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L’antico segreto della svastica e la vera storia della razza bianca

La razza bianca è stata volutamente tenuta all’oscuro riguardo all’ ancestrale religione induista, che venne praticata in tutta l’ Europa preistorica, per migliaia di anni, prima della nascita del cristianesimo. Come risultato, la razza bianca ha “perso la bussola” e dimenticato “chi è” spiritualmente, scartando l’introspezione, nella selvaggia ricerca di denaro e beni materiali. Esamineremo la moderna censura della religione Hindu e la soppressione del suo simbolo chiave, la svastica. Vedremo come, di conseguenza, i bianchi abbiano dimenticato il loro passato, il loro futuro e la grandezza delle loro antiche dottrine spirituali.

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L’ induismo, con i suoi elevati concetti spirituali di anima eterna, reincarnazione, Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana (concetti che molti bianchi oggi stanno misteriosamente riabbracciando), è una tradizione religiosa europea ormai perduta, la quale nacque molto prima del cristianesimo e dell’ebraismo. Questa non è una congettura razzista o una opinione non supportata, è un fatto provato nel mondo accademico.

SVASTICHE TROVATE NELLE ROVINE DELL’ANTICA EUROPA

Tutte le antiche culture europee, come gli Etruschi, i Greci, i Romani, i Galli, i Celti, ecc praticavano lo stesso tipo di alta religione spirituale, l’induismo. Possiamo ancora trovare il simbolo centrale di questa religione, la svastica, in tutti i principali rinvenimenti archeologici europei. Questo studio dell’università di Yale del 1898 ci fornisce una mappa di questi ritrovamenti:

Map-of-Europe-Swastikas-Yale-StudyLe svastiche nell’europa antica, secondo uno studio della Yale University del 1898

Swastika-on-Minoan-Pottery-CreteSvastica su un vaso di ceramica minoico (Creta)

Swastika-on-Roman-MosaicSvastica in un antico mosaico romano

Terracotta-jug-swastika-Otre di terracotta con svastica, proveniente da Creta. Museo Archeologico Nazionale. Atene.

La maggior parte delle persone associano l’induismo all’India. Questo è corretto. Ma l’induismo non è nato in India. Venne portato in India, secondo gli studiosi. Questi ultimi ritengono che, prima di stabilirsi in Europa, i nomadi “ariani” (o razza bianca) invasero l’India antica da nord, portando con sé l’induismo e introducendolo nel subcontinente.

(NOTA: Ci hanno insegnato a scuola che il termine “ariano” rappresenta l’ideale Hitleriano di una “razza superiore” con i capelli biondi e gli occhi azzurri. Questa tuttavia è una bugia bella e buona. Storicamente, “ariano” ha sempre significato “razza bianca”, cioè gli europei. Per centinaia di anni prima della seconda guerra mondiale, gli studiosi universitari di tutto il mondo usarono il termine “ariano” per indicare i “bianchi”. (Fate una semplice ricerca in Google books e vedrete).

L’induismo è ancora praticato nell’India odierna. L’Europa invece è andata incontro ad un destino diverso. L’introduzione del cristianesimo, duemila anni fa, sradicò la razza caucasica dalle sue radici religiose indù, gettando l’Europa nei Secoli Bui da cui la popolazione, in generale, tentò, fallendo in molti modi, di emergere.

L’origine segreta dell’induismo e della razza bianca viene svelata, in una cronaca affascinante conosciuta negli ambienti accademici come l’antica “Invasione Ariana dell’India”. Ancora una volta, non si tratta di una teoria marginale, ma è accettata dalla stragrande maggioranza degli studiosi del mondo, archeologi, professori e accademici.

L’INVASIONE ARIANA DELL’INDIA

Gli storici hanno creduto per secoli, che l’India preistorica, terra natale della svastica, simbolo chiave dell’induismo, fosse la patria di due razze: gli Ariani dalla pelle chiara e i Dravidi dalle pelle scura.

La teoria dell’invasione ariana dell’India postula che i Dravidi erano il popolo nativo dell’India moltissimo tempo fa e ad un certo punto vennero invasi da nord da una sofisticata razza caucasica di guerrieri nomadi, gli ariani. La vittoria degli Ariani fu rapida e completa e scelsero di rimanere, abbandonando il loro stile di vita nomade, amalgamandosi con i nativi. Gli Ariani insegnarono ai Dravidi la loro avanzata cultura e religione, il loro simbolo chiave cioè la svastica, portando infine il loro dominio culturale e linguistico fino alla parte settentrionale del subcontinente. Gli ariani istituirono il sistema delle caste e si stabilirono, come quella dominante al fine di proteggere la loro pelle bianca e mantenere il loro sangue puro. Questi ariani, secondo gli storici, sono coloro che composero i sofisticati scritti vedici; questi testi costituiscono il cuore della religione dell’Induismo.

Dall’India, gli Ariani migrarono poi verso ovest in Europa, portando la cultura nelle zone che si sono poi evolute in Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Polonia, e così via. Ogni bianco caucasico americano che possa rintracciare le origini della sua famiglia in Europa è un discendente di questi ariani.

Di nuovo, questa non è un opinione, rappresentano studi accademici. In Barbarian Tides, una pubblicazione dal 1982 della prestigiosa biblioteca Time-Life Books, ci viene detto:

“Costoro, gli ariani, avrebbero condiviso le loro istiturzioni sociali nel subcontinente indiano divulgando una cultura spirituale unica, l’induismo”.

“Il concetto di casta nasce dall’estrema coscienza di razza: la parola originale usata per “casta” significa “colore”.

Ciò ha una conseguenza interessante: Molto prima del cristianesimo, la maggior parte dei caucasici europei praticò la religione che oggi chiamiamo induismo. Se gli Ariani portarono l’induismo in India e gli europei discendono dagli ariani, ne deriva che tutti gli antenati dei popoli europei, ad un certo punto, praticarono una forma di induismo.

Naturalmente, la maggior parte dell’occidente oggi, ha capito che il simbolo della svastica era sacro per gli Indù che vivevano in India. E’ visibile nei templi, negli altari, nelle scritture religiose, venivva utilizzata inoltre nei matrimoni, nei festival, dipinta sulle case e presente su vestiti e gioielli.

SVASTICHE IN INDIA

Hindu-Temple-SwastikasSvastiche in un tempio Indù

Indian-Hindu-with-swastika-guitarSvastiche nella chitarra di un musicista

Hindu-Temple-in-India-with-SwastikasSimbolo della svastica in un tempio Indù

In ogni caso pochissimi occidentali si ricordano che la svastica una volta era il più importante e prolifico simbolo europeo.

SVASTICHE NELL’EUROPA ANTICA

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Svastica dall’antica Gallia. Museo gallo-romanico, Lione, Francia.

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Mosaico romano decorato con svastiche a La Olmeda, Spagna

Artemis-with-swastikasArtemide con Svastica, Grecia 700 a.c.

Poco dopo l’incredibile scoperta della mitica città di Troia nel 1870 da parte dell’archeologo tedesco Heinrich Schliemann (1822-1890), vennero rinvenuti una moltitudine di artefatti recanti la svastica nelle rovine della città. Dopo aver consultato due studiosi di sanscrito, Emile Burnouf e Max Müller, Schliemann si convinse che fosse un importante simbolo religioso ariano. Burnouf, un orientalista francese, ritenne che la svastica fosse una prova non solo della migrazione verso ovest delle tribù ariane provenienti dall’India, ma anche un collegamento simbolico alla sofisticata religione induista.

Nel suo libro del 1896, The Swastika: The Earliest Known Symbol and its Migrations, Thomas Wilson, già curatore del Dipartimento di antropologia preistorica nel Museo Nazionale degli Stati Uniti, scrisse a riguardo della svastica:

“Alcune autorità sono del parere che si tratti di un simbolo ariano che venne utilizzato prima della loro dispersione in Asia e in Europa. Si tratta di un bel soggetto di indagine e potrebbe forse spiegare come la svastica sia stata diffusa tra svariati popoli, per l’effetto di vari esodi della popolazione in Europa e Asia “.

-Thomas Wilson

Nel 20 ° secolo, immagini di svastiche vennero scoperte su manufatti di tutta Europa: mosaici, fregi, sculture, e dipinti, utilizzati dagli Etruschi, dai Romani, dagli Scandinavi, dai Sabini, dai Frigi e dai Greci.

Al di fuori dell’Europa, la svastica venne rinvenuta in alcune città-stato della Mesopotamia, sulle antiche reliquie iraniane e ittite e utilizzate in TIbet dalla fede autoctona Bön. La svastica è importante anche per il buddismo e per il giainismo – moderne rivisitazioni della religione antica induista.

Dalai-Lama-with-SwastikasIl Dalai Lama con svastiche

Swastikas-on-Japanese-Buddhist-Temple-300x266Svastica in un tempio buddhista giapponese

Japanese-Buddhist-Temple-SwastikaSvastica in un tempio buddhista giapponese

 

IL REVIVAL DELLA SVASTICA IN EUROPA – “DIO E’ MORTO”

Poco dopo la scoperta di Schliemann, la svastica andò di moda tra i bianchi europei, molti dei quali cominciarono a denunciare in massa il cristianesimo e a vedere la svastica come l’autentico emblema della loro origine europea. Il movimento si diffuse tra i bianchi in tutto il mondo:

Edmonton-SwastikasThe Edmonton Swastikas, Canada 1916

Boys-Swastika-Basketball-Team-San-FranciscoSquadra di pallacanestro con svastica, San Francisco, 1908

Swastika-Rudyard-KiplingAutore e massone inglese, Rudyard Kipling (1865-1936) utilizzava la svastica nella copertina dei suoi libri.

Clara-Bow-with-swastikasL’attrice Clara Bow con svastiche su colletto e cappello, 1920

cocacola-swastika-fobUn originale cavatappi della Coca Cola a forma di svastica

 

A quei tempi, anche gli scritti dell’influente filosofo tedesco del 19 ° secolo Friedrich Nietzsche (1844-1900) aiutarono a riportare in auge la svastica. Nietzsche è famoso per la sua appassionata denuncia al monoteismo biblico. La sua frase famosa era “Dio è morto” in Così parlò Zarathustra (1883).

Cosa intese Nietzsche con questa sua frase provocatoria?

Nietzsche accusa che la religione cristiana, sia stata una bufala perpetrata da “ebrei” (stando a quanto affermò) e progettata per metterli in una posizione di potere, influenza e autorità. L’obiettivo ebraico, secondo lui, era quello di elevare il Dio guidaico a Dio del Mondo, stabilendo la religione del Nuovo Testamento sulle fondamenta del loro dell’Antico Testamento:

“… Il cristianesimo [..], non è un movimento contro l’ebraismo, ma piuttosto la sua conseguenza… anche oggi il cristiano può sentirsi anti-ebraico senza rendersi conto che esso stesso è la conseguenza ultima del giudaismo … “

-Friedrich Nietzsche

Già nel Rinascimento, molti europei erano già disposti ad abbandonare la tradizione biblica, che veniva percepita estranea alle loro origini. Dal 19 ° secolo, gli studiosi europei e i laici cominciarono a riscoprire il proprio patrimonio religioso. Questo movimento Anti Giudeo/Cristiano acquisì moltissima popolarità tra gli studiosi, gli accademici e gli intellettuali, come Aldous Huxley, che diffidò sempre dal monoteismo. Nel suo articolo ‘one and many” Huxley afferma che:

“Il monoteismo, come noi la conosciamo in Occidente, è stato inventato dagli ebrei”

-Aldous Huxley

I seguaci delle religioni abramitiche/semitiche del Giudaismo, del Cristianesimo e dell’Islam non utilizzano la svastica. Il popolo semitico ebbe una storia religiosa, culturale e linguistica molto diversa dagli Indo-europei (chiamati così, perché gli ariani si stabilirono in India prima di migrare in Europa), le religioni semitiche presenti in Europa, attraverso il cristianesimo, sono molto più giovani di quella che utilizza la svastica.

