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Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Iside, la Vergine del Mondo

È particolarmente appropriato che uno studio sul simbolismo ermetico debba iniziare con una discussione sui simboli e sugli attributi dell’Iside Saitica. Questa è l’Iside di Sais, famosa per la sua iscrizione che apparve sul tempio di quella citta`: “Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è o sarà; nessun uomo mortale mi ha mai svelato. ”
Plutarco afferma che molti autori antichi credevano che questa dea fosse la figlia di Ermete; altri ritenevano che fosse la figlia di Prometeo. Entrambi gli esseri celesti erano noti per la loro saggezza divina. Non è improbabile che il collegamento a queste due divinita` sia semplicemente allegorico. Plutarco traduce il nome Iside nel significato di saggezza. Godfrey Higgins, nella sua Anacalypsis, deriva il nome di Iside dall’ebraico, e dal Greco. Alcune autorità, tuttavia, ad esempio, Richard Payne Knight (come affermato nel suo linguaggio simbolico dell’arte antica e della mitologia), crede che la parola sia
di estrazione nordica, possibilmente scandinava o gotica. In queste lingue il nome è pronunciato Isa, che significa ghiaccio, o acqua nel suo stato passivo, cristallizzato, negativo. Questa divinità egizia sotto molti nomi appare come il principio della fecondità naturale tra quasi tutte le religioni del mondo antico. Era conosciuta come la dea con
diecimila denominazioni e fu trasformata dal cristianesimo nella Vergine Maria, in quanto Iside, sebbene abbia dato alla luce tutti gli esseri viventi – tra cui il piu` importante e` il Sole – immobile
è rimasta vergine, secondo i racconti leggendari. Apuleio nell’undicesimo libro de L’asino d’oro attribuisce alla dea quanto segue: “Ecco, commossa dalle tue preghiere, sono presente al tuo fianco; Io, che sono la Natura, il genitore delle cose, la regina di tutti gli elementi, la progenie primordiale delle ere, il supremo delle Divinità, la sovrana degli spiriti dei morti, la prima dei celestiali e la somiglianza uniforme degli dei e Dee. Io, che domino con il mio cenno del capo le cime luminose dei cieli, le salubri brezze del mare e i deplorevoli silenzi dei regni sottostanti e sono la divinita` adorata sotto molteplici forme sulla Terra, con riti diversi e una varietà di denominazioni. Quindi i primogeniti frigi mi chiamano Pessinuntica, la
madre degli dei, gli aborigeni attici, minerva cecropiana; i ciprioti,
Venere paphiana; i Cretesi portatori di frecce, Diana Dictynna; i siciliani a tre lingue, Proserpina Stigiana; e gli Eleusini, l’antica Dea Cerere. Alcuni mi chiamano anche Giunone, altri Bellona, ​​altri Ecate e altri Rhamnusia. E quelli che sono illuminati dai raggi  di quella divinità del Sole, quando si leva, cioè. gli etiopi, gli Arii e gli egiziani sono esperti nell’antica cultura, adorandomi con cerimonie perfettamente adeguate, chiamami col mio vero nome, la regina Iside. ”
Le Plongeon crede che il mito egiziano di Iside abbia avuto una base storica tra i Maya del centro America, dove questa dea era conosciuta come la regina Moo. In Prince Coh lo stesso autore trova una corrispondenza con Osiride, il fratello-marito di Iside. La teoria di Le Plongeon è che la civiltà Maya era molto più antica di quella egiziana.
Dopo la morte del principe Coh, la sua vedova, la regina Moo, fuggì dagli assassini, cercando rifugio tra le colonie Maya in Egitto, dove fu accettata come la loro regina e le fu dato il nome di Iside. Mentre Le Plongeon può aver ragione, la figura storica sprofonda nell’insignificanza se paragonata a quella allegorica, simbolica La Vergine del Mondo; e il fatto che lei appare tra tante razze e popoli diversi scredita la teoria secondo cui lei era un personaggio storico.
Secondo Sextus Empyricus, la guerra di Troia fu combattuta per una statua della dea della luna. Per questa Elena lunare, e non per una donna, i Greci e i Troiani hanno lottarono a Troia.
Diversi autori hanno tentato di dimostrare che Iside, Osiride, Tifone, Nefti e Aroueris (Thoth, o Mercurio) erano nipoti del grande patriarca ebreo Noè da parte di suo figlio Ham. Ma visto che la storia di Noè e della sua arca è un’allegoria cosmica riguardante il ripopolamento dei pianeti all’inizio di ogni periodo mondiale, questo rende meno
probabile che fossero personaggi storici. Secondo Robert Fludd, il sole ha tre proprietà – vita, luce e calore. Questi tre vivificano e vitalizzano i tre mondi: spirituale, intellettuale e materiale. Pertanto, si dice “da una luce, tre luci”. Con ogni probabilità, Osiride rappresenta il terzo aspetto, o aspetto materiale, dell’attività solare, che con le sue influenze benefiche rivitalizza e ravviva la flora e la fauna della Terra. Osiride non è il sole, ma il sole è il simbolo del principio vitale della Natura, che gli antichi conoscevano come Osiride. Il suo simbolo, quindi, era un occhio aperto, in onore del Grande Occhio dell’universo, il sole. A bilanciare il principio attivo e luminoso del fuoco, del sentire e del movimento c’era il principio passivo e recettivo della Natura.
La scienza moderna ha dimostrato che le forme che vanno dai sistemi solari agli atomi sono composti da nuclei positivi e radianti circondati da corpi negativi che esistono sopra le emanazioni della vita centrale. Da questa allegoria abbiamo la storia di Salomone e delle sue mogli, Salomone è il sole e le sue mogli e concubine sono i pianeti, le lune, gli asteroidi e altri corpi recettivi nella sua casa: la dimora solare. Iside,
è rappresentata nel canto di Salomone dalla domestica oscura di Gerusalemme, è un simbolo della Natura recettiva – il principio materno e acquoso che crea tutte le cose da se stesso dopo essere statta fecondata dalla virilita` solare..
Nel mondo antico l’anno aveva 360 giorni. I cinque giorni in più sono aggiunti dal Dio dell’Intelligenza Cosmica per servire come compleanni dei cinque dei e dee che sono chiamati i figli e le figlie di Ham. Il primo di questi giorni speciali e` dedicato ad Osiride e il quarto ad Iside. (Il numero quattro mostra la relazione che questa dea ha con la terra ed i suoi element). Tifone, il demone egizio o spirito Avversario, è nato il terzo giorno. Tifone è spesso simboleggiato da un coccodrillo; a volte il suo corpo è una combinazione di un coccodrillo e maiale. Iside sta per conoscenza e saggezza, e secondo Plutarco la parola Tifone significa insolenza e orgoglio. L’egoismo, l’egocentrismo e l’orgoglio sono i nemici mortali della comprensione e della verità. Questa parte dell’allegoria è rivelata. Dopo che Osiride, qui simboleggiato come il sole, era diventato re d’Egitto e aveva dato alla sua gente il pieno vantaggio della sua luce intellettuale, ha continuato il suo percorso attraverso i cieli, visitando i popoli di altre nazioni e convertendo tutti coloro con cui è entrato in contatto. Plutarco afferma inoltre che i greci riconobbero in Osiride la stessa persona
che venerarono sotto i nomi di Dioniso e Bacco. Mentre lui era lontano
dal suo paese, suo fratello, Tifone, il Maligno, come il Loki della Scandinavia, tramarono contro il Dio Sole per distruggerlo. Raccolse settantadue persone come compagni cospiratori, raggiunse il suo nefasto fine in un modo molto sottile. Ottenne un meraviglioso sarcofago ornato fatto su dimensione del corpo di Osiride. Lo porto` in una sala per banchetti dove gli dei e le dee stavano banchettando insieme. Tutti hanno ammirato la bellezza dell’opera e Tifone promise di darlo a colui il cui corpo si adattasse perfettamente.

Diodoro scrive di una famosa iscrizione scolpita su una colonna a Nissa, in Arabia, che descrisse come segue: “Io sono Iside, Regina di questo paese, sono stata istruita da Mercurio, nessuno può distruggere le leggi che ho stabilito. Sono la figlia maggiore di Saturno, la più antica degli dei. Io sono la moglie e sorella di Osiride il re. Ho fatto conoscere ai mortali l’uso del grano. Sono la madre di Horus il re. In mio onore fu costruita la città di Bubaste. Rallegrati, o Egitto, gioisci, terra che mi ha dato la nascita! “(Vedi
“Morale e Dogma”, di Albert Pike.)

Uno dopo l’altro si sdraiano nella scatola, ma con disappunto si rialzavano, fino a quando anche Osiride ci provò. Nel momento in cui si sdraio Tifone e i suoi complici inchiodarono il coperchio e sigillarono le fessure con piombo fuso. Gettarono allora il sarcofago nel Nilo, dalla quale galleggio` fino al mare. Plutarco afferma che la data in cui ciò avvenne fu il diciassettesimo giorno del mese di Athyr, quando il sole fu nella costellazione dello Scorpione. Questo è molto significativo, perché lo Scorpione è il simbolo del tradimento. Il momento in cui Osiride è entrato nel sarcofago fu anche lo stesso momento in cui Noè
entro` nell’arca per scappare dal diluvio. Plutarco dichiara inoltre che le Padelle e i Satiri (gli Spiriti della Natura e gli Elementali) scoprirono per primi che Osiride era stato assassinato. Questi immediatamente diedero l’allarme e da questo incidente nacque la parola panico, che significa spavento o stupore delle moltitudini. Iside, dopo aver ricevuto la notizia dell’omicidio di suo marito, si preparo` ed inizio` la ricerca del marito. Alla fine Iside scoprì che il baule stava galleggiando sulla costa di Biblo. Lì si incaglio` tra i rami di un albero, che in breve tempo crebbe miracolosamente intorno alla scatola. Questo stupì il re di quel paese che ordinò che l’albero fosse abbattuto e che ne venisse ricavata una colonna per sostenere il suo palazzo. Iside, visitando Biblo, recuperò il corpo di suo marito, ma fu di nuovo rubato da Tifone, che lo tagliò in quattordici parti, che sparse su tutta la terra. Iside, nella disperazione, cominciò a radunare i resti staccati di suo marito, ma trovo` solo tredici pezzi. La quattordicesima parte
(il fallo) fu riprodotto utilizzando dell’oro, in quanto l’originale era caduto nel fiume Nilo e fu ingoiato da un coccodrillo.
Tifone fu successivamente ucciso in battaglia dal figlio di Osiride. Alcuni degli egiziani credevano che le anime degli dei fossero portate in cielo, dove risplendevano come stelle. L’anima di Iside brillava dalla stella del cane, mentre quella di Tifone divenne la costellazione dell’Orso. È dubbio, tuttavia, se questa idea fosse mai stata in generale
accettata. tra gli egiziani, Iside è spesso rappresentata con un copricapo costituito dal trono vuoto (marito assassinato), e questa struttura particolare è stata accettata durante certe dinastie come i suoi geroglifici. Le acconciature degli egiziani sono grandiose
di importanza simbolica ed emblematica, poiché rappresentano i corpi aurici delle intelligenze superumane e sono usate nello stesso modo in cui il nimbo, l’alone e l’aureola è usata nell’arte religiosa cristiana. Frank C. Higgins, un noto simbolista massonico, ha astutamente notato che i copricapi ornati di alcuni dei e Faraoni sono inclinati all’indietro con la stessa angolazione dell’asse terrestre. Le vesti, le insegne, i gioielli e gli ornamenti degli antichi ierofanti simboleggiavano le energie spirituali che si irradiavano dal corpo umano. La scienza moderna sta riscoprendo molti dei segreti perduti della Filosofia ermetica Uno di questi è la capacità di misurare lo sviluppo mentale, le qualità dell’anima e la salute fisica di un individuo dalla forza elettrica semi visibile che attraversa la superficie della pelle di ogni essere umano (Per i dettagli riguardanti un processo scientifico per creare emanazioni visibili, vedi The Human Atmosphere del Dr. Walter J. Kilner.)
Iside è talvolta simboleggiata dalla testa di una mucca; occasionalmente l’intero animale è un suo simbolo. I primi dei degli scandinavi furono creati dalla Madre Mucca (Audhumla) leccando blocchi di ghiaccio, che simboleggiava il principio del nutrimento naturale e della fecondità a causa del suo latte. Occasionalmente Iside è rappresentata come un uccello. Lei spesso porta in una mano la croce ansata, il simbolo della vita eterna e nell’altra il fiore scettro, simbolo della sua autorità.

