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I DIPLOMATICI A MOSCA SI LAMENTANO DEL RAPPORTO BERLUSCONI – PUTIN

Questo Cable è controverso. In effetti sembra essere stato diramato dall’ambasciata americana a Mosca, però il The Guardian lo da come originario dall’Italia. Purtroppo vista la complessità nel trattare queste informazioni è difficile sapere se il The Guardian abbia fatto un errore, ma è probabile che sia così. Il cable racconta di una fonte (che è stata censurata) che, a pranzo con il diplomatico americano a Mosca, esprime frustrazione per il rapporto fin troppo stretto fra Berlusconi e Putin. Questo rapporto, secondo la fonte, terrebbe talvolta gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese dai Primi Ministri. Il cable è datato 5 Febbraio 2010, è classificato come confidenziale ed è stato redatto probabilmente da John Beyrle, diplomatico americano a Mosca.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Una fonte di Beyrle si definisce “frustrata” per la “linea diretta” fra Berlusconi e Putin, che terrebbe anche gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese.
  • I diplomatici non sarebbero a conoscenza dei retroscena, per quel che concerne le scelte prese nei rapporti Italia-Russia, l’unica informazione che avrebbero è “che Berlusconi e Putin approvano” le scelte in questione.
  • La burocrazia risentirebbe di questo comportamento in linea di massima, anche se a volte questa linea si rivela sbrigativa e positiva.
  • Un esempio citato è quello di Gazprom che avrebbe scelto di vendere in Italia mediante Eni (20% delle forniture Eni proverrebbero da Gazprom) a prezzo di mercato (e non sottoprezzo come inizialmente Gazprom aveva deciso di fare) solo dopo un colloquio privato fra Berlusconi e Putin
  • Il rappresentante di Eni a Mosca si rifiuterebbe di dialogare con ambasciate straniere, ma solo da due anni a questa parte
  • Secondo la fonte ‘censurata’ nel documenti il responsabile Eni a Mosca avrebbe ricevuto ordini di rispondere solo a Roma e di non parlare con “ambasciatori stranieri”
  • Enel avrebbe investito circa 6 miliardi di dollari in USA. Leggi l’originale

INCONTRO CON BERLUSCONI IN CONVALESCENZA

Questo documento è il sunto di un incontro per un pranzo privato fra Berlusconi e l’ambasciatore David H. Thorne. L’incontro è un pranzo fra il Presidente del Consiglio e l’ambasciatore italiano, all’incontro è presente anche Gianni Letta, che ha accompagnato l’ambasciatore nella residenza milanese di Berlusconi. Berlusconi è ancora in convalescenza in seguito all’aggressione subita a Milano da parte di Massimo Tartaglia. Il cable è datato 1 Gennaio 2010, l’incontro è avvenuto il 30 Dicembre 2010. L’autore del cable è David H. Thorne, Ambasciatore USA a Roma.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi è ancora ferito e fasciato per l’attacco subito in Dicembre, ma appare comunque ottimista e desideroso di mostrare i suoi progetti per “spingere” l’elite italiana, nonché di condividere pensieri su personaggi politici europei ed italiani
  • I progetti di Berlusconi prevedono la realizzazione di una scuola privata per “l’italian elite”.
  • Berlusconi è “depresso” per via dell’attentato di Tartaglia: lui è un imprenditore, vuole che tutti lo amino (parole di Gianni Letta)
  • Berlusconi ha “sfacciatamente dichiarato”, durante il pranzo, che l’Italia ha messo gli USA al primo posto nelle politiche internazionali e che l’Italia è pronta ad aiutare l’america in qualunque modo possibile
  • Secondo Berlusconi l’influenza ed il potere di Sarkozy sono molto scemati nell’ultimo anno e non ha più il potere che il leader francese aveva un anno prima
  • Berlusconi elogia il rapporto fra Putin e Medvedev e, neanche a dirlo, i saluti dopo pranzo vengono interrotti da una telefonata di Putin
  • Berlusconi esprime “sgomento” per le politiche repressive iraniane ed offre all’ambasciatore USA piena collaborazione sul trattamento delle dinamiche di Teheran, mettendo a disposizione anche i servizi italiani.
  • “Senza mezzi termini” Berlusconi descrive all’ambasciatore americano i magistrati italiani come “un grande problema” dicendosi pronto a stringere un alleanza con il centrosinistra pur di attuare la riforma della giustizia
  • Berlusconi e Letta mostrano un grande rispetto per i leader dell’opposizione, ed elogiano Pierluigi Bersani come un “duro avversario, dotato di una intelligenza superiore”
  • Letta, lontano da Berlusconi, si complimenta anche per l’operato di Massimo D’Alema che avrebbe fatto delle scelte positive molto difficili nei Balcani. L’efficienza di D’Alema è la ragione per cui Berlusconi avrebbe spinto pesantemente al fine di averlo come Ministro degli Esteri UE, nonostante le loro differenze.
  • Letta non esprime giudizio su Antonio Di Pietro, non avendo idea di quali saranno le scelte politiche di questo negli anni a venire
  • Berlusconi e Letta esprimono entrambi “preoccupazione” per l’evolversi della crisi economica nel 2010. I due valutano che l’Italia abbia reagito bene nell’anno decorso, ma sono preoccupati rispetto alla creazione di posti di lavoro nel 2010.
  • Berlusconi annuncia che guiderà l’ambasciatore personalmente in una visita a Roma, nello specifico gli mostrerà il suo progetto di un’Accademia per “l’elite italiana”. Il palazzo “Villa Gernetto”, completamente ristrutturato, ospiterà una scuola speciale per 100 giovani meritevoli e sarà interamente finanziata dalla fortuna personale di Silvio Berlusconi. L’apertura è prevista per Marzo 2010. Berlusconi in merito annuncia che sceglierà personalmente gli studenti. Leggi l’originale