IL SANSCRITO, LA LINGUA MADRE EUROPEA

Il modello dell’”invasione ariana” emerse dopo che il filologo inglese Sir William Jones (1746-1794) riconobbe le somiglianze tra la lingua l’antica lingua indiana dello sanscrito e le lingue europee più moderne, tra cui il latino, greco, il germanico, il celtico e le lingue slave.

Gli studiosi scoprirono che il Sanscrito era in realtà la “lingua madre” da cui tutte le lingue d’Europa si sono evolute. Le lingue europee vengono ora chiamate “Indo-Europe” in onore della loro origine “indiana (sanscrita). Altri ricercatori approfondirono il lavoro di Jones, mostrando che le lingue avestica e armena si basavano sul sanscrito.

Il termine “ariano” deriva dall’antico termine indiano (sanscrito vedico) e persiano (avestanico) “arya” che sta a significare “nobile”. Le tribù ariane in India chiamarono la loro terra “Aaryaa varta” o “Distesa Ariana”. Gli Ariani in Iran chiamarono le loro terre similmente, con il nome di Airyanem Vaejah, oggi conosciute come Iran, che è a sua volta una variante del termine “Ariano”.

Gli occidentali inconsapevoli della discendenza ariana dell’Iran spesso fanno di tutta l’erba un fascio in base alla religione islamica che lo accomuna ai paesi limitrofi. L’Iran, si è tuttavia, contraddistinto in diversi modi, che gli hanno permesso di mantenere gran parte della sua identità nazionale, razziale e culturale per migliaia di anni. Descrivendo gli iraniani, il famoso storico del 5 aC Erodoto scrisse:

“Nei tempi antichi … erano conosciuti come Ariani”.

-Erodoto

Il re persiano, del 6 ° secolo aC, Dario il Grande, in una iscrizione a Naqsh-e-Rostam, afferma:

“Io sono Dario, il grande re … Un persiano, figlio di un persiano, un ariano, con origini ariane …”

-Dario il Grande

Circa due terzi della attuale popolazione dell’Iran si può definire “caucasica”, discendono dalle antiche tribù ariane che si spinsero a overt attraverso l’Iran, continuando fino a giungere in Europa dal nord dell’India. Il restante terzo è turco o arabo.

Lo scià aveva il titolo di Arya-Mehr, che significa “Luce degli Ariani”. Un’antica tradizione iraniana paragonabile al sistema di caste indiano e che è in paratica ancora oggi è la regola contro il matrimonio interrazziale. Agli ariani iraniani viene proibito dalle loro famiglie e in alcuni casi anche da leggi di sposarsi con non ariani.

Il famoso filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770 – 1832) ritenne che la scoperta linguistica di Jones fosse la prova della migrazione verso ovest degli antichi Ariani. Lo studioso norvegese di sanscrito, Christian Lassen (1800-1876) era d’accordo con questa linea di pensiero, sottolineando che gli antichi Ariani, come i moderni cittadini appartenenti alle caste benestanti, avevano una carnagione più chiara. Il lessicografo tedesco Jacob Grimm (1785 – 1863), che scrisse un’opera basata sugli antichi miti ariani, chiamata ora “Grimm’s Fairy Tales” (cioè, la Bella Addormentata, Cenerentola e Raperonzolo), affermò che queste storie vennero utilizzate per millenni come veicoli per il trasporto di insegnamenti spirituali incredibilmente avanzati, durante le varie epoche.

Questi rinomati pensatori ebbero una forte influenza in Europa, dove esercitarono un impatto tremendo sul filologo tedesco e orientalista Max Muller (1823-1900), uno degli studiosi più celebri del 19 ° secolo.

Muller scrisse:

“Le nazioni ariane … si erigono sopra di noi come le principali nazioni dell’asia occidenale e dell’europa. … Perfezionarono la società ed i costumi; dalle loro opere possiamo apprendere elementi di scienza, le leggi dell’arte, e principi della filosofia. … Queste nazioni ariane divennero sovrane nel corso della storia, e il loro obiettivo sembrò quello di collegare tutte le nazioni del mondo grazie alle catene della civilizzazione … “

-Max Muller

Dal 1800 gli inglesi stavano già utilizzando questo modello come proposito politico per giustificare l’occupazione e il dominio coloniale dell’India, che cominciò agli inizi del 1600 e terminò nel 1947.

Molti scrittori e storici tracciarono le origini degli Ariani nella regione dei monti caucasici; queste montagne collegano Europa ed Asia, da qui il termine “caucasico”, inventato dall’antropologo tedesco Johann Friedrich Blumenbach (1752-1840), ed utilizzato correntemente per indicare la razza bianca.

IL GRANDE DILUVIO CHE AFFONDO’ ATLANTIDE

Alcuni studiosi ipotizzano che gli ariani provengano dal Tibet, dal cosiddetto “tetto del mondo”, dove a detta di molti ricercatori, gli atlantidei si sarebbero rifugiati dopo che le acque del diluvio distrussero Atlantide (sì, Atlantide), rimanendo sulle vette della regione al sicuro per generazioni. La stirpe ariana si generò qui, secondo questa ipotesi, divenendo la discendente diretta di quella atlantidea. È interessante notare che il famoso filosofo tedesco Immanuel Kant (1724 – 1804), descrivendo il Tibet, dichiarò:

“… Senza dubbio fu abitato prima di ogni altra zona e potrebbe anche essere stato il luogo di tutta la creazione e di tutta la scienza. La cultura degli indiani, come è noto, quasi certamente provenì dal Tibet, così come tutte le nostre arti quali l’agricoltura, i numeri, il gioco degli scacchi, ecc, sembrano provenire dall’India. “

-Immanuel Kant

Gli studiosi, i pensatori e i filosofi, una tempo accettarono questa cronaca come un fatto. In Cosmic Memory, ad esempio, Rudolf Steiner (1861-1925), celebre filosofo austriaco, letterato, architetto, scrittore, educatore e pensatore sociale, scrisse:

“La maggior parte della popolazione Atlantidea andò in declino e da una piccola parte di essi discero i cosiddetti ariani che formano oggi l’umanità civilizzata.”

– Rudolf Steiner, Cosmic Memory

Il sentimento pre-nazista Steineriano riflette una diffusa convinzione del suo tempo. Ciò potrebbe sorprendere coloro che reputano Steiner solo un innovatore dell’educazione. Oggi ci sono oltre un centinaio di scuole “Steineriane” in tutto il Nord America, e in decine di altri paesi.

Il filosofo greco Platone, citò per primo Atlantide nei suoi dialoghi “Timeo” e “Crizia”, nel IV secolo aC. Lo descrisse come un sofisticato impero antediluviano che fiorì per eoni in un continente ora sommerso nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori.

Platone affermò che una memoria di questi poteri è conservata nelle capacità fantastiche attribuite agli “Dei” della mitologia greca e romana: invece di essere divinità vere e proprie, erano mortali dotati di percezioni amplificate a causa della loro connessione con la propria anima eterna (si pensi al Cristo e al Buddha). Col tempo, tuttavia, il regno di Atlantide cominciò a decadere a causa delle sue tendenze materialiste, arrivò fino al punto di perdere quella connessione con la propria divinità interna che garantiva loro tali poteri . Platone scrisse:

“Per molte generazioni … obbedirono alle leggi e amarono il divino alla quale erano affini. … Riconobbero che le qualità del carattere umano erano di gran lunga più importanti della loro ricchezza materiale e passeggera. Riuscirono a mentenersi equilibrati nonostante gli elevati standard di vita, senza mai perdere l’autocontrollo … Quando l’elemento divino si indebolì però … e i loro tratti umani divennero predominanti, cessarono di agire con moderazione e saggezza. “

-Platone

Platone va avanti a spiegare che la fine di Atlantide avvenne qualche migliaio di anni fa, quando una serie di disastri naturali, affondò il continente in mare. Una manciata di superstiti, sfuggiti alla devastazione, si diffuse in diverse parti del mondo portando con se la loro religione e le loro usanze. Fino a tempi abbastanza recenti, la maggior parte degli studiosi ha ritenuto che antiche civiltà, separate da tempo e spazio, costruirono piramidi e monumenti piramidali in onore della loro cultura madre, Atlantinde:

Atlantis-Pyramids

Ancora oggi questa teoria è ampiamente diffusa e dibattura. Si possono trovare piramidi in India, Cina, Perù, Bolivia, Messico, Irlanda e molti altri luoghi. Tali strutture con finalità analoghe sembrano suggerire una connessione, se non ci fu alcuna comunicazione tra i diversi popoli che costruirono piramidi, è molto probabile che vi sia una fonte comune.

Gli scettici puntano sulla disparità di datazione tra le varie piramidi (gli studiosi ritengono che le piramidi del Vecchio Mondo sono state costruite migliaia di anni prima delle piramidi del Nuovo Mondo). Tuttavia, gli studiosi del Nuovo Mondo stanno retro datando di continuo la data di costruzione delle piramidi pre-colombiane e sembra solo una questione di tempo prima che le date coincidano.

La maggior parte degli studiosi pre – seconda guerra mondiale, convenivano sul fatto che le piramidi fossero collegate ad Atlantide. Videro i comuni miti del diluvio, fra le varie culture, come la prova della fine di Atlantide, erano leggende parallele su una catastrofe mondiale, per la quale l’uomo fu costretto a ricominciare. Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’”idea” di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri.

CONCLUDENDO

La connessione tra la svastica e la razza ariana (o, per usare un termine più recente, la razza “caucasica”) è chiaro, ma gli eventi moderni, le contraddizioni, le incomprensioni hanno storpiato il significato originale della svastica, in particolare la sua associazione semantica. Studiosi, antropologi, linguisti, e scienziati hanno capito che la svastica è la prova di un popolo unito altamente spirituale presente ai tempi dell’Europa preistorica.

La domanda è: Perché questa parte di storia viene volutamente tenuta nascosta? Perché non viene insegnata nelle scuole? E’ a causa del collegamento diretto ad Atlantide? Che la storia di Atlantide venga tenuta nascosta dalle elite perchè non vogliono che il mondo conosca il suo passato e in ultima analisi riscopra l’antica religione dell’”anima” … rendendosi conto che l’uomo possiede una divinità interna con poteri innati?

Le idee di Adolf Hitler sugli Ariani non differivano da quelle degli studiosi europei e laici del XVIII, del XIX secolo, e del’inizio del XX, purtroppo, le atrocità che lui e i nazisti commisero sotto il simbolo della svastica lasciarono il pubblico con una associazione semantica negativa della svastica. Di conseguenza, vi fu una “censura” di questo magnifico simbolo spirituale che ha continuato e continua a mantenere il popolo del 20° e 21° secolo nel buio più totale rispetto alla comprensione di questi potentissimi simboli.

hitler-swastikaA sinistra: 45a divisione americana nella prima guerra mondiale. A destra: Adolf Hitler con la svastica.

