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Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Le immagini alchemiche ed ermetiche di Claudius Dominico Celentano Vallis Novi da una manoscritto scritto a Napoli nel 1606

Non si può trovare un modo migliore di introdurre un ricercatore alla “Arte Regale” e ai misteri della filosofia simbolica se non mettendo a sua disposizione un esempio reale di scrittura alchemica. Il testo di questo manoscritto è enigmatico come lo sono i suoi diagrammi; ma a colui che mediterà sul significato profondo di entrambi, saranno chiariti i problemi più profondi del misticismo a tempo debito. Una persona sconosciuta che e` entrata in possesso del manoscritto ha scritto questo:

“A causa dei suoi disegni e delle immagini illustrate, il manoscritto è di preminente importanza per i rosacrociani e l’ordine contemporaneo dei Frammassoni. La prima parte, e più ampia, delle illustrazioni tratta della filosofia ermetica, spiegandone gli insegnamenti e le dottrine. sono ritratti dei grandi maestri e rappresentazioni satiriche: mostra con meravigliosa chiarezza lo sviluppo cromatico dei processi alchemici dal blu-oro al nero al bianco e al rosa: sempre dopo il Grado Nero (il ritorno nel Caos dal quale sono possibili nuove creazioni) segue il Grado dei Neofiti, la Nuova Nascita, che viene spesso ripetuta con impressionante lucidità. solitamente attraverso il fuoco Questo manoscritto non aperto e non pubblicato appartiene all’ordine dei più importanti Precetti e Documenti dei Rosacrociani e massoni. Una ricerca attraverso i musei e le collezioni di biblioteche della Germania non ha rivelato alcun elemento di un personaggio simile “.

Oltre alle 26 pagine qui riprodotte, vi sono dieci bottiglie o storte, ciascuna metà piena di sostanze policrome. Queste bottiglie possono essere così facilmente descritte che non è necessario riprodurle. La prima bottiglia (dalla cui bocca esce un arbusto dorato con tre fiori) contiene un liquido grigio-bluastro, l’intera figura è chiamata “Il nostro argento vivo”. Sotto la bottiglia c’è un versetto contenente le parole significative: “Avrà delle vesti bianche per il nero e poi il rosso.” La seconda bottiglia (dal collo della quale si innalzano quattro fiori dorati) contiene anch essa la sostanza grigio-bluastra chiamata argento vivo. Sotto la bottiglia c’è l’ammonimento di “creare lo spirito del corpo e la grazia dal grossolano, affinché il corporeo possa diventare incorporeo”.

La terza bottiglia è interamente nera, a parte un tronco d’albero dorato con sei rami e terminante in cinque rami che terminano sporgendo dal collo della bottiglia. Lo stato della sostanza è definito “Oscurità mostrata attraverso la testa del corvo”. Sotto la bottiglia c’e` l’affermazione: “la tintura dei Filosofi è nascosta nell’aria come l’anima nel corpo umano”. La quarta bottiglia è contraddistinta dall’oscurità più profonda e si chiama “La testa del corvo”. Nulla sorge dal collo della bottiglia, poiché la terra (il suo contenuto) è descritta come “sommersa nel caos”. Il fondo della quinta bottiglia contiene un liquido chiazzato bluastro-grigio, la parte superiore viene riempita con una sostanza color mattone. Sopra sono le parole: “La sesta testa del corvo”; in basso è aggiunto: “Nella parte inferiore della bottiglia nascono i vermi”.

La metà inferiore della sesta bottiglia è di un grigio bluastro, e l’intera figura viene chiamata “Settima testa del corvo”. Un bambino è seduto accanto alla bottiglia, riguardo al quale sta scritto: “Questo figlio nero appena nato si chiama Elisir e sarà reso perfettamente bianco”. La settima bottiglia è nera tranne sopra che e` rossa. Il processo è così descritto: “Nero più nero del nero, appariranno nuovi colori. Queste nuvole nere [discenderanno] sul corpo da cui sono venuti, e l’unione del corpo, anima e spirito è stata completata e trasformata in cenere “.

L’ottava bottiglia è divisa orizzontalmente da una fascia dorata, dalla quale si innalza un gambo dorato che termina in cinque foglie che sporgono dal collo della bottiglia. I contenuti della bottiglia sono trasparenti, ed è scritto che “le nuvole nere sono passate e il grande candore è stato completato”. Anche la nona bottiglia (dal collo della quale si alza una rosa bianca dorata) è parzialmente riempita con un liquido trasparente. “Colui che mi blaterizza mi fa rossa”. La decima e ultima bottiglia rappresenta il compimento della Grande Opera. La metà inferiore della bottiglia è riempita con l’elisir rosso sangue e dal collo si alza una rosa rossa con molti petali e di estrema bellezza. Dopo aver dichiarato che tutti i pianeti erano presenti al compimento della Grande Opera, l’autore del documento conclude: “Ho dato al Maestro [spirito] così tanto argento e oro che non potra` mai essere povero”.

Nella sua dedica, l’autore e l’illustratore del manoscritto dichiara di aver esposto tutte le operazioni della Grande Opera. Prega allo Spirito Santo che possa essere incluso nel numero di coloro che hanno perseguito la più nobile delle scienze e che possa essere sempre sulla via nel sentiero della giustizia. Le principali fonti delle sue informazioni sono gli scritti di San Tommaso d’Aquino, Raymond Lully e Arnold di Villa Nova.

Per proteggersi dalla persecuzione della teologia dispotica, gli alchimisti mediorientali formularono la loro filosofia nella terminologia cristiana, sebbene i grandi segreti dell’Arte derivassero in gran parte da adepti egizi o arabi. I maomettani erano maestri dei segreti ermetici e persino il grande Paracelso garantiva loro la maggior parte delle sue conoscenze. Nei loro manifesti i Rosacrociani rivelano anche la fonte araba della loro dottrina segreta. Quindi dovrebbe essere tenuto presente che il collegamento degli insegnamenti alchemici al simbolismo biblico era un gesto di convenienza. Nella loro ricerca delle Scritture sugli arcani di Israele, i Qabbalisti sostanziavano in gran parte le interpretazioni alchemiche della Bibbia, poiché l’anima dell’alchimia è collegata a doppio nodo con quella del Qabbalismo. Entrambe le scuole hanno un fine comune, occupandosi del mistero della rigenerazione umana, nonostante le apparenti discrepanze nel loro simbolismo.

La pubblicazione di questo manoscritto mette a disposizione dello studente i segreti più profondi dell’arte ermetica. All’inizio il compito della decifrazione può sembrare senza speranza e la mente superficiale sarà tentata di deridere la possibilità di perpetuare la vera conoscenza in modo così anticonvenzionale. Il superficiale non si renderà conto che uno degli scopi del documento è quello di risvegliare il ridicolo e quindi preservare più efficacemente i suoi arcani dal profano. Alcuni fogli (come quelli qui riprodotti) rappresentano il lavoro di una vita di chi si è consacrato al compito di strappare il velo della Vergine del Mondo. Anni di ricerca e sperimentazione, giorni di lavoro incessante, notti di preghiera e meditazione, e alla fine arriva la realizzazione del successo! Questa è la vera storia raccontata dalle figure grottesche tratte in modo diligente sulle pagine sbiadite e consumate dai vermi. Coloro che hanno intravisto le realta` superiori sono consapevoli che le verità fondamentali della vita trovano nel migliore dei casi solo un’espressione imperfetta attraverso simboli fisici. Solo coloro che sono passati attraverso il travaglio della nascita spirituale possono adeguatamente comprendere e riverire adeguatamente gli sforzi patetici di ritrarre per gli altri quella conoscenza necessariamente chiusa nel cuore di colui che conosce.

Foglio 1. La riga superiore recita: “La nostra prima medicina è stata fatta di oggetti naturali”. Circa il re e la regina appare la dichiarazione che gli nascera` un figlio “tra due alberi della vite”, simile a suo padre e senza eguali in tutto il mondo. A proposito del vaso è scritto: “Verde e bianco”. “Il colore della fiamma del vaso, i fiori verdi.” “La nostra acqua, il nostro argento.” Le righe sottostanti recitavano: “Il materiale della Pietra Filosofale è quell’acqua densa e vischiosa, che si raffredda sia nel calore che nel freddo: è Mercurio bollito e addensato, cotto in terra neutra con calore sulfureo ed è chiamato il Primo Materiale dei metalli Nelle caverne ancora oscure, e montagne proibitive, se si trova una Pietra che mille anni fa la Natura ha ricavato dai suoi frutti, essa lo porterà fuori dai guai. * * * Ascolta attentamente tutti i miei versi; sono senza velo e senza inganno.

Foglio 2. In alto c’è una citazione di San Tommaso d’Aquino riguardante la composizione della Pietra Filosofale, che è descritta come la più pura trasparenza; in essa erano visibili tutte le forme degli elementi e le loro contrarietà. Sotto la figura di San Tommaso d’Aquino c’è un breve paragrafo che elogia l’eccellenza della Pietra filosofica, dichiarando che dall’unica sostanza si possono ricavare tre e dalle tre, due. Alla destra di San Tommaso d’Aquino è Raymond Lully seduto nella porta del suo eremo. Sotto i suoi piedi appare una citazione di questo celebre alchimista, che inizia con la domanda: “Cos’è la pietra filosofale?” Dopo aver dichiarato che è un mercurio rossastro e fisso, Lully giura all’Onnipotente che ha detto la verità e che non è lecito dire altro. (Il manoscritto originale è mutilato a questo punto).

Foglio 3. La scritta nella parte superiore della pagina recita: “La morte di Saturno, la vita di Mercurio”. Dopo aver descritto l’uso delle sostanze saturnine, la chiave del processo è dichiarata come raffigurata di seguito. Il versetto recita “Questa [la pietra] è fatta di quattro elementi: questa è la verità in tutta la natura, prendila in mano, luminosa e splendente, con diligenza e grande cura e poi cerca di legarli tutti insieme saldamente uno accanto all’altro, quindi il fuoco può causare allarme. ” Sopra la figura umana è scritto: “Saturno è quasi morto”. A destra c’e` il serpente divoratore e un’affermazione di Alberto Magno che Saturno e Mercurio sono i primi principi della Pietra. Dichiara inoltre che la Natura ha saggiamente fornito una mistura di elementi in modo che la terra possa comunicare la sua aridità al fuoco, accendere il suo calore nell’aria, irrorare l’umidità con l’acqua e irrigare la sua freddezza sulla terra. (Il testo del vaso è illeggibile nell’originale.)

Foglio 4. In alto: “Lascia che credano che tutto è possibile, l’arte è fugace, luminosa e rara, e non creduta dagli stolti”. Le parole tra il sole e la mezzaluna recitano “È nascosto” e sul pannello attraverso il corpo “Il libro della vita e il vero tesoro del mondo”. Il pannello a sinistra della figura dice “Muovendosi quasi tutto, e l’anima del suo corpo ritorna nel luogo da cui era fuggita, e matura sette o nove mesi, e il Re incoronato con il suo diadema appare”. Il pannello di destra afferma: “Ci sono tre Mercurio: animale, vegetale e minerale”. Il testo qui sotto è di natura così criptica che la sua traduzione è quasi impossibile. Dichiara che mettendo il fuoco sotto i piedi della figura simbolica è possibile estrarre da esso il sole e la luna i quali sono mostrati elevati sopra il corpo umano ad una posizione di dignità sopra la sua testa.

Foglio 5. Nel pannello superiore si afferma che l’uccello del sole combatte con il serpente della terra, il quale, strappando le proprie interiora, le dà all’uccello. Lo spirito è vivificato e Lazzaro con gioia è risuscitato dai morti. Sopra l’uccello è scritto: “Questo è il sole nella forma di un uccello” e sopra il drago “Questo è il drago che divora l’uccello.” La prima operazione. ” Il pannello di testo in basso a sinistra recita nella sostanza: “Quando il nostro sperma (argento vivo) è mescolato con la madre degli elementi (la terra), l’azione è chiamata coito, la detenzione da parte della terra di un po ‘di mercurio è chiamata concezione. La terra cresce e si moltiplica e l’operazione è chiamata impregnazione: quando la terra è sbiancata dall’acqua e fatta di colore e aspetto uniformi, si chiama nascita e il Re nasce dal fuoco “. Il testo in basso a destra è stato deliberatamente mutilato per nascondere un segreto troppo evidente

Foglio 6. Questo disegno mostra tutti i segreti della grande Pietra. Nel centro si trova la Vergine Pasquale, nei suoi capelli la virtù principale che è descritta come un’erba che fiorisce nei pozzi. Le mani tengono i simboli degli elementi spirituali e materiali. L’affermazione in alto a sinistra dice che ci sono quattro spiriti con due facce, che sono chiamati gli elementi. In alto a destra è scritto che il fuoco vive sull’aria, l’aria sull’acqua, l’acqua sulla terra, e quindi la Pietra vive pacificamente su tutti gli elementi puri. Sotto il sole appare la parola Estate; sotto la luna, autunno. Sull’albero a sinistra con i suoi occhi attenti sono le parole: “Allontana gli occhi  [dal] Il fuoco. C’è spazio [?]”. Circa l’albero a destra. “Apri gli occhi al fuoco, c’è tempo.” Il pannello inferiore si apre con questa frase “Sono esaltato al di sopra dei cerchi del mondo”.

Foglio 7. Il versetto in alto recita: “Questa Pietra è così nobile e degna che la Natura l’ha nascosta nei suoi recessi. La sua anima è onesta e pura, perché è il vero Sole. Vi informo di questo. Tienilo a distanza, diviso e separato. Qualunque cosa tu desideri o brami, verrà da te in modo generoso, senza peccato, con piacere e gioia. ” La figura seduta sulla sinistra che tiene in alto il martello è descritta come una pietra dura che si rompe, mentre le parole accanto all’uomo con la storta dicono: “Rottura della pietra, nostro rifornimento”. Tra le figure in piedi di seguito è l’esclamazione; “O Saggi, cercate e troverete la mia Pietra!” Sotto la mano tesa dell’uomo con un cesto compaiono le parole: “Estrai sorerem [?] In basso.” Sotto la pozza che l’uomo a sinistra sta mescolando appare la semplice frase: “La nostra acqua curativa”. I volti dei quattro uomini sono estremamente ben disegnati.

Foglia 8. Sotto il sole, la luna e Mercurio sono le parole Tre e Uno, una deduzione che i tre sono uno. Le parole sotto i gambi dei fiori dicono: “Bianchezza quaranta giorni dopo la cenere”. Sotto i fiori è scritto: (a sinistra) “Un Tempo minore per la Pietra”; (a destra) “Il rosso selezionato.” Tra le braccia della figura centrale appare: “Si metta una libbra di Mercurio”. A sinistra è scritto: “Se tu che leggi hai conosciuto questa figura, possiedi l’intera scienza della Pietra”; a destra: “E se non lo riconosci, sarai rigido e noioso”. Sopra il sole c’è la parola Padre; sopra il satiro, “Fermento dell’opera”. Accanto al bambino c’è la frase: “Il figlio della luna avrebbe gettato la Pietra nel fuoco – sua madre”. Sopra il cesto fiammeggiante è scritto: “Io sono la vera pietra”. Sotto la figura centrale ci sono le parole: “Un fuoco moderato è il padrone dell’opera”.

Foglio 9. In alto a sinistra è scritto che senza la luce della Luna il Sole non riscalda la terra e che nella Luna il Sole emette i suoi frutti. In alto a destra viene descritta la vera erba dei filosofi, ed è dichiarato che chiunque creda sarà [spiritualmente] ricco. Il gruppo di esperti conclude così: “Comprendi a fondo ciò che l’uomo ha in entrambe le mani se vuoi essere illuminato”. Il testo a sinistra sopra il sole recita: “Interamente senza il Sole e la Luna, fai tinta, dissolvi, coagula, per te stesso”. Le parole alla destra dell’uomo che detiene l’erba filosofale dichiarano la sublimazione come l’inizio, la metà e la fine della Grande Opera. L’ultima frase recita: “Dal Sole e dalla Luna creano qualcosa di parti uguali, e con la loro unione, e con la Grazia di Dio, si costruisca la Pietra Filosofale”.

Foglio 10. Le due brevi righe di testo in alto a sinistra dicono: “Alcuni prendono una pietra recente”. Le righe a destra del simbolo di Marte (ferro) ammoniscono lo studente a controllare i suoi appetiti e ad applicare la sua mente all’accumulo di conoscenza. Non è possibile trovare una traduzione soddisfacente per le parole sotto il braccio disteso dell’uomo che tiene la parte superiore dell’albero. Il pannello inferiore recita così: “Dopo che la Pietra è stata ben raffinata, sembrerà penetrare completamente, dovrebbe essere messa nel suo recipiente con la sua acqua, chiudendola bene con un piccolo fuoco e attendendo le meraviglie della Natura”. Il grande ovale rosso che riempie la metà inferiore della foglia è evidentemente l’uovo dei Saggi. L’albero è un simbolo della crescita dei metalli sacri, poiché gli alchimisti affermavano che i metalli sono come le piante e crescono nelle rocce, diffondendo i loro rami (le vene) attraverso gli interstizi.

Foglio 11. La fonte è descritta come quella da cui sono estratti i due Mercurio dei Filosofi. In alto a sinistra è descritto il Mercurio bianco e a destra il Mercurio rosso. Il testo sulla fontana dichiara che Saturno raccoglie il Mercurio bianco, che è chiamato l’Acqua della Terra; e la Terra raccoglie il Mercurio rosso, che è chiamato l’Acqua del Cielo. Il testo a sinistra della rana recita: “Attraverso Colui che ha creato i Cieli e la Terra, io sono la Pietra Filosofale, e nel mio corpo porto qualcosa che è la ricerca saggia. Se un tale fascino si estrae da me, sarà un dolce ristoro per te Sono un animale che ha padre e madre, e padre e madre sono stati creati, e nel mio corpo sono contenuti i quattro elementi, e io sono prima del padre e della madre e io sono un animale velenoso “. Le righe a destra descrivono i processi di distillazione e calcinazione.

Foglio 12. Le tre parole in alto dicono: “Questa è la natura”. Le righe sopra l’asino dicono: “Questo è l’asino dei filosofi che desiderava dedicarsi alla pratica del filosofo”. Le tre righe sotto l’animale sono tradotte: “Le rane si riuniscono in moltitudini ma la scienza consiste di acqua limpida fatta dal Sole e dalla Luna”. Il testo sotto l’uccello simbolico è il seguente: “Questa è una fortuna con due ali, chiunque ha saputo che il frutto sarà prodotto in questo modo, un grande filosofo ha dimostrato che la pietra è un certo sole bianco, e per vederlo ha bisogno del Telescopio Per dissolverlo in acqua richiede il Sole e la Luna, e qui si devono aprire 200 telescopi, mettendo corpo e anima in una massa, e qui si perde la massa, altri saggi cucinano le rane e non aggiungono nulla, se il succo del Saggio che desideri godere. ” Per i greci la rana simboleggiava sia la metempsicosi che l’umidità terrestre.

Foglio 13. Questa pagina contiene solo due figure. Sulla sinistra c’è Morienus, il filosofo, che indica la salamandra che “vive e cresce nel fuoco”. Morienus, che nacque nel XII secolo, divenne il discepolo del grande alchimista arabo Adfar, dal quale apprese le arti ermetiche. Morieno preparò l’elisir filosofico per il sultano d’Egitto, inscrivendo il vaso in cui collocò la sostanza preziosa con le parole: “Chi possiede tutto non ha bisogno degli altri”. Trascorse molti anni da eremita vicino a Gerusalemme. Le righe al di sotto della salamandra recitano: “Lascia che il fuoco sia di un perfetto colore rosso, la terra bianca, l’acqua limpida, poi mescolali con mezzi filosofici e calcinali . Avendo fatto questo, avrai il tesoro più grande del mondo. ”

Foglio 14. Le tre parole nella parte superiore della pagina sinistra sono tradotte: “L’uomo che scava”. Sopra gli uccelli si afferma che solo i galli di Ermete, i due Mercurio, metteranno mano all’aratro, e solo dopo l’irrigazione la terra produrrà i suoi frutti. L’uomo seduto è il conte Bernardo di Treviso, che dice: “Lavora la terra con Mercurio”. (Vedere il capitolo dell’Alchimia e dei suoi esponenti.) Le tre frasi alla sinistra del conte dicono: “Vai al fuoco e con Mercurio, tuo fratello, aspettami per un mese. Sbriciola la pietra che ti ho dato e io andrò al fuoco La tua morte, la mia vita. Io morirò ma, vivendo, racconto delle opere di questo, mio maestro. ” Bernardo da Treviso nella sua speculazione alchemica sottolineava la necessità di meditare sugli scritti filosofici dei grandi adepti piuttosto che sulla sperimentazione chimica. Alla fine scoprì la “Pietra”.

Foglio 15. La prima frase recita: “Il frutto delle piante in virtù del Sole, la nostra Pietra”. Il ragazzo che tiene il piatto dice: “Bevete da qui assetati, vieni da me, corri verso le acque, bevi senza prezzo e bevi a sazietà, apri gli occhi e guarda le meraviglie della terra. ” Sotto il ragazzo ci sono le parole: “All’inizio Dio creò i Cieli e la Terra e separò le acque dalle acque. Benedici le acque che stanno sopra i Cieli”. Il cerchio contiene questa affermazione: “La terra senza forma e vuota. Dalle stelle arrivano le piogge”. Il pannello in basso a sinistra continua il processo alchemico, terminando con ammonizione per rinunciare alla miseria dell’esistenza terrena. Sopra c’è una preghiera alla Vergine Maria che si apre così: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore sia con te. Benedetta tu fra le donne”.

Foglio 16. La prima frase recita: “I corpi morti restano, gli spiriti sono liberati dalla morte dai corpi. Cavalcherai con quella morte con una falce, e la luce del Sole, della Luna e delle stelle fisse. ” Sopra la falce è scritto: “Soggetto al Sole, alla Luna e all’Azoto, completa l’Opera”. Le quattro parole nella curva della lama della falce dicono: “Testa di uomo, testa di corvo”. Le tre righe a destra sono interpretate così: “Questa figura si chiama Latone, perché sembra nera in un contenitore, ed è l’inizio della corruzione”. Il testo sotto la scala afferma: “Questa è la scala della materia primitiva che quando viene posta in un contenitore diventa nera, gradualmente cambia in bianco con la [scala] della digestione, in base al grado di calore.” Qui una scala è usata per indicare i passi naturali su cui la materia deve ascendere prima che possa raggiungere uno stato veramente spirituale.