PREPARAZIONE DELL’INCONTRO OBAMA – BERLUSCONI 15/06/2009

Questo documento è una relazione su Berlusconi ed il suo operato in vista dell’incontro fra il Premier italiano ed il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’autore del cable è Elizabeth L. Diddle, incaricato affari esteri all’ambasciata USA a Roma. Il cable è datato 9 Giugno 2009 ed è classificato come confidenziale.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi viene raccontato dal punto di vista delle scelte politiche
  • Gli atteggiamenti di Berlusconi spesso frivoli e le sue numerose gaffe avrebbero fatto sì che molti (anche all’interno del Governo USA) siano convinti che lui sia un leader europeo inefficiente, vanitoso ed inetto.
  • Berlusconi verrebbe descritto come arrogante ma prezioso alleato nelle vicende internazionali
  • La gestione della crisi economica sarebbe stata “prudente” sotto il Governo Berlusconi
  • Il parere di Berlusconi sarebbe stato favorevole rispetto alla chiusura della prigione di Guantanamo
  • Il parere di Berlusconi sull’operato della NATO sarebbe “distorto” dai rapporti molto intimi e proficui a livello economico e personale che il Presidente del Consiglio intrattiene con la Russia e Vladimir Putin
  • La posizione di Berlusconi rispetto a Vladimir Putin cozzerebbe con la politica ONU di ridurre la dipendenza energetica europea rispetto alla Russia
  • Bisogna, secondo chi scrive il cable, chiarire con Berlusconi che la politica di gestione del nucleare dev’essere trasparente ed onesta, affinché gli americani possano entrare in concorrenza leale con la Russia nell’appalto del know-how necessario alla realizzazione delle centrali
  • Berlusconi negozierebbe con la Libia al fine di ottenere non solo una riduzione del flusso migratorio verso l’Italia, ma anche in funzione dell’ingresso dell’Eni nel mercato del petrolio libico
  • Berlusconi si è fortemente impegnato nel mantenimento delle truppe in Afghanistan ma è sceso dal quarto al sesto posto sulla scala dei contribuenti ISAF. L’Italia sarebbe stata “anemica” in questo frangente tagliando fortemente il budget delle missioni ma gli americani sono certi che con le dovute “pressioni” verso Berlusconi otterrebbero certamente una risposta positiva.
  • La politica italiana sulla presenza di basi americane in Italia è ben vista da chi scrive il cable, vengono elogiate disponibilità e persecuzione di una linea che permetta agli americani una buona presenza sul suolo italiano, con oltre 15.000 unità.
  • Berlusconi fa molte gaffe, ha atteggiamenti frivoli e discutibili, ma tagliare i legami con lui sarebbe sbagliato. E’ un alleato fedele, ammira l’america e intende consolidare i rapporti con essa sempre di più. Nonostante i suoi difetti è stato una pietra miliare nella politica italiana degli ultimi 15 anni e tutto fa pensare che questa presenza durerà ancora a lungo. Leggi l’originale

 

LE RELAZIONI ITALIA – RUSSIA VISTE DA ROMA

Questo documento, diversamente dai due diramati in precedenza, non è il verbale di una riunione. E’ invece una relazione sui rapporti bilaterali fra Russia e Italia, fra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. Il cable è datato 26 Gennaio 2009. L’autore del cable è l’allora ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli. Il cable è classificato come segreto.

