel diritto.

La Nostra Società non può essere scoperta da curiosi cercatori, ma soltanto da seri e dediti pensatori; ciò nondimeno abbiamo fatto circolare il nostro Fama in cinque lingue madri di modo che i giusti di tutte le nazioni possano avere un’opportunità per conoscerci, sebbene non siano dei discepoli.

Un migliaio di volte gli indegni possono presentarsi e urlare a gran voce ai cancelli, ma Dio ha proibito a noi della Fratellanza dei Rosa+Croce, di udire le loro voci, ed Egli ci ha circondati con le Sue nuvole e la Sua protezione così che nessun danno possa raggiungerci, e Dio ha decretato che noi dell’Ordine dei R+C, non possiamo più essere visti da occhi mortali a meno che essi abbiano ricevuto forza data loro in prestito dall’aquila. Inoltre noi affermiamo che riformeremo i governi d’Europa e li modelleremo secondo il sistema applicato dai filosofi di Damcar. Tutti gli uomini desiderosi di ottenere la conoscenza riceveranno tanto quanto sono capaci di capire. Il principio di falsa teologia sarà rovesciato e Dio farà il Suo volere, conosciuto attraverso i Suoi filosofi scelti.

Johann Valentin Andreae

In certi circoli esoterici gira la voce che la personalità senza pretese di Johann Valentin Andreae mascherasse un emissario elevato dei Rosacroce. Mentre esistono prove sufficienti per stabilire la reale esistenza di un teologo tedesco dal nome Andreae, ci sono molte contraddizioni nella sua biografia, che non hanno però del tutto soddisfatto i ricercatori critici. Un confronto della faccia sopra mostrata con quella di Sir Francis Bacon mostra delle strette rassomiglianze, nonostante la differenza dovuta all’età. Se Lord Bacon ha preso in prestito il nome e l’identità di William Shakespeare, potrebbe anche assumere, dopo il suo finto funerale in Inghilterra, la personalità di Johnn Valentin Andreae. La mezza luna sotto al busto è significativa, così come anche appare sull’elmo di Lord Bacon; per sottolineare che egli fu il secondo figlio di Sir Nicholas Bacon. Inoltre, le quattro lettere (O MDC) nel riquadro in basso nell’angolo a destra della figura, da un messaggio cifrato Baconiano molto semplice, può essere cambiato in un numero la cui somma dà 33 – l’equivalente numerico del nome Bacon. Questi numerosi punti interessanti, quando considerati insieme, portano a far chiarezza sul mistero che circonda la paternità dei primi manifesti dei Rosacroce.

Da una stampa rara.

Capitolo VI

A causa del bisogno di brevità, è sufficiente dire che il nostro Padre C.R.C. nacque nell’anno 1378 e morì all’età di 106 anni, lasciandoci il compito di diffondere al mondo intero la dottrina della religione filosofica. La Nostra Fratellanza è aperta a tutti coloro che sinceramente cercano la verità; ma noi diffidiamo pubblicamente il falso e l’empio che non possono tradire od offenderci, poiché Dio ha protetto la nostra Fratellanza, e tutti coloro che tenteranno di farci del male avranno di ritorno i loro disegni diabolici e ne saranno distrutti, mentre i tesori della nostra Fratellanza rimarranno intatti, per essere usati dal Leone a fondazione del suo regno.

Capitolo VII

Noi dichiariamo che Dio, prima della fine del mondo, creerà una grande inondazione di luce spirituale per alleviare le sofferenze del genere umano. La falsità e l’oscurità che si sono annidate nelle arti, scienze, religioni e governi dell’umanità – facendo in modo che sia difficile persino per il saggio scoprire il sentiero della realtà – saranno per sempre rimosse e instaurato un unico modello, così che tutti potranno godere dei risultati della verità. Noi non saremo riconosciuti come i responsabili di questo cambiamento, per cui la gente dirà che è il risultato del progresso dell’epoca. Grandi sono le riforme che stanno per avere luogo; ma noi della Fratellanza dei R+C non ci arroghiamo la gloria per questa riforma divina, poiché ci sono molti, non membri della nostra Fratellanza, ma uomini saggi, onesti e veri, che con la loro intelligenza ed i loro scritti solleciteranno la sua venuta. Noi testimoniamo che appena le pietre si solleveranno e offriranno i loro servizi, allora non ci sarà alcuna mancanza di persone giuste per eseguire il volere di Dio sulla terra.

Capitolo VIII

Nessuno può dubitarne, noi dichiariamo che Dio ha inviato messaggeri e segni nei cieli, e precisamente, le nuove stelle in Serpentarius Cygnus, per mostrare che un grande Concilio degli Eletti sta per avere luogo. Questo dimostra che Dio rivela nella natura visibile – per i pochi perspicaci – segni e simboli di tutte le cose che sono prossime a passare. Dio ha dato all’uomo due occhi, due narici, e due orecchie, ma soltanto una lingua. Mentre gli occhi, le narici, e le orecchie riconoscono la saggezza della Natura nella mente, soltanto la lingua può emetterla. In varie età ci sono stati degli illuminati che hanno visto, annusato, gustato o udito il volere di Dio, ma presto accadrà che, coloro che hanno visto, annusato, gustato o udito, parleranno e la verità sarà rivelata. Prima che questa rivelazione di rettitudine sia possibile, tuttavia, il mondo deve riposare lontano dall’intossicazione del suo calice avvelenato (riempito con la falsa vita della vigna teologica) e, aprendo il suo cuore alla virtù e alla comprensione, darà il benvenuto al sole nascente della Verità.

Capitolo IX

Noi abbiamo uno scritto magico, copiato da quell’alfabeto divino con cui Dio scrive il Suo volere sulla faccia della Natura terrestre e celestiale. Con questo nuovo linguaggio noi leggiamo la volontà di Dio per tutte le Sue creature, e così come gli astronomi predicono eclissi così noi pronostichiamo gli offuscamenti della chiesa e per quanto tempo essa durerà. Il nostro linguaggio è simile a quello di Adamo ed Enoch prima della Caduta; sebbene noi capiamo e possiamo spiegare i nostri misteri in questo nostro linguaggio sacro, noi non possiamo farlo in Latino, una lingua contaminata dalla confusione di Babilonia.

Capitolo X

Sebbene ci siano certe persone potenti che si oppongono e ci ostacolano – a causa di ciò noi dobbiamo rimanere nascosti – noi esortiamo quelli che vorranno diventare della nostra Fratellanza a studiare incessantemente le Sacre Scritture, così facendo non possono essere lontani da noi. Non vogliamo dire che la Bibbia debba essere continuamente nella bocca dell’uomo, ma che egli debba cercare la sua verità ed il suo eterno significato, che è raramente scoperto dai teologi, scienziati, o matematici, perché loro sono accecati dalle opinioni delle loro sette. Noi testimoniamo che mai dall’inizio del mondo sia stato dato all’uomo un libro più eccellente della Sacra Bibbia. Benedetto sia colui che la possiede, più benedetto colui che la legge, ancor più benedetto colui che la capisce, e il più divino colui che le obbedisce.

Capitolo XI

Noi desideriamo che le dichiarazioni da noi fatte nel Fama Fraternitatis riguardanti la trasmutazione dei metalli e la medicina universale siano poco capite. Mentre capiamo che ambedue i lavori sono accessibili all’uomo, noi temiamo che molte autentiche grandi menti possano essere allontanate dalla vera ricerca della conoscenza e comprensione se loro si permetteranno di limitare la loro indagine alla trasmutazione dei metalli, Quando ad un uomo è dato il potere di guarire una malattia, di superare la povertà e di raggiungere una posizione di dignità mondana, quell’uomo è assediato da numerose tentazioni e, a meno che egli possegga la vera conoscenza e una piena comprensione, egli diventerà una terribile minaccia per il genere umano. L’alchimista che raggiunge l’arte della trasmutazione dei metalli di base può fare tutti i tipi di male, a meno che la sua comprensione sia così grande come la ricchezza che si è creato. Tuttavia noi affermiamo che l’uomo prima debba acquisire conoscenza, virtù e comprensione, poi tutte le altre cose gli potranno essere aggiunte. Noi accusiamo la Chiesa Cristiana del grande peccato di possedere potere e di usarlo senza buon senso; tuttavia noi profetizziamo che essa cadrà per il peso delle sue stesse iniquità e la sua corona sarà inutile.

Uno schema simbolico delle operazioni della natura

Questa incisione, cesellata da De Bry, è lo schema più famoso che illustra i principi filosofici di Robert Fludd (Robertus de Fluctibus). Tre figure sono dei notevoli collegamenti fra il Rosacrocianesimo e la Massoneria; Michael Maier, Elias Ashmole e Robert Fludd. De Quincy considera Robert Fludd come il padre diretto della Massoneria (Vedi I Rosacroce e i Massoni). Edward Waite considera Robert Fludd come secondo a nessuno dei discepoli di Paracelso, persino al punto di dichiarare che Fludd ha superato di gran lunga il suo maestro. Inoltre aggiunge, “La figura centrale della letteratura dei Rosacroce, torreggiante come un gigante intellettuale sulla folla di suggeritori, teosofisti, e Professori ciarlatani del magnum opus, che, direttamente o diversamente, furono collegati con la misteriosa Fratellanza, è Robertus de Fluctibus, il grande filosofo mistico inglese del diciassettesimo secolo, un uomo dall’immensa erudizione, dalla mente elevata e, giudicando i suoi scritti, di un’estrema personale religiosità.” (Vedi La Vera Storia dei Rosacroce). Robert Fludd nacque nel 1574 e morì nel 1637.

Lo schema di De Bry sopra mostrato si spiega abbastanza da sé. Al di fuori del cerchio dei cieli stellati ci sono i tre anelli ignei dell’empyreum – il triplice fuoco del Supremo Creatore – nei quali dimorano le creature celesti. Dentro all’anello delle stelle sono i cerchi dei pianeti e degli elementi. Dopo l’elemento dell’aria viene il cerchio del mondo (terra). Il cerchio degli animali è seguito dal cerchio delle piante, che, a sua volta, è seguito dal cerchio dei minerali. Poi ci sono vari simboli e al centro c’è un globo terrestre con un uomo scimmiesco seduto su di esso, che misura una sfera con un paio di compassi. Questa piccola figura rappresenta la creazione animale. Nell’anello di fuoco esterno, sopra c’è il nome sacro di Jehovah circondato da nuvole. Da queste nuvole esce fuori una mano che tiene una catena. Fra la sfera divina e il mondo inferiore, personificato dall’uomo scimmiesco, c’è la figura di una donna. Soprattutto è da notare che la figura femminile sta semplicemente tenendo la catena che la unisce al mondo inferiore, ma la catena che la unisce al mondo superiore finisce in una manetta al suo polso. Questa figura femminile può avere più interpretazioni: può rappresentare l’umanità sospesa fra il divino e l’animale; può rappresentare la Natura come collegamento fra Dio e il mondo inferiore; oppure può rappresentare l’anima umana – il comune denominatore fra il superiore e l’inferiore. 

Capitolo XII

Concludendo la nostra Confessio, noi vi ammoniamo seriamente di disfarvi dei libri di nessun valore degli pseudo-alchimisti e filosofi (ce ne sono molti nella nostra epoca), che illuminerebbero sulla Santa Trinità e imbrogliano i creduloni con enigmi senza senso. Uno dei più grandi di questi è un attore, un uomo con sufficiente ingenuità per ingannare. Tali uomini sono mescolati dal Nemico del benessere umano, fra quelli che cercano di fare del bene, quindi rendono la Verità più difficile da scoprire. Credeteci, la Verità è semplice e manifesta, mentre il falso è complesso, profondamente nascosto, superbo, e la sua conoscenza fittizia di questo mondo, apparentemente somigliante a un lustrino con una luminosità religiosa, è spesso scambiata per saggezza divina. Voi che siete saggi, abbandonerete questi falsi insegnamenti e verrete a noi, che cerchiamo non il vostro denaro, ma vi offriamo liberamente il nostro tesoro più grande. Noi non desideriamo le vostre cose, ma che voi possiate diventare partecipanti dei nostri beni. Noi non deridiamo le parabole, ma vi invitiamo a capire tutte le parabole e tutti i segreti. Noi non vi chiediamo di riceverci, ma siete invitati a venire alle nostre case regali e palazzi, non perché lo vogliamo noi, ma perché noi ne siamo stati comandati dallo Spirito Santo, dal desiderio del nostro eccellente Padre C.R.C., e dalla necessità di questo momento, che è molto grande.

Capitolo XIII

Adesso che abbiamo chiarito la nostra posizione, sinceramente professiamo Cristo; ripudiamo il Papato; dedichiamo le nostre vite alla vera filosofia e al vivere degno; e giornalmente invitiamo e ammettiamo nella nostra Fratellanza le personalità di tutte le nazioni, che quindi dividano con noi la Luce di Dio: non vi unireste a noi per la perfezione di voi stessi, lo sviluppo di tutte le arti, e al servizio del mondo? Se voi farete questo passo, i tesori di ogni parte della terra saranno dati a voi, e l’oscurità che avviluppa la conoscenza umana e che conclude nelle vanità delle arti materiali e delle scienze, sarà per sempre dissipata.

Capitolo XIV

Di nuovo mettiamo in guardia quelli che sono abbagliati dal luccichio dell’oro o quelli che, adesso retti, possono essere trascinati da grandi ricchezze in una vita di ozio e di sfarzo, di non disturbare il nostro sacro silenzio con i loro schiamazzi; sebbene ci sarà una medicina che curerà tutte le malattie e darà saggezza a tutti gli uomini, tuttavia è contro il volere di Dio che gli uomini possano raggiungere la conoscenza con mezzi diversi dalla virtù, lavoro e integrità. Non ci è permesso di manifestarci ad alcun uomo a meno che sia il volere di Dio. Quelli che credono che possono prender parte alla nostra ricchezza spirituale contro il volere di Dio, oppure senza la Sua autorizzazione, scopriranno che cercandoci perderanno le loro vite più velocemente che raggiungere la felicità scoprendoci.

Di solito si crede che Johann Valentin Andreae sia l’autore del “Confessio”. Tuttavia è un dubbio molto discutibile, se Andreae non permise che il suo nome fosse usato come uno pseudonimo da Sir Francio Bacon. A proposito di questo argomento ci sono due riferimenti estremamente significativi che si trovano nell’introduzione a quel notevole potpourri, L’Anatomia della Melanconia.

Questo volume apparve la prima volta nel 1621 dalla penna di Democrito il giovane, che fu successivamente identificato con Robert Burton, che, a sua volta, fu sospettato essere intimo amico di Sir Francis Bacon. Maliziosamente un accenno suggerisce che al momento della pubblicazione di L’Anatomia della Melanconia del 1621 il fondatore della Confraternita della R+C era ancora vivo. Questa affermazione – nascosta al riconoscimento generale dal suo coinvolgimento testuale – è sfuggita all’attenzione di molti studiosi del Rosacrocianesimo. Nello stesso lavoro appare anche una breve postilla di una meravigliosa importanza. Essa contiene semplicemente le parole: “Lavoro, Valent Andreas, Lord Verulam”. Questa singola linea collega definitivamente Johann Valentin Andreae con Sir Francis Bacon, il quale era Lord Verulam, e la sua punteggiatura indica che essi sono uno e lo stesso individuo.

Un personaggio illustre fra gli apologisti Rosacrociani fu John Heydon, che si descrive come “Un Servo di Dio e un Segretario della Natura”. Nella sua curiosa opera, La Rosa+Croce Scopertaegli dà una enigmatica ma valida descrizione della Fratellanza dei R+C nel seguente linguaggio:

“Adesso ci sono dei tipi di uomini, come loro stessi riferiscono, chiamati Rosa Crociani, una fratellanza divina che abita la periferia del cielo, e questi sono i funzionari del Generalissimo del mondo, sono come gli occhi e le orecchie del grande Re, che vedono e odono tutte le cose: loro dicono che questi Rosa Crociani siano angelicamente illuminati, come fu Mosè, secondo questo ordine degli elementi, terra purificata ad acqua, acqua ad aria, aria a fuoco.” Inoltre egli dichiara che questi misteriosi Fratelli possedevano poteri polimorfi, che appaiono in ogni forma desiderata secondo la volontà. Nella prefazione dello stesso lavoro, egli enumera gli strani poteri degli adepti dei Rosacroce:

“Vi dirò adesso che cosa sono I Rosacroce, e che Mosè fu il loro Padre, e fu ; alcuni dicono che erano dell’ordine di Elia, altri che erano i Discepoli di Ezechiele; […] Per cui sembrerebbe che i Rosacroce furono non soltanto iniziati nella Teoria Mosaica, ma ebbero anche il potere di fare miracoli, come Mosè, Elia, Ezechiele, e i successivi Profeti; come l’essere trasportati dove era di loro gradimento, come Hahakkuk fu da Jewry a Babilonia, o come Filippo, dopo che ebbe battezzato Eunuch a Azorus; e uno di loro andò da me ad un mio amico in Devonshire, venne e mi portò una risposta a Londra lo stesso giorno, mentre sono quattro giorni di viaggio; mi istruirono con eccellenti predizioni di Astrologia e Terremoti; ridussero la Piaga nelle Città; zittiscono i Venti violenti e le Tempeste; calmano la furia del Mare e dei Fiumi; camminano nell’Aria; vanificano gli aspetti malevoli degli Stregoni; guariscono tutte le Malattie.”

Gli scritti di John Heydon sono considerati il più importante contributo alla letteratura Rosacrociana. John Heydon era probabilmente imparentato con Sir Christofer Heydon, “un Rosacrociano Illuminato Seraficamente,” di cui l’ultimo F. Leigh Gardner, On. Segretario Sec. Ros. in Anglia, crede essere stato la fonte della sua conoscenza Rosacrociana.

Nella sua Biblioteca Rosacrociana egli dà la seguente dichiarazione riguardante John Heydon: “Nel complesso, dalla prova intrinseca dei suoi scritti, sembra che egli sia passato dal grado più basso dell’Ordine R+C e abbia distribuito molto di questo al mondo.”

