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Piantare Marijuana a Fukushima potrebbe aiutare ad eliminare le radiazioni

Anche se non ci piace l’idea di esporre la cannabis alle radiazioni nucleari, la verità è che questa pianta dai molti talenti potrebbe significativamente contribuire a ridurre gli alti livelli di radiazioni riscontrati nel settore della prefettura di Fukushima. Ad oggi è stata prevista una zona di evacuazione di 20 -30 km attorno alla centrale, in quanto l’indice di radiazioni rilevato entro questo raggio sarebbe mortale per chiunque. Qualcosa di simile successe a Chernobyl, in Russia, dove vennero utilizzate diverse tipologie di piante per assorbire le radiazioni del terreno e quindi ripulirlo.

Fù nel 1998, a 12 anni dalla fatale esplosione dell’impianto di Chernobyl, che la Consolidated Growers and Processors (PMC) , la Phytotech, e l’Institute of Bast Crop of Ukraine si unirono per iniziare la sperimentazione dell’uso di piante per ripulire il terreno circostante alla centrale dai metalli pesanti ancora presenti. L’obiettivo era di verificare se le piante, alimentandosi con i nutrienti del sottosuolo, potessero assorbire anche questi metalli, in un processo noto come fitorimediazione. Alcune piante hanno la proprietà di assorbire i metalli attraverso le loro radici, e catturarne alcuni che sono particolarmente dannosi per l’uomo come l’uranio o il ranelato 90. Una volta assorbiti, tali elementi vengono accumulati nelle foglie.

Tra i test effettuati sulle piante spiccavano i risultati della marijuana e del girasole che hanno ripulito fino all’80% dei metalli nocivi nella zona interessata. Dopo aver completato il processo di assorbimento, le piante, devono essere incenerite e, successivamente, le ceneri trattate come rifiuto radioattivo. La cattiva notizia è proprio questa, la buona notizia è che una volta portato a termine il loro eroico lavoro, la zona sarebbe decontaminata – Un’ulteriore prova dei benefici portati dalla cannabis all’umanità.

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Fukushima: Ad un mese di distanza la terra continua a tremare

Un forte terremoto ha scosso di nuovo il nord-est del Giappone, quest’oggi poche ore dopo le celebrazioni per i caduti del terremoto e dello tsunami del mese scorso; le vittime fino ad ora sarebbero 25000 ma aggiungendo il disastro nucleare di Fukushima esse sicuramente saliranno.

Il terremoto, seconda forte scossa di assestamento nel giro di una settimana, ha svolto anche la funzione di stridente promemoria per il sisma di magnitudo 9,0, che ha generato un massicio tsunami l’11 marzo. La gente nei grandi negozi a Sendai si è messa ad urlare e scappare con i propri figli, al momento comunque non ci sono notizie di danni o lesioni gravi.

I funzionari, come sempre, sostengono che le operazioni presso il complesso nucleare di Fukushima, allagato dallo tsunami, stiano proseguendo senza problemi. L’agenzia Meteorologica del Giappone ha misurato la scossa ottenendo come risultato una magnitudo di 7.0, negli Stati Uniti invece i risultati indicano 6.6. L’epicentro è stato individuato a circa 100 miglia (160 chilometri) a nord di Tokyo.

L’impianto di Fukushima Dai-ichi sta ancora perdendo radiazioni dopo che i sistemi di raffreddamento sono stati eliminati dallo tsunami, il governo perciò ha esteso l’invito ad altre 5 comunità che abitano in zone limitrofe, a lasciare entro 1 mese le loro abitazioni, poichè si temono gli effetti a lungo termine delle radiazioni . Le persone che vivevano all’interno della zona di isolamento di 12 miglia (20 chilometri) attorno all’impianto sono già state evacuate.

Con i tecnici ancora lontani dal riportare la centrale sotto controllo, i corpi delle migliaia di vittime dello tsunami restano ancora da trovare e ci sono più di 150.000 persone che vivono in dei rifugi, c’è ben poco tempo per riflettere in questo scenario.

Le persone colpite dal sisma si sono riunite alle ore 02:46, il momento esatto del massiccio terremoto un mese prima.

“Il mio petto è stato squarciato dalla sofferenza e dal dolore che questa catastrofe ha causato alla gente della nostra prefettura”, ha detto Yuhei Sato, il governatore di Fukushima, che ha visto le sue aree costiere devastate dallo tsunami e la sua città contaminata dalle radiazioni della centrale. “Non ho parole per esprimere il mio dolore”.

In un devastato quartiere costiero della città di Natori, tre vigili del fuoco e decine di soldati si sono tolti il cappello e il casco ed hanno unito le mani su una piccola collina la quale rappresenta un memoriale per i morti. In precedenza, quattro monaci con i cappelli a punta suonarono le campane a lutto per onorare i morti.