Thoth Hermes Trismegisto, il fondatore della cultura egiziana, il saggio del mondo antico, ha dato ai sacerdoti e ai filosofi dell’antichità i segreti che sono stati conservati fino ad oggi nel mito e nella leggenda. Queste allegorie e figure emblematiche
nascondono le formule segrete per la rigenerazione spirituale, mentale, morale e fisica comunemente note come Chimica Mistica dell’Anima (alchimia). Queste verità sublimi furono comunicate agli iniziati delle Scuole del Mistero, ma furono nascoste al profano. Quest’ultimo, incapace di comprendere i principi filosofici astratti, adorava gli idoli scolpiti in cemento che erano emblematici di queste verità segrete. La saggezza e segretezza dell’Egitto sono esemplificate nella Sfinge, che ha conservato il suo segreto dai cercatori di cento generazioni. I misteri dell’ermetismo, le grandi verità spirituali
nascoste dal mondo dall’ignoranza e dalle chiavi delle dottrine segrete
degli antichi filosofi, sono tutti simboleggiati dalla Vergine Iside. Velata dalla testa ai piedi, rivela la sua saggezza solo ai pochi iniziati che si sono guadagnati il ​​diritto di partecipare alla sua sacra presenza, strappando il velo della Natura, e stando faccia a faccia con la Realtà Divina.
Le spiegazioni in queste pagine dei simboli peculiari della Vergine Iside sono basate (se non diversamente specificato) sulle selezioni da una traduzione libera del quarto libro della Bibliotèque des Philosophes Hermétiques, dal titolo “Il significato ermetico dei
Simboli attributi a Iside,” con interpolazioni del compilatore per amplificare e chiarire il testo. Le statue di Iside erano decorate con il sole, la luna e le stelle e molti emblemi appartenenti alla terra, su cui si credeva che Iside regnasse (come spirito guardiano della Natura). Secondo gli antichi filosofi, ha personificato la Natura Universale, la madre di tutte le produzioni. La divinità era generalmente rappresentata come una donna parzialmente nuda, spesso incinta, a a volte vagamente coperta da un indumento di colore verde o nero, o di quattro diverse tonalità mescolate: nero, bianco, giallo e rosso.
Apuleio la descrive così: “In primo luogo, quindi, i suoi copiosi e lunghi capelli, erano gradualmente intessuti e sparsi promiscuamente sul suo collo divino. Una corona multiforme, composta da vari fiori, si erge sublime sul vertice della sua testa. E in mezzo alla corona, proprio sulla sua fronte, c’era un sfera liscia simile a uno specchio, o meglio una luce bianca, che indicava che lei era la luna. Il suo vestito era di molti colori, e tessuto dal miglior lino, ed era un tempo lucido con uno splendore bianco, in un altro giallo come il fiore di croco, e in un altro
fiammeggiante con un rossore rosato. Ma ciò che più abbagliava in modo eccessivo la mia vista era la veste nera, fulgida di uno splendore scuro e che si allarga e passa sotto il suo lato destro, e salendo alla sua spalla sinistra, si alzava protuberante come il centro di uno scudo. Stelle luccicanti erano disperse attraverso il bordo ricamato della veste, e attraverso tutta la sua superficie: vi era la luna piena, splendente nel mezzo delle stelle, emetteva fuochi ardenti. Tuttavia, la corona, interamente composta da fiori e frutti di ogni tipo, aderiva con una indivisibile connessione al confine di quella vistosa veste, in tutti i suoi movimenti ondeggianti. Quello che aveva nelle sue mani era di natura variabile. Nella sua mano destra, portava un sonaglio di bronzo [sistro] Un vascello oblungo, a forma di barca che aveva come vertice la sua testa. E in mezzo alla corona, proprio sulla sua fronte, c’era un sfera liscia simile a uno specchio, o meglio una forte luce bianca, che indicava che lei era la luna Vipere circondavano la corona
la mano destra e a sinistra e le spighe di grano di Cereale erano estese verso l’alto. Il suo vestito era di molti colori, e tessuto dal miglior lino, ed era un tempo lucido con uno splendore bianco, un’altra volta giallo dal fiore di croco, e un’altra ancora fiammeggiante con un rossore rosato. Ma ciò che più abbagliava in modo eccessivo la mia vista era la veste nera, fulgida di uno splendore scuro e che si allarga e passa
sotto il suo lato destro, e salendo alla sua spalla sinistra, si alzava protuberante come il centro di uno scudo. Stelle luccicanti si disperdevano attraverso il bordo ricamato della veste, e attraverso tutta la sua superficie: la luna piena, splendente nel mezzo delle stelle, emetteva fuochi ardenti. Tuttavia, la corona, interamente composta da fiori e frutti di ogni tipo, aderiva con indivisibile connessione al confine di quella vistosa veste, in tutti i suoi movimenti ondeggianti. Aveva in mano cose molto differenti. Nella sua mano destra, portava un sonaglio di bronzo [sistro] Un vascello oblungo, a forma di barca, era nella sua mano sinistra, dal cui manico, si ergeva un aspide. E le scarpe intrecciate dalle foglie di palma coprivano i suoi piedi immortali. ”

Il colore verde allude alla vegetazione che copre la faccia della terra, e quindi rappresenta la veste della natura. Il nero rappresenta la morte e la corruzione come la via a una nuova vita. “Solo un uomo rinato, può vedere il regno di Dio. “(Giovanni III 3.) Bianco, giallo e rosso significano i tre colori principali della medicina alchemica, ermetica, universale dopo che l’oscurità della sua putrefazione è finita.
Gli antichi diedero il nome di Iside a una delle loro medicine occulte; quindi la descrizione qui data si riferisce un po ‘ alla chimica. Il suo drappo nero rappresenta anche la luna, o l’umidità lunare – il sopore del mercurio universale e la sostanza operativa della natura nella terminologia alchemica – non ha luce propria, ma riceve la sua luce, il suo fuoco, e la sua forza vitalizzante dal sole.

“Il sistro è progettato per rappresentarci, poiche` ogni cosa deve essere tenuta in continua agitazione, e mai cessare il movimento;.

Iside era l’immagine o la rappresentante delle Grandi Opere dei saggi: la Pietra Filosofale, l’elisir della vita e la medicina universale. Altri geroglifici visti in connessione con Iside non sono meno curiosi di quelli già descritti, ma è impossibile enumerare tutto, perché sono stati usati molti simboli intercambiabili dagli ermetisti egiziani. La dea spesso portava sulla sua testa un cappello fatto di rami di cipresso, per significare il lutto per il suo defunto marito e anche per la morte fisica che ogni creatura vivente subisce per ricominciare il ciclo di vita o una risurrezione periodica. La testa di Iside è a volte ornata con una
corona d’oro o una ghirlanda di foglie d’ulivo, come segni evidenti della sua sovranità sul mondo e su tutto l’universo. La corona d’oro significa anche l’untuosità aurea o il grasso solforoso dei fuochi solari e vitali che lei dispensa ad ogni individuo con una circolazione continua degli elementi, questa circolazione e` simboleggiata dal rantolo musicale che lei porta in mano. Questo sistro è anche
il simbolo yonico della purezza. Un serpente intrecciato tra le foglie di ulivo sulla sua testa, divora la propria coda, denota che l’untuosita` aurea era sporca del veleno della corruzione terrestre che la circonda e deve essere mortificata e purificata da sette circolazioni planetarie o
purificazioni chiamate aquile volanti (terminologia alchemica) per ripristinare la salute. (Qui le emanazioni dal sole sono riconosciute come una medicina per la guarigione dei mali umani). Le sette circolazioni planetarie sono rappresentate dalle circumambulazioni della loggia massonica; dalla marcia dei sacerdoti ebrei sette volte attorno alle mura di Gerico e dai sacerdoti maomettani che girano sette volte intorno alla Kabba alla Mecca. Dalla corona d’oro spuntano tre corna, a significare l’abbondanza dei doni della natura che provengono da una radice che ha la sua origine nei cieli (capo di Iside).
In questa figura i naturalisti pagani rappresentano tutti i poteri vitali dei tre regni e delle famiglie della natura sublunare: minerale, vegetale e animale (uomo considerato come un animale). In una delle sue orecchie c’era la luna e nell’altra il sole, per indicare che questi
due erano i principi attivo e passivo, o padre e madre di tutti gli oggetti naturali; e che Iside, o Natura, si serve di questi due luminari per comunicare i suoi poteri all’intero impero animale, vegetale e minerale. Sul retro del collo c’erano personaggi dei pianeti e i segni dello zodiaco che hanno aiutato i pianeti nella loro funzioni. Questo significava che le influenze celesti dirigevano i destini di tutte le cose, perché erano i governatori di tutti i corpi sublunari, che hanno trasformato in piccoli mondi fatti a immagine del più grande
universo.

