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Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Le chiavi Qabbalistiche della creazione dell’uomo

HENRIE STEPHEN, in Un mondo di meraviglie, pubblicato nel 1607, menziona un monaco di Sant’Antonio che dichiarò che mentre a Gerusalemme il patriarca di quella città gli aveva mostrato non solo una delle costole del Verbo incarnato e alcuni raggi della Stella di Betlemme, ma anche il volto di un serafino, un unghia di un cherubino, le corna di Mosè e uno scrigno contenente l’alito di Cristo! Per un popolo che crede implicitamente in un serafino sufficientemente tangibile, le questioni più profonde della filosofia giudaica devono essere necessariamente incomprensibili. Né è difficile immaginare la reazione che avverrebbe nella mente di qualche antico saggio se sentisse che un cherubino – che, secondo Sant’Agostino, rappresenta gli Evangelisti; secondo Philo Judæus, la circonferenza più esterna di tutti i cieli, e secondo molti dei Padri della Chiesa, la saggezza di Dio – ha lasciato delle unghie come reliquia. La confusione senza speranza dei principi divini con le figure allegoriche create per rappresentarli alle limitate facoltà dei non iniziati ha dato luogo ai più atroci equivoci delle verità spirituali. Concetti ben noti come assurdi come questi, tuttavia, rappresentano ancora le barriere adamantine per una vera comprensione del simbolismo del Vecchio e del Nuovo Testamento; perché, fino a quando l’uomo non districherà i suoi poteri di ragionamento dalla rete di venerate assurdità in cui la sua mente è rimasta intrappolata per secoli, come potra` mai la verita` essere scoperta?

L’Antico Testamento – specialmente il Pentateuco – contiene non solo il racconto tradizionale della creazione del mondo e dell’uomo, ma anche, rinchiuso in esso, i segreti degli iniziatori egizi di Mosè riguardo alla genesi del dio-uomo (l’iniziato) e il mistero della sua rinascita attraverso la filosofia. Mentre il Legislatore di Israele è noto per aver compilato diverse opere diverse da quelle generalmente attribuite a lui, circolano ora scritti comunemente ritenuti il sesto e il settimo libro di Mosè ma che sono in realtà trattati spuri sulla magia nera imposti ai creduloni durante il Medioevo . Tra le centinaia di milioni di studenti pii e ponderati della Sacra Scrittura, è quasi inconcepibile che solo una manciata abbia percepito la sublimità degli insegnamenti esoterici di Sod (i Misteri Ebraici di Adonai). Tuttavia, la familiarità con i tre processi Qabbalistici denominati Gematria, Notarikon e Temurah rende possibile la scoperta di molte delle verità più profonde dell’antica superfisica ebraica.

Per Gematria si intende non solo lo scambio di lettere per i loro equivalenti numerici, ma anche il metodo per determinare mediante un’analisi delle sue misurazioni lo scopo mistico per cui un edificio o un altro oggetto è stato costruito. SL MacGregor-Mathers, in The Kabbalah Unveiled, fornisce questo esempio dell’applicazione di Gematria: “Così anche il passaggio, Gen. xviii. 2 VHNH SHLSHH, Vehenna Shalisha, ‘E lo, tre uomini,’ è uguale al valore numerico ‘ALV MIKAL GBRIAL VRPAL, Elo Mikhael Gabriel Ve-Raphael, “Questi sono Mikhael, Gabriel e Raphael;” per ogni frase = 701. ” Supponendo che i lati di uno scaleno siano 11, 9 e 6 pollici, un triangolo di tali dimensioni sarebbe quindi un simbolo appropriato di Jehovah, poiché la somma dei suoi tre lati sarebbe 26, il valore numerico della parola ebraica IHVH. Gematria include anche il sistema per scoprire il significato arcano di una parola analizzando la dimensione e la disposizione dei tratti impiegati nella formazione delle sue varie lettere. Gematria era impiegata dai greci e dagli ebrei. I libri del Nuovo Testamento – in particolare quelli attribuiti a San Giovanni – contengono molti esempi del suo uso. Niceforo Callisto dichiarò che il Vangelo secondo San Giovanni era stato scoperto in una caverna sotto il Tempio di Gerusalemme, essendo il volume secreto “da molto prima dell’era cristiana”. L’esistenza di materiale interpolato nel quarto Vangelo conferma la credenza che l’opera sia stata originariamente scritta senza alcun riferimento specifico all’uomo Gesù, le affermazioni ivi accreditate essendo originariamente discorsi mistici forniti dalla personificazione della Mente Universale. I rimanenti scritti di San Giovanni – le Epistole e l’Apocalisse – sono avvolti da un simile velo di mistero.

Con Notarikon ogni lettera di una parola può diventare il carattere iniziale di una nuova parola. Così da BRASHITH, prima parola nel libro della Genesi, vengono estratte sei parole che significano che “all’inizio gli Elohim videro che Israele avrebbe accettato la legge”. Il signor MacGregor-Mathers fornisce anche altri sei esempi di Notarikon formati dalla parola precedente da Solomon Meir Ben Moses, un Qabbalista medievale. Dal famoso acrostico attribuito alla Sibilla di Eritrea, Sant’Agostino ha derivato la parola ΙΧΘΥΣ, che da Notarikon è stata ampliata nella frase “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”. Con un altro uso diEL Notarikon, direttamente al contrario del primo, le iniziali, ultime o medie lettere delle parole di una frase possono essere unite per formare una nuova parola.

Ad esempio, il nome Amen, ἁμήν, forse estratto da ארנימלרנאטז, “il Signore è il re fedele”. Poiché avevano incarnato questi criptici congegni nei loro scritti sacri, gli antichi sacerdoti ammonivano i loro discepoli di non tradurli, modificarli o riscriverli.

Sotto il titolo generale di Temurah diversi sistemi possono essere raggruppati e spiegati in cui varie lettere sono sostituite per altre lettere secondo tabelle prestabilite o certe disposizioni matematiche di lettere, regolari o irregolari. Pertanto l’alfabeto può essere suddiviso in due parti uguali e scritto in linee orizzontali in modo che le lettere della riga inferiore possano essere scambiate con quelle della riga superiore o viceversa. Con questa procedura le lettere della parola Kuzu possono essere scambiate con quelle di IHVH, il Tetragrammaton. In un’altra forma di Temura le lettere sono semplicemente riarrangiate., שתיה è la pietra che si trova nel centro del mondo, da cui la terra si estende su tutti i lati.

Questa raffigurazione, che è della prima Bibbia protestante pubblicata in spagnolo, mostra il Mercavah, o carro di Geova, che apparve ad Ezechiele presso il fiume Chebar. Il profeta vide quattro strane creature (E), ognuna con quattro teste, quattro ali e zoccoli come quelli di un vitello. E c’erano quattro ruote (F) piene di occhi. Dove andavano i cherubini le ruote li seguivano. Lo spazio tra i cherubini e le ruote era pieno di carboni ardenti. Sulla cima del carro era un trono, sul quale sedeva un essere somigliante ad un uomo (H). Ezechiele cadde in ginocchio quando vide il Mercavah circondato da un turbine di nuvole e fiamme (A, B, C). Una mano (K) giunse dalle nuvole e il profeta ricevette l’ordine di mangiare il rotolo che teneva la mano.

Secondo i mistici, le ruote che sostengono il trono di Dio rappresentano le orbite dei pianeti, e l’intero sistema solare è propriamente il Mercavah, o carro di Dio. Una delle divisioni della Qabbalah – quella che riguarda le arti e le scienze di quei piani che sono sotto i cieli – è chiamata Mercavah. Nello Zohar è scritto che il trono celeste o la visione di Ezechiele significa la legge tradizionale; l’aspetto di un uomo seduto sul trono rappresenta la legge scritta, Filone Giudeo nel descrivere i cherubini sull’Arca dell’Alleanza dichiara che le figure sono un’intimazione delle rivoluzioni di tutto il cielo, uno dei cherubini che rappresenta la circonferenza esterna e l’altro la sfera interiore. Di fronte a loro, rappresentano i due emisferi del mondo. La spada fiammeggiante dei cherubini della Genesi è il movimento centrale e l’agitazione dei corpi celesti. Con ogni probabilità rappresenta anche il raggio solare.