John Heydon viaggiò moltissimo, visitò l’Arabia, l’Egitto, la Persia, e molte parti d’Europa, come descritto in una introduzione biografica al suo lavoro, Il Saggio adopera la CoronaMuoversi con gli AngeliPianetiMetalli, ecc., o La Gloria dei Rosacroce – un lavoro da lui dichiarato essere una traduzione in inglese del misterioso libro “M” portato dall’Arabia da Christian Rosencreutz.

Thomas Vaughan (Eugenio Philalethes), un altro campione dell’Ordine, avvalora la dichiarazione di John Heydon circa l’abilità degli iniziati Rosacrociani di rendersi invisibili a proprio piacimento: “La Fratellanza dei R+C può muoversi in questa nebbia bianca. Chiunque voglia comunicare con noi deve essere capace di vedere in questa luce, oppure non ci vedrà mai finché noi non lo vorremo”.

La Fratellanza dei R+C è un organo sovrano e maestoso, che manipola arbitrariamente i simboli dell’alchimia, cabala, astrologia, e magia per il raggiungimento dei suoi fini particolari, ma interamente indipendente dai culti di cui adopera la terminologia.

I tre scopi principali della Fratellanza sono:

1. – L’abolizione di tutte le forme monarchiche di governo e la sostituzione quindi del dominio degli eletti filosofici. Le attuali democrazie sono la diretta conseguenza degli sforzi Rosacrociani per liberare le bocche dal dominio del dispotismo. Nella prima parte del diciottesimo secolo, i Rosacroce diressero la loro attenzione alle nuove Colonie Americane, che allora formavano il nucleo di una grande nazione nel Nuovo Mondo. La Guerra di Indipendenza Americana rappresenta il loro primo grande esperimento politico che sfociò nella creazione di un governo nazionale fondato sui principi fondamentali della legge divina e naturale. Come un imperituro ricordo delle loro attività sub rosa, i Rosacroce lasciarono il Grande Sigillo degli Stati Uniti. I Rosacroce furono anche gli istigatori della Rivoluzione Francese, ma in questo caso non ebbero del tutto successo, a causa del fanatismo dei rivoluzionari che non poteva essere controllato e il Regno del Terrore ne fu la conseguenza

L’Androgino Alchemico

Il Turbae Philosophorum è uno dei primi documenti conosciuti sull’alchimia in lingua latina. La sua esatta origine è sconosciuta. Talvolta va sotto il nome di Il Terzo Sinodo Pitagorico. Come implica il suo nome, è una assemblea dei saggi e mette in evidenza i punti di vista alchemici di molti filosofi dell’antica Grecia . Il simbolo sopra riprodotto proviene da una rara edizione del Turbae Philosophorum pubblicato in Germania nel 1750, e tramite una figura ermafrodita rappresenta la realizzazione del magnum opus. I principi attivi e passivi della Natura erano spesso rappresentati da figure maschili e femminili, e quando questi due principi, erano coniugati armoniosamente in una qualsiasi natura o corpo, era uso simbolizzare questo stato di perfetto equilibrio dalla figura composta come la figura suesposta.

Dal Turbae Philosophorum

Un Frontespizio Rosacrociano

Il Conte Michael Maier, medico di Rudolph II, fu un personaggio eccezionale nella controversia Rosacrociana. C’è un piccolo dubbio se egli fu un membro iniziato della Fratellanza dei Rosacroce, autorizzato dall’Ordine a promulgare i suoi segreti fra i filosofi eletti d’Europa. Il frontespizio suindicato mostra i sette pianeti rappresentati da figure appropriate. Dietro la figura centrale in ogni riquadro c’è un piccolo emblema che rappresenta il segno zodiacale in cui il pianeta è incoronato. Nell’arco sopra il titolo stesso c’è un ritratto del dotto Maier. Il volume di cui questo è il frontespizio, è dedicato completamente ad un’ analisi della natura ed effetto dei sette pianeti, ed è completamente espresso in terminologia alchemica. Michael Maier nascose la sua conoscenza così abilmente che è estremamente difficile estrarre dai suoi scritti i segreti che possedeva. Era generoso nell’uso di emblemi e la maggior parte della sua sapienza filosofica è nascosta nelle stampe che illustrano i suoi libri.

Dal Viatorium di Maier.

2. – La riforma di scienze, filosofia ed etica. I Rosacroce dichiaravano che le arti materiali e le scienze non erano altro che le ombre della saggezza divina, e che soltanto penetrando i recessi più reconditi della Natura l’uomo potrebbe raggiungere la realtà e la conoscenza.

Sebbene si chiamano loro stessi Cristiani, i Rosacroce evidentemente furono Platonici ed anche profondamente abili nei più profondi misteri dell’antico Ebraismo e teologia Hindu. Esiste prova innegabile che i Rosacroce desideravano restaurare le istituzioni degli antichi Misteri come il metodo più importante per istruire l’umanità nel segreto e la dottrina eterna. Infatti, essendo con ogni probabilità i perpetratori degli antichi Misteri, i Rosacroce furono abili nell’affrontare le forze distruttive della Cristianità dogmatica soltanto tramite l’assoluto segreto e l’inafferrabilità dei loro stratagemmi. Così custodirono e preservarono con somma cura il Supremo Mistero – l’identità e la relazione reciproca dei Tre Sé – che nessuno, a cui non si rivelarono volutamente, si è mai assicurato alcuna informazione soddisfacente riguardante sia l’esistenza che il fine dell’Ordine.

La Fratellanza dei R+C, attraverso la sua organizzazione esterna, sta gradualmente creando un ambiente o organismo in cui l’Illustre Fratello C.R.C. possa alla fine realizzare e completare per l’umanità gli immensi lavori spirituali e materiali della Fratellanza.

3. – La scoperta della Medicina Universale, o panacea, per ogni tipo di malattia. È ampiamente dimostrato che i Rosacroce ebbero successo nella loro ricerca dell’Elisir della Vita. Nel suo Theatrum Chemicum Britannicum, Elias Ashmole afferma che i Rosacroce non furono apprezzati in Inghilterra, ma furono benvenuti nel Continente. Dichiara anche che la Regina Elisabetta fu curata due volte per il vaiolo dai Fratelli della Rosacroce e che il Conte di Norfolk fu guarito dalla lebbra da un medico Rosacrociano. Nelle citazioni che seguono è accennato da John Heydon che i Fratelli della Confraternita possedevano il segreto per prolungare indefinitamente l’esistenza umana, ma non oltre il tempo stabilito dal volere di Dio.

“E alla fine potevano riportare con lo stesso metodo ogni Fratello che moriva, nuovamente alla vita, e proseguire così per molte epoche; puoi trovare le regole nel quarto libro. […] Dopo questo è cominciata la Fratellanza dei Rosacroce, prima con quattro persone, che morirono e risorsero fino a Cristo, e poi vennero al Servizio come la Stella che li guidò a Betlemme della Giudea, dove deposero il nostro Redentore nelle braccia di sua madre; e poi aprirono il loro tesoro e gli presentarono i loro regali, oro, incenso e mirra, e per il comandamento di Dio andarono a casa alla loro abitazione. Questi quattro giovani ancora per molte centinaia di anni di seguito, inventarono un linguaggio e una scrittura magica, con un grande dizionario, che noi ancora usiamo giornalmente per la gloria e le lodi di Dio, e dentro trovi grande saggezza. […] Adesso mentre Fratello C.R. era in un vivificante grembo appropriato, decisero di avvicinare e ricevere ancora degli altri nella loro Fratellanza.”

Il grembo qui citato, apparentemente era l’urna di vetro, o contenitore, in cui i Fratelli furono seppelliti.Questo era anche chiamato l’uovo filosofico. Dopo un certo periodo di tempo il filosofo, rompendo il guscio di questo uovo, veniva fuori e funzionava per un periodo prescritto, dopo il quale egli si ritirava di nuovo nel suo guscio di vetro.

La medicina dei Rosacroce per la guarigione di tutte le infermità umane può essere interpretata sia come una sostanza chimica che produce gli effetti fisici descritti, che come la conoscenza spirituale – il vero potere curante che, quando un uomo lo ha provato, gli rivela la verità. L’ignoranza è la peggior forma di malattia, e che: ciò che guarisce l’ignoranza è comunque la più potente di tutte le medicine. La perfetta medicina Rosacrociana fu per la cura delle nazioni, razze ed individui.

In un antico manoscritto non pubblicato, un filosofo sconosciuto dichiara che l’alchimia, la cabala, l’astrologia e la magia originariamente sono state scienze divine, ma che attraverso la perversione sono diventate false dottrine, portando i cercatori di saggezza sempre più lontani dal loro obiettivo. Lo stesso autore dà una preziosa chiave al Rosacrocianesimo esoterico dividendo la strada del conseguimento spirituale in tre gradi, o scuole, che egli chiama montagne.

La prima e più bassa di queste montagne è Monte Sofia; la seconda, Monte Cabala, e la terza, Monte Magia. Queste tre montagne sono stadi sequenziali della crescita spirituale. Lo sconosciuto autore poi dichiara:

“Con la Filosofia si comprende la conoscenza dei lavori della Natura, conoscenza con la quale l’uomo impara a scalare quelle montagne più alte sopra i limiti dei sensi. Con la Cabala si comprende il linguaggio degli esseri angelici o celestiali, e colui che l’approfondisce è capace di conversare con i messaggeri di Dio. Sulla montagna più alta c’è la Scuola di Magia (Magia Divina, che è il linguaggio di Dio) dove l’uomo ha imparato la vera natura di tutte le cose da Dio Stesso.”

C’è una crescente convinzione che se la vera natura del Rosacrocianesimo fosse divulgata, causerebbe costernazione, per non dire altro. I simboli Rosacrociani hanno molti significati, ma il significato Rosacrociano non è stato ancora rivelato. Il monte sopra al quale si trova la Casa dei Rosacroce è ancora nascosta dalle nubi, nella quale i Fratelli nascondono sia loro stessi che i loro segreti.

Michael Maier scrive: “Ciò che è contenuto nel Fama Confessio è vero. È un’obiezione molto infantile che la fratellanza abbia promesso così tanto e compiuto così poco.

Con loro, come altrove, molti sono chiamati ma pochi sono scelti. I maestri dell’ordine non danno la rosa come il premio lontano, ma impongono la croce su coloro che stanno entrando.” (Vedi Silentium post Clamores, di Maier, e The Rosicrucians and the Freemasons, di De Quincey).

La rosa e la croce appaiono sulle vetrate della Lichfield Charter House, dove Walter Conrad Arensberg crede che Lord Bacon e sua madre siano stati seppelliti. Una rosa crocifissa con un cuore è filigranata nella pagina per le dediche della edizione del 1628 dell’ Anatomia della Malinconia di Robert Burton.

I simboli fondamentali dei Rosacroce erano la rosa e la croce; la rosa femminile e la croce maschile, ambedue emblemi fallici universali.

Mentre dei tali eruditi gentiluomini come Thomas Inman, Hargrave Jennings, e Richard Payne Knight hanno veramente osservato che la rosa e la croce simboleggiano i processi generativi, questi studiosi sembrano incapaci di trafiggere il velo del simbolismo; non realizzano che il mistero creativo nel mondo materiale è soltanto un’ombra del divino mistero creativo nel mondo spirituale.

A causa del significato fallico dei loro simboli, sia i Rosacroce che i Templari sono stati falsamente accusati di praticare riti osceni nei loro segreti cerimoniali. Mentre è abbastanza vero che la secca risposta alchemica simbolizza il grembo, ha anche un più profondo significato sotto l’allegoria della seconda nascita. Come la generazione è la chiave per l’esistenza materiale, così è naturale che la Fratellanza della R+C adotti come suoi simboli caratteristici quelli esemplificanti i processi riproduttivi. Poiché la rigenerazione è la chiave per l’esistenza spirituale, perciò fondarono il loro simbolismo sulla rosa e la croce, che simboleggiano la redenzione dell’uomo attraverso l’unione della sua natura temporale più bassa con la sua natura eterna più alta. La Rosa+Croce è anche una figura geroglifica rappresentante la formula della Medicina Universale.

IL MONDO ELEMENTARE

Il cerchio esterno contiene le figure dello Zodiaco; il secondo i loro segni e quella parte del corpo umano che essi governano; il terzo, i mesi dell’anno, con brevi note riguardo ai temperamenti, ecc. Il quarto cerchio contiene gli elementi associati ai loro simboli appropriati, e i seguenti sette cerchi tracciano le orbite dei pianeti; anche gli angeli planetari, i sette maggiori membri dell’Uomo Universale, ed i sette metalli, ogni divisione che appare sotto il suo elemento appropriato secondo i nomi elementari nel quarto cerchio. Nel dodicesimo cerchio appaiono le parole: “Ci sono Tre Principi, Tre Mondi, Tre Età, e Tre Regni.” Nel tredicesimo cerchio appaiono i nomi delle dodici arti e scienze che sono considerate essenziali per la crescita spirituale. Nel quattordicesimo cerchio è la parola Natura. Il quindicesimo cerchio contiene le seguenti parole: “È il grande onore delle anime fedeli, che esattamente dalla loro nascita un angelo sia designato per proteggere e custodire ognuno di loro.” (Vedi la prima traduzione inglese, Londra, 1893)

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: La fraternita` dei Rosa Croce

CHI erano i rosacrociani? Erano un’organizzazione di profondi pensatori che si ribellavano alle limitazioni religiose e filosofiche del loro tempo o erano isolati trascendentalisti uniti solo dalla somiglianza dei loro punti di vista e deduzioni? Dov’era la “Casa dello Spirito Santo”, in cui, secondo i loro manifesti, si incontravano una volta all’anno per pianificare le future attività del loro Ordine? Chi era la persona misteriosa denominata “Il nostro illustre padre e fratello C.R.C.”? Queste tre lettere indicavano effettivamente le parole “Christian Rose Cross”? Christian Rosencreutz, il presunto autore di Chymical Nuptials, era la stessa persona che con altri tre fondò la “Society of the Rose Cross”?

Che rapporto esisteva tra il rosacrocianesimo e la massoneria medievale? Perché i destini di queste due organizzazioni erano così strettamente intrecciati? La “Confraternita della Rosa Croce” è il tanto ricercato legame che collega la Massoneria del Medioevo con il simbolismo e il misticismo dell’antichità, e i suoi segreti sono perpetuati dalla massoneria moderna? L’Ordine Rosacrociano originale si è disintegrato nell’ultima parte del XVIII secolo, o la Società esiste ancora come organizzazione, mantenendo la stessa segretezza per cui era originariamente famosa? Qual era il vero scopo per cui si e` stata formata la “Confraternita della Croce Rosa”? I rosacrociani erano una fratellanza religiosa e filosofica, come pretendevano di essere, o si trattava solo di un trucco per nascondere il vero oggetto della Fraternità, che forse era il controllo politico dell’Europa? Questi sono alcuni dei problemi coinvolti nello studio del rosacrocianesimo.

Ci sono quattro teorie distinte sull’enigma rosacrociano. Ognuna è il risultato di un’attenta considerazione delle prove da parte degli studiosi che hanno passato la vita a saccheggiare gli archivi della tradizione ermetica. Le conclusioni raggiunte dimostrano chiaramente l’inadeguatezza dei documenti disponibili riguardanti la genesi e le prime attività dei “Fratelli della Croce Rosa”.

IL PRIMO POSTULATO

Si presume che l’Ordine rosacrociano esistesse storicamente in conformità con la descrizione della sua fondazione e delle successive attività pubblicate nel suo manifesto, la Fama Fraternitatis, che si ritiene sia stata scritta nell’anno 1610, ma che apparentemente non apparve in stampa fino al 1614. La considerazione intelligente dell’origine del rosacrocianesimo richiede una familiarità con i contenuti del primo e più importante dei suoi documenti. La Fama Fraternitatis inizia con un richiamo a tutto il mondo della bontà e misericordia di Dio, e avverte l’intellighenzia che il loro egotismo e bramosia li inducono a seguire i falsi profeti e ad ignorare la vera conoscenza che Dio nella sua bontà ha rivelato loro. Quindi, una riforma è necessaria, e Dio ha mandato filosofi e saggi per questo scopo.

Per aiutare a realizzare la riforma, una misteriosa persona chiamata “Il Padre altamente illuminato C.R.C.”, un tedesco di nascita, discendente di una famiglia nobile, ma lui stesso un uomo povero, istituì la “Società segreta della Croce Rosa”. C.R.C. fu messo in un chiostro quando aveva solo cinque anni, ma in seguito divenne insoddisfatto del suo sistema educativo, si associò a un fratello degli ordini sacri che stava facendo un pellegrinaggio in Terra Santa. Hanno iniziato insieme, ma il fratello è morto a Cipro e C.R.C continuo` da solo il viaggio a Damasco. La cattiva salute gli impediva di raggiungere Gerusalemme, così rimase a Damasco, studiando con i filosofi che abitavano lì.

Durante i suoi studi, ha sentito parlare di un gruppo di mistici e Qabbalisti che dimorano nella mistica città araba di Damcar. Rinunciando al suo desiderio di visitare Gerusalemme, si accordò con gli arabi per il suo trasporto a Damcar. C.R.C. Aveva solo sedici anni quando arrivò a Damcar. Fu ricevuto come uno che si era aspettato da tempo, un compagno e un amico in filosofia, e fu istruito nei segreti degli adepti arabi. Mentre lì, C.R.C. imparò la lingua araba e tradusse il libro sacro M in latino; e al suo ritorno in Europa porto` con sé questo importante volume.

Dopo aver studiato tre anni a Damcar, C.R.C. partì per la città di Fez, dove i maghi arabi dichiararono che sarebbero state fornite ulteriori informazioni. A Fez fu istruito su come comunicare con gli abitanti elementari [probabilmente gli spiriti della natura], e questi gli rivelarono molti altri grandi segreti della natura. Mentre i filosofi di Fez non erano grandi come quelli di Damcar, le precedenti esperienze di C.R.C. gli hanno permesso di distinguere il vero dal falso e quindi di aggiungere molto alla sua riserva di conoscenza.