Foglio 17. Il versetto in cima alla pagina recita: “Non solo questo materiale deve essere fissato, ma gli deve essere permesso di entrare in ogni cosa in modo che questo materiale possa essere ben completato e avere una virtù infinita. diventa allo stesso tempo tutto bianco, la sublimazione dal bianco diventa splendente. ” Sopra il sole ci sono le parole: “Dio e la natura non fanno nulla invano”. L’uomo a sinistra è una concezione medievale di Ermes, il grande filosofo egiziano; quello a destra è Christopher, il filosofo di Parigi. Sopra il secondo è scritto: “Se la Pietra è nera, non è inutile”. Le altre parole sono: “C’è aria, fuoco, acqua e terra”. Qui sotto è aggiunto: “Una dissoluzione del corpo è il primo passo.” Il curioso apparato chimico deve essere considerato puramente simbolico in questo lavoro e, come dice lo stesso autore, è inteso a dare solo un accenno dell ‘”Arte”.

Foglio 18. A sinistra con in mano un libro si trova Aristotele, che è descritto come il più sapiente di tutti i greci. L’albero sormontato dal sole e dalla luna. è accompagnato dalle frasi: “Quando la Pietra è morta, quella è cambiata in acqua, in questo produrrà fiori”. Sotto Aristotele e la figura umana prostrata da cui si innalza l’albero in fiore ci sono queste affermazioni: “Colui che fa scendere ogni cosa dal cielo alla terra, e poi ascende dalla terra al cielo, ha informazioni sulla Pietra, perché in Mercurio c’è qualcosa di saggio da cercare, non invocato se non per fermentarlo bianco o rosso. ” La prima parte di questa citazione è basata sulla Tavoletta Smeraldo di Hermes. Nell’uomo comune lo spirito viene assorbito dal corpo in modo figurato; ma nel vero filosofo, lo spirito è tanto aumentato nel potere che si assorbe in se stesso e si nutre del corpo fisico dell’uomo

Foglio 19. In alto si legge: “Colui che conoscera` questa figura sapra` della Pietra”. L’uomo seduto probabilmente rappresenta Paracelso. Alla sua destra sono le parole: “Io non sono né albero né animale, né pietra né vegetale, ma la Pietra Filosofale, calpestata dagli uomini, gettata nel fuoco da mio padre, e nel fuoco mi rallegro”. Le quattro parole a sinistra dicono “Nella secchezza è la pietra”. Sotto l’uomo c’è l’uovo filosofico che contiene le parole: “È la fine in cui riposa l’inizio”. La lettera maiuscola T sta per “Tintura”. Il testo alla destra afferma: “E` formata nella pietra, come Gerber scrive nel suo libro in modo molto istruttivo, e possiede così tanta natura che cambia in acqua viva e chiara, e ha il potere di rendere la gente ricca, soddisfatta e libera da tutte le preoccupazioni, così saranno sempre felici se raggiungeranno con il loro ingegno il segreto. ”

Foglio 20. Nella parte superiore è scritto: “Le piogge sono fatte da sei stelle”. Sotto l’uomo invertito si legge: “Ricevi nuovo spirito, alzati, perché sei addormentato”. Le due frasi sulla grande figura recitano: “Ricorda Mercurio, poiché cenere eri e alla cenere tornerai, ho sete e sono morto”. Sopra i sette globi a sinistra c’è l’ammonizione: “Se ha sete, dagli da bere e vivrà”. Sull’uomo piccolo è scritto: “Hermes, il padre dei filosofi”. La linea curva di scrittura a cui punta Hermes dice: “La misura della bevanda”. Sotto il piedistallo centrale appare: “La luce dei miei occhi è una lanterna ai miei piedi”. Sotto è aggiunto: “Se l’inizio è sconosciuto, il resto è sconosciuto.” Sopra la figura che sorge dalle fiamme sulla destra c’è l’affermazione: “È stato resuscitato dopo la nuova luna”, e sotto l’aquila: “Non volerai più lontano con me”.

Foglio 21. La riga superiore recita: “Due cose e doppio, ma finalmente uno è dissolto nel primo creando lo sperma”. Le quattro capitali. I A A A T, sono le lettere iniziali dei nomi degli elementi: Ignis, Aer, Aqua e Terra. La scritta sotto di loro recita: “Il nostro fuoco è acqua, se puoi dare fuoco al fuoco, fuoco e Mercurio saranno sufficienti”. Lungo il braccio compaiono le parole: “L’arte della pietra e`” e sul nastro: “Rapida, breve, brillante e rara”. Le due righe sotto il nastro dicono: “Ogni mano è una chiave, perché era chiamata erba celidonia”; sotto il sole: “Io sono il dono di Dio” Il versetto recita: “Per essere contento di tutte le cose, devo ascoltare attentamente, il mio corpo è nudo, pulito e splendente, e corro come un olio, splendente come l’oro brillante, e poi soccombo alla piaga nella sua piccola camera luminosa e allegra. ”

Foglio 22. Il verso in alto a sinistra è il seguente: “Questo gruppo è composto da tre pietre: lunare, solare e mercuriale. Nella lunare è bianco zolfo, nella solare, rosso zolfo, nella mercuriale, entrambi, cioè bianco e rosso, e questa è la forza di ogni istruzione. ” Nella bottiglia a sinistra ci sono le parole: “Dissoluzione, calcinazione, sublimazione completano l’istruzione”; e alla base: “Lavare, rapprendere e coagulare”. Sotto la torre centrale è scritto: “I sali metallici, tuttavia, sono nascosti da una lettera”; intorno al fondo del cerchio rosso: “Secchezza, freddezza, umidità, calore aridita`”. Sui punti sotto ci sono i nomi dei quattro elementi. L’iniziale, I A A T appare quattro volte con lo stesso significato di quello già dato. I tre poteri della Pietra Filosofale sono simboleggiati dalle teste dei cherubini nel cerchio nell’angolo in alto a sinistra.

Foglio 23. La scrittura in alto a sinistra è, in sostanza, la Preghiera del Signore, con l’aggiunta delle parole Gesù e Maria alla fine. Le parole invertite nello stendardo dicono: “Non puoi fare nulla senza di me, perché Dio ha promesso così, dicendo ‘Così sia.'” Il testo sotto l’angelo dice: “Con questa piaga sarà dannato chi sa che è morto tutto freddo in un corpo nero E questo sia il tuo primo conforto: allora brucerà fino alla calcinazione Quando lo avrò ridotto in questa parte, sappi per certo che sarò benedetto se saprò come coltivare il giardino. ” La parte principale del foglio è dedicato ad un elaborato disegno simbolico dell’equipaggiamento alchemico, sotto il quale si trovano le parole: “La fornace della distillazione, del congelamento, della rettifica, della perfezione, della fissazione: la quintessenza dei filosofi”. Con “quintessenza” dovrebbe essere intesa la “quinta essenza” dei più saggi.

Foglio 24. Le parole in alto dicono: “Io, l’uccello [l’adepto], parlo nelle orecchie del Sole, della Luna e di Azoth, l’opera è perfezionata con poco sforzo”. Il pannello a sinistra descrive la natura della materia primordiale e la bevanda dei filosofi. Il testo a destra recita: “Questo è il mio amato Figlio che ho visto e amato: se sarà risorto, rimarrà a casa, e in quella casa lo spirito sarà l’anima e il corpo, perché Mercurio può essere chiamato il figlio del Sole e della Luna. ” Sotto la figura del bambino si aggiunge: “Se non fosse morto, non avrei dovuto essere sua madre, lo ho portato alla morte prima che nascesse nel mondo, sotto i miei piedi ho quello che era suo, e fuori di me e mio Il Figlio e il fondamento dei miei piedi è fatto con la Pietra Filosofale “. In basso a sinistra i tre elementi costitutivi della Pietra sono mostrati sopra un piedistallo per indicare la loro dignità.

Foglio 25. Sopra la figura della Regina ci sono tre righe che dicono in sostanza, che l’inizio del libro era scritto su di lei che dai suoi seni materni nutriva il Sole, e che colui che era capace di convertire la materia in primordiale possedeva un’abilità rara. “Le montagne più alte dell’acqua” e “Io sono la luce dei filosofi”. A sinistra della regina è un monito per colpire i figli che lei porta. Si dichiara “la madre del sole, la sorella della luna, il servitore e la sposa di Mercurio”. A destra viene fatta esclamare: “Non posso essere incoronata se questi miei figli non diventano cenere”. I figli sono mostrati direttamente sotto. Continua a scrivere descrivendo il metodo con cui è preservare le essudazioni dalla sostanza.

Foglio 26. Questa pagina, che conclude quella parte del manoscritto ermetico con i simboli dell’Opera Segreta, contiene un numero di emblemi non direttamente correlati. Nella parte superiore è la testa del re – il più comune delle figure alchemiche. A destra del Re c’è un contenitore alchemico designato con il sigillo ermetico. Sotto è la testa di un uccello feroce, qui designato un grifone. A sinistra del Re c’è una figura senza testa che eleva un Sole o una faccia spirituale. Questa figura è il mondo, che deve essere senza testa, poiché la sua parte spirituale e razionale non è materiale e, di conseguenza, è invisibile. Di seguito è riportato un cerchio non accompagnato da argomenti descrittivi. Direttamente sotto la testa del re c’è un vaso di fiori, nel quale sorge la pianta dorata dei Filosofi. In fondo alla pagina c’è un equipaggiamento alchemico aggiuntivo, che viene anche definito un sigillo ermetico.

 

 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: La teoria e la pratica dell’alchimia (Seconda Parte)

Tutti i veri filosofi delle scienze naturali o ermetiche iniziano il loro lavoro con una preghiera al Supremo Alchimista dell’Universo, supplicando la Sua assistenza nel compimento della Grande Opera. La preghiera che segue, scritta in un tedesco provinciale secoli fa da un adepto ora sconosciuto, è rappresentativa: “O santa e altissima Trinità, Tu indivisa e triplice Unità! Fammi immergere nell’abisso del Tuo fuoco eterno e illimitato, perché solo quel fuoco può trasformare la natura mortale dell’uomo in umile polvere, mentre il nuovo corpo dell’unione salata giace nella luce Oh, scioglimi e trasmutami in questo tuo santo fuoco, così che il giorno al tuo comando le infuocate acque dello Spirito Santo mi estrarranno dalla polvere oscura, mi faranno nascere di nuovo e mi renderanno vivente con il Suo respiro. Possa anch’io essere esaltato attraverso l’umiltà del Tuo Figlio, alzandomi attraverso la Sua assistenza dalla polvere e dalle ceneri e trasformandomi in un puro corpo spirituale di colori arcobaleno come l’oro trasparente, cristallino, paradisiaco, che la mia stessa natura possa essere riscattata e purificata come gli elementi davanti a me in questi bicchieri e bottiglie. Diffondimi nelle acque della vita come se io fossi nella cantina dell’eterno Salomone. Qui il fuoco del Tuo amore riceverà nuovo combustibile e divamperà in modo che nessun flusso possa estinguerlo. Attraverso l’aiuto di questo fuoco divino, alla fine io possa essere trovato degno di essere chiamato all’illuminazione dei giusti. Possa io essere suggellato con la luce del nuovo mondo, affinché anch’io possa raggiungere l’immortalità e la gloria dove non ci sarà più alcuna alternanza di luce e oscurità. Amen.”

L’ORIGINE DELLA FORMULA ALCHEMICA

Apparentemente, solo pochi tra gli alchimisti medievali hanno scoperto il Grande Arcano senza aiuto, alcuni autori hanno dichiarato che nessuno di loro ha raggiunto la fine desiderata senza l’assistenza di un Maestro o un Insegnante. In ogni caso l’identità di questi Maestri è stata accuratamente nascosta, e anche durante il Medioevo speculazioni si diffusero a riguardo. Era consuetudine chiamare tali adepti illuminati, un titolo che indicava che possedevano i veri segreti della trasmutazione e della moltiplicazione. Questi adepti erano individui poliononimi che apparivano e scomparivano inaspettatamente, senza lasciare traccia di dove si trovassero. Ci sono indicazioni che esistesse un certo grado di organizzazione tra loro. Le più potenti organizzazioni alchemiche erano i Rosacrociani, gli Illuminati e alcune sette arabe e siriane.

Nei documenti che seguono, si fa riferimento ai “Fratelli”. Significa che coloro che avevano effettivamente realizzato La Grande Opera erano uniti e si conoscevano attraverso codici cifrati e segni o simboli segreti. Apparentemente un certo numero di questi adepti illuminati dimorava in Arabia, poiché molti dei grandi alchimisti europei furono iniziati in Asia Minore. Quando un discepolo delle arti alchemiche aveva appreso il segreto supremo, lo custodiva gelosamente, rivelando a nessuno il suo inestimabile tesoro. Non gli è stato permesso di rivelarlo nemmeno ai membri della sua famiglia.

Col passare degli anni, colui che aveva scoperto il segreto – o, più propriamente, colui a cui era stato rivelato – cercava un uomo più giovane degno di essere il nuovo possessore delle formule. A questo, e solo a questo, di regola, al filosofo veniva permesso di rivelare l’arcano. L’uomo più giovane divenne quindi il “figlio filosofico” del vecchio saggio, e per lui quest’ultimo lasciò in eredità i suoi segreti. Occasionalmente, tuttavia, un adepto, trovando un ricercatore sincero e serio, lo istruiva nei principi fondamentali dell’arte, e se il discepolo persisteva, veniva tranquillamente iniziato nell’augusta fraternità. In tal modo i processi alchemici furono preservati, ma il numero di coloro che li conoscevano non aumentò rapidamente.

Durante il sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo secolo un considerevole numero di adepti alchemici si fece strada da un posto all’altro in tutta Europa, apparendo e scomparendo a loro piacimento. Secondo la tradizione popolare, questi adepti erano immortali e si mantenevano in vita per mezzo della misteriosa medicina che era uno degli scopi dell’aspirazione alchemica. Si afferma che alcuni vissero per centinaia di anni senza mangiare cibo, bevendo un elisir, alcune gocce del quale avrebbero conservato la loro giovinezza per un lungo periodo di tempo. Che esistessero uomini così misteriosi ci possono essere pochi dubbi, poiché la loro presenza è attestata da decine di testimoni affidabili.

Si afferma inoltre che devono ancora essere trovati da coloro che si sono qualificati per contattarli. I filosofi hanno insegnato che il simile attrae il simile, e che quando il discepolo ha sviluppato una virtù e integrità accettabili gli adepti, gli appariranno e riveleranno quelle parti dei processi segreti che non possono essere scoperti senza tale aiuto. “La saggezza è come un fiore da cui l’ape produce il suo miele e il veleno del ragno, ciascuno secondo la sua propria natura.” (Di un adepto sconosciuto).

Il lettore deve tener presente in ogni momento che le formule e gli emblemi dell’alchimia devono essere presi principalmente come simboli allegorici; poiché fino a quando il loro significato esoterico non è stato compreso, la loro interpretazione letterale è senza valore. Quasi ogni formula alchemica ha un elemento omesso intenzionalmente, essendo deciso dai filosofi medioevali che coloro che non potevano con la propria intelligenza scoprire quella sostanza o processo mancanti non erano qualificati per ricevere segreti che potevano dare loro il controllo su grandi masse di umanità e allo stesso modo sottomettere alla loro volontà le forze elementali della Natura.

LA TAVOLA SMERALDINA DI HERMES

La più antica e più venerata di tutte le formule alchemiche è la sacra Tavola Smeralda di Hermes. Le autorità non sono d’accordo sulla genuinità di questa Tavola, alcuni dichiarano che si tratta di una frode post-cristiana, ma ci sono molte prove che, indipendentemente dal loro autore, sostenegono che la Tavola è molto antica. Mentre il simbolo della Tavola di Smeraldo è di speciale importanza massonica – in relazione con la personalità di Chiram (Hiram) – è prima e fondamentalmente una formula alchemica, che si riferisce sia all’alchimia dei metalli di base che all’alchimia divina di rigenerazione umana.

Nella collezione di manoscritti alchemici del Dr. Sigismund Bacstrom c’è una sezione dedicata alle traduzioni e interpretazioni di questa straordinaria Tavola, che era nota agli antichi come la Tabula Smaragdina. Il Dr. Bacstrom fu iniziato alla Confraternita della Croce Rosa sull’isola di Mauritius da uno di quegli adepti sconosciuti che a quel tempo si chiamavano Comte de Chazal. Le traduzioni e le note del Dr. Bacstrom sulla Tavola Smeralda sono, in parte, come segue, il testo reale riprodotto in lettere maiuscole:

“La tavola di smeraldo, il monumento più antico dei caldei sul Lapis Philosophorum (la pietra dei filosofi).

“La Tavola di Smeraldo ci fornisce l’origine della storia allegorica del Re Hiram (o Chiram). I Caldei, gli Egiziani e gli Ebrei in ciò che riguarda Chiram hanno preso le loro conoscenze da una stessa fonte: Omero

LA CHIAVE DI ALCHIMIA SECONDO GLI EGIZIANI.

Da Œdipus Ægyptiacus di Kircher.

I sacerdoti dell’Egitto non solo usavano lo scarabeo come simbolo di rigenerazione, ma scoprivano anche nelle sue abitudini molte analogie con il processo segreto attraverso il quale i metalli di base potevano essere trasformati in oro. Hanno visto nell’uovo dello scarabeo il seme dei metalli, e la figura sopra mostra il percorso di questo seme attraverso i vari corpi planetari fino a quando, raggiungendo finalmente il centro, si perfeziona e poi ritorna alla sua fonte. Le parole nella spirale in alto dicono: “Il progresso a spirale dello spirito mondano”. Dopo che lo scarabeo si è fatto strada intorno alla spirale verso il centro della parte inferiore della figura, ritorna al mondo superiore lungo il sentiero con le parole: “Il ritorno dello spirito al centro dell’unità”.

La conoscenza delle operazioni segrete della Natura costituisce il senso principale di tutti questi antichi scritti, ma l’ignoranza ne ha fatto da cornice tanto che la mitologia esterna o velata e il popolino lo hanno trasformato in idolatria.

“La traduzione:

“LE SEGRETE OPERE DI CHIRAM UNO NELL’ESSENZA, MA TRINO NELL’ASPETTO.

“(Chiram Telat Machasot, cioè Chiram l’Agente Universale, Uno in Essenza ma tre in aspetto.)

‘È VERO, NESSUNA MENZOGNA  E` INTERDIPENDENTE, IL SUPERIORE CONCORDA CON L’INFERIORE E L’INFERIORE CON IL SUPERIORE, COME EFFETTO DI UN UNICO E MERAVIGLIOSO LAVORO. IN QUANTO TUTTE LE COSE, ESISTONO GRAZIE ALLA VOLONTÀ DELL’UNICO,  IL PADRE DI QUELLA SOLA COSA È IL SOLE, SUA MADRE È LA LUNA, IL VENTO LO TRASPORTA NEL SUO VENTRE; MA LA SUA LEVATRICE È UNA TERRA SPIRITUALE. QUELLA SOLA COSA (dopo Dio) È IL PADRE DI TUTTE LE COSE DELL’UNIVERSO. LA SUA POTENZA È PERFETTA, DOPO CHE È STATA UNITA AD UNA TERRA SPIRITUALE.

“(Processo – Prima distillazione). SEPARARE QUESTA TERRA SPIRITUAL:E DAL DENSO O GREZZO MEDIUM TRAMITE UN CALORE GENTILE, CON MOLTA ATTENZIONE.

“(Ultima digestione.) IN GRANDE MISURA, ASCENDE DALLA TERRA FINO AL CIELO, E SCENDE DI NUOVO, SULLA TERRA, E IL SUPERIORE E L’INFERIORE SONO AUMENTATI IN POTENZA. L’Azoth sale dalla Terra, dal fondo del Vetro, e ridiscende in venature e gocce nella terra e con questa circolazione l’azoth è sempre più subtilizzato, volatilizza Sol e porta con sé gli atomi solari volatilizzati e diventa quindi un azoth solare, ovvero il nostro terzo, e autentico Mercurio Sofico, e questa circolazione del Sole Azoth deve continuare finché non cessa da se, e la Terra ha risucchiato tutto dentro, quando diventa musa della materia scura nera, il Rospo [le sostanze nella storta alchemica e anche gli elementi inferiori nel corpo dell’uomo], che indica la completa putrefazione o la morte del composto.

“DI QUESTA VOLONTÀ PARTECIPANO GLI ONORI DI TUTTO IL MONDO. Senza dubbio la materia scura e nera diventerà necessariamente Bianca e Rossa, e la Rossa essendo stata portata alla perfezione, in medicina e nei Metalli, è quindi pienamente capace di preservare il mentem sanam in corpore sano fino al periodo naturale della vita e ci promette ampie possibilita, in infinito moltiplicabili, come l'essere benevoli e caritatevoli senza alcuna diminuzione delle nostre risorse inesauribili, si potrebbe chiamare a ragion veduta la Gloria [onori] di Tutto Il mondo, così come lo studio e la contemplazione dell’LP [Lapis Philosophorum], armonizzandosi con le Verità divine, eleva la mente a Dio, nostro Creatore e Padre misericordioso, e se Egli ci permette di possederlo dovra praticamente eliminare il principio stesso dell’Avidità, dell’Invidia e delle inclinazioni malvagie, e il nostro cuore si sciogliera` nella gratitudine verso colui che è stato così gentile con noi! Quindi i filosofi dicono con grande verità, che l’LP o trova un uomo buono o ne trasforma uno.

“E LA TENEBRA VOLERÀ DA QUI. Rinvigorendo gli Organi che l’Anima usa per comunicare con gli oggetti esterni, l’Anima deve acquisire maggiori poteri non solo per il concepimento ma anche per la conservazione, e quindi se desideriamo ottenere ancora più conoscenza, e degli organi e delle sorgenti segrete della vita fisica meravigliosamente rafforzate e rinvigorite, l’Anima deve acquisire nuovi poteri per concepire e conservare, specialmente se preghiamo Dio per la conoscenza e confermiamo le nostre preghiere mediante la fede, tutta l’oscurità deve svanire naturalmente..

“QUESTA E ‘ LA FORZA DI TUTTI I POTERI Il L. P. e` positivamente in possesso di tutte le Potenze nascoste nella Natura, non per la distruzione ma per l’esaltazione e la rigenerazione della materia, nei tre Dipartimenti della Natura.