[paragrafo continua] Quando viene spezzata in due la pietra è שת יה, che significa “la collocazione di Dio”. (Vedi Pekudei Rakov, 71, 72.) Ancora, Temura può consistere in un anagramma semplice, come nella parola inglese “vivo” (live), che invertita diventa cattivo (evil). I vari sistemi di Temurah sono tra i più complicati e profondi dispositivi degli antichi Rabbini.

Tra gli studiosi di teologia c’è una crescente convinzione che le traduzioni finora accettate degli scritti non esprimano adeguatamente lo spirito dei documenti originali.

“Dopo che la prima copia del Libro di Dio”, scrive HP Blavatsky, “è stata redatta e lanciata sul mondo da Hilkia, questa copia scompare, ed Esdra dovette creare una nuova Bibbia, che Giuda Maccabeo fini; * * * quando è stata copiata dalle lettere cornute alle lettere quadrate, è stata corrotta oltre ogni riconoscimento, * * * il Masorah ha completato l'opera di distruzione, infine, abbiamo un testo, non piu vecchio di 900 anni, ricco di omissioni, interpolazioni e perversioni premeditate. ” (Vedi Iside Svelata.)

Il professor Crawford Howell Toy di Harvard nota: “I manoscritti sono stati copiati e ricopiati da scribi che non solo a volte commettevano errori nelle lettere e nelle parole, ma si permettevano di introdurre nuovo materiale nel testo, o combinare manoscritti, senza segni di divisione , scritti composti da uomini diversi, esempi di questo tipo di procedura si trovano soprattutto in Michea e Geremia, e nei gruppi di profezie di Isaia e Zaccaria “. (Vedi ebraismo e cristianesimo).

La condizione mutilata della Sacra Bibbia – in parte accidentale – rappresenta nondimeno uno sforzo definito per confondere il lettore non iniziato e quindi meglio nascondere i segreti del Tannaim ebraico? Il mondo cristiano non è mai stato in possesso di quei rotoli nascosti che contengono la dottrina segreta di Israele, e se i Qabbalisti avevano ragione nel ritenere che i libri perduti dei Misteri Mosaici fossero stati intessuti nel tessuto della Tora, quindi le Scritture sono libri veritieri. Nei circoli rabbinici è prevalente l’opinione che la cristianità non abbia mai capito l’Antico Testamento e probabilmente non lo farà mai. In effetti, la sensazione esiste – almeno in alcuni ambienti – che l’Antico Testamento è il possesso esclusivo della fede ebraica; anche che il cristianesimo, dopo la sua implacabile persecuzione dell’ebreo, si prende libertà ingiustificate quando include scritti strettamente ebraici nel suo sacro canone. Ma, come notato da un rabbino, se il cristianesimo deve usare le Scritture ebraiche, dovrebbe almeno sforzarsi di farlo con un certo grado di intelligenza!

Nel capitolo iniziale della Genesi si afferma che dopo aver creato la luce e averlo separato dalle tenebre, i sette Elohim divisero le acque che erano sotto il firmamento dalle acque che erano sopra il firmamento. Avendo così stabilito l’universo inferiore in perfetto accordo con gli insegnamenti esoterici dei Misteri Indù, Egiziani e Greci, gli Elohim hanno successivamente rivolto la loro attenzione alla produzione di flora e fauna e infine all’uomo. “E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, e somiglianza. * * * Così Dio creò l’uomo a sua immagine, maschio e femmina. E Dio li benedisse e Dio disse loro: Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra, * * * “.

Un esame dei dizionari biblici, enciclopedie e commenti rivela che la forma plurale della parola Elohim va oltre la comprensione dei rispettivi autori e editori. La New Schaff-Herzog Encyclopedia of Religious Knowledge riassume così la polemica sulla forma plurale della parola Elohim: “Ora o originariamente significava pluralità di esseri divini?” Un dizionario della Bibbia, curato da James Hastings, contiene la seguente conclusione, che riecheggia i sentimenti degli etimologi più critici della Bibbia: “L’uso del plurilingue Elohim è difficile da spiegare”. Il Dr. Havernick considera il plurale Elohim per indicare l’abbondanza e la super-ricchezza esistenti nell’Essere Divino. La sua affermazione, che compare in The Popular and Critical Bible Encyclopædia, è rappresentativa degli sforzi fatti per eludere questa parola estremamente dannosa. L’International Standard Bible Dictionary considera le spiegazioni offerte dai teologi moderni – di cui il Dr. Havernick è un esempio equo – troppo geniali per essere state concepite dai primi ebrei e sostiene che la parola rappresenta la sopravvivenza di uno stadio politeistico di Pensiero semitico L’Enciclopedia Ebraica sostiene quest’ultima assunzione con la seguente affermazione concisa: “Per quanto riguarda il materiale epigrafico, le tradizioni e la tradizione popolare gettano luce sulla questione, i Semiti hanno dimostrato di essere inclini politeisti”.

Varie scuole di filosofia, sia ebraiche che gentili, hanno offerto spiegazioni erudite sull’identità di Adamo. In questo uomo primordiale i neoplatonici riconobbero l’idea platonica dell’umanità – l’archetipo o il modello del genere homo. Philo Judæus considerava Adamo la rappresentazione della mente umana, che poteva comprendere (e quindi dare nomi alle) creature su di essa, ma non poteva comprendere (e quindi lasciare senza nome) il mistero della sua stessa natura. Adamo fu paragonato anche alla monade pitagorica che, in virtù del suo stato di perfetta unità, potrebbe dimorare nella sfera edenica. Quando attraverso un processo simile a fissione la monade divenne la diade – il simbolo appropriato di discordia e delusione – la creatura così formata fu esiliata dalla sua dimora celeste. Così il duplice uomo fu scacciato dal Paradiso appartenente alla creazione indivisa e i cherubini e una spada fiammeggiante furono posti di guardia alle porte del Mondo Causale. Di conseguenza, solo dopo il ristabilimento dell’unità in se stesso, l’uomo può riguadagnare il suo stato spirituale primordiale.

Secondo gli Isarim, la dottrina segreta di Israele insegnava l’esistenza di quattro Adami, ognuno dei quali dimorava in uno dei quattro mondi Qabbalistici. Il primo, o celeste, Adamo dimorava da solo nella sfera Atzilutica e nella sua natura esistevano tutte le potenzialità spirituali e materiali. Il secondo Adamo risiedeva nella sfera di Briah. Come il primo Adamo, questo essere era androgino e la decima divisione del suo corpo (il suo tallone, Malchuth) corrispondeva alla chiesa di Israele che avrebbe schiacciato la testa del serpente. Il terzo Adamo – allo stesso modo androgino – era vestito in un corpo di luce e dimora nella sfera di Yetzirah. Il quarto Adamo era semplicemente il terzo Adamo dopo la caduta nella sfera di Assia, momento in cui l’uomo spirituale prese su di sé il guscio o il mantello di pelle. Il quarto Adamo era ancora considerato come singolo individuo, sebbene la divisione avesse avuto luogo nella sua natura e esistessero due gusci o corpi fisici, in uno dei quali si era incarnata la potenza maschile e nell’altro la potenza femminile. (Per ulteriori dettagli consultare Isaac Myer.)

La natura universale di Adamo è rivelata nei vari resoconti riguardanti le sostanze di cui era formato. Originariamente era stato ordinato che il “terriccio” da usare per modellarlo fosse derivato dai sette mondi. Dato che questi piani, tuttavia, rifiutavano di dare delle loro sostanze, il Creatore strappò loro con la forza gli elementi da impiegare nella costituzione adamitica. Sant’Agostino scoprì un Notarikon nel nome di Adamo. Ha mostrato che le quattro lettere, A-D-A-M, sono le prime lettere delle quattro parole Anatole Dysis Arktos Mesembria, i nomi greci per i quattro angoli del mondo. Lo stesso autore vede anche in Adamo un prototipo di Cristo, poiché scrive: “Mentre Adamo dorme  Eva viene creata. Cristo muore, cosi` che la Chiesa possa essere formata. Mentre Adamo dorme, Eva è formata dal suo costato. Cristo mori` e venne trafitto da una lancia al costato Da esso fuoriuscirono i sacramenti per formare la chiesa. * * * Adamo stesso era la figura di Colui che doveva venire. ”

Nel suo recente lavoro, “il giudaismo”, George Foote Moore descrive così le proporzioni dell’uomo adamico: “Era un’enorme massa che riempiva il mondo intero fino a tutti i punti cardinali: la polvere di cui era formato il corpo era raccolta da ogni parte del mondo, o dal sito del futuro altare. Di maggiore interesse è la nozione che l’uomo sia stato creato androgino, perché è probabilmente un po ‘ presa dalla tradizione straniera e poi adattata alla prima coppia in Genesi. R. Samuel bar Nahman (terzo secolo), disse, quando Dio creò Adamo, lo creò che guardava da entrambe le parti (דיו פרעופים), poi lo segò in due e fece due dorsi, uno per ogni figura.

