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Moria di animali: Pesci morti a Redondo Beach (Los Angeles)

Heal the Bay, una organizzazione leader per quanto riguarda la protezione delle coste del sud della California, è alla ricerca di volontari per aiutare a ripulire i milioni di pesci morti ritrovati Martedì nelle rive di King Harbor vicino a Redondo Beach.

I gruppi volontari cittadini hanno ripulito 35 tonnellate di pesce con skimmer e bulldozer martedì, ma moltissimo lavoro resta ancora da fare.

I pesci morti, la maggior parte sardine, acciughe e sgombri, galleggiavano morti in superficie.

Circa 200 cittadini lavoratori e 75  volontari stanno impegnandosi a rendere agibile il porto. I funzionari della Redondo Beach stimano che la bonifica costerà almeno 100.000 dollari.

I volontari lavorano quotidianamente dalle 09:00 alle 06:00. “Non è necessaria alcuna esperienza – solo tanto entusiasmo,” riferisce Heal the Bay, Mercoledì, in una dichiarazione sul sito loro web.

Heal the Bay sta analizzando assieme al SEA Laboratory e alla University of Southern California le condizioni dell’oceano.

“E ‘fondamentale che tutti i pesci morti vengano rimossi entro i prossimi due giorni per evitare un problema ancora peggiore”, dice la nota.

I funzionari ci informano che c’è uno strato di pesce di circa 18 pollici di spessore che copre il fondo del porto, e quei pesci verranno portati in superfice con il passare dei giorni.

Un camion delle fogne viene utilizzato per aspirare i pesci morti con un lungo tubo di plastica.

Le autorità dicono che non vi sono sospetti di avvelenamento.

“Tutto fa supporre che sia stata una mancanza di ossigeno la causa della morte”, dice il portavoce del California Department of Fish and Game Andrew Hughan.

“Non c’è lucentezza da petrolio nè da prodotti chimici”, aggiunge Hughan.

Il Sgt. Keenan ha dichiarato che le autorità sono fiduciose dei risultati dei test che dimostrano che è stata la privazione di ossigeno a causare l’enorme moria di pesce, infatti l’altra parte del banco di sardine è vivo e vegeto in un’altra zona del porto.

“Una parte del banco di sardine è nel canale del porto e stanno bene”, aggiunge Keenan.

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Moria di animali: Pesci trovati morti sulle coste occidentali australiane

Gli esperti suggeriscono che va  ricercata nelle temperature record e nei bassi livelli di ossigeno la causa della moria di pesci che ha investito la costa occidentale australiana.

Pesci morti, anguille e gamberi di fiume sono stati trovati sulle coste di Green Head, 290 chilometri a nord di Perth.

Rod Wilson, residente a Green Head dichiara: “E ‘molto straziante. Sono qui da 28 anni e non ho mai visto niente di simile per noi è un disastro ecologico locale… ”

I rapporti dichiarano che nelle operazioni di “sgombero/pulizia” avvenute a Green Head,  20 km a nord di Jurien Bay, sono stati rinvenuti più di 15000 pesci morti.

“La nostra più grande preoccupazione è quanto ci vorrà perchè tutto torni alla normalità”, ha aggiunto Wilson.

Con le carcasse putrescenti che continuano a morire da più di una settimana, i residenti locali sono invitati a rimanere fuori dall’acqua per paura di possibili batteri nocivi.

Gli esperti dicono che le zone costiere dell’Australia occidentale hanno subito un fortissimo aumento delle temperature con un picco di 4 gradi rispetto alle normali condizioni.

Il Dr Brian Jones del Dipartimento di pesca, dichiara: “Chiunque, abiti a Perth senza aria condizionata avrà notato le morse del caldo negli ultimi mesi.

“Per i pesci funziona uguale. Sono a sangue freddo e sentono allo stesso modo il calore.” (ma loro sono costantemente in acqua n.d.r)

Si riscontra un caso simile negli Stati Uniti dove milioni di acciughe sono state trovate morte in un porto di Los Angeles.

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Moria di animali: Migliaia di seppie morte sul fiume Derwent

Gli esperti non hanno risposte per ciò che ha causato la morte di migliaia di seppie sul fiume Derwent la scorsa settimana.