Dopo due anni a Fez, C.R.C. salpò per la Spagna, portando con sé molti tesori, tra cui piante rare e animali accumulati durante i suoi vagabondaggi. Sperava con affetto che i dotti uomini d’Europa ricevessero con gratitudine i rari tesori intellettuali e materiali che aveva portato per la loro considerazione. Invece incontrò solo il ridicolo, perché i cosiddetti saggi avevano paura di ammettere la loro precedente ignoranza per timore che il loro prestigio venisse alterato. A questo punto della narrazione è un’interpolazione che afferma che Paracelso, pur non essendo un membro della “Fraternità della Croce Rosa”, avesse letto il libro M e da una considerazione del suo contenuto aveva ottenuto informazioni che lo rendevano il principale medico del Medioevo.

Stanco, ma non scoraggiato, come risultato della inutilità dei suoi sforzi, C.R.C. tornò in Germania, dove costruì una casa in cui poteva tranquillamente continuare i suoi studi e ricerche. Ha anche prodotto una serie di strumenti scientifici rari per scopi di ricerca. Mentre avrebbe potuto rendersi famoso se avesse voluto commercializzando la sua conoscenza, preferiva la compagnia di Dio alla stima degli uomini.

Dopo cinque anni di pensionamento, decise di rinnovare la sua lotta per una riforma delle arti e delle scienze del suo tempo, questa volta con l’aiuto di alcuni amici fidati. Andò al monastero dove aveva ricevuto il suo primo addestramento e chiamò a sé tre fratelli, ai quali vincolò un giuramento per preservare inviolati i segreti che avrebbe dovuto impartire e scrivere per amore dei posteri.

Si dice di questa croce che sia fatta di oro spirituale e che ogni fratello la indossa sul suo petto. Porta i simboli alchemici di sale, zolfo e mercurio; anche una stella dei pianeti; e intorno ad esso ci sono le quattro parole FEDE, SPERANZA, AMORE e PAZIENZA. L’aquila bifronte, o Fenice, prefigura sottilmente l’ultimo stato androgino della creatura umana. L’alchimia rosacrociana non si occupava solo dei metalli. Il corpo dell’uomo era il laboratorio alchemico e nessuno poteva diventare un adepto rosacrociano fino a quando non aveva eseguito il supremo esperimento di trasmutazione cambiando i metalli di base dell’ignoranza nell’oro puro di saggezza e comprensione.

Questi quattro fondarono la “Fraternità della Croce Rosa”. Prepararono il suo linguaggio cifrato segreto e, secondo la Fama, un grande dizionario in cui tutte le forme di saggezza erano classificate per la glorificazione di Dio. Iniziarono anche il lavoro di trascrizione del libro M, ma trovarono il compito troppo difficile a causa delle richieste del gran numero di malati che venivano da loro per essere guariti.

Avendo completato un edificio più nuovo e più grande, che chiamarono la “Casa dello Spirito Santo”, decisero di includere quattro nuovi membri nella Fraternità, aumentando così il numero a otto, sette dei quali erano tedeschi. Tutti non erano sposati. Lavorando industriosamente insieme, hanno rapidamente completato l’arduo lavoro di preparazione dei documenti, delle istruzioni e degli arcani dell’Ordine. Hanno anche messo in ordine la casa chiamata “Sancti Spiritus”.

Hanno quindi deciso di separare e visitare gli altri paesi della Terra, non solo per concedere la loro saggezza ad altri che la meritavano, ma anche perche` potessero controllare e correggere eventuali errori esistenti nel loro stesso sistema. Prima di separarsi, i Fratelli hanno preparato sei regole, o regolamenti, e ciascuno si è impegnato ad obbedire loro. La prima regola era che non dovevano assumersi alcuna altra dignità o credito oltre a quello di guarire malati. La seconda era che da quel momento in poi non avrebbero dovuto indossare alcuna veste o indumento speciale, ma avrebbero dovuto vestirsi secondo l’usanza del paese in cui dimoravano. La terza dichiarò che ogni anno in un dato giorno dovevano incontrarsi nella “Casa dello Spirito Santo” o, se non fossero stati in grado di farlo, dovevano essere rappresentati da un’epistola. La quarta decretava che ogni membro avrebbe dovuto cercare una persona degna per succedergli alla sua morte. La quinta dichiarava che le lettere “R.C.” avrebbero dovuto essere il loro sigillo, marchio e carattere da quel momento in poi. La sesta specificava che la Fraternità avrebbe dovuto rimanere sconosciuta al mondo per un periodo di cento anni.

Dopo aver giurato su questo codice, cinque fratelli partirono per terre lontane, e un anno dopo anche due degli altri se ne andarono, lasciando solo Padre C.R. C. nella “Casa dello Spirito Santo”. Anno dopo anno incontrarono una grande gioia, poiché avevano promulgato in silenzio e sinceramente le loro dottrine tra i saggi della terra.

Quando il primo dell’Ordine morì in Inghilterra, fu deciso che i luoghi di sepoltura dei membri dovessero essere segreti. Poco dopo padre C.R.C. chiamò i sei rimanenti insieme, e si suppone che poi abbia preparato la sua tomba simbolica. Il libro Fama registra che nessuno dei Fratelli in vita al momento della sua scrittura sapeva quando Padre C.R.C. morì o dove fu sepolto. Il suo corpo fu scoperto per caso 120 anni dopo la sua morte, quando uno dei Fratelli, che possedeva una notevole abilità architettonica, decise di apportare alcune modifiche nella “Casa dello Spirito Santo”. [Si sospetta solo che la tomba fosse in questo edificio.]

Mentre faceva le sue modifiche, il Fratello scoprì una lapide commemorativa sulla quale erano incisi i nomi dei primi membri dell’Ordine. Decise di trasferire la lapide in una cappella più imponente, perché in quel momento nessuno sapeva in quale paese padre C.R.C. era morto, questa informazione era stata nascosta dai membri originali. Nel tentativo di rimuovere la tavoletta commemorativa, che era tenuta in posizione da un grande chiodo, alcune pietre e intonacature si staccarono dal muro, rivelando una porta nascosta nella muratura. I membri dell’Ordine si sbarazzarono immediatamente del resto dei detriti e scoprirono l’ingresso di un caveau. Sulla porta a grandi lettere c’erano le parole: POST CXX ANNOS PATEBO. Questo, secondo l’interpretazione mistica dei Fratelli, significava: “Tra 120 anni uscirò”.

Il mattino seguente la porta fu aperta e i membri entrarono in un caveau con sette lati e sette spigoli, ciascuno dei quali largo cinque piedi e alto otto piedi. Anche se il sole non penetro` mai in questa tomba, era brillantemente illuminato da una misteriosa luce nel soffitto. Al centro c’era un altare circolare, sul quale erano incise lastre di ottone con strani caratteri. In ciascuno dei sette lati c’era una piccola porta che, una volta aperta, rivelava un numero di scatole piene di libri, istruzioni segrete e l’arcano presumibilmente perduto della Fraternità.

Dopo aver spostato l’altare su un lato, fu rivelata una copertura di ottone. Sollevandola si rivelò un corpo, presumibilmente quello di C.R.C., che, sebbene fosse rimasto lì per 120 anni, era ben conservato come se fosse appena stato interrato. Era ornato e abbigliato nelle vesti dell’Ordine, e in una mano era racchiusa una misteriosa pergamena che, accanto alla Bibbia, era il bene più prezioso della Compagnia. Dopo aver esaminato a fondo il contenuto della camera segreta, la targa e l’altare di ottone furono rimessi al loro posto, la porta della volta fu di nuovo sigillata e i Fratelli andarono nelle loro rispettive vie, i loro spiriti sollevati e la loro fede aumentata dallo spettacolo miracoloso che loro avevano visto.

Il documento termina dicendo in effetti: “Conformemente alla volontà di Padre CRC, Fama è stata preparata e inviata ai saggi e ai sapienti di tutta l’Europa in cinque lingue, affinché tutti possano conoscere e comprendere i segreti di una augusta Fraternità Tutte le anime sincere che lavorano per la gloria di Dio sono invitate a comunicare con i Fratelli e viene promesso che il loro appello sarà ascoltato, indipendentemente da dove sono o da come i messaggi sono inviati. Allo stesso tempo, coloro che vivono nell’egoismo sono avvertiti che solo la tristezza e l’infelicità saranno saranno ottenute da chiunque tenti di scoprire la Fraternità senza un cuore puro e una mente pura. ”

Tale, in breve, è la storia della Fama Fraternitatis. Chi la accetta letteralmente considera padre C.R.C. come l’attuale fondatore della Confraternita, che si ritiene abbia organizzato intorno al 1400. Il fatto che la convalida storica dei punti importanti della Fama non sia mai stata scoperta è contro questa teoria. Non ci sono prove che padre C.R.C. avvicino` i dotti uomini di Spagna. La misteriosa città di Damcar non può essere trovata, e non vi è alcuna documentazione che in nessuna parte della Germania esistesse un luogo in cui un gran numero di malati venivano misteriosamente guariti. La tradizione segreta di A. E. Waite nella Massoneria contiene un’immagine di Padre C.R.C. la quale lo mostra con una lunga barba sul petto, seduto davanti a un tavolo sul quale brucia una candela. Una mano sostiene la testa e l’altra poggia la punta del dito indice sulla tempia di un teschio umano. L’immagine, tuttavia (vedi la sezione in fondo al capitolo), non prova nulla. Padre C.R.C. non è mai stato visto da altri membri del suo stesso Ordine, e non hanno conservato una descrizione di lui. Che il suo nome fosse Christian Rosencreutz è ancora più improbabile, poiché i due non erano nemmeno associati fino alla stesura delle Nightsials Chymical.

IL SECONDO POSTULATO

Quei fratelli massonici che hanno indagato sull’argomento accettano l’esistenza storica della “Confraternita della Croce Rosa” ma sono divisi sull’origine dell’Ordine. Un gruppo sostiene che la società origino` nell’Europa medievale come una conseguenza della speculazione alchemica. Robert Macoy, 33 °, ritiene che Johann Valentin Andreæ, un teologo tedesco, sia stato il vero fondatore e ritiene anche possibile che questo abbia semplicemente riformato e amplificato una società esistente fondata da Sir Henry Cornelius Agrippa. Alcuni credono che il rosacrocianesimo rappresentasse la prima invasione europea della cultura buddista e braminica. Altri ancora ritengono che la “Società della Croce Rosa” sia stata fondata in Egitto durante la supremazia filosofica di quell’impero, e che perpetuasse anche i Misteri dell’antica Persia e Caldea.

Nella sua Anacalypsis, Godfrey Higgins scrive: “I rosacrociani della Germania sono piuttosto ignoranti riguardo la loro origine, ma, per tradizione, si suppongono discendenti degli antichi egizi, caldei, magi e ginecofisti”. (L’ultimo era un nome dato dai seguaci di Alessandro Magno a una casta di uomini saggi nudi che trovavano meditando lungo le rive del fiume in India). Il consenso tra queste fazioni è che la storia di Padre CRC, come la leggenda massonica di Hiram Abiff, è un’allegoria e non dovrebbe essere considerata alla lettera. Un problema simile e` stato affrontato dagli studenti della Bibbia, che hanno trovato non solo difficili, ma nella maggior parte dei casi impossibili, i loro sforzi per confermare l’interpretazione storica delle Scritture.

Ammettendo l’esistenza dei Rosacrociani come una società segreta con fini filosofici e politici, è notevole che un’organizzazione con membri in tutte le parti d’Europa possa mantenere il segreto assoluto attraverso i secoli. Tuttavia, i “Fratelli della Rosa Croce” sembravano in grado di realizzare questo. Un gran numero di studiosi e filosofi, tra cui Sir Francis Bacon e Wolfgang von Goethe, sono stati sospettati di appartenenza all’Ordine, ma la loro connessione non è stata stabilita con soddisfazione dagli storici. Gli pseudo-rosacrociani abbondavano, ma i veri membri dell ‘”Ordine antico e segreto dei filosofi sconosciuti” hanno vissuto con successo la loro segretezza; fino ad oggi rimangono sconosciuti.

Durante il Medioevo apparve un certo numero di trattati, che pretendono di provenire dalle penne dei Rosa-Croce. Molti di loro, tuttavia, erano spuri, emessi per la loro auto-esaltazione da persone senza scrupoli che usavano il venerato e magico nome rosacrociano nella speranza di ottenere potere religioso o politico. Questo rese molto complicato

Il simbolo originale della Fraternità Rosacrociana era una rosa geroglifica crocifissa su una croce. La croce veniva spesso sollevata su un Calvario a tre gradini. Occasionalmente il simbolo di una croce che sorge da una rosa veniva usato in connessione con le loro attività. La rosa rosacrociana è stata disegnata sulla tavola rotonda di Re Artù, ed è il motivo centrale per i collegamenti che formano la catena da cui il “Grande Giorgio” è sospeso tra i gioielli dell’ordine della Giarrettiera. Hargrave Jennings sospetta che questo Ordine abbia una qualche connessione con i Rosa-Croce.

il lavoro di investigare sulla società. Un gruppo di pseudo-rosacrociani arrivò al punto di fornire ai suoi membri una corda nera con la quale si sarebbero conosciuti e li avvertì che se avessero rotto il loro voto di segretezza il cordone sarebbe stato usato per strangolarli. Pochi dei principi del rosacrocianesimo sono stati conservati in letteratura, poiché la Fraternità originale ha pubblicato solo resoconti frammentari dei suoi principi e attività.

Nei suoi Simboli Segreti dei Rosacrociani, il Dr. Franz Hartmann descrive la Fraternità come “Una società segreta di uomini che possiedono poteri sovrumani – se non soprannaturali – si diceva che fossero capaci di profetizzare eventi futuri, di penetrare nei misteri più profondi. della natura, per trasformare, il rame, il piombo o il mercurio in oro, per preparare un elisir di vita, o panacea universale, con l’uso della quale potevano preservare la loro giovinezza e virilità, e inoltre si credeva che potessero comandare gli Spiriti Elementari della Natura, e conoscevano il segreto della Pietra Filosofale, una sostanza che rendeva chi lo possedeva onnipotente, immortale e supremamente saggio. ”

Lo stesso autore definisce ulteriormente un rosacrociano come “una persona che attraverso il processo del risveglio spirituale ha raggiunto una conoscenza pratica del significato segreto della rosa e della croce. * * * Chiamare una persona un rosacrociano non lo rende uno, né l’atto di chiamare una persona cristiana lo rende un Cristo. Il vero rosacrociano o massone non può essere creato, deve crescere per diventarne uno attraverso l’espansione e lo sviluppo della potenza divina nel suo cuore. perché molte chiese e società segrete sono lontane dall’essere ciò che esprimono i loro nomi “.

I principi simbolici del rosacrocianesimo sono così profondi che ancora oggi sono poco apprezzati. Le loro carte e diagrammi si occupano di importanti principi cosmici che trattano con una comprensione filosofica decisamente rinfrescante rispetto alla ristrettezza ortodossa prevalente ai loro tempi. Secondo i documenti disponibili, i rosacrociani erano legati da aspirazioni reciproche piuttosto che dalle leggi di una fraternità. Si crede che i “Fratelli della Rosa Croce” abbiano vissuto in modo discreto, operando laboriosamente nei mestieri e nelle professioni, rivelando la loro affiliazione segreta a nessuno – in molti casi nemmeno alle loro stesse famiglie. Dopo la morte di C.R.C., la maggior parte dei Fratelli apparentemente non aveva un punto d’incontro centrale. Qualunque rituale iniziatico posseduto dall’Ordine era così strettamente sorvegliato da non essere mai stato rivelato. Senza dubbio è stato scritto con la terminologia chimica.

Gli sforzi per entrare nell’Ordine erano apparentemente futili, poiché i Rosacroce sceglievano sempre i loro discepoli. Trovando una persona degna che avrebbe onorato la loro illustre fraternità, avrebbero comunicato con lei in uno dei tanti modi misteriosi. Avrebbe ricevuto una lettera, anonima o con un sigillo particolare, che reca di solito le lettere “C.R.C.” o “R.C.” su di essa. Sarebbe stata incaricato di recarsi in un determinato luogo all’ora stabilita. Ciò che gli veniva rivelato non lo avrebbe mai rivelato, sebbene in molti casi i suoi scritti successivi mostrassero che una nuova influenza era entrata nella sua vita, approfondendo la sua comprensione e allargando il suo intelletto. Alcuni hanno scritto allegoricamente riguardo a ciò che hanno visto quando nell’augusta presenza dei “Fratelli della Rosa Croce”.

Gli alchimisti venivano a volte visitati nei loro laboratori da sconosciuti misteriosi, che impartivano discorsi istruiti sui processi segreti delle arti ermetiche e, dopo aver rivelato certi processi, se ne andavano, senza lasciare traccia. Altri dichiararono che i “Fratelli della Croce delle Rose” comunicavano con loro attraverso sogni e visioni, rivelando loro i segreti della saggezza ermetica mentre dormivano. Essendo stato istruito, il candidato era tenuto al segreto, non solo riguardo alle formule chimiche che gli erano state rivelate, ma anche riguardo al metodo con cui le aveva assicurate. Mentre questi adepti senza nome erano sospettati di essere “Fratelli della Rosa Croce”, non si poteva mai dimostrare chi fossero.

Molti sospettano che la rosa rosacrociana sia una convenzionalizzazione del fiore di loto egiziano e indù, con lo stesso significato simbolico .La Divina Commedia dimostra come Dante Alighieri avesse familiarità con la teoria del rosacrocianesimo. Riguardo a questo punto, Albert Pike nel suo Morali e Dogma fa questa affermazione significativa: “Il suo inferno non è che un purgatorio negativo: il suo paradiso è composto da una serie di cerchi cabalistici, divisi da una croce, come il Pantaleo di Ezechiele. di questa croce sboccia una rosa, e vediamo per la prima volta il simbolo degli Adepti della Rosa-Croix pubblicamente esposto”.