“CON ESSO SARAI IN GRADO DI SUPERARE TUTTE LE COSE E DI TRANSMUTARE

TUTTO CIO` CHE E` SOTTILE (☉☽) E QUELLO CHE E` PIU` DENSO  (♃♄ ♀ ♂ ☿ )  Esso conquisterà ogni cosa sottile, naturalmente, poiché rimodella l’Ossigeno più subdolo nella sua stessa Natura infuocata e con più potere, penetrazione e virtù, in un rapporto dieci volte superiore, ad ogni moltiplicazione, e ogni volta in un periodo molto più breve, fino a quando il suo potere diventa cosi` incalcolabile, che la potenza moltiplicata penetra anche [supera] ogni cosa solida, come l’oro e l’argento invincibili, l’altrimenti inalterabile mercurio, i cristalli e i flussi di vetro, a cui è in grado di dare durezza e fissità naturali, come Philaletha attesta, ed è dimostrato da un diamante artificiale, ai tempi di mio padre, in possesso del principe Lichtenstein a Vienna, valutato a cinquecento mila ducati,ottenuto dal Lapis [Pietra filosofale].

“IL MONDO VENNE CREATO IN QUESTO MODO, LE DISPOSIZIONI PER SEGUIRE QUESTA STRADA SONO NASCOSTE, PER QUESTO MOTIVO, SONO CHIAMATO CHIRAM TELAT MECHASOT, UNO IN ESSENZA, MA TRE IN ASPETTO, IN QUESTA TRINITÀ È NASCOSTA LA SAGGEZZA DI TUTTO IL MONDO. Si pensa che Ermete fosse Mosè o Zoroastro, altrimenti Ermete significa Serpente, e il Serpente era un Emblema di Conoscenza o Saggezza. Il Serpente si incontra ovunque tra i Geroglifici degli antichi Egizi , così è il Globo con le Ali, il Sole e la Luna, i Draghi e i Grifoni, per cui gli Egizi denotavano la loro sublime conoscenza del Lapis Philosophorum

“FINISCE ADESSO, QUELLO CHE HO DETTO RIGUARDO GLI EFFETTI DEL SOLE, FINE DELLA TABULA SMARAGDINA. Quello che ho detto o insegnato del Lavoro Solare, ora è finito. Il seme perfetto, adatto alla moltiplicazione.

“Questa lo so è riconosciuta come la vera Tabula Smaragdina Hermetis”.

UNA LETTERA DEI FRATELLI DELLA R. C. (ROSE CROCE)

Sebbene Eugenio Filalete abbia negato l’appartenenza alla Fraternità Rosacrociana, si crede che per diversi anni sia stato a capo di quell’Ordine. In un piccolo lavoro chiamato Lumen de Lumine, o Una nuova luce magica scoperta e comunicata al mondo, pubblicato a Londra nel 1651, Eugenio Filalete ci fa partecipi di una lettera notevole, presumibilmente dall’ordine rosacrociano. Assieme alla lettera è una figura emblematica che presenta in forma simbolica i processi e le formule della Pietra Filosofale. Questa epistola è un eccellente esempio del sistema rosacrociano di combinare speculazioni teologiche astratte con formule chimiche concrete. Con l’aiuto del materiale contenuto in varie parti del presente libro lo studente farebbe bene a darsi il compito di risolvere l’enigma contenuto in questo geroglifico.

“Una lettera dei fratelli della R. C. riguardante l’invisibile, magico monte e il tesoro ivi contenuto.

“Ogni uomo desidera naturalmente una superiorità, avere tesori di oro e argento [intelletto e anima], e sembrare grandi agli occhi del mondo: Dio infatti ha creato tutte le cose per l’uso dell’uomo, affinché potesse dominarle, e riconoscere in essa la singolare bontà e onnipotenza di Dio, rendergli grazie per i suoi benefici, onorarlo e lodarlo, ma non c’è uomo capace di prendersi cura di queste cose, se non trascorrendo le sue giornate pigramente, ne godrebbe senza alcun precedente lavoro e pericolo, né cercherebbe quel luogo dove Dio li ha custoditi, Chi si aspetta che l’uomo li cerchi là, a quelli che cercano Egli darà. Ma non c’è nessuna fatica per un possesso in quel luogo, e quindi queste ricchezze non si trovano: poiche` la via verso questo luogo, e il luogo stesso sono rimasti sconosciuti per molto tempo, e sono nascosti dalla maggior parte del mondo, ma nonostante sia difficile e faticoso  scoprirli, dovrebbero essere comunque ricercati.

“Ma non è volontà di Dio nascondere nulla a coloro che stanno con lui, e quindi in questa ultima epoca, prima che il giudizio finale giunga, tutte queste cose devono essere manifestate a coloro che sono degni: come lui stesso disse in un certo luogo: non c’è nulla di nascosto che non sara` rivelato. Quindi, essendo mossi dallo Spirito di Dio, dichiariamo la volontà di Dio al mondo, sapendo che la maggior parte degli uomini la insulta o la disprezza o che rinuncia allo Spirito di Dio, si aspettano che soddisfiamo le loro proposte, supponendo che immediatamente insegneremo loro come creare l’oro con l’arte, o doneremo loro ampi tesori, con cui potranno vivere pomposamente in maniera spavalda, facendosi guerre, trasformandoli in usurai, in ghiottoni e in ubriaconi, vivendo senza scrupoli e contaminando tutta la vita con molti altri peccati, tutto ciò che è contrario alla volontà benedetta di Dio. Questi uomini avrebbero dovuto imparare da quelle dieci vergini (dove 5 di esse chiesero spavaldamente olio dalle lampade delle altre 5 piu` sagge).

“È opportuno che ogni uomo lavori per questo tesoro con l’aiuto di Dio e della sua ricerca e dell’industria. Possiamo tuttavia capire le intenzioni perverse di questi individui dai loro stessi scritti, grazie lla singolare grazia e rivelazione di Dio. Noi ci tappiamo le orecchie e ci chiudiamo in noi stessi, per evitare i muggiti e gli ululati di quegli uomini che invano gridano per l’oro, e quindi, invero, ci marchino con infinite calunnie, che nonostante non ci tocchino, Dio punira` a tempo debito.

“C’è una montagna situata in mezzo alla terra, o al centro del mondo, che è sia piccola che grande, è morbida, e allo stesso tempo dura e sassosa, è lontana e vicina, ma grazie alla Provvidenza divina, invisibile, in essa sono nascosti molti tesori, che il mondo non è in grado di valutare. Questa montagna per invidia del diavolo, che si oppone sempre alla gloria di Dio e alla felicità dell’uomo, è circondata da bestie molto crudeli e altri uccelli famelici, che rendono la via tanto difficile quanto pericolosa, e quindi fino ad ora, perché il tempo non è ancora giunto, la via per essa non si può cercare né scoprire, ma ora la strada puo` essere trovata da coloro che sono degni.

“Su questa montagna andrai in una certa notte, la più lunga e oscura, preparandoti con la preghiera Insisterai sulla via che porta alla montagna, ma non chiederai a nessun uomo dove si trova la via: segui solo la tua guida, che si offrirà a te e ti incontrerà lungo il cammino ma non la conoscerai Questa guida ti porterà sulla montagna a mezzanotte, quando tutte le cose sono silenziose e buie. è necessario armarsi di un coraggio eroico risoluto, per fronteggiare le cose che accadranno, ed evitare di retrocedere nel proprio percorso. Non hai bisogno di alcuna spada, né di altre armi corporee, invoca solo Dio sinceramente e cordialmente.

“Quando hai scoperto la montagna, il primo miracolo che apparirà è questo: un vento molto forte, che farà tremare la montagna e distruggerà le rocce a pezzi. Incontrerai anche leoni e draghi e altre bestie terribili ma non temere nessuna di queste cose, sii risoluto. Per quanto riguarda il tesoro, non è ancora stato scoperto ma è molto vicino Dopo questo vento arriverà un terremoto che rovescerà quelle cose che il vento ha lasciato e renderà tutto piatto, ma assicurati di non cadere.

“Il terremoto è passato, seguirà l’incendio, che consumerà l’immondizia terrena, e scoprirà il tesoro, ma ancora non puoi vederlo. Dopo tutte queste cose e vicino allo spuntar del giorno ci sarà una grande calma, e vedrai la Stella del Giorno sorgere in prossimita` dell’alba, e tu vedrai un grande tesoro. La cosa più importante in esso, e la più perfetta, è una certa tinta esaltata, con la quale il mondo potrebbe essere tinto e trasformato in oro puro.

“L’uso di questa tintura, ti renderà giovane quando sarai vecchio, e non percepirai alcuna malattia in nessuna parte del tuo corpo. Con questa tintura troverai anche perle di elevatissima eccellenza, ma accontentati di ciò che la tua Guida ti comunicherà. Loda Dio in modo perpetuo per questo Suo dono, e abbi una cura speciale non usandolo per orgoglio, ma giustamente e goditelo così, come se non ce l’avessi, vivi una vita calma e stai attento a tutti i peccati, altrimenti la tua Guida ti abbandonerà, e tu sarai privato di questa felicità, poiché, conoscendo questa verità, chiunque abuserà di questa tintura e vivrà non esemplarmente, puramente e devotamente davanti agli uomini, perderà questo beneficio e, in mancanza di ogni speranza, non potra` mai più di recuperarlo in seguito “.

Se, come credono i trascendentalisti, le iniziazioni alla Fraternità della Rosa Croce sono state date nei mondi invisibili che circondano e compenetrano l’universo visibile, non è al di là della gamma di possibilità che questa allegoria debba essere considerata alla luce di un’iniziazione rituale così come di una formula alchemica.

Come è stato notato, è difficile ottenere una formula completa per qualsiasi operazione alchemica. Quella presentata qui è la più completa tra quelle disponibili. La raccolta dei raggi e delle energie dei corpi celesti come precipitati nella rugiada è un processo che Paracelso ha usato con grande successo. Ricorda sempre che questi processi sono solo per coloro che sono stati debitamente istruiti nell’arte segreta.

“UNA VERA RIVELAZIONE DELL’OPERAZIONE MANUALE PER LA MEDICINA UNIVERSALE COMUNEMENTE CHIAMATA ‘LA PIETRA FILOSOFALE’. Dal celebre filosofo di Leida, come attestato sul suo letto di morte con il suo stesso sangue, Anno Domini 1662. Al mio cugino e figlio amorevole, il vero filosofo ermetico …

“Caro cugino e figlio amorevole:

“Sebbene avessi deciso di non dare mai per iscritto a nessuno il segreto degli antichi saggi, poiche` provo un affetto particolare per te, e specialmente perché questa vita temporale è breve, e l’arte è molto oscura e potresti avere problemi ad ottenere il risultato voluto:

“Ti scongiuro con la mano e la bocca;

“Primo, che ti tenga lontano da tutte le persone malvagie, lussuriose e criminali.

“Secondo, non esaltare te stesso in alcun modo.

“Terzo: cerca di far progredire l’onore del tuo Creatore di tutte le cose e il bene del tuo prossimo, preservalo sacro che il tuo Signore non abbia motivo di lamentarsi di te nell’ultimo giorno.

“IL PROCESSO – Nel nome di Dio, prendi il sale più puro e più pulito, sale marino, che e` fatto dal sole stesso, viene portato qui dalla Spagna, (ho usato sale che proveniva da St. Uber) lascia che si asciughi in una stufa calda, macinalo in un mortaio di pietra, il più fine possibile facendolo diventare una polvere facile da sciogliere e assorbire dalla nostra acqua-rugiada, che e` possibile raccogliere nei mesi di maggio o giugno: quando la luna è piena, osserva quando la rugiada cade con un vento da est o sud-est. Poi, devi avere dei bastoni alti circa un piede e mezzo sopra il terreno. posa su questi bastoni quattro piastre quadrate di vetro e, mentre la rugiada cade, essa si raccoglie sul vetro, quindi fate in modo che i recipienti di vetro siano pronti, lasciate che la rugiada scenda dai lati dei vetri nei vostri vasi. Fai questo finché non ne hai abbastanza. La Luna piena è un buon momento dopo sarà dura. ”

I raggi solari portano con sé zolfo solare: il Fuoco Divino. Questi raggi sono cristallizzati per contatto con

L’INVISIBILE MONTAGNA MAGICA.

Dal Lumen de Lumine di Phililethales.

Nella pagina 24 di Lumen de Lumine, Eugenio Filalete descrive la montagna magica come segue:

“Questo è quel tipo magico emblematico, che Thalia mi ha consegnato nella Guiana invisibile.La prima e la parte superiore di esso rappresenta le Montagne della Luna.I filosofi le chiamano comunemente le Montagne dell’India, sulle cui cime crescono i loro segreti e la famosa Lunaria: è un’erba facile da trovare, ma [per il fatto] che gli uomini sono ciechi si rivela e brilla dopo la notte come una perla. La terra di queste montagne è molto rossa e morbida al di là di ogni espressione.È piena di rocce cristalline , che i filosofi chiamano il loro vetro e la loro pietra, Di queste montagne parla Hali l’arabo, uno scrittore giudizioso eccellente: “Vai, figlio mio, alle montagne dell’India, e alle loro caverne, e prendi da là le nostre pietre preziose che si sciolgono nell’acqua, quando sono mescolate con esse. Sono posti molto pericolosi dopo la notte, perché sono infestati dai fuochi e da altre strane apparizioni, (come mi dicono i Magi) da certi spiriti, che si dilettano lascivamente con lo sperma del mondo e imprimono la loro immaginazione, producendo generazioni fantastiche e mostruose. L’accesso e il pellegrinaggio a questo luogo, con le difficoltà che li accompagnano, sono descritti fedelmente e magistralmente dai Fratelli della R.C. “

I raggi lunari. I raggi solari sono anche raggiunti dalle emanazioni che si riversano verso l’alto dalla superficie terrestre e sono quindi ulteriormente cristallizzati in una sostanza parzialmente tangibile, che è solubile in acqua pura. Questa sostanza è la “Montagna Magica della Luna” a cui si fa riferimento nella lettera R.C. La cristallizzazione dei raggi solari e lunari nell’acqua (la rugiada) produce la terra vergine – una sostanza pura, invisibile, non contaminata dalla materia. Quando i cristalli della terra vergine sono bagnati, appaiono verdi; quando asciutti, bianchi.

Von Welling formula un suggerimento per l’estrazione della vita solare dall’acqua stagnante, ma è reticente sia nel nominare l’essenza estratta sia per quanto riguarda i vari processi attraverso i quali deve passare per essere raffinata e aumentata in potenza. Il suo suggerimento, tuttavia, è sia prezioso che insolito:

“Prendi dell’acqua dolce e pulita e chiudila in una bottiglia grande, lasciandone circa un quarto vuoto. Posiziona la bottiglia sotto il sole per alcune settimane finché non marcisce, mostrando una precipitazione sul fondo.Questa precipitazione, se opportunamente manipolata dalla distillazione, produce un olio chiaro, ardente, i cui costituenti e il cui uso sono noti solo ai saggi “.

Il filosofo di Leida continua: “Ora quando hai abbastanza della tua rugiada, sigilla i contenitori, e mantienila finché non la usi, che nessuno dei suoi spiriti possa evaporare, cosa che potrebbe facilmente accadere. tienila lontana da fonti di calore, altrimenti lo spirito sottile si leverà e sparirà, cosa che non succederà se dopo aver riempito i contenitori di rugiada, li chiuderai con la cera.

“Ora, nel Nome di Dio, prendi quest’acqua di Rugiada, mettila in un bicchiere pulito quindi aggiungici un po ‘ del tuo sale in polvere, e continua a metterlo dentro fino a quando L’acqua di rugiada non sara` iu` in grado di dissolvere il sale o finché il sale non si dissolverà per quattro giorni,. Di questa acqua composta, prendi una libbra e mezza, e mettila in una fiala rotonda con un collo corto, riempila con acqua e legala con un buon liuto, una coperta e una storta che si adatta bene, affinché lo spirito sottile e vivo della rugiada possa non bruciare, perché se l’anima del sale non venisse risvegliata, l’opera non potrebbe essere portata a termine. Lascia che il liuto si asciughi bene da sé, e mettilo nella fornace di BM per putrefare con un fuoco lento e lascialo digerire per quaranta giorni o cinquanta, e che il fumo dell’acqua sia continuamente attorno ad esso, e tu vedrai La tua materia diventare nera, che è un segno della sua putrefazione.

“Non appena lo hai tirato fuori, prepara la tua fornace asciutta. Metti il ​​tuo bicchiere con la materia in un globo interno per coagulare, dagli un lento grado di fuoco, continua ugualmente per dodici o quindici giorni, e la tua materia comincera` a coagulare e ad attaccarsi intorno al tuo bicchiere come un sale grigio, che appena vedrai e prima che passino due giorni, dovrai diminuire il fuoco affinché si raffreddi lentamente, quindi preparate la fornace in putrefazione come prima. in esso e date lo stesso grado di fuoco di prima. Lasciate riposare per dodici giorni, e di nuovo vedrete le stesse reazioni accadute in precedenza ma facendo sempre attenzione al fattoche il liuto e il tuo bicchiere non siano danneggiati. Quando metti il ​​bicchiere nella fornace in putrefazione, fai attenzione che il collo del tuo bicchiere sia coperto da un tappo di legno o di vetro che si adatta esattamente, al fine che l’umidità dell’acqua non arrivi ad esso.

“Quando lo vedi nero appoggia il tuo bicchiere come prima per coagulare e quando inizia a essere di un colore grigiastro e biancastro, impostalo una terza volta per la putrefazione e la coagulazione per una quinta volta, finché non vedrai che la tua acqua è pulita, cristallina e chiara, e appare nella sua Calcinazione di un bianco fine come la neve, quindi viene preparata e diventa un sale fisso che si scioglie su una lastra d’argento calda come la cera, ma prima di impostare questo sale, mettila di nuovo [nella] fornace della putrefazione, lasciala poi raffreddare, apri il tuo Bicchiere e scoprirai che la tua Materia e` diminuita di un terzo, ma invece della tua precedente Acqua Salata avrai una Acqua dolce e molto penetrante che i Filosofi hanno nascosto sotto nomi meravigliosi – È il Mercurio di tutti i veri Filosofi, l’Acqua da cui proviene l’Oro e l’Argento, perché dicono che suo Padre è Oro e sua Madre è Argento.

“Prescrizione. 5 Gocce di questa Acqua rafforzano la comprensione e la memoria, e ci aprono alle cose più meravigliose e dolci, di cui nessun uomo ha mai sentito, e di cui non oso scrivere ulteriormente, a causa del Giuramento fatto con Dio. Il tempo e l’uso santo di questa Acqua benedetta ti insegneranno, a percepire come tutti  i poteri della creazione stiano lavorando per te. Le arti segrete si apriranno a te come in un sogno, ma la cosa più eccellente di tutte è, che imparerai perfettamente a conoscere tutte le creature nella loro Natura, e per mezzo di ciò, la vera comprensione di Dio, il Creatore di noi, il Cielo e della Terra, come Davide e Mosè e tutti i Santi di Dio, poiché la saggezza della nostra fonte d’acqua viva ti istruirà come fece con Salomone e i Fratelli della nostra fraternità “.

Nel suo raro trattato sul sale, sullo zolfo e sul mercurio, von Welling rivela un segreto: non generalmente rivelato negli scritti alchemici, vale a dire che gli alchimisti erano interessati non solo alla trasmutazione dei metalli ma avevano un sistema cosmologico e filosofico completo basato sulla Qabbalah .

Secondo von Welling, il sale universale (in forma acquosa) è una cura positiva per tutti i disturbi fisici dell’umanità; è in ogni cosa vivente, ma e` piu` facile da ottenere da determinate cose rispetto che da altre: specialmente è vero per la terra vergine; il solvente universale, l’alkahest. Lo stesso scrittore afferma anche che nelle prime fasi della sua preparazione questo sale curerà tutte le malattie del cuore. Il filosofo anonimo di Leida continua:

“Ora procederai ulteriormente con la nostra acqua benedetta all’intenzione di preparare una Tintura per metalli, ascolta mio Figlio …

“Prendi il NOME del Signore, della tua Acqua Paradisiaca, dell’Acqua celeste di Mercurio, mettilo in un bicchiere in modo che si dissolva, e mettilo tra le ceneri calde, quindi prepara oro ben purificato per il rosso, o argento per l’elisir bianco, perché in entrambi i processi sono uguali. Lascia che il tuo oro o argento sia battuto sottile come foglie d’oro, gettalo per gradi nel tuo bicchiere e dissolvilo, bicchiere che contiene la tua Acqua benedetta, come hai fatto all’inizio con il tuo Sale, e si scioglierà come Ghiaccio in Acqua Calda, e continuerai a farlo finché il tuo Oro o Argento non risiederà quattro giorni senza dissolversi, Poi metti questa dissoluzione come prima in un bicchiere rotondo, riempilo per due terzi di pezzi, sigillalo ermeticamente come prima, lascia che il Sigillum si asciughi bene, mettilo nella fornace del Balneum Vapori, accendi un fuoco e lascialo rimanere per quaranta giorni come in precedenza, allora l’oro o l’argento si dissolveranno radicalmente che genereranno il nero piu` profondo che tu abbia mai visto, fai in modo che l’altro forno di essiccazione sia pronto. ”

Continua: “I filosofi dicono che non esiste una vera soluzione del corpo senza una coagulazione procedurale dello spirito, poiché sono intercambiabilmente mescolati in una giusta proporzione, per cui l’essenza corporale diventa di natura spirituale penetrante.” D’altra parte, l’incomprensibile spirituale la virtù essenziale è anche resa corporea dal fuoco, perché tra loro si crea una relazione stretta, come se i cieli operassero fino alla profondità della Terra, e producendo da lì tutti i tesori e le ricchezze del mondo intero.

In conclusione, la lettera afferma: “Vai a lavorare come ho fatto prima di te, temendo Dio, ama il tuo prossimo dal profondo della tua Anima sinceramente. Così sarà nell’operazione Manuale,  quando sei al lavoro in esso molti dei nostri fratelli si riveleranno a te, del nostro santo ordine, in privato, poiché io, da parte mia, l’Eterno Dio scrisse la verità che ho scoperto con la preghiera e scrutando nella Natura, che lavoro ho visto con i miei occhi e con le mie mani estratte, perciò anch’io ho sottoscritto questo Testamento con il mio sangue, l’ultimo giorno della mia vita sul mio letto di morte, Actum Leida, 27 marzo 1662. ”

 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: La teoria e la pratica dell’alchimia (Prima Parte)

L’alchimia, l’arte segreta della terra di Khem, è una delle due scienze più antiche conosciute al mondo. L’altra è l’astrologia. Gli inizi di entrambe si estendono nell’oscurità dei tempi preistorici. Secondo i primi registri esistenti, l’alchimia e l’astrologia erano considerate come divinamente rivelate all’uomo, in modo che con il loro aiuto egli potesse riguadagnare i suoi poteri perduti. Secondo antiche leggende preservate dai Rabbini, l’angelo alle porte dell’Eden istruì Adamo nei misteri della Qabbalah e dell’alchimia, promettendo che quando la razza umana avesse dominato a fondo la saggezza segreta nascosta in queste arti, la maledizione del frutto proibito sarebbe stata rimossa e l’uomo avrebbe potuto di nuovo entrare nel Giardino del Signore. Quando l’uomo si mise addosso “cappotti di pelle” (corpi fisici) al momento della sua caduta, queste scienze sacre furono portate nei mondi inferiori incarnate in veicoli densi, attraverso i quali le loro nature spirituali trascendentali non potevano più manifestarsi. Pertanto sono state considerate come morte o perse.