Lo Zohar contiene il concetto di due Adami: il primo un essere divino che, uscendo dalla più alta oscurità originaria, ha creato il secondo, o terreno, Adamo a sua immagine. L’uomo superiore, o celeste, era la sfera causale con le sue potenze e potenzialità divine considerate come una personalità gigantesca; i suoi membri, secondo gli gnostici, sono gli elementi base dell’esistenza. Questo Adamo può essere stato simboleggiato come di fronte a entrambi i modi per significare che con una sola faccia guardava la Causa vicina di se stessa e con l’altra faccia guardava il vasto mare del Cosmo in cui doveva essere immerso.

Filosoficamente, Adamo può essere considerato come rappresentante della piena natura spirituale dell’uomo – androgino e non soggetto alla decadenza.

Di questa natura più piena l’uomo mortale ha poca comprensione. Proprio come lo spirito contiene la materia in sé ed è sia la fonte che la fine della materia, così Eva rappresenta la parte inferiore, o mortale, che viene estratta o ha un’esistenza temporale nella creazione spirituale più grande e piena. Essendo rappresentativo della parte inferiore dell’individuo, Eva è la tentatrice che, cospirando con il serpente della conoscenza mortale, fece cadere Adamo in una condizione di trance in cui era inconsapevole del proprio Sé superiore. Quando Adamo apparentemente si svegliò, in realtà affondò nel sonno, poiché non era più nello spirito ma nel corpo; avendo avuto luogo la divisione in lui, il vero Adamo riposava in Paradiso mentre la sua parte minore si incarnò in un organismo materiale (Eva) e vagò nell’oscurità dell’esistenza mortale.

I seguaci di Maometto apparentemente percepirono più accuratamente dei non iniziati di altre sette la vera mistica importanza del Paradiso, poiché si resero conto che prima della sua caduta la dimora dell’uomo non era in un giardino fisico in nessuna parte della terra, ma piuttosto in una sfera più alta (il mondo angelico) annaffiata da quattro flussi mistici di vita. Dopo il suo esilio dal Paradiso, Adamo si è fermato sull’isola di Ceylon, e questo posto è sacro per alcune sette indù che riconoscono la vecchia isola di Lanka – una volta presumibilmente collegata alla terraferma da un ponte – come l’attuale sito del Giardino dell’Eden da cui è migrata la razza umana. Secondo Arabian Nights (traduzione di Sir Richard Burton), l’impronta di Adam può ancora essere vista sulla cima di una montagna Ceylonese. Nelle leggende islamiche, Adam fu in seguito riunito con sua moglie e dopo la sua morte il suo corpo fu portato a Gerusalemme dopo il Diluvio per la sepoltura di Melchisedek. (Vedi il Corano).

La parola ADM significa una specie o razza e solo per mancanza di una corretta comprensione è stato considerato Adamo un individuo. Come Macrocosmo, Adamo è il gigantesco Androgino, il Demiurgo; come il Microcosmo, egli è la principale produzione del Demiurgo e nella natura del Microcosmo il Demiurgo ha stabilito tutte le qualità e poteri che Egli stesso possedeva. Il Demiurgo, tuttavia, non possedeva l’immortalità e, quindi, non poteva donarla ad Adamo. Secondo la leggenda, il Demiurgo si sforzò di impedire all’uomo di imparare l’incompletezza del suo Creatore. L’uomo adamico partecipò quindi delle qualità e delle caratteristiche degli angeli che erano i ministri del Demiurgo. È stato affermato dai cristiani gnostici che la redenzione dell’umanità è stata assicurata attraverso la discesa del Nous (Mente Universale), che era un grande essere spirituale superiore al Demiurgo e che, entrando nella costituzione dell’uomo, conferiva l’immortalità cosciente alle invenzioni del Demiurgo.

Che quel simbolismo fallico occupa un posto importante nel misticismo ebraico antico è indiscutibile. Hargrave Jennings vede nella figura di Adamo un archetipo del lingam di Shiva, che era una pietra rappresentante del potere creativo del Generatore mondiale. “Nelle opere di Gregorie * * *”, scrive Jennings, ” ‘Noè quotidianamente pregava nell’Arca davanti al Corpo di Adamo’, cioè, di fronte al Fallo – il grande procreatore della razza umana. “Può sembrare strano,” dice, “che questa preghiera fosse fatta quotidianamente davanti al corpo di Adamo,” ma “è una tradizione molto rispettata tra gli uomini dell’est il fatto che Dio avesse comandato che il corpo di Adamo non fosse seppellito fino a quando, dopo un tempo lunghissimo, l’atto venisse iniziato פדככאלאוע da un sacerdote del Dio altissimo. ” “Il corpo di Adamo fu imbalsamato e trasmesso da padre in figlio, finché alla fine fu consegnato da Lamech nelle mani di Noè.” (Vedi Phallicism).

Questa interpretazione chiarisce in qualche modo l’asserzione cabalistica che nel primo Adamo erano contenute tutte le anime degli israeliti. (Vedi Sod.) Sebbene secondo Aurea Legenda Adamo fosse sepolto con i tre semi dell’Albero della Conoscenza nella sua bocca, si dovrebbe ricordare che miti apparentemente in conflitto erano spesso intessuti attorno a un singolo individuo. Uno dei misteri profondi del Qabbalismo è quello esposto nel Notarikon basato sulle lettere del nome Adamo (ADM). Queste tre lettere formano le iniziali dei nomi Adamo, David e Messia, e si dice che queste tre personalità contengano un’anima. Poiché quest’anima rappresenta l’anima del mondo dell’umanità, Adamo significa l’anima involuta, il Messia l’anima evoluta, e David quella condizione dell’anima chiamata epigenesi.

In comune con alcune istituzioni filosofiche dell’Asia, i Misteri ebraici contenevano una strana dottrina riguardante le ombre degli Dei. Guardando giù nell’Abisso, gli Elohim osservavano le loro ombre e da queste ombre modellavano la creazione inferiore. “Nella rappresentazione drammatica della creazione dell’uomo nei Misteri”, scrive l’anonimo Maestro del Balliol College, “gli Aleim [Elohim] erano rappresentati da uomini che, quando scolpivano la forma di un essere Adamita, di un uomo, tracciavano le sue fattezze sulla propria ombra: è così che l’arte del disegno ha avuto origine in Egitto, e le figure geroglifiche scolpite sui monumenti egizi hanno così poca tridimensionalita` da sembrare ancora un’ombra “.

Nel ritualismo dei primi Misteri ebrei è stato messo in scena lo sfarzo della creazione, i vari attori che impersonano gli agenti creativi. Il terriccio rosso da cui è stato modellato l’uomo Adamico può significare il fuoco, in particolare dal momento che Adamo è imparentato con lo Yod, o fiamma di fuoco, che è la prima lettera del sacro nome Geova. In Giovanni ii. 20 è scritto che quando il Tempio era al suo quarantaseiesimo anno di costruzione, una dichiarazione in cui Sant’Agostino vede una Gematria segreta e sacra; poiché, secondo la filosofia greca dei numeri, il valore numerico del nome Adamo è 46. Adamo diventa così l’archetipo del Tempio, poiché l’uomo primitivo della Casa di Dio – era un microcosmo o un epitome dell’universo.