La svastica, un antico simbolo dell’induismo, si può abbondantemente ritrovare tra le rovine dell’Europa Neolitica. Questo ha convinto studiosi, del presente e del passato, che gli europei preistorici praticavano una forma di Induismo primitiva (con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, trasmigrazione, Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana). L’ascesa del cristianesimo europeo mise la parola fine al culto induista facendo sprofondare il continente nel periodo dei secoli bui. Si trattò forse di un colpo mortale, inflitto alla razza bianca, al fine di distaccarla completamente dalla sua natura spirituale?

Al giorno d’oggi i bianchi evitano la spiritualità, perseguendo il denaro e le ricchezze materiali, non sapendo che, i loro antenati, capirono i segreti della coscienza e della vita dopo la morte.

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Antico mosaico romano con svastiche. Museo Romano-Germanico, Colonia, Germania.

Nella prima parte abbiamo visto come le svastiche trovate sugli antichi manufatti europei, abbiano convinto gli studiosi che l’induismo veniva praticato nell’europa preistorica, ben prima che il cristianesimo arrivasse nel continente e spazzasse via questo culto.

L’INVASIONE ARIANA DELL’INDIA

Gli studiosi ritengono, che un gruppo massiccio di ariani, provenienti dall’Asia centrale, probabilmente dal Tibet – invase il sub continente ariano durante la preistoria. A diverse ondate giunsero fino alla fertile pianura del Gange, dove fondarono una nuova società che sarebbe divenuta il fondamento della induismo così come lo conosciamo. Gli indiani nativi, chiamati “Dravidiani”, vennero spinti lentamente verso sud dalle incursioni ariane.
I risultati di questo scontro culturale si possono vedere ancora oggi, con l’India meridionale che appare molto diversa alla sua controparte settentrionale, sia in termini linguistici che di tradizioni. Come già detto, gli ariani parlavano l’”Indo-europeo”, il linguaggio che, secondo gli studiosi, costituisce la base di tutte le lingue europee; a questo, a detta di molti ricercatori, si aggiunge il fatto che probabilmente gli stessi ariani furono i primi “europei”.

Scritti sull’invasione ariana dell’India possono essere trovati nei Veda, la più antica raccolta di testi Indù esistente, scritta tra il 2000 e il 1000 a.C. Veda in sanscrito significa “corpo di conoscenza.” Gli studiosi ritengono che i Veda provengano da una tradizione orale introdotta dagli Ariani.

E’ nei Veda, che conosciamo per la prima volta l’arcaico sistema gerarchico delle caste che divide la cultura indù in quattro gruppi distinti, più gli “Intoccabili”. Dall’India, gli ariani migrarono verso occidente in Europa, creando le più alte culture che divennero poi la Germania, la Gran Bretagna, la Francia, la Spagna, l’Italia, la Polonia, e così via.

Prima del cristianesimo, dunque, la maggior parte dei caucasici in Europa praticavano l’induismo. Se gli Ariani portarono l’induismo in India e gli europei discendono dagli ariani, seguendo la linea degli eventi, ne deriva che tutti i nostri antenati, in un certo momento della storia praticarono l’induismo, con i suoi alti concetti spirituali di anima eterna, Trasmigrazione , Karma, Yoga, Terzo Occhio e Nirvana.

L’INDUISMO – LA RELIGIONE DEGLI ANTICHI ARIANI

La prova di quanto affermato in precedenza può essere trovata notando l’incredibile diffusione della svastica nelle rovine dell’europa preistorica:

Ancient-European-SwastikaAntico mosaico all’Iliou Melathron (Palazzo del Sole) ad Atene, in Grecia.

Leggiamo in Barbarian Tides, una pubblicazione del 1982 a cura della prestigiosa biblioteca Time-Life Books, che “ariani” (un termine usato dagli studiosi pre-nazisti per descrivere gli abitanti europei “bianchi”) introdussero l’”Induismo” nel sub-continente Indiano prima di stabilirsi in Europa:

“Costoro, gli ariani, avrebbero condiviso le loro istiturzioni sociali nel subcontinente indiano divulgando una cultura spirituale unica, l’induismo”.

-Time-Life Books biblioteca, 1982

William Henry Goodyear (1846 – 1923), un noto archeologo americano, storico dell’arte e curatore di musei (figlio di Charles Goodyear quello dei pneumatici Goodyear) scrisse nel suo libro Grammar of the Lotus :

“… La svastica era un” simbolo ariano “… L’ipotesi che gli Indù ariani portarono con loro la svastica in India è … perfettamente sostenibile, dal momento che può essere trovata nell’arte preistorica europea …”

-William Henry Goodyear, Grammar of the Lotus, 1891

William-Henry-Goodyear

William Henry Goodyear fu il primo curatore del Metropolitan Museum of Art di New York City.

Più o meno in questo periodo, nel 1876, possiamo leggere nel manuale scolastico di geografia moderna, scritto da John Richardson, vicario del St. Mary Hospital nell’Essex, Londra:

“Gli ariani indù … in tempi molto precoci … si separarono dalla grande famiglia, negli altopiani dell’Asia centrale, attraversando l’Himalaya, scesero nelle pianure dell’Indo e del Gange, invasero gran parte della penisola, introducendo la civiltà e la religione che domina oggi l’India. ”

-John Richardson, un manuale scolastico di geografia moderna, 1876


John Richardson (1810 – 1888)

Nel suo libro del 1881, A Short Manual of the History of India, Sir Roper Lethbridge, un accademico britannico e membro del House of Commons, scrisse un capitolo intitolato “La conquista dell’India da parte degli indù ariani”, in cui spiega:

“… I resoconti sulle prime invasioni ariane … derivano principalmente da un esame degli Inni dei Veda, i libri religiosi più antichi degli Ariani …

… Gli invasori dell’India … appartenevano ad una razza (chiamata ariana o indo-europea), che comprendeva gli antichi Greci, Romani e Persiani e la maggior parte delle nazioni europee moderne, come quella inglese, tedesca, francese, e molte altre .

Sir Lethbridge-Roper, A Short Manual of the History of India, 1881

Queste citazioni mostrano l’attuale e diffusa credenza che gli “ariani” portarono l’induismo in India e poi in Europa. Mentre il cristianesimo sostituì l’induismo in Europa, esso rimase attivo in India.

La domanda quindi è: perché questa affascinante storia della razza bianca e della religione induista viene oggi censurata da quasi tutti i segmenti della società occidentale?

LA STORIA PROIBITA DELLA RAZZA BIANCA

L’induismo ariano viene tenuto nascosto di proposito, a quanto pare. Non viene insegnato nelle scuole o nelle università. Non è spiegato nei film,  nei libri di cultura popolare, alla TV, alla radio, sulle giornali o sulle riviste, o nei mass media. Il fatto stesso che tu non ne sia a conoscenza è prova di una cover up in atto.

Censored-SwastikasSimbolo della “Censura” in uno studio del della Yale University (1898) intitolato “Le svastiche dell’Europa antica”.

La cosa ancora più strana è come la razza bianca si identifichi con la religione ebraica e non con la propria religione ancestrale che è l’induismo. Ci vengono insegnate le storie bibliche di Mosè e dei dieci comandamenti, l’esodo dall’Egitto, l’arrivo nella Terra Promessa, il regno di Davide e Salomone, e così via. La storia ebraica venne innestata in maniera innaturale nella psiche europea al fine da far credere agli europei di aver dei progenitori ebrei, in altre parole, i bianchi sono “cresciuti” ebrei. Perché?

Il motivo è che sembra esserci qualcosa di nascosto, ma potente, nella storia ariana, che i poteri forti trovano estremamente minaccioso. Se cerchiamo di ripercorre le origini ariane spingendoci ulteriormente indietro, nelle profondità del tempo, arriviamo esattamente in questa “zona proibita”. Si tratta di un tesoro spiritualmente edificante e la cui saggezza può essere utile nell’auto miglioramento. Si basa su ciò che potremmo chiamare la connessione “Ariano/Atlantidea”.

LA CONNESSIONE ARIANO ATLANTIDEA

Questo collegamento Ariano / Atlantideo venne ripreso, in epoca recente dalla celebre mistica russo Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica” a New York nel 1875. La sua opera massima, La Dottrina Segreta, venne pubblicata nel 1888 ed ebbe un forte impatto in tutto il mondo. La sua influenza su Adolf Hitler e i nazisti, che viene praticamente trascurata dagli storici, alterò completamente il corso del 20 ° secolo. Notare la svastica sul logo della sua organizzazione:

Blavatsky-Theosophical-SocietyA sinistra: Helena Blavatsky. A destra: Logo della Società Teosofica, New York City, 1875. Notare la svastica.

Ignorando il concetto biblico che “Dio creò l’uomo in sei giorni”, la Blavatsky affermò l’antichità, il primato, e l’universalità della cosiddetta dottrina della “caduta dell’uomo e la sua discesa nella materia”, che costituisce la radice della dottrina di gran parte del pensiero orientale (Induismo, Buddismo), della filosofia greca e dei moderni circoli esoterici occidentali.

Essa insegna che sotto la carne gli uomini e le donne sono degli “dei” o “anime eterne” cadute nel “mondo materiale” dalla nostra più alta “casa spirituale” alla quale l’anima dovrà poi fare ritorno. Durante la sua discesa, anima ha dovuto indossare una “veste” cioè il corpo fisico, in questo modo non è più riuscita a riconoscere la sua natura eterna e spirituale.

“Non hai un’anima. Tu sei un’anima. Hai un corpo. ”

-C.S. Lewis

“L’uomo è un dio nel corpo di un animale secondo la filosofia antica …”

-Dr. Alvin Boyd Kuhn

“Un uomo è un dio in rovina.”

-Ralph Waldo Emerson

Secondo la Blavatsky, la caduta dell’anima è una conoscenza andata salvata dal cataclisma che distrusse l’antica e potente civilità di Atlantide. Come abbiamo visto nella parte 1, il filosofo greco Platone citò per primo Atlantide nel IV secolo aC, riferendosi ad essa come ad un’isola ormai sommersa che un tempo fioriva nell’oceano Atlantico.

Platone sostenne che gli Atlantidei possedevano una altissima religione spirituale, che permetteva loro di “vedere” la loro divina ed eterna “anima” all’interno del corpo fisico. Secondo lui, vedendo la propria ‘”anima interna” gli abitanti di Atlantide ebbero la possibilità di sfruttare dei poteri superiori, finchè lentamente la loro parte umana prese il sopravvento su quella divina.

“… L’elemento divino si indebolì… e le loro caratteristiche umane divennero predominanti e cessarono di vedere la loro prosperità con moderazione.”

-Platone, Timeo e Crizia

Mentre gli studiosi dei tempi della Blavatsky tracciarono le origini degli Ariani sulle montagne del Caucaso, la Blavatsky spostò la loro patria ad est in Tibet, nel cosiddetto “tetto del mondo”, dove trascorse anni a studiare. Le acque del diluvio che inondarono Atlantide, affermò, spinsero i profughi verso il Tibet, dove rimasero al sicuro per generazioni. Gli ariani lentamente emersero da qui diventando discendenti ed eredi diretti degli Atlantidei.

Aryan-Homeland-After-the-FloodMappa della invasione ariana dell’India.