Da martedì molte seppie sono state trascinate a riva dalla corrente del fiume mentre molte altre galleggiavano in acqua sia ad Austin Ferry che a Berriedale.

Gli abitanti del posto dicono di non aver mai visto così tanti pesci morti.

E’ il terzo caso di moria di pesci nel fiume Derwent nello spazio di due settimane.

All’inizio della scorsa settimana sono stati ritrovati un gran numero di giovani barracuda morti nella Baia di Windermere vicino alla Claremont Primary School.

Questo evento segue ciò che è accaduto la settimana prima: un numero simile di giovani barracuda è stato trovato morto appena a sud della cartiera Norske Skog a Boyer.

Il direttore della EPA ha riferito che è improbabile una correlazione tra la morte delle seppie e dei barracuda.

Schaap suggerisce che i giovani barracuda erano particolarmente intolleranti alla bassa salinità, motivo che fa pensae che sia proprio questa la causa della moria di massa.

I test sull’acqua hanno lasciato gli scienziati con nulla in mano.

“Non c’è nulla che non vada nei test”, ha detto Schaap.

Sono ora in corso test sull’acqua per capire la moria delle seppie.

“Quando siamo di fronte ad un evento che coinvolge una singola specie si tende a sospettare che ci sia qualche fenomeno naturale che va a modificare qualcosa nella normalità di quel tipo di fauna”, ha detto Schaap.

“Le seppie non sembrano essersi cresciute e sviluppate completamente.

“E ‘possibile che questi pesci abbiano fatto i conti con delle acque a bassa salinità conseguenza delle elevate precipitazioni del weekend.”

I residenti temono che il fiume possa essere contaminato.

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Moria di animali: 5 milioni di pesci morti nel fiume Mara in Kenia

La National Environmental Management Authority (Nema), il ministero della sanità pubblica e il Kenya Wildlife Service stanno indagando sulla morte di molti pesci nel fiume Mara. Gli ambientalisti sospettano che la moria, iniziata la scorsa settimana, potrebbe essere stata causata da prodotti agricoli chimici provenienti da aziende limitrofe, che scaricano nel fiume.

“Le morti potrebbero essere state causate dai prodotti agricoli chimici provenienti dalle aziende di grandi dimensioni situate sul lato superiore del fiume. Questi prodotti chimici potrebbero anche uccidere gli ippopotami, i coccodrilli e gli altri animali che bevono l’acqua del fiume “, ci riferisce Ben Kipeno, un ambientalista che lavora sul lato settentrionale della riserva. Kipeno, riporta che mercoledì ci sono state delle segnalazioni, non confermate, che a parte il pesce, anche un coccodrillo e un ippopotamo erano già stati vittime delle sostanze chimiche. L’ambientalista ha esortato il governo a tenere a freno gli agricoltori che, lungo il fiume, fanno uso di potenti sostanze chimiche e sostiene che, nonostante le numerose denunce alla Nema non è mai stata intrapresa nessuna azione. I Funzionari del KWS sono stati spediti sul posto per raccogliere campioni di pesce e farli esaminare ai chimici del governo per ulteriori esami atti ad accertare la causa delle morti. Un ufficiale in carica della Nema, Gabriel Tambushi riferisce che i rapporti iniziali indicano che più di cinque milioni di pesci sono stati uccisi alla confluenza stagionale del fiume Moyan a Transmara con il Mara a seguito di una pesante alluvione.

“L’improvviso cambiamento climatico ha provocato una pesante nebbia che ha coperto la superficie dell’acqua, provocando grossi problemi ai pesci che non avevano in questo modo la possibilità di sostentarsi ulteriormente”, riferisce Tambushi. Quest’ultimo non ha escluso che la causa potrebbero essere le sostanze chimiche velenose agricole delle fattorie, che dipendono dal fiume Mara per l’irrigazione.

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Moria di animali: Pesci morti nel nord della Turchia

L’improvvisa e inspiegabile moria di pesci nella regione del Mar Nero della Turchia ha preoccupato i residenti per la sicurezza del loro approvvigionamento di acqua e hanno chiesto alla protezione civile di risolvere il mistero.