Di cosa si parla in questo documento:

  • la scarsa influenza che Frattini avrebbe nei confronti di Berlusconi riguardo le politiche estere in Russia
  • l’ambasciatore della Georgia a Roma riporta al collega statunitense che secondo il loro Governo Putin avrebbe promesso a Berlusconi dei proventi nella costruzione di gasdotti
  • le percentuali di export italiano in Russia aumentano del 230%
  • Berlusconi e Putin si scambierebbero “costosi regali” secondo una fonte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio
  • l’assistente particolare (definizione Wikipedia) di Berlusconi, Valentino Valentini, si recherebbe spesso in Russia e sarebbe il suo “uomo chiave” in territorio elvetico ma per l’ambasciata “non è chiaro” cosa andrebbe a fare
  • l’ambasciatore americano sarebbe “irritato” dalla presenza di Berlusconi nella costruzione di rapporti fra Russia e USA e riterrebbe di dovergli mandare “un segnale”.Leggi  l’originale

 

IL SEGRETARIO DELLA DIFESA AVVERTE FRATTINI: IMMINENTE GUERRA CON L’IRAN

Il Segretario alla Difesa Robert Gates (SecDef) si è incontrato con il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini nel corso di una visita ufficiale a Roma l’8 febbraio. Il Cable è datato 22 Gennaio 2010.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Strategie in Afghanistan
  • Possibilità di guerra in Iran
  • Operazioni nel Corno d’Africa

Leggi l’originale

Fonte

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Il vulcano MEDIATICO sta per esplodere

L’ingiusta guerra in Afghanistan perde colpi sotto l’offensiva dei media. Stanley A. McChrystal generale a capo della NATO a Kabul, è stato spazzato via da una notizia nell’ultimo numero di Rolling Stone. Il generale ha criticato la politica di Obama sull’Afghanistan puntando il dito sulla sua inesperienza.

Nel frattempo,WikiLeaks.org sta per rilasciare il secondo video della stagione – le riprese sono del 4 Maggio 2009, e mostrano il massacro nel villaggio afgano di Granai, dove pesanti bombardamenti hanno ucciso almeno 100 civili,molti dei quali bambini. Nel mese di aprile, Wikileaks rilasciò un rivoltante filmato di un attacco di una cannoniera a Baghdad nel 2007, intitolatoCollateral Murder’.


Ripreso da una telecamera nell’Apache coinvolto nell’operazione, mostra dei civili crivellati di colpi, dopo che il teleobiettivo portato dal fotografo Reuter viene scambiato per una granata con propulsione a razzo (RPG). Ormai su internet  circola il detto: “Non è un RPG, è una Canon!” Successivamente nel video un furgoncino carico di scolari si ferma per soccorrere i feriti, facendo anch’esso una brutta fine.


COLLATERAL MURDER:


Entrambi gli atti violano la Convenzione di Ginevra. Ma ciò che è veramente scandaloso è la colonna sonora. Rivela che l’equipaggio è formato da sub umani, senza alcuna etica. Mentre uccidono i civili, parlano come se fossero videogamers che tentano di fare il punteggio più alto. “Guardate tutti quei bastardi morti”, dice uno dei soldati.

Ora, Wikileaks sta rilasciando il video di Granai, dove il bilancio delle vittime civili è dieci volte superiore a quello indicato nel mattatoio di Baghdad. Non c’è da stupirsi che gli americani siano alla ricerca della “collaborazione” di Julian Assange, il fondatore australiano di Wikileaks. Per alcune settimane si temeva che lo stessero cercando. Ci si chiede come abbiamo fatto a non trovarlo! – è infatti comparso recentemente ad una riunione del Parlamento europeo. In effetti gli americani non sono molto bravi a cercare le persone! Si consideri la superstar inafferrabile Osama bin Laden – 27 audio e molte riprese video al suo attivo, ed è ancora a piede libero.