Il corpo terreno dell’alchimia è la chimica, perché i chimici non si rendono conto che metà del Libro della Torah è nascosto per sempre dietro il velo di Iside (vedi i Tarocchi), e che finché studieranno solo gli elementi della materia potranno al massimo scoprire una metà del mistero. L’astrologia si è cristallizzata nell’astronomia, i cui esponenti ridicolizzano i sogni degli antichi veggenti e saggi, deridendo i loro simboli come prodotti privi di significato della superstizione. Tuttavia, l’intellighenzia del mondo moderno non potra` mai passare attraverso il velo che divide il visibile dall’invisibile se non nel modo designato – i Misteri.

Cos’è la vita? Cos’è l’intelligenza? Cos’è la forza? Questi sono i problemi a cui gli antichi, per trovare la soluzione, hanno consacrato i loro templi di apprendimento. Chi potra` dire che non hanno risposto a quelle domande? Chi riconoscerebbe le risposte se fornite? È possibile che sotto i simboli dell’alchimia e dell’astrologia si nascondesse una saggezza così astrusa che la mente di questa razza non è in grado di concepire i suoi principi?

I caldei, i fenici e i babilonesi avevano familiarità con i principi dell’alchimia, come molte delle prime razze orientali. E ‘ stata praticata- in Grecia e Roma; era la scienza principale degli egiziani. Khem era un antico nome per la terra d’Egitto; e entrambe le parole alchimia e chimica sono un richiamo perpetuo alla priorità della conoscenza scientifica dell’Egitto. Secondo gli scritti frammentari di quei primi popoli, l’alchimia non era per loro un’arte speculativa. Credevano implicitamente nella moltiplicazione dei metalli; e di fronte alle loro reiterazioni, sia lo studioso che il materialista dovrebbero essere più gentili nella loro considerazione dei teoremi alchemici. Gli evoluzionisti tracciano lo sviluppo delle arti e delle scienze attraverso la crescente intelligenza dell’uomo preistorico, mentre altri, da un punto di vista trascendentale, amano considerarli come rivelazioni dirette di Dio.

Sono state avanzate molte soluzioni interessanti per l’enigma dell’origine dell’alchimia. Uno è che l’alchimia fu rivelata all’uomo dal misterioso semidio egizio Ermete Trismegisto. Questa figura sublime, incombente nella notte dei tempi e con in mano lo Smeraldo Immortale, è accreditato dagli egiziani come l’autore di tutte le arti e le scienze. In onore suo tutte le conoscenze scientifiche erano riunite sotto il titolo generale di Arti Ermetiche. Quando il corpo di Ermes fu sepolto nella Valle di Ebron (o Hebron), il divino Smeraldo fu sepolto con esso. Molti secoli dopo, lo smeraldo fu scoperto – secondo una versione, da un iniziato arabo; secondo l’altro, da Alessandro Magno, re di Macedonia. Per mezzo del potere di questo Smeraldo, su cui si trovavano le misteriose iscrizioni del Tre Volte Grande Ermete – tredici frasi in tutto – Alessandro conquistò tutto il mondo allora conosciuto. Non avendo conquistato se stesso, tuttavia, alla fine fallì. A prescindere dalla sua gloria e potenza, Alessandro mori` nel mezzo del suo trionfo. (Ci sono voci persistenti sul fatto che Alessandro fosse un iniziato di alto livello che fallì a causa della sua incapacità di resistere alle tentazioni del potere).

EY Kenealy, citando il Cosmodromium del dottor Gobelin Persona, descrive l’incidente di Alessandro e degli alberi parlanti, alla presenza dei quali, il re di Macedonia fu portato mentre era in campagna in India: “E ora Alessandro ha marciato in altri luoghi ugualmente pericolosi: un tempo sopra le cime delle montagne, in un altro attraverso le buie vallate, in cui il suo esercito fu attaccato da serpenti e animali selvatici, finché dopo trecento giorni arrivarono in una montagna molto piacevole, ai cui fianchi pendevano catene o corde d’oro: questa montagna aveva duemilacinquanta gradini fatti di zaffiro purissimo, con il quale si poteva salire fino alla vetta, e vicino ad essi Alessandro si accampò. E in un giorno, Alessandro con i suoi dodici principi, saliti i gradini sopra la cima della montagna, e vi trovarono un palazzo meravigliosamente bello, con dodici porte e settanta finestre dell’oro più puro, ed era chiamato il palazzo del sole, e vi era dentro un Tempio tutto d’oro, davanti alle cui porte c’erano alberi di vite che portavano mazzi di carbonchi e perle, e Alessandro ed i suoi Principi erano entrati nel Palazzo, dove trovarono un Uomo disteso su un letto d’oro; era molto bello e imponente, e la sua testa e la sua barba erano bianche come la neve. Allora Alessandro e i suoi principi piegarono il ginocchio al Saggio che disse così: “Alessandro, vedrai ora quello che nessun uomo terreno ha mai visto o udito”. Al quale Alessandro rispose: “O, Saggio, come mi conosci?” Rispose: “Prima che l’onda del Diluvio coprisse la faccia della terra, conoscevo le tue opere”. Ha aggiunto: “Vorresti vedere gli alberi del Sole e della Luna, che annunciano tutte le cose future?” Alessandro rispose: “Va bene, mio ​​signore; desideriamo ardentemente vederli ». * * *

“Allora il saggio disse: ‘Togliti gli anelli e gli ornamenti, le scarpe, e seguimi’. E Alessandro lo fece, e scegliendo tre dei Principi e lasciando il resto in attesa del suo ritorno, seguì il Saggio e arrivò agli Alberi del Sole e della Luna. L’Albero del Sole ha foglie d’oro rosso, L’Albero della Luna ha foglie d’argento, e sono molto grandi, e Alessandro, su suggerimento del Saggio, interrogò gli Alberi, chiedendo se sarebbe dovuto tornare in trionfo in Macedonia, a cui gli Alberi risposero, No, ma che avrebbe vissuto ancora un altro anno e otto mesi, dopo di che sarebbe morto per avvelenamento e quando chiese, chi era colui che doveva dargli quel veleno, non ricevette risposta, e l’Albero della Luna gli disse che sua madre, dopo una morte molto vergognosa e infelice, non sara` sepolta per lungo  tempo, tuttavia per le sue sorelle c’era in serbo solo felicita` “. (Vedi Il libro di Enoch, Il secondo messaggero di Dio).

Con ogni probabilità, i cosiddetti alberi parlanti erano solo pezzi di legno con tabelle di lettere, attraverso i quali venivano evocati gli oracoli. Un tempo i libri scritti su legno venivano chiamati “alberi parlanti”. La difficoltà nel decidere l’origine dell’alchimia è direttamente dovuta all’ignoranza del continente perduto di Atlantide. Il Grande Arcano era il più prezioso dei segreti del sacerdozio di Atlantide. Quando la terra dell’Atlante affondò, gli ierofanti del Mistero del Fuoco portarono la formula in Egitto, dove rimase per secoli in possesso dei saggi e dei filosofi. Si è gradualmente trasferits in Europa, dove i suoi segreti sono ancora conservati intatti.

LE FOGLIE DELL’ALBERO SACRO DI HERMES.

Ridisegnato da un manoscritto originale datato 1577.

Nella sua chiave dell’alchimia, Samuel Norton divide in quattordici parti i processi o gli stati attraverso i quali le sostanze alchemiche passano dal momento in cui vengono messe per la prima volta nella provetta fino a quando non sono pronte come medicine per piante, minerali o persone:

1. Soluzione, l’atto di passare da una condizione gassosa o solida, ad una liquida.

2. Filtrazione, la separazione meccanica di un liquido dalle particelle non dissolte sospese in esso.

3. Evaporazione, il cambiamento o la conversione da uno stato liquido o solido in uno stato di vapore con l’aiuto del calore.

4. Distillazione, un’operazione mediante la quale un liquido volatile può essere separato dalle sostanze che tiene in soluzione.

5. Separazione, operazione di disunimento o decomposizione di sostanze.

6. Rettifica, il processo di raffinazione o purificazione di qualsiasi sostanza mediante distillazione ripetuta.

7. Calcinazione, conversione in polvere o calce mediante l’azione del calore; espulsione della sostanza volatile da una materia.

8. Commistione, la miscelazione di ingredienti diversi in nuovi composti o masse.

9. Purificazione (attraverso la putrefazione), disintegrazione per decomposizione spontanea; decadimento con mezzi artificiali.

10. Inibizione, il processo di trattenimento o contenimento.

11. Fermentazione, conversione di sostanze organiche in nuovi composti in presenza di un fermento.

12. Fissazione, l’atto o il processo di cessare di essere un fluido e diventare fermo; statico.

13. Moltiplicazione, l’atto o il processo di moltiplicare o aumentare di numero, lo stato di essere moltiplicato.

14. Proiezione, il processo di trasformare i metalli di base in oro.

Quelli che non sono d’accordo con la leggenda di Ermete e della sua Tavoletta di Smeraldo vedono nei duecento angeli che discendono sulle montagne, come descritto dal Profeta: Enoch, i primi istruttori nell’arte alchemica. Indipendentemente dal suo ideatore, fu lasciata ai sacerdoti egizi per preservare l’alchimia per il mondo moderno. L’Egitto, a causa del colore della sua terra, era chiamato “l’impero nero” e viene indicato nell’Antico Testamento come “la terra delle tenebre”. A causa della sua possibile origine, l’alchimia è stata a lungo conosciuta come “l’arte nera”, non nel senso del male ma nel senso di quell’oscurità che ha sempre avvolto i suoi processi segreti.

Durante il Medioevo, l’alchimia non era solo una filosofia e una scienza, ma anche una religione. Coloro che si ribellarono contro i limiti religiosi del loro tempo celarono i loro insegnamenti filosofici sotto l’allegoria della creazione dell’oro. In questo modo hanno conservato la loro libertà personale e sono stati ridicolizzati piuttosto che perseguitati. L’alchimia è un’arte triplice, il suo mistero ben simboleggiato da un triangolo. Il suo simbolo è 3 volte 3 – tre elementi o processi in tre mondi o sfere. Il 3 volte 3 fa parte del mistero del 33 ° grado della Massoneria, poiché 33 è 3 volte 3, che è 9, il numero dell’uomo esoterico e il numero di emanazioni dalla radice dell’albero divino. È il numero di mondi nutriti dai quattro fiumi che escono dalla Bocca Divina. Sotto il cosiddetto simbolismo dell’alchimia si nasconde un magnifico concetto, poiché questo mestiere ridicolizzato e disprezzato conserva ancora intatta la tripla chiave per le porte della vita eterna. Rendendosi conto, quindi, che l’alchimia è un mistero in tre mondi – il divino, l’umano e l’elementale – si può facilmente apprezzare il motivo per cui i saggi e i filosofi hanno creato ed evoluto un’ingegnosa allegoria per nascondere la loro saggezza.

L’alchimia è la scienza della moltiplicazione e si basa sul fenomeno naturale della crescita. “Nulla dal nulla arriva”, è un adagio estremamente antico. L’alchimia non è il processo di creare qualcosa dal nulla; è il processo di aumentare e migliorare ciò che già esiste. Se un filosofo affermasse che un uomo vivente potrebbe essere ricavato da una pietra, l’ignorante probabilmente esclamerebbe: “Impossibile!” Così rivelerebbero la loro ignoranza, poiché al saggio è noto che in ogni pietra è il seme dell’uomo. Un filosofo potrebbe dichiarare che un universo potrebbe essere creato da un uomo, ma lo stolto lo considererebbe un’impossibilità, non rendendosi conto che un uomo è un seme dal quale può essere generato un universo.

Dio è l'”interno” e l'”esterno” di tutte le cose. Il Supremo si manifesta attraverso la crescita, che è una spinta dall’interno verso l’esterno, una lotta per l’espressione e la manifestazione. Non c’è un miracolo più grande nella crescita e nella moltiplicazione dell’oro da parte dell’alchimista che in un minuscolo seme di senape che produce un arbusto molte migliaia di volte la dimensione del seme. Se un seme di senape produce centomila volte le sue stesse dimensioni e il suo peso quando è piantato in una sostanza completamente diversa (la terra), perché il seme d’oro non dovrebbe moltiplicarsi centomila volte quando quel seme è piantato nella sua terra ( i metalli di base) e nutrito artificialmente dal segreto processo dell’alchimia?

L’alchimia insegna che Dio è in ogni cosa; che Egli è uno Spirito Universale, che si manifesta attraverso un’infinità di forme. Dio, quindi, è il seme spirituale piantato nella terra oscura (l’universo materiale). Di conseguenza è possibile crescere ed espandere questo seme di cui l’intero universo della sostanza è pervarso diventando simile al seme – oro puro. Nella natura spirituale dell’uomo si parla di rigenerazione; nel corpo materiale degli elementi si chiama trasmutazione. Come è negli universi spirituali e materiali, così è nel mondo intellettuale. La sapienza non può essere impartita a un idiota perché il seme della saggezza non è in lui, ma la saggezza può essere impartita a una persona ignorante, per quanto ignorante possa essere, perché il seme della saggezza esiste in lei e può essere sviluppata dall’arte e dalla cultura. Quindi un filosofo è solo un uomo ignorante nella cui natura ha avuto luogo una proiezione.

Attraverso l’arte (il processo di apprendimento) l’intera massa di metalli di base (il corpo mentale dell’ignoranza) è stata trasmutata in oro puro (saggezza), poiché era intessuta di comprensione. Se, quindi, attraverso la fede e la vicinanza a Dio la coscienza dell’uomo può essere trasmutata dai desideri animali di base (rappresentati dalle masse dei metalli planetari) in una coscienza pura, dorata e divina, illuminata e redenta, e il Dio manifesto all’interno passa dall’essere una piccola scintilla ad un Essere grande e glorioso; se anche i metalli di base dell’ignoranza mentale possono, attraverso il giusto sforzo e addestramento, essere trasmutati in genio e saggezza trascendente, perché il processo in due mondi o sfere di applicazione non è altrettanto vero nel terzo? Se entrambi gli elementi spirituali e mentali dell’universo possono essere moltiplicati nella loro espressione, allora dalla legge dell’analogia gli elementi materiali dell’universo possono  anch’essi essere moltiplicati, se avviene il processo necessario.

Ciò che è vero nel superiore è vero nell’inferiore. Se l’alchimia è un grande fatto spirituale, allora è anche un grande fatto materiale. Se può avere luogo nell’universo, può aver luogo nell’uomo; se può aver luogo nell’uomo, può aver luogo nelle piante e nei minerali. Se una cosa nell’universo cresce, allora tutto nell’universo cresce. Se una cosa può essere moltiplicata, allora tutte le cose possono essere moltiplicate, “poiche` il superiore è d’accordo con l’inferiore e l’inferiore è d’accordo con il superiore”. Ma poiché la via per la redenzione dell’anima è nascosta dai Misteri, anche i segreti per la redenzione dei metalli sono nascosti, affinché non cadano nelle mani dei profani e in tal modo diventano perversi.

Se qualcuno dovesse coltivare metalli, deve prima imparare i segreti dei metalli: deve capire che tutti i metalli – come tutte le pietre, gli animali e gli universi – crescono dai semi e che questi semi sono già nel corpo della Sostanza (il grembo della Vergine del Mondo); poiché il seme dell’uomo è nell’universo prima di nascere, e poiché il seme della pianta esiste per sempre, così i semi dell’oro spirituale e dell’oro materiale sono sempre presenti in tutte le cose. I metalli crescono attraverso i secoli, perché la vita viene loro impartita dal sole. Crescono impercettibilmente, in forma di piccoli arbusti, perché tutto cresce in qualche modo. Solo i metodi di crescita differiscono, in base al tipo e alla grandezza.

Uno dei grandi assiomi è: “In ogni cosa c’è il seme di ogni cosa”, anche se attraverso i semplici processi della Natura può rimanere latente per molti secoli, o la sua crescita può essere estremamente lenta. Pertanto, ogni granello di sabbia contiene non solo il seme dei metalli preziosi, ma anche il seme delle gemme inestimabili, ma anche i semi del sole, della luna e delle stelle. Come nella natura dell’uomo si riflette l’intero universo in miniatura, così in ogni granello di sabbia, ogni goccia d’acqua, ogni minuscola particella di polvere cosmica, sono nascoste tutte le parti e gli elementi del cosmo sotto forma di piccoli germi di semi così minuti che nemmeno il più potente microscopio riesce a rilevarli. Trilioni di volte più piccole dello ione o dell’elettrone, questi semi – irriconoscibili e incomprensibili – attendono il tempo loro assegnato per la crescita e l’espressione. (Considera le monadi di Leibnitz.)

Ci sono due metodi attraverso i quali la crescita può essere compiuta.

Il primo è per via naturale, perché la natura è un alchimista che realizza sempre l’apparentemente impossibile. Il secondo è grazie all’arte, e attraverso l’arte si produce in un tempo relativamente breve ciò che richiede alla Natura periodi quasi infiniti da duplicare. Il vero filosofo, desideroso di realizzare La Grande Opera, modella la sua condotta secondo le leggi della Natura, riconoscendo che l’arte dell’alchimia è semplicemente un metodo copiato dalla Natura ma con l’aiuto di certe formule segrete molto abbreviate puo` essere corrispondentemente intensificato. La natura, al fine di raggiungere i suoi miracoli, deve lavorare attraverso l’estensività; o intensità. Gli estesi processi della Natura sono tali da essere utilizzati nella trasmutazione della pece di carbonio nero in diamante, che richiede milioni di anni di indurimento naturale. Il processo intensivo è l’arte, che è sempre il fedele servitore della natura (come dice il dott. A. Dee), completando ogni suo passo e cooperando con lei in tutti i suoi modi. “Così, in questo lavoro filosofico, la Natura e l’Arte devono abbracciarsi così amorevolmente, in quanto l’Arte non può richiedere ciò che la natura nega, né la Natura nega ciò che può essere perfezionato dall’arte. Con l’assenso della Natura, lei si umilia ubbidiente ad ogni artista “(Dr. A. Dee nelle sue Collezioni Chimiche.)

Per mezzo di questa arte il seme che si trova nell’anima di una pietra può essere fatto germogliare così intensamente che in pochi istanti si sviluppa un diamante. Se il seme del diamante non fosse nel marmo, nel granito e nella sabbia, non sarebbe stato possibile coltivare un diamante. Ma poiché il seme è dentro tutte queste cose, un diamante può essere cresciuto da qualsiasi altra sostanza nell’universo. In alcune sostanze, tuttavia, è più facile eseguire questo miracolo perché in esse questi germi sono già stati concimati a lungo e sono quindi più preparati per il processo vivificante dell’arte. Allo stesso modo, insegnare agli uomini la saggezza è più facile che insegnare ad altri, poiché alcuni hanno già una base su cui lavorare, mentre in altri le facoltà mentali sono completamente dormienti. L’alchimia, quindi, dovrebbe essere considerata l’arte di aumentare e portare a fioritura nel piu` veloce tempo possibile. La natura può raggiungere la sua fine desiderata o, a causa della distruttività esercitata da un elemento su un altro, non può; ma con l’aiuto della vera arte, la Natura compie sempre il suo fine, perché quest’arte non è soggetta né allo spreco del tempo né al vandalismo delle reazioni elementali.

Nella sua storia della chimica, James Campbell Brown, compianto professore di chimica all’Università di Liverpool, riassume i fini che gli alchimisti cercavano di ottenere, nei seguenti paragrafi:

“Questo, quindi, era lo scopo generale degli alchimisti: portare a termine in laboratorio, per quanto possibile, i processi che la Natura svolgeva all’interno della terra: sette problemi principali hanno attirato la loro attenzione:

“1. La preparazione di un composto chiamato elisir, medicina del magistero o pietra filosofale, che possedeva la proprietà di trasmutare i metalli basici in oro e argento e di eseguire molte altre operazioni meravigliose. * * *

“2. La creazione di homunculi, o esseri viventi, di cui si raccontano molte storie meravigliose ma incredibili.

“3. La preparazione del solvente universale, che scioglie ogni sostanza che vi era immersa. * * *

“4. Palingenesi, o il ripristino di una pianta dalle sue ceneri: se ci fossero riusciti, avrebbero sperato di essere in grado di resuscitare i morti.

5. La preparazione dello spiritus mundi, una sostanza mistica che possiede molti poteri, il principale dei quali era la sua capacità di sciogliere l’oro.

“6. L’estrazione della quintessenza o principio attivo di tutte le sostanze.

“7. La preparazione di aurum potabile, oro liquido, un rimedio universale, perché l’oro stesso essendo perfetto potrebbe produrre la perfezione nella struttura umana.”

SIMBOLISMO ALCHEMICO

Nell’alchimia ci sono tre sostanze simboliche: mercurio, zolfo e sale. A questi è stato aggiunto un quarto principio di vita misterioso chiamato Azoth. Riguardo ai primi tre, Herr von Welling ha scritto: “Ci sono tre sostanze chimiche di base che sono chiamate dai filosofi sale, zolfo e mercurio, ma che non devono essere confuse in alcun modo con il sale, lo zolfo e il mercurio grezzi presi dalla terra o assicurati dallo speziale, il sale, lo zolfo e il mercurio hanno ciascuno una natura trina, poiché ognuna di queste sostanze contiene, in realtà, anche le altre due sostanze, secondo l’arcano segreto del saggio. il sale è, quindi, triplice, cioè sale, zolfo e mercurio, ma nel corpo di sale predomina uno dei tre (sale): anche il mercurio è composto di sale, zolfo e mercurio, con quest’ultimo elemento predominante. , in realtà è sale, zolfo e mercurio, con predominanza di zolfo.Queste nove divisioni – 3 volte 3, più Azoth (la misteriosa forza vitale universale), è uguale a 10, la decade sacra di Pitagora. Per quanto riguarda la natura di Azoth c’è molta polemica. Molti lo vedono come il fuoco invisibile ed eterno; altri come elettricità; altri ancora come magnetismo. Il trascendentalismo si riferisce ad esso come a luce astrale.