Il fragore rumoroso delle macchine per le costruzioni cessò brevemente quando gli operatori scesero dalle grù e dagli scavatori e chinarono la testa in segno di rispetto.

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Fukushima: Il peggior disastro dei tempi moderni

Siamo ormai di fronte alla madre di tutti i disastri avvenuti fin’ora.

Nello scorso fine settimana, il Times intervistò Alan Hansen, un ingegnere nucleare e vice presidente esecutivo di Areva NC, una unità di Areva, un gruppo francese che fornì combustibile per la centrale di Fukushima Daiichi, dopo che tenne una conferenza privata presso la Stanford University. “Ovviamente”, ha sintetizzato, “stiamo assistendo a uno dei più grandi disastri dei tempi moderni.” Gli effetti del rilascio di frammenti radioattivi cancerogeni in termini di salute umana e ambientale sta cominciando solo ora a venire alla luce.

Quello che so è che, sopra alle terribili calamità provocate dallo tsunami e dall’inquietante presenza di radiazioni nell’aria, nell’oceano, e nel terreno circostante e oltre Fukushima, siamo di fronte ad un colosso economico che sta compromettendo la fragile ripresa economica del mondo. Non togli di mezzo la terza economia del mondo – fino a poco tempo fa, la seconda – senza alcun impatto, nonostante le recenti voci rassicuranti di Timothy Geithner che ha garantito che la recente catastrofe giapponese non metterà a repentaglio la ripresa degli stati uniti. (Nel frattempo, Tim e compagni banchieri sono impegnati nel risolvere le problematiche finanziarie dei loro clienti che hanno investito in Giappone ‘.)

Negli ultimi tempi, i media e gli esperti del mercato azionario continuano a sbavare pensando alla ricostruzione del Giappone post -terremoto/tsumani, visto che dovranno essere spesi, per ora, 310 miliardi dollari per le nuove attività.

Di fronte alla perdita di un partner importante per le forniture, molte aziende in tutto il mondo stanno affrontando una realtà ben diversa. Il Giappone sta affrontando grosse carenze nel settore produttivo, per non parlare di quelli logistici – in particolare nel trasporto. Il Financial Times riporta che la produzione giapponese è crollata ai livelli di 2 anni fa, secondo il Markit / JMMA, uno dei suoi anni peggiori.

Non stiamo parlando solo dei famigerati componenti dell’iPad 2 o del materiale necessario alla produzione di chip semiconduttori o delle vernici metalliche necessarie alla produzione di veicoli luccicanti. Qualsiasi azienda, di qualsiasi dimensione, si trova ora sulla stessa barca, con le catene di montaggio, normalmente efficienti, e i trasporti danneggiati dalle interruzioni dell’energia elettrica, dalle paure per le radiazioni, dai danni del terremoto, e dalle gravi scosse di assestamento. In questi giorni, molte compagnie di navigazione globale non attraccheranno nemmeno nei porti più trafficati del Giappone, come Tokyo e Yokohama, per paura di una contaminazione radioattiva. Non è solo paranoia. Se i loro scafi venissero impregnati da qualsiasi radioattività, potrebbero essere esclusi in seguito da altri porti, per esempio in quelli degli Stati Uniti.

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Fukushima: una minaccia nucleare per il Giappone, gli Stati Uniti e il Mondo

Per diverse settimane, le fughe radioattive della centrale nucleare di Fukushima hanno paralizzato gran parte del Giappone. Le informazioni provenienti dal governo giapponese e dalla TEPCO, la società elettrica che gestisce il sito, sono state frammentarie, spesso incomplete e talvolta contraddittorie. Una valutazione confidenziale della Nuclear Regulatory Commission ottenuta dal New York Times, suggerisce che l’impianto danneggiato di Fukushima Daiichi è tutt’altro che stabile. La relazione conclude che l’impianto di Fukushima si trova ad affrontare una vasta gamma di nuove minacce che potrebbero persistere indefinitamente.

Il disastro di Fukushima è diventato qualcosa più di un evento locale, regionale o nazionale. Le implicazioni dell’evento, a livello mondiale, stanno diventando evidenti: sebbene una perdita importante in un canale di manutenzione, sia stata sistemata, sussiste ancora un forte rischio che notevoli quantità di acqua radioattiva continueranno ad essere rilasciaia nell’Oceano Pacifico. E’ stato rilevato un aumento delle radiazioni nelle coste dell’America Orientale. Anche se la quantità di radiazioni che raggiunge gli Stati Uniti è ridotta e non rappresenta alcun pericolo attuale, la sua presenza dimostra che l’evento di Fukushima ha avuto un impatto globale.