Iside tiene nella mano destra un piccolo veliero con il fuso di una ruota che gira per il suo albero. Dall’alto dell’albero proietta una brocca d’acqua, con la maniglia a forma di serpente gonfiato di veleno. Questo indica che Iside dirige quella parte di vita, piena di problemi e
miserie, sul tempestoso oceano del Tempo. Il fuso simboleggia il fatto che lei modifica e taglia il filo della vita. Questi emblemi indicano inoltre che Iside abbonda di umidità, di mezzi con cui nutre tutti i corpi naturali, preservandoli dal calore del sole umidificandoli con umidità nutriente dall’atmosfera. Questa sottile umidità tuttavia (etere della vita) è sempre più o meno infetto da alcuni veleni provenienti da corruzione o decadenza. Deve essere purificata con l’invisibile fuoco purificatore della natura. Questo fuoco digerisce, perfeziona e
rivitalizza questa sostanza, in modo che l’umidità possa diventare una medicina universale per guarire e rinnovare tutti i corpi in natura.
Il serpente getta via la pelle ogni anno ed è quindi rinnovato (simbolico dela resurrezione della vita spirituale dalla natura materiale). Questo rinnovamento della terra e` richiesto ogni primavera, quando lo spirito vivificante del sole torna nei paesi dell’Emisfero nord, La Vergine simbolica porta nella mano sinistra un sistro e un piatto, o una cornice quadrata di metallo, che viene colpita dalla nota chiave della Natura (Fa); a volte ha anche in mano un ramo d’ulivo, per indicare l’armonia tra le cose naturali e la sua energia revitalizzante. Con i processi di morte e corruzione dà vita a un certo numero di creature di forme diverse attraverso periodi di cambiamento perpetuo. Il piatto è quadrato invece della solita forma triangolare per simbolizzare che tutte le cose sono trasmutate e
rigenerata secondo l’armonia dei quattro elementi. Il dott. Sigismund Bacstrom riteneva che se un medico potesse stabilire un’armonia tra gli elementi di terra, fuoco, aria e acqua, e li unisse in una pietra (la pietra filosofale) simboleggiata dalla stella a sei punte o da due triangoli intrecciati, avrebbe posseduto i mezzi per guarire tutte le malattie. Il dott. Bacstrom ha inoltre affermato che non vi erano dubbi riguardo al fatto che esistesse una mente universale, onnipresente fuoco (spirito) della Natura: “fa tutto ed è tutto in tutti”. Per attrazione, repulsione, movimento, calore, sublimazione, evaporazione, essiccazione, ispezione, coagulazione e fissazione, il fuoco universale (lo spirito) manipola la materia e si manifesta durante la creazione. Qualsiasi individuo che possa comprendere questi principi e adattarli
ai tre dipartimenti della natura diventa un vero filosofo. Dal seno destro di Iside sporgevano un grappolo d’uva e dalla sinistra una spiga di grano o un fascio di grano, di colore dorato. Questi indicano che la natura è la fonte di nutrimento per la vita vegetale, animale e umana, nutrendo ogni cosa da se stessa. Il colore dorato del grano (mais) indica che alla luce del sole o all’oro spirituale è nascosto il primo spermatozoo di tutta la vita. Sulla cintura che circonda la parte superiore del corpo della statua compaiono un numero di
emblemi misteriosi. La cintura è unita di fronte a quattro piastre dorate (gli elementi), disposti sotto forma di un quadrato. Questo significava che Iside, o Natura, era la prima materia (terminologia alchemica), era l’essenza dei quattro elementi (vita, luce, calore,
e forza), la quintessenza che ha generato tutte le cose. Numerose stelle sono rappresentate su questa cintura, indicando così la loro influenza nell’oscurità. Iside è la Vergine immortalata nella costellazione della Vergine, dove La Madre del Mondo è posta con il serpente sotto i suoi piedi e una corona. di stelle sulla sua testa. Nelle sue braccia porta un fascio di grano e talvolta il giovane Dio Sole. La statua di Iside era posta su un piedistallo di pietra scura ornato con una teste di ariete. I suoi piedi calpestavano numerosi rettili velenosi. Questo indica che la natura ha poter di liberare dall’acidità o dalla salinità tutti i corrosivi e superare tutte le impurità e la corruzione terrestre che aderisce ai corpi. La testa di ariete indica che Il momento propizio per generare la vita è durante il periodo in cui il sole passa
attraverso il segno di Ariete. I serpenti sotto i suoi piedi indicano che la natura è incline a preservare la vita e guarire le malattie espellendo le impurità e la corruzione. In questo senso vengono verificati gli assiomi noti agli antichi filosofi; vale a dire:

La natura contiene la natura,

La natura gioisce della sua natura,

La natura supera la natura;

La natura non può essere modificata se non nella sua stessa natura.

Pertanto, nel contemplare la statua di Iside, non dobbiamo perdere di vista il senso occulto delle sue allegorie; altrimenti, la Vergine rimane un enigma inspiegabile. Da un anello d’oro al braccio sinistro scende una linea, alla cui estremità è sospesa un contenitore pieno di carboni ardenti e incenso. Iside, o Natura personificata, porta con lei il sacro fuoco, religiosamente conservato e mantenuto acceso in un tempio speciale dalle vergini vestali. Questo fuoco è la vera fiamma immortale della Natura – eterea, essenziale, autorice della vita. L’olio incolmabile; il balsamo della vita, tanto lodato dai saggi e così spesso citato nelle Scritture, è spesso simboleggiato come il carburante di questa fiamma immortale.

Anche dal braccio destro della figura scende un filo, alla cui estremità è fissata una bilancia, per denotare l’esattezza della natura nei suoi pesi e misure. Iside è spesso rappresentata come il simbolo della giustizia, perché la natura è eternamente coerente.

Aroueris, o Thoth, uno dei cinque immortali, proteggeva l’infante Horus dall’ira di Tifone dopo l’omicidio di Osiride. Ha anche rivisto l’antico calendario egiziano aumentando l’anno da 360 giorni a
365. Thoth Hermes è stato chiamato “Testa di cane” a causa della sua fedeltà e integrità. È mostrato incoronato con un nimbus solare, portando in una mano la Crux Ansata, il simbolo della vita eterna, e nell’altra un bastone con un serpente simbolico della sua dignità di consigliere degli dei

Iside viene mostrata con suo figlio Horus tra le braccia. È incoronata con il globo lunare, ornato con le corna di arieti o tori. Orus, o Horus come è generalmente noto, era il figlio di Iside e Osiride. Lui era il
dio del tempo, delle ore, dei giorni e di questa stretta estensione della vita riconosciuta come esistenza mortale. Con ogni probabilità, i
quattro figli di Horus rappresentano i quattro regni della natura. Fu Horus che alla fine vendicò l’omicidio di suo padre, Osiride, uccidendo Tifone, lo spirito del Male.

La Vergine del Mondo a volte viene mostrata in piedi tra due grandi pilastri: Jachin e Boaz della massoneria – che simboleggiano il fatto che la natura raggiunge la produttività per mezzo di polarità. Come saggezza personificata, Iside si trova tra i pilastri degli opposti,
dimostrando che la comprensione si trova sempre nel punto di equilibrio e la verità è spesso crocifissa tra i due ladri dell’apparente contraddizione. La lucentezza dell’oro nei suoi capelli scuri indica che mentre è lunare, il suo potere deriva dai raggi del sole, da cui protegge la sua carnagione rossiccia. Come la luna è vestita nel
luce riflessa del sole, così Iside, come la vergine dell’Apocalisse, è rivestita della gloria della luminosità solare. Apuleio afferma che mentre dormiva vide la venerabile dea Iside che sorgeva dall’oceano. Gli antichi hanno capito che le forme primarie della vita nacquero dall’acqua, e la scienza moderna concorda in questa visione. Gli antichi credevano che lo sperma universale derivasse` dal vapore caldo, umido ma infuocato. L’Iside velata, il cui stesso rivestimento rappresenta il vapore, è il simbolo di questa umidità, che è il vettore
o veicolo dello sperma solare, rappresentato da un bambino in braccio. Perché il sole, la luna e le stelle in apparenza sembrano affondare nel mare e perché l’acqua accoglie i suoi raggi in se stessa, il mare era ritenuto il terreno fertile per o sperma solare. Questo sperma è generato dalla combinazione delle influenze dei corpi celesti; quindi Iside viene talvolta rappresentata come incinta. Frequentemente la statua di Iside era accompagnata dalla figura di un grande bue bianco e nero. Il bue rappresenta o Osiride come Toro, il toro dello zodiaco, o Apis, un animale sacro ad Osiride per i suoi peculiari segni e coloriture. Tra gli egiziani, il toro era una bestia da soma. Quindi la presenza dell’animale era un promemoria delle fatiche eseguite pazientemente dalla natura. Arpocrate, il Dio del Silenzio, tenendo il dita alla bocca, spesso accompagnava la statua di Iside. Mette in guardia tutti riguardo al fatto che i saggi devono mantenere il segreto nei confronti di chi non e` idoneo a conoscerli.
I Druidi di Britannia e Gallia avevano una profonda conoscenza dei misteri di Iside e la adorarona sotto il simbolo della luna. Godfrey Higgins lo considera un errore considerare Iside come sinonimo della luna. La luna fu scelta per Iside a causa del suo dominio sull’acqua. I Druidi consideravano il sole il padre e la luna la madre di tutte le cose. Mediante questi simboli adoravano la natura universale. La figura di Iside è talvolta usata per rappresentare le arti occulte e magiche, come ad esempio la negromanzia, l’invocazione, la stregoneria e la taumaturgia. In uno dei miti che la riguardano, si dice che Iside abbia evocato l’invincibile Dio dell’Eternità, Ra, per dirle il suo segreto e
nome sacro. Questo nome è equivalente alla parola perduta della Massoneria. Per mezzo di questa Parola, un mago può esigere l’obbedienza dall’invisibile e dalla divinità superiore. I sacerdoti di Iside divennero adepti nell’uso delle forze invisibili della Natura. Essi
capiribi ipnotismo, il mesmerismo e pratiche simili molto prima del mondo moderno
Plutarco descrive i requisiti di un seguace di Iside in questo modo: “Dato il fatto che non è la lunghezza della barba, o la grossolanità delle abitudini a renderci filosofi, neppure indossare una semplice veste di lino costituisce il requisito minimo per diventare un adepto di Iside; solo colui che è un vero servitore o seguace di questa Dea, che dopo aver ascoltato, e aver imparato in modo appropriato la storia di questa dea, cerca le verità nascoste ed esamina il tutto secondo i dettami della ragione e della filosofia. ”

Durante il Medioevo i trovatori dell’Europa centrale hanno conservato nel canto le leggende di questa dea egiziana. Hanno composto i sonetti per la donna più bella di tutto il mondo. Anche se pochi hanno mai scoperto la sua identità, lei era Sophia, la Vergine della Saggezza,
che tutti i filosofi del mondo hanno corteggiato. Iside rappresenta il mistero della maternità, che gli antichi hanno riconosciuto come la prova più evidente della saggezza onnisciente della natura e del potere oscuro di Dio. Per il cercatore moderno lei è l’epitome del Grande Sconosciuto, e solo coloro che la sveleranno saranno in grado di risolvere i misteri della vita, della morte della generazione e della rigenerazione.