“L’universo è circondato dalla sfera delle stelle, al di là di quella sfera c’è la sfera di Schamayim, che è l’acqua divina del fuoco, il primo deflusso della Parola di Dio, il fiume fiammeggiante che si riversa dalla presenza dell’Eterno. l’acqua infuocata e androgina si divide, il fuoco diventa il fuoco solare e l’acqua diventa l’acqua lunare.Schamayim è il mercurio universale – a volte chiamato Azoth – lo spirito senza misura della vita.L’acqua spirituale ardente originale – Schamayim – viene attraverso l’Eden (in ebraico, vapore) e si riversa in quattro fiumi principali [gli elementi]: questo è il fiume di acqua viva – Azoth [l’essenza ignea mercuriale] che fuoriesce dal trono di Dio e dell’Agnello. L’Eden [essenza o nebbia vaporosa] è la terra spirituale [incomprensibile e intangibile], o la polvere Aphar, dalla quale Dio ha formato Adamo min Haadamah, il corpo spirituale dell’uomo “.

In un’altra parte dei suoi scritti, von Welling dice anche che non esisteva un universo materiale finché Lucifero, tentando di eseguire l’alchimia cosmica, usò male lo Schamayim o il Fuoco divino. Per ristabilire la parte di Schamayim che Lucifero aveva pervertito, fu formato questo universo come mezzo per liberarlo dalla nube oscura in cui era bloccato a causa del fallimento nel tentativo di controllarlo. Queste affermazioni sottolineano chiaramente il fatto che i primi filosofi hanno riconosciuto nella Bibbia un libro di formule chimiche e alchemiche. È essenziale tenere presente questo punto in ogni momento. Guai a quel ricercatore che accetta come letterale le allegorie sconnesse degli alchimisti. Tale persona non può mai entrare nel santuario interiore della verità. Elias Ashmole nel suo Theatrum Chemicum Britannicum descrive così i metodi impiegati dagli alchimisti per nascondere le loro vere dottrine: “Il loro studio principale era quello di avvolgere i loro segreti nelle favole

Il fatto che le Scritture rivelino una conoscenza nascosta, se considerata allegoricamente, è chiaramente dimostrata da una parabola che descrive il re Salomone, le sue mogli, concubine e vergini, la cui parabola si trova in Geheime Figuren der Rosenkreuzer, pubblicata su Ultona nel 1785. Dr. Hartmann , che tradusse parte di questo lavoro in inglese, dichiarò che le mogli di Salomone rappresentavano le arti, le concubine le scienze e le vergini i segreti ancora non rivelati della Natura. Per ordine del Re le vergini furono costrette a togliere i loro veli, a significare che per mezzo della saggezza (Salomone) le arti mistiche furono costrette a rivelare le loro parti nascoste al filosofo, mentre al mondo non iniziato erano visibili solo gli indumenti esterni. (Tale è il mistero del velo di Iside).

Dato che l’alchimista deve fare il suo lavoro in quattro mondi simultaneamente se vuole realizzare la Grande Opera, una tabella che mostra le analogie dei tre principi nei quattro mondi può chiarire la relazione che le varie parti hanno l’una con l’altra. I primi maestri dell’arte del simbolismo alchemico non standardizzarono né i loro simboli né i loro termini. Quindi si richiedeva una grande familiarità con il soggetto combinata con un considerevole potere intuitivo per svelare alcune delle loro enigmatiche dichiarazioni. La terza e la quarta divisione della seguente tabella hanno un rendering alternativo, poiché alcuni autori non hanno tracciato una linea chiara tra spirito e anima. Secondo le Scritture, lo spirito è indistruttibile, ma l’anima è distruttibile. Ovviamente, quindi, non sono sinonimi. È chiaramente affermato che “l’anima che pecca, morirà”, ma “lo spirito ritornerà a Dio che l’ha dato”. La tabella delle analogie, per quanto possano essere stabilite, è la seguente:

Il potere trino in quattro mondi

MONDO DI Padre Figlio Madre
1. Dio Padre Figlio Spirito Santo
2. Uomo Spirito Anima Corpo
3. Elementi Aria Fuoco Acqua
4. Chimici Mercurio Zolfo Sale

Il rendering alternativo di 3 e 4 e`:

MONDO DI Padre Figlio Madre
3. Elementi Fuoco Aria Acqua
4. Chimici Zolfo Mercurio Sale

Paracelso creo` una disposizione diversa, un po ‘ aristotelica, in cui le tre fasi del Dio trinitario sono omesse, combinando solo gli elementi del secondo, terzo e quarto mondo:

MONDO DI Padre Figlio Madre
2. Uomo Spirito Anima Corpo
3. Elementi Aria Acqua Terra
4. Chimici Zolfo Mercurio Sale

Il punto principale, tuttavia, è provato: i filosofi alchemici usavano i simboli del sale, dello zolfo e del mercurio per rappresentare non solo i prodotti chimici ma i principi spirituali e invisibili di Dio, dell’uomo e dell’universo. Le tre sostanze (sale, zolfo e mercurio) esistenti in quattro mondi, come mostrato nella tabella, riassumono il sacro numero 12. Poiché questi 12 sono i fondamenti della Grande Opera, sono chiamati in Apocalisse le dodici pietre di fondazione della città sacra. In linea con la stessa idea, Pitagora affermò che il dodecaedro, o solido geometrico simmetrico a dodici facce, era il fondamento dell’universo.

UNA TABELLA DI SIMBOLI ALCHEMICI MEDIEVALI.

Gli ermetisti usavano i simboli curiosi mostrati in questa rara tabella per rappresentare vari elementi chimici e processi alchemici. Il significato pieno di questi strani personaggi non è mai stato rivelato, i personaggi nascondono efficacemente all’interno delle loro stesse forme i segreti occulti riguardanti la natura spirituale dei metalli e degli elementi che rappresentano.

Nelle loro allegorie gli alchimisti sposavano anche emblemi umani, animali e vegetali; a volte strane figure composite, come il drago, il serpente alato, l’unicorno e la fenice. In quasi tutti i casi simboleggiavano l’oro come un re con una corona in testa e spesso con uno scettro in mano. A volte lo dipingevano con il disco solare circondato dai raggi. L’argento era personificato come una donna che chiamavano la regina. Non portava la corona, ma spesso si ergeva su una mezzaluna lunare. Mercurio era un giovane con le ali, spesso con due teste, che portava serpenti o talvolta il caduceo. Il piombo era simboleggiato da un vecchio con una falce in mano; il ferro da un soldato vestito con una armatura. All’aqua fortis fu dato il curioso nome di “stomaco dello struzzo”, e al conseguimento della “Grande Opera” assegnarono il simbolo della fenice seduta su un nido di fuoco. L’unione di elementi era simboleggiata da un matrimonio, il processo di putrefazione da un teschio, l’antimonio da un drago.

I quattro “Angoli” della Creazione Est Sud Ovest Nord
I Segni fissi dello Zodiaco Acquario Leone Scorpione Toro
Le parti del Cherubino Uomo Leone Aquila Toro
Le quattro stagioni Primaver Sole Autunno Inverno
Le eta` dell’uomo Infanzia Giovinezza Maturita` Vecchiaia
Le fasi dell’esistenza Nascita Crescita Maturita` Decadimento
Le parti della costituzione umana Spirito Anima Mente Corpo
I quattro elementi Aria Fuoco Acqua Terra

Un altra tavola si dovrebbe dimostrare interessante per gli studiosi massonici: una che mostra la relazione esistente tra le tre sostanze, sale, zolfo e mercurio, e alcuni simboli con cui i massoni sono familiari. Anche questa tabella ha un rendering alternativo, basato sull’interazione di principi filosofici, che sono difficili – se non impossibili – da separare in ordine cronologico.

1. Le tre luci Fuoco Stellare Fuoco Solare Fuoco Lunare
2. I tre gran Maestri Hiram Salomone Hiram di Tiro
3. I solidi geometrici Sfera Piramide Cubo
4. Sostanze Alchemiche Mercurio Zolfo Sale

Il rendering alternativo del n. 2 è:

2. I tre gran Maestri Salomone Hiram Hiram di Tiro

Nell’alchimia si ritrova la perpetuazione del Mistero Universale; Gesù morì sulla croce, Hiram (CHIRAM) alla porta occidentale del Tempio, Orfeo sulle rive del fiume Hebros, Christna sulle rive del Gange, e Osiride nella bara preparata da Tifone, così in alchimia, a meno che gli elementi non muoiano per primi, la Grande Opera non può essere raggiunta. Gli stadi dei processi alchemici possono essere rintracciati nelle vite e nelle attività dei salvatori e dei maestri di quasi tutto il mondo e anche tra le mitologie di diverse nazioni. Nella Bibbia si dice che “se un uomo non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio”. Nell’alchimia si afferma che senza la putrefazione la Grande Opera non può essere compiuta. Che cosa è che muore sulla croce, è sepolto nella tomba dei Misteri, e che muore anche nella storta diventando nero nella putrefazione? Inoltre, che cosa fa questa stessa cosa nella natura dell’uomo, per farlo risorgere, come una fenice, dalle sue stesse ceneri (caput mortuum)?

La soluzione nella storta alchemica, se digerita per un certo periodo di tempo, si trasformerà in un elisir rosso, che è chiamato la medicina universale. Assomiglia ad un’acqua infuocata ed è luminosa nell’oscurità. Durante il processo di digestione passa attraverso molti colori cosa che ha dato origine al suo essere chiamata il pavone a causa della sua iridescenza durante uno dei periodi della sua digestione. Se aumenta troppo di potere, la provetta contenente la sostanza esploderà e sparirà come polvere. Questo si verifica comunemente ed è il più grande pericolo coinvolto nella preparazione del farmaco per uomini e metalli. Se si sviluppa troppo colerà attraverso il vetro, perché non c’è un contenitore fisico sufficientemente forte da reggerla, La ragione è che non è più una sostanza ma un’essenza divina che prende il potere interpenetrativo della Divinità. Quando è adeguatamente sviluppato, questo solvente universale in forma liquida dissolverà in sé tutti gli altri metalli. In questo stato elevato il sale universale è un fuoco liquido. Questo sale si scioglie con la giusta quantità di metallo e scorre attraverso le diverse fasi della digestione e delle rotazioni; alla fine diventerà una medicina per la trasmutazione di metalli inferiori

La vera Via della Natura di Ermete Trismegisto, data da un vero Massone, ICH, descrive il pericolo di un eccesso di sale universale: “Ma questa moltiplicazione non può essere portata all’infinito ma raggiunge la completezza nella nona rotazione. questa tintura è stata ruotata nove volte e non può essere esaltata ulteriormente perché non consente ulteriori separazioni, poiché non appena percepisce solo il più piccolo grado di fuoco materiale, entra istantaneamente in un flusso e passa attraverso il vetro come l’olio bollente attraverso la carta.”

Nel classificare i processi attraverso i quali gli elementi chimici devono passare prima che venga prodotta la medicina ermetica, viene evidenziata la mancanza di uniformità nella terminologia, poiché in The True Way of Nature vengono indicati sette stadi, mentre nel Dictionnaire Mytho-Hermétique sono indicati dodici. Questi dodici sono collegati con i segni dello zodiaco in una maniera degna di considerazione.

1. Ariete, Calcinazione 5. Leone, Digestione 9. Sagittario, Incinerazione
2. Toro, Congelazione 6. Vergine, Distillazione 10. Capricorno, Fermentazione
3. Gemelli, Fissazione 7. Bilancia, Sublimazione 11. Aquario, Moltiplicazione
4. Cancro Dissoluzione 8. Scorpione, Separazione 12. Pesci Proiezione

Questa disposizione apre un interessante campo di speculazione che può essere di grande utilità se effettuato in modo intelligente. Questi dodici “passi” che portano alla realizzazione della Grande Opera sono un ricordo dei dodici gradi degli antichi misteri rosacrociani. In una certa misura, il rosacrocianesimo era la filosofia teologizzata e l’alchimia filosofata. Secondo i Misteri, l’uomo fu redento come risultato del suo passaggio a rotazione attraverso le dodici dimore dei cieli. I dodici processi per mezzo dei quali si può scoprire la “essenza segreta” ricordano allo studente con la forza i dodici compagni d’arte che vengono mandati alla ricerca del Costruttore dell’Universo, L’assassinato Mercurio Universale.

Secondo Salomon Trismosin, le tappe attraverso le quali la materia passa nel suo viaggio verso la perfezione sono divise in ventidue parti, ciascuna delle quali è rappresentata da un disegno appropriato. C’è un’importante connessione tra i ventidue emblemi di Trismosin, le ventidue carte principali dei Tarocchi e le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico. Queste misteriose carte dei Tarocchi sono esse stesse una formula alchemica, se interpretate correttamente. Come per sostenere le affermazioni dei filosofi del Medioevo secondo cui il re Salomone era un maestro dell’alchimia, il dott. Franz Hartmann ha notato che il cantico di Salomone, molto abusato e frainteso, è in realtà una formula alchemica. Lo studente di filosofia naturale riconoscerà immediatamente la “domestica oscura di Gerusalemme”, non come persona ma come materiale sacro per i saggi. Il Dr. Hartmann scrive: “Il” Cantico di Salomone “, nell’Antico Testamento, è una descrizione dei processi dell’Alchimia: in questa Canzone il Soggetto è descritto in Cant. I., 5; il Lilium artis in C. ii. 1, la preparazione e purificazione in C. ii., 4, l’incendio in C. ii., 7 e C. iv., 16, la putrefazione in C. iii., 1; sublimazione e distillazione in C. iii ., 6, coagulazione e cambio di colori, C. v., 9-14; Fissazione, C. ii., 12 e C. viii., 4; Moltiplicazione, C. vi., 7; Aumento e proiezione, C . viii., 8, ecc. ecc. ”

Una minuscola particella della pietra filosofale, se gettata sulla superficie dell’acqua, secondo un’appendice all’opera sul sale universale di Herr von Welling, inizierà immediatamente un processo di ricapitolazione in miniatura della storia dell’universo, in quanto istantaneamente la tintura – come gli Spiriti degli Elohim – si muove sulla faccia delle acque. Si forma un universo in miniatura, che i filosofi hanno affermato, si erge effettivamente dall’acqua e fluttua nell’aria, dove attraversa tutti gli stadi dello sviluppo cosmico e infine si disintegra nuovamente nella polvere. Non solo è possibile preparare una medicina per i metalli; è anche possibile preparare una tintura per minerali mediante la quale pezzi di granito e marmo possono essere trasformati in pietre preziose; anche pietre di qualità inferiore possono essere migliorate.

Come uno dei grandi alchimisti ha osservato opportunamente, la ricerca dell’uomo dell’oro è spesso la sua rovina, perché egli confonde i processi alchemici, credendo che siano puramente materiali. Non si rende conto che l’oro del filosofo, la pietra filosofale e la medicina filosofale esistono in ognuno dei quattro mondi e che il compimento dell’esperimento non può essere realizzato finché non viene portato avanti con successo in quattro mondi contemporaneamente secondo una formula. Inoltre, uno dei componenti della formula alchemica esiste solo nella natura dell’uomo stesso, senza il quale le sue sostanze chimiche non si combinano, e sebbene egli spenda la sua vita e la sua fortuna nella sperimentazione chimica, non produrrà la fine desiderata. La ragione principale per cui lo scienziato materiale non è in grado di duplicare i risultati degli alchimisti mediorientali – sebbene segua ogni passo con cura e precisione – è che l’elemento sottile che viene fuori dalla natura del filosofo alchemico illuminato e rigenerato manca nella sua sperimentazione.

Su questo argomento il dott. Franz Hartmann in una nota in calce alla sua traduzione di estratti da Paracelso esprime chiaramente le conclusioni di un moderno investigatore di tradizioni alchemiche: “Desidero avvertire il lettore, che potrebbe essere incline a provare qualsiasi prescrizione alchemica * * *, non farlo a meno che non sia un alchimista, perché, sebbene io sappia per esperienza personale che queste prescrizioni non sono solo allegoricamente ma letteralmente vere, e che si rivelerebbe un successo nelle mani di un alchimista, causerebbero solo una perdita di tempo e di denaro nelle mani di chi non ha le qualifiche necessarie Una persona che vuole essere un alchimista deve avere in sé la “magnesia”, che significa, il potere magnetico di attrarre e “coagulare” elementi astrali invisibili “.

Nel considerare le formule nelle pagine seguenti, bisogna riconoscere che gli esperimenti non possono essere condotti con successo a meno che colui che li esegue sia lui stesso un Magus. Se due persone, una iniziata e l’altra non illuminata nell’arte suprema, dovessero mettersi all’opera, fianco a fianco, usando gli stessi vasi, le stesse sostanze e esattamente lo stesso modus operandi, l’iniziato produrrebbe il suo “oro” e i non iniziati non lo farebbero. A meno che la maggiore alchimia non sia avvenuta per la prima volta nell’anima dell’uomo, non può eseguire l’alchimia minore. Questa è una regola invariabile, sebbene sia astutamente nascosta nelle allegorie e negli emblemi della filosofia ermetica. A meno che un uomo non sia “rinato” non può compiere la Grande Opera, e se lo studente di formule alchemiche lo ricorderà, gli salverà molta tristezza e delusione. È vietato parlare di quella parte del mistero che riguarda il principio della vita segreta all’interno della vera natura dell’uomo, poiché è vietato dai Maestri dell’arte.

 

Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: L’Alchimia e i suoi esponenti

È possibile la trasmutazione dei metalli di base in oro? E` una idea di cui i dotti del mondo moderno possono permettersi di farsi beffa? L’alchimia era più di un’arte speculativa: era anche un’arte operativa. Dal tempo dell’immortale Ermete, gli alchimisti hanno affermato (e non senza prove sostanziali) che potevano produrre oro da stagno, argento, piombo e mercurio. Che la galassia di brillanti menti filosofiche e scientifiche che, in un periodo di duemila anni, affermava l’attualità della trasmutazione e della moltiplicazione metalliche, potesse essere completamente sana e razionale su tutti gli altri problemi della filosofia e della scienza, e tuttavia erroneamente sbagliata su questo punto , è insostenibile. Né è ragionevole che le centinaia di persone che dichiarano di aver visto ed eseguito trasmutazioni di metalli possano essere state tutte folli, imbecilli o bugiarde.

Coloro che presumono che tutti gli alchimisti fossero matti sarebbero costretti a inserire in questa categoria quasi tutti i filosofi e gli scienziati del mondo antico. Imperatori, principi, sacerdoti e comuni cittadini hanno assistito all’apparente miracolo della metamorfosi metallica. Di fronte alle testimonianze esistenti, chiunque ha il privilegio di rimanere poco convinto, ma lo scettico sceglie di ignorare prove degne di rispettosa considerazione. Molti grandi alchimisti e filosofi ermetici occupano una nicchia onoraria nella Hall of Fame, mentre i loro numerosi critici rimangono oscuri. Elencare tutti questi sinceri ricercatori è impossibile, ma alcuni saranno sufficienti per far conoscere al lettore i tipi superiori di intelletto che si sono interessati a questo astruso argomento.

Tra i nomi più importanti ci sono quelli di Thomas Norton, Isaac of Holland, Basil Valentine (il presunto scopritore dell’antimonio), Jean de Meung, Roger Bacon, Albertus Magnus, Quercetanus Gerber (l’arabo che ha portato la conoscenza dell’alchimia in Europa attraverso  suoi scritti), Paracelso, Nicholas Flarnmel, John Frederick Helvetius, Raymond Lully, Alexander Sethon, Michael Sendivogius, conte Bernard di Treviso, Sir George Ripley, Picus de Mirandola, John Dee, Henry Khunrath, Michael Maier, Thomas Vaughan, JB von Helmont, John Heydon, Lascaris, Thomas Charnock, Synesius (vescovo di Ptolemais), Morieu, il conte di Cagliostro e il conte di St.-Germain. Ci sono leggende sul fatto che il re Salomone e Pitagora erano alchimisti e che il primo ha prodotto l’oro usato nel suo tempio tramite processo alchemico.

Albert Pike si schiera dalla parte dei filosofi alchemici dichiarando che l’oro degli ermetisti era una realtà. Dice: “La scienza ermetica, come tutte le scienze reali, è matematicamente dimostrabile.I suoi risultati, anche materiali, sono rigorosi come quelli di una equazione corretta. L’oro ermetico non è solo un vero dogma, una luce senza ombra, una verità senza menzogna, è anche un oro materiale, reale, puro, il più prezioso che si possa trovare nelle miniere della terra. “.

Guglielmo e Maria salirono insieme al trono d’Inghilterra nel 1689, quando gli alchimisti dovettero abbondare nel regno, poiché durante il primo anno del loro regno essi abrogarono una legge fatta dal re Enrico IV in cui quel sovrano dichiarò la moltiplicazione dei metalli un crimine contro la corona. Nella Collezione di manoscritti alchemici del dott. Sigismund Bacstrom c’è una copia manoscritta della legge approvata da Guglielmo e Maria, copiata dal Capitolo 30 degli Statuti per il primo anno del loro regno. La legge recita come segue: “Un atto per abrogare lo statuto fatto nel 5 ° anno di re Enrico IV, defunto re d’Inghilterra, [in cui] è stato messo in atto, tra le altre cose, in queste parole, o in questo senso, vale a dire: ‘che nessuno d’ora in poi dovra` moltiplicare l’Oro o l’Argento o usare l’arte della moltiplicazione, e se qualcuno lo fa dovrà sopportare il dolore del crimine’.

Il Dr. Franz Hartmann ha raccolto prove attendibili riguardanti quattro diversi: alchimisti che hanno trasformato i metalli di base in oro non una volta ma molte volte. Uno di questi racconti riguarda un monaco dell’Ordine di Sant’Agostino di nome Wenzel Seiler, che scoprì una piccola quantità di misteriosa polvere rossa nel suo convento. Alla presenza dell’imperatore Leopoldo I, re di Germania, Ungheria e Boemia, trasmutò quantità di stagno in oro. Tra le altre cose che immerse nella sua misteriosa essenza c’era una grande medaglia d’argento. Quella parte della medaglia che è venuta a contatto con la sostanza produttrice di oro è stata trasmutata nella più pura qualità del metallo più prezioso. Il resto rimase argento. Riguardo a questa medaglia, il Dr. Hartmann scrive:

“La prova più indiscutibile (se le apparenze possono provare qualsiasi cosa) della possibilità di trasformare metalli di base in oro, può essere vista da chiunque visiti Vienna, essendo una medaglia conservata nella camera del tesoro imperiale, e si afferma che questa medaglia, costituita in origine da argento, è stata in parte trasformata in oro, con mezzi alchemici, dallo stesso Wenzel Seiler, che è stato in seguito fatto un cavaliere dall’Imperatore Leopoldo I. e dato il titolo di Wenzeslaus Ritter von Reinburg. “(Nel Pronao del Tempio di saggezza).