Le circostanze si evolvono troppo in fretta e assolutamente prive di controllo perchè si riescano a calcorare tutte le conseguenze del caso in tempo reale. Ogni giorno si assiste ad un fallimento e la frustrazione è crescente sia in Giappone che nel resto del mondo. È diventato evidente che non tutti i fatti riguardanti la tragedia di Fukushima saranno resi noti nell’immediato futuro, la catastrofe dovrà essere già storia.

In Giappone, continua ad esserci incertezza circa l’entità del rischio dell’esposizione alle radiazioni e la mancanza di informazioni su quante persone siano già state esposte a livelli di radiazioni pericolosi per la salute. Non sappiamo quante sostanze contaminanti siano state rilasciate nei territori e nelle acque circostanti o quando e come tali fughe potranno essere riparate.

Il governo giapponese ha annunciato una zona di evacuazione di 19 miglia dalla centrale di Fukushima, la stessa distanza della zona di esclusione attorno a Chernobyl in Ucraina. Ma il Giappone non è né grande nè scarsamente popolato, come lo era l’Ucraina. Per circa il 73 per cento del suo territorio, il Giappone non è adatto all’agricoltura, alle zone industriali o residenziali. Milioni di persone potrebbero essere dislocate in aggiunta a quelle già senza casa a causa del sisma. Queste persone dovranno essere trasferite in nuovi alloggi edificati ex novo.

Con la sfida internazionale delle guerre in Iraq, Afghanistan e in Libia, e le preoccupazioni del Congresso nazionale circa l’essere in grado di finanziare il Governo Federale, i riflettori delle notizie sono stati spostati altrove. Tuttavia, gli investitori intelligenti e gli osservatori sociali continuano a monitorare le risposte alla tragedia di Fukushima e valutarne l’impatto potenziale sui mercati mondiali.

Ci vorranno miliardi di dollari perchè il Giappone resusciti da questa catastrofe e l’economia statunitense è strettamente legata alla sua. Il governo giapponese e gli investitori giapponesi costituiscono il secondo più grande detentore di buoni del Tesoro degli Stati Uniti, con 885 miliardi dollari. La Banca del Giappone inoltre possiede 493 miliardi dollari nei suoi fondi di riserva per problemi creditari. Alcuni osservatori finanziari hanno ipotizzato che il terremoto e lo tsunami potrebbero costringere il governo del Giappone e gli investitori a liquidare gran parte del debito degli Stati Uniti in loro possesso. Questa possibilità non prende nemmeno in considerazione che non vi sia trasparenza su quali fossero i piani per l’utilizzo di questi fondi.

La salubrità di gran parte delle forniture alimentari del Giappone è stata oggetto di discussione. Gli agricoltori sono stati costretti a distruggere le colture e a smaltire i prodotti caseari e latticini. A causa della continua contaminazione dell’acqua di mare, la salubrità dei frutti di mare dell’Oceano Pacifico è in discussione. In risposta ad una carenza endemica di cibo autoctono giapponese, il governo giapponese potrebbe favorire l’importazione di ancora più prodotti alimentari stranieri, che aumenteranno il prezzo del cibo in una nazione dove lo stesso è già un bene estremamente costoso. A livello mondiale, l’aumento della concorrenza per il cibo rischia di influire sui prezzi, facendo soffrire la fame ad alcune economie marginali.

I produttori giapponesi sono sempre più in concorrenza con gli altri paesi asiatici. Con l’industria nazionale base, gravemente danneggiata dal terremoto, la consegna dei prodotti alimentari prodotti in giappone negli Stati Uniti è stata interrotta. Alcune fabbriche giapponesi negli Stati Uniti hanno rallentato o fermato la produzione. Probabilmente torneranno a pieno regime quando le esportazioni si saranno normalizzate, il che impiegherà mesi con una economia già danneggiata. Se la cosa dovesse essere grave i continui rinvii potrebbero azzerare la domanda.

Alcuni settori in cui il Giappone detiene una posizione predominante sono già minacciati. Il Giappone pre-Fukushima produceva una percentuale significativa della fornitura mondiale di wafer di silicio, la base su cui sono fatti i circuiti integrati e i chip di memoria. Si è stimato, che a causa del terremoto, la fornitura di wafer è diminuita del 25 per cento.

Una carenza di wafer di silicio porterà i prezzi ad alzarsi, aumentando così il prezzo dei chip a livello mondiale, il quale avrebbe un impatto sul prezzo di tutti i tipi di merci dai jet alle macchine per il caffè programmabili. I costruttori coreani dicono di voler riempire il vuoto creatosi. Se i clienti stabilissero accordi di fornitura con i nuovi produttori coreani, il ritorno ai loro ex fornitori giapponesi, sarebbe ancora più difficile.