È interessante notare come il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724 – 1804), descrivendo il Tibet un secolo prima della Blavatsky, dicesse che:

 “… Senza dubbio fu abitato prima di ogni altra zona e potrebbe anche essere stato il luogo di tutta la creazione e di tutta la scienza. La cultura degli indiani, come è noto, quasi certamente provenì dal Tibet, così come tutte le nostre arti quali l’agricoltura, i numeri, il gioco degli scacchi, ecc, sembrano provenire dall’India. “

-Immanuel Kant

La Blavatsky vide, nei miti del diluvio, leggende parallele su una catastrofe globale che costrinsero l’uomo e la civilità a ricominciare da capo, un pallido ricordo dell’affondamento di Atlantide.  Da questa catastrofe si generò una digressione totale, non solo culturale, che implicò una vera e propria involuzione della razza atlantidea stessa. La capacità Atlantidea di “mantenere la visione” della loro “anima interna” andò perduta. E’ rimasta solo l’”idea” di anima eterna che si è mantenuta fino ai giorni nostri. Nel corso dei millenni, la razza atlantidea si estinse; la Blavatsky sostenne che essa fu rimpiazzata da quella ariana.

Questa storia Ariano / Atlantidea venne supportata nel 19 ° e all’inizio del 20 ° secolo da studiosi e intellettuali. Il famoso filosofo austriaco, educatore, e pensatore sociale, Rudolf Steiner (1861-1925), scrisse:

“La maggior parte del popolo di Atlantide è scomparso ma da una piccola porzione di esso sono discesi gli ariani che rappresentano oggi l’umanità civilizzata.”

-Rudolf Steiner, Cosmic Memory

rudolf-steinerRudolph Steiner

Il membro del congresso americano Ignatius Loyola Donnelly (1831 – 1901) scrisse un capitolo intitolato “The Aryan Colonies From Atlantis” nel suo libroAtlantis: The Antediluvian World, dove afferma:

“La razza ariana… proviene da Atlantide?”

“Il centro delle migrazioni ariane (secondo l’opinione popolare) … fu l’Armenia. In quelle zone c’è anche il monte Ararat, luogo dove si fermò l’Arca – un altro riferimento alle regioni del diluvio”

“I Greci, che sono ariani, attribuiscono le loro origini alle persone che si salvarono dal diluvio, così come fecero altre razze di origine ariana … qui troviamo un’altra prova del rapporto tra Ariani e il popolo di Atlantide .. i Greci, una razza ariana, nelle loro tradizioni mitologiche, mostrano la più stretta relazione con Atlantide …Abbiamo visto che Zeus, il re di Atlantide, la cui tomba può essere vista a Creta, fu trasformato nel dio greco Zeus. “

-Ignatius Donnelly, Atlantis: The Antediluvian World, 1882

Ignatius-DonnellyIgnatius Loyola Donnelly

Durante la lenta scomparsa di Atlantide e la nascita della stirpe ariana, che si verificò nel corso di diversi millenni, avvennero, secondo la Blavatsky, 2 principali cambiamenti fisiologici, uno dei quali di fondamentale importanza.

IL TERZO OCCHIO ARIANO/ATLANTIDEO

Gli Atlantidei erano più alti di noi, ma persero la loro imponente statura non appena la loro spiritualità cominciò a vacillare. La seconda e più significativa mutazione impedì alla nuova razza ariana di “vedere” lucidamente l’”anima interiore.” Questo lasciò i suoi moderni discendenti, incapaci di vedere e riconoscere la propria divinità interiore. La Blavatsky riteneva che gli Atlantidei possedessero questa capacità un tempo, grazie all’esistenza di un enigmatico organo luminoso, all’interno del cervello, chiamato “occhio ciclopico” o “Terzo Occhio”.

Sulla fronte, al centro vi sarebbe una strana ma affascinante appendice. Come i nostri due occhi vedono all’esterno e al mondo materiale, questo unico occhio vede all’interno, alle questioni spirituali, all’anima. Quando gli abitanti di Atlantide involvettero in Ariani, il Terzo Occhio si atrofizzò. La Blavatsky scrisse:

“… Il “terzo occhio”, una volta, era un organo fisiologico che, in seguito, a causa della progressiva scomparsa della spiritualità e dell’aumento del materialismo si atrofizzò″.

-Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta, 1888

Anche se atrofizzato, la Blavatsky insisteva nel dire che come i nostri antenati di Atlantide, noi uomini moderni, potevano ancora accedere a questo organo; alcuni scienziati all’inizio del 19 ° e del 20 ° secolo lo identificarono nella ghiandola pineale, descritta nel seguente modo:

“Una piccola … appendice conica presente nel cervello di tutti i vertebrati craniati che in alcuni rettili ha la struttura essenziale di un occhio … è ritenuta un terzo occhio rudimentale, un organo endocrino, o la sede dell’anima …”

—Webster’s Ninth New Collegiate Dictionary

Il filosofo francese René Descartes (1596-1650) chiamò la ghiandola pineale la “sede dell’anima”, “Occhio singolo” e “Terzo Occhio”. E’ possibile trovarlo in dipinti, sculture, incisioni risalenti a migliaia di anni fa:

Ancient-Cyclopes-SicilyAntico mosaico di un ciclope con il terzo occhio presso Villa Romana, Sicilia

I lettori che hanno familiarità con l’induismo ricorderanno che il Terzo Occhio ha una lunga tradizione in India, dove è conosciuto come “urna” o “Trinetra,” e viene indicato da un puntino, sopra e tra gli occhi. Anche se i mistici e gli adepti parlano spesso dei suoi misteriosi poteri occulti, ad un livello base denota intuizione spirituale, fornendo al soggetto la visione della propria anima interna:

Bodhisattva-Statua di Bodhisattva del 3 ° secolo trovata nell’attuale Afghanistan. Nota: il Terzo Occhio simboleggiato dal puntino sulla fronte.

L’induismo ariano, ci viene costantemente tenuto nascosto, in modo da non poter conoscere il collegamento Ariano/Atlantideo che ci porterebbe alla riscoperta dei poteri latenti del terzo occhio? L’elite, sta cercando di non farci aprire il Terzo Occhio, quello strumento naturale con il quale comunichiamo con la nostra anima interiore, riconosciamo la nostra divinità e realizziamo il nostro potenziale?

Il Terzo Occhio viene ampiamente utilizzato in Oriente, appare in varie discipline, ed è sfruttato nelle pratiche di meditazione quali lo yoga e il buddismo Ch’an così come nele arti marziali come karate, qigong, e aikido. Esso costituisce l’apice della dottrina induista del Kundalini Yoga, con il suo famoso sistema di “chakra”. Il terzo occhio o “Ajna” è il sesto dei sette chakra e viene risvegliato quando riusciamo a bilanciare il nostro canale solare ovvero il “pingala” nella parte destra del nostro corpo con il canale lunare detto “ida” nel lato opposto:

Kundalini-Yoga-Third-Eye-YogaKundalini Yoga. Si noti il ​​sole sulla destra e luna sulla sinistra.

Nonostante gli orientali abbiano abbastanza familiarità con il terzo occhio la sua saggezza è stata totalmente dimenticata dal mondo occidentale. C’è stato uno sforzo cosciente per nasconderla?

IL SEGRETO MASSONICO DEL “TERZO OCCHIO”

Incredibilmente, il disegno di un sole sulla destra, di una luna sulla sinistra e di un occhio solo al centro è anche sulle insegne, sui disegni e sui manufatti della massoneria, la più antica società segreta della storia occidentale. Il terzo occhio viene solitamente disegnato al centro tra il sole (pingala) e la luna (ida):

Masonic-Third-Eye-Tracing-BoardTracing Board Massonica, 1820

La massoneria è l’erede di un antico e perduto segreto risalente ad Atlantide? La confraternita massonica venne creata in risposta alla venuta del cristianesimo come un tentativo di salvare la saggezza Ariano/Atlantidea sul Terzo Occhio?

I massoni furono a lungo considerati come i custodi di un blasfermo ed eretico segreto, proveniente dall’antichità. Si pensi all’improvvisa persecuzione dei massoni da parte della Chiesa cattolica, a partire dagli inizi del 1700.

“… Seguendo l’esempio dei nostri predecessori, abbiamo intenzione di rivolgere la nostra attenzione alla società massonica, alla sua intera dottrina, alle sue intenzioni, alle azioni e ai suoi sentimenti, al fine di mostrare la malvagità di questa forza e fermare la diffusione di una malattia tanto contagiosa … ”

-Papa Leone XIII, Humanum Genus

Questa condanna sembrerebbe indicare che i massoni fossero stati degli eretici, in possesso di una sorta di dottrina religiosa che contraddiceva il canone ufficiale della Chiesa. Per molti pensatori ed accademici del 19° e 20° secolo, il Terzo Occhio è proprio quella dottrina:

“… L’occhio che tutto vede … Questo è l’occhio della massoneria, il terzo occhio. Mentre so per certo che ben pochi massoni capiscano il significato dei loro stessi simboli, resta il fatto che li usano… ”

-—Dr. George Washington Carey, The Wonders of the Human Body,1918

“L’Ordine della Massoneria riconosce l”Occhio che tutto vede’ come l’Occhio della grande saggezza. Si dice che questa “Grande Saggezza” viene offerta in dono a coloro che cercano i sacri misteri, comprendono l’illuminazione, la visione interiore e la conoscenza intuitiva. Il contatto con questa grande saggezza avviene attraverso il ‘Terzo Occhio’ (ghiandola pineale) situato all’interno della fronte. ”

-Dr. Jeffries Joye Pugh, Eden, 2006

“L’occhio comune vede solo la parte esteriore delle cose, e giudica in base ad essa, l’occhio che tutto vede invece, attraversa le cose leggendo cuore e anima, trovando lì capacità che all’esterno non sono percepibili e non rilevabili da chi sprovvisto di questo dono. ”

-Mark Twain, famoso scrittore e massone americano, 1899

“La Grande Piramide è un simbolo occulto centrale, che viene spesso raffigurata assieme all’occhio che tutto vede o ” terzo occhio” al suo interno. In questa forma è il simbolo della massoneria mistica. ”

—John Bowlt, Wendy Salmond, and Marie Turbow, The Uncommon Vision of Sergei Konenkov, 1874-1971

“L’occhio che tutto vede … è anche l’emblema del terzo occhio umano … che venne ritrovato nei resti di tutte le civiltà ….”

—Grace Morey, Mystic Americanism, 1924

Massone famoso ed ex studente di Harvard, Albert Pike (1809-1892), credeva che la vera Massoneria fosse qualcosa di simile all’antica dottrina della razza ariana. Pike, un pilastro della Massoneria americana, è meglio conosciuto per il suo libro del 1871, Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry. Ma pochi si rendono conto che scrisse altri due libri degni di nota che esaminano l’antica spiritualità ariana: Aryan Deities and Worship as Contained in the Rig-Veda e Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta.

“Il mondo deve tutte le sue corrette e profonde concezioni di Divinità e la sua conoscenza dell’esistenza dell’anima, alla grande razza ariana”.

-Albert Pike Irano-Aryan Faith and Doctrine as Contained in the Zend Avesta

Albert-PikeAlbert Pike (1809-1892).

Come nel caso di Pike, un medico massone chiamato JD Buck (1838 – 1916) si interessò alla storia ariana in India, in Iran, e nelle religioni orientali in generale. Scrisse nella sua opera Mystic Masonry:

“La vera fonte da cui deriva l’Antica Saggezza …è l’India, la Madre delle civiltà, delle religioni e della sapienza esoterica.”

-Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Il Dr. Buck fornì anche una descrizione fisica del Terzo Occhio e collegò l’abilità di “controllarlo” al terzo grado della Massoneria:

“Venne chiamato “Terzo Occhio”. Gli antichi indu lo chiamarono Occhio di Shiva … E’ atrofizzato e quindi latente nell’individuo medio … L’occhio di Shiva è, infatti, un occhio che tutto vede; attraverso quest’ultimo è possibile annullare i concetti di spazio e tempo sul piano fisico …

Un vero Maestro [Massone], quindi, ha l’Occhio di Shiva. La ghiandola pineale, dormiente in altri, in lui è attiva … ”

-Dr. J.D. Buck, Mystic Masonry

Se Buck affermasse il vero e cioè che praticare una dottina occulta orientale, fosse parte dell’insegnamento massonico, risulterebbe anche chiara la forzata segretezza a cui è stata costretta la massoneria in Europa. A causa del potere e della brutalità dell’Inquisizione, così come per il suo obiettivo dichiarato di distruggere gli eretici, i massoni non ebbero altra scelta che nascondersi, al fine di preservare le loro tradizioni conoscenze e riti sul terzo occhio.

Detto in altre parole, il Terzo Occhio è il “Grande Segreto” della Vera Massoneria, che venne istituita proprio per preservare le antiche dottrine dei nostri antenati Ariano/Atlantidei.

HITLER E IL TERZO OCCHIO

E’ interessante notare che, avendo già accettato molte delle idee della Blavatsky, i leader occulti tedeschi – saliti al potere decenni dopo la morte di Pike o Buck, riconobbero anch’essi l’importanza del Terzo Occhio credendo persino alla spiegazione della Blavatsky, riguardo le sue origini Atlantidee. Descrizioni del Terzo occhio possono essere ritrovate negli scritti di molti capi nazisti. Hitler fece un riferimento indiretto ad esso nel Mein Kampf:

“… Tutta la cultura umana, tutti i risultati raggiunti nell’arte, nella scienza e nella tecnologia, sono quasi esclusivamente il prodotto creativo della razza ariana … ”

-Adolf Hitler, Mein Kampf, 1925

L’idea hitleriana sul Terzo Occhio venne espressa da Hermann Rauschning, ex presidente nazionalsocialista del Senato di Danzica. In “Hitler Speaks” (Londra, 1939), Rauschning scrisse:

Avere delle conoscenze magiche era evidentemente l’ideale di progresso umano concepito da Hitler … C’era una volta l’occhio dei Ciclopi, o occhio mediano, l’organo della percezione magica dell’Infinito, ormai ridotto ad una rudimentale ghiandola pineale. ”

-Hermann Rauschning, “Hitler Speaks”

Hitler-signAdolf Hitler

Un’ulteriore prova della sua fede nel Terzo Occhio può essere trovata nel libroHitler’s Secret Conversations, una trascrizione di dialoghi e discussioni riservate che ebbero luogo nel suo quartier generale dal luglio 1941 al novembre 1944, registrate per i posteri. Hitler affermò:

“In tutte le tradizioni umane … si può trovare menzione di un enorme disastro cosmico … A mio parere ciò è spiegabile solo considerando l’ipotesi che questo cataclisma distrusse completamente l’umanità, in possesso di un elevato grado di civilità. I frammenti che ci derivano della nostra preistoria forse, non sono altro che riproduzioni di oggetti appartenenti a un passato più lontano, ed è proprio grazie ad essi, che le origini della civilità possono essere riscoperte di nuovo … ”

—Trevor-Roper, Hitler’s Secret Conversations

La convinzione di Hitler nel Terzo Occhio dimostra quanto siano stati influenti gli scritti della Blavatsky nella Germania pre nazista. Molte delle sue idee erano esattamente parallele a quelle della Blavatsky, tra cui il logo della svastica, l’idea del primato della razza ariana e della sua antichità e di una civiltà antidiluviana altamente sofisticata e ormai dimenticata.

Squadre naziste di antropologi, archeologi e studiosi dell’occulto, vennero spedite in Estremo Oriente, India e Tibet per scoprire le prove della storia ariana. Le loro ricerche costituirono la base per i film di Indiana Jones, in cui vengono raffigurati ufficiali nazisti alla ricerca di manufatti e tesori perduti in terre dimenticate.

DECODIFICANDO LA SVASTICA

Secondo il professor Nicholas Goodrick-Clarke, uno studioso di esoterismo occidentale presso l’Università di Exeter, le idee della Blavatsky raggiunsero Hitler e i nazisti indirettamente, attraverso un poeta e icona occulta viennese della Germania Pre-Nazista chiamato Guido Von List (1848 – 1919).

Guido-Von-ListGuido von List (1848 – 1919).

Come la Blavatsky, List era convinto che gli antichi Ariani avessero creato delle “capitali spirituali” in tutta Europa. Secondo l’occultista furono loro a costruire la particolare architettura megalitica, basata su un misteriosa “tecnica” ereditata dai loro antenati di Atlantide, che prevedeva l’utilizzo della forza del «dio interiore», risvegliando il Terzo Occhio.

StonehengeStonehenge, monumento megalitico inglese.

Seguendo le opinioni del filosofo e massone italiano Giordano Bruno (1548-1600), che fu bruciato vivo dall’Inquisizione per aver rifiutato di abiurare le sue idee gnostiche eretiche, List credeva che l’Antico Testamento, su cui si basano i valori religiosi, sociali, dell’etica e della morale del mondo occidentale, rappresenti un falso insegnamento che ha nascosto il più ricco e autentico induismo ariano, un passato “spirituale”, ora quasi dimenticato.

Giordano-BrunoGiordano Bruno (1548-1600) una grande mente condannata a morte.

Per List, l’influenza del Vecchio Testamento in Europa oscurò l’induismo originale portato dagli Ariani. Infine, l’ascesa dell’onnipotente Chiesa cattolica diede il colpo di grazia finale all’induismo europeo. Secondo Goodricke-Clarke:

“… List fu attratto dalle idee di Giordano Bruno … Bruno proclamò come il giudaismo e il cristianesimo avessero corrotto la religione antica e vera … la quale godette di notevole popolarità tra i neo-platonici del Rinascimento. ”

-Nicholas Goodrick-Clarke, Le radici occulte del nazismo, 1992

Per List, come per Bruno, l’Antico Testamento non è un resoconto accurato della storia umana. Poichè l’Europa e l’Occidente hanno accettato senza riserve la Bibbia, come se fosse patrimonio di tutta l’umanità (e non la storia di un piccolo gruppo, gli ebrei), il popolo occidentale non è riuscito a riconoscere una storia che è di gran lunga più ampia, oltre che una ricchissima saggezza spirituale il cui simbolo chiave è la svastica.

La parola “Swastika” deriva dal sanscrito “su” (buono) e “Asti” (Essere), che significa “Essere buono”. L’emblema si forma con due “S” runiche simmetriche, ma opposte, ponendo in equilibrio perfetto le loro 2 forme congruenti. (Il runico era un antico e misterioso alfabeto utilizzato anticamente in Nord Europa)

Swastika-MeaningLa svastica, un antico simbolo per l’equilibrio degli opposti.

List sostenne che gli antichi Ariani videro nelle due “S” opposte della svastica, la dottrina dell’”equilibrio duale” (cioè, Sole vs Luna, Giorno vs Notte, Luce contro Buio, Caldo vs Freddo, Secco vs Bagnato, Maschio vs Femmina, Positivo contro Negativo, ecc.) Anche la Blavatsky credeva che la svastica simboleggiasse le “coppie di opposti” nel mondo materiale, proprio come lo yin e yang della Cina o il Sole e la Luna nella Massoneria:

“Il segno doppio, come ogni studente di occultismo sa, è il simbolo del principio maschile e del principio femminile della Natura, del positivo e del negativo …”

-Helena Blavatsky, La Dottrina Segreta

Spiegò che incrociare le due “S” significa unificare gli opposti o equilibrarli dando loro un centro comune, in altre parole, significa che per auto realizzarsi è necessario un punto centrale di equilibrio tra le due “S” opposte (la dualità).

Questa è precisamente la formula sacra per risvegliare il Terzo Occhio: il bilanciamento degli opposti (vale a dire, l’equilibrio del sole e della luna, di ida e pingala, di Boaz e Jachin, ecc.) Lo scrittore e giornalista inglese Perceval Landon (1868-1927), descrive il suo viaggo in Tibet, spiegando:

“… La svastica … sormontata dai simboli del sole e della luna rozzamente disegnati … compare nei più importanti luoghi del paese”.

—Perceval Landon, Lhasa: An Account of the Country and People of Central Tibet, 1905

Swastika-TibetSwastika in Tibet, fiancheggiata dal sole e dalla luna, Età del ferro (1300 aC – 600 aC) http://www.tibetarchaeology.com

Dopo essere arrivata in India con gli ariani, la svastica si trasferì in seguito in Cina e Giappone con la diffusione del Buddhismo (un ramo dell’induismo). Ecco perché il Buddha, la cui apparizione nel VI secolo aC avenne molto tempo dopo lo spostamento degli ariani e la diffusione dell’induismo, viene raffigurato con la svastica, mentre medita a gambe incrociate nella posizione del loto, con il terzo occhio aperto (il punto bindi) sulla fronte. In altre parole, utilizzando la svastica Buddha equilibra la sua parte solare e lunare, risvegliando il Terzo Occhio (“Buddha” significa colui che si è risvegliato):

Swastika-Third-Eye-Buddha-1024x418Il Buddha con la svastica sul petto e il terzo occhio aperto, in comunione con la sua “anima interiore” l’apice dell’insegnamento induista-ariano.

C’è, naturalmente, molto di più dietro il simbolismo della svastica, ma il suo significato di base è quello di insegnarci a trovare il nostro centro o «dio interiore» risvegliando il Terzo Occhio, un atto che rivela la pienezza del nostro essere interiore, dove ogni contraddizione e conflitto, svaniscono, dove il velo del mondo materiale viene provvisoriamente sospeso, rivelando il Sé o l’”anima interna” che ci permette di sfruttare il suo potere per ottenere la liberazione spirituale.

CONCLUDENDO

L’origine della razza bianca è molto più di un argomento “tabù″ per gli universitari di oggi, è completamente vietato e fuori legge. Il fatto che si sappia così poco su questo argomento e sull’antica religione europea dell’induismo, è una prova di tutto ciò. Un certo numero di studiosi del 18esimo, 19esimo e 20esimo secolo concordavano sul fatto che la razza ariana discendesse dall’antica e perduta razza Atlantidea. Questa convinzione, una volta era l’opinione che andava per la maggiore negli ambienti accademici.

Le elite non vogliono che le masse comprendano il collegamento, tanto sostenuto dai vecchi accademici, tra gli Ariani ed Atlantide, poichè la dottrina del Terzo Occhio spazzerebbe via completamente il “Dio” dell’Antico Testamento dall’equazione spirituale, migliorando l’uomo attraverso la forza della sua stessa divinità.

Fonte

I Re della Kundalini: Simbolismo massonico nell’arte e nell’architettura regale francese

I re francesi erano massoni illuminati i quali utilizzarono il simbolo esoterico della Pigna nella loro arte e architettura per simboleggiare il terzo occhio (ghiandola pineale). Ciò è evidente in una serie di vasi, urne, orologi, e altre opere regali rococo` di inestimabile valore (1700). Gli studiosi di storia dell’arte e gli esperti di antiquariato non hanno mai correttamente decifrato e spiegato queste opere al pubblico. In questo articolo, vedremo come queste opere celino, al loro interno, uno degli insegnamenti spirituali fondamentali della massoneria.

