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Greta Thunberg vi vuole spaventati e le grandi aziende non aspettano altro

I sermoni sul cambiamento climatico di Greta Thunberg ti riempiono di ansia e terrore? Se è così, questo era il loro scopo. Thunberg e i moderni eco-cultisti recitano la stessa propaganda e la paura è la loro tattica più efficace.

In un discorso al vertice dell’ONU sull’azione per il clima lunedì, la sedicenne Thunberg ha pronunciato un sermone tutto d’un fiato, puntando un dito contro gli adulti nella stanza per aver rubato i suoi “sogni” e la sua “infanzia” non riuscendo a intraprendere un’azione decisa contro i cambiamenti climatici.

“Siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto ciò di cui parlate sono i soldi e le fiabe della crescita economica eterna. Come osate!” Ha tuonato la ragazzina, con la voce spezzata dalle lacrime.

Da quando è diventata famosa dopo aver organizzato scioperi scolastici nella sua nativa Svezia lo scorso anno, la Thunberg si e` fatta strada tra i corridoi del potere del mondo. Apparendo nei forum economici, nei parlamenti e più recentemente a Capitol Hill, il contenuto dei discorsi della Thunberg è sempre lo stesso: quello che stiamo facendo per il pianeta non è abbastanza e la fine è vicina.

“Voglio che ti comporti come se la tua casa fosse in fiamme”, ha detto a Davos a gennaio, chiedendo loro di “sentire la paura che provo ogni giorno.” “Probabilmente non abbiamo nemmeno un futuro ”, ha detto ai legislatori britannici ad aprile. E così via ad ogni apparizione, i suoi presagi di sventura sono stati debitamente segnalati dai media di tutto il mondo.

La retorica emotiva e guidata dalla paura della Thunberg è stata criticata da scienziati del clima, politici e esperti conservatori. Mentre la Thunberg ha detto al Congresso la scorsa settimana di “ascoltare gli scienziati”, anche gli scienziati del gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici hanno cercato di contenere la cosa, con uno di loro che afferma che gli aumenti di temperatura previsti dalla Thunberg semplicemente “non verranno percepiti dalla stragrande maggioranza degli adolescenti che oggi sta scioperando. ”

Ma la paura è deliberata. Se paragoniamo la Thunberg ad un predicatore, allora la sua bibbia potrebbe essere un articolo del 2016 dell’attivista climatica e fondatrice di The Climate Mobilization Margaret Klein Salamon intitolata “Indurre il pubblico in modalità di emergenza: presentazione del movimento di emergenza climatica”. In una versione rivista, pubblicata a maggio, Salamon nota con orgoglio che il linguaggio del documento è stato “adottato da diversi nuovi gruppi climatici: da extinction rebellion, negli scioperi scolastici, dal Sunrise Movement e altri”.

“Immagina che ci sia un incendio nella tua casa”, sono le parole di apertura del documento (ti sembra familiare?). Da qui, la Salamon sostiene che solo la paura e lo stress possono motivarci a risolvere i problemi del nostro pianeta. “L’obiettivo del movimento per il clima deve essere quello di spingere/indurre il pubblico in modalità “emergenza”, continua, credendo che solo quando siamo pieni di paura possiamo agire in modo deciso.

Ma non tutti reagiscono alla paura con risolutezza e determinazione. Salamon lo riconosce, sottolineando che impotenza, panico e disturbo post traumatico da stress sono tutte risposte comuni a un’emergenza. Proprio come alcuni saranno all’altezza dell’occasione, altri rimarranno intrappolati in “ansia”, “preoccupazione” e “apatia”.

 

Questo danno collaterale è già evidente. L’attivista giovanile Jamie Margolin, che si è rivolta al Congresso insieme alla Thunberg, ha affermato che i suoi compagni di classe soffrono di ansia e di una “strana forma di nichilismo”, dove mettono in dubbio ogni piano per il futuro. Alcuni, sotto l’hashtag #NoFutureNoChildren, si impegnano persino a non riprodursi fino a quando il governo non affronterà il problema.

La settimana scorsa gli psicologi britannici hanno avvertito che diversi bambini presentano un disturbo definito “eco-ansia”, mentre negli Stati Uniti gli attivisti hanno tenuto sessioni di terapia di gruppo e di “guarigione” per i manifestanti ottenebrati “dai loro sentimenti di disperazione, depressione e ansia”.

SPIANARE LA STRADA ALLE GRANDI IMPRESE

Tutto ciò fa sorgere la domanda: a cosa serve tutta questa paura? Coloro che hanno adottato l’approccio del terrore sono già riusciti ad attirare l’attenzione e il potere. Negli Stati Uniti, il “New Green Deal” del Movimento Sunrise è stato adottato con entusiasmo da 104 membri del Congresso e da tre dei quattro leader democratici in corsa presidenziale per il prossimo anno. Oltre a promettere di ridurre le emissioni di carbonio a zero entro il 2050, la legislazione darebbe al governo un controllo senza precedenti su assistenza sanitaria, ridistribuzione della ricchezza, trasporti, produzione di cibo e abitazioni.

L’invito all’azione per la mobilitazione del clima è anche riuscito a unire la sinistra e gli anticapitalisti con l’élite globale. Famosa per aver “assediato” Londra ad aprile, Extinction Rebellion ha la stessa opinione della Banca  Mondiale e da una serie di think-tank e finanziatori neoliberisti riguardo l’azzeramento delle emissioni di carbonio. Abbiamo quindi, da una parte i manifestanti di Extinction Rebellion che scendono in strada per paura dell’apocalisse, e dall’altra i titani della finanza, che li sostengono al fine di mettere le loro grasse mani sporche nelle casse pubbliche.

Formata dal presidente francese Emanuel Macron e dalla società di investimento BlackRock Capital lo scorso anno, la Climate Finance Partnership vede la riduzione del carbonio finanziata dal governo come un “veicolo di investimento di capitale”. Con la saliva alla bocca per i potenziali profitti nei “mercati emergenti e in via di sviluppo” del mondo chiedono lo “sblocco” dei fondi pensione e dei fondi pubblici per finanziare l’industria verde nei paesi in via di sviluppo. Solo che, invece di chiamare la situazione del nostro pianeta “emergenza climatica”, la chiamano “opportunità climatica“.

La Blended Finance Action Taskforce – composta da 50 giganti finanziari tra cui HSBC, JP Morgan Chase e Citi – è ancora più esplicita, chiedendo una “parte di capitale governativa e filantropica”, in quanto vi sono “profitti da ottenere” in settori correlati al clima… in tre regioni tra cui America Latina, Asia e Africa. ”

In parole povere, i giganti finanziari vogliono che le vostre pensioni e le vostre tasse sostengano i loro investimenti a mezzo mondo di distanza. Greta Thunberg e il Climate Emergency Movement ti stanno terrorizzando aiutando consapevolmente o inconsapevolmente gli interessi dei mega-ricchi del mondo.

Gli stessi attivisti che chiedono un mea culpa collettivo e tasse punitive (solamente) al mondo occidentale stanno foraggiando una nuova generazione di capitalismo verde, che renderà alcuni “prescelti” favolosamente ricchi, mentre il resto di noi soffochera` negli stenti per rispettare la legislazione verde.

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