I limiti di spazio precludono una lunga discussione sugli alchimisti. Un breve abbozzo delle vite di quattro di loro dovrebbe servire a mostrare i principi generali su cui hanno lavorato, il metodo con cui hanno ottenuto le loro conoscenze e l’uso che ne hanno fatto. Questi quattro erano Gran Maestri di questa scienza segreta; e le storie

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Da The Complete Writings of Paracelsus, di Hohenheim.

Nella sua Biographia Antiqua, Francis Barrett appone al nome di Paracelso i seguenti titoli di distinzione: “Il principe dei medici e dei filosofi del fuoco, il grande medico paradosso, il trismegisto della Svizzera, il primo riformatore della filosofia chimica, l’adepto in alchimia, nella cabala, e nella magia, il fedele servitore della natura, il maestro dell’elisir di vita e della pietra filosofale “e” il grande monarca dei segreti chimici “

delle loro peregrinazioni e dei loro sforzi, registrati dalle loro stesse penne e dai discepoli contemporanei dell’arte ermetica, sono affascinanti come qualsiasi romanzo di finzione.

PARACELSO DI HOHENHEIM

Il più famoso dei filosofi alchemici ed ermetici fu Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim. Quest’uomo, che si faceva chiamare Paracelso, dichiarò che un giorno tutti i dottori d’Europa si sarebbero allontanati dalle altre scuole e, seguendolo, lo avrebbero riverito sopra ogni altro medico. La data accettata per la nascita di Paracelso è il 17 dicembre 1493. Era figlio unico. Sia suo padre che sua madre erano interessati alla medicina e alla chimica. Suo padre era un medico e sua madre il sovrintendente di un ospedale. Mentre era ancora un giovane, Paracelso divenne molto interessato agli scritti di Isacco d’Olanda e decise di riformare la scienza medica del suo tempo.

Quando aveva vent’anni iniziò una serie di viaggi che continuarono per circa dodici anni. Ha visitato molti paesi europei, tra cui la Russia. È possibile che sia penetrato in Asia. Fu a Costantinopoli che il grande segreto delle arti ermetiche gli fu conferito dagli adepti arabi. La sua conoscenza degli spiriti della Natura e degli abitanti dei mondi invisibili gli e` stata probabilmente garantita dai Bramini dell’India con i quali è entrato in contatto direttamente o tramite i loro discepoli. Divenne un medico militare, e la sua comprensione e abilità gli portarono un grande successo.

Al suo ritorno in Germania, iniziò la sua riforma delle arti e delle scienze mediche. Era contrario a ogni nozione e criticato senza pietà. Il suo carattere violento e la personalità tremendamente forte indussero senza dubbio a scatenare molte tempeste sulla sua testa che avrebbero potuto essere evitate se fosse stato di una disposizione meno caustica. Scorticò gli speziali, affermando che non usavano gli ingredienti adeguati nelle loro ricette e non consideravano i bisogni dei loro pazienti, desiderando solo raccogliere tasse esorbitanti per i loro intrugli.

Le cure straordinarie che eseguì Paracelso lo fecero odiare dai suoi nemici ancora più amaramente, poiché non potevano duplicare i miracoli apparenti che egli aveva operato. Non solo ha trattato le più comuni malattie del suo tempo, ma si dice che abbia effettivamente guarito la lebbra, il colera e il cancro. I suoi amici hanno rivendicato per lui che ha quasi risuscitato i morti. I suoi sistemi di guarigione erano così eterodossi, tuttavia, che lentamente ma sicuramente i suoi nemici lo sopraffacevano e lo costrinsero di nuovo e di nuovo a lasciare i campi delle sue fatiche e a cercare rifugio dove non era conosciuto.

C’è molta polemica riguardo alla personalità di Paracelso. Che avesse una disposizione irascibile non c’è dubbio. Il suo odio per i medici e per le donne equivaleva a una mania; per loro non ha avuto altro che comportamenti abusivi. Per quanto si può sapere, non c’è mai stata una storia d’amore nella sua vita. Il suo aspetto peculiare e il suo smodato sistema di vita sono sempre stati usati contro di lui dai suoi avversari. Si crede che le sue anormalità fisiche possano essere state responsabili di gran parte dell’amarezza contro la società che ha portato con sé durante tutta la sua vita intollerante e tempestosa.

La sua fama di intemperanza gli procurò ancora più persecuzioni, poiché si sosteneva che anche durante il periodo della sua cattedra nell’Università di Basilea era di rado sobrio. Tale accusa è difficile da comprendere in vista della meravigliosa chiarezza mentale per la quale è stato notato in ogni momento. La grande quantità di scritti che ha realizzato (l’edizione di Strassburg delle sue opere raccolte è in tre grandi volumi, ciascuno contenente diverse centinaia di pagine) è una monumentale contraddizione dei racconti riguardanti il ​​suo uso eccessivo di alcolici.

Indubbiamente molti dei vizi di cui è accusato sono state pura invenzioni da parte dei suoi nemici, che, non contenti dell’assunzione di assassini per ucciderlo, hanno cercato di infangare la sua memoria dopo che avevano finito di vendicarsi durante la sua vita. Il modo in cui Paracelso ha incontrato la sua morte è incerto, ma: il racconto più credibile è che sia morto come risultato indiretto di una colluttazione con un certo numero di assassini che erano stati assoldati da alcuni dei suoi nemici professionisti.

Pochi manoscritti sono rimasti nella scrittura di Paracelso, perché dettò la maggior parte delle sue opere ai suoi discepoli, che li scrissero. Il professor John Maxson Stillman, della Stanford University, rende omaggio alla sua memoria: “Qualunque sia il giudizio finale sull’importanza relativa di Paracelso nell’edificazione della scienza e della pratica medica, bisogna riconoscere che ha iniziato la sua carriera a Basilea con lo zelo e la sicurezza di chi si credeva ispirato a una grande verità, e destinato a compiere un grande progresso nella scienza e nella pratica della medicina. Per natura era un osservatore acuto e aperto qualunque cosa fosse la sua osservazione, anche se probabilmente non era un analista molto critico dei fenomeni osservati, era evidentemente un pensatore insolitamente autonomo e indipendente, anche se il grado di originalità nel suo pensiero può essere una questione di legittime divergenze d’opinione. da qualsiasi combinazione di influenze, ha deciso di respingere la sacralità dell’autorità di Aristotele, Galeno e Avicenna, e di aver trovato nella sua mente un soddisfaccente sostituto attoriale degli antichi dogmi

“Avendo abbandonato il Galenismo dominante del suo tempo, decise di predicare e insegnare che le basi della scienza medica del futuro dovrebbero essere lo studio della natura, l’osservazione del paziente, l’esperimento e l’esperienza, e non i dogmi infallibili di Autori morti da tempo Indubbiamente nell’orgoglio e nell’autostima del suo entusiasmo giovanile non ha valutato correttamente la tremenda forza del conservatorismo contro il quale ha diretto i suoi assalti: in tal caso, la sua esperienza a Basilea sicuramente lo hanno disdegnato. essere di nuovo un viandante, a volte in grande povertà, a volte con moderato conforto, ma manifestamente disilluso per il successo immediato della sua campagna, anche se non ha mai dubitato del suo successo finale – per la sua mente le sue nuove teorie e pratiche di medicina erano un tutt’uno con le forze della natura, che erano l’espressione della volontà di Dio, e alla fine dovevano prevalere “.

Questo strano uomo, la sua natura una massa di contraddizioni, il suo genio stupendo che brilla come una stella attraverso l’oscurità filosofica e scientifica dell’Europa medievale, lottando contro la gelosia dei suoi colleghi e contro l’irascibilità della sua stessa natura, ha combattuto per il bene dei molti contro il dominio di pochi. Fu il primo uomo a scrivere libri scientifici nella lingua della gente comune in modo che tutti potessero leggerli.

Anche nella morte Paracelso non trovò riposo. Ancora e ancora le sue ossa furono scavate e riseppellite in un altro luogo. La lastra di marmo sopra la sua tomba reca la seguente iscrizione: “Qui giace sepolto Filippo Teofrasto il famoso Dottore in Medicina che curò Ferite, Lebbra, Gotta, Irritato e altre Maladie del Corpo incurabili, con meravigliosa Conoscenza e diede i suoi Beni ai Poveri. Nell’anno 1541 il 24 settembre egli scambiò la Vita per la Morte. Alla Pace Vivente, al Sepolcro dell’eterno riposo. ”

A. M. Stoddart, nella sua Vita di Paracelso, dà una testimonianza notevole dell’amore che le masse avevano per il grande medico. Riferendosi alla sua tomba, scrive: “Fino ad oggi i poveri pregano lì. La memoria di Hohenheim è” sbocciata nella polvere “alla santità, perché i poveri lo hanno canonizzato Quando il colera ha minacciato Salisburgo nel 1830, la gente ha fatto un pellegrinaggio ai suoi monumenti e lo pregarono di allontanare il morbo dalle loro case: il temuto flagello scomparve da loro e infuriò in Germania e nel resto dell’Austria ”

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Alberto Magno

Da Vitae Illustrium Virorum di Jovius.

Albert de Groot nacque verso il 1206 e morì all’età di 74 anni. Si dice che fosse “magnus in magia, maggiore in philosophia, maximus in theologia”. Era un membro dell’ordine domenicano e il mentore di San Tommaso d’Aquino in alchimia e filosofia. Tra le altre posizioni di dignità occupate da Alberto Magno c’era quella del vescovo di Ratisbona. Fu beatificato nel 1622. Alberto era un filosofo aristotelico, un astrologo e un profondo studioso di medicina e fisica. Durante la sua giovinezza, fu considerato di mentalità insufficiente, ma da quando il servizio e la devozione furono ricompensati da una visione in cui la Vergine Maria gli apparve e gli conferì grandi poteri filosofici e intellettuali le cose cambiarono. Diventato maestro delle scienze magiche, Alberto iniziò la costruzione di un curioso automa, che investì con i poteri della parola e del pensiero. L’Androide, come veniva chiamato, era composto di metalli e sostanze sconosciute scelti in base alle stelle e dotati di qualità spirituali da formule magiche e invocazioni, e il lavoro su di esso si estese per trent’anni. San Tommaso d’Aquino, pensando che il dispositivo fosse un meccanismo diabolico, lo distrusse, frustrando così il lavoro di una vita. Nonostante questo atto, Alberto Magno lasciò a San Tommaso d’Aquino le sue formule alchemiche, includendo (secondo la leggenda) il segreto della Pietra Filosofale.

In una occasione, Alberto Magno invitò Guglielmo II, conte d’Olanda e re dei Romani, a una festa in giardino in pieno inverno. Il terreno era coperto di neve, ma Alberto, aveva preparato un sontuoso banchetto negli spazi aperti del suo monastero a Colonia. Gli ospiti rimasero sbalorditi dall’imprudenza del filosofo, ma mentre si sedevano per mangiare Albertus, pronunciò alcune parole, la neve scomparve, il giardino era pieno di fiori e gli uccelli cantavanoi, e l’aria era tiepida con le brezze dell’estate. Non appena la festa fu finita, la neve tornò, con grande stupore dei nobili riuniti. (Per i dettagli, vedi The Lives of Alchemystical Philosophers.)

Si supponeva che uno dei primi insegnanti di Paracelso fosse un misterioso alchimista che si chiamava Solomon Trismosina. Per quanto riguarda questa persona non si sa nulla, salvo che dopo alcuni anni di peregrinazioni si è assicurato la formula della trasmutazione e ha affermato di aver fatto enormi quantità di oro. Un manoscritto splendidamente illuminato di questo autore, datato 1582 e chiamato Splendor Solis, è nel British Museum. Il trismosino sosteneva di aver vissuto fino all’età di 150 anni come risultato della sua conoscenza dell’alchimia. Una sua affermazione molto significativa compare nelle sue peregrinazioni alchemiche, in cui si suppone che il lavoro narra la sua ricerca dello Scone del filosofo: “Studia quello che sei, di cui sei parte, ciò che conosci di questa arte, questo è davvero ciò che sei. quello senza te è anche dentro, così scrisse Trismosin “.

RAYMOND LULLY
Il più famoso di tutti gli alchimisti spagnoli nacque verso l’anno 1235. Suo padre era stato il principe di Giacomo I di Aragona, e il giovane Raymond fu allevato nella corte circondato dalle tentazioni e dalla dissolutezza che abbondavano in tali luoghi. Più tardi fu nominato nella posizione occupata da suo padre. Un matrimonio benestante assicurò la posizione finanziaria di Raymond e visse la vita di un grandee.

Una delle donne più belle della corte d’Aragona era Donna Ambrosia Eleanora Di Castello, la cui virtù e bellezza le avevano portato grande fama. A quel tempo era sposata e non era particolarmente felice di scoprire che il giovane Lully stava rapidamente sviluppando una passione per lei. Ovunque andasse, Raymond la seguiva, e alla fine, per un banale incidente, scrisse versi molto amorosi a lei, che produssero un effetto molto diverso da quello che si era aspettato. Ha ricevuto un messaggio che lo invitava a visitare la signora. Ha risposto con alacrità. Gli disse che era giusto che lui vedesse più della bellezza su cui scriveva poesie così attraenti e, spostando parte delle sue vesti, rivelò che un lato del suo corpo era stato quasi consumato da un cancro. Raymond non si riprese mai dallo shock. Ha trasformato l’intero corso della sua vita. Rinunciò alle frivolezze della corte e divenne un recluso.

Qualche tempo dopo, mentre faceva penitenza per i suoi peccati terrestri, gli apparve una visione in cui Cristo gli diceva di seguire la direzione in cui Egli lo avrebbe condotto. Più tardi la visione si ripete`. Senza esitazione, Raymond divise la sua proprietà con la sua famiglia e si ritirò in una capanna sul fianco di una collina, dove si dedicò allo studio dell’arabo, per poter andare avanti e convertire gli infedeli. Dopo sei anni in questo ritiro partì con un servo maomettano che, quando venne a sapere che Raymond stava per attaccare la fede del suo popolo, affondò il coltello nella schiena del suo padrone. Raymond si rifiutò di permettere che il suo aspirante assassino fosse giustiziato, ma in seguito l’uomo si strangolò in prigione.

Quando Raymond riacquistò la salute, divenne un insegnante di lingua araba per coloro che intendevano viaggiare in Terra Santa. Fu così impegnato che venne in contatto: con Arnold di Villa Nova, che gli insegnò i principi o l’alchimia. Come risultato di questa formazione, Raymond ha appreso il segreto della trasmutazione e della moltiplicazione dei metalli. La sua vita di peregrinazioni continuò, e durante questo periodo arrivò a Tunisi, dove iniziò a discutere con gli insegnanti maomettani, e quasi perse la vita a causa dei suoi attacchi fanatici contro la loro religione. Gli fu ordinato di lasciare il paese e di non tornare più. Nonostante le minacce, fece una seconda visita a Tunisi, ma gli abitanti invece di ucciderlo si limitarono a deportarlo in Italia.

Un articolo non firmato che compare in Household Words, n. 273, una rivista diretta da Charles Dickens, getta una luce considerevole sull’abilità alchemica di Lully. “Mentre a Vienna [Lully] ricevette lettere lusinghiere da Edoardo II, re d’Inghilterra, e da Robert Bruce, re di Scozia, che lo pregavano di visitarli e che nel corso dei suoi viaggi aveva incontrato anche John Cremer , Abate di Westminster, con il quale stringeva una forte amicizia, ed era più per piacere a lui che al re, che Raymond acconsentì ad andare in Inghilterra. [Un trattato di John Cremer appare nel Museo Ermetico, ma non ve ne era segno negli annali di Westminster] Cremer aveva un intenso desiderio di apprendere l’ultimo grande segreto dell’alchimia – creare la polvere della trasmutazione – e Raymond, con tutta la sua amicizia, non l’aveva mai rivelato. Aveva detto al re storie meravigliose dell’oro che Lully produceva, e lavorò con Raymond con la speranza che re Edoardo desse il via libera per una crociata contro i maomettani.

“Raymond si era appellato così spesso a papi e re che aveva perso ogni fiducia in loro, tuttavia, come ultima speranza, ha accompagnato il suo amico Cremer in Inghilterra, Cremer lo ha ospitato nella sua abbazia, trattandolo con distinzione, e lì Lully a l’ultimo lo istruì nella polvere, il segreto di cui Cremer aveva tanto desiderato sapere: quando la polvere fu perfezionata, Cremer lo presentò al re, che lo ricevette come un uomo che avrebbe dovuto dargli illimitate ricchezze Raimond poseo una sola condizione: ovvero che l’oro che aveva prodotto non sarebbe stato speso per i lussi della corte o per una guerra con nessun re cristiano, e che Edward stesso dovrebbe andare di persona con un esercito contro gli infedeli.

“Raymond aveva appartamenti nella Torre, e lì ci dice che ha trasmutato cinquantamila sterline di argento vivo, piombo e stagno in oro puro, che è stato coniato alla zecca in sei milioni di nobili, ciascuno del valore di circa tre sterline al giorno d’oggi Alcuni dei pezzi che si dice siano stati coniati da questo oro si trovano ancora nelle collezioni antiquarie. [Mentre sono stati fatti tentativi disperati per confutare queste affermazioni, le prove sono ancora divise in parti uguali.] A Robert Bruce mandò un piccolo lavoro intitolato The Art of Transmuting Metals. Il dottor Edmund Dickenson racconta che quando il chiostro occupato da Raymond a Westminster fu rimosso, gli operai trovarono parte della polvere con cui si erano arricchiti.

“Durante la residenza di Lully in Inghilterra, divenne amico di Roger Bacon. Niente, naturalmente, potrebbe essere più lontano dai pensieri di re Edward che andare in una crociata. Gli appartamenti di Raymond nella Torre erano solo una prigione onorevole, e presto percepì come Egli dichiarò che Edward non avrebbe incontrato altro che sfortuna e infelicità per la sua violazione della fede, fuggì dall’Inghilterra nel 1315 e partì ancora una volta per predicare agli infedeli. Era ormai un uomo molto vecchio, e nessuno dei suoi amici potrebbe mai sperare di rivedere la sua faccia.

“Andò prima in Egitto, poi a Gerusalemme, e poi a Tunisi una terza volta, dove finalmente incontrò il martirio che tanto spesso aveva sfidato: la gente si gettò su di lui e lo lapidò: alcuni mercanti genovesi portarono via il suo corpo, in cui percepirono alcuni deboli segni di vita, portandolo a bordo del loro vascello, ma, sebbene sopravvisse un po ‘, morì mentre arrivavano vicino a Maiorca, il 28 giugno 1315, all’età di ottantuno Fu sepolto con grande onore nella sua cappella di famiglia a St. Ulma, il viceré e tutta la principale nobiltà presente. ”

NICHOLAS FLAMMEL

Nell’ultima parte del XIV secolo viveva a Parigi, un personaggio il quale lavoro era quello di illuminare manoscritti e preparare atti e documenti. A Nicholas Flammel il mondo è debitore della sua conoscenza di un volume notevole, che ha comprato per una somma irrisoria da parte di qualche bookdealer con cui la sua professione di scrivano lo ha portato in contatto. La storia di questo curioso documento, chiamato il libro di Abramo l’ebreo, è narrata al meglio

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TITOLO PAGINA DI TRATTO ALCHEMICO ATTRIBUITO A JOHN CREMER.

Da Musæum Hermeticum Reformatum et Amplificatum.

John Cremer, il mitico abate di Westminster, è una personalità interessante nell’imbroglio alchemico del XIV secolo. Poiché non è ragionevolmente certo che l’abate con un tale nome abbia mai occupato la sede di Westminster, sorge spontanea la domanda: “Chi era la persona che nasconde la sua identità sotto lo pseudonimo di John Cremer?” Personaggi fittizi come John Cremer illustrano due importanti pratiche dell’alchimista medievale: (1) molte persone di alto rango politico o religioso erano segretamente impegnate nella ricerca chimica ermetica, ma, temendo persecuzioni e ridicolo, pubblicarono le loro scoperte sotto vari pseudonimi; (2) per migliaia di anni fu la pratica di quegli iniziati che possedevano la vera chiave del grande arcanum ermetico a perpetuare la loro saggezza creando persone immaginarie, coinvolgendoli in episodi di storia contemporanea e stabilendo così questi esseri come membri di spicco della società – in alcuni casi persino fabbricando genealogie complete per raggiungere quel fine. I nomi con cui questi personaggi fittizi erano conosciuti non rivelavano nulla. Per gli iniziati, tuttavia, significavano che la personalità a cui erano assegnati non aveva un’esistenza diversa da quella simbolica. Questi cronisti iniziati nascondevano attentamente il loro arcanum nelle vite, nei pensieri, nelle parole. e atti ascritti a queste persone immaginarie e quindi trasmisero in modo sicuro attraverso i secoli i segreti più profondi dell’occultismo come scritti che per i loro nemici erano nient’altro che biografie.

nelle sue stesse parole, come conservato nelle sue figure geroglifiche: “Perciò, Nicholas Flammel, notaio, dopo la morte dei genitori, si guadagnò da vivere con la nostra arte della scrittura, compilando inventari,e riassumendo le spese di tutori e alunni, mi ritrovai nelle mani per la somma di due fiorini, un libro gilda, molto vecchio e grande: non era di carta, né di pergamena, come gli altri libri, ma era fatto solo di delicate scorze (come mi sembrava) di teneri alberi giovani: la copertina era di ottone, ben rilegata, tutta incisa di lettere o di strane figure, e per parte mia penso che potrebbero benissimo essere caratteri greci, o qualcosa di simile ad una lingua antica. Io non sono capace di leggerli, e so bene che non erano né note né lettere del latino né della Gallia.