Il dubbio è sempre esistito sul fatto che il nome Rosacrociano provenisse dal simbolo della rosa e della croce, o se questo fosse semplicemente un trucco per ingannare il non informato e nascondere ulteriormente il vero significato dell’Ordine. Godfrey Higgins ritiene che la parola rosacrociana non derivi dal fiore ma dalla parola Ros, che significa rugiada. È anche interessante notare che la parola Ras significa saggezza, mentre Rus viene tradotta con occulto. Senza dubbio tutti questi significati hanno contribuito al simbolismo rosacrociano.

A. E. Waite sostiene con Godfrey Higgins che il processo di formazione della Pietra Filosofale con l’aiuto della rugiada è il segreto nascosto nel nome Rosacrociano. È possibile che la rugiada cui si fa riferimento sia una sostanza misteriosa all’interno del cervello umano, che assomiglia molto alla descrizione data dagli alchimisti della rugiada che, cadendo dal cielo, riscattava la terra. La croce è simbolica del corpo umano, ei due simboli insieme – la rosa sulla croce – significano che l’anima dell’uomo è crocifissa sul corpo, dove è trattenuta da tre chiodi.

È probabile che il simbolismo rosacrociano sia una perpetuazione dei principi segreti degli egizi e che la Società dei filosofi sconosciuti sia il vero anello che collega la massoneria moderna, con la sua massa di simboli, all’ermetismo egiziano antico, la fonte di quel simbolismo. Nella sua Dottrina e Letteratura della Cabala, AE Waite fa questa importante osservazione: “Ci sono certe indicazioni che puntano ad una possibile connessione tra Massoneria e Rosacrocianesimo, e questo, se ammesso, costituirebbe il primo anello nella sua connessione con il passato. L’evidenza è, tuttavia, inconcludente, o per lo meno inesplorata: la Massoneria di per sé, nonostante l’affinità con il misticismo che ho appena menzionato, non ha mai esibito alcun carattere mistico, né ha un’idea chiara da dove provengano i suoi simboli. ”

Molti di quelli legati allo sviluppo della Massoneria furono sospettati di essere Rosacrociani; alcuni, come nel caso di Robert Fludd, hanno persino scritto in difesa di questa organizzazione. Frank C. Higgins, un moderno simbolista massonico, scrive: “Il dottor Ashmole, un membro di questa fraternità [Rosacrociana], è venerato dai massoni come uno dei fondatori della prima Gran Loggia a Londra”. (Vedi la Massoneria Antica). Elias Ashmole è uno dei tanti legami intellettuali che collegano il rosacrocianesimo alla genesi della Massoneria. L’Encyclopædia Britannica nota che Elias Ashmole fu iniziato nell’Ordine Massonico nel 1646, e afferma inoltre che fu “il primo gentiluomo, ad essere ‘accettato'”.

Su questo stesso soggetto, Papus, nel suo Tarocco dei Boemi, ha scritto: “Non dobbiamo falsare che i Rosa-Croce fossero gli iniziatori di Leibnitz, e i fondatori della vera Massoneria attraverso Ashmole”. Se i fondatori della Massoneria furono iniziati nel Grande Arcano d’Egitto – e il simbolismo della Massoneria moderna indicherebbe che tale era il caso – allora è ragionevole supporre che essi si assicurassero le loro informazioni da una società di cui ammettevano l’esistenza e che era debitamente qualificata per insegnare loro questi simboli e allegorie.

Una teoria riguardante i due ordini è che la Massoneria era una conseguenza del rosacrocianesimo; in altre parole, che i “filosofi sconosciuti” furono conosciuti attraverso un’organizzazione creata per servirli nel mondo materiale. La storia continua raccontando che gli adepti rosacrociani erano insoddisfatti della loro progenie e si ritirarono silenziosamente dalla gerarchia massonica, lasciandosi alle spalle il loro simbolismo ma portando via le chiavi con cui i simboli sarebbero  stati interpretati e utilizzati. Gli speculatori sono arrivati ​​al punto di affermare che, secondo loro, la massoneria moderna ha assorbito completamente il rosacrocianismo e l’ha succeduto come la più grande società segreta del mondo. Altre menti di pari livello dichiarano che la Fratellanza rosacrociana esista ancora, preservando la sua individualità come il risultato di essersi ritirata dall’ordine massonico.

Secondo una tradizione ampiame nte accettata, il quartier generale dell’Ordine Rosacrociano si trova vicino a Carlsbad, in Austria (vedi Dott. Franz Hartmann). Un’altra versione dice che una scuola misteriosa, simile ai principi generali della Fraternità rosacrociana, che si definisce “I fratelli bohémien”, mantiene ancora la sua individualità nella Schwarzwald (Foresta Nera) della Germania. Una cosa è certa: con l’ascesa della Massoneria, l’Ordine Rosacrociano in Europa praticamente scomparve, e nonostante le affermazioni in senso contrario, è certo che il 18 ° grado (comunemente noto come Rose-Croix) perpetua molti dei simboli degli Alchimisti del fuoco rosacrociano.

In un anonimo manoscritto inedito del diciottesimo secolo recante gli spunti del Qabbalismo rosacrociano appare questa

La rosa è un simbolo yonico associato a generazione, fecondità e purezza. Il fatto che i fiori sbocciano aprendosi ha fatto sì che fossero scelti come simboli dello sviluppo spirituale. Il colore rosso della rosa si riferisce al sangue di Cristo, e il cuore d’oro nascosto nel mezzo del fiore corrisponde all’oro spirituale nascosto nella natura umana. Il numero dei suoi petali (dieci) è anche un sottile promemoria del perfetto numero pitagorico. La rosa simboleggia il cuore e il cuore è sempre stato accettato dai cristiani come emblema delle virtù dell’amore e della compassione, nonché della natura di Cristo – la personificazione di queste virtù. La rosa come emblema religioso è di grande antichità. Fu accettato dai Greci come il simbolo del sorgere del sole o dell’arrivo dell’alba. Nella sua metamorfosi, Apuleio, trasformato in un asino a causa della sua follia, riacquistò la sua forma umana mangiando una rosa sacra datagli dai sacerdoti egizi.

La presenza di una rosa geroglifica sullo scudo di Martin Lutero è stata alla base di molte speculazioni sull’eventuale esistenza di una connessione tra la sua Riforma e le attività segrete della Croce Rosa.

affermazione: “Eppure ora darò al mondo troppo saggio un paradosso da risolvere, vale a dire che alcuni uomini illuminati si sono impegnati a fondare Scuole di saggezza in Europa e questi per qualche strana ragione si sono definiti Fratres Rosa: Crucis. poi sono nate false scuole che hannocorrotto le buone intenzioni di questi uomini saggi, quindi l’Ordine non esiste più per come la maggior parte delle persone lo intende: questa Fraternità del Seculo Fili si chiama Fratelli della Croce Rosie, così nel Seculo Spiritus Sancti si chiameranno Fratelli della Croce del Giglio e Cavalieri del Leone Bianco ”

Le aspirazioni politiche dei rosacrociani furono espresse attraverso le attività di Sir Francis Bacon, del conte di St.-Germain e del conte di Cagliostro. L’ultimo nome è sospettato di essere stato un emissario dei Cavalieri Templari, una società profondamente coinvolta nel trascendentalismo, come ha notato Eliphas Levi. C’è una supposizione popolare secondo la quale i rosacrociani furono per lo meno istigatori parziali della rivoluzione francese. (Si noti in particolare l’introduzione al romanzo rosacrociano di Lord Bulwer-Lytton, Zanoni.)

IL TERZO POSTULATO

La terza teoria prende la forma di una radicale negazione del rosacrocianesimo, affermando che il cosiddetto Ordine originale non ha mai avuto alcun fondamento, ma fu interamente un prodotto dell’immaginazione. Questo punto di vista è espresso al meglio da una serie di domande che vengono ancora poste dagli investigatori di questo gruppo elusivo di metafisici. La “Confraternita della Rosa Croce” era semplicemente un’istituzione mitica creata nella mente fertile di qualche cinico letterario allo scopo di deridere le scienze alchemiche ed ermetiche? La “Casa dello Spirito Santo” e` mai esistita al di fuori dell’immaginazione di qualche mistico medioevale? Tutta la storia rosacrociana era una satira per ridicolizzare la creduloneria dell’Europa scolastica? Fu il misterioso padre C.R.C. un prodotto del genio letterario di Johann Valentin Andreæ, o un altro di mentalita` simile, che, tentando di lasciare un segno nella filosofia alchemica ed ermetica, divenne involontariamente un grande potere nel promuovere la causa della sua promulgazione? Che almeno uno dei primi documenti dei Rosacrociani provenisse dalla penna di Andreæ, ci sono pochi dubbi, ma per quale scopo lo abbia compilato rimane ancora una questione di speculazione. Lo stesso Andreæ ha ricevuto da alcune persone sconosciute, istruzioni da eseguire? Se scrisse le Chymical Nuptials di Christian Rosencreutz quando aveva solo quindici anni, da chi fu aiutato nella stesura di quel libro?

A queste domande vitali non ci sono risposte. Un certo numero di persone accettò la magnifica impostura di Andreæ come assoluta verità. È sostenuto da molti che, di conseguenza, nacquero numerose pseudo-società, ognuna affermando che era l’organizzazione per la quale furono scritte la Fama Fraternitatis e la Confessio Fraternitatis. Al di là del dubbio ci sono molti ordini spuri oggi esistenti; ma pochi di loro possono offrire valide affermazioni secondo cui la loro storia risalga all’inizio del diciannovesimo secolo.

Il mistero associato alla Fraternità Rosacrociana ha provocato infinite polemiche. Molte menti capaci, degne di nota fra loro Eugenio Filalete, Michael Maier, John Heydon e Robert Fludd, difesero l’esistenza concreta della “Societa` dei Filosofi Sconosciuti”. Altri ugualmente qualificati hanno affermato di essere di origine fraudolenta e di esistenza dubbia. Eugenio Filalete, mentre dedica libri all’Ordine, e lui stesso scrive una lunga esposizione dei suoi principi, nega ogni legame personale con esso. Molti altri hanno fatto altrettanto.

Alcuni ritengono che Sir Francis Bacon abbia avuto una mano nella scrittura di Fama e Confessio Fraternitatis, sulla base del fatto che lo stile retorico di queste opere è simile a quello della Nuova Atlantide di Bacon. Sostengono anche che alcune affermazioni in quest’ultimo lavoro indicano una conoscenza della simbologia rosacrociana. L’elusività dei rosacrociani li ha fatti diventare i soggetti preferiti per le opere letterarie. Eccezionale tra i romanzi che si sono intrecciati intorno a loro è Zanoni. L’autore, Lord Bulwer-Lytton, è considerato da alcuni come un membro dell’Ordine, mentre altri affermano che ha fatto richiesta di adesione ma è stato respinto. Comte de Gabalis di Abbé de Villars, e saggi di De Quincy, Hartmann, Jennings, Mackenzie e altri, sono esempi di letteratura rosacrociana. Sebbene l’esistenza di questi rosacrociani medioevali sia difficile da provare, sono disponibili prove sufficienti per rendere estremamente probabile che esistessero in Germania, e in seguito in Francia, Italia, Inghilterra e altri paesi europei, una società segreta di savi illuminati che diedero contributi di grande importanza alla somma delle conoscenze umane, pur mantenendo il segreto assoluto sulla loro personalità e sulla loro organizzazione.

IL QUARTO POSTULATO

Le apparenti incongruenze della controversia rosacrociana sono state anche descitte da una spiegazione puramente trascendentale. Ci sono prove che i primi scrittori erano a conoscenza di tale supposizione – che, tuttavia, fu resa popolare solo dopo che venne stata esposta dalla Teosofia. Questa teoria afferma che i Rosacroce possedevano effettivamente tutti i poteri soprannaturali con cui venivano accreditati; che erano in realtà cittadini di due mondi: che, mentre avevano corpi fisici per l’espressione sul piano materiale, erano anche in grado, attraverso le istruzioni ricevute dalla Confraternita, di funzionare in un misterioso corpo etereo non soggetto alle limitazioni di tempo o distanza. Per mezzo di questa “forma astrale” erano in grado di funzionare nel regno invisibile della Natura, e in questo regno, al di là della portata del profano, si trovava il loro tempio.

Secondo questo punto di vista, la vera Confraternita rosacrociana consisteva in un numero limitato di adepti o iniziati altamente sviluppati, quelli dei gradi superiori che non erano più soggetti alle leggi della mortalità; i candidati venivano accettati nell’Ordine solo dopo lunghi periodi di prova; gli adepti possedevano il segreto della Pietra Filosofale e conoscevano il processo di trasformazione dei metalli di base in oro, ma insegnavano che questi erano solo termini allegorici che nascondevano il vero mistero della rigenerazione umana attraverso la trasmutazione degli “elementi di base” della natura inferiore dell’uomo nell'”oro” della realizzazione intellettuale e spirituale. Secondo questa teoria, coloro che hanno cercato di registrare gli eventi importanti in relazione alla controversia rosacrociana hanno invariabilmente fallito perché hanno affrontato il loro soggetto da un punto di vista puramente fisico o materialistico.

Si credeva che questi adepti fossero stati in grado di insegnare all’uomo come allontanarsi dal proprio corpo fisico a piacimento aiutandolo a rimuovere la “rosa dalla croce”. Insegnarono che la natura spirituale era attaccata alla forma materiale in certi punti, simboleggiati dai “chiodi” della crocifissione; ma con tre iniziazioni alchemiche avvenute nel mondo spirituale, nel vero Tempio della Croce Rosa, erano in grado di “togliere” questi chiodi e di permettere alla natura divina dell’uomo di scendere dalla sua croce. Nascosero i processi con i quali questo veniva compiuto sotto tre espressioni metaforiche alchemiche:

“La Colata del Mare Fuso”“La Realizzazione del Diamante Rosa”“La Conquista della Pietra Filosofale”.

Mentre l’intellettuale si agita faticosamente fra teorie contraddittorie, il mistico affronta il problema in un modo completamente differente.

Egli crede che la vera Fratellanza dei Rosa+Croce, che consiste in una scuola di superuomini (non dissimili dai leggendari Mahatma indiani), sia una istituzione esistente non nel mondo invisibile ma nella sua controparte spirituale, che egli pensa sia opportuno chiamare “i livelli interiori della Natura”, che possono essere raggiunti soltanto da quei Fratelli che sono capaci di trascendere le limitazioni del mondo materiale.

A sostegno del loro punto di vista, questi mistici citano la seguente significativa dichiarazione dal Confessio Fraternitatis : “Migliaia di volte gli indegni possono gridare a gran voce, migliaia di volte si possono presentare, ma Dio ha comandato alle nostre orecchie che essi non avrebbero udito niente di loro, e così ci ha cinto con le Sue nuvole affinché a noi, Suoi servi, non possa essere fatta alcuna violenza; perciò adesso non siamo più visti da occhi umani, a meno che loro abbiano ricevuto forza presa a prestito dall’aquila”.

Nel misticismo l’aquila è un simbolo di iniziazione (il Fuoco spinale dello Spirito), e da questo è spiegata l’incapacità del mondo non rigenerato a capire l’Ordine Segreto dei Rosa+Croce.

Coloro che professano questa teoria vedono il Conte di St. Germain come il più alto adepto e asseriscono che egli e Christian Rosencreutz erano la stessa persona.

Accettano il fuoco come il loro simbolo universale, perché era l’unico elemento col quale potevano controllare i metalli.

Si dichiaravano i discendenti di Tubal-cain e Hiram Abiff, e che il fine della loro esistenza era preservare la natura spirituale dell’uomo attraverso le età di materialità.

“Le sette Gnostiche, gli Arabi, Alchimisti, Templari, Rosa+Croce, e per ultimi i Massoni, formano la catena occidentale nella trasmissione delle scienze occulte”. (Vedi “I tarocchi dei Bohemieni” tradotti da A.E. Waite dal francese di Papus).

Max Heindel, il mistico cristiano, descrisse il Tempio dei Rosa+Croce come una “struttura eterica” situata dentro e attorno alla casa di un gentiluomo di campagna europeo. Egli credeva che questo edificio invisibile potesse essere alla fine spostato nel continente americano.

Il signor Heindel alludeva agli Iniziati Rosacrociani come persone così progredite nella scienza della vita che “la morte li aveva dimenticati”.

Lo stemma di Johann Valentin Andreae

Da Chymische Hochzeit

Il riferimento alle quattro rose rosse e alla croce bianca nel Matrimonio Alchemico di Christian Rosencreutz identificava Johann Valentin Andreae come il suo autore, poiché il suo stemma di famiglia, mostrato sopra, era composto da quattro rose rosse ed una croce bianca.

Juan Guaido`: Un massone della loggia di York

Il Presidente del Parlamento del Venezuela, Juan Guaidó, si e` autoproclamato, qualche giorno fa, “presidente in carica” ​​del paese, secondo la decisione della sede legislativa di non riconoscere il secondo mandato di Nicolas Maduro, che ha descritto come “illegittimo”. Nella sua qualità di leader dell’opposizione e capo dell’Assemblea Nazionale, ha assunto i poteri dell’esecutivo e ha teso la mano ai chavisti, assicurando che, una volta rovesciato “il regime usurpatore,” cerchera` la riconciliazione nazionale.

Guaidó ha recentemente offerto dettagli della sua vita politica e privata in un’intervista. Una delle voci piu` forti che circolano sul presidente del Parlamente è legata ai suoi presunti legami con la Gran Loggia del Venezuela, che è stata rafforzata da un video dalla Loggia Sudest, che ha espresso il suo appoggio: “Per la Gloria del Grande Architetto dell’universo Noi, i rappresentanti della Gran Loggia Sud-Est forniremo il supporto incondizionato e fedele al nostro caro fratello Juan Gerardo Guaidó “.

