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Dati allarmanti dal NOAA, è in corso una rapida inversione dei poli

In questa mappa sono segnalati gli spostamenti del polo nord magnetico. La mappatura ricopre un periodo di 400 anni suddivisi in spezzoni da 50. Notare la crescita esponenziale della velocità di spostamento negli ultimi 200 anni.

Il National Geophysical Data Center del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) raccoglie, dal 1590, le coordinate annuali del polo nord magnetico, derivanti dalle prime misurazioni ottenute dalle navi fino ad arrivare alle più moderne tecniche di rilevamento.

Prendendo atto che ultimamente stanno spuntando molti rapporti i quali confermano lo spostamento del polo magnetico e che questo fenomeno sta effettivamente causando problemi nel mondo reale, come le temporanee chiusure degli aeroporti, un’indagine più approfondita è d’obbligo.

Dopo aver trasferito 420 anni di dati sulla posizione del Polo Nord dal NOAA Geo Data Center, averli configurati perchè si adattino ad un foglio Excel, aggiungendo una formula complicata per determinare la distanza esatta tra 2 coordinate di latitudine-longitudine, applicando la formula ad ogni punto di dati nella serie, e poi finalmente tracciando un grafico visivo, è allarmante scoprire in che misura il polo magnetico si sia spostato negli ultimi 10 – 20 anni.

Qui c’è un fatto molto interessante … Dal 1860, lo spostamento dei poli magnetici è più che raddoppiato ogni 50 anni.
Questo è abbastanza significativo. In termini geologici, sembra abbastanza “rapido”!

Ecco un altro fatto molto interessante … Nel corso degli ultimi 150 anni, lo spostamento dei poli è stato nella stessa direzione.

Il fatto che segue è ancora più sorprendente … Nel corso degli ultimi 10 anni, il polo nord magnetico si è spostato quasi la metà della distanza totale degli ultimi 50 anni! In altre parole, lo spostamento del polo magnetico ha evidentemente subito una accelerazione notevole.

Il grafico mostra lo spostamento del nord magnetico dal 1860 al 2010 evidenziandone l’aumento di velocità, soprattutto in questi ultimi 50 anni

L’attuale velocità di spostamento del polo nord magnetico è di circa 55 chilometri all’anno. Secondo i dati, nel corso del 2000 il polo nord magnetico si è effettivamente spostato di più di 70 chilometri.

Il problema è: dato che negli ultimi 10 – 20 anni il tasso di spostamento è stato da record (rispetto ai 400 anni analizzati), l’effetto cumulativo sta ora iniziando a causare problemi nel mondo reale.

Gli effetti riguarderanno anche gli esseri umani, magari anche in maniera negativa? Ancora non si sà, il tempo probabilmente ci darà una risposta, ma al ritmo attuale, senza dubbio vi saranno effetti visibili in diversi sistemi (naturali ed artificiali), molti, saranno semplici fastidi: la modifica di documentazioni o coordinate, mentre altri saranno probabilmente problemi più seri.

Non è noto se il processo accelererà o rallenterà nei prossimi anni. Alcuni dicono che l’inversione del polo magnetico è imminente, e che questo fenomeno è l’ indicatore delle origini di tale processo.

Si noti che il campo magnetico della terra è ciò che ci protegge dalle radiazioni. Senza di esso, non ci sarebbero sopravvissuti. Potrebbe, l’inversione dei poli, dare origine ad un periodo di sconvolgimenti in cui non saremo protetti dalle radiazioni solari?Stay tuned …

Grafico dello spostamento del polo magnetico

Con la direzione attuale, il polo nord magnetico si sta dirigendo direttamente verso la Russia. L’immagine seguente mostra la drammatica accelerazione mettendo a confronto il movimento in 50 anni e il movimento negli ultimi 10 anni.

Fonte

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Raffreddamento globale: Quasi 2 miliardi di metri cubi di nuovo ghiaccio artico

La gif comprende i periodi di Gennaio 2009, Gennaio 2010, Gennaio 2011

Confrontando le immagini, del ghiaccio artico, in Gennaio, dal 2009 al 2011, prendendo come fonte l’U.S. Navy Polar Ice Prediction System, sembra che lo strato di ghiaccio si sia sostanzialmente addensato.

In poche parole, è stato comparato lo strato di ghiaccio artico nel mese di gennaio 2009 rispetto a quello di Gennaio 2010 rispetto a sua volta a quello di gennaio 2011.

L’osservazione mira  a calcolare l’aumento dello spessore del ghiaccio – non della sua superficie –
in ogni caso è visibile un ritiro della calotta di 1 metro nei pressi del mare di Labrador.

Fino a 500.000 miglia quadrate di mare nella regione artica sono state “ingrossate” di circa 1,5 metri di spessore nel mese di gennaio 2009 e di circa 3 metri di spessore nel mese di gennaio 2011.

Nella scala di colori, il blu scuro, corrisponde a 1,5 metri

.

Il colore verde rappresenta circa 3 metri .

La superficie stimata che ha subito il cambiamento da blu scuro al verde misura circa 500.000 miglia quadrate misura approssimativa basata sulle misurazioni di Google Earth.

Una interessante ‘coincidenza’ è che la direzione della deriva del polo nord magnetico è quasi la stessa in cui il ghiaccio si è inspessito.