Nei Misteri, Adamo è accreditato di avere il potere peculiare della generazione spirituale. Invece di riprodurre la sua specie con i processi generativi fisici, ha emesso da se stesso – o, più correttamente, ha riflesso sulla sostanza – un’ombra di

l primi padri della Chiesa – in particolare Tertulliano, Firmiliano, San Cipriano, Sant’Agostino e San Crisostomo – riconobbero nell’arca un archetipo o un simbolo della Santa Chiesa cattolica. Beda il Venerabile, dichiarò che Noè in tutte le cose simboleggiava Cristo visto che Noè era il solo ad essere nel giusto, così Cristo  era il solo senza peccato. Con Cristo c’era un settuplo spirito di grazia: con Noè sette persone giuste. Noè con l’acqua e il legno ha salvato la sua famiglia, Cristo, con il battesimo e la croce salva i cristiani. L’arca era costruita in legno che non decade. la chiesa è composta da uomini che vivranno per sempre, perché questa arca significa la chiesa che galleggia sulle onde del mondo.

Lo schema sopra riportato è anche riprodotto in The Rosicrucians, di Hargrave Jennings. Questo autore aggiunge al diagramma originale che appare in Antiquitatum Judaicarum Libri IX i segni dello zodiaco, mettendo Ariete alla testa e continuando in ordine sequenziale a Leone, che occupa la quinta sezione trasversale dell’arca. Jennings assegna il pannello contenente la porta alla costellazione indivisa di Vergine-Bilancia-Scorpione (che è proseguita nella prima suddivisione della seconda sezione) e le restanti quattro sezioni di crescione alle costellazioni del Sagittario ai Pesci compresi. Uno studio della tavola descrive l’arca divisa in undici sezioni principali, e lungo la base e il tetto di ogni sezione sono mostrate tre suddivisioni, facendo così in tutto il numero sacro 33. Occupando la posizione corrispondente al sistema generativo del corpo umano e` da notare anche la croce sulla porta della sezione centrale. Nell’arca sono mostrate due aperture: una – la porta principale che rappresenta l’orifizio attraverso cui le vite degli animali scendono nell’esistenza fisica; l’altra una piccola finestra in prossimità della corona della testa attraverso la quale lo spirito guadagna libertà secondo i riti antichi.

“Quando lo Scorpione-Vergine androgeno fu separato e l’Equilibrio o Armonia prodotta dallo Scorpione, e posto tra lo Scorpione, cioè il maschio e la Vergine, cioè la femmina, apparvero le 32 costellazioni o segni, come ora li abbiamo. L’arca e` alta. tre piani (forse per simboleggiare il Cielo, l’Uomo, la Terra). Nella figura dell’Uomo, notare la divisione dei capelli in mezzo alla fronte e la disposizione della barba, baffi, e capelli, sulla parte posteriore del collo e delle spalle. ” (Vedi La Qabbalah di Isaac Myer).

lui stesso. Queste ombre, tuttavia, rimangono solo finché dura la figura originale di cui sono i riflessi, perché con la rimozione dell’ospite originale le somiglianze svaniscono con esso. Qui è la chiave per la creazione allegorica di Eva dalla costola di Adamo; perché Adamo, rappresentante dell’idea o del modello, è riflesso nell’universo materiale come una moltitudine di immagini che collettivamente formano Eva. Secondo un’altra teoria, la divisione dei sessi ha avuto luogo nella sfera archetipica; quindi le ombre nel mondo inferiore erano divise in due classi coerenti con gli ordini stabiliti nell’Archetipo. Nell’attrazione apparentemente incomprensibile di un sesso per l’altro Platone riconobbe un impulso cosmico verso la riunione delle metà separate di questo Essere archetipico.

Esattamente ciò che deve essere dedotto dalla divisione dei sessi, come simbolicamente descritto nella Genesi, è una domanda molto dibattuta. Che l’uomo fosse principalmente androgino è universalmente riconosciuto ed è ragionevole supporre che alla fine riacquisterà questo stato bisessuale. Per quanto riguarda il modo in cui ciò avverrà, vengono avanzate due opinioni. Una scuola di pensiero afferma che l’anima umana era in realtà divisa in due parti (maschio e femmina) e quell’uomo rimane una creatura imperfetta fino a quando queste parti non si ricongiungono attraverso l’emozione che l’uomo chiama amore. Da questo concetto è cresciuta la dottrina molto abusata delle “anime gemelle” che devono cercarsi attraverso i secoli fino a scoprire la parte complementare di ogni anima separata. Il concetto moderno di matrimonio è in una certa misura fondato su questo ideale.

Secondo l’altra scuola, la cosiddetta divisione dei sessi derivava dalla soppressione di un polo dell’essere androgino in modo che le energie vitali che si manifestavano attraverso di esso potessero essere deviate allo sviluppo delle facoltà razionali. Da questo punto di vista l’uomo è ancora in realtà androgino e spiritualmente completo, ma nel mondo materiale la parte femminile della natura dell’uomo e la parte maschile della natura della donna sono quiescenti. Attraverso lo sviluppo spirituale e la conoscenza impartita dai Misteri, tuttavia, l’elemento latente in ogni natura viene gradualmente messo in attività e alla fine l’essere umano riguadagna così l’equilibrio sessuale. Da questa teoria la donna è elevata dalla posizione di essere parte errante dell’uomo a quella di completa eguaglianza. Da questo punto di vista, il matrimonio è considerato come una compagnia in cui due individualità complete manifestano opposte polarità in tal modo da risvegliare le qualità latenti nell’altro e quindi contribuire al conseguimento della completezza individuale. Si può dire che la prima teoria considera il matrimonio come un fine; la seconda come mezzo per un fine. Le scuole filosofiche più profonde si sono spinte verso quest’ultimo come riconoscimento più adeguato delle infinite potenzialità della completezza divina in entrambi gli aspetti della creazione.

La Chiesa cristiana è fondamentalmente contraria alla teoria del matrimonio, sostenendo che il più alto grado di spiritualità è ottenibile solo da coloro che preservano lo stato verginale. Questo concetto apparentemente ebbe origine tra alcune sette dei primi cristiani gnostici, i quali insegnarono che propagare la specie umana doveva aumentare e perpetuare il potere del Demiurgo; poiché il mondo inferiore era considerato una malvagia invenzione creata per intrappolare le anime di tutti i nati in esso – quindi era un crimine aiutare a portare le anime sulla terra. Quando dunque lo sfortunato padre o madre si presenteranno davanti al Tribunale Finale, appariranno anche tutti i loro discendenti e li accuseranno di essere la causa di quelle miserie che accompagnano l’esistenza fisica. Questa visione è rafforzata dall’allegoria di Adamo ed Eva, il cui peccato attraverso il quale l’umanità è stata ridotta è universalmente ammesso di essere stato interessato al mistero della generazione. L’umanità, a causa di padre Adamo e della sua esistenza fisica, considera il suo progenitore come la causa primaria della sua miseria; e nel Giorno del giudizio, sorgendo come una potente progenie, accuserà il suo comune antenato paterno.

Quelle sette gnostiche che mantengono un atteggiamento più razionale sull’argomento dichiararono l’esistenza stessa dei mondi inferiori a significare che il Creatore Supremo aveva un preciso scopo nella loro creazione; dubitare del suo giudizio era, quindi, un grave errore. La chiesa, tuttavia, apparentemente si arrogò la prerogativa stupefacente di correggere Dio in questo senso, poiché, per quanto possibile, continuò a imporre il celibato, una pratica che provocò un numero allarmante di nevrotici. Nei Misteri, il celibato è riservato a coloro che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo spirituale. Quando è sostenuto da iun clero non illuminato, tuttavia, diventa un’eresia pericolosa, fatale allo stesso modo sia per la religione che per la filosofia. Come la cristianità nel suo fanatismo ha incolpato ogni singolo ebreo per la crocifissione di Gesù, così con uguale coerenza ha calpestato ogni membro del sesso femminile. Nella rivendicazione di Eva la filosofia afferma che l’allegoria significa semplicemente che l’uomo è tentato dalle sue emozioni di allontanarsi dal sentiero sicuro della ragione.

Molti dei primi Padri della Chiesa cercarono di stabilire una relazione diretta tra Adamo e Cristo, ovviando alla natura estremamente peccaminosa del comune antenato dell’uomo, poiché è abbastanza certo che quando Sant’Agostino paragona Adamo a Cristo ed Eva alla chiesa, egli non intendeva marchiare quest’ultima istituzione come causa diretta della caduta dell’uomo. Per qualche ragione inspiegabile, tuttavia, la religione ha sempre considerato l’intellettualismo – in realtà ogni forma di conoscenza – come fatale per la crescita spirituale dell’uomo. I frati Ignaratitini sono un esempio eccezionale di questo atteggiamento.