Principalmente, Assange è stato in Islanda, contribuendo a forgiare la Modern Media Initiative. La settimana scorsa, il parlamento islandese ha votato a grande maggioranza a favore della riforma di legge sui media. Le leggi saranno ora valutate anche secondo alla tutela della libertà di parola, degli informatori e delle fonti anonime. Si favoriscono anche i gioralisti e i blogger che potranno, sfruttare l’Islanda come porto franco se nei loro paesi la libertà di informazione è compromessa.



L’islanda con questa legge tutela la libertà di informazione a livello internazionale. Con questa riforma le casse dello Stato si riempiranno di denaro. Denaro di cui ha bisogno per uscire dalla crisi economica innescata dai fallimenti bancari. Ben presto, l’Islanda potrebbe diventare le Cayman del giornalismo investigativo e del blogging, con enormi server farm.

Il sistema informativo statunitense è al tracollo con il suo controllo mediatico, il giornalismo di parte e il patriottismo costruito, si ritrova in una situazione impari a confronto del vulcano mediatico che sta innescando l’Islanda. In Afghanistan, McChrystal è stato rimpiazzato dal generale David Petraeus, l’uomo che ha perso i sensi nel corso di un’audizione al Senato mentre si affrontavano questioni complesse relative all’Afghanistan. Scherzi a parte, c’è da preoccuparsi!


The unjust war in Afghanistan is reeling under a media offensive. General Stanley A. McChrystal, the North Atlantic Treaty Organisation (Nato) chief in Kabul, has been blown away by a story in the latest issue of Rolling Stone. Reeking of eau de gonzo, ‘The Runaway General’ depicts McChrystal and his entourage as locker room louts stiffing the finger to limp-wristed Washington. The miasmic eau emanates from the soldiers, not the journalist, who has the quotes to back his story.

Meanwhile, the whistleblower magnet WikiLeaks.org is releasing its second blockbuster video of the season — footage of the May 4, 2009, massacre in the Afghan village of Granai, where heavy bombing killed at least 100 civilians, most of them children. In April, it had released stomach-turning footage of a gunship attack in Baghdad in 2007, titled ‘Collateral Murder’.

Taken by the Apache’s gun camera, it shows civilians being machine-gunned after the telephoto lens carried by a Reuter photographer is mistaken for a rocket-propelled grenade (RPG). It’s become a black joke on the internet: “That’s not an RPG, that’s a Canon!” When a van carrying schoolchildren pulls up and the driver tries to help the wounded, it is also blown away.

Both acts violate the Geneva Convention. But what’s truly shocking is the soundtrack. It reveals that the copter is crewed by sub-humans with no ethical faculty. While killing civilians, they talk like video gamers shooting for high scores. “Look at all those dead bastards,” crows one as the dust settles.

Now, Wikileaks is releasing the video from Granai, where the civilian death toll was ten times more than shown in the Baghdad footage. No wonder the Americans are seeking the “cooperation” of Julian Assange, the Australian founder of WikiLeaks. For some weeks it was feared that they were hunting him. Wonder why they couldn’t find him — he appeared recently on a panel of the European Parliament. But then, Americans aren’t very good at finding people. Consider the elusive superstar Osama bin Laden — 27 audio and video hits and counting, and he’s still on the loose.

Mainly, Assange has been in Iceland, helping to forge the Icelandic Modern Media Initiative. Last week, Iceland’s parliament voted overwhelmingly in favour of a resolution for media law reform moved by an all-party group of 19 MPs. Laws will now be passed for the protection of free speech, whistleblowers and anonymous sources and against Strategic Lawsuit Against Public Participation (Slapp) suits and ‘libel tourism’, in which an aggrieved party in one country uses the courts of another country with favourable libel laws to sue a newspaper, journalist or blogger in a third country.

Iceland is internationalising media law and bringing it up to speed with the information age, and it will make money off it, too. Which it needs to recover from the economic crisis triggered by bank failures. Soon, Iceland could become the Grand Caymans of investigative journalism and blogging, with huge server farms and the head offices of media organisations.

I worry for the future of the US war machine. Media control, embedded journalism and manufactured patriotism are primitive methods, unequal to the media volcano that Iceland is unleashing. And in Afghanistan, McChrystal has been replaced by General David Petraeus, the man who fainted at a Senate hearing while facing hard questions about Afghanistan. Seriously, I worry.