 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: L’Iniziazione della Piramide

SUPREMA tra le meraviglie dell’antichità, irraggiungibile dagli architetti e costruttori moderni, la Grande Piramide di Giza e` la muta testimonianza di una civiltà ignota che, avendo completato il suo periodo predestinato, è passata nell’oblio. Eloquente nel suo silenzio, ispirando nella sua maestà, divina nella sua semplicità, la Grande Piramide è davvero un sermone in pietra. La sua magnitudine travolge la spiacevole sensibilità dell’uomo. Tra le sabbie del tempo essa si erge come un adeguato emblema dell’eternità stessa. Chi erano i
matematici illuminati che ne progettarono le parti e le dimensioni, i maestri artigiani che hanno supervisionato la sua costruzione, gli abili artigiani che hanno intagliato i suoi blocchi di pietra?
Il racconto più antico e conosciuto della costruzione della Grande Piramide è quello pervenutoci da quello storico altamente venerato ma alquanto fantasioso, Erodoto. “La piramide era costruita a gradoni, posarono le pietre sulla base e alzarono le pietre rimanenti con mezzi
e macchine formate da assi di legno corte. La prima macchina le sollevava da terra alla cima del primo gradone. Su questo c’era un’altra macchina, che riceveva la pietra al suo arrivo, e la trasportava al secondo gradino, da cui una terza macchina la faceva avanzare ancora più in alto. O avevano tante macchine quanti erano i gradoni della
piramide, o forse avevano solo una macchina, che, essendo facilmente spostabile, veniva trasferita da un livello all’altro mentre le pietre venivano sollevate. Mi sono stati dati entrambi i resoconti, percio` li
menzionero` entrambi. La parte superiore della piramide era finita per prima, poi veniva il centro, e infine la parte che era più bassa e più vicina alla terra. C’è un’iscrizione con Personaggi egiziani sulla piramide che registra la quantità di ravanelli, cipolle e aglio consumato dai lavoratori che la costruirono; e lo ricordo perfettamente l’interprete che ha letto la scritta mi ha detto che il denaro speso in questo modo era 1600 talenti d’argento. Se questo è un vero resoconto, quale somma deve essere stata spesa sugli strumenti di ferro usati nel lavoro e sull’alimentazione e l’abbigliamento degli operai, considerando la durata del lavoro, che è già stato dichiarato [dieci anni],
e il tempo addizionale – non c’era neppure molto spazio, immagino – che doveva essere stato occupato dalle pietre estratte, dalle loro vie di trasporto e dallla formazione di appartamenti sotteranei.”

Mentre il suo resoconto è estremamente colorato, è evidente che il padre della storia, per ragioni che ha senza dubbio considerato sufficienti, ha inventato una storia fraudolenta per nascondere
la vera origine e lo scopo della Grande Piramide. Questo è solo uno dei numerosi esempi in cui i suoi scritti che avrebbero portato il lettore attento a sospettare che Erodoto stesso un iniziato delle Scuole Sacre e conseguentemente obbligato a preservare inviolati i segreti degli antichi ordini. La teoria avanzata da Erodoto e ora generalmente
accettata che la Piramide era la tomba del faraone Cheope non può essere sostanziata.

Infatti, Manetho, Eratostene e Diodoro Siculo non concordano con Erodoto – per quanto riguarda il nome del costruttore di questo edificio supremo. La volta sepolcrale, che, secondo la legge della costruzione della piramide di Lepsius, dovrebbe essere stata finita contemporaneamente al monumento o prima, non e` mai stata terminata.

Non ci sono prove che l’edificio sia stato eretto dagli egiziani, in quanto le elaborate sculture con le quali le camere funerarie della regalità egizia erano quasi invariabilmente ornate sono del tutto mancanti e non incarna nessuno degli elementi della loro architettura
o decorazione, come iscrizioni, immagini, cartigli, dipinti e altri elementi distintivi caratteristicamente associate all’arte mortuaria dinastica. Gli unici geroglifici che si trovano all’interno della Piramide sono alcuni marchi di costruttori sigillati nelle camere di costruzione, aperte per la prima volta da Howard Vyse. Questi apparentemente sono stati dipinti sulle pietre prima che fossero messe in posizione, perché in un certo numero di casi i segni erano invertiti o
sfigurati dall’operazione di montaggio dei blocchi. Mentre gli egittologi hanno tentato di identificare le tinte limande di vernice come cartigli di Cheope, è quasi inconcepibile che questo sovrano ambizioso avrebbe permesso al suo nome regale di soffrire
tali indegnità. Poiché le autorità più eminenti in materia sono ancora incerte su quale sia il vero significato di questi segni grezzi, qualunque prova essi possano sostenere riguardo al fatto che l’edificio sia stato eretto durante la quarta dinastia è sicuramente incrinata dal fatto che sono trovate delle conchiglie di mare alla base della piramide che il signor Gab avanza come prova de fatto che sia stata eretta prima del diluvio una teoria suffragata dalle tradizioni arabe. Uno storico arabo
dichiarò che la Piramide fu costruita dai saggi egiziani come rifugio contro il Diluvio, mentre un altro ha proclamato che fosse il tesoro del potente re antidiluviano Sheddad Ben Ad. Un pannello di geroglifici sopra l’ingresso, sembra darci una soluzione al mistero, informandoci che risale a non oltre il 1843 d.C., essendo stato staccato in quel momento dal dott. Lepsius come tributo al Re di Prussia.

Il Califfo al Mamoun, un illustre discendente del Profeta, ispirato alle storie degli immensi tesori sigillati nei suoi abissi, viaggio` da Bagdad al Cairo, nel 820 d.C., con una grande forza lavoro per aprire la Grande Piramide. Quando Califfo al Mamoun prima raggiunse il piede della “Rock of Ages” e guardò verso la sua superficie luccicante liscia,
un tumulto di emozioni ha indubbiamente rovinato la sua anima. Le pietre dell’involucro devono essere state poste dentro al momento della sua visita, perché il Califfo non poteva trovare alcuna indicazione di un ingresso – quattro superfici perfettamente lisce si stagliavano davanti lui. Seguendo voci vaghe, ha detto ai suoi seguaci di lavorare sul lato nord della piramide, con le istruzioni per continuare a tagliare e cesellare finché non avessero scoperto qualcosa. Per i musulmani con i loro strumenti rozzi fu uno sforzo erculeo scavare un centinaio di metri attraverso il calcare.
Molte volte furono sul punto di ribellarsi, ma la parola del Califfo era legge e la speranza di una grande fortuna li incoraggiava.
Alla fine, alla vigilia dello scoraggiamento totale, il destino venne in loro soccorso. Si senti` una grande pietra cadere da qualche parte nel muro vicino dove gli arabi lavoravano. Scavando con rinnovato entusiasmo, riuscirono a penetrare nel passaggio che conduce nella camera sotterranea. Si sono poi sbarazzati della pietra caduta poiche` era in una posizione che bloccava il loro progresso, e rimossero ogni ostacolo che li divideva dalla camera della regina.

Finalmente la via fu chiara per i seguaci del Profeta. Ma dov’erano i tesori? Da una stanza all’altra i frenetici operai si precipitarono a guardare invano per il bottino. Il malcontento dei musulmani raggiunse una tale altezza che il Califfo al Mamoun – che aveva ereditato gran parte della saggezza del suo illustre padre, il califfo al
Raschid – ando` a Bagdad con fondi e li fece seppellire  segretamente vicino all’ingresso della piramide. Quindi ordinò ai suoi uomini di scavare in quel punto e grande fu la gioia quando il tesoro fu scoperto, gli operai rimasero profondamente impressionati dalla
saggezza del monarca antidiluviano che aveva valutato attentamente i loro stipendi e che aveva fatto si che l’esatta quantità fosse sepolta a loro vantaggio!

Il Califfo ritornò quindi nella città dei suoi padri e la Grande Piramide fu lasciata alla misericordia delle generazioni successive. Nel nono secolo i raggi del sole colpivano le superfici levigate di quando la Piramide era ancora intatta facendo apparire ogni lato

La sfinge egizia è strettamente legata alla leggenda greca di Edipo, che per primo risolse il famoso enigma proposto dalla misteriosa creatura con il corpo di un leone alato e la testa di una donna. A tutti coloro che passavano accanto alla sua tana la sfinge indirizzava la domanda, “Che animale è che al mattino va su quattro piedi, a mezzogiorno su due piedi, e la sera su tre piedi? ” Quelli, che non riuscivano a rispondere al suo enigma, li uccideva. Edipo dichiarò che la risposta era l’uomo stesso,
che durante l’infanzia si arrampicava sulle sue mani e sulle ginocchia, nella virilità si ergeva in piedi, e nella vecchiaia si trascinava sostenendosi ad un bastone. Scoprendo uno che conosceva la risposta al suo indovinello, la sfinge si lancio`
dalla scogliera che costeggiava la strada e perì. C’è ancora un’altra risposta all’enigma della sfinge, una risposta meglio rivelata da una considerazione dei Valori pitagorici dei numeri. Il 4, il 2 e il 3 producono la somma di 9, che è il numero naturale dell’uomo e anche dei mondi inferiori. Il 4 rappresenta l’uomo ignorante, il 2 l’uomo intellettuale e il 3 l’uomo spirituale. L’umanità infantile cammina su quattro gambe, evolvendosi passa a due gambe e con la potenza dellala sua stessa mente, il mago redento e illuminato aggiunge il bastone della saggezza. La sfinge è quindi il
mistero della natura, l’incarnazione della dottrina segreta, e tutti coloro che non riescono a risolvere il suo enigma periscono. Superare la sfinge è raggiungere l’immortalità personale

come un triangolo di luce abbagliante. Da quel momento, solo due pietre del telaio originale sono rimaste. Indagini hanno portato alla loro riscoperta, nelle mura delle moschee e dei palazzi dei musulmani in varie parti del Cairo e nei suoi dintorni.

I PROBLEMI DELLA PIRAMIDE

C. Piazzi Smyth chiede: “Fu la Grande Piramide, quindi, eretta prima dell’invenzione dei geroglifici e precedente alla nascita della religione egiziana? “Il tempo potrebbe ancora dimostrarsi che le camere superiori della Piramide erano un mistero sigillato prima della fondazione dell’impero egiziano. Nella camera sotterranea, tuttavia, vi sono segni che indicano che i Romani ottennero l’ammissione lì. Alla luce della filosofia segreta degli Iniziati egiziani, W. W. Harmon, da una serie di estremamente complicati ma esatti
calcoli matematici; determina che il primo cerimoniale della Piramide fu eseguito 68.890 anni fa, quando la stella Vega per la prima volta ha inviato il suo raggio attraverso il passaggio discendente nel pozzo. L’attuale edificio della Piramide fu completato in un periodo da dieci a quindici anni immediatamente prima a questa data.
Mentre tali figure indubbiamente evocheranno il ridicolo degli egittologi moderni, sono basate su uno studio esaustivo dei principi della meccanica siderale incorporati nella struttura della Piramide dai suoi costruttori iniziati. Se c’erano le pietre del rivestimento all’inizio del nono secolo, i cosiddetti segni di erosione sulla parte esterna non dipesero dall’acqua.

La Grande Piramide era interamente costruita in pietra calcarea e granito, i due tipi di roccia furono combinati in modo particolare e significativo Le pietre sono state tracciate con la massima precisione, e il cemento utilizzato era di una qualità così notevole che è ora
praticamente duro come la pietra stessa. I blocchi di calcare sono stati segati con seghe di bronzo, i cui denti erano diamanti o altri gioielli. Le schegge delle pietre furono ammucchiate contro il lato nord dell’altopiano su cui sorge la struttura, dove formano un ulteriore sostegno per aiutare a sostenere il peso della struttura. L’intera piramide è un esempio di perfetto orientamento e in realtà quadra il cerchio. Quest’ultimo si ottiene facendo cadere una linea verticale dall’apice della piramide alla sua linea di base. Se questa linea verticale può essere considerata come il raggio di un cerchio immaginario, la lunghezza della circonferenza di tale cerchio sarà pari alla somma delle linee di base dei quattro lati della piramide.