In questo dramma rituale – forse derivato dagli egiziani – Adamo, bandito dal Giardino dell’Eden, rappresenta l’uomo filosoficamente esiliato dalla sfera della Verità. Attraverso l’ignoranza l’uomo cade; attraverso la saggezza si riscatta. Il Giardino dell’Eden rappresenta la Casa dei Misteri (vedi La visione di Enoch) in mezzo al quale crescevano sia l’Albero della Vita che l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male.

L’uomo, l’Adamo bandito, cerca di passare dal cortile esterno del Santuario (l’universo esteriore) al sanctum sanctorum, ma davanti a lui sorge una vasta creatura armata di una spada fiammeggiante che, muovendosi lentamente ma continuamente, blooca l’Uomo Adamico.

I cherubini si rivolgono al ricercatore così: “Uomo, tu sei polvere e in polvere tu tornerai. Tu sei stato modellato dal Costruttore di Forme, tu appartieni alla sfera della forma, e il respiro che è stato soffiato nella tua anima è stato il respiro di forma e come una fiammella si spegnera`. Tu sei un abitante del mondo esterno e ti è proibito entrare in questo luogo interiore “.

E Adamo risponde: “Molte volte sono stato in questo cortile e ho pregato per l’ammissione alla casa di mio Padre e tu mi hai rifiutato e mandato a vagare nelle tenebre, è vero che sono stato modellato dalla terra e che il mio Il Creatore non poteva conferirmi il dono dell’immortalità, ma non mandarmi più via, perché vagando nell’oscurità ho scoperto che l’Onnipotente ha decretato la mia salvezza perché ha promulgato il Mistero più nascosto il Suo Unigenito che ha preso forma nel mondo modellato dal Demiurgo, sugli elementi di quel mondo è stato crocifisso e ha versato il sangue per la mia salvezza. E Dio, entrando nella sua creazione, la ha vivificata e vi ha stabilito una via che conduce a Sé stesso. Mentre il mio Creatore non poteva darmi l’immortalità, l’immortalità era inerente alla stessa polvere di cui ero composto, perché prima che il mondo fosse fabbricato e prima che il Demiurgo diventasse il Reggente della Natura, la Vita Eterna si era impressa sul volto del Cosmo. Questo è il suo segno: la croce. Mi neghi ora l’ingresso, io che ho finalmente imparato il mistero di me stesso? ”

E la voce risponde: “Chi è consapevole, E`!

Guardando intorno a lui, Adamo si trova in un luogo radioso, in mezzo al quale si trova un albero con gioielli scintillanti come frutta e intrecciato attorno al suo tronco un serpente fiammeggiante alato coronato da un diadema di stelle. Era la voce del serpente che aveva parlato.

“Chi sei?” esige di sapere Adamo.

“Io”, risponde il serpente, “sono Satana che è stato lapidato, io sono l’Avversario, il Signore che è contro di te, colui che supplica la tua distruzione davanti all’Eterno Tribunale. Ero il tuo nemico nel giorno in cui sei stato formato, ti ho condotto in tentazione, ti ho consegnato nelle mani del male, ti ho calpestato, ho cercato di ottenere il tuo annullamento, sono il guardiano dell’albero della conoscenza e ho giurato che nessuno di coloro che ho corrotto prendera` parte ai suoi frutti “.

Adamo risponde: “Per secoli innumerevoli sono stato tuo servo, nella mia ignoranza ho ascoltato le tue parole e mi hanno condotto in sentieri di dolore. Hai messo nella mia mente sogni di potere, e quando ho lottato per realizzare quei sogni loro non mi ha portato altro che dolore, tu hai seminato in me i semi del desiderio e quando ho bramato le cose della carne l’agonia era la mia unica ricompensa: mi hai mandato falsi profeti e falsi ragionamenti, e quando ho cercato di afferrare la grandezza della verità ho scoperto che le tue leggi erano false e solo lo sgomento ha ricompensato i miei sforzi.Io ho finito con te per sempre! Mi sono stancato del tuo mondo di illusioni, non lavorerò più nei tuoi vigneti d’iniquità. Non c’è felicità, né pace, niente di buono, nessun futuro nelle dottrine dell’egoismo, dell’odio e della passione predicati da te.Tutte queste cose metto da parte. Rinuncio è alla tua legge per sempre !”

E il serpente risponde: “Ecco, o Adamo, la natura del tuo avversario!” Il serpente scompare in un accecante sprazzo di luce e al suo posto si trova un angelo splendente in splendenti abiti dorati con grandi ali scarlatte che si dispiegano da un angolo all’altro del cielo. Sconcertato e sbalordito, Adamo cade davanti alla creatura divina.

“Io sono il Signore che è contro di te e così realizzo la tua salvezza”, continua la voce. “Mi hai odiato, ma attraverso i secoli mi benedirai, perché ti ho guidato dalla nostra sfera di Demiurgo, ti ho trasformato contro l’illusione della mondanità, ho svezzato il desiderio, ho risvegliato nella tua anima l’immortalità. Seguimi, o Adamo, poiché Io sono la Via, la Vita e la Verità! “

Noah: Un racconto biblico riscritto per spingere un’Agenda

Dalla sua uscita nelle sale, nei primi mesi del 2014, il colossal “Noah” ha causato polemiche in quanto ha il difetto di non ricalcare il racconto biblico. Questo è assolutamente vero, ma il film non si limita a prendersi delle libertà con la Bibbia: “Noah” spinge dei messaggi che non hanno nulla a che fare con la Bibbia. Tali messaggi sono di matrice politica e provengono direttamente dal mondo élite. Il messaggio principale? L’umanità ha bisogno di essere purificata … di nuovo.

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Nel corso della sua carriera di film-maker, Darren Aronofsky ha girato un bel po’ di film controversi con un messaggio di fondo potente (vedi il mio articolo sul film Black Swan qui). Nessuno dei suoi lavori può essere considerato “idiota” e, nonostante quello che dicono i critici, Noah non è una cazzata. Certo, in esso possiamo notare giganti mostri di pietra, bazooka primitivi e Noah che fa fuori un sacco di povere anime, tuttavia il film è abbastanza intelligente per comunicare in modo efficace alcuni dei suoi messaggi fondamentali, torcendo uno dei più antichi racconti del mondo per spingere un ordine del giorno molto attuale.

Mentre molti spettatori sono rimasti sconvolti riguardo le svariate reinterpretazioni della storia dell’Arca di Noè – un racconto che esiste nella letteratura ebraica, cristiana, e musulmana – i messaggi aggiunti alla storia dovrebbero suscitare ancora più scalpore. Noah ri-definisce questo antico racconto per descrivere la premessa di base di una nuova religione. Basandosi sull’agenda elitaria che vuole la drastica depopolazione terrestre, questa nuova religione ha come cardini l’ambientalismo radicale, la svalutazione (e persino odio) della vita umana, e il riallineamento della morale verso un nuovo asse.

Attraverso il suo strano racconto, il film trasforma la storia dell’Arca di Noè in un’avventura assurda e inquietante che porta gli spettatori a chiedersi: Perché Dio è così malvagio? Perché Noè fa il coglione? Quando la moglie di Noè gli chiede se “il Creatore” (che è il nome di Dio nel film) li aiuterà a sopravvivere, la risposta di Noè è strana, quasi come stesse descrivendo un super-antagonista:

“Ha intenzione di distruggere il mondo”.

Mentre la Bibbia spiega che il Diluvio Universale è stato causato da una misteriosa razza di giganti la quale ha corrotto e “infettato” l’umanità, il film non segue questa narrativa. Ci dice invece, ripetutamente, che gli esseri umani sono il male e meritano di morire.

UN NOE’ MODERNO

Prima di entrare nella storia vera e propria, ho bisogno di sottolineare un dettaglio che è apparentemente banale, ma che racconta molto sul vero obiettivo del film: Perché tutti sono vestiti come se avessero comprato i loro vestiti da Zara?