Il Giappone è una nazione culturalmente unificata, con oltre il 98 per cento della popolazione che condivide la stessa etnia. E’ anche una nazione in cui la norma sociale è quella di raggiungere il consenso e la conformità agli standard. I giapponesi sono attenti ad esprimere il dissenso o a partecipare alle polemiche. Tuttavia, stiamo assistendo ad un aumento, quasi senza precedenti delle critiche alla TEPCO e al governo. Per quanto questo sia possibile in una società così gentile e contenuta, immaginate la risposta ad un simile disastro altrove.

Anche se le conseguenze di Fukushima si faranno sentire per decenni, se non per generazioni, è necessaria una attenzione immediata sul problema in modo da salvare il maggior numero di vite possibile, fornire le conoscenze per evitare il ripetersi di un simile disastro e limitarne l’impatto sull’economia.

Dopo quasi un mese, continuano ad esserci più domande che risposte. Vi è stato un marginale successo nel raffreddamento dei reattori e il tentativo di arginare il flusso di acqua radioattiva, che ha avuto anch’esso un esito poco confortante. Non abbiamo alcuna stima credibile sull’impatto che questo disastro avrà sull’economia giapponese, in particolare, o sull’economia mondiale in generale.

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Fukushima: Radiazioni 72000 volte maggiori a quelle di Hiroshima

Il dottor Chris Busby ha verificato quest’oggi in una email, che tre vasche di contenimento per il combustibile nucleare esaurito, sono state completamente spazzate via. Questo porta i livelli di radiazione approssimativi a 24.000 Hiroshima x 3 cioè ci sono 72.000 volte le radiazioni che erano nell’aria dopo lo sgancio della prima bomba atomica. Ricordate, queste sono solo le radiazioni che provengono dalle vasche di raffreddamento. La fuga di radiazioni dai reattori è un’altra storia.

Abbiamo ora la possibilità di valutare le dinamiche dell’incidente nucleare (per non dire disastro) avvenuto a Fukushima. E’ ormai chiaro che siamo stati tutti ingannati dalle autorità giapponesi, dall’AIEA, dai gruppi internazionali pro nucleare ma soprattutto dagli esperti che sono stati chiamati dai media internazionali e nulla hanno fatto che confonderci sempre di più. Abbiamo sentito pareri da esperti nucleari della Chatham House (portavoce del NWO) e da persone come il Prof. Gerry Thomas dell’Imperial College di Londra. ”

Tutti continuano a giocare su questa catastrofe senza rendersi conto delle implicazioni che tale catastrofe ha e avrà sulla salute umana, utilizzando metodi antiquati per calcolare le potenziali vittime. Solo quando si ascolteranno persone come il Dr. Chris Busby si arriveranno a capire i veri effetti della contaminazione da ingestione di materiale radioattivo (aka dell’uranio impoverito).

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Giappone: Nessuna tregua, terremoto nelle vicinanze di Fukushima

L’agenzia meteorologica del Giappone ha riportato oggi che un terremoto di magnitudo 4,7 ha scosso la prefettura di Fukushima nel Giappone nord-orientale e le sue vicinanze.

Il sisma avvenuto alle 04:54 am ora locale è stato classificato di livello 4 sulla scala di intensità sismica giapponese di 7 nella città costiera del Pacifico Naraha, dove è situato l’impianto nucleare di Fukushima Daini. La città è anche situata a sud della centrale nucleare di Fukushima Daiichi paralizzata da un catastrofico terremoto e dallo tsunami che hanno devastato il nord-est ed est del Giappone l’11 marzo.

Non ci sono state notizie di feriti o danni, nè di allarme tsunami.

Il sisma di lunedi mattina ha avuto origine ad una profondità di 30 chilometri nel Pacifico al largo della prefettura di Fukushima.

Il sisma è stato classificato di 4 livello sulla scala giapponese di intensità sismica nella città di Nihonmatsu nella parte centrale della prefettura.

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Continuano le operazioni di cover up in Giappone

Reattore 1: La parte superiore risulta danneggiata da un esplosione; Reattore 2: Si possono ancora vedere fumi fuoriuscire da un buco sulla parete; Reattore 3: Non è più visibile la fuoriuscita di fumo; Reattore 4: In pessime condizioni;

In Giappone, persistono le operazioni di insabbiamento e negazionismo. In una conferenza stampa, il 18 marzo, il portavoce della Tokyo Electric (TEPCO) ha affermato che il dossaggio di radiazioni nell’acqua si è abbassato passando da 312 microsieverts per ora a 289. Tuttavia, 48 ore prima, il capo di gabinetto Yukido Edano disse che i livelli furono erroneamente interpretati utilizzando come unità di misura i microsieverts al posto dei millisierverts – che sarebbero 1.000 volte più forti!

Contrariamente agli altri report, il portavoce della TEPCO ha anche detto TEPCO che l’acqua di raffreddamento del reattore numero 4 è rimasta nella vasca. In realtà, non ce ne è neanche una goccia. Nulla di ciò che questa azienda dice è credibile