“Guaidó è un massone?” fu la domanda posta dal giornalista Luz Mely Reyes di Efecto Cocuyo al nuovo leader del Parlamento. Il deputato, con un sorriso, evitò di rispondere con un “sì” o un “no” e disse che ogni uomo è costituito da una combinazione di cose.

“Credo che un individuo sia una costruzione di cose. Sono nato e sono stato formato a La Guaira, sono di Macuto, ho una formazione ignaziana dell’UCAB, mi piaceva la filosofia, sono un ingegnere, ho preso una cattedra onoraria presso l’UCAB, ho fatto i miei tirocini in North Carolina “, ha detto.

Il presidente dell’Assemblea nazionale si è rivelato pragmatico e ha chiuso la risposta con una frase molto significativa: “Sono un pragmatico appassionato in tutto quello che faccio.

Fonte

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: La leggenda Hiramica

QUANDO Salomone – l’amato da Dio, costruttore della Casa Eterna, e Grande Maestro della Loggia di Gerusalemme – salì sul trono di suo padre David consacrp` la sua vita all’erezione di un tempio a Dio e un palazzo per i re di Israele. Il fedele amico di David, Hiram, re di Tiro, sentendo che un figlio di David sedeva sul trono di Israele, invio` messaggi di congratulazioni e offerte di assistenza al nuovo sovrano.
Nella sua Storia degli ebrei, Josephus menziona che copie delle lettere inviate daii due re venivano lette sia a Gerusalemme che a Tiro. Nonostante la mancanza di apprezzamento a parte di Hiram per le venti città della Galilea che Salomone gli presento` al completamento del tempio, i due monarchi rimasero migliori amici. Entrambi erano
famosi per la loro arguzia e saggezza, e quando si mandavano lettere ogni idea dava luogo a importanti domande per testare l’ingegno mentale dell’altro. Salomone stipulo` un accordo con Hiram di Tiro in cui prometteva grandi quantità di orzo, grano, mais, vino e olio come salario ai muratori e carpentieri di Tiro che dovevano assistere gli ebrei nella costruzione del tempio. Hiram fornì anche cedri e altri alberi pregiati, che furono trasformati in zattere e fluttuarono per il mare fino a Joppa, da dove furono portati nell’entroterra dagli operai di Salomone al sito del tempio.

A causa del suo grande amore per Salomone, Hiram di Tiro mandò anche il Gran Maestro degli Architetti di Dioniso, CHiram Abiff, un figlio della vedova, che non aveva eguali tra gli artigiani della terra. CHIRAM è descritto come “un Tyriano di nascita, ma di discendenza Isreaelita e un secondo Bezaleel, onorato dal suo re con il titolo di Padre ”

Freemason’s Pocket Companion (pubblicato nel 1771) descrive CHiram come “il più astuto, abile e curioso operaio che sia mai vissuto, le cui abilità non erano confinate solo nella costruzione, ma estese a tutti i tipi di lavoro, sia in oro, argento, ottone o ferro;; Dai suoi disegni,
e sotto la sua direzione, tutti i ricchi e splendidi arredi del Tempio e delle sue numerose appendici furono iniziate, portate avanti e finite. Salomone lo nominò, in sua assenza, vice Gran Maestro; e alla sua presenza, Gran Guardiano,
Maestro del lavoro e sorvegliante generale di tutti gli artisti, nonché di quelli che David aveva precedentemente assunto da Tiro e Sidone,
Sebbene sia stata coinvolta un’immensa quantità di lavoro nella sua costruzione, quello del tempio di Salomone – nelle parole di George Oliver – “era solo un piccolo edificio, molto inferiore in dimensioni se paragonato ad alcune delle nostre chiese. “Il numero di edifici contigui ad esso e il vasto tesoro d’oro e pietre preziose utilizzate nella sua costruzione concentrava una grande quantità di ricchezza all’interno dell’area del tempio. Nel mezzo del tempio sorgeva il Santo deI santi, a volte chiamato Oracolo. Era un cubo esatto,di venti cubiti per ogni lato ed esemplificaa l’influenza del simbolismo egiziano. Gli edifici del tempio erano ornati con 1.453 colonne di marmo pario, magnificamente scolpite, e 2.906 lesene decorate con capitelli. C’era un ampio portico rivolto a est, e il sanctum sanctorum era ad ovest. Secondo la tradizione, i vari edifici e i cortili potrebbero contenere 300.000 persone. Sia il Santuario che il Santo deI santi erano interamente rivestiti con lastre d’oro massiccio tempestate di gioielli.
Il re Salomone iniziò la costruzione del tempio nel quarto anno del suo regno che secondo il caledario moderno coincide con la data del 21 ° giorno di aprile, e finito nell’undicesimo anno del suo regno il 23 ottobre. Il tempio fu iniziato nel 480 ° anno dopo che i figli di Israele avevano attraversato il Mar Rosso. Parte del lavoro di costruzione
includeva la costruzione di una fondazione artificiale sulla fronte del Monte Moria. Le pietre per il tempio furono prese dalle cave direttamente sotto il monte Moria e vennero lavorate prima di essere portate in superficie. Gli ornamenti in ottone e oro per il tempio furono posti in stampi nel terreno argilloso tra Succot e Zeredatha, e le parti di legno erano finite prima che raggiungessero il sito del tempio. L’edificio è stato costruito, di conseguenza, senza rumori e senza strumenti, tutte le sue parti si adattarono esattamente “senza il martello della contesa, l’ascia della divisione, o qualsiasi strumento di malizia.” Le ben citate Constitutions of the Free-Masons di Anderson, pubblicate a Londra nel 1723, e ristampate da Benjamin Franklin a Philadelphia nel 1734, descrivono così la divisione degli operai impegnati nella costruzione della Casa Eterna:

Il Tempio di Dagon e le strutture più belle di Tiro e Sidone non potevano essere paragonate con l’Eterno Tempio di Dio a Gerusalemme, vi erano impiegati non meno di 3.600 principi o Maestri Massoni, per condurre il lavoro secondo i comandi di Salomone, con 80.000 scalpellini nella montagna, o Copagni Artigiani, e 70.000
lavoratori, in tutto 153.600.
Lo stesso autore stima il costo del tempio a quasi quattromila milioni di dollari.

La leggenda massonica della costruzione del Tempio di Salomone non rispecchia in ogni particolare la versione scritturale, specialmente in quelle parti relative a Chiram Abiff. Secondo il racconto biblico, questo maestro operaio tornò nel suo paese; nell’allegoria massonica è stato brutalmente assassinato. Su questo punto A. E. Waite, nella sua Nuova
Encyclopædia della Massoneria, fa il seguente commento esplicativo:
“La leggenda del capomastro è la grande allegoria della Massoneria, La sua storia simbolica è fondata su una personalità menzionata nella Sacra Scrittura, ma questo background storico riguarda gli accadimenti e non l’essenza; il significato è nell’allegoria e in nessun punto della storia”.

CHIRAM, come Maestro dei Costruttori, ha diviso i suoi operai in tre gruppi, che erano chiamati apprendisti, colleghi artigiani e maestri massoni. Ad ogni divisione egli davaa certe password e segni con cui la loro rispettiva eccellenza potrebbe essere rapidamente determinata.
Mentre tutti erano classificati secondo i loro meriti alcuni erano insoddisfatti, perche` desiderava una posizione più elevata di quella che erano in grado di riempire. Alla fine tre membri gli artigiani, più audaci dei loro compagni, decisero di costringere Chiram a rivelare
loro la parola segreta dei Maestri. Sapendo che CHiram amdava sempre nel santuario incompiuto a mezzogiorno per pregare, questi ruffiani – i cui nomi erano Jubela, Jubelo e Jubelum – lo aspettarono, uno in ciascuna delle porte principali del tempio. Chiram, sul punto di lasciare il tempio vicino al cancello sud, fu improvvisamente confrontato da Jubela armato di uno strumento di misurazione da ventiquattro pollici. Dopo il rifiuto di Chiram di rivelare la Parola del Maestro, il furfante lo colpì alla gola con la stecca e il Maestro ferito
si affrettò verso la porta ovest, dove Jubelo, armato di una squadra, lo aspettava e gli fece una richiesta simile. Di nuovo, Chiram rimase in silenzio e il secondo assassino lo colpì al petto con la squadra. Alla fine, Chiram barcollò verso la porta est, solo per incontrare Jubelum armato di una mazza. Quando Chiram, rifiuto` di dirgli la Parola del Maestro, Jubelum colpì il Maestro tra gli occhi con la mazza e Chiram cadde morto. Il corpo di Chiram fu sepolto dagli assassini sul fronte del Monte Moria e un rametto di acacia fu posto sulla tomba. Gli assassini hanno quindi cercato di sfuggire alla punizione per il loro crimine imbarcandosi per l’Etiopia, ma il porto era chiuso. Tutti e tre vennero finalmente catturati, e dopo aver ammesso la loro colpevolezza sono stati debitamente giustiziati. Gruppi di tre persone vennerp allora inviati da re Salomone, e uno di questi gruppi scopri` la tomba segnata dal rametto sempreverde. Dopo che gli apprendisti e gli artigiani non riuscirono a resuscitare il loro Maestro dai morti, fu infine sollevato dal Maestro Massone con la “forte presa di una zampa di leone”.

Per il Costruttore iniziato il nome CHiram Abiff significa “Mio Padre, l’Universale Spirito, uno in sostanza, tre in aspetto. “Così il Maestro assassinato è la rappresentazione di un martire cosmico – lo Spirito del bene crocifisso, il dio morente – il cui mistero è celebrato in tutto il mondo. Tra i manoscritti del dott. Sigismund Bastrom, l’iniziato
Rosacrociano, appare il seguente estratto di von Welling riguardante la vera natura filosofica del Chiram massonico:

“La parola in ebraico, per CHiram, è una parola radicale composta da tre consonanti Cheth, Resh e Mem.  Cheth, significa Chamah, la luce del Sole, e. il Fuoco universale, invisibile, freddo della Natura attratta dal Sole, manifestato in luce e inviato a noi e ad ogni corpo planetario appartenente al sistema solare. Resh, significa Spirito, aria, vento, come il veicolo che trasmette e raccoglie la luce in innumerevoli foci, in cui i raggi solari della luce sono agitati dal movimento circolare e manifestati in calore e fuoco ardente. Mem, significa
majim, acqua, umidità, o particolare tipo di aria condensata. Questi tre costituiscono l’agente universale o il fuoco della natura in una parola, CHiram, non Hiram. ”
Albert Pike menziona diverse forme del nome CHiram: Khirm, Khurm e Khur-Om, quest’ultima termina nel sacro monosillabo induista OM, che può anche essere estratto dai nomi dei tre assassini. Pike inoltre mette in relazione i tre ruffiani con una triade di stelle nella costellazione della Bilancia e richiama anche l’attenzione sul fatto che il dio caldeo Bal – trasformato in un demone dagli ebrei – appare nel nome di ciascuno degli assassini, Jubela, Jubelo e Jubelum. Per interpretare la leggenda Hiramica è necessario avere familiarità con i sistemi pitagorici e cabalistici di numeri e lettere, e anche con i cicli filosofici e astronomici degli egiziani, caldei e Bramini. Ad esempio, si consideri il numero 33. Il primo tempio di Salomone rimase per
trentatré anni nel suo splendore incontaminato. Alla fine di quel periodo fu saccheggiato dal  re egiziano Shishak e infine (588 a.C.) fu completamente distrutto da Nabucodonosor e il popolo di Gerusalemme fu condotto in cattività a Babilonia. (Vedere
Storia generale della massoneria, di Robert Macoy.) Anche il re Davide regnò per trentatre anni a Gerusalemme; l’ordine massonico è diviso in trentatré gradi simbolici; ci sono trentatré segmenti nella colonna vertebrale umana; e Gesù fu crocifisso nel trentatreesimo anno della sua vita. Gli sforzi fatti per scoprire l’origine della leggenda Hiramica mostrano che, mentre la leggenda nella sua forma attuale è relativamente moderna, i suoi principi di base risalgono alla più remota antichità. È generalmente ammesso dai moderni studiosi massonici che la storia del martirio di CHIRAM è basata sui riti egizi di Osiride, la cui morte e resurrezione rappresentano in modo figurato la morte spirituale dell’uomo e la sua rigenerazione attraverso
l’iniziazione ai Misteri. Chiram viene identificato anche con Hermes attraverso l’iscrizione sulle tavole smeraldine. Da queste associazioni è evidente che CHiram e` considerato come un prototipo di umanità; infatti è l’idea dell’archetipo umano di Platone.
Come Adamo dopo la Caduta simboleggia l’idea della degenerazione umana, CHIRAM attraverso la sua risurrezione simboleggia l’idea della rigenerazione umana. Il 19 marzo 1314, Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dei Cavalieri Templari, fu bruciato su un rogo eretto su quel punto dell’isolotto della Senna, a Parigi, dove in seguito fu eretta la statua del re Enrico IV. (Vedi The Indian Religions, di Hargrave Jennings.) “È menzionato in alcuni dei racconti sul rogo “, scrive Jennings,” che Molay, disse che Clemente, il Papa che aveva pronunciato la bolla con cui si aboliva l’Ordine e che aveva condannato il Gran Maestro alle fiamme, sarebbe apparso, entro quaranta giorni, davanti al Supremo Eterno giudice, e che Filippo [il re] avrebbe seguito la stessa sorte entro un anno. Tutte e due le previsioni vennero soddisfatte. “La stretta relazione tra la Massoneria e i cavalieri templari originali fece sì che la storia di Chiram fosse collegata al martirio di Jacques de Molay. Secondo questa interpretazione, i tre ruffiani che crudelmente hanno ucciso il loro Maestro alle porte del tempio perché si rifiutava di rivelare i segreti del suo ordine rappresentano il Papa, il re e i boia. De Molay è morto mantenendo la sua innocenza e rifiutando di rivelare gli arcani filosofici e magici dei Templari. Coloro che hanno cercato di identificare Chiram con il re assassinato Carlo pensano che la leggenda Hiramica fosse stata inventata a tale scopo da Elias Ashmole, un filosofo mistico, che era probabilmente un membro della Fraternità Rosacrociana. Charles
fu detronizzato nel 1647 e morì nel 1649, lasciando il partito realista
senza leader. È stato fatto un tentativo per mettere in relazione il termine “i figli della vedova” (un appellativo applicato frequentemente ai membri dell’Ordine massonico) a questo incidente nella Storia inglese, perché dall’omicidio del suo re l’Inghilterra divenne la vedova di tutti gli inglesi.

Per il cristiano mistico massone, CHiram. rappresenta il Cristo che in tre giorni (gradi) sollevò lil tempio del suo corpo dal suo sepolcro terreno. I suoi tre assassini erano gli agenti di Cesare (lo stato), il Sinedrio (la chiesa) e la popolazione incitata (la massa). Così considerato, CHiram diventa la natura superiore dell’uomo e gli assassini rappresentano l’ignoranza, la superstizione e la paura. Il Cristo interiore può dare espressione a se stesso in questo mondo solo attraverso i pensieri, i sentimenti e le azioni dell’uomo. Il giusto pensiero, il giusto sentimento e la giusta azione – queste sono le tre porte attraverso le quali passa il potere di Cristo nel mondo materiale.
Ignoranza, superstizione e paura sono i tre ruffiani attraverso cui lo Spirito del bene viene assassinato e un regno falso, controllato da pensieri sbagliati, sentimenti sbagliati e azioni sbagliate, si stabilisce. Nell’universo materiale il male appare sempre vittorioso. “In questo senso”, scrive Daniel Sickels, “il mito di Tiro si ripete continuamente
la storia degli affari umani. Orfeo fu assassinato e il suo corpo gettato nell’Ebro; a Socrate venne fatta bere la cicuta; e, in tutte le epoche, abbiamo visto il Male temporaneamente trionfante, e la Virtù e la Verità calunniate, perseguitate, crocifisse e uccise. Ma la giustizia eterna marcia sicura e veloce attraverso il mondo: i Tifoni, i bambini delle tenebre, i criminali, tutte le forme infinitamente varie del male, vengono spazzate via nell’oblio; e Verità e Virtù – fino ad ora a riposo – si fanno avanti, vestite di indolente maestà e incoronate di gloria eterna! “(Vedi generale Ahiman Rezon).

Se, come vi sono ampie ragioni per sospettare, il moderno Ordine dei Massoni e` profondamente influenzato se non una vera e propria escrescenza, della società segreta di Francis Bacon, il suo
simbolismo è indubbiamente permeato dai due grandi ideali di Bacone: l’educazione universale e la democrazia universale. I nemici mortali dell’istruzione universale sono ignoranza, superstizione e paura, con cui l’anima umana è tenuta in schiavitù nella parte più bassa della sua costituzione Gli arroganti nemici della democrazia universale sono stati la corona, la tiara e la torcia. Così CHiram simboleggia quello stato ideale di emancipazione spirituale, intellettuale, e fisica che è stata sacrificata sull’altare dell’egoismo degli umani. CHIRAM è l’abbellitore della casa eterna. L’utilitarismo moderno, tuttavia, sacrifica il bello per il pratico, nello stesso respiro dichiarando la menzogna evidente che l’egoismo, l’odio e la discordia sono pratici.

Il Dr. Orville Ward Owen ha trovato una parte considerevole dei primi trentadue gradi del ritualismo massonico, nascosti nel testo del Primo Folio di Shakespeare.

Una mano ricoperta di numerosi simboli veniva presentata ai neofiti quando entrarono nel Tempio di saggezza. Una comprensione del rilievo sulla superficie della mano risultava  nell’acquisizione del potere divino e della rigenerazione Quindi, per mezzo di queste mani simboliche, si diceva che il candidato fosse ritornato dalla morte.

