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Bretton Woods II: Soros vuole una nuova economia globale

All’incirca due settimane, George Soros ha partecipato ad una conferenza sull’economia che mirava a ridisegnare l’intera struttura economica mondiale. Proprio perché l’evento ha ricevuto poca attenzione nelle notizie dei mass media convenzionali, l’impatto delle decisioni prese in tale congresso potrebbe affliggere il popolo americano (e mondiale) per diversi anni.

Quando, l’anti-americano, Soros spese 50 milioni di dollari per la creazione dell’Institute for New Economic Thinking (INET), con sede a New York, intraprese una campagna contro il dollaro. Il miliardario che una volta schiacciò la sterlina britannica attraverso lo scambio della moneta, dichiarando apertamente l’intenzione di «riformare il sistema monetario.” Nella mente machiavellica di Soros, il dollaro dovrebbe assumere una valenza secondaria, finendo il suo ciclo vitale come riserva monetaria mondiale. “Il dollaro non gode più della fiducia di un tempo, tuttavia nessun’altra valuta può prenderne il posto, ancora” scrisse alla fine del 2009.

Nel 2011, stava già cercando di scansare il dollaro dall’economia. “La grande domanda è se il dollaro sia ancora la moneta su cui fa perno il mondo“, Soros disse al giornale Bloomberg, e non è il solo. Il vincitore del Premio Nobel per l’economia e grande amico di Soros, Joseph Stiglitz, affermò di essere a sostegno di una “valuta globale”. Stiglitz, che presiede anche l’Assemblea generale dell’ONU sulle riforme del sistema monetario e finanziario internazionale, ha invocato un nuovo “sistema globale“, dicendo che quello attuale è “fondamentalmente ingiusto perché i prestiti ai paesi più poveri, da parte degli Stati Uniti, hanno un tasso di interesse che è quasi nullo”.

Nel breve tempo seguito agli eventi di Bretton Woods, fondata da Soros, le manovre attuate verso il dollaro ebbero uno nuovo slancio. Soros scrisse nel 2009 che “le potenze nascenti devono essere presenti durante la creazione di questo nuovo sistema per garantire che essi ne siano attive sostenitrici.”

Le cinque nazioni BRICS – Brasile, Russia, India, Cina e più recentemente il Sud Africa – ebbero il loro terzo vertice una settimana dopo quello di Soros. Non sorprende, che i temi fossero simili, con le nazioni del BRICS che invocavano “una ristrutturazione dell’economia post seconda guerra mondiale e la fine dell’egemonia del dollaro come valuta di riserva mondiale.”

Sentimmo lo stesso discorso in precedenza – da Soros stesso. Nel 2009, Soros chiese l’uso intensivo di un oscuro strumento economico chiamato Diritto Speciale di Prelievo (DSP). I DSP sono essenzialmente un “paniere di valute” – l’euro, lo yen giapponese, la sterlina e il dollaro USA. Se il mondo iniziasse ad utilizzare di più le altre valute, a scapito del dollaro, ci sarebbe un ovvio declino economico degli Stati Uniti.

Secondo il The Pioneer of India, quelle cinque nazioni “chiesero un sistema di riserva di valuta su base internazionale che garantisse stabilità.’ Il gruppo vuole avere più peso sul come le istituzioni economiche internazionali vengono gestite e quali valute compongono il paniere del DSP. Tale ultima preoccupazione riflette la mossa fatta per inculdere la moneta cinese nella selezione DSP.

Il Wall Street Journal ha convenuto che ciò che sta succedendo è che, citando il governatore della banca centrale cinese Zhou Xiaochuan, le nazioni del G 20 stanno prendendo in considerazione l’aggiunta della valuta cinese alle altre quattro del DSP. “‘Se qualcuno suggerisse che il RMB [il renminbi] dovrebbe essere incluso nel DSP, accolgo con favore questo tipo di opinione,’ ha affermato Mr. Zhou in un incontro.”

Non è il solo. Michael Pettis, professore di finanza all’Università di Pechino e senior associate presso la Carnegie Endowment for International Peace finanziata da Soros, sostiene che il dollaro è un male per gli stessi Stati Uniti. In un pezzo di critica sul Financial Times, sostenne che “l’America deve rinunciare al dollaro.” Il Financial Times, sia ben chiaro, ebbe cinque dipendenti che intervenirono a Bretton Woods.