“Quanto a ciò che vi era dentro, le foglie di corteccia o di crosta erano incise e con ammirevole diligenza scritte, con una punta di ferro, in lettere latine chiare e ordinate. Conteneva tre volte sette foglie, e  ogni settima foglia era dipinta con una vergine e un serpente che la inghiottiva: nella seconda settima, una croce dove era crocifisso un serpente, e nell’ultima serie da 7, c’erano dipinti deserti, nel mezzo dei quali scorrevano fontane, da cui fuoriuscivano un certo numero di serpenti, che correvano su e giù qua e là. Sopra la prima delle foglie, era scritto in grandi lettere maiuscole d’oro, Abramo l’Ebreo, Principe, Sacerdote, Levita, Astrologo e Filosofo, alla Nazione degli Ebrei, per l’Ira di Dio dispersa tra i Galli, manda Salute.

“Colui che mi ha venduto questo libro non sapeva cosa valesse più di quanto ne sapessi io quando l’ho comprato, credo che sia stato rubato o preso dai miserabili ebrei, o trovato in qualche parte dell’antico luogo della loro dimora. Il libro, nella seconda foglia, consola la sua nazione, consigliandoli di evitare i vizi, e soprattutto l’idolatria, assistendo con dolce pazienza alla venuta dei Messia, che dovrebbe sconfiggere tutti i re della terra e regnare con il suo popolo nella gloria eterna, senza dubbio era stato un uomo molto saggio e comprensivo.

“Nella terza foglia, e in tutti gli altri scritti che seguirono, per aiutare la sua nazione prigioniera a pagare i loro tributi agli imperatori romani, e per fare altre cose, di cui non parlerò, insegnò loro in parole comuni la trasmutazione di metalli, dipinse le foglie da entrambi i lati, con dei colori specifici, salvando il primo agente, del quale non dira` una parola, ma solo (come disse) nella quarta e quinta foglia lo dipense per intero.

“La quarta e la quinta parte quindi erano senza scritte, tutte piene di figure illuminate. Per prima cosa dipinse un giovane uomo con le ali, il quale aveva in mano una verga caducea, che si torceva con due serpenti, con cui colpì un elmo che gli copriva la testa. Sembrava a mio piccolo giudizio, essere il Dio Mercurio dei pagani: contro di lui giunse correndo e volando con le ali aperte, un grande vecchio, che sulla sua testa aveva una clessidra fissata, e in mano un libro (o Sirhe) come la morte, con la quale, in modo terribile e furioso, avrebbe tagliato i piedi a Mercurio. Dall’altra parte della quarta foglia, dipinse un bel fiore sulla cima di una montagna molto alta che era scosso dal vento del Nord; aveva il piede azzurro, i fiori bianchi e rossi, le foglie brillanti come oro fino: e intorno a esso i draghi e grifoni del Nord facevano i loro nidi e dimoravano.

“Sulla quinta foglia c’era un bel roseto fiorito in mezzo a un dolce giardino, arrampicandosi contro una quercia vuota, ai piedi del quale era una fontana che scorreva a capofitto nelle profondità, nonostante prima passasse tra le mani di persone infinite, che scavarono nella terra per cercarla, ma poiché erano ciechi, nessuno di loro lo sapeva. Sull’ultimo lato della quinta foglia c’era un re con un grande fauchion, che fece uccidere in sua presenza da alcuni soldati una grande moltitudine di piccoli bambini, le cui madri piansero ai piedi dei soldati impietosi: il sangue di quei bambini venne raccolto, e in cui il sole e la luna venivano a bagnarsi.

Nicholas Flammel ha trascorso molti anni a studiare il misterioso libro. Ha persino dipinto le foto in tutti i muri della sua casa e ne ha fatto numerose copie che ha mostrato ai dotti con cui è venuto in contatto, ma nessuno ha potuto spiegare il loro significato segreto. Alla fine decise di andare alla ricerca di un adepto o di un uomo saggio, e dopo molte peregrinazioni incontrò un medico – di nome Maestro Canches – che fu immediatamente interessato ai diagrammi e chiese di vedere il libro originale. Andarono assieme a Parigi, ma prima che arrivassero alla fine del loro viaggio, Master Canches si ammalò e morì. Flammel lo seppellì a Orleans, ma dopo aver meditato a fondo sulle informazioni che aveva assicurato durante la loro breve conoscenza, fu in grado, con l’aiuto di sua moglie, di elaborare la formula per la trasformazione dei metalli di base in oro. Eseguì l’esperimento più volte con perfetto successo, e prima della sua morte fece dipingere un numero di figure geroglifiche su un arco del cimitero di S. Innocenzo a Parigi, dove nascose l’intera formula così come gli era stata rivelata dal Libro di Abramo l’ebreo.

Tra tutti coloro che cercavano l’Elisir di Vita e la pietra filosofale, pochi passavano attraverso la catena di delusioni che afflissero il Conte Bernardo di Treviso, nato a Padova nel 1406 e morto nel 1490. La sua ricerca della Pietra Filosofale e del segreto della trasmutazione dei metalli iniziò quando aveva solo quattordici anni. Ha trascorso non solo una vita, ma anche una fortuna nella sua ricerca. Il conte Bernardo passò da un alchimista e filosofo a un altro, ognuno dei quali spiegò un teorema elementare che accettò e applico` avidamente ma sempre senza il risultato desiderato. La sua famiglia lo credette pazzo e dichiarò che stava disonorando la sua casa con i suoi esperimenti, che lo stavano rapidamente riducendo a uno stato di miseria. Ha viaggiato in molti paesi, sperando che in luoghi lontani avrebbe trovato saggi capaci di assisterlo. Alla fine, mentre si stava avvicinando al suo settantaseiesimo anno, fu ricompensato con successo. I grandi segreti dell’Elisir of Life, della Pietra Filosofale e della trasmutazione dei metalli gli furono rivelati. Scrisse un libricino che descriveva i risultati delle sue fatiche e, mentre visse solo pochi anni per godersi il frutto della sua scoperta, era pienamente soddisfatto che il tesoro che aveva trovato valesse la vita passata a cercarlo. Un esempio dell’industria e della perseveranza mostrata da lui si trova in uno dei processi che una persona lo ha persuaso a tentare e che ha portato a spendere venti anni calcinando gusci d’uova e quasi un pari periodo distillando alcol e altre sostanze. Nella storia della ricerca alchemica non c’è mai stato un discepolo più paziente e perseverante del Grande Arcano.

Bernardo dichiarò il processo di dissoluzione, compiuto non con il fuoco ma con il mercurio, come il segreto supremo dell’alchimia,

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I SIMBOLI DI ABRAHAM L’EBREO.

Dalle figure geroglifiche di Flammel.

Robert H. Fryar, in una nota in calce alla sua ristampa delle Figure geroglifiche di Nicholas Flammel, dice: “Una cosa che sembra provare la realtà di questa storia senza discordanze, è che questo stesso libro di Abramo l’ebreo, con le annotazioni di “Flammel”, che scrisse dalle istruzioni che aveva ricevuto da questo medico, era in realtà nelle mani del cardinale Richelieu, come Borel aveva detto al conte de Cabrines, che lo vide e lo esaminò “.

Luoghi Occulti: Il palazzo legislativo di Manitoba

I rappresentanti della popolazione di Manitoba approvano le loro leggi in un magnifico edificio, ma pochi si rendono conto che si basa interamente su principi occulti e massonici. La grande quantità di dettagli in questa ricostruzione del Tempio di Salomone rivela l’importanza delle società segrete e delle filosofie ermetiche nelle democrazie odierne. Questo articolo, scritto dal collaboratore Harm One, esplora i numerosi simboli occulti in questo edificio pubblico

Non c’è carenza di elementi gotici nell’architettura nordamericana, inoltre, un’abbondanza di modelli neo classici ed esoterici di varie epoche si vedono in una serie di edifici, in ogni città. Ma Winnipeg, Manitoba, ospita un esempio architettonico unico, nascosto in bella vista. A pochi chilometri dall’esatto centro geografico del Nord America, si trova l’edificio legislativo di Manitoba (MLB) rifinito con calcare tyndall, completo di fossili marini. Si trova su 30 acri di parco a Broadway, alla periferia del centro di Winnipeg.

Winnipeg nel centro geografico del Nord America

È piuttosto uno spettacolo da vedere solo da fuori, ma esplorando l’interno si trova un progetto per integrare immagini cristiane, greche, egiziane, babilonesi e ebraiche, combinate in modo alchemico con la più antica tradizione magica dell’ermetismo. Anche se per anni non abbiamo prestato molta attenzione all’edificio stesso, l’illuminazione ad alta pressione intorno all’MLB ci ha incuriosito; quando la fissi abbastanza a lungo, la tua visione colorata del mondo si riduce a uno strano effetto psichedelico viola, un’attività adolescenziale nota come “purple haze”. Non sapevamo cosa rappresentasse realmente questo edificio.. Solo nel 2006 il grado di influenza massonica incorporato nell’MLB è diventato notizia mainstream, con la Winnipeg Free Press e altri che hanno realizzato rapporti estesi ed esclusivi, esponendo innumerevoli simboli sinistri mentre lo rappresentavano come un progetto molto positivo e ben intenzionato a ” celebrare la rinascita “. La dedizione e lo spettacolo del potere relativo all’ermetismo in tutto, è ciò che considero in parte il più importante simbolismo del MLB.

“Il ragazzo d’oro”. Ermes è di primaria importanza per gli studiosi massonici, perché fu l’autore dei rituali iniziatici massonici, che furono presi in prestito dai Misteri istituiti da Ermes. Quasi tutti i simboli massonici sono di carattere ermetico.

IL TEMPIO DI SALOMONE – LE TRE STANZE SACRE

L’aspetto più interessante del MLB? Probabilmente è il fatto che l’edificio sia proporzionato sull’originale Tempio di Salomone, secondo il ricercatore Frank Albo (FA) dell’Università di Winnipeg. Il ricercatore ha studiato le misurazioni e i dettagli del MLB e ha concluso che tutte le proporzioni sono state meticolosamente mantenute. L’originale Tempio di Salomone fu costruito durante il 10 ° secolo Ac e alla fine fu abbattuto dai Babilonesi nel 586 Ac. Un secondo tempio sarebbe stato costruito quattrocento anni dopo nello stesso luogo del primo, a Gerusalemme, sul punto più alto della città santa. Era il centro di culto e generalmente un luogo di incontro per il popolo ebraico di Gerusalemme. L’originale è stato progettato da Hiram Abiff che ha presentato i piani al re Salomone. Storicamente, i massoni collocano il Tempio di Salomone in grande considerazione; è posto nella gerarchia spirituale e come teatro del pensiero iniziatico. Entrando nel MLB dalla parte anteriore ti troverai in una grande sala che è un quadrato perfetto, e ogni lato è lungo 66,6 piedi. Secondo Albo, il 666 è un riferimento all’opera occulta “De Occulta Philosophia” di Cornelius Agrippa. Mentre il numero 666 è di solito associato alla bestia dell’apocalisse, ci sono molti diversi significati possibili. Più rilevante per l’MLB secondo i media, la sua relazione con il sole e il suo potere vitale; si trova quando si sommano i numeri da 1 a 36 insieme si giunge al risultato 666. Il significato di 36 si riferisce al numero di costellazioni controllate dal sole.

Tornando sala, vieni prima accolto da due statue di bisonti a grandezza naturale, intricate nei loro dettagli, con l’intento di catturare la magia protettiva dei tori nei templi antichi, si ritiene che difendano dal malei.

I due bisonti misurano 3 × 13 piedi (13 è un numero massonico sacro)

Passando attraverso i due pilastri della Massoneria e entrando nel Tempio di Salomone

Proprio tra i tori si trova la grande scalinata, con 3 rampe di 13 gradini ciascuna, di marmo italiano venato marrone.

Salendo le scale si entra nel livello direttamente sotto il Golden Boy, la stanza con il soffitto a cupola che ospita un cerchio circolare e una ruota geometrica, circondata da un bordo di marmo a mosaico. Una stella a otto punte al centro della stanza inferiore sotto l’altare, conosciuta come il guscio della stella nera. La stella era anche un simbolo della dea babilonese Ishtar, è direttamente allineata con la statua di Hermes.

Rotonda situata proprio sotto il Golden Boy

Uno deve stare direttamente sopra la stella e parlare nell’altare e sentire la propria voce trasformata, un gioco armonico agghiacciante che crea un quinto armonico perfetto. Questa area del MLB è anche progettata sul modello di una camera sacrificale, una in cui gli dei del mondo sotterraneo hanno ricevuto il potere attraverso il sacrificio, le anime defunte, guidate da Ermes, agli inferi. Apparentemente il marmo venato vicino alla stella è pensato per essere una metafora del sangue di una vittima sacrificale, secondo i racconti di Frank. Tutto questo in una stanza perfettamente centrata sotto la cupola superiore, in cima alla quale il Ragazzo d’oro si affaccia verso nord.

Spostandoti attraverso la sala in un’altra stanza nota come sala di ricevimento del luogotenente. In questa stanza si trovano diverse reappresentazioni di Ermes, non solo questo, ma quando converti in cubiti massonici le dimensioni si traducono in 20 per 20 cubiti, le stesse misurazioni riportate nel primo libro dei re, nella Bibbia. Appena al di sopra di questa stanza, all’esterno, una replica dell’Arca dell’Alleanza è scolpita in una posizione aerea centrale, in pietra, e anch’essa mantiene le proporzioni all’Arca biblica dell’Alleanza che era custodita nel tempio.

La sala di ricevimento del Luogotenente Governatore

Tende blu simili al velo blu che ricopriva l’Arco dell’Alleanza nel Tempio di Salomone

L’Arca dell’Alleanza del MLB, proprio sopra il Sancta Sanctorum (la camera del Luogotenente Governatore)

In cima alla vecchia chiesa rinascimentale abbiamo ancora il Golden Boy al culmine dell’edificio, forse l’aspetto più importante di tutto questo: un lucido e imponente pezzo di bronzo da 17 piedi rivestito in oro vero. Il ragazzo d’oro è una metafora per Ermes Trismigestus, il padre dell’alchimia, la filosofia occulta che ha insegnato la saggezza della luce, si erge su un piede con grazia, ha una torcia in una mano e grano nell’altra. Issato sulla cupola nel 1919, si affaccia a nord, verso il famigerato North End di Winnipeg. Di notte la statua brilla tanto quanto quando il sole è sopra di essa. Nel regno spirituale, il simbolismo alchemico nel MLB ha un peso in quanto l’alchimia veniva spesso usata per comunicare più delle semplici parole. È l’unione degli opposti e molto altro.

Sulla torre principale che ospita la cupola, ci sono 4 gruppi di 3 sculture di figure a grandezza naturale, ognuna delle quali rappresenta terra, vento, fuoco e acqua, oppure potrebbero essere viste come Scienza, Agricoltura, Arte e Industria. Non solo i quattro elementi vengono rappresentati da queste statue, secondo Frank Albo, il ragazzo d’oro presiede i 4 elementi con lo scopo di “unificarli” e “trasmutarli in oro”, un altro importante processo alchemico.

Statua dell’agricoltura – che rappresenta la Terra, uno dei quattro elementi dell’alchimia

MOTIVI EGIZIANI

L’MLB cattura anche la magia più profonda e oscura dell’Egitto; due grandi sfingi abbelliscono il tetto della torre principale, una delle quali è rivolta verso il sole che sorge, mentre l’altra si affaccia sul sole al tramonto, nascosta in bella vista e a grandezza naturale. Le sfingi recano anche iscrizioni geroglifiche che traducono il nome di Thutmosis III. È noto ai massoni che gli egiziani sono i più precisi dei maghi, e il loro lignaggio è reclamato dai rosacrociani. Nella stessa area del MLB, riferimenti in geroglifico sono fatti anche al dio sole Re, con un geroglifico che si traduce come “La manifestazione eterna del dio sole Re, il dio buono che dà la vita”. Questi tipi di iscrizioni sono ciò che ci si può aspettare sulle pareti di antiche tombe e templi, non nascosti sul tetto di un edificio governativo.

FUNZIONI SECONDARIE

Riassumendo le principali caratteristiche secondarie incluse nel MLB: si hanno le due grandi sfingi sul tetto (che recano iscrizioni del dio del sole Ra), più coppie di bisonti a grandezza naturale, la testa di Medusa, i teschi di bestiame e altri disegni apotropaici tra cui teste di leone, varie lampade e luci (di natura simbolica), una delle quali situata nella rotonda rappresenta Gesù, con dodici luci attorno a una centrale, petali in oro rosa, volti maschili e femminili destinati a simboleggiare la discendenza di Ermes e Afrodite (Hermaphroditos), un albero della vita nella camera legislativa di Augustus Tack, scolpito da Georges Gardet (statua di Mosè che regge i dieci comandamenti, e Solone dell’antica Atene), sculture dei fratelli Piccirilli, preparate da Albert Hodge, temi astronomici come la rievocazione della processione degli equinozi attraverso l’illusione ottica nel santuario. Alcune date di costruzione erano programmate per giorni in cui i pianeti erano allineati. Nel parco come cornice che circonda l’edificio, ci sono molti gruppi di luci, con 3 lampade perfettamente tonde per ogni gruppo.

Un murale raffigurante la prima guerra mondiale come la Passione di Cristo. La figura centrale, a torso nudo, rappresenta Gesù Cristo ma rappresenta anche un massone iniziato alla Confraternita.

Ci sono anche varie statue monumentali sulla proprietà tra cui Louis Riel, che è esposta a sud e lontano dall’edificio. Sul lato opposto si trova un monumento della regina e varie altre figure intorno al cortile.

Dopo aver appreso i dettagli architettonici del MLB, si poteva solo immaginare che fosse stato progettato specificamente per i professionisti delle arti occulte in un’eterna ricerca di conoscenza e forse per ottenere la divinazione attraverso la purificazione fisica e spirituale della bellezza usando l’immaginazione sperimentale, unione di opposti e magia sessuale. Indipendentemente da tutte queste possibilità è difficile non definirlo un’esperienza moralmente edificante, camminare per le sale e le scale del MLB, trascendere nella natura e nello spirito e` l’effetto del design presente in tutte le sale; i mobili e le sculture eleganti, i decori / materiali ornamentali, i diversi modelli, l’apparente precisione delle misure, geroglifici e dipinti, ecc. Come nel caso dei templi originali di Gerusalemme, un senso di redenzione spirituale viene indiscutibilmente provato in tutto l’edificio.

GLI ARCHITETTI E LE LORO MOTIVAZIONI

Frank Simon è noto come l’architetto principale coinvolto, un uomo che è stato pesantemente influenzato dai membri di una loggia massonica chiamata “Simple Hearts of the Polar Star”, che è sotto l’ala del Grande Oriente di Francia. Simon in origine aveva vinto un concorso offerto dal governo di Manitoba nel 1911, ma una figura d’ombra di nome Septimus Warwick ottenne in realta` credito in Europa per i disegni dell’edificio. Simon sembra essere il front man per i suoi fratelli massonici. Nella mente di Simon, l’esecuzione della geometria nell’edificio avrebbe fatto affidamento su un miracolo divino, e sebbene l’edificio non sia mai stato completato a causa di problemi finanziari e ritardi con la prima guerra mondiale, avere motivi esoterici che si scontrano così intimamente con gli aspetti cristiani lo rende innegabilmente un pezzo di architettura trascendente e sublime. Per quanto riguarda il motivo per cui l’edificio è stato costruito, Simon ha detto che “gli uomini e le donne non possono essere felici o buoni in un ambiente che è comune, brutto, poco interessante”. Usando il metodo della “sezione aurea” che risale a Vitruvio, Simon e il suo team raggiungono una perfezione nei dettagli geometrici, un certo senso di bellezza che è innegabile. Secondo Albo, che senza dubbio ha la più profonda comprensione dei personaggi coinvolti nella concezione dell’edificio, Simon intendeva produrre con l’MLB, un effetto subliminale attraverso l’architettura che “spingerebbe le persone verso virtù come la fede, la speranza, la moralità e beneficenza “. Essendo un allievo di Frank Albo, ho raccolto molte informazioni durante il mio periodo universitario, ma ho avuto più domande che risposte. Quando si tratta di possibili motivi per la costruzione del MLB, una persona fantasiosa potrebbe trarre conclusioni sinistre basate su connessioni ecclesiastiche e fatti reali. Winnipeg è una città altamente massonica, ed è ancora attiva a tale riguardo. È stata anche descritta come un luogo con un alto livello di energia psichica. Il creatore di Sherlock Holmes Conan Doyle una volta ha detto di Winnipeg: “Sono giunto alla conclusione che Winnipeg e` uno dei luoghi con maggiore energia psichica”. Doyle era a Winnipeg per assistere a una seduta in una casa dove diversi maestri massoni si riunivano per chiamare i morti.

CONCLUSIONE

La bellezza pura e maestosa del Manitoba Legislative Building è certamente impressionante. È in perfetto contrasto con la tendenza moderna di edifici senza volto e sterili, concepiti esclusivamente per scopi pratici. Dopo aver analizzato i simboli, si può tuttavia mettere in discussione il significato spirituale dell’edificio. I lati della grande sala misurano esattamente 66,6 piedi, 666 essendo il numero della bestia dell’Apocalisse e il numero comunemente associato a Satana. Il guscio della stella nera contiene la stella a otto punte di Ishar, la dea babilonese del sesso, della fertilità, dell’amore e della guerra. La sua setta implicava la prostituzione sacra ed era considerata la “cortigiana degli dei”. Ishtar è anche una rappresentazione di Venere, che è indicata come la stella del mattino – l’altro nome di Lucifero. Un altro simbolo interessante è la statua di Mosè che presenta corna sulla fronte.

Michelangelo ha ritratto Mosè in modo simile nella chiesa di S.Pietro causando molte polemiche. Mentre ai profani viene detto che le corna erano semplicemente il risultato di una traduzione errata della Bibbia, il loro vero significato è rivelato agli occultisti:

“Così con le corna, Michelangelo defini` Mosè un uomo di potere e di statura rendendolo più grande di un semplice legislatore di una tribù locale. Con le corna, lo salutò non solo come colui che ha assistito alla presenza di Dio, ed era diventato un tutt’uno con la sua stessa divinità, ma come una leggenda poiche` dopo la sua assoluta realizzazione come uomo e` tornato . Solo in pochi tornano, giù per la montagna, per insegnare e guidare l’umanità “.
-Eloise Hart, Theosophical University Press

Il Mose` con le corna rappresenta l’uomo che ha ottenuto la divinità con i propri mezzi, attraverso la padronanza delle scienze e della magia, ovvero abbracciando dalla dottrina luciferiana. Inoltre, la rappresentazione simbolica di Gesù Cristo come iniziato massonico riflette il concetto esoterico di Cristo come “uomo perfetto”. In altre parole, gli occultisti credono che ognuno può diventare il proprio Cristo attraversando le sfere dei Misteri. Infine, le numerose teste di ariete scolpite all’interno e all’esterno dell’edificio ricordano piuttosto la figura cornuta di Baphomet.