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Qui di seguito c’è l’immagine di un magnifico vaso dell’epoca di Luigi XVI, che ho soprannominato “Il vaso della Kundalini” perché riflette chiaramente la tradizione indù del Kundalini Yoga, il percorso di risveglio del Terzo Occhio. Il vaso ritrae una coppia di serpenti, che rappresentano i serpenti yogici Ida e Pingala, che, simmetricamente, crescono sui lati destro e sinistro, verso l’apice a forma di pigna (ghiandola pineale) per attivare il Terzo Occhio:

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A sinistra: “Il Vaso Kundalini” di Luigi XVI di Francia (1700). A destra: Kundalini Yoga.

Come spiego in diversi articoli, il concetto della Kundalini correlato al “risveglio del terzo occhio” è un “segreto perduto” della massoneria, un segreto che un tempo era conosciuto a tutti i monarchi e ai nobili d’Europa, tra cui Luigi XVI di Francia.

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Ritratto di Luigi XVI.

Secondo la tradizione massonica, tutti noi abbiamo un terzo occhio, sotto forma di una ghiandola pineale. Essa e` simboleggiata nell’arte dalla Pigna – e si trova vicino al “centro” del nostro cervello. La ghiandola pineale, una volta era considerata un “residuo vestigiale” di un organo più grande, il terzo occhio. Sebbene l’idea di risveglio del terzo occhio, era il punto centrale di un’antica religione universale, praticata in tutto il mondo, la tradizione fu poi considerata “pagana” e divenne fuorilegge con l’ascesa del cristianesimo. In Occidente solo i suoi simboli sono sopravvissuti. Uno di questi simboli è il più famoso e prolifico emblema araldico francese – il fiordaliso. Questo antico simbolo, che è stato adottato dai primi re di Francia, i Merovingi, e poi utilizzato dai successivi monarchi, costituisce, in realtà, una dettagliata “tabella di marcia” su come risvegliare il Terzo occhio – ovviamente – nascosta in bella vista. Nel fiordaliso “due petali gemelli – fiancheggiano – un terzo petalo centrale” ovvero come i canali di Ida e Pingala fiancheggiano la Sushumna centrale:

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Il simbolo del fiordaliso è un antico “Trittico” europeo (tre-in-uno, con il potere concentrato al centro) simboleggia il risveglio del terzo occhio.

Il fiordaliso assomiglia stranamente ad un altro antico, esoterico e potente simbolo, il Caduceo, emblema iconico ampiamente utilizzato dai reali francesi e da altri re e potentati d’Europa. Il Caduceo è un altro emblema che simboleggia il grande segreto massonico del terzo occhio. Il Caduceo, simbolo, oggi, acquisto della medicina, è direttamente correlato al simbolismo della Kundalini Yoga, come possiamo vedere in questa statua della dea in possesso di un Caduceo di fronte al Palazzo di Versailles fuori Parigi:

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Statua della dea con caduceo al palazzo di Versailles, 1600. I due serpenti del Caduceo simboleggiano i serpenti della Ida e della Pingala; il palo verticale simboleggia la Sushumna e la colonna vertebrale.

Per secoli, i massoni francesi codificarono il Caduceo nell’arte e nell’architettura, utilizzando a volte il simbolo della pigna al posto della solita “sfera” al vertice del Caduceo come riferimento al potere illuminante del ghiandola pineale o terzo occhio:

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L’architettura massonica francese raffigura il simbolo del Caduceo con una pigna all’apice.

E’ interessante vedere questo dettaglio nel caduceo. La bellezza naturale evocata dalla pigna migliora notevolmente l’estetica di queste immagini. Questo simbolismo è, infatti, massonico nella misura in cui imita il motivo comunemente illustrato, di seguito, su un grembiule massonico francese del 18 ° secolo. Il motivo è costituito da due pilastri (“Jachin” e Boaz “), uno con in cima il sole e l’altro con in cima la luna. Questi due pilastri sono ai lati di un terzo e più alto pilastro perfettamente centrato, che è sormontato da un occhio luminoso:

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A sinistra: 1700 Grembiule massonico Francese . A destra: il simbolo del Caduceo con pigna all’apice.

Nota: i paralleli

– I pilastri esterni gemelli della Tracing Board sormontati dalla luna e dal sole (Boaz e Yakin) non sono altro che i serpenti Ida e Pingala del Caduceo.

– Il pilastro centrale della Tracing Board corrisponde alla parte centrale del Caduceo, che è il Sushumna / colonna vertebrale della Kundalini Yoga.

– Il cosiddetto “All Seeing Eye” che sormonta la Tracing Board (Terzo Occhio) corrisponde alla pigna in cima al Caduceo.

Entrambe le immagini sopra si riferiscono al risveglio del Terzo Occhio nell’uomo. Questo è il segreto nascosto del simbolo della pigna nella muratoria, secondo il famoso autore Manly P. Hall:

“… la Kundalini del misticismo induista … è la chiave perduta della Massoneria … lo spirito del fuoco è sollevato attraverso trentatre gradi o segmenti della colonna vertebrale, ed entra nella camera a cupola del cranio umano … dove si invoca Ra (la ghiandola pineale) … Come indica il suo nome, la ghiandola pineale è la pigna sacra nell’uomo – l’occhio singolo … “-Manly Hall, The Secret of all Ages

Nel tempio massonico  del 18 ° secolo al castello di Mongenan, nella foto qui sotto, due pilastri fiancheggiano il terzo occhio centrale”all’interno di un triangolo. I due sono allineati con il Sole e la Luna sui lati destro e sinistro, un perfetto parallelismo con il grembiule massonico francese sopra indicato:

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Tempio massonico al Castello di Mongenan (Portets, Gironde) 8 secolo.

Oltre a utilizzare il Terzo Occhio nei propri motivi fraterni (tracing board, grembiuli massonici, ecc), la massoneria e le organizzazioni predecenti di scalpellini riuniti in corporazioni codificarono questo concetto del terzo occhio nell’arte e nell’architettura, tra cui chiese, castelli e la maggior parte di cattedrali gotiche medievali. I Massoni hanno realizzato tutto cio` per riconoscere e celebrare l’idea, che nelle civilita` antiche fu condivisa la stessa avanzata tradizione del Terzo Occhio, punto centrale di una religione universale nell’Antichità. Questo è il segreto dell ‘ “occhio nel Triangolo” massonico dipinto come completamento di una piramide incompiuta, un simbolo familiare agli americani sotto forma del Gran Sigillo degli Stati Uniti; questo famoso emblema è un monumento a una eta` dell’oro, in cui era presente una religione universale un tempo diffusa in tutto il mondo:

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Il simbolo del Terzo Occhio nella Massoneria è allo stesso tempo un memoriale a, e una affermazione di questa perduta tradizione Terzo Occhio.

L’autentica Massoneria si considera un gruppo di Ciclopi (giganti grazie al risveglio del terzo occhio) per aiutare gli iniziati più giovani a risvegliare il loro Terzo Occhio per diventare esseri più consapevoli e capaci:

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Il Terzo Occhio nel triangolo, raffigurato sopra una sedia decorata con la squadra e il compasso massonici nella loggia del Grande Oriente di Francia.

Gli autori e gli studiosi della massoneria hanno a lungo sostenuto che i re e i nobili francesi erano massoni, ma pochi studi sono stati intrapresi per dimostrare che arte ed architettura rivelano la saggezza massonica. Possiamo vedere questa saggezza perduta non solo nella loggia del Grande Oriente di Francia, ma anche in un’ opere d’arte dell’eta` di Luigi XVI, un’orologio in cui pigna e serpente si fondono:

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“L’orologio Kundalini”

Nel design dell’orologio, vediamo il serpente della Kundalini che sale verso il pinnacolo (Pigna) (ghiandola pineale) per attivare il terzo occhio. L’orologio è dotato di due quadranti sovrapposti che indicano, rispettivamente, le ore in numeri romani e i minuti in numeri arabi. La lingua arrotolata del serpente indica il tempo.
Qui di seguito vi sono diverse immagini dell’arte reale francese raffiguranti il simbolo della pigna. perfettamente al vertice di ogni disegno, un riferimento occulto alla potenza del terzo d’occhio dentro l’uomo, in quanto conferisce la capacità leggendaria di vedere verso l’interno:

“Chi guarda all’esterno sogna, chi guarda dentro si risveglia …”
-Carl Jung

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I simboli della pigna raffigurati su vasi e su urne dell’epoca di Luigi XVI rappresentano la ghiandola pineale, simbolica a sua volta del terzo occhio.

L’autore francese, scienziato e filosofo René Descartes è stato tra coloro che hanno creduto che la ghiandola pineale fosse la “sede dell’anima” considerandola come il terzo occhio. Cartesio attribui` particolare importanza alla ghiandola perché credeva che fosse l’unica sezione del cervello ad esistere come una singola parte, piuttosto che una metà di una coppia. La ghiandola pineale, posta in tal modo, proprio tra i due emisferi, incarna il concetto occulto/astratt di bilanciamento della dualita`. Nel corso degli ultimi decenni, gli accademici hanno cercato di capire e studiare la storia della Massoneria in Francia. L’interpretazione corrente principale è la seguente:

“… la prima loggia massonica in Francia è stata fondata nel 1688 …” -Wikipedia

“Nel 1740 una forma di massoneria per ambo i sessi, nota come “Massoneria di adozione” sorse tra l’alta aristocrazia francese. La duchessa di Borbone-Condé, sorella del duca di Chartres, era Gran Dama. “-Wikipedia

Questi fatti sono interessanti, ma le date sono errate, perché la Massoneria esisteva in Francia molto tempo prima della fine del 1600 o metà del 1700! Lo sappiamo per l’altissima concentrazione di simbolismo massonico presente al Louvre e al Palazzo di Versailles, due istituzioni francesi leggendarie, i fondatori e creatori delle quali sono stati massoni ben prima del 1600. Il Castello di Versailles fu la residenza del Re Sole (massone), Luigi XIV (1638-1715) e il Palazzo del Louvre, ora sede di uno dei più grandi musei del mondo, risale al 12 ° secolo. L’arte e architettura dal Louvre e Versailles collegano i re francesi alla Kundalini Yoga della Massoneria. Ecco il Terzo Occhio immaginario dal Palazzo di Versailles:

Décor al Louvre, in Francia, raffigurante in senso esoterico due occhi che fiancheggiano un’immagine solare, al posto del terzo occhio.