Gli emblemi massonici devono essere osservati anche sulle pagine dei titoli di quasi tutti i libri pubblicato da Bacon. Sir Francis Bacon si considerava un sacrificio vivente sull’altare del bisogno umano; è stato ovviamente abbattuto nel bel mezzo delle sue fatiche, e nessuno studente della sua Nuova Atlantide può non riconoscere il simbolismo massonico in esso contenuto. Secondo le osservazioni di Joseph Fort Newton, il Tempio di Salomone descritto
da Bacon in quella storia d’amore utopica non era affatto una casa ma il nome di uno stato ideale. Non è vero che il Tempio della Massoneria è anche emblematico di una condizione della società?
Mentre, come detto prima, i principi della leggenda Hiramica sono della più grande antichità, non è impossibile che la sua forma attuale possa essere basata su incidenti nella vita di Bacon, che passò attraverso la morte filosofica e fu cresciuto in Germania. In un vecchio manoscritto appare la dichiarazione che l’Ordine dei Massoni è stato formato da alchimisti e filosofi ermetici che si erano uniti per proteggere i loro segreti contro i famigerati metodi usati dalle persone avide per carpire loro il segreto del produrre oro. Il fatto che la leggenda Hiramica contenga una formula alchemica dà credito a questa storia. Così rappresenta la costruzione del Tempio di Salomone
il compimento del magnum opus, che non può essere realizzato senza l’assistenza di CHIRAM, l’agente universale. I Misteri Massonici insegnano agli iniziati come preparare all’interno della loro stessa anima una miracolosa polvere di proiezione con la quale è possibile
trasmutare il grumo di base dell’ignoranza umana, della perversione e della discordia in un lingotto d’oro spirituale e filosofico.
Esiste una sufficiente somiglianza tra il Chiram massonico e la Kundalini dei mistici indù per giustificare l’ipotesi che CHiram possa essere considerato un simbolo anche dello Spirito Fuoco che si muove attraverso il sesto ventricolo della colonna vertebrale. La scienza esatta della rigenerazione umana è la chiave persa della Massoneria, per quando il Fuoco dello Spirito viene innalzato attraverso i trentatré gradi, o segmenti della colonna vertebrale, ed entra nella camera a cupola del teschio umano, passa infine nel corpo pituitario (Iside), dove invoca Ra (la ghiandola pineale) e richiede il Nome Sacro. Massoneria Operativa, nel significato più completo di quel termine, indica il processo attraverso il quale l’occhio di Horus viene aperto. E. A. Wallis Budge ha notato che in alcuni dei papiri che illustrano l’ingresso delle anime dei morti nel tribunale di Osiride il defunto ha una pigna attaccata alla corona della sua testa. I mistici greci portavano con se un bastone simbolico con l’estremità superiore che aveva la forma di una pigna, che era chiamata il tirso di Bacco.
Nel cervello umano c’è una piccola ghiandola chiamata corpo pineale, che è l’occhio sacro degli antichi, e corrisponde al terzo occhio del Ciclope. Poco si sa riguardo la funzione del corpo pineale, che Cartesio suggerì (più sapientemente di quanto sapeva) potesse essere la dimora dello spirito dell’uomo. Come indica il nome, la ghiandola pineale è la pigna sacra nell’uomo – l’occhio che tutto vede, che non può essere aperto fino a che CHiram (lo Spirito del Fuoco) non viene sollevato attraverso i sacri sigilli che sono chiamati le Sette Chiese in Asia.

C’è un dipinto orientale che mostra tre esolosioni solari. La prima copre la testa, nel mezzo del quale siede Brahma con quattro teste, il suo corpo è di un misterioso colore scuro. La seconda – che copre il cuore, il plesso solare e la regione addominale superiore– mostra Vishnu seduto nel fiore del loto su un divano formato dalle spire del
serpente del moto cosmico, le sue sette teste incappucciate formano un baldacchino sopra dio. La terza è sul sistema generativo, nel mezzo del quale siede Shiva, il suo corpo e` bianco grigiastro e il fiume Gange scorre fuori dalla corona della sua testa. Questo dipinto fu il lavoro di un mistico indù che passo` molti anni a nascondere sottilmente principi filosofici all’interno di queste figure. Anche le leggende cristiane potrebbero essere correlate al corpo umano con lo stesso metodo utilizzato in Oriente, in quanto i significati arcani nascosti
da entrambe le scuole sono identici. Come nella Massoneria, le tre esplosioni solari rappresentano le porte del tempio a cui CHiram fu colpito. Il nord è il simbolo del fisico a causa della sua relazione al ghiaccio (acqua cristallizzata) e al corpo (spirito cristallizzato). Nell’uomo la luce brilla verso nord ma mai da esso, perché il corpo non ha luce propria ma brilla con la gloria riflessa delle particelle divine della vita nascoste all’interno della sostanza del corpo. Per questo motivo la luna è accettata come il simbolo della natura fisica dell’uomo. CHIRAM è la misteriosa acqua infuocata e ariosa che deve essere sollevata attraverso i tre grandi centri simboleggiati dalla scala con tre pioli. Deve anche elevarsi per mezzo della scala con sette pioli: i sette plessi in prossimità della colonna vertebrale. I nove segmenti del sacro coccige sono trafitti da dieci forame, attraverso i quali passano le radici dell’albero della vita. Nove è il numero sacro dell’uomo, e nel simbolismo del sacro e del coccige e` nascosto un grande mistero. Quella parte del corpo dai reni verso il basso era definita dai primi Qabbalisti, la terra d’Egitto in cui furono presi i figli d’Israele durante la prigionia. Fuori dall’Egitto, Mosè (la mente illuminata, come suggerisce il suo nome) guidò la tribù di Israele (le dodici facoltà) innalzando il serpente di bronzo nel deserto il simbolo della croce di Tau. Non solo Chiram, ma gli uomini-dio di quasi tutti i
rituali misterici pagani sono personificazioni dello Spirito di Fuoco nel midollo spinale umano.

L’aspetto astronomico della leggenda di Hiramic non deve essere trascurato. La tragedia di CHIRAM viene promulgata ogni anno dal sole durante il suo passaggio attraverso i segni dello zodiaco.
“Dal viaggio del Sole attraverso i dodici segni”, scrive Albert Pike, “deriva la leggenda delle dodici fatiche di Ercole e le incarnazioni di Vishnu e Buddha.
Da qui la leggenda dell’omicidio di Khurum, rappresentante del Sole, da parte dei tre compagni d’arte, simboli dei segni invernali, Capricorno, Acquario e Pesci, che lo assalirono alle tre porte del Cielo e lo uccisero al Solstizio d’Inverno. Quindi i nove compagni d’arte rimanenti, gli altri nove segni, lo cercarono lo trovarono, lo seppellirono e risorse. “(Vedi Morale e Dogma.)

Altri autori considerano Bilancia, Scorpione e Sagittario come i tre assassini del sole, in quanto Osiride fu assassinato da Tifone, a cui furono assegnati i trenta gradi della costellazione dello Scorpione. Nei Misteri Cristiani anche Giuda significa e` rappresentato dalla Scorpione, e i trenta pezzi d’argento per i quali ha tradito il suo Signore rappresentano il numero di gradi in quel segno. Essendo stato colpito dalla Bilancia (lo stato), dallo Scorpione (la chiesa), e dal Sagittario (la folla), il sole (CHiram) si muove attraverso l’ oscurità dai segni del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci e sepolto sul fronte della collina (l’equinozio di primavera). Il Capricorno ha per simbolo un vecchio con una falce nella sua mano. Questo è il Tempo del Padre – un viandante – che è simbolizzato nella Massoneria dai riccioli di una ragazza che vengono pettinati e lisciati. Se la Vergine piangente è considerata un simbolo del segno della Vergine, e Padre Tempo con la sua falce un simbolo del Capricorno, l’intervallo di novanta
gradi tra questi due segni si trovera` a corrispondere a quelli occupati dai tre assassini. Esotericamente, l’urna contenente le ceneri di Chiram rappresenta il cuore umano cuore. Saturno, il vecchio che vive al polo nord, e porta con sé per i bambini degli uomini un ramoscello di un albero sempreverde (l’albero di Natale), è conosciuto alle persone non iniziate come Babbo Natale, perché porta ogni inverno il dono di un nuovo anno.
Il sole martirizzato viene scoperto da Ariete, un compagno d’arte e all’equinozio di primavera inizia il processo in cui verra` cresciuto. Questo è finalmente compiuto dal Leone di Giuda, che nei tempi antichi occupava la posizione della chiave di volta del Royal Arch of Heaven. La precessione degli equinozi fa sì che vari segni svolgano il ruolo degli assassini del sole durante le diverse epoche del mondo, ma il principio in questione rimane invariato. Questa è la storia cosmica di CHiram, il Benefattore Universale, l’Architetto Ardente: della Casa Divina, che porta con sé nella tomba quella Parola Perduta che, quando viene pronunciata, solleva tutta la vita al potere e alla gloria. Secondo la mistica cristiana, quando la Parola perduta
viene scoperta la si trova in una stalla, circondata da bestie e segnata da una stella. “Dopo che il sole lascia Leo “, scrive Robert Hewitt Brown,” i giorni cominciano a diventare inequivocabilmente piu` corti mentre il sole declina verso l’equinozio d’autunno, per essere di nuovo ucciso dai tre mesi autunnali, morire nei tre mesi invernali e risorgere di nuovo nei tre primaverili. Ogni anno si ripete la grande tragedia e la gloriosa risurrezione prende luogo. “(Vedi Teologia Stellare e Astronomia Massonica).
CHiram è definito morto perché nell’individuo medio le forze creative cosmiche sono imitate nella loro manifestazione a puramente fisico. Ossessionato dalla sua fede nella realtà e permanenza dell’esistenza fisica, l’uomo non mette in correlazione l’universo materiale con la parete nord vuota del tempio. Come la luce solare si dice che simbolicamente muoia mentre si avvicina al solstizio d’inverno, cosi`
il mondo fisico può essere definito  il solstizio d’inverno dello spirito.

Incoronato da una tripla tiara a torre e la sua forma adornata da creature simboliche che la rappresentano poteri spirituali, Diana rappresentava la fonte di quella dottrina imperitura che, fluendo dal seno della Grande Multimammia, è il cibo spirituale di quegli aspiranti uomini e donne che hanno consacrato le loro vite alla contemplazione della realtà. Come il corpo fisico dell’uomo riceve il suo nutrimento dalla Grande Madre Terra, cosi` la natura spirituale dell’uomo è alimentata dalle fontane della Verità che fuoriescono dai mondi invisibili.

Raggiungendo il solstizio d’inverno, il sole sembra stare fermo per tre giorni e poi, inizia la sua marcia trionfale a nord verso il solstizio d’estate. La condizione dell’ignoranza può essere paragonata al
solstizio d’inverno della filosofia; la comprensione spirituale al solstizio d’estate. Da questo punto di vista, l’iniziazione ai Misteri diventa l’equinozio di primavera dello spirito, a in quel momento il CHIRAM nell’uomo attraversa il regno della mortalità per arrivare a quello della vita eterna. L’equinozio d’autunno è analogo alla caduta mitologica dell’uomo, a quel tempo lo spirito umano discese nei regni di Hades immergendolo nell’illusione dell’esistenza terrestre. In Un saggio sul bello, Plotino descrive l’effetto della raffinazione della bellezza sulla
coscienza dell’uomo. Commissionato per decorare la Casa Eterna,
CHiram Abiff è l’incarnazione del principio abbellente. La bellezza è essenziale per lo sviluppo naturale dell’anima umana. I Misteri sostenevano che l’uomo, almeno in parte,  era il prodotto del suo ambiente. Perciò consideravano imperativo che ogni persona
fosse circondata da oggetti che evocano i sentimenti più alti e nobili. Essi dimostrarono che era possibile produrre bellezza nella vita circondando la vita con la bellezza. Scoprirono che i corpi simmetrici sono stati costruiti continuamente dalle anime in presenza
di corpi simmetrici; che nobili pensieri erano prodotti da menti circondate da esempi di nobiltà mentale. Al contrario, se un uomo fosse costretto a considerare un ignobile struttura asimmetrica susciterebbe in lui un senso di ignobilità che gli farebbe
provocare a commettere azioni ignobili. Se un edificio mal proporzionato viene eretto nel bel mezzo di una città ci sarebbero bambini mal proporzionati in quella comunità; e uomini
e donne, osservando la struttura asimmetrica, vivrebbero vite inanimate. Gli uomini riflessivi dell’antichità si resero conto che i loro grandi filosofi erano naturali prodotti degli ideali estetici di architettura, musica e arte stabiliti come standard dei sistemi culturali del tempo. La sostituzione della discordia del fantastico al posto dell’armonia del bello costituisce una delle grandi tragedie di ogni civiltà. Non solo gli dei del mondo antico erano belli, ma ognuno svolgeva un ministero di bellezza, cercando di influenzare la rigenerazione dell’uomo suscitando in lui l’amore per il bello. Una rinascita dell’età dell’oro potra` essere resa possibile solo dall’elevazione della bellezza alla sua legittima dignità la qualità onnipervadente e idealizzante in ambito religioso, etico, sociologico, scientifico e nei dipartimenti politici della vita. Gli architetti dionisiaci furono consacrati alla nascita dall loro Maestro Spirituale – la Bellezza Cosmica – dal sepolcro dell’ignoranza materiale e egoismo erigendo edifici che erano così perfetti esemplari di simmetria e maestà che erano in realtà formule magiche con cui veniva evocato lo spirito del
Bellificatore Martirizzato sepolto in un mondo materialista.
Nei Misteri Massonici lo spirito trino dell’uomo (il Delta della luce) è simboleggiato dai tre Gran Maestri della Loggia di Gerusalemme. Come Dio è il principio pervasivo dei tre mondi, in ognuno dei quali si manifesta come principio attivo, così lo spirito dell’uomo,
prendendo parte alla natura della Divinità, dimora su tre piani dell’essere: il Supremo, il Superiore, e le sfere inferiori dei Pitagorici. Al cancello della sfera inferiore (il mondo sotterraneo, o dimora di creature mortali) è il guardiano dell’Ade – il Cerbero, il cane a tre teste, analogo ai tre assassini della leggenda haramica. Secondo questa interpretazione simbolica dello spirito trino, CHiram è il terzo,
o incarna in parte – del capomastro che attraverso tutte le età erige templi viventi di carne e sangue come santuari dell’Altissimo. CHIRAM cresce come un fiore che poi viene tagliato muore alle porte della materia; è sepolto negli elementi della creazione, ma – come
Thor – fa oscillare il suo possente martello nei campi dello spazio, posiziona gli atomi primordiali e stabilisce l’ordine dal caos. Come potenzialità del potere cosmico dentro ogni anima umana, CHIRAM sta aspettando che l’uomo con l’elaborato ritualismo della vita
trasmuti la potenzialità in potenza divina. Come le percezioni sensoriali dell’individuo aumentano, tuttavia, l’uomo ottiene un controllo sempre maggiore sulle sue varie parti, e lo spirito della vita al suo interno gradualmente raggiunge la libertà. I tre assassini rappresentano le leggi del Mondo inferiore – nascita, crescita e decadenza – che frustrano il piano del Costruttore. Per ‘individuo medio, la nascita fisica in realtà significa la morte di Chiram, e la morte fisica la risurrezione di CHiram. All’iniziato, tuttavia, la risurrezione alla natura spirituale si realizza senza l’intervento della morte fisica. I simboli curiosi trovati nella base dell’ago di Cleopatra ora si trovano a Central Park, New York, sono stati interpretati di massima importanza per i massoni da S. A. Zola, 33 ° Gran Maestro della Gran Loggia d’Egitto. I marchi e i simboli dei massoni possono essere trovati sulle pietre di numerosi edifici pubblici non solo in Inghilterra e nell’europa Continentale ma anche in Asia. Nel suo Indian Masons’ Marks of the Moghul Dynasty, A. Gorham descrive decine di segni che appaiono sulle pareti di edifici come il Taj Mahal, la Jama Masjid,: la famosa struttura massonica, il Kutab Minar. Secondo coloro che considerano la Massoneria come una conseguenza della società segreta di architetti e costruttori che per migliaia di anni formarono una casta di maestri artigiani, CHIRAM ABIFF era il Gran Maestro di Tiro di un’organizzazione mondiale di artigiani, con quartier generale a Tiro. La loro filosofia consisteva nell’incorporare nelle misure e ornamenti di templi, palazzi, mausolei, fortezze e altri edifici pubblici la loro conoscenza delle leggi che controllano l’universo. Ad ogni iniziato veniva dato un geroglifico con il quale segava le pietre e mostrava a tutti i posteri che li ha dedicati al Supremo Architetto dell’Universo come prodotti perfetti del suo lavoro. Per quanto riguarda i marchi dei massoni, Robert Freke Gould scrive: “È straordinario che questi marchi siano presenti in tutti i paesi – nelle camere della Grande Piramide di Giza, sulle mura sotterranee di Gerusalemme, ad Ercolano e Pompei, sulle mura romane e sui templi greci, a Hindustan, in Messico, in Perù, in Asia Minore – così come sulle grandi rovine di Inghilterra, Francia, Germania, Scozia, Italia, Portogallo e Spagna. “(Vedi una concisa storia della Massoneria). Da questo punto di vista la storia di Chiram potrebbe ben rappresentare l’incorporazione dei segreti divini dell’architettura nelle parti e dimensioni reali degli edifici terreni. I tre gradi dell’Arte seppelliscono il Gran Maestro (il Grande Arcanum) nella struttura reale che essi erigono, dopo averlo prima ucciso con gli strumenti dei costruttori ‘, riducendo lo Spirito senza dimensione della Bellezza Cosmica ai limiti della forma concreta. Questi ideali astratti di architettura possono essere resuscitati, tuttavia, dal Maestro Massone che, meditando sulla struttura, libera da essa i principi divini dell’architettura filosofica incorporata o sepolta al suo interno. Quindi l’edificio fisico è in realtà la tomba o incarnazione dell’ideale creativo di cui le sue dimensioni materiali non sono altro che l’ombra.