Se il passaggio che porta alla Camera del Re e alla Camera della Regina è stato sigillato migliaia di anni prima dell’era cristiana, quelli ammessi ai misteri della piramide dovranno aver ricevuto le loro iniziazioni in gallerie sotterranee ora sconosciute.
Senza tali gallerie non avrebbero potuto esserci mezzi di ingresso o uscita, poiché gli ingressi erano bloccati dalle pietre di rivestimento. Se non bloccato dalla massa della Sfinge o nascosto in qualche parte di quella figura, l’ingresso segreto potrebbe essere in uno dei templi adiacenti o sui lati dell’altopiano calcareo. L’attenzione è chiamata alle spine di granito che riempiono il passaggio ascendente aila Camera della Regine che il Califfo al Mamoun fu costretto praticamente a polverizzare prima che potesse aprire una strada nelle camere superiori. C. Piazzi Smyth rileva che le posizioni delle pietre dimostrano che sono state installate dall’alto – il che ha reso necessario ad un numero considerevole di operai di partire dalle camere superiori. Come hanno fatto? Smyth crede che siano scesi attraverso il pozzo, lasciando cadere le pietre dalla rampa
posizionata dietro di loro. Egli sostiene inoltre che i ladri probabilmente usarono il pozzo come un mezzo per entrare nelle camere superiori. La pietra della rampa è stata messa in un letto di
gesso, i ladri sono stati costretti a sfondarla, lasciando un’apertura frastagliata. Mr. Dupré, un architetto che ha passato anni ad investigare le piramidi, si differenzia da Smyth, tuttavia, credendo che il pozzo stesso sia un buco per i ladri, essendo il primo tentativo riuscito di entrare nelle camere superiori dalla camera sotterranea.
Il signor Dupré basa le sue conclusioni sul fatto che il pozzo è solo un buco grezzo e la grotta una camera irregolare, senza alcuna prova della precisione architettonica con cui e` stata costruita il resto della struttura. Anche il diametro del pozzo preclude la possibilità che venisse scavato verso il basso; deve essere stato scavato da
sotto, e la grotta era necessaria per fornire aria ai ladri. È inconcepibile che i costruttori della Piramide avessero rotto una delle loro rampe di pietra e lasciando un buco nella loro perfetta galleria. Se il pozzo è un
buco di un ladro, cio` può spiegare perché la Piramide era vuota quando il Califfo al Mamoun entro`. Un attento esame della cosiddetta
camera sotterranea incompiuta, che deve essere stata la base delle operazioni per i ladri, potrebbe rivelare le tracce della loro presenza o mostrare dove hanno ammucchiato le macerie a seguito delle loro operazioni. Mentre non è completamente chiaro
da quale ingresso i ladri hanno raggiunto la camera sotterranea, è improbabile che abbiano usato il passaggio discendente.
C’è una nicchia notevole nella parete nord della Stanza della Regina che le guide di Maometto dicono disinvoltamente di essere un santuario. La forma generale di questa nicchia, tuttavia, con le sue mura convergenti da una serie di sovrapposizioni come quelle della Gran Galleria, indicherebbe che originariamente era stata intesa come un passaggio. Gli sforzi fatti per esplorare questa nicchia sono stati improduttivi, ma il signor Dupré crede esista un’entrata attraverso il quale – se il pozzo non esisteva in quel momento – gli operai uscivano dalla Piramide dopo aver lasciato cadere i tasselli di pietra nella galleria ascendente. Gli studiosi della Bibbia hanno contribuito ad alcune delle più straordinarie concezioni riguardanti la grande piramide. Questo antico edificio è stato identificato da loro come il granaio di Giuseppe (nonostante la sua capacità irrimediabilmente inadeguata); come la tomba preparata per lo sfortunato Faraone dell’Esodo che non avrebbe potuto essere seppellito lì perché il suo corpo non fu mai recuperato dal Mar Rosso; e infine come conferma perpetua dell’infallibilità di numerose profezie contenute nella versione autorizzata!

LA SFINGE

Sebbene la Grande Piramide, come ha dimostrato Ignatius Donnelly, sia modellata sulla base di una architettura antidiluviana, esempi dei quali si possono trovare in quasi ogni parte del mondo, la Sfinge (Hu) è tipicamente egiziana. La stele tra le sue zampe afferma che la Sfinge è un’immagine del Dio Sole, Harmackis, che fu evidentemente modellata ad immagine del faraone che regnava mentre veniva costruita. La statua è stata restaurata da Tahutmes IV come risultato di una visione in cui il dio apparve e si dichiarò oppresso dal peso della sabbia sul suo corpo. La barba rotta della Sfinge fu scoperta durante gli scavi tra le zampe anteriori.
I gradini che portano alla sfinge e anche al tempio e all’altare tra le zampe vennero aggiunti molto più tardi, probabilmente dai romani, perché è noto che i Romani ricostruirono molte delle antichità egiziane. La depressione superficiale nella parte superiore della testa, si pensava fosse il capolinea di un passaggio chiuso che porta dalla Sfinge alla Grande Piramide, tuttavia era semplicemente intesa a sostenere un copricapo che ora manca. Le aste di metallo sono state introdotte nella Sfinge nel vano tentativo di scoprire camere o
passaggi all’interno del suo corpo. La parte principale della Sfinge è una singola pietra, ma le zampe sono state costruite con pietre più piccole. La Sfinge è lunga circa 200 piedi, alta 70 piedi
e larga 38 piedi attraverso le spalle. Molti credono che la pietra principale da cui è stata scolpita venne trasportata da cave lontane con metodi sconosciuti, mentre altri affermano che si tratta di una roccia nativa, forse un affioramento che somiglia in qualche modo alla
forma in cui è stato successivamente scolpito. La teoria avanzata riguardo al fatto che la piramide e la Sfinge furono costruite con pietre artificiali fatte sul posto è stata abbandonata. Una attenta analisi del calcare mostra che è composta da piccole creature marine chiamate
mummuliti.
La supposizione popolare che la Sfinge fosse il vero portale della Grande Piramide, non è mai stato provato. P. Christian presenta questa
teoria come segue, basandola in parte sull’autorità di Giamblico:

“La Sfinge di Giza, dice l’autore del Traité des Mystères, fungeva da ingresso alle sacre camere sotterranee in cui l’iniziato veniva sottoposto alle prove.
Questo ingresso, ostruito ai nostri giorni da sabbia e spazzatura, può ancora essere tracciato tra le zampe anteriori del colosso accovacciato. In passato era chiuso da una porta di bronzo lal cui apertura segreta poteva essere azionata solo dai Magi. Era protetto dal rispetto pubblico: una sorta di paura religiosa ha mantenuto la sua inviolabilità meglio di quanto avrebbe fatto un esercito.
Nel ventre della Sfinge sono state ritagliate le gallerie che conducono alla parte sotterranea della Grande piramide. Queste gallerie erano così artisticamente incrociate lungo il loro corso verso la Piramide che nel mettersi in marcia enza una guida era sinonimo di perdersie tornare al punto di partenza. “(Vedi Histoire de la Magie.)
Sfortunatamente, la porta di bronzo a cui si fa riferimento non e` stata ancora trovata, né esistono prove a riguardo.
I secoli che passano hanno trasformato il colosso, tuttavia, l’apertura originale potrebbe essere stata chiusa.

Quasi tutti gli studenti del soggetto credono che le camere sotterranee esistano sotto la Grande piramide. Robert Ballard scrive: “I sacerdoti delle piramidi del lago Moeris avevano le loro vaste residenze sotterranee. Mi sembra più che probabile che lo stesso avvenisse a Giza. E posso andare oltre: – Da queste stesse caverne e` stato scavato il calcare da cui sono state costruite le piramidi. Nelle viscere della cresta calcarea su cui le piramidi sono state costruite saranno ancora trovate, mi sento convinto, ampie informazioni sul loro
utilizzo.  La teoria di Mr. Ballard sugli ampi appartamenti sotterranei e sulle cave fa apparire un problema importante in architettura. I costruttori della Piramide erano troppo lungimiranti per mettere in pericolo la permanenza della Grande Piramide collocando oltre cinque milioni di tonnellate di calcare e granito su una formazione non solida. È quindi ragionevolmente che tali camere o passaggi che possono esistere sotto l’edificio siano relativamente insignificanti, come quelli all’interno del corpo della struttura, che occupano meno di un sedicesimo del contenuto cubico della piramide.
La Sfinge fu indubbiamente eretta per scopi simbolici su istigazione del clericalismo. Le teorie che l’uræus sulla sua fronte era in origine il dito di una immensa meridiana e che sia la Piramide che la Sfinge furono usate per misurare il tempo, le stagioni e la precessione degli equinozi sono geniali ma non del tutto convincenti. Se questa grande creatura è stata eretta per cancellare l’antico passaggio che conduce nel Tempio sotterraneo della Piramide, il suo simbolismo sarebbe più appropriato. Nel confronto con la dimensione schiacciante e la dignità della Grande Piramide, la Sfinge è quasi insignificante. La sua faccia malconcia, sulla quale si possono ancora vedere le vestigia della vernice rossa con cui la figura era originariamente coperta, è sfigurata al di là di ogni riconoscimento. Il suo naso fu spezzato da un fanatico maomettano, per timore che i seguaci del Profeta fossero guidati
in idolatria. La natura stessa della sua costruzione e le attuali riparazioni necessarie a impedire alla testa di cadere indica che non avrebbe potuto sopravvivere ai grandi periodi del tempo trascorso dall’erezione della Piramide. Per gli egiziani, la Sfinge era il simbolo di forza e intelligenza. Era ritratta come androgina per significare che riconoscevano gli iniziati e gli dei come partecipanti sia al potere creativo positivo che a quello negativo. Gerald Massey scrive: “Questo
è il segreto della Sfinge. La sfinge ortodossa dell’Egitto è maschile di fronte e femminile dietro. Così è l’immagine di Sut-Typhon, maschio davanti e femmina dietro. I faraoni, che indossavano la coda della leonessa o della mucca dietro di loro, erano maschi davanti e femmine dietro. Come gli Dei includevano la duplice totalità dell’essere in
una persona, nata dalla Madre, ma di entrambi i sessi come il Bambino. “(Vedi The Natural Genesis.)
La maggior parte degli investigatori ha ridicolizzato la Sfinge e, senza nemmeno degnarsi di indagare il grande colosso, hanno rivolto la loro attenzione al mistero più travolgente della Piramide.