Come possiamo vedere, sono rappresentati un paio di occhi umani ai lati di un cerchio solare gigante che simboleggia il Terzo Occhio. Questo terzo occhio è allineato con la “luce” al centro della stanza, un riferimento alla luce spirituale o all’illuminazione del Terzo Occhio. Guardando meglio,l’immagine qui sotto, vediamo all’interno di entrambi i bulbi oculari un singolo profilo umano. Ogni profilo e` rivolto verso l’interno, verso il centro della parete. Nel loro insieme, questi profili umani gemelli ritraggono i doppi opposti:

Seguendo le antiche tradizioni di saggezza dell’antichità, come quelle degli antichi indù e degli egiziani, i Massoni hanno usato in tutto il mondo questo tipo di simbolismo solare del “terzo occhio” per indicare l ‘ “anima interiore” o la “luce divina” interiore. Qui di seguito sono riportate più istanze del simbolismo solare, questa volta al Palazzo di Versailles:

Versailles non e` solo famosa per essere un importante edificio, ma anche come un simbolo della monarchia assoluta. Il palazzo è passato dall’essere un umile rifugio per cacciatori, costruito da Luigi XIII nel 1623 per poi venir ampliato, fino a diventare un palazzo reale da Luigi XIV, il “Re Sole”, che ha anche aggiunto dei giardini. L’antropomorfismo del simbolismo solare a Versailles è chiaramente inteso per riflettere l’antica credenza che il sole sia un simbolo dell ‘ “anima “interiore”, proprio per questo il sole e` diventato l’elemento centrale dei rituali e dell’esperienza religiosa.

I critici della Massoneria invece credono che si tratti degli effetti della avidità e degli eccessi della monarchia francese nel periodo pre rivoluzione francese. Luigi XVI, fu decapitato per i suoi eccessi e gli abusi di privilegio e di potere. Sua moglie, Maria Antonietta (falsamente accusata di aver detto “Che mangino brioches” dopo aver sentito che i francesi stavano morendo di fame) venne anch’essa decapitata. Tra i mobili che ha lasciato in eredita` vi e` anche la sua amata sedia con pigna.

Particolare della sedia progettata per Maria Antonietta per il Petit Trianon, 1787.

Anche se è certamente vero che i reali e gli aristocratici francesi hanno cercato di cooptare simboli massonici rilanciandoli come riflessi della loro gloria, il suggerimento che la massoneria fosse guidata dai re francesi per impoverire e reprimere i poveri è un grave travisamento della storia . La Massoneria era popolare su entrambi i lati della Rivoluzione francese, non solo nella monarchia e nell’aristocrazia. Anche alcuni normali cittadini capirono i poteri della Massoneria e la sua pletora di simboli; In effetti, alcune autorità contemporanee sostennero che i massoni abbiano causato la rivoluzione, perché l’elite avrebbe abusato dei suoi privilegi e potere. Scrivendo nel 1797, il famoso fisico scozzese e matematico John Robison (1739-1805), un professore stimato di filosofia presso l’Università di Edimburgo, e un massone pratico, dichiaro` categoricamente che i massoni contribuirono a rovesciare il regno corrotto di Luigi XVI:

“nel 1789 … un manifesto fu inviato dalla Gran Loggia Nazionale dei massoni … a Parigi … indirizzato e inviato alle loggie in tutte le città rispettabili d’Europa, esortandoli ad unirsi per il sostegno della rivoluzione francese, coinvolgendo amici , difensori, e familiari, secondo le loro possibilità … fomentando e diffondendo lo spirito della rivoluzione attraverso tutte le terre. “- John Robison, Prove di una cospirazione

Dopo la rivoluzione, apparsero in tutta la Francia immagini massoniche che caratterizzano il triangolo con l’occhio che tutto vede, come si può vedere nelle seguenti immagini :

Proprio come si vede sulle tracing board e grembiuli massonici, l’occhio è luminoso, unico e centrato in ogni ritratto. L’occhio è affiancato da angeli gemelli su entrambi i lati, fornendo l’equilibrio necessario per il suo risveglio. Confrontare le immagini sopra con le tre immagini qui sotto (provenienti da tracing board), dove gli angeli gemelli sono raffigurati come due pilastri, Jakin e Boaz, con Jachin sormontato dal sole e Boaz dalla luna (opposti)

Come in ogni movimento composto da diverse diramazioni e che si dispiega attraverso un lungo processo storico, la massoneria e` stata correttamente associata ad uomini malvagi, i quali hanno cercato di distorcere i suoi insegnamenti e tradizioni per giustificare la repressione, l’accumulo di ricchezza e potere, e anche atrocità come la tortura, la schiavitù e le guerre imperialiste. In questo, non è diversa dal cristianesimo, dal giudaismo o dall’islam. Nel complesso, tuttavia, i massoni sono state figure di primo piano sul palco e dietro le quinte in molti dei momenti più brillanti della storia: la rivoluzione americana, la Rivoluzione francese, e i grandi movimenti per i diritti civili del 20 ° secolo. E ‘anche indubbiamente vero che i massoni hanno creato alcune delle più belle strutture e alcune delle più grandi opere d’arte della storia umana. Molti di loro si sono rivolti all’arte e all’architettura, perché la loro libertà di esprimersi attraverso la parola scritta o parlata è stata limitata in base ai dettami delle autorità religiose o politiche che controllavano i termini del dibattito. Per quanto i papi e i potentati d’Europa hanno cercato di spazzare via le grandi idee spirituali che hanno creato e promosso lo sviluppo della civiltà da prima dagli albori della storia documentata, la tradizione del Terzo Occhio non scomparve, ma venne sviluppata in nuove forme di espressione e guadagnato nuovi adepti con ogni generazione . Si può parlare del secolo di Luigi XIV o l’età di Barack Obama, ma non si può negare l’altrettanto potente presenza nella storia e nella nostra tradizione vivente degli artisti che hanno creato codeste potenti opere d’arte come le cattedrali gotiche francesi o i bei vasi ed urne mostrate in questo articolo.

Fonte

Il terzo occhio nelle antiche culture occidentali

Gli studiosi di religioni orientali riconoscono al Terzo Occhio una lunga tradizione in India, Cina e Asia, dove l’induismo, il buddismo e il taoismo dominano. Stranamente, il Terzo Occhio viene ignorato dagli archeologi delle culture del Nuovo Mondo, nonostante ampie prove del suo simbolismo siano presenti nell’arte delle antiche culture americane. Che le seguenti immagini siano la chiave per interpretare religioni come quella dei Maya, degli Olmechi, degli Aztechi, degli Inca, dei pre-Inca, e di altre antiche culture americane?

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Il “Terzo Occhio” è una misteriosa ed antica facoltà che tutti possediamo, secondo la tradizione occulta. Ci dà la capacità di vedere al di là della vista ordinaria. Anche se mistici e adepti parlano dei misteriosi poteri del Terzo Occhio (vale a dire, maggiore coscienza, una maggiore percezione, chiaroveggenza, capacità di auto-guarigione) a livello più semplice il Terzo Occhio denota intuizione spirituale, ci ha fornito una visione della nostra anima interiore o Sé superiore, il nostro vero essere eterno. I lettori che hanno familiarità con le religioni orientali ricorderanno che il Terzo Occhio ha una lunga storia in India, Cina e Sud-Est asiatico, dove le tradizioni religiose dell’induismo, del buddismo e del taoismo dominano. Il Terzo Occhio è conosciuto in tutto il sub-continente indiano come “Urna” o “Trinetra,” ed è spesso contrassegnato da un punto al centro della fronte, sopra e tra gli occhi.

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Troviamo questo simbolismo del terzo occhio tra le culture che si sono evolute nell’attuale Messico, Perù, Colombia, Panama e persino Stati Uniti (vale a dire, gli Olmechi, i Toltechi, i Maya, i Zapotec, gli Aztechi,  Inca, pre-Inca, e Mississippiano culture, tra gli altri):1-885x1024 45 43 44-1024x787 46 42-1024x942 41-1016x1024 40 38 37-958x1024 36-1024x857 35-964x1024 34-1024x713 33-1024x936 32-918x1024 31-918x1024 30-846x1024 29-1024x1001 28-1024x983 27-1024x939 26 25-1024x959 24-1024x938 23-988x1024 22-1024x802 21-948x1024 20-955x1024 19-1024x926 18b-1024x861 18-1024x892 17b-978x1024 17-1024x1005 16b-1024x864 16-1024x928 15b-881x1024 15-1024x1016 14b-1024x757 14-991x1024 13b-981x1024 13-1024x1000 12b-1024x738 12-1024x903 11b-900x1024 111-1024x818 10b-822x1024 10-1024x800 9b-1024x788 9-988x1024 8b-1024x885 3b-915x1024 8-1024x987 7b-1024x927 7-1024x800 6-1005x1024 5b-981x1024 5-1015x1024 4b 4-1024x991 3-898x1024 2b-1024x771 2-1024x939

Questa collezione di antichi manufatti americani, riuniti qui per la prima volta nella storia, indica che il simbolo del terzo occhio, che svolge un ruolo così importante nelle religioni dell’emisfero orientale (cioè, urna e Trinetra), è presente anche nell’emisfero occidentale.
Questi “puntini sulla fronte” presenti nell’antica arte del nuovo mondo simbolici del Terzo Occhio? – Lo Stessa Terzo Occhio conosciuto in tutto il Vecchio Mondo? Se è così, come è possibile, che gli studiosi affermino che le culture del nuovo mondo si siano evolute separatamente da quelle del vecchio mondo?
C’è una lunga storia riguardante il Terzo Occhio nella cosiddetta “tradizione occulta” o “tradizione ermetica”, e questa tradizione insegna che nel corso di una passata eta` dell’oro  i nostri antenati avevano un “terzo occhio” al centro delle loro fronti . Come esseri umani si sono evoluti, questo terzo occhio si e` atrofizzato, diventando la moderna “ghiandola pineale” che si trova proprio nel centro geometrico del cervello umano. Oggi il Terzo Occhio non funziona più nella nostra vita quotidiana e deve essere volutamente “risvegliato”. Questo risveglio può essere raggiunto attraverso l’antica pratica dello “Yoga”, un sistema di salute olistica che ha origine nel sub-continente indiano.
Un tipo specifico di yoga chiamato “Kundalini Yoga”, praticamente sconosciuto in Occidente, è particolarmente strutturato per aiutare chi vuole risvegliare il Terzo Occhio e trovare il “Sé superiore” o “anima” (chiamata “Atman” in India). Kundalini è un termine sanscrito antico che indica l'”illuminazione” sperimentata durante la scoperta dell’anima:

“Questo meccanismo, noto come Kundalini, è la vera causa di tutti i cosiddetti fenomeni spirituali e psichici … l’origine segreto di tutte le dottrine esoteriche e occulte, la chiave maestra per il mistero irrisolto della creazione, la fonte inesauribile di filosofia, arte e scienza, e la fonte di tutte le fedi religiose, passate, presenti e future. ”
—Dr. Lee Sannella (Physician, Author, Founder of The Kundalini Clinic)

Il Kundalini Yoga insegna che il Terzo Occhio o “chakra Ajna” costituisce il sesto di sette centri energetici principali o “chakra” nel corpo umano. I chakra sono allineati in ordine crescente dalla base della colonna vertebrale nella pelvi alla parte superiore della testa, come sette centri di energia che fungono da interfaccia tra il se` materiale e quello spirituale.

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Tutti i chakra sono collegati, dal più basso al più alto, attraverso un canale centrale chiamato sushumna, che affianca la colonna vertebrale, e che può essere pensato come ad uno degli axis mundi o anima interiore. Due canali contrapposti, ida e pingala, scorrono a destra e a sinistra del sushumna, ma non si connettono con i chakra. Ida è il canale sinistro, il nostro lato fisico femminile. Pingala è il canale destro, il nostro lato fisico maschile. La carica negativa di  ida termina nella narice sinistra, e ha caratteristiche di freschezza legate alla luna. La Pingala carica positivamente termina nella narice destra, e ha caratteristiche di calore legate al sole.