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Anche se vive in una sterile terra dimenticata da Dio (senza attrezzature da cucito in vista) Noah trova sempre il modo di essere elegante. Sia che indossi un bel cappotto con bottoni, zaini con tutti i tipi di cinghie e tasche, polo o pantaloni che somigliano agli attuali jeans, Noah non è la tipica figura biblica vestita di stracci. Somiglia più ad un hipster che si beve un caffè da Starbucks. Anche sua moglie ha un vestiario moderno, con il pantalone e la maglietta attillati.

Questi abiti che strizzano l’occhio al mondo odierno fondamentalmente ci dicono che Noè non fa riferimento ai tempi biblici- bensì dell’età moderna. E’ un messaggio per l’umanità che vive in questi anni, direttamente dalla elite.

Mentre Noah si basa sul racconto biblico dal libro della Genesi, i creatori hanno inventato personaggi, sottotrame, simboli, immagini e messaggi per ridisegnare completamente la storia, dando un significato contorto, inquietante e del tutto “non spirituale”. Anche se si guarda il film aspettandosi una “rivisitazione creativa” dell’Arca di Noè, è difficile non essere disturbati dalla sanguinosa e violenta caratterizzazione del personaggio principale. Voglio dire, Noah uccide un sacco di persone nel film! Come può lontanamente avere senso nel contesto divino della storia? Beh, in realtà c’ha senso … se comprendiamo che il film è destinato a vendere una nuova religione dettata dalle elite mondiali composta di valori che le masse dovranno adottare. Uno di questi valori, è che la vita umana è un cancro sulla Terra il quale deve essere sradicato. In altre parole, vogliono che gli uomini credano sinceramente di essere un male per giustificare lo spopolamento. Naturalmente, come il film ci racconta, la maggior parte degli esseri umani muore … TRANNE quelli della stirpe prescelta. Questo è ciò che l’elite vuole farci pensare. Dobbiamo tutti morire per salvare la Terra … tranne loro.

Noah è sorprendentemente simile ad un altro film: 2012. 2012 è un film catastrofico nel quale essenzialmente solo le persone ricche e potenti (l’elite) sopravvive ad un gigantesco diluvio mentre tutti gli altri muoiono. Il film era pieno di riferimenti alla storia dell’Arca di Noè e mostra persino elicotteri i quali trasporto vari animali in navi giganti. I poster dei film Noah e 2012 sono sorprendentemente simili.

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Noah e 2012 raccontano la stessa storia, ma in diversi periodi di tempo. Il risultato è lo stesso: Le masse muoiono mentre “pochi eletti” sopravvivono. Sembra che all’elite occulta piaccia molto la storia dell’Arca di Noè.

Noah è quindi una ricostruzione di una storia biblica su misura per adattarsi all’Agenda elitaria… e, come al solito, l’agenda è piuttosto sconvolgente. Promuove l’idea di un massiccio spopolamento della Terra e ce lo serve sotto le mentite spoglie di una battaglia ecologica. L’ambientalismo estremo è la nuova religione, venduta alle masse attraverso la paura.

Questa religione non è soltanto promossa nelle opere di narrativa, si trova anche in monumenti reali. Il Georgia Guidestones è una gigantesca collezione di pietre (soprannominata la Stonehenge Americana) su cui sono disposti dieci nuovi comandamenti.

Il primo “comandamento” delle Guidestones: “Mantenere l’umanità sotto i 500.000.000 in perpetuo equilibrio con la natura”. Dei 7 miliardi di persone sulla Terra oggi, il 93% dell’umanità dovrebbe morire per raggiungere 500 milioni.
Nell’articolo che ho scritto circa le Guidestones, spiego che è stato costruito da membri di società segrete occulte. L’ultimo comandamento delle pietre riassume il messaggio principale del film Noè:

“Non essere un cancro sulla Terra – Lascia spazio alla natura – Lascia spazio alla natura”.

In Noah, si spiega che l’umanità ha bisogno di estinguersi perché è irrispettosa verso la natura. Questo non è ciò che viene detto nella Bibbia, tuttavia è ciò che l’elite vuole portarvi a pensare.

SCHERNIRE L’UMANITA’ PER GIUSTIFICARE IL DEPOPOLAMENTO

Fin dalle prime scene del film, Noah (vestito nel suo completo acquistato da Zara) parla ai suoi figli riguardo l’ambiente, ovvero l’ultima cosa che passava per la testa alle persone di un’epoca così antica. Quando il figlio di Noè vede un bel fiore e cerca di prenderlo, Noah lo blocca per fermare questa distruzione insensata.

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Noah dice a suo figlio: “Vedi come i fiori sono attaccati al suolo? E’ quello il loro posto. Hanno uno scopo.” Ummm, Noah … Ti dai una calmata?

Questa piccola scena annuncia il tratto estremamente ambientalista di Noè. Un po’ più avanti, Noah vede “uomini” (un termine peggiorativo nel film) cacciare un animale per mangiarlo. Noah corre in soccorso dell’animale e pugnala uno degli uomini in una gamba. Infine chiama il suo atto di violenza “giustizia”. E’ forse Noah un vegano estremista che accoltella le persone che mangiano carne?

Quando il figlio di Noè gli chiede perché questi uomini malvagi credono che mangiare carne dia loro forza, egli risponde:

“Dimenticano che la forza viene dal Creatore”.

Questo, naturalmente, non si trova nella Bibbia. E’ parte del messaggio del film che in pratica dice “Animali>Uomini”. Durante tutto il film, Noah si riferisce agli animali come agli “innocenti”, mentre gli esseri umani sono percepiti come feccia che merita di morire. Noah però sembra dimenticare che molti animali sono bestie carnivore che spendono una grande quantità di tempo a cacciare e divorare altri animali. Ecco come funziona la natura.

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Noah ha un sogno in cui tutti gli esseri umani muoiono annegati, gli animali tuttavia riescono a nuotare . Odia davvero gli esseri umani.

A un certo punto Noah dice ai suoi figli:

– Abbiamo scelto di salvare gli innocenti. Gli animali.

– Perché sono innocenti?

– Perché vivono come facevano nel Giardino.

Durante tutto il film, Noè, l'”eroe del film” ha un odio assoluto per l’umanità e la evita a tutti i costi. Ogni volta che vede “uomini” o strutture create dall’uomo, comincia a preoccuparsi.

MANIPOLANDO IL RACCONTO BIBLICO SUI GIGANTI

Per promuovere il suo messaggio anti-umanità, il film torce in modo significativo il racconto su una misteriosa razza,  quella dei giganti, presente nella Genesi. Nella Bibbia, i Giganti sono discendenti di un gruppo di 200 “Figli di Dio” che è disceso sulla Terra per mescolarsi con gli esseri umani. Si dice che insegnarono all’uomo competenze avanzate, come la metallurgia, la lavorazione dei metalli, la cosmesi, la stregoneria, l’astrologia, l’astronomia e la meteorologia. Poiché i giganti disobbedirono a Dio, vennero chiamati Angeli Caduti. (Nota interessante: Lucifero è un angelo caduto che portò le conoscenze proibite all’uomo).

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Noah è aiutato da un gruppo di grandi mostri fatti di roccia chiamato Giganti. Molti spettatori sono rimasti stupiti da questo spin off in stile Signore degli Anelli.
Nel libro della Genesi, si dice che i Giganti (chiamati anche Nephilim), era una razza ibrida (Figli di Dio e femmine umane).

Quando gli esseri umani cominciarono a moltiplicarsi sulla terra, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. ”
– Genesi 6: 1-4

I Nephilim sono descritti nella Bibbia (e in altri testi apocrifi) come una razza di giganti che vivevano tra gli esseri umani. Divennero una presenza distruttiva tanto da consumare “tutte le acquisizioni degli uomini”. Al fine di eliminare questi esseri dalla Terra (insieme agli esseri umani ibridi) Dio provocò il Diluvio Universale.

La Bibbia descrive quindi i Giganti come la causa principale della corruzione dell’umanità. Il film però ritrae l’esatto contrario. In Noah, i Giganti sono descritti come insegnanti gentili, venuti sulla Terra con lo scopo di aiutare gli esseri umani, cadendo in ultima istanza vittime della crudeltà umana. In un secondo momento, i giganti aiutarono  effettivamente Noè a costruire l’arca! In breve, il film ha invertito parti importanti della Bibbia per dire che l’umanità è l’unica responsabile della sua stessa morte, in quanto evolutasi in uno stato al di la di qualsiasi redenzione. Il film rende chiaro anche che il suo messaggio anti-umanità è ancora oggi applicabile.