I MISTERI DELLA PIRAMIDE

Si suppone che la parola piramide derivi da aW, il fuoco, a significare ciò è la rappresentazione simbolica dell’unica fiamma divina, la vita di ogni creatura. John Taylor crede che la parola piramide significhi “misura del grano”, mentre C. Piazzi Smyth favorisce il significato copto, “una divisione in dieci”. Gli iniziati  accettavano la forma piramidale come il simbolo ideale sia della dottrina segreta sia di quelle istituzioni istituite per la sua diffusione. Entrambi piramidi e tumuli sono antitetici della Santa Montagna, o alto luogo di Dio, che si credeva stasse nel “mezzo” della Terra. John P. Lundy collega ulteriormente la Grande Piramide al mitico Olimpo supponendo che i suoi passaggi sotterranei corrispondevano alle tortuose vie secondarie dell’Ade. La base quadrata della Piramide è un costante richiamo alla casa di saggezza fermamente fondata sulla natura e sulle sue leggi immutabili. “Gli gnostici”, scrive Albert Pike, “sostenevano che l’intero edificio della loro scienza poggiava su un quadrato i cui angoli erano:
Silenzio; Profondita; Intelligenza; e Verita. “(Vedi Morale
e Dogma.) I lati della Grande Piramide affrontano i quattro angoli cardinali, a significare secondo Eliphas Levi le estremità del caldo e del freddo (sud e nord) e le estremità della luce e dell’oscurità (est e ovest). La base della Piramide ulteriormente rappresenta i quattro elementi materiali o sostanze dalle combinazioni di cui il corpo quaternario dell’uomo è formato. Da ciascun lato del quadrato sorge un triangolo, caratterizzando da triplice essere divino intronizzato all’interno di ogni natura materiale quaternaria. Se ogni linea di base può essere considerata un quadrato da cui ascende un triplice potere spirituale, la somma delle linee delle quattro facce (12) e dei quattro quadrati ipotetici (16) costituiscono la base di 28, il numero sacro del mondo inferiore. Se questo viene aggiunto ai tre settenari che compongono il sole (21), è uguale a 49, il quadrato di 7 e il numero delll’universo.
I dodici segni dello zodiaco, come i governatori dei mondi inferiori, sono simbolizzati dalle dodici linee dei quattro triangoli: i volti della Piramide. Nel mezzo di ciascuna faccia è una delle bestie di Ezechiele e la struttura nel suo insieme diventa il Cherubino.
Le tre camere principali della Piramide sono legate al cuore, al cervello e al sistema generativo – i centri spirituali della costituzione umana. La forma triangolare della Piramide è anche simile alla postura assunta dal corpo durante gli antichi esercizi meditativi. I Misteri insegnavano che le energie divine degli dei discesero sulla cima della Piramide, che era paragonata a un albero rovesciato con i suoi rami in basso e le sue radici all’apice. Da questo albero rovesciato viene disseminata la saggezza divina scorrendo lungo i lati divergenti e irradiandosi in tutto il mondo. La dimensione della pietra di copertura della Grande Piramide non può essere determinata con precisione, perche`, mentre
la maggior parte degli investigatori ha supposto che una volta fosse presente, non ne rimane traccia. C’è una curiosa tendenza tra i costruttori di grandi edifici religiosi a lasciare la loro creazioni incompiute, indicando così che Dio solo è completo. La pietra di coronamento – se esisteva – era a sua volta una piramide in miniatura, l’apice della quale sarebbe stato completato di nuovo da un blocco piu` piccolo di forma simile, e così via all’infinito. La pietra di coronamento quindi è l’epitome dell’intera struttura. La Piramide, quindi, può essere paragonata all’universo e l’uomo alla sua pietra di coronamento. Seguendo la catena dell’analogia, la mente è la pietra di coronamento dell’uomo, lo Spirito e` la pietra di coronamento della mente, e Dio – l’epitome del tutto – la pietra di coronamento dello spirito. Come un blocco grezzo e incompiuto, l’uomo viene preso dalla cava e grazie alla segreta cultura dei Misteri si trasforma gradualmente in una pietra di coronamento perfetta. Il tempio è completo solo quando l’iniziato stesso diventa l’apice vivente attraverso il quale il potere divino si concentra nella struttura divergente sottostante.
W. Marsham Adams definisce la Grande Piramide “la casa dei luoghi nascosti”; come in effetti lo era, poiché rappresentava il santuario interiore della saggezza pre-egiziana. Gli Egiziani associavano la Grande Piramide ad Ermes, il dio della saggezza e delle lettere
e il Divino Illuminatore adorato attraverso il pianeta Mercurio. Associare Hermes alla Piramide sottolinea nuovamente il fatto che in realtà era il tempio supremo della Divinità invisibile e suprema. La Grande Piramide non era un faro, un osservatorio, o una tomba, ma il primo tempio dei Misteri, la prima struttura eretta come deposito per
quelle verità segrete che sono il fondamento certo di tutte le arti e le scienze. Era l’emblema perfetto del microcosmo e del macrocosmo e, secondo gli insegnamenti segreti, la tomba di Osiride, il dio nero del Nilo. Osiride rappresenta una certa manifestazione dell’energia solare, e quindi la sua casa o tomba è emblematica dell’universo in cui è sepolto e della croce in cui è crocifisso.
Attraverso i passaggi mistici e le camere della Grande Piramide passava l’illuminato dell’antichità. Entrava nei suoi portali come uomo; e ne usciva trasformato in dio. Era il luogo della “seconda nascita”, il “grembo dei Misteri”, e la saggezza dimorava in esso come
Dio dimora nei cuori degli uomini. Da qualche parte nel profondo dei suoi recessi risiedeva un essere sconosciuto che è stato chiamato “L’iniziatore” o “L’illustre”, vestito di blu e oro che teneva in mano la settupla chiave dell’Eternità. Questo era il volto del leone gerofante, il Santo, il Maestro dei Maestri, che non ha mai lasciato la Casa della Saggezza e che nessuno ha mai visto, salvo colui che era passato attraverso le porte della preparazione e della purificazione. Fu in queste stanze che Platone – si trovò faccia a faccia ad affrontare la saggezza delle età personificata nel Maestro della Casa Nascosta.
Chi era il Maestro che dimorava nella potente Piramide, le cui numerose stanze significavano i mondi nello spazio; il Maestro che nessuno potrebbe vedere salvo quelli che erano “nati” di nuovo “? Solo lui conosceva perfettamente il segreto della Piramide, ma ha lasciato la via del saggio e la casa è vuota. Gli inni di lode non riecheggiano più in toni ovattati attraverso le camere; il neofita non passa più attraverso gli elementi e vaga tra le sette stelle; il candidato non riceve più la “Parola di vita” dalle labbra dell’Eterno. Nulla ora rimane che l’occhio umano possa vedere solo un guscio vuoto
il simbolo esteriore di una verità interiore – e gli uomini chiamano la casa di Dio una tomba! La tecnica dei Misteri è stata spiegata dal Saggio Illuminatore, il Maestro della Casa Segreta. Fu rivelato al nuovo inziato Il potere di conoscere il suo spirito guardiano. Fu spiegato; il
metodo di districare il suo corpo materiale dal suo veicolo divino; e a consumare l’opus magnum, gli fu rivelato il Nome Divino – il segreto e
la designazione indicibile della divinità suprema, dalla cui conoscenza stessa uomo e dio sono resi coscientemente uno. Con la rivelazione del Nome, il nuovo iniziato diviene egli stesso una piramide, dentro le quali camere, innumerevoli altri esseri umani potrebbero ricevere l’illuminazione spirituale. Nella Stanza del Re veniva messo in scena il dramma della “seconda morte”. Qui il candidato, dopo essere stato crocifisso sulla croce dei solstizi e degli equinozi, veniva sepolto nel
grande sarcofago. C’è un profondo mistero nell’atmosfera e nella temperatura della Camera del Re: è di un freddo peculiare simile alla morte. Questa stanza era una porta tra il mondo materiale e le sfere trascendentali della Natura. Mentre il suo corpo giaceva nel sarcofago, l’anima del neofita si librava nelle sembianze di un falco dalla testa umana attraverso i regni celesti, lì per scoprire in prima persona l’eternità della Vita, della Luce e della verità, così come l’illusione diella morte, dell’oscurità e del peccato. Quindi in un certo senso la Grande Piramide può essere paragonata a una porta attraverso la quale gli antichi sacerdoti consentivano a pochi da passare verso il raggiungimento del completamento individuale. È anche da notare
incidentalmente che se il sarcofago nella Camera del Re venisse colpito, il suono emesso non avrebbe controparte in qualsiasi scala musicale conosciuta. Questo valore tonale potrebbe aver fatto parte di questa combinazione di circostanze che hanno reso la Stanza del Re un ambiente ideale per il conferimento del più alto grado dei Misteri.
Il mondo moderno conosce poco riguardo questi antichi riti. Lo scienziato e il teologo guardano allo stesso modo la struttura sacra, chiedendosi quale spinta fondamentale abbia ispirato tale lavoro erculeo. Se solo pensassero per un momento, si renderebbero conto che esiste solo una spinta nell’anima dell’uomo capace di fornire l’incentivo richiesto – cioè, il desiderio di conoscere, comprendere e scambiare la ristrettezza della mortalità umana per la maggiore ampiezza e portata dell’illuminazione divina. Così gli uomini dicono che la Grande Piramide è l’edificio più perfetto del mondo, la fonte di pesi e misure, l’originale Arca di Noè, l’origine delle lingue, alfabeti ,. e scale di temperatura e umidità. Pochi si rendono conto, tuttavia, che è la porta per l’Eternita`. Sebbene il mondo moderno possa conoscere un milione di segreti, il mondo antico ne conosceva uno – e quello valeva piu di quel milione; perché i milioni di segreti generano morte, disastro, dolore, egoismo, lussuria e avarizia, ma l’unico segreto conferisce vita, luce e verità. Verra` il tempo quando la saggezza segreta sarà di nuovo la spinta religiosa e filosofica
dominante del mondo. E` vicino il giorno quando il destino del dogma sara` ineluttabile. La grande torre teologica di Babele, con la sua confusione di lingue, era costruita in mattoni di fango. Dalle fredde ceneri di credi senza vita, tuttavia, sorgeranno come una fenice gli antichi misteri. Nessun’altra istituzione ha così completamente soddisfatto le aspirazioni religiose dell’umanità, poiché dalla distruzione dei Misteri non vi è stato un codice religioso a cui Platone avrebbe potuto sottostare. Lo sviluppo della natura spirituale dell’uomo è una scienza esatta quanto l’astronomia, la medicina o la giurisprudenza. Per realizzare questo fine sono state stabilite le religioni; e dalla religione sono nate scienza, filosofia e logica come metodi per realizzare questo scopo divino. Il Dio morente risorgerà! La stanza segreta nella Casa dei Luoghi Nascosti dovrà essere riscoperta La Piramide sarà di nuovo l’emblema ideale della solidarietà, dell’ispirazione, dell’aspirazione, della risurrezione e della rigenerazione. Mentre le sabbie mobili del tempo seppeliscono
civiltà sotto il loro peso, la Piramide rimarrà come simbolo visibile dell’alleanza tra Saggezza Eterna e il mondo. Giungera` il momento in cui i canti degli illuminati saranno ascoltati ancora una volta nei suoi antichi passaggi e il Maestro della Casa Nascosta dovrà attendere nel Luogo Silenzioso la venuta di quell’uomo che, mettendo da parte gli errori del dogma e del principio, cerca semplicemente la Verità.