Bilanciare i due canali in perfetto equilibrio attiva il sushumna e risveglia il Terzo Occhio.

Oltre alla sua presenza nel Kundalini Yoga, il Terzo Occhio è utilizzato ampiamente in Oriente, apparendo in varie discipline di Yoga e Buddismo Ch’an e arti marziali come karate, qigong, e aikido. L’idea del Terzo Occhio, però, è del tutto estranea in l’Occidente. Nonostante viviamo nell'”era dell’informazione” della globalizzazione, questa idea deve ancora superare un profondo divario culturale; è ancora trattata come qualcosa di strano e alieno, un enigma unico delle religioni orientali.

Come mai?

Perché gli studiosi e gli scienziati occidentali non studiano, analizzano, discutono il Terzo Occhio nei loro documenti di ricerca, indagini archeologiche e studi accademici? Perché i concetti del Terzo Occhio non vengono insegnati nelle scuole? Perché nell’emisfero occidentale cosi` tanti sono ignari delle profonde e potenti radici del Terzo Occhio, nonostante la sua lunga e leggendaria storia nell’emisfero orientale?
Queste domande diventano ancora più pressanti quando si comincerà ad esaminare la possibilità proposto nel presente lavoro, cioè, che il simbolismo del Terzo Occhio è presente nelle antiche culture americane. Ci sono molti esempi non necessariamente rappresentativi dell’immaginario “puntino sulla fronte”, ma che comunque esprimono il simbolismo del Terzo Occhio. Ad esempio, in Perù il re Inca è stato spesso raffigurato con un motivo semicircolare “solare” intorno alla sua testa un esempio, forse, del suo risveglio spirituale:

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Questi coltelli cerimoniali chiamati Tumis mostrano esseri umani coronati da un “anello solare” semi-circolare, che li ritrae come esseri illuminati dal sole nascente.
A sinistra: L’intera testa è inondata di luce “solare” (leggi “spirituale”). A destra: appare la stessa luce solare; qui c’è anche un punto cerchiato al posto del Terzo Occhio.

I re Inca indossavano anche una collana con una sfera d’oro sul petto, che potrebbe simboleggiare la sua conoscenza o “gnosi” del “sole interiore” o “Sé superiore” all’interno. Tali rappresentazioni potrebbero implicare che la luce del sole o anima-luce risiede all’interno di ogni essere umano.
È interessante notare che gli Incas capirono la dottrina della dualità – Ida Pingala – del Kundalini Yoga un insieme è composto da due forze opposte e contrastanti in equilibrio. Essi associano il lato maschile/ pingalà “, con il sole e il lato femminile / ida , con la luna. L’archeologa e antropologa dell’era vittoriana, Zelia Nuttall ha scritto:

“In Perù … un’immagine d’argento della luna, associata con il sovrano femminile, era il complemento all’effige d’oro del sole, associato al “re” Inca…
Due forme di culto prevalsero: i signori Inca e i guerrieri erano associati con il culto del Sole, “il signore del giorno” …
… La Huaca argento o immagine della luna … era di fattezze femminili ed era venerata dalle donne, in quanto per loro la luna era una donna.”
—Zelia Nuttall, The Fundamental Principles of Old and New World Civilizations

Come gli antichi indù, gli Incas capirono che il sole era spirituale e maschile mentre il lunare materiale e femminile. Fu sulla base di questo rapporto uomo donna tra il sole e la luna che gli Incas percepirono l’intero universo come una dualità, che chiamarono hanan e Hurin. Hanan e` il sole, alto, forte, aggressivo, destro, e maschile. Hurin indica la luna, basso, debole, passivo, sinistra e femminile.
Ancora più importante, gli Incas sapevano che non solo la “dualità” era importante; era la “unione” di questa dualità … il “legame” di questi opposti Hanan / Hurin … che hanno consentito la magia dell’ “equilibrio” e della “trascendenza”. L’autrice Malena Kuss ci dice:

“Un aspetto più generale di andina sensibilità sottolinea la sintetica giunzione o fusione di complementari o entita` opposte: grande / piccolo, maschio / femmina, umano / divino, HANAN (alto) / Hurin (basso) ”
-Malena Kuss, Musica in America Latina e nei Caraibi

Questa “unione” di “opposti” e` appunto l’unione di Ida e Pingala nel Kundalini Yoga. Si tratta del cosiddetto “matrimonio alchemico” (per prendere in prestito un termine alchemico) che stimola la sushumna e risveglia il chakra del terzo occhio.
E’interessante notare che in India la parola “chakra” deriva dalla parola sanscrita per “ruota” o “curva” ed è legata alle parole “vortice” o “mulinello”. Queste parole implicano fondamentalmente, un cerchio con un punto al centro. Questo è degno di nota perché molte rappresentazioni del Terzo Occhio nell’antica arte americana utilizzano un “cerchio puntato” :

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Scultura Maya in giadeite di una maschera con il Terzo Occhio, dal Guatemala.

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Scultura di calcare Maya-tolteca, con punto cerchiato al posto del Terzo Occhio.
Dal Michael C. Rockefeller Memorial Collection.

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Maschera mortuaria Maya di giada con punto cerchiato nella posizione del Terzo Occhio, che emette raggi di luce.

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Placca con mosaico turchese e Terzo Occhio. Mixteca, Messico post classico.

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Antico ciondolo in giadeite Maya con punto cerchiato in posizione del Terzo Occhio

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Scultura Olmec raffigurante quello che sembra essere il simbolo del Terzo Occhio.

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Il fregio tolteca raffigurante “metà” corrispondenti che si combinano per formare una singola immagine. Si noti l’emblema solare / fronte floreale, a forma di cerchio nella posizione del terzo
Occhio.

In questi esempi, un punto cerchiato simboleggia il Terzo Occhio. Nel fregio sopra, “metà gemelle” di un corpo umano “si uniscono” in un unico volto unitario e non solo viene messa in evidenza la dualita`, ma l’idea che l’ “equilibrio” di questa dualità forma una totalità.
Descrivendo questo fregio l’autore e ricercatore Victor Sanchez scrisse:

“… Gli esseri umani moderni hanno negato la metà di se stessi. Gli indigeni toltechi del Messico non hanno fatto questo errore. Sapevano che siamo composti di due meta`. Sapevano della doppia natura del mondo. È per questo che chiamano il mondo Omeyocan, o “il luogo della dualità.” … Quegli antichi Toltechi erano a conoscenza della nostra natura duale e cercavano l’integrazione dei due lati del nostro essere, come obiettivo dell’esistenza umana … Abbiamo perso il contatto e anche la consapevolezza del nostro lato magico. Dimenticando questo, abbiamo perso la fonte del nostro potere … ”
—Victor Sanchez, The Toltec Path of Recapitulation

Come gli antichi Indù, i Maya credevano che il mondo e tutto ciò al suo interno fosse fatto di poli opposti, tra cui il nostro corpo fisico:

“Nel corso della storia Maya i lati destro e sinistro del corpo umano, l’orientamento spaziale / destra/sinistra, hanno avuto importanti significati culturali e simbolici … Per i Maya classici, come per i popoli contemporanei Maya, la mano destra spesso significava “puro, potente, o di livello superiore,” e la sinistra spesso simboleggiava “più debole, zoppo, o subordinato” in particolari contesti culturali “.
-Dr. Joel W. Palka, docente di Antropologia, Vanderbilt University

Nota il parallelo tra ida e pingala lato sinistro / destro degli Indù. Incredibilmente, anche i Maya credevano che per toccare l’oro alchemico dobbiamo capire e bilanciare questa dualità; infatti, questa era la “religione” fondamentale del popolo Maya. Questa è una verità riconosciuta da studiosi. L’esperto Maya Mercedes de la Garza ci dice che:

“… Il concetto di base della religione Maya (e quello della Mesoamerica in generale) è l’armonia degli opposti …”
-Mercedes De la Garza, Maya

Questa idea di “armonia degli opposti” è visibile anche nell’arte pre-inca arte in tutto il Sud America occidentale. In alcuni casi, è direttamente correlata al terzo occhio. Nei seguenti esempi di arte Chancay, due corpi di puma si uniscono in un unica testa/faccia di puma:

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Il corpo del puma sulla destra simboleggia il lato “destro” del corpo umano, mentre il corpo del puma sulla sinistra simboleggia il lato “sinistro” del corpo umano. La testa del puma simboleggia la “unione degli opposti” e quindi il risveglio del Terzo Occhio.
In alcune culture pre-Inca, come i Moche, il Terzo Occhio fu dipinto come un volto di civetta; questo perché il gufo è un simbolo ambivalente, che comprende entrambi i lati della dualità e quindi simbolo di un “unione” o “riconciliazione” degli opposti in uno:

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Tre esempi di un volto di civetta al posto del Terzo Occhio,
dall’antica cultura Moche del Perù.

A volte, il simbolismo del Terzo Occhio nelle culture del Nuovo Mondo prende la forma di un fiore a tre petali o pianta, che, nelle culture del Vecchio Mondo d’Europa viene chiamato l’emblema del fleur-de-lis:

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A sinistra: Maschera funebre con il Terzo Occhio all’interno del simbolo del fleur-de-lis. Maya, Tikal. Al centro: urna Zapotec
con il simbolo del fleur-de-lis. A destra: Il simbolo del Fleur-de-lis, la cui forma, con tre foglie, con quella al centro piu` alta e larga delle foglie gemelle raffigura l'”equilibrio degli
opposti “e il ” risveglio del Terzo Occhio “.

Qui nelle immagini delle culture Maya e Zapotec vediamo un fleur-de-lis sulla fronte, raffigurato al posto del Terzo Occhio. All’interno del fleur-de-lis è un simbolo circolare, forse un chakra. Questo “fleur-de-lis sulla fronte” non è un tema raro nell’arte pre-colombiana. Come mostrato di seguito, a volte il fleur-de-lis assume la forma di una pianta di mais, un motivo associato alla cultura olmeca. Si noti come l’artista Olmecha codifichi una spiga di grano, o forse una pigna, come la foglia “centrale” del Fleur-de-lis.

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Figura in giada Olmec (900-300 aC) con il terzo occhio “fleur-de-lis”
raffigurato come spiga di mais o pigna.

Uno dei simboli più interessanti e pertinenti utilizzati per rappresentare il Terzo Occhio è il sole. Lo vediamo soprattutto in Perù, come mostrato nella seguente arte Moche:

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Parte centrale di una campana d’oro raffigurante un uomo risvegliato. Cultura Moche, Peru. Museo Tumbas Reales de Sipán.

Il Moche potrebbero aver capito che il Terzo Occhio e il sole sono direttamente collegati in quanto il terzo occhio “vede” l ‘”anima” (leggi “sole dentro”).
Infine, la scultura azteca sotto mostra un riferimento diretto al terzo occhio sulla fronte:

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Misterioso modello di terzo occhio del dio del fuoco azteco, Huehueteotl.

Questa raccolta di immagini ci costringe a porre alcune domande penetranti:
Il terzo occhio era un simbolo della “Religione Universale” condivisa da tutte le culture del Nuovo Mondo? Come nel caso delle religioni del Vecchio Mondo nell’emisfero orientale (induismo, buddismo, taoismo), potrebbe questo terzo occhio essere al centro delle religioni del Nuovo Mondo nell’emisfero occidentale? In tal caso, fu il Terzo Occhio una sorta di “Religione Universale” perduta ma condivisa a livello globale nell’antichità?

Fonte