L’Algeria spegne Internet non appena iniziano le proteste

Sono stati utilizzati proiettili di gomma e gas lacrimogeni per cercare di disperdere le masse in rivolta nelle città e nei paesi, con 30.000 poliziotti in tenuta antisommossa scesi in piazza solo ad Algeri.

Ci sono state anche segnalazioni di giornalisti presi di mira da teppisti sponsorizzati dallo Stato per interrompere il flusso di notizie verso l’estero.
E’ stato comunque l’attacco del governo a internet ad essere di particolare rilevanza per coloro che chiedono di porre fine al regime repressivo del presidente Abdelaziz Boutifleka.

I manifestanti mobilizzati attraverso internet si sono organizzati come per l’Egitto e la Tunisia.

“Il governo non vuole che le folle di rivoltosi si formino attraverso internet”, ha detto Rachid Salem, coordinatore per il cambiamento democratico in Algeria.

“Le forze di sicurezza sono armate fino ai denti per la strada e stanno anche facendo di tutto per schiacciare la nostra rivolta su internet. I giornalisti, e in particolare quelli con le telecamere, sono stati portati via dalla polizia”. Il presidente Hosni Mubarak aveva cercato di arrestare i fornitori di servizi internet durante i 18 giorni di protesta, prima di abdicare come leader egiziano Venerdì.
Mostafa Boshashi, capo della Lega algerina per i diritti umani, ha dichiarato: “Gli algerini vogliono che anche le loro voci vengano ascoltate. Vogliono un cambiamento democratico..
“Al momento alle persone viene impedito di recarsi alle manifestazioni. Gli ingressi nelle città come l’Algeria sono stati bloccati.”

Almeno cinque persone sono state uccise durante simili le proteste in Algeria nel mese di gennaio, quando il Ministero dell’Interno disse che 1000 persone vennero arrestate.

Il Sabato almeno 500 persone furono arrestate solo nella prima serata ad Algeri, come successe per altre centinaia ad Annaba, Constantine e Oran che parteciparono alla cosiddetta rivoluzione del 12 febbraio.

“Le celle della stazione di polizia sono sovraffollate”, ha detto Sofiane Hamidouche, una dimostrante di Annaba.

“Ci sono battaglie e rivolte in tutte le città. E ‘il caos. Al calar della notte la situazione peggiorerà”.

L’Algeria è l’ottavo paese al mondo con le maggiori riserve di gas naturale, ed è anche ricca di petrolio, ma la sua popolazione giovane soffre di una disoccupazione di massa, una cronica mancanza di alloggi, e di una povertà diffusa. La corruzione politica è endemica.

Fonte

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Informazioni su neovitruvian

Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 14 febbraio 2011 su Abdelaziz Boutifleka, Algeria, Internet libero, Rivolte, Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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