Luoghi Misteriosi: La cappella di Sansevero

Le leggende locali sulla cappella di Sansevero a Napoli affermano che le sorprendenti opere d’arte in essa presente sono il risultato di stregoneria e magia nera. Le sculture sembrano impossibili da creare a mano e inoltre possiamo vedere due macabre figure umane frutto, a quanto pare, di uccisioni rituali. Infine la cappella e` circondata da un atmosfera oscura e da una forte presenza di simbolismo massonico.

A prima vista, la Capella di Sansevero è una tua tipica cappella italiana del XVII secolo, ricca di dipinti e sculture di natura religiosa. Tuttavia, uno sguardo più attento ai vari elementi della cappella rivela come vi sia qualcosa di “fuori posto”. Alcune sculture sono così “vivide” che portano molti a credere che siano stati il risultato di un processo soprannaturale. Inoltre, il simbolismo enigmatico che si trova all’interno della cappella e` un mezzo per inviare un importante messaggio allegorico esoterico.

Quando i visitatori scendono alcuni scalini, vedono cose come questa:

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Nella cappella sono in mostra i resti di due corpi umani con tanto di sistema nervoso in bella vista. Soprannominati “Adamo e Eva” – ma conosciuti come “macchine anatomiche” – questo bizzarro spettacolo è stato oggetto di ogni sorta di speculazione occulta.

Per comprendere appieno il perche` di questa cappella, bisogna capire il suo creatore: Raimondo di Sangro, il principe di Sansevero. Considerato un inventore e un brillante filosofo da molti, altri credevano che fosse un crudele mago nero il quale uccideva la gente per bizzarri scopi.

Una visita alla sua Cappella di Sansevero dà credibilità a entrambi i punti di vista, poiché mette in evidenza il suo genio alchemico e…la sua follia. Prima di esaminare le bizzarre opere d’arte esposte nella cappella, spendiamo qualche parola per spiegare chi e` l’uomo dietro a questa strana opera.

RAIMONDO DI SANGRO IL “PRINCIPE STREGONE”

Dall’età di 10 anni, Sangro fu educato presso il Collegio dei Gesuiti di Roma. Nel 1730, all’età di 20 anni, ritornò a Napoli usando il titolo “Principe di Sansevero”. Presto si unì alle fila di società segrete occulte.

“Nonostante la formazione religiosa che aveva ricevuto con i gesuiti, il giovane si unì presto alla fratellanza segreta dei rosicrucani, dove fu avviato allo studio di antichi riti alchemici, la cosiddetta “arte sacra” o “arte del re” tramandata nei secoli dal sacerdote egiziano ai suoi discepoli. Don Raimondo trovo` la sua vocazione. Pur mantenendo il silenzio estremo sui “suoi fratelli” e sugli insegnamenti ricevuti (non ha lasciato alcun documento sulle attività della setta misteriosa) il principe cambio` radicalmente la sua vita e dedico` tutto il suo tempo all’alchimia. Flaconi, forni e alambicchi riempivano la cantina del suo palazzo e durante la notte non era raro vedere strani vapori e odori disgustosi che uscivano dalle finestre della cantina. Fu da allora che i napoletani cominciarono a soprannominarlo stregone “.
– Rino Di Stefano, Raimondo de Sangro,
Il principe “Stregone”

Di Sangro introdusse la Massoneria nella sua città, diventando il capo della massoneria napoletana. Questo fatto, combinato con la sua capacità di presentare invenzioni peculiari, come una “fiamma eterna” fatta da un composto chimico di sua creazione e da ossa di cranio umano, non faceva altro che accrescere la leggenda attorno a Di Sangro.

“Il principe Raimondo di Sangro era conosciuto come un uomo eccentrico, enigmatico e mistico. Era il capo della loggia massonica napoletana, i cui simboli si stagliano in tutta la cappella. Era inoltre studente in numerose aree scientifiche, nonché alchimista e mistico. Parlava diverse lingue esotiche come l’ebraico e l’arabo e fu un inventore di creazioni alquanto bizzarre, come ad esempio un trasporto meccanizzato con cavalli di legno che si diceva fosse in grado di viaggiare sia su terra che su acqua. Queste eccentricità fecero assumere al principe una reputazione come praticante di magia e magia nera. Girava voce che eseguisse riti magici sinistri, sacrifici umani e maledizioni. Si diceva anche potesse compiere grandi risultati alchemici, come creare sangue dall’acqua o addirittura dall’aria e che usasse le varie parti del corpo delle sue vittime sacrificate nei suoi odiosi incantesimi e pozioni. Si dice che il Principe si rinchiudesse per giorni e eseguisse esperimenti sugli esseri umani, come rianimare i morti. Queste voci e leggende oscure che circondavano il principe lo resero un uomo da temere e da evitare; Un mago nero potente che poteva piegare forze magiche e naturali alla sua volontà. Il principe fece ben poco per negare queste voci e si pensa che le abbia anzi incoraggiate “.
– Brent Swancer, The Bizarre Anatomical Machines of Italy

Uno dei molti “hobby” di Sangro era il Bel Canto. Niente di strano, no? Chi non apprezza un bel canto?

Tuttavia,  il “Bel Canto”, per il di Sangro, significava acquistare ragazzini da genitori poveri, castrarli e costringerli a cantare.

“Nonostante fosse un padre di famiglia (…), al Principe piaceva avventurarsi nelle sue proprieta` in cerca di giovani ragazzi con belle voci. Di solito li trovava nel coro della chiesa. Il passo successivo era quello di comprarli offrendo denaro ai genitori (di solito poveri, contadini analfabeti con una prole numerosa). Questi ragazzini venivano poi portati dal suo medico personale, Don Giuseppe Salerno, che li castrava. La loro meta finale era il conserrvatorio dei Poveri di Gesù Cristo a Napoli, dove i giovani avrebbero iniziato la loro carriera da “soprani”.
(…)

Vedeva nei castrati una ricerca di perfezione, che secondo i rosicruciani derivava dall’ “annullamento del dualismo che proviene dalla separazione, un ritorno all’essere primordiale androgeno”.
– Ibid.

Mentre la reputazione di di Sangro cresceva, e i suoi scritti hanno ottennero pubblicità, si costitui` una cerchia di potenti amici e nemici. Il suo coinvolgimento nella Massoneria gli procuro` una scomunica da parte della Chiesa Cattolica.

Trascorse il resto della sua vita decorando la Cappella di Sansevero, trasformando questo piccolo luogo in una rappresentazione grandiosa del “percorso alchimico e massonico all’illuminazione”.

UN MISTERIOSO TEMPIO OCCULTO

Prima che fosse trasformata da Raimondo di Sangro, la Cappella Sansevero era già oggetto di voci bizzarre. Si diceva fosse stata costruita su un vecchio tempio di Iside e, per dimostrare questo fatto, i locali indicano una statua enorme del Dio del Nilo, situata proprio dietro l’angolo della sua casa.

La Statua del Dio del Nilo a Napoli.

Come se non bastasse, alla fine del XVI secolo, Palazzo Sansevero fu la scena di un brutale omicidio, quando il compositore Carlo Gesualdo scopri`la moglie e il suo amante a letto uccidendoli. Fino al 1888, un passaggio collegava Palazzo Sansevero alla cappella Sansevero.

Tuttavia, è quando Raimondo di Sangro trasformo` questa cappella in un progetto alchemico che il sito divenne un’attrazione, soprattutto nei circoli occulti. Oltre all’enigmatico “messaggio nascosto” della cappella, sono le opere d’arte che mistificano i visitatori. Sembrano dichiarare con audacia: “ero un occultista e questo era quello che potevo fare”.

Le opere d’arte della Cappella Sansevero sono davvero uniche, potenti e sconvolgenti, e costringono i visitatori a chiedersi: “Come c’e` riuscito?” Quando si conosce lo sfondo esoterico e alchemico del principe, si arriva alla domanda: “Che queste opere siano state create attraverso un processo alchemico?”

L’esempio più interessante è il Cristo velato. Situato in mezzo alla cappella, questa scultura di Cristo coperta da un sottile velo ha una caratteristica incredibile: come sono riusciti a creare questa scultura dal marmo, con un semplice scalpello? Il velo è troppo … reale.

Il Cristo velato

Un ingrandimento del volto

“Completata nel 1753 da Giuseppe Sanmartino e commissionata da Raimondo di Sangro, raffigura Cristo deposto dopo la crocifissione, coperto da un velo trasparente. Questo velo è reso con una tale meticolosita` da ingannnare, quasi, l’osservatore: si ha l’impressione che la “vera” scultura sia sotto e che il velo possa essere facilmente sollevato.

Per merito della straordinaria virtuosità di Sanmartino, nel scolpire il velo, e` cominciata a circolare una strana leggenda.

La leggenda narra che fu lo stesso principe Raimondo di Sangro, il quale commissiono` l’opera, a realizzare in realtail velo, lo pose sulla scultura di Sanmartino e la pietrifico` con un metodo alchemico di propria invenzione; Da qui la fenomenale fluidità del drappo e la “trasparenza” del tessuto “.
– Bizarrobazar, The Mystery of Chapel Sansevero

Per secoli, una “leggenda nera” circondava questa e altre sculture nella cappella la quale sosteneva che il Principe usasse un misterioso processo alchemico per “marmizzare” un fine drappo sopra la scultura.

Alcuni osservatori notarono un particolare inquietante: Sembra che il Cristo respiri.

“Ci potrebbe essere un’altra piccola anomalia in questo Cristo velato, poiché c’è una leggera indentazione sulla narice, come se il drappo venisse “risucchiato” dal respiro – che questo Gesu` morto sia vivo? Sangro credeva che Gesù non fosse morto sulla croce? Se è così, forse non era solo un massone, ma un membro di un altro ordine ancora più misterioso?

Gesù scomparve dalla sua tomba – ma non è solo. La lapide del principe può ancora essere vista nella cappella. Morì il 22 marzo 1771, “da una malattia improvvisa causata dai suoi esperimenti meccanici”. Durante le lunghe notti passate nel suo laboratorio aveva probabilmente inalato o ingerito qualche sostanza tossica, che questa volta era diventata letale. Il suo sarcofago, tuttavia, non contiene il suo corpo; Qualcuno lo ha rubato. Quando o perché non è noto.

Raimondo aveva una placca posta nella cappella, affermando che la persona che ha commissionato queste opere (cioè se stesso) è stata spinta dal desiderio “di stupire, scoprire e insegnare”.
– Phillip Coppens, la cappella alchemica

Sulla sinistra di Cristo velato è la castità, una scultura modellata ad immagine della madre di Sangro, Cecilia Caetani d’Aragona. La donna nuda è coperta da testa a piedi da un sottile velo che rivela le sue forme in ogni dettaglio. Questa opera d’arte è, ancora una volta, un’altra impresa scultorea “impossibile”. Come si può ottenere questo effetto utilizzando del marmo?

La castita`

“La Pudicizia di Corradini, con il suo drappeggio che riveste il carattere femminile come se fosse trasparente, è un altro ” mistero ” della tecnica scultorea, dove la pietra sembra perdere il suo peso, diventando eterea e quasi fluttuante. Immaginate come l’artista abbia iniziato il suo lavoro da un blocco quadrato di marmo, come l’occhio della sua mente “abbia visto” questa figura dentro di sé, come ha pazientemente rimosso tutto ciò che non le apparteneva, liberando a poco a poco la figura dalla pietra, levigando raffinando e scolpendo ogni superficie rugosa del suo velo “.
– Cit, Bizarrobazar.