Inoltre, la leggenda Hiramica può essere considerata come incarnazione delle vicissitudini della filosofia stessa. Come istituzioni per la diffusione della cultura etica, i Misteri Pagani furono gli architetti della civiltà. Il loro potere e la loro dignità erano personificati in CHIRAM ABIFF – il capomastro – ma alla fine caddero vittima degli assalti di quel ricorrente trio di stato, chiesa e folla. Sono stati profanati dallo stato, gelosi della loro ricchezza e potere; dalla chiesa primitiva, timorosi della loro saggezza; e dalla marmaglia o
incitata sia dallo Stato che dalla Chiesa. Come quando Chiram usci` dalla sua tomba sussurro` la Parola del Maestro Muratore che è stata persa a causa della sua morte prematura, quindi secondo i principi della filosofia, il ristabilimento o la risurrezione degli antichi misteri risultera` nella riscoperta di quell’insegnamento segreto senza il quale la civiltà continuera` in uno stato di confusione e incertezza spirituale.
Quando la folla governa, l’uomo è governato dall’ignoranza; quando governa la chiesa, è governato dalla superstizione; e quando e` governato dalllo stato, è governato dalla paura. Prima che gli uomini possano vivere insieme in armonia e comprensione, l’ignoranza deve essere trasmutata in saggezza, lasuperstizione in una fede illuminata e la paura in amore. Nonostante affermazioni contrarie, la massoneria è una religione che cerca di unire Dio e l’uomo elevando i suoi iniziati a quel livello di coscienza in cui possono vedere con chiarezza la visione del funzionamento del Grande Architetto dell’Universo. Di età in età si preserva la visione di una civiltà perfetta come l’ideale per l’umanità. Nel mezzo di quella civiltà si ergerà una potente università in cui saranno insegnate entrambe le scienze sacre e profonde riguardanti i misteri della vita liberamente a tutti coloro che assumeranno la vita filosofica. Qui il credo e il dogma avranno non avranno spazio; il superficiale sarà rimosso e solo l’essenziale sarà preservato. Il mondo
sarà governato dalle sue menti più illuminate, e ognuno occuperà la posizione per la quale egli è meravigliosamente adatto.
La grande università sarà divisa in gradi, l’ammissione a cui si passera` attraverso test preliminari o iniziazioni. Qui l ‘umanità sarà istruita nel più sacro, nel più segreto e nel più duraturo di tutti i misteri – il simbolismo. Qui l’iniziato sara` istruito sul fatto che ogni oggetto visibile, ogni pensiero astratto, ogni reazione emotiva è il simbolo di un principio eterno. Qui l’umanità apprenderà che CHIRAM (la verità) giace sepolto in ogni atomo del cosmo; che ogni forma è un simbolo e ogni simbolo è la tomba di una verità eterna. Attraverso l’educazione – spirituale, mentale, morale e fisica – l’uomo imparera` a estrarre verità dalle loro coperture senza vita. Il governo perfetto della terra deve essere modellato su modello di quel governo divino con cui l’universo è ordinato. In quel giorno in cui l’ordine perfetto è ristabilito, con la pace universale, gli uomini non cercheranno più la felicità, perché la troveranno dentro loro stessi. Speranze morte, aspirazioni morte, virtù morte risorgeranno dalle loro tombe, e lo Spirito di Bellezza e Bontà ucciso ripetutamente da uomini ignoranti sarà di nuovo il Maestro del lavoro. Allora i saggi si siederanno sulle sedie dei potenti e gli dei cammineranno con gli uomini.

 

Il figlio di George Soros accusa Trump e la “demonizzazione degli avversari” per i pacchi bomba

In quello che deve essere uno degli articoli piu` rapidamente scritti della storia del New York Times, Alexander Soros, figlio del burattinaio globalista George Soros, ha scritto un pezzo di biasimo che punta direttamente sul presidente Trump ” e sulla politica di demonizzazione degli avversari”come causa dei pacchi bomba fatti pervenire a sui padre, ai Clinton, agli Obama, e a chiunque altro abbia ricevuto un pacco sospetto negli ultimi giorni.

L’articolo, con un titolo così ironico, deve essere per forza una farsa, “L’odio che ci sta consumando” che va dal “santo” McCain che difende le virtù di Obama nel 2008 al “Trump” e “il veleno” del Presidente Trump e dell’antisemita Orban ”

Consigliamo vivamente di rimuovere tutti gli oggetti appuntiti e di assicurarsi che non stiate bevendo ne mangiando …

Via New York Times,

Lunedì pomeriggio un ordigno esplosivo è stato consegnato nella casa di mio padre a nord di New York. Un membro attento del nostro personale ha riconosciuto la minaccia e ha chiamato la polizia. Fortunatamente, le autorità sono state in grado di far detonare il dispositivo in sicurezza. Mercoledì scorso, il servizio segreto ha dichiarato di aver intercettato dispositivi simili inviati agli uffici dell’ex presidente Barack Obama e dell’ex segretario di Stato Hillary Clinton.

Siamo tutti grati che nessuno sia stato ferito e grato a coloro che ci hanno tenuti al sicuro. Ma l’incidente è stato profondamente inquietante – come una minaccia non solo per la sicurezza della nostra famiglia, dei vicini, dei colleghi e degli amici, ma anche per il futuro della democrazia americana.

La mia famiglia non è estranea alle ostilità di coloro che rifiutano la nostra filosofia, la nostra politica e la nostra stessa identità. Mio padre è cresciuto all’ombra del regime nazista in Ungheria. Mio nonno procurò carte con nomi falsi in modo che potessero sopravvivere all’assalto contro gli ebrei di Budapest; ha aiutato molti altri a fare lo stesso. Dopo la guerra, quando i comunisti presero il potere, mio ​​padre fuggì a Londra, dove studiò alla London School of Economics prima di intraprendere quella che alla fine divenne una carriera di successo nella finanza.

Ma le lezioni della sua giovinezza non lo hanno mai abbandonato. Il suo più grande sforzo filantropico, l’Open Society Foundations, ha svolto un ruolo di primo piano nel sostenere la transizione dal comunismo a società più democratiche in alcune parti dell’ex Unione Sovietica e successivamente espanso per proteggere le pratiche democratiche nelle democrazie esistenti. Mio padre riconosce che il suo lavoro filantropico, pur non partigiano, è “politico” in senso lato: cerca di sostenere coloro che promuovono società in cui tutti hanno voce.

C’è una lunga lista di persone che trovano inaccettabile questa proposta, e mio padre ha affrontato numerosi attacchi lungo la strada, molti dei quali gocciolano con il veleno dell’antisemitismo.

Ma qualcosa è cambiato nel 2016. In precedenza, il vetriolo che affrontava era in gran parte limitato alle frange estremiste, come i suprematisti bianchi e i nazionalisti che cercavano di minare le fondamenta stesse della democrazia.

Ma con la campagna presidenziale di Donald Trump, le cose sono peggiorate. Suprematisti bianchi e antisemiti come David Duke appoggiarono la sua campagna. L’annuncio televisivo finale di Mr. Trump in cui compariva mio padre; Janet Yellen, presidente della Federal Reserve; e Lloyd Blankfein, presidente di Goldman Sachs – tutti ebrei – che in un linguaggio conveniente scherniva parlando di piani e interessi globali”.

Un genio e` stato  fatto uscire dalla bottiglia, rimetterlo al suo posto richiedera probabilmente diverse generazioni , e non e` una cosa confinata agli Stati Uniti.

In Ungheria, il primo ministro Viktor Orbán ha lanciato una campagna di manifesti antisemiti che accusava falsamente mio padre di voler inondare l’Ungheria di migranti. Questo includeva intonacare la faccia di mio padre sul pavimento dei tram di Budapest, in modo che la gente potesse camminarci sopra, tutto per servire l’agenda politica di Mr. Orbán.

Ora siamo stati vittime di attacchi dinamitardi. Mentre la responsabilità ricade sull’individuo o sugli individui che hanno inviato questi dispositivi letali alla mia casa di famiglia e agli uffici di Mr. Obama e Ms Clinton, non riesco a vederlo separato dalla nuova normalità della demonizzazione politica che ci affligge oggi.

Non ho alcuna illusione che l’odio verso di noi sia unico. Ci sono troppe persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo che hanno sentito la forza di questo spirito maligno. Ora è fin troppo “normale” che le persone che la pensano in maniera alternativa vengano abitualmente sottoposte a ostilità personale, messaggi odiosi sui social media e minacce di morte.

È anche fin troppo normale che le organizzazioni che fanno un lavoro importante per la democrazia facciano fronte a minacce esistenziali semplicemente perché accettano il sostegno dei fondi che mio padre ha aperto. E fin troppo normale che i leader politici che giurano di proteggere tutti i cittadini perseguano invece la politica della divisione e dell’odio.

Siamo lontani dai tempi in cui il senatore John McCain ha respinto i suoi stessi sostenitori durante le elezioni del 2008 per difendere patriotticamente il suo avversario, Mr. Obama – tutto perché credeva che la salute della nostra democrazia fosse più importante del suo guadagno politico personale.

Dobbiamo trovare la nostra strada per un nuovo discorso politico che eviti la demonizzazione di tutti gli oppositori politici. Un primo passo sarebbe gettare le nostre schede per respingere quei politici cinicamente responsabili di minare le istituzioni della nostra democrazia. E dobbiamo farlo ora, prima che sia troppo tardi.

Alexander Soros è il vice presidente delle Open Society Foundations

Fonte

Luoghi Occulti: Il palazzo legislativo di Manitoba

I rappresentanti della popolazione di Manitoba approvano le loro leggi in un magnifico edificio, ma pochi si rendono conto che si basa interamente su principi occulti e massonici. La grande quantità di dettagli in questa ricostruzione del Tempio di Salomone rivela l’importanza delle società segrete e delle filosofie ermetiche nelle democrazie odierne. Questo articolo, scritto dal collaboratore Harm One, esplora i numerosi simboli occulti in questo edificio pubblico

Non c’è carenza di elementi gotici nell’architettura nordamericana, inoltre, un’abbondanza di modelli neo classici ed esoterici di varie epoche si vedono in una serie di edifici, in ogni città. Ma Winnipeg, Manitoba, ospita un esempio architettonico unico, nascosto in bella vista. A pochi chilometri dall’esatto centro geografico del Nord America, si trova l’edificio legislativo di Manitoba (MLB) rifinito con calcare tyndall, completo di fossili marini. Si trova su 30 acri di parco a Broadway, alla periferia del centro di Winnipeg.

Winnipeg nel centro geografico del Nord America

È piuttosto uno spettacolo da vedere solo da fuori, ma esplorando l’interno si trova un progetto per integrare immagini cristiane, greche, egiziane, babilonesi e ebraiche, combinate in modo alchemico con la più antica tradizione magica dell’ermetismo. Anche se per anni non abbiamo prestato molta attenzione all’edificio stesso, l’illuminazione ad alta pressione intorno all’MLB ci ha incuriosito; quando la fissi abbastanza a lungo, la tua visione colorata del mondo si riduce a uno strano effetto psichedelico viola, un’attività adolescenziale nota come “purple haze”. Non sapevamo cosa rappresentasse realmente questo edificio.. Solo nel 2006 il grado di influenza massonica incorporato nell’MLB è diventato notizia mainstream, con la Winnipeg Free Press e altri che hanno realizzato rapporti estesi ed esclusivi, esponendo innumerevoli simboli sinistri mentre lo rappresentavano come un progetto molto positivo e ben intenzionato a ” celebrare la rinascita “. La dedizione e lo spettacolo del potere relativo all’ermetismo in tutto, è ciò che considero in parte il più importante simbolismo del MLB.

“Il ragazzo d’oro”. Ermes è di primaria importanza per gli studiosi massonici, perché fu l’autore dei rituali iniziatici massonici, che furono presi in prestito dai Misteri istituiti da Ermes. Quasi tutti i simboli massonici sono di carattere ermetico.

IL TEMPIO DI SALOMONE – LE TRE STANZE SACRE

L’aspetto più interessante del MLB? Probabilmente è il fatto che l’edificio sia proporzionato sull’originale Tempio di Salomone, secondo il ricercatore Frank Albo (FA) dell’Università di Winnipeg. Il ricercatore ha studiato le misurazioni e i dettagli del MLB e ha concluso che tutte le proporzioni sono state meticolosamente mantenute. L’originale Tempio di Salomone fu costruito durante il 10 ° secolo Ac e alla fine fu abbattuto dai Babilonesi nel 586 Ac. Un secondo tempio sarebbe stato costruito quattrocento anni dopo nello stesso luogo del primo, a Gerusalemme, sul punto più alto della città santa. Era il centro di culto e generalmente un luogo di incontro per il popolo ebraico di Gerusalemme. L’originale è stato progettato da Hiram Abiff che ha presentato i piani al re Salomone. Storicamente, i massoni collocano il Tempio di Salomone in grande considerazione; è posto nella gerarchia spirituale e come teatro del pensiero iniziatico. Entrando nel MLB dalla parte anteriore ti troverai in una grande sala che è un quadrato perfetto, e ogni lato è lungo 66,6 piedi. Secondo Albo, il 666 è un riferimento all’opera occulta “De Occulta Philosophia” di Cornelius Agrippa. Mentre il numero 666 è di solito associato alla bestia dell’apocalisse, ci sono molti diversi significati possibili. Più rilevante per l’MLB secondo i media, la sua relazione con il sole e il suo potere vitale; si trova quando si sommano i numeri da 1 a 36 insieme si giunge al risultato 666. Il significato di 36 si riferisce al numero di costellazioni controllate dal sole.

Tornando sala, vieni prima accolto da due statue di bisonti a grandezza naturale, intricate nei loro dettagli, con l’intento di catturare la magia protettiva dei tori nei templi antichi, si ritiene che difendano dal malei.

I due bisonti misurano 3 × 13 piedi (13 è un numero massonico sacro)

Passando attraverso i due pilastri della Massoneria e entrando nel Tempio di Salomone

Proprio tra i tori si trova la grande scalinata, con 3 rampe di 13 gradini ciascuna, di marmo italiano venato marrone.

Salendo le scale si entra nel livello direttamente sotto il Golden Boy, la stanza con il soffitto a cupola che ospita un cerchio circolare e una ruota geometrica, circondata da un bordo di marmo a mosaico. Una stella a otto punte al centro della stanza inferiore sotto l’altare, conosciuta come il guscio della stella nera. La stella era anche un simbolo della dea babilonese Ishtar, è direttamente allineata con la statua di Hermes.

Rotonda situata proprio sotto il Golden Boy

Uno deve stare direttamente sopra la stella e parlare nell’altare e sentire la propria voce trasformata, un gioco armonico agghiacciante che crea un quinto armonico perfetto. Questa area del MLB è anche progettata sul modello di una camera sacrificale, una in cui gli dei del mondo sotterraneo hanno ricevuto il potere attraverso il sacrificio, le anime defunte, guidate da Ermes, agli inferi. Apparentemente il marmo venato vicino alla stella è pensato per essere una metafora del sangue di una vittima sacrificale, secondo i racconti di Frank. Tutto questo in una stanza perfettamente centrata sotto la cupola superiore, in cima alla quale il Ragazzo d’oro si affaccia verso nord.

Spostandoti attraverso la sala in un’altra stanza nota come sala di ricevimento del luogotenente. In questa stanza si trovano diverse reappresentazioni di Ermes, non solo questo, ma quando converti in cubiti massonici le dimensioni si traducono in 20 per 20 cubiti, le stesse misurazioni riportate nel primo libro dei re, nella Bibbia. Appena al di sopra di questa stanza, all’esterno, una replica dell’Arca dell’Alleanza è scolpita in una posizione aerea centrale, in pietra, e anch’essa mantiene le proporzioni all’Arca biblica dell’Alleanza che era custodita nel tempio.

La sala di ricevimento del Luogotenente Governatore

Tende blu simili al velo blu che ricopriva l’Arco dell’Alleanza nel Tempio di Salomone

L’Arca dell’Alleanza del MLB, proprio sopra il Sancta Sanctorum (la camera del Luogotenente Governatore)

In cima alla vecchia chiesa rinascimentale abbiamo ancora il Golden Boy al culmine dell’edificio, forse l’aspetto più importante di tutto questo: un lucido e imponente pezzo di bronzo da 17 piedi rivestito in oro vero. Il ragazzo d’oro è una metafora per Ermes Trismigestus, il padre dell’alchimia, la filosofia occulta che ha insegnato la saggezza della luce, si erge su un piede con grazia, ha una torcia in una mano e grano nell’altra. Issato sulla cupola nel 1919, si affaccia a nord, verso il famigerato North End di Winnipeg. Di notte la statua brilla tanto quanto quando il sole è sopra di essa. Nel regno spirituale, il simbolismo alchemico nel MLB ha un peso in quanto l’alchimia veniva spesso usata per comunicare più delle semplici parole. È l’unione degli opposti e molto altro.

Sulla torre principale che ospita la cupola, ci sono 4 gruppi di 3 sculture di figure a grandezza naturale, ognuna delle quali rappresenta terra, vento, fuoco e acqua, oppure potrebbero essere viste come Scienza, Agricoltura, Arte e Industria. Non solo i quattro elementi vengono rappresentati da queste statue, secondo Frank Albo, il ragazzo d’oro presiede i 4 elementi con lo scopo di “unificarli” e “trasmutarli in oro”, un altro importante processo alchemico.

Statua dell’agricoltura – che rappresenta la Terra, uno dei quattro elementi dell’alchimia

MOTIVI EGIZIANI

L’MLB cattura anche la magia più profonda e oscura dell’Egitto; due grandi sfingi abbelliscono il tetto della torre principale, una delle quali è rivolta verso il sole che sorge, mentre l’altra si affaccia sul sole al tramonto, nascosta in bella vista e a grandezza naturale. Le sfingi recano anche iscrizioni geroglifiche che traducono il nome di Thutmosis III. È noto ai massoni che gli egiziani sono i più precisi dei maghi, e il loro lignaggio è reclamato dai rosacrociani. Nella stessa area del MLB, riferimenti in geroglifico sono fatti anche al dio sole Re, con un geroglifico che si traduce come “La manifestazione eterna del dio sole Re, il dio buono che dà la vita”. Questi tipi di iscrizioni sono ciò che ci si può aspettare sulle pareti di antiche tombe e templi, non nascosti sul tetto di un edificio governativo.