In una parte significativa del film, Noah racconta la sua famiglia “la prima storia che abbia mai sentito”. Si inizia con la prima riga della Bibbia “In principio c’era la luce”, ma poi devolve in un discorso triste sui mali dell’umanità.

 

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La storia di Noè sull’umanità è un’inframmezzarsi di immagini di soldati moderni che uccidono uomini. Si tratta di un modo piuttosto chiaro di comunicarci il fatto che il desiderio di Noè di liberare la Terra dell’umanità vale ancora oggi.

Il film quindi spinge gli spettatori a concludere che l’umanità è, ancora una volta, al di là di ogni speranza. Un massivo depopolamento non è dunque una catastrofe terribile, ma un necessario “processo di purificazione”. Noah stesso dice:

“Il fuoco consuma tutto. L’acqua purifica. Si separa il peccaminoso dal puro. I malvagi dagli innocenti. E ciò che sprofonda da ciò che si innalza. Egli distrugge tutto, ma solo per ricominciare. “

Questa frase non è dalla Bibbia. Proviene dalle menti di psicopatici che vogliono spopolare la Terra descrivendolo come un “processo di purificazione”. Lo spopolamento è buono. Morte= pulizia.

Alla fine, Noah si rende conto che non tutta l’umanità ha bisogno di morire dopo il diluvio: La sua famiglia sopravvive. Troviamo dunque un altro importante messaggio del film: Lo spopolamento non si applica a tutta l’umanità. Si applica solo a coloro che non fanno parte della linea di sangue “scelta”. Questo è il tipo di messaggio che l’elite occulta ci vuol fare assimilare in quanto son convinti di far parte di una linea di sangue prescelta.

E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI LINEA DI SANGUE

Spoiler alert: Noè e la sua famiglia sopravvivono al Diluvio Universale. Il resto della popolazione muore. Fin dall’inizio del film, ci viene detto che la sopravvivenza dell’umanità deve passare attraverso una linea di sangue specifica. Gli spettatori apprendono immediatamente che Noè discende da Seth, mentre i cattivi discendono da Caino – un fatto, apparentemente molto importante.

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In una delle prime scene del film, vediamo un giovane Noah ricevere la sua eredità da suo padre. Intorno al braccio del padre di Noè è la pelle del serpente del Giardino dell’Eden, che rappresenta la continuazione della linea di Adamo.

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Noè poi tocca il dito di suo padre, che è illuminato dalla pelle del serpente. Questa scena “magica” rappresenta il passaggio della linea di sangue da una generazione all’altra.
Naturalmente, niente di tutto questo è menzionato nella Bibbia. Si tratta di una delle tante invenzioni aggiunte alla storia per dargli un angolo specifico: Dio favorisce una linea di sangue.

Più avanti nel film, il padre di Noè, Matusalemme, è raffigurato come un essere solitario, ma soprannaturale, che guida magicamente Noè attraverso il piano del Creatore. Mentre Matusalemme, secondo la Bibbia, non ha un ruolo nella costruzione dell’Arca, questa aggiunta rafforza l’idea della linea di sangue.

Ci sono altre strane aggiunte “non bibliche” al film che ci fanno, infine, pensare che Noè non è un “uomo di Dio”, ma un coglione che vuole solo vedere la sua linea di sangue sopravvivere. Esempio: Noè uccide un bel pò di persone.

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Quando un gruppo di uomini cerca di raggiungere l’arca, Noè si arrabbia e comincia ad uccide, tagliando loro la testa e trafiggendoli.

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Abbiamo anche visto i giganti prendere a calci dozzine di umani, come se fossero scarafaggi. Ma loro sono i “bravi ragazzi”.

In un’altra scena macabra (e completamente inventata), Noah permette di proposito che la fidanzata del figlio venga calpestata da centinaia di persone.

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Noè avrebbe potuto salvare quella ragazza. Anche se Ham assicurò il padre che la ragazza era “buona e innocente”, Noè la lascia morire di una morte orribile.

Come può un uomo che si suppone scelto dal Creatore permettere la morte di una ragazza innocente? Perché tale scena è stata aggiunta al film? Perché ci vogliono comunicare un messaggio: che tu sia buono o cattivo è irrilevante. La ragazza non faceva parte della linea di sangue. Pertanto, doveva morire. Non si tratta di essere una brava persona. Si tratta di retaggio.

Dopo il diluvio, Noè si trasforma in un psicopatico depresso. Quando viene a sapere che la figliastra è incinta, si convince che deve uccidere la nipote per evitare un ripopolamento umano.

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In un’altra scena mai avvenuta nella Bibbia, Noè ha un coltello puntato al viso di sua nipote per ucciderla.

Noah tuttavia realizza qualcosa di incredibile: Non ha voglia di pugnalare sua nipote in faccia. Anche se crede in primis di aver deluso il Creatore non uccidendo la ragazza, capisce alla fine di essere stato “misericordioso”. Ma che dire degli innumerevoli esseri umani uccisi? Non c’era alcuna pietà per loro? No. Perché non erano parte della linea di sangue. Il Creatore ha permesso a Noè di uccidere le persone perchè non facevano parte dei “prescelti”. Per inciso, questo è ciò che l’elite occulta crede.

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Il film si conclude nel modo in cui è iniziato: un giuramento sacro per l’ultima aggiunta alla linea di sangue.

Il film descrive la “divina” missione di Noè come un processo crudele e violento effettuato da un uomo che si sta trasformando in un psicopatico. Mentre sta viaggiando sull’Arca, la sua famiglia comincia a lamentarsi di lui in quanto è ossessionato dal fatto che tutti devono morire. Sembra quasi animato da un profondo odio nei confronti dell’umanità, che lascia gli spettatori con una sensazione molto sgradevole. Vi è tuttavia un personaggio che controbilancia Noè: Tubal-Cain.

TUBAL-CAIN L’ALTRA VIA:

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Tubal-Cain è il “cattivo” del film e discende da Caino (a differenza di Noè che discende da Seth).

Tubal-Cain è il “leader degli esseri umani”, e, quindi, mortale nemico di Noè. Mentre Tubal-Cain è il “cattivo”, è ironicamente il personaggio che dice le frasi più attente e sensibili, facendo si che gli spettatori vi si identifichino. Contrariamente a Noè, egli non si vergogna di essere umano ed è fiero delle realizzazioni dell’umanità. Inoltre, si sente un po’ abbandonato dal Creatore che ha lasciato vagare la sua razza in una landa desolata. Egli cerca di emanciparsi dal dominio del Creatore attraverso i propri mezzi. In questo senso, egli è un rappresentante del gnosticismo che percepisce nel Creatore un demiurgo – un dio minore che ha imprigionato l’umanità in un mondo materiale. Questo è il motivo per cui Dio è chiamato “il Creatore” nel film. Si riferisce al concetto gnostico del demiurgo, creatore quasi malevolo del mondo materiale.

Tubal-Cain è brevemente menzionato nella Bibbia come un “costruttore di tutti gli strumenti di bronzo e di ferro” e “maestro di ogni artefice in ottone e ferro”. Tuttavia, egli non è mai menzionato nella storia del Diluvio Universale e non ha alcun legame con Noah. Allora perché i creatori del film scelgono questo personaggio biblico oscuro per diventare l’arci-nemesi di Noè? Perché, mentre Tubal-Cain è una figura oscura nella Bibbia, egli è una figura estremamente importante nella più diffusa Scuola dei Misteri gnostica sulla Terra:  la Massoneria.

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Un emblema massonico raffigurante due palle e un bastone (two ball and a cane). Un codice per … Tubal-Cain.

Non diversamente da Hiram Abiff (una figura di spicco nella tradizione massonica e rituale), Tubal-Cain è una figura biblica oscura che riveste una grande importanza negli insegnamenti esoterici. Come produttore esperto di armi, egli rappresenta il potenziale dell’umanità di costruire il proprio potere – senza il Creatore. Varie fonti massoniche descrivono il significato esoterico di Tubal-Cain.