Fonte

Luoghi Misteriosi: La cappella di Sansevero

Le leggende locali sulla cappella di Sansevero a Napoli affermano che le sorprendenti opere d’arte in essa presente sono il risultato di stregoneria e magia nera. Le sculture sembrano impossibili da creare a mano e inoltre possiamo vedere due macabre figure umane frutto, a quanto pare, di uccisioni rituali. Infine la cappella e` circondata da un atmosfera oscura e da una forte presenza di simbolismo massonico.

A prima vista, la Capella di Sansevero è una tua tipica cappella italiana del XVII secolo, ricca di dipinti e sculture di natura religiosa. Tuttavia, uno sguardo più attento ai vari elementi della cappella rivela come vi sia qualcosa di “fuori posto”. Alcune sculture sono così “vivide” che portano molti a credere che siano stati il risultato di un processo soprannaturale. Inoltre, il simbolismo enigmatico che si trova all’interno della cappella e` un mezzo per inviare un importante messaggio allegorico esoterico.

Quando i visitatori scendono alcuni scalini, vedono cose come questa:

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Nella cappella sono in mostra i resti di due corpi umani con tanto di sistema nervoso in bella vista. Soprannominati “Adamo e Eva” – ma conosciuti come “macchine anatomiche” – questo bizzarro spettacolo è stato oggetto di ogni sorta di speculazione occulta.

Per comprendere appieno il perche` di questa cappella, bisogna capire il suo creatore: Raimondo di Sangro, il principe di Sansevero. Considerato un inventore e un brillante filosofo da molti, altri credevano che fosse un crudele mago nero il quale uccideva la gente per bizzarri scopi.

Una visita alla sua Cappella di Sansevero dà credibilità a entrambi i punti di vista, poiché mette in evidenza il suo genio alchemico e…la sua follia. Prima di esaminare le bizzarre opere d’arte esposte nella cappella, spendiamo qualche parola per spiegare chi e` l’uomo dietro a questa strana opera.

RAIMONDO DI SANGRO IL “PRINCIPE STREGONE”

Dall’età di 10 anni, Sangro fu educato presso il Collegio dei Gesuiti di Roma. Nel 1730, all’età di 20 anni, ritornò a Napoli usando il titolo “Principe di Sansevero”. Presto si unì alle fila di società segrete occulte.

“Nonostante la formazione religiosa che aveva ricevuto con i gesuiti, il giovane si unì presto alla fratellanza segreta dei rosicrucani, dove fu avviato allo studio di antichi riti alchemici, la cosiddetta “arte sacra” o “arte del re” tramandata nei secoli dal sacerdote egiziano ai suoi discepoli. Don Raimondo trovo` la sua vocazione. Pur mantenendo il silenzio estremo sui “suoi fratelli” e sugli insegnamenti ricevuti (non ha lasciato alcun documento sulle attività della setta misteriosa) il principe cambio` radicalmente la sua vita e dedico` tutto il suo tempo all’alchimia. Flaconi, forni e alambicchi riempivano la cantina del suo palazzo e durante la notte non era raro vedere strani vapori e odori disgustosi che uscivano dalle finestre della cantina. Fu da allora che i napoletani cominciarono a soprannominarlo stregone “.
– Rino Di Stefano, Raimondo de Sangro,
Il principe “Stregone”

Di Sangro introdusse la Massoneria nella sua città, diventando il capo della massoneria napoletana. Questo fatto, combinato con la sua capacità di presentare invenzioni peculiari, come una “fiamma eterna” fatta da un composto chimico di sua creazione e da ossa di cranio umano, non faceva altro che accrescere la leggenda attorno a Di Sangro.

“Il principe Raimondo di Sangro era conosciuto come un uomo eccentrico, enigmatico e mistico. Era il capo della loggia massonica napoletana, i cui simboli si stagliano in tutta la cappella. Era inoltre studente in numerose aree scientifiche, nonché alchimista e mistico. Parlava diverse lingue esotiche come l’ebraico e l’arabo e fu un inventore di creazioni alquanto bizzarre, come ad esempio un trasporto meccanizzato con cavalli di legno che si diceva fosse in grado di viaggiare sia su terra che su acqua. Queste eccentricità fecero assumere al principe una reputazione come praticante di magia e magia nera. Girava voce che eseguisse riti magici sinistri, sacrifici umani e maledizioni. Si diceva anche potesse compiere grandi risultati alchemici, come creare sangue dall’acqua o addirittura dall’aria e che usasse le varie parti del corpo delle sue vittime sacrificate nei suoi odiosi incantesimi e pozioni. Si dice che il Principe si rinchiudesse per giorni e eseguisse esperimenti sugli esseri umani, come rianimare i morti. Queste voci e leggende oscure che circondavano il principe lo resero un uomo da temere e da evitare; Un mago nero potente che poteva piegare forze magiche e naturali alla sua volontà. Il principe fece ben poco per negare queste voci e si pensa che le abbia anzi incoraggiate “.
– Brent Swancer, The Bizarre Anatomical Machines of Italy

Uno dei molti “hobby” di Sangro era il Bel Canto. Niente di strano, no? Chi non apprezza un bel canto?

Tuttavia,  il “Bel Canto”, per il di Sangro, significava acquistare ragazzini da genitori poveri, castrarli e costringerli a cantare.

“Nonostante fosse un padre di famiglia (…), al Principe piaceva avventurarsi nelle sue proprieta` in cerca di giovani ragazzi con belle voci. Di solito li trovava nel coro della chiesa. Il passo successivo era quello di comprarli offrendo denaro ai genitori (di solito poveri, contadini analfabeti con una prole numerosa). Questi ragazzini venivano poi portati dal suo medico personale, Don Giuseppe Salerno, che li castrava. La loro meta finale era il conserrvatorio dei Poveri di Gesù Cristo a Napoli, dove i giovani avrebbero iniziato la loro carriera da “soprani”.
(…)

Vedeva nei castrati una ricerca di perfezione, che secondo i rosicruciani derivava dall’ “annullamento del dualismo che proviene dalla separazione, un ritorno all’essere primordiale androgeno”.
– Ibid.

Mentre la reputazione di di Sangro cresceva, e i suoi scritti hanno ottennero pubblicità, si costitui` una cerchia di potenti amici e nemici. Il suo coinvolgimento nella Massoneria gli procuro` una scomunica da parte della Chiesa Cattolica.

Trascorse il resto della sua vita decorando la Cappella di Sansevero, trasformando questo piccolo luogo in una rappresentazione grandiosa del “percorso alchimico e massonico all’illuminazione”.

UN MISTERIOSO TEMPIO OCCULTO

Prima che fosse trasformata da Raimondo di Sangro, la Cappella Sansevero era già oggetto di voci bizzarre. Si diceva fosse stata costruita su un vecchio tempio di Iside e, per dimostrare questo fatto, i locali indicano una statua enorme del Dio del Nilo, situata proprio dietro l’angolo della sua casa.

La Statua del Dio del Nilo a Napoli.

Come se non bastasse, alla fine del XVI secolo, Palazzo Sansevero fu la scena di un brutale omicidio, quando il compositore Carlo Gesualdo scopri`la moglie e il suo amante a letto uccidendoli. Fino al 1888, un passaggio collegava Palazzo Sansevero alla cappella Sansevero.

Tuttavia, è quando Raimondo di Sangro trasformo` questa cappella in un progetto alchemico che il sito divenne un’attrazione, soprattutto nei circoli occulti. Oltre all’enigmatico “messaggio nascosto” della cappella, sono le opere d’arte che mistificano i visitatori. Sembrano dichiarare con audacia: “ero un occultista e questo era quello che potevo fare”.

Le opere d’arte della Cappella Sansevero sono davvero uniche, potenti e sconvolgenti, e costringono i visitatori a chiedersi: “Come c’e` riuscito?” Quando si conosce lo sfondo esoterico e alchemico del principe, si arriva alla domanda: “Che queste opere siano state create attraverso un processo alchemico?”

L’esempio più interessante è il Cristo velato. Situato in mezzo alla cappella, questa scultura di Cristo coperta da un sottile velo ha una caratteristica incredibile: come sono riusciti a creare questa scultura dal marmo, con un semplice scalpello? Il velo è troppo … reale.

Il Cristo velato

Un ingrandimento del volto

“Completata nel 1753 da Giuseppe Sanmartino e commissionata da Raimondo di Sangro, raffigura Cristo deposto dopo la crocifissione, coperto da un velo trasparente. Questo velo è reso con una tale meticolosita` da ingannnare, quasi, l’osservatore: si ha l’impressione che la “vera” scultura sia sotto e che il velo possa essere facilmente sollevato.

Per merito della straordinaria virtuosità di Sanmartino, nel scolpire il velo, e` cominciata a circolare una strana leggenda.

La leggenda narra che fu lo stesso principe Raimondo di Sangro, il quale commissiono` l’opera, a realizzare in realtail velo, lo pose sulla scultura di Sanmartino e la pietrifico` con un metodo alchemico di propria invenzione; Da qui la fenomenale fluidità del drappo e la “trasparenza” del tessuto “.
– Bizarrobazar, The Mystery of Chapel Sansevero

Per secoli, una “leggenda nera” circondava questa e altre sculture nella cappella la quale sosteneva che il Principe usasse un misterioso processo alchemico per “marmizzare” un fine drappo sopra la scultura.

Alcuni osservatori notarono un particolare inquietante: Sembra che il Cristo respiri.

“Ci potrebbe essere un’altra piccola anomalia in questo Cristo velato, poiché c’è una leggera indentazione sulla narice, come se il drappo venisse “risucchiato” dal respiro – che questo Gesu` morto sia vivo? Sangro credeva che Gesù non fosse morto sulla croce? Se è così, forse non era solo un massone, ma un membro di un altro ordine ancora più misterioso?

Gesù scomparve dalla sua tomba – ma non è solo. La lapide del principe può ancora essere vista nella cappella. Morì il 22 marzo 1771, “da una malattia improvvisa causata dai suoi esperimenti meccanici”. Durante le lunghe notti passate nel suo laboratorio aveva probabilmente inalato o ingerito qualche sostanza tossica, che questa volta era diventata letale. Il suo sarcofago, tuttavia, non contiene il suo corpo; Qualcuno lo ha rubato. Quando o perché non è noto.

Raimondo aveva una placca posta nella cappella, affermando che la persona che ha commissionato queste opere (cioè se stesso) è stata spinta dal desiderio “di stupire, scoprire e insegnare”.
– Phillip Coppens, la cappella alchemica

Sulla sinistra di Cristo velato è la castità, una scultura modellata ad immagine della madre di Sangro, Cecilia Caetani d’Aragona. La donna nuda è coperta da testa a piedi da un sottile velo che rivela le sue forme in ogni dettaglio. Questa opera d’arte è, ancora una volta, un’altra impresa scultorea “impossibile”. Come si può ottenere questo effetto utilizzando del marmo?

La castita`

“La Pudicizia di Corradini, con il suo drappeggio che riveste il carattere femminile come se fosse trasparente, è un altro ” mistero ” della tecnica scultorea, dove la pietra sembra perdere il suo peso, diventando eterea e quasi fluttuante. Immaginate come l’artista abbia iniziato il suo lavoro da un blocco quadrato di marmo, come l’occhio della sua mente “abbia visto” questa figura dentro di sé, come ha pazientemente rimosso tutto ciò che non le apparteneva, liberando a poco a poco la figura dalla pietra, levigando raffinando e scolpendo ogni superficie rugosa del suo velo “.
– Cit, Bizarrobazar.

Anche se la statua è stata modellata ad immagine della madre di Sangro, è chiaramente un omaggio alla figura più importante della massoneria: L’iside velata.

“La donna velata può essere interpretata come allegoria della Saggezza ed e` un riferimento all’Iside velata, divinità speciale della scienza dell’iniziazione”.
– Made in South Italy, The Alchemist Chapel

Infatti, nel simbolismo occulto, l’Iside velata è la rappresentazione ultima dei misteri occulti dove la verità è velata al profano fino alla vera iniziazione esoterica.

“I misteri dell’ermetismo, le grandi verità spirituali nascoste dal mondo dall’ignoranza del mondo e le chiavi delle dottrine segrete degli antichi filosofi sono tutti simboleggiati dalla Vergine Iside. Velata da capo a piedi, rivela la sua saggezza solo ai pochi iniziati che hanno guadagnato il diritto di partecipare alla sua sacra presenza, strappando alla natura il suo velo di oscurita` e stando faccia a faccia con la realtà divina. (…)

Per il moderno ricercatore è l’epiteto della Grande Incognita  e solo coloro che la sveleranno potranno risolvere i misteri della vita, della morte, della generazione e della rigenerazione “.
– Manly P. Hall, Gli Insegnamenti Segreti di tutte le età

I locali sostengono che la castità è posta esattamente dove si trovava la statua di Iside, nel passato, quando la cappella era un tempio di Iside.

Sul lato opposto della castità è la disillusione, un’altra significativa scultura infusa con un profondo simbolismo. Modellata ad immagine del padre del principe Antonio di Sangro, raffigura un uomo che lotta per liberarsi da una rete mentre viene aiutato da un giovane alato.

Ancora una volta, un mistero circonda questa scultura: come può essere creata una rete sopra un corpo che sembra essere stato già scolpito? È stato usato un processo alchemico per ottenere questo sorprendente risultato?

A differenza della Castita`, questa scultura è un’allegoria di un fondamentale concetto massonico: la liberazione dell’Uomo attraverso il suo intelletto.

“Il suo significato allegorico è che l’uomo cerca di liberarsi dalle false credenze (la rete) con l’aiuto dell’intelletto (il giovane)”.
– Rino Di Stefano, “San Severo”

Sebbene ci siano altre sculture nella cappella, le tre sopra descritte sono legate alle loro misteriose qualità organiche. Inoltre, queste tre sculture costituiscono un “triangolo esoterico”. Con la castità a sinistra (rappresentante il principio femminile), la disillusione sulla destra (che rappresenta il principio maschile) e il Cristo velato al centro (rappresentante “l’uomo perfetto”), le sculture esotericamente rappresentano un principio ermetico fondamentale: Creare l’uomo perfetto.

Nei circoli occulti, questo concetto è personificato da Iside e da Osiride che si uniscono per creare Horus – l’essere perfetto.

Nel mio articolo su Sirio scrivo:

“Per ottenere la perfezione, l’iniziato deve, con successo, comprendere e interiorizzare la doppia natura del mondo (bene e male, maschile e femminile, bianco e nero, ecc.) attraverso la metamorfosi alchemica. Questo concetto è rappresentato simbolicamente dall’unione di Osiride e Iside (i principi maschili e femminili) per dare vita a Horus, figlio stellare, figura simile a Cristo, l’uomo perfetto della Massoneria – che è equiparato alla Stella Ardente. ”

Il piano originale della cappella gioca anche sul concetto di dualità e di iniziazione esoterica.

Il pavimento originale della cappella prima che venisse cambiato nel 1909.

Il pavimento originale era in bianco e nero – a rappresentare la dualità e l’unificazione delle forze opposte – non diversamente dal pavimento a scacchiera che si trova in tutte le loggie massoniche. L’intricato disegno tridimensionale rappresenta un labirinto – un simbolo iniziatico nella massoneria.

“I labirinti erano luoghi di iniziazione privilegiati tra molti antichi culti. I resti di questi labirinti mistici sono stati trovati tra gli indiani americani, gli indù, i persiani, gli egiziani e i greci. (…) Il celebre labirinto di Creta, in cui si poteva trovare il Minotauro, era indubbiamente un luogo di iniziazione nei Misteri Cretesi.

I labirinti erano simbolici delle implicazioni e delle illusioni del mondo inferiore attraverso cui vagano l’anima dell’uomo nella sua ricerca della verità “.
– Sala, op. cit.

ADAMO ED EVA

Le due “macchine anatomiche” esposte nella Capella di Sansevero.

Vi starete forse chiedendo di che cosa si tratta. Beh, e` esattamente quello che sperate non sia. E forse peggio.

L’opera è costituita da due scheletri reali di un maschio maturo e di una donna incinta. Viene esposto il loro intero sistema nervoso, dove le arterie sono colorate di rosso e le vene sono colorate di blu.

Un primo piano della testa della donna.

Originariamente anche il feto della donna era esposto, ma nel tempo e` misteriosamente scomparso.

Come e` riuscito, Raimondo di Sangro, a preservare il sistema nervoso di questi due esseri umani? Beh, questo è un mistero che continua a non trovare soluzione. E, ancora una volta, una “leggenda oscura” circonda queste “macchine anatomiche”.

Si diceva infatti che “Adamo ed Eva” erano due servi di Sangro a cui veniva somministrata una sostanza che cristallizzava il loro sistema nervoso, uccidendoli nel processo. Ecco un racconto drammatico della leggenda:

“Il principe, proprio come uno stregone, stava mescolando la preparazione in un grande calderone. Alla fine del processo, il liquido misterioso è pronto. Dall’altra parte della stanza, i due servitori legati e imbavagliati non possono nemmeno più urlare. L’uomo sta singhiozzando, mentre la donna, immobilizzata, rimane vigile e attenta – forse la nuova vita che porta nel suo grembo le impedisce di provare paura. Il principe non ha molto tempo, deve agire rapidamente. Riversa il liquido in una strana pompa, si avvicina poi alle sue vittime: nei loro occhi vede un terrore senza nome. Comincia con l’uomo, stimolando la vena jugulare e iniettando il liquido nel suo sangue con una siringa. Il cuore pomperà la preparazione in tutto il corpo, mentre il principe guarda l’uomo agonizzare. E` tutto finito: il servo è morto. Ci vorranno due o tre ore perché la miscela si solidifichi e sicuramente più di un mese prima che la carne putrificata cada dallo scheletro e dalla rete delle vene, delle arterie e dei capillari. Ora è il turno della donna “.
– bizzarrobazar, I misteri della Cappella Sansevero

Mentre recenti “studi” affermano che di Sangro ricostrui artificialmente i sistemi nervosi di questi corpi utilizzando filo e cera d’api, lo trovo difficile da credere. Voglio dire, basta guardare le foto sopra. Come può un uomo creare quel complesso sistema manualmente?

“Questi due scheletri sono costituiti da una complessa rete di tendini, arterie e vene  metallici che rappresentano il sistema arterioso, le viscere e la muscolatura con una precisione accattivante e minuziosa. I crani delle due figure sono incernierati e possono essere aperti per rivelare la ragnatela incredibilmente dettagliata dei vasi sanguigni. I modelli sono talmente inquietanti e grotteschi che si credeva che il principe oscuro avesse effettivamente usato magia nera e alchimia su alcuni dei suoi servitori per trasformarli in queste abominazioni.

Indipendentemente dal fatto che siano il risultato di magia nera o meno, Adamo ed Eva presentano un certo numero di misteri molto reali, come ad esempio l’essenziale enigma sul come siano stati creati. Per anni il metodo di costruzione e` stata fonte di confusione tra scienziati e medici. Erano reali i sistemi circolatori induriti e, in caso affermativo, come sono rimasti così notevolmente ben conservati per più di 200 anni? Erano artificiali? In caso affermativo, come potrebbero essere riprodotti così fedelmente? Dal momento che c’era poca o nessuna documentazione sulla creazione originale delle macchine anatomiche, si trattava di domande, le quali le risposte, sono rimaste per lungo tempo, sfuggenti. La teoria principale era che le due macchine anatomiche furono create attraverso un processo noto come plastificazione o “metallizzazione umana”, che prevede l’iniezione di sostanze direttamente nei sistemi circolatori dei soggetti mentre erano ancora in vita. Successivamente questi materiali scorrevano lungo le vene per poi indurirsi, uccidendo dolorosamente la sfortunata vittima nel processo. Nessuno tuttavia sa quello che e` successo veramente “.
– Op Cit. Swancer

A conti fatti non importa se siano veri o falsi, queste macchine anatomiche non sono li semplicemente per spaventare i visitatori. Servono a scopo simbolico nel “grande lavoro” alchimico che è la cappella.

Attraverso vari indizi, si ritiene che le macchine anatomiche rappresentino l’ultima fase del processo alchemico chiamato Rubedo – il rossore – simboleggiato da una fenice rossa che sale dalle sue ceneri. Fatto interessante: le “macchine” erano originariamente esposte in una stanza chiamata “La Fenice”.

“Il posizionamento originario delle `macchine anatomiche “, all’interno del settore Fenice su una piattaforma girevole, sembra una scelta simbolica: forse Raimondo di Sangro li considerava una rappresentazione della rubedo, una fase nella ricerca della pietra del filosofo nella quale la materia si ricompone, concedendo l’immortalità “.
– Cit., Bizzarrobazar

Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che la cappella è circondata dal mistero. Questo è amplificato dal fatto che di Sangro distrusse il proprio archivio scientifico prima di morire. Dopo la sua morte, sotto minaccia di scomunica da parte della Chiesa a causa del coinvolgimento di Sangro con la Massoneria e l’alchimia, i suoi discendenti distrussero ciò che era rimasto dei suoi scritti, delle sue formule, delle attrezzature di laboratorio e dei risultati degli esperimenti. Tutto quello che resta è simbolismo sottilmente velato.

CONCLUDENDO

Ad immagine del suo creatore, la Cappella di Sansevero è brutale e inopportuna. È una celebrazione del percorso esoterico e una vetrina del know-how alchemico di un entusiasta occultista. Mentre “occulto” significa letteralmente “nascosto dal pubblico”, Raimondo di Sangro ha trascorso la sua vita pubblicando i suoi interessi e scoperte, mettendo a malapena “un velo” sulla vera natura dei suoi esperimenti.

La Cappella è dunque una di quelle rare situazioni in cui la “magia” può essere osservata da vicino. Mentre le sublimi opere d’arte della cappella sono una celebrazione della vita, della bellezza e della spiritualità, la manipolazione morbosa dei cadaveri celebra la morte, il decadimento e il terribile. Insomma, non diversamente dai pavimenti in bianco e nero che coprivano questo tempio occulto, la Cappella di Sansevero rappresenta visivamente la dualistica natura dell’universo e, per corrispondenza, la natura dualistica dell’uomo. Una volta che queste forze opposte sono unite e la dualità è risolta, si dice che la perfezione esoterica sia raggiunta. Per conseguire cio, non si deve avere paura ne di alzare il proprio sguardo al cielo ... ne` di fissare le profondità dell’inferno.

Fonte