FUNZIONI SECONDARIE

Riassumendo le principali caratteristiche secondarie incluse nel MLB: si hanno le due grandi sfingi sul tetto (che recano iscrizioni del dio del sole Ra), più coppie di bisonti a grandezza naturale, la testa di Medusa, i teschi di bestiame e altri disegni apotropaici tra cui teste di leone, varie lampade e luci (di natura simbolica), una delle quali situata nella rotonda rappresenta Gesù, con dodici luci attorno a una centrale, petali in oro rosa, volti maschili e femminili destinati a simboleggiare la discendenza di Ermes e Afrodite (Hermaphroditos), un albero della vita nella camera legislativa di Augustus Tack, scolpito da Georges Gardet (statua di Mosè che regge i dieci comandamenti, e Solone dell’antica Atene), sculture dei fratelli Piccirilli, preparate da Albert Hodge, temi astronomici come la rievocazione della processione degli equinozi attraverso l’illusione ottica nel santuario. Alcune date di costruzione erano programmate per giorni in cui i pianeti erano allineati. Nel parco come cornice che circonda l’edificio, ci sono molti gruppi di luci, con 3 lampade perfettamente tonde per ogni gruppo.

Un murale raffigurante la prima guerra mondiale come la Passione di Cristo. La figura centrale, a torso nudo, rappresenta Gesù Cristo ma rappresenta anche un massone iniziato alla Confraternita.

Ci sono anche varie statue monumentali sulla proprietà tra cui Louis Riel, che è esposta a sud e lontano dall’edificio. Sul lato opposto si trova un monumento della regina e varie altre figure intorno al cortile.

Dopo aver appreso i dettagli architettonici del MLB, si poteva solo immaginare che fosse stato progettato specificamente per i professionisti delle arti occulte in un’eterna ricerca di conoscenza e forse per ottenere la divinazione attraverso la purificazione fisica e spirituale della bellezza usando l’immaginazione sperimentale, unione di opposti e magia sessuale. Indipendentemente da tutte queste possibilità è difficile non definirlo un’esperienza moralmente edificante, camminare per le sale e le scale del MLB, trascendere nella natura e nello spirito e` l’effetto del design presente in tutte le sale; i mobili e le sculture eleganti, i decori / materiali ornamentali, i diversi modelli, l’apparente precisione delle misure, geroglifici e dipinti, ecc. Come nel caso dei templi originali di Gerusalemme, un senso di redenzione spirituale viene indiscutibilmente provato in tutto l’edificio.

GLI ARCHITETTI E LE LORO MOTIVAZIONI

Frank Simon è noto come l’architetto principale coinvolto, un uomo che è stato pesantemente influenzato dai membri di una loggia massonica chiamata “Simple Hearts of the Polar Star”, che è sotto l’ala del Grande Oriente di Francia. Simon in origine aveva vinto un concorso offerto dal governo di Manitoba nel 1911, ma una figura d’ombra di nome Septimus Warwick ottenne in realta` credito in Europa per i disegni dell’edificio. Simon sembra essere il front man per i suoi fratelli massonici. Nella mente di Simon, l’esecuzione della geometria nell’edificio avrebbe fatto affidamento su un miracolo divino, e sebbene l’edificio non sia mai stato completato a causa di problemi finanziari e ritardi con la prima guerra mondiale, avere motivi esoterici che si scontrano così intimamente con gli aspetti cristiani lo rende innegabilmente un pezzo di architettura trascendente e sublime. Per quanto riguarda il motivo per cui l’edificio è stato costruito, Simon ha detto che “gli uomini e le donne non possono essere felici o buoni in un ambiente che è comune, brutto, poco interessante”. Usando il metodo della “sezione aurea” che risale a Vitruvio, Simon e il suo team raggiungono una perfezione nei dettagli geometrici, un certo senso di bellezza che è innegabile. Secondo Albo, che senza dubbio ha la più profonda comprensione dei personaggi coinvolti nella concezione dell’edificio, Simon intendeva produrre con l’MLB, un effetto subliminale attraverso l’architettura che “spingerebbe le persone verso virtù come la fede, la speranza, la moralità e beneficenza “. Essendo un allievo di Frank Albo, ho raccolto molte informazioni durante il mio periodo universitario, ma ho avuto più domande che risposte. Quando si tratta di possibili motivi per la costruzione del MLB, una persona fantasiosa potrebbe trarre conclusioni sinistre basate su connessioni ecclesiastiche e fatti reali. Winnipeg è una città altamente massonica, ed è ancora attiva a tale riguardo. È stata anche descritta come un luogo con un alto livello di energia psichica. Il creatore di Sherlock Holmes Conan Doyle una volta ha detto di Winnipeg: “Sono giunto alla conclusione che Winnipeg e` uno dei luoghi con maggiore energia psichica”. Doyle era a Winnipeg per assistere a una seduta in una casa dove diversi maestri massoni si riunivano per chiamare i morti.

CONCLUSIONE

La bellezza pura e maestosa del Manitoba Legislative Building è certamente impressionante. È in perfetto contrasto con la tendenza moderna di edifici senza volto e sterili, concepiti esclusivamente per scopi pratici. Dopo aver analizzato i simboli, si può tuttavia mettere in discussione il significato spirituale dell’edificio. I lati della grande sala misurano esattamente 66,6 piedi, 666 essendo il numero della bestia dell’Apocalisse e il numero comunemente associato a Satana. Il guscio della stella nera contiene la stella a otto punte di Ishar, la dea babilonese del sesso, della fertilità, dell’amore e della guerra. La sua setta implicava la prostituzione sacra ed era considerata la “cortigiana degli dei”. Ishtar è anche una rappresentazione di Venere, che è indicata come la stella del mattino – l’altro nome di Lucifero. Un altro simbolo interessante è la statua di Mosè che presenta corna sulla fronte.

Michelangelo ha ritratto Mosè in modo simile nella chiesa di S.Pietro causando molte polemiche. Mentre ai profani viene detto che le corna erano semplicemente il risultato di una traduzione errata della Bibbia, il loro vero significato è rivelato agli occultisti:

“Così con le corna, Michelangelo defini` Mosè un uomo di potere e di statura rendendolo più grande di un semplice legislatore di una tribù locale. Con le corna, lo salutò non solo come colui che ha assistito alla presenza di Dio, ed era diventato un tutt’uno con la sua stessa divinità, ma come una leggenda poiche` dopo la sua assoluta realizzazione come uomo e` tornato . Solo in pochi tornano, giù per la montagna, per insegnare e guidare l’umanità “.
-Eloise Hart, Theosophical University Press

Il Mose` con le corna rappresenta l’uomo che ha ottenuto la divinità con i propri mezzi, attraverso la padronanza delle scienze e della magia, ovvero abbracciando dalla dottrina luciferiana. Inoltre, la rappresentazione simbolica di Gesù Cristo come iniziato massonico riflette il concetto esoterico di Cristo come “uomo perfetto”. In altre parole, gli occultisti credono che ognuno può diventare il proprio Cristo attraversando le sfere dei Misteri. Infine, le numerose teste di ariete scolpite all’interno e all’esterno dell’edificio ricordano piuttosto la figura cornuta di Baphomet.

Fonte

Luoghi Occulti: Astana

Astana è la prima capitale realizzata nel 21° secolo e rappresenta
perfettamente gli ideali dell’elite. L’idea per tale progetto è scaturita dalla mente di un uomo: Nursultan Nazarbayev, presidente del Kazakistan. La città venne costruita da zero in una zona remota e deserta delle steppe asiatiche. Il risultato è sorprendente: una capitale occulta e futuristica, la quale abbraccia i principi del Nuovo Ordine
Mondiale, celebrando allo stesso tempo la più antica religione che l’uomo conosca: il culto solare. La città è ancora un enorme cantiere, ma gli edifici già completi riassumono la visione occulta di Nazarbayev.

LA PIRAMIDE DELLA PACE

Concepito dall’architetto più prolifico della Gran Bretagna, Lord Norman Forster, questa piramide gigante è una presenza alquanto strana nel mezzo delle steppe asiatiche. L’edificio è dedicato alla “rinuncia della violenza” e al “riunire le religioni del mondo”. Norman Foster disse che l’edificio non ha simboli religiosi riconoscibili
per consentire il ricongiungimento armonioso delle confessioni. In realtà, la piramide è un tempio per la vera religione degli occultisti: il culto solareUn viaggio all’interno di questo edificio immerge il visitatore nel simbolismo. Rappresenta infatti il
percorso verso l’illuminazione. Iniziamo il nostro tour.
LA FORMA PIRAMIDALE
“Gli iniziati accettato la formapiramidale come il simbolo ideale sia della dottrina segreta che delle istituzioni le quali ne diffondono i principi”-Manly P. Hall, Insegnamenti Segreti di tutte le età
Novus Ordo Seclorum = Nuovo Ordine delle
epoche
Come Manly P. Hall ha dichiarato, la piramide è il simbolo supremo che rappresenta i misteri delle antiche civiltà. Sublime nella sua semplicità, divina nelle sue proporzioni, ella incarna sia la conoscenza divina posseduta dagli illuminati sia disorientamento delle masse. L’elite odierna, iniziata all’occulto, è l’erede di questa antica
saggezza e utilizza la piramide come simbolo di potere nel mondo moderno. La cuspide fluttuante/mancante rappresenta il principio divino presente nell’universo e in ogni essere umano. Un altro significato simbolico attribuito al vertice mancante è il carattere
incompiuto del Nuovo Ordine Mondiale. Si dice che la cuspide
della Grande Piramide sarà reintegrata quando questo antico progetto diverrà realtà. Qui sotto possiamo vedere altre piramidi in vari luoghi della Terra, che rappresentano il potere elitario.
M
Memphis Arena
Luxor Hotel Las Vegas
Raffles Hotel, Dubai
IL TEATRO DELL’OPERA (PIANO TERRA)
Quando si entra nella piramide, l’interno è buio e cavernoso. Il piano nel seminterrato ospita il teatro dell’Opera di Astana, dove la massa ignara viene intrattenuta.
Il teatro dell’opera
Nonostante l’oscurità, un’enorme immagine del sole occupa quasi tutto il soffitto.
LA SEZIONE INTERMEDIA
Attorno alla tavola solare
Proprio sopra il teatro dell’opera vi è lo spazio centrale della piramide. Esso viene utilizzato come una sala riunioni per i convegni tra i leader religiosi del mondo. Vediamo velocemente il simbolismo qui presente. Abbiamo i leader religiosi di tutto il mondo seduti intorno ad un’enorme rappresentazione solare, mentre cercano di
conciliare le loro differenze per la Nuova Era. Il simbolismo è evidente: tutte queste teologie sono semplicemente la conseguenza dell’oggetto originale di culto: il sole.
Questo spazio è molto più luminoso delteatro dell’opera, in quanto rappresenta il progresso verso l’illuminazione. L’immagine del sole al centro della tavola rotonda è esattamente sopra al “sole” del teatro dell’opera. In questo modo, mentre il popolo in generale viene intrattenuto nel buio del mondo materiale, gli illuminati, seduti
proprio sopra di loro, cercano di raggiungere la divinità.
La città di Astana è veramente una città del Nuovo Ordine Mondiale.
L’APICE
L’apice è letteralmente celeste. E’ rotondo, completamente finestrato e inondato dalla luce. Nelle finestre sono incorporate immagini di colombe bianche, che rappresentano la pace, ovvero l’unificazione dei governi e delle religioni del mondo nel Nuovo Ordine Mondiale. L’apice è la rappresentazione finale del raggiungimento dell’illuminazione.
Guardate il soffitto dell’apice:
La divinità solare splende sopra l’illuminato.
Le sezioni della piramide (l’oscuro teatro dell’opera, la sala conferenze e l’apice “divino”) incarnano la visione pitagorica del mondo. Gli
insegnamenti di Pitagora sono accuratamente studiati nelle
moderne società occulte. 
Pitagora divise l’universo in tre parti,
che chiamò il mondo supremo, il mondo superiore e il mondo
inferiore. Il più alto, o mondo supremo, è un’essenza spirituale sottile, inter penetrativa la quale pervade tutte le cose ed è dunque il vero piano della Divinità Suprema, in quanto essa è onnipresente, onnipotente e onnisciente. Entrambi i mondi inferiori esisto all’interno della natura di questa sfera suprema. Il Mondo Superiore era la casa degli immortali. Fu anche la dimora degli archetipi; la loro natura non è in alcun modo parte della materialità, tuttavia proiettando le loro ombre (nel mondo inferiore), potevano
essere riconoscibili. Il terzo, o mondo inferiore, è la dimora di quelle creature che prendono parte alla sostanza materiale. Questa sfera è dunque il luogo dove risiedono, temporaneamente, l’uomo e i regni inferiori, i quali sono in grado di superarla tramite la ragione e la filosofia. -Ibid
In altre parole, questa piramide, è molto più che un’attrazione turistica, è una rappresentazione della filosofia degli iniziati. Come Dan Cruikshanks ha detto nel suo piuttosto criptico documentario, si tratta di una “rappresentazione del potere che verrà”
BAYTEREK
Progettato dal noto architetto britannico Sir Norman Foster, il monumento è destinato a incarnare un racconto popolare riguardo un mitico albero della vita e un uccello magico della felicità. L’uccello, chiamato Samruk, aveva deposto il suo uovo nella fessura tra due rami
di un albero di pioppo. L’uovo – il globo d’oro nella parte superiore del monumento – rappresenta, ancora una volta, il Sole, la Divinità Suprema. Questo “albero della vita”, rappresentail canale attraverso il quale gli spiriti lasciano il mondo materiale e si uniscono al mondo divino. Questo concetto è ricorrente nella maggior parte (se non in tutte) le società esoteriche.
ALL’INTERNO DEL GLOBO DORATO UNA DEDICA AL FILM ATTO DI FORZA
I visitatori possono andare in cima alla torre e avere una splendida vista della città. Si possono trovare anche stani oggetti.
All’interno del globo troviamo questo
oggetto enigmatico. E’ un triangolo d’oro con un’impronta del
presidente Nazarbayev. Perché? Onestamente non lo so. Tutto
quello che posso dire è che sembra uscita del film Atto di
Forza.
COMPOSIZIONE BATA
Si tratta di un globo firmato dai rappresentanti di diciassette confessioni religiose. Sì, ancora una volta, ci troviamo di fronte al
concetto di unificare le religioni in un Nuovo Ordine
Mondiale.
COLONNE MASSONICHE
Due pilastri assieme ad uno centrale in lontananza. Potrebbe trattarsi di simbolismo massonico?
Sì, i due pilastri d’oro rappresentano i due pilastri della Massoneria di nome Jachin e Boaz. Non voglio entrare nel merito sul simbolismo di questi pilastri (tra l’altro analizzati in diversi articoli), tuttavia si può supporre che Nazarbayev sia un massone.
PALAZZO PRESIDENZIALE
Situato in una posizione dominante, il Palazzo Presidenziale si trova alla fine di un percorso cerimoniale che parte dalla torre Bayterek. Una grande cupola si trova sulla cima del palazzo, in rappresentanza del
principio femminile, in contrasto con la torre fallica di Bayterek – il principio maschile. Questo layout è presente in quasi tutte le città importanti, tra cui Washington DC e Parigi.
IL KHAN SHATYRY ENTERTAINMENT CENTER
(IL TENDONE PIU’ GRANDE DEL MONDO)
Quest’opera incompiuta è concepita, ancora una volta, da Sir Norman Foster (che fondamentalmente ha progettato tutta la città). Sotto la tenda, c’è una superficie più grande di 10 stadi di calcio, che sarà adibita a parco urbano, con negozi e luogi di intrattenimento con
piazze e strade, un fiume, un centro commerciale, un minigolf e una spiaggia. La struttura è fatta per assomigliare ad un tabernacolo, alla pari del Tempio di Salomone. Questi luoghi di culto, composti
da tende, venivano utilizzati dagli ebrei durante i tempi biblici. Gli iniziati attribuiscono a questi antichi insediamenti un significato esoterico.
PROSSIMAMENTE AD ASTANA
Astana è ancora in costruzione, tuttavia, in cantiere, ci sono alcuni progetti davvero sorprendenti. Eccone alcuni.
MERCATI CENTRALI
Progettati dal buon vecchio Norman Foster.
CRAZY TOWER (Non è il nome ufficiale)
STADIO “OCCHIO CHE TUTTO VEDE” (Non è il nome ufficiale)
CONCLUDENDO

Come membri dell’élite mondiale stanno adempiendo alle condizioni richieste per unire il mondo in un unico governo, stanno spargendo in tutto il mondo simboli del loro potere. Il fatto che la popolazione generale non abbia idea di cosa rappresentino quelle strutture è esattamente la ragione per cui i loro piani vanno avanti senza essere interrogati. Ma quei piani sono avviati da secoli ormai. Manley P. Hall scrisse nel 1918:

“Quando la folla governa, l’uomo è governato dall’ignoranza; quando la chiesa governa, è governato dalla superstizione; e quando lo stato governa, è governato dalla paura. Prima che gli uomini possano vivere insieme in armonia e comprensione, l’ignoranza deve essere trasmutata in saggezza, la superstizione in una fede illuminata e la paura in amore “

Il popolo è uguale alla democrazia, la chiesa è uguale alla religione e lo stato è uguale ai paesi. In altre parole, prima che gli uomini possano vivere in armonia, dobbiamo abolire la democrazia (perché la massa è troppo stupida), le religioni (perché sono superstizioni) e gli stati (perché abbiamo bisogno di un governo mondiale). Lui continua:

“Il governo perfetto della terra deve essere modellato alla fine dopo quel governo divino con cui è ordinato l’universo. In quel giorno in cui l’ordine perfetto è ristabilito, con la pace universale, gli uomini non cercheranno più la felicità, perché la troveranno in se stessi”

Sembra ok no? Non proprio. Quando ciò accadrà, la maggior parte della popolazione mondiale sarà morta.

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