“Fu l’inventore di molte tecnologie, introdusse molte arti nella società che tendevano al miglioramento della società. Tubal Cain è il Vulcano dei pagani, e si pensa fosse strettamente connesso con l’antica Massoneria. Faber disse che “tutti i più notevoli edifici antichi della Grecia, Egitto e Asia Minore, sono stati attribuiti a massoni ciclopici,” i discendenti di Vulcano, Dhu Balcani, il dio Balcani, o Tubal Cain.

Per queste ragioni Tubal Cain è stato consacrato tra i massoni di oggi come un antico fratello. Introducendo le arti della civiltà diede valore a ciò che definiamo proprietà. Tubal Cain è stato considerato tra i massoni come simbolo dei beni terreni.
– Albert Mackey, “Un Lessico della Massoneria”

Ne “Le Chiavi perdute della Massoneria” di Manly P. Hall, Tubal-Cain è descritto come il “progenitore” dei massoni.

“È arrivato il giorno in cui gli artigiani devono conoscere e applicare le loro conoscenze. La chiave perduta al loro grado è la padronanza delle emozioni, che pone l’energia dell’universo a loro disposizione. L’uomo può desiderare di avere un grande potere solo  dimostrando la sua capacità di utilizzarlo in modo costruttivo e in maniera disinteressata. Quando il massone apprende che la chiave è la corretta applicazione della dinamo della forza vitale, ha compreso il mistero del suo Mestiere. Le ribollenti energie di Lucifero sono nelle sue mani e, prima che possa fare un passo in avanti e verso l’alto, egli deve provare la sua capacità di applicare correttamente l’energia. Egli deve seguire le orme del suo antenato, Tubal-Cain, che con la potente forza del dio della guerra ha incastonato la sua spada in un vomere.

– Manly P. Hall, “Le Chiavi perdute della Massoneria”

Le Scuole dei Misteri amano i personaggi biblici che non si affidano a Dio per acquisire conoscenza e potere. Tubal-Cain è un ottimo esempio. In Noè, Tubal-Cain tenta di comunicare con il Creatore – non come un servo, come Noè, ma da pari a pari.

“Io sono un uomo. Fatto q vostra immagine. Perché non vuoi parlare con me? Io do la vita. Prendo la vita. Io sono come te! Non è vero? Parla con me! “

Anche se Tubal-Cain si rende conto che l’umanità sta per essere spazzata via, trova una persona inaspettata a portare avanti la sua eredità: Cam, figlio di Noè.

 

 

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Tubal-Cain mostra una spada a Ham. Gli sta dando l’opportunità di “diventare un uomo”, dandogli il potere di togliere la vita.

Durante la ricerca di Noè, Ham si sente ignorato, rifiutato e infantilizzato. Sente che non può diventare un uomo senza avere una donna – un diritto che viene negato lui dal padre. Stanco di essere punito e umiliato, Ham lascia l’Arca e si mescola con gli umani “cattivi”. Lì, trova una “brava ragazza” che vuole sposare. Tuttavia, Noah la lascia morire e trascina Ham all’interno dell’Arca.

Quando Ham incontra Tubal-Cain, trova la sorta di figura paterna che tanto cercava. Invece di una vita di cieca servitù, Tubal-Cain offrì ad Ham i mezzi per essere un uomo “vero”. Durante l’alluvione, Tubal-Cain trovò un modo per intrufolarsi dentro l’Arca e, nascosto tra gli animali, “iniziò” Ham alla sua filosofia.

“Tuo padre ha riempito questa nave di bestie, mentre bambini annegano. Egli ti sminuisce dicendoti che li devi servire. No. loro ci servono. Questa è la grandezza degli uomini. Quando il Creatore finì di fare il cielo, la terra, il mare e queste bestie, non era soddisfatto. Aveva bisogno di qualcosa di più grande. Qualcosa che prendesse il dominio sulla Creazione e la soggiogasse. Così ci fece a sua immagine”.

Anche se queste parole sono state dette dal “cattivo”, sta citando reali versi biblici. Questo aggiunge solo confusione generale al film e messaggi contrastanti.

“E Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame e su tutta la terra, e sopra tutti i rettili che strisciano sulla terra. ”
– Genesi 1:26, KJV

Tubal-Cain esorta infine Ham ad uccidere suo padre:

“Un uomo non è governato dai Cieli. Egli è governato dalla sua volontà. Quindi ti chiedo. Sei un uomo? Bene. Perché se sei un uomo, allora puoi uccidere “.

Ham però non uccide suo padre … uccide Tubal-Cain. Tuttavia, questo atto fatale non sembra preoccupare Tubal-Cain. Al contrario, egli sa che, uccidendolo, Ham ha completato con successo la sua iniziazione. Mentre muore, Tubal-Cain dice ad Ham:

“Ora sei un uomo”.

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Nei suoi ultimi momenti, Tubal-Cain dà ad Ham la pelle di serpente del Giardino dell’Eden. Ciò significa che Ham è il successore di Tubal-Cain – non di Noè.

Dopo essere sopravvissuto al diluvio, Ham non si reintegra con la famiglia di Noè. Egli li lascia e parte per la sua strada.

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Ham lascia la sua famiglia: rappresenta la sopravvivenza del percorso gnostico al Diluvio Universale.

Non sappiamo se Ham sia riuscito a riprodursi (probabilmente no). Tuttavia sappiamo che, nella Bibbia, la storia che segue immediatamente l’Arca di Noè è la storia della Torre di Babele – una torre gigantesca costruita da esseri umani per “combattere Dio”. Sembra che il Diluvio Universale non abbia “ripulito” nulla e che la discendenza di Tubal-Cain sia sopravvissuto al Diluvio, dopo tutto.

CONCLUDENDO

Nella Bibbia, la storia dell’Arca di Noè è raccontata in pochi versi semplici ed è piena di pezzi enigmatici che non vengono mai spiegati (ad esempio cos’erano i giganti esattamente?). Il film Noah riempie le risposte ad alcune di queste domande a suo modo aumentando il racconto biblico con storie e personaggi fabbricati, dando a questa antica storia un tocco molto moderno. Allo stesso modo gli abiti sgargianti di Russell Crowe sono stati fatti su misura per un pubblico del 2014, come i messaggi proposti dal film.

Il film presenta fondamentalmente due visioni filosofiche: Una che ha significato per le masse ignoranti e una rivolta a “coloro che sanno”. Alle masse ignoranti viene detto di seguire un ambientalismo radicale che porta all’odio di sé: Poichè l’umanità è la forza del male dietro la guerra, la sofferenza e la distruzione della natura, ha bisogno di essere “purificata”. Questo messaggio si adatta all’Agenda per lo spopolamento ed è incarnata da Noah. All’altra estremità dello spettro, Tubal-Cain rappresenta gli esseri umani che cercano la divinità, acquisendo gli strumenti fisici e mentali per raggiungere lo stesso status del Creatore. Questa è la filosofia gnostica adottata dalla elite occulta. Sebbene venga incarnata dal “cattivo”, è comunque presentata come alternativa alla assurdità del Creatore che crea l’umanità per poi distruggerla.

In breve, Noah è ben lungi dall’essere un film “idiota” (come alcuni utenti hanno dichiarato). Riesce a vendere una religione New Age basata sull’odio di sé strizzando l’occhio all’elite occulta nella rappresentazione di Tubal-Cain. L’elite occulta non crede nell’ambientalismo radicale e non ci tiene alla vita umana. Sono quelli che stanno dietro tutte le nostre grandi guerre e la loro avidità è la causa principale della distruzione della natura. Attraverso film come Noè, stanno cercando di mettere il peso delle proprie malefatte sulle masse ignare che di solito fanno come gli viene detto. Vogliono che accogliamo l’idea di una “grande purificazione”.

Nella Bibbia, dopo il Diluvio Universale, Dio stesso afferma:

“Io stabilisco la mia alleanza con voi: mai più la vita sarà distrutta dalle acque del diluvio, mai più ci sarà un diluvio per distruggere la terra. ”
– Genesi 9:11

Quindi, che si creda nella Bibbia o no, sappi che se vi sarà un’altra grande “pulizia” sulla Terra, non sarà opera del “Creatore”, ma di coloro che da anni ti fanno il lavaggio del cervello, convincendoti a credere che sei un cancro per la Terra.

Fonte