Anche se la statua è stata modellata ad immagine della madre di Sangro, è chiaramente un omaggio alla figura più importante della massoneria: L’iside velata.

“La donna velata può essere interpretata come allegoria della Saggezza ed e` un riferimento all’Iside velata, divinità speciale della scienza dell’iniziazione”.
– Made in South Italy, The Alchemist Chapel

Infatti, nel simbolismo occulto, l’Iside velata è la rappresentazione ultima dei misteri occulti dove la verità è velata al profano fino alla vera iniziazione esoterica.

“I misteri dell’ermetismo, le grandi verità spirituali nascoste dal mondo dall’ignoranza del mondo e le chiavi delle dottrine segrete degli antichi filosofi sono tutti simboleggiati dalla Vergine Iside. Velata da capo a piedi, rivela la sua saggezza solo ai pochi iniziati che hanno guadagnato il diritto di partecipare alla sua sacra presenza, strappando alla natura il suo velo di oscurita` e stando faccia a faccia con la realtà divina. (…)

Per il moderno ricercatore è l’epiteto della Grande Incognita  e solo coloro che la sveleranno potranno risolvere i misteri della vita, della morte, della generazione e della rigenerazione “.
– Manly P. Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le età

I locali sostengono che la castità è posta esattamente dove si trovava la statua di Iside, nel passato, quando la cappella era un tempio di Iside.

Sul lato opposto della castità è la disillusione, un’altra significativa scultura infusa con un profondo simbolismo. Modellata ad immagine del padre del principe Antonio di Sangro, raffigura un uomo che lotta per liberarsi da una rete mentre viene aiutato da un giovane alato.

Ancora una volta, un mistero circonda questa scultura: come può essere creata una rete sopra un corpo che sembra essere stato già scolpito? È stato usato un processo alchemico per ottenere questo sorprendente risultato?

A differenza della Castita`, questa scultura è un’allegoria di un fondamentale concetto massonico: la liberazione dell’Uomo attraverso il suo intelletto.

“Il suo significato allegorico è che l’uomo cerca di liberarsi dalle false credenze (la rete) con l’aiuto dell’intelletto (il giovane)”.
– Rino Di Stefano, “San Severo”

Sebbene ci siano altre sculture nella cappella, le tre sopra descritte sono legate alle loro misteriose qualità organiche. Inoltre, queste tre sculture costituiscono un “triangolo esoterico”. Con la castità a sinistra (rappresentante il principio femminile), la disillusione sulla destra (che rappresenta il principio maschile) e il Cristo velato al centro (rappresentante “l’uomo perfetto”), le sculture esotericamente rappresentano un principio ermetico fondamentale: Creare l’uomo perfetto.

Nei circoli occulti, questo concetto è personificato da Iside e da Osiride che si uniscono per creare Horus – l’essere perfetto.

Nel mio articolo su Sirio scrivo:

“Per ottenere la perfezione, l’iniziato deve, con successo, comprendere e interiorizzare la doppia natura del mondo (bene e male, maschile e femminile, bianco e nero, ecc.) attraverso la metamorfosi alchemica. Questo concetto è rappresentato simbolicamente dall’unione di Osiride e Iside (i principi maschili e femminili) per dare vita a Horus, figlio stellare, figura simile a Cristo, l’uomo perfetto della Massoneria – che è equiparato alla Stella Ardente. ”

Il piano originale della cappella gioca anche sul concetto di dualità e di iniziazione esoterica.

Il pavimento originale della cappella prima che venisse cambiato nel 1909.

Il pavimento originale era in bianco e nero – a rappresentare la dualità e l’unificazione delle forze opposte – non diversamente dal pavimento a scacchiera che si trova in tutte le loggie massoniche. L’intricato disegno tridimensionale rappresenta un labirinto – un simbolo iniziatico nella massoneria.

“I labirinti erano luoghi di iniziazione privilegiati tra molti antichi culti. I resti di questi labirinti mistici sono stati trovati tra gli indiani americani, gli indù, i persiani, gli egiziani e i greci. (…) Il celebre labirinto di Creta, in cui si poteva trovare il Minotauro, era indubbiamente un luogo di iniziazione nei Misteri Cretesi.

I labirinti erano simbolici delle implicazioni e delle illusioni del mondo inferiore attraverso cui vagano l’anima dell’uomo nella sua ricerca della verità “.
– Sala, op. cit.

ADAMO ED EVA

Le due “macchine anatomiche” esposte nella Capella di Sansevero.

Vi starete forse chiedendo di che cosa si tratta. Beh, e` esattamente quello che sperate non sia. E forse peggio.

L’opera è costituita da due scheletri reali di un maschio maturo e di una donna incinta. Viene esposto il loro intero sistema nervoso, dove le arterie sono colorate di rosso e le vene sono colorate di blu.

Un primo piano della testa della donna.

Originariamente anche il feto della donna era esposto, ma nel tempo e` misteriosamente scomparso.

Come e` riuscito, Raimondo di Sangro, a preservare il sistema nervoso di questi due esseri umani? Beh, questo è un mistero che continua a non trovare soluzione. E, ancora una volta, una “leggenda oscura” circonda queste “macchine anatomiche”.

Si diceva infatti che “Adamo ed Eva” erano due servi di Sangro a cui veniva somministrata una sostanza che cristallizzava il loro sistema nervoso, uccidendoli nel processo. Ecco un racconto drammatico della leggenda:

“Il principe, proprio come uno stregone, stava mescolando la preparazione in un grande calderone. Alla fine del processo, il liquido misterioso è pronto. Dall’altra parte della stanza, i due servitori legati e imbavagliati non possono nemmeno più urlare. L’uomo sta singhiozzando, mentre la donna, immobilizzata, rimane vigile e attenta – forse la nuova vita che porta nel suo grembo le impedisce di provare paura. Il principe non ha molto tempo, deve agire rapidamente. Riversa il liquido in una strana pompa, si avvicina poi alle sue vittime: nei loro occhi vede un terrore senza nome. Comincia con l’uomo, stimolando la vena jugulare e iniettando il liquido nel suo sangue con una siringa. Il cuore pomperà la preparazione in tutto il corpo, mentre il principe guarda l’uomo agonizzare. E` tutto finito: il servo è morto. Ci vorranno due o tre ore perché la miscela si solidifichi e sicuramente più di un mese prima che la carne putrificata cada dallo scheletro e dalla rete delle vene, delle arterie e dei capillari. Ora è il turno della donna “.
– bizzarrobazar, I misteri della Cappella Sansevero

Mentre recenti “studi” affermano che di Sangro ricostrui artificialmente i sistemi nervosi di questi corpi utilizzando filo e cera d’api, lo trovo difficile da credere. Voglio dire, basta guardare le foto sopra. Come può un uomo creare quel complesso sistema manualmente?

“Questi due scheletri sono costituiti da una complessa rete di tendini, arterie e vene  metallici che rappresentano il sistema arterioso, le viscere e la muscolatura con una precisione accattivante e minuziosa. I crani delle due figure sono incernierati e possono essere aperti per rivelare la ragnatela incredibilmente dettagliata dei vasi sanguigni. I modelli sono talmente inquietanti e grotteschi che si credeva che il principe oscuro avesse effettivamente usato magia nera e alchimia su alcuni dei suoi servitori per trasformarli in queste abominazioni.

Indipendentemente dal fatto che siano il risultato di magia nera o meno, Adamo ed Eva presentano un certo numero di misteri molto reali, come ad esempio l’essenziale enigma sul come siano stati creati. Per anni il metodo di costruzione e` stata fonte di confusione tra scienziati e medici. Erano reali i sistemi circolatori induriti e, in caso affermativo, come sono rimasti così notevolmente ben conservati per più di 200 anni? Erano artificiali? In caso affermativo, come potrebbero essere riprodotti così fedelmente? Dal momento che c’era poca o nessuna documentazione sulla creazione originale delle macchine anatomiche, si trattava di domande, le quali le risposte, sono rimaste per lungo tempo, sfuggenti. La teoria principale era che le due macchine anatomiche furono create attraverso un processo noto come plastificazione o “metallizzazione umana”, che prevede l’iniezione di sostanze direttamente nei sistemi circolatori dei soggetti mentre erano ancora in vita. Successivamente questi materiali scorrevano lungo le vene per poi indurirsi, uccidendo dolorosamente la sfortunata vittima nel processo. Nessuno tuttavia sa quello che e` successo veramente “.
– Op Cit. Swancer

A conti fatti non importa se siano veri o falsi, queste macchine anatomiche non sono li semplicemente per spaventare i visitatori. Servono a scopo simbolico nel “grande lavoro” alchimico che è la cappella.

Attraverso vari indizi, si ritiene che le macchine anatomiche rappresentino l’ultima fase del processo alchemico chiamato Rubedo – il rossore – simboleggiato da una fenice rossa che sale dalle sue ceneri. Fatto interessante: le “macchine” erano originariamente esposte in una stanza chiamata “La Fenice”.

“Il posizionamento originario delle `macchine anatomiche “, all’interno del settore Fenice su una piattaforma girevole, sembra una scelta simbolica: forse Raimondo di Sangro li considerava una rappresentazione della rubedo, una fase nella ricerca della pietra del filosofo nella quale la materia si ricompone, concedendo l’immortalità “.
– Cit., Bizzarrobazar

Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la cappella è circondata dal mistero. Questo è amplificato dal fatto che di Sangro distrusse il proprio archivio scientifico prima di morire. Dopo la sua morte, sotto minaccia di scomunica da parte della Chiesa a causa del coinvolgimento di Sangro con la Massoneria e l’alchimia, i suoi discendenti distrussero ciò che era rimasto dei suoi scritti, delle sue formule, delle attrezzature di laboratorio e dei risultati degli esperimenti. Tutto quello che resta è simbolismo sottilmente velato.

CONCLUDENDO

Ad immagine del suo creatore, la Cappella di Sansevero è brutale e inopportuna. È una celebrazione del percorso esoterico e una vetrina del know-how alchemico di un entusiasta occultista. Mentre “occulto” significa letteralmente “nascosto dal pubblico”, Raimondo di Sangro ha trascorso la sua vita pubblicando i suoi interessi e scoperte, mettendo a malapena “un velo” sulla vera natura dei suoi esperimenti.

La Cappella è dunque una di quelle rare situazioni in cui la “magia” può essere osservata da vicino. Mentre le sublimi opere d’arte della cappella sono una celebrazione della vita, della bellezza e della spiritualità, la manipolazione morbosa dei cadaveri celebra la morte, il decadimento e il terribile. Insomma, non diversamente dai pavimenti in bianco e nero che coprivano questo tempio occulto, la Cappella di Sansevero rappresenta visivamente la dualistica natura dell’universo e, per corrispondenza, la natura dualistica dell’uomo. Una volta che queste forze opposte sono unite e la dualità è risolta, si dice che la perfezione esoterica sia raggiunta. Per conseguire cio, non si deve avere paura ne di alzare il proprio sguardo al cielo ... ne` di fissare le profondità dell’inferno.

Fonte