La spinta per una nuova valuta mondiale non è stata l’unica notizia importante proveniente dalla conferenza di Soros, nonostante i media internazionali abbiano quasi ignorato la vicenda. Potrebbe essere trovato un nuovo capo al Fondo monetario internazional, la scelta probabilmente cadrà su uno dei protagonisti che sono intervenuti all’evento. Il FMI è una parte del vecchio ordine mondiale economico nato dal primo Bretton Woods. Per promuovere la tua candidatura ai giorni nostir, tutto quello che devi fare è stare con le persone giuste.

Fonte

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I nuovi dollari

Il passaggio all’Amero sembra più vicino che mai e gli Stati Uniti per prepararsi all’evento decidono di rinnovare il look all’obsoleto dollaro. Il Boston Globe ha scritto un pezzo su questo evento definendolo una teoria della cospirazione. Questo look “accattivante” si pensa serva a rendere più simile il dollaro alla moneta del blocco messicano, che è in definitiva molo sgargiante. La riflessione di un autore:

“In pratica, con la NAU, le multinazionali avranno a che fare con una moneta (l’Amero), un solo ente di controllo (governo) e una serie di regole uguali per tutti. E il beneficio dove sta? Semplice. Mettere in moto la vendita, l’acquisto e la circolazione delle merci attraverso la ex tre nazioni senza fatica e con poca spesa. E non dimentichiamo la creazione di una forza lavoro super-economica e la distruzione finale della classe media (che sta già accadendo).

Il dollaro americano ha bisogno di un profondo rinnovamento. Grazie al Dollar ReDe$ign Project, abbiamo delle opzioni.

Organizzato da Richard Smith, il Dollar ReDe$ign Project sollecità la mente dei creativi per i dollari del futuro. “Il nostro grande ‘rivale’, l’euro, sembra così forte in confronto, l’unica maniera per uscire da questa recessione globale è quella di ridisegnare il dollaro”, si può leggere dal suo sito web.

Fisher ha iniziato il progetto con l’intento di “cercare di trovare un catalizzatore per riavviare la nostra economia” ha detto a Fox News. Il concoroso è ormai chiuso, e il termine per le votazioni sarà il 30 settembre.

Il progetto che ha ricevuto + voti arriva dal duo britannico Duncan Dowling, notare il design verticale:


It was claimed a while back that this is all part of a push into the NAU (North American Union) in an effort to remake America they would push a colorful new currency to get us warmed up for the switch to the Amero. The Boston Globe wrote a piece about it calling it a Conspiracy theory.   It was also thought that by making our currency more colorful it would make it more appealing to the South American block whose money is similarly designed. One author at the time described it as..

“Basically, with the NAU, multinationals are dealing with one currency (the Amero), one controlling entity (government) and one set of rules for all. And the benefit? Simple. To enable the sale, purchase and movement of goods across the former three nations effortlessly and cheaply. And let’s not forget the creation of a super-cheap workforce and the eventual destruction of the middle class (which is already happening).

As you can tell, I’m clearly not a supporter of the NAU. But I’m not a supporter of any policy that seeks to make the rich even richer, and make a profit at the expense of the public. As Tom DeWeese wrote in his article for the American Policy Center, “The SPP is not about free trade. Its use of public/private partnerships creates an elite of certain, chosen global corporations which basically become part of government at the expense of their competition and our national independence.”

If that is truly the case then it looks likes things are moving right along as planned.  snippet

The American dollar is in bad need of a makeover. Thanks to the Dollar ReDe$ign Project, we may now have some options.

Organized by creative strategy consultant Richard Smith, the Dollar ReDe$ign Project is soliciting ideas for the dollar bill of the future. “Our great ‘rival’, the Euro, looks so spanky in comparison it seems the only clear way to revive this global recession is to rebrand and redesign,” the project notes on its website.

Fisher started the project in with the intent of “trying to find a catalyst to restart our economy” he told Fox NewsThe recent competition is now closed, and voting ends on September 30. “This has touched people’s hearts,” Fisher said, and “people feel the dollar touches their lives.”

The leading vote-getter for this year’s competition (pictured below) was submitted by British duo Dowling Duncan, which features a unique vertical design.