Quando i residenti del villaggio di Mescitli nella provincia di Gümüşhane osservarono per la prima volta i pesci morti nel torrente Harşit, all’incirca 15 giorni fa, pensarono che il pesce fosse morto per cause naturali, ha detto il sindaco del villaggio Cenk Ince.

“Tuttavia, quando ci siamo resi conto che il numero di pesci morti cresceva, abbiamo urgentemente informato i funzionari. C’erano pesci per due chilometri lungo la riva, il che ovviamente ci ha preoccupato. Usiamo normalmente l’acqua del ruscello per le nostre attività agricole “, ha detto Ince, secondo l’agenzia di stampa Dogan, o DHA. Ha aggiunto che gli abitanti del villaggio hanno fatto pressioni sui funzionari per sbrigarsi con le indagini.

Il consiglio provinciale per la salute, per la foresta, per l’ambiente e per l’agricoltura ha fatto scattare un’indagine, prelevando e analizzando campioni d’acqua e di pesci morti del fiumiciattolo.

Gli abitanti del posto credono che le morti siano dovute all’inquinamento. “I pesci sono morti a causa dell’inquinamento prodotto dalle persone,” ci riferisce un abitante del villaggio.

“Quaranta anni fa, noi e i nostri animali eravamo in grado di bere l’acqua del ruscello. L’acqua per le nostre colture veniva fornita dal flusso del ruscello. Ora qui non cresce più nulla, non c’è più segno di vita “, la DHA citando un residente locale.

Il paese non aveva mai visto niente di simile alla moria di pesci, ha detto Tacettin Ince.

Il direttore Provinciale del Ministero della Salute Osman Öztürk ha detto che il ministero è incaricato di investigare quali siano le implicazioni della moria di pesci sulla salute umana, ma anche gli impatti ambientali. “L’inquinamento qui, facilmente visibile ad occhio nudo, potrebbe aver causato la morte di massa”, ha detto, aggiungendo che gli impianti di pesca nel Torul e le riserve di Kürtün dovrebbero anche loro essere ispezionati per bene.

“Se necessario, invieremo i campioni d’acqua al Erzurum Provincial Hygiene Institute Directorate”.

“Stiamo collaborando con i funzionari provinciali del ministero dell’agricoltura. Abbiamo deciso di istituire un centro di gestione delle crisi. ” ha detto.

Il residente Tacettin Ince ha detto che i serbatoi sono stati puliti da parte del comune e ciò potrebbe aver causato l’inquinamento dell’acqua, quando i residui pericolosi dalla soluzione del detergente si sono miscelati con il flusso dell’Harşit.

Continua dicendo che anche gli animali del villaggio non mangiano le colture locali, il che ha costretto i residenti ad acquistare il grano che usano per nutrire i loro animali da altre città.

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Moria di animali: Migliaia di pesci trovati morti sulle rive della Florida

Migliaia di pesci sono stati rivenuti morti, venerdì, sulle rive di una spiaggia della Florida. I biologi della Florida Fish And Wildlife Conservation Commission credono sia stata la mancanza di ossigeno a provocare la morte dei migliaia di pesci al Sebastian Inlet State Park. I funzionari della commissione, dicono che questa razza di pesce è particolarmente incline a morire per mancanza di ossigeno, soprattutto quando nuota vicino alla riva in numero tanto abbondante.

La scorsa settimana, sono stati ritrovati circa 500 pesci tamburo morti nel fiume Arkansas, nello stesso luogo dove, il mese prima, furono ritrovarti circa 83 mila pesci morti.

Dopo la grande moria di pesci, alla fine del 2010, e la morte di migliaia di uccelli accaduta nelle vicinanze dell’Arkansas qualche giorno dopo capodanno, le notizie sulle morie di animali hanno iniziato a ricevere una adeguata copertura, anche se la linea generale tende ad escludere un collegamento tra i vari eventi.
Gli enti che si occupano di fauna selvatica hanno suggerito di tutto per spiegare le morie: che si trattasse del tempo estremamente rigido che fossero stati dei fuochi d’artificio o delle indigestioni di massa, mentre l’USDA si è assunta la responsabilità di  negli Stati Uniti.

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AGGIORNAMENTO – 1.000.000 DI MEDUSE MORTE SULLA COSTA EST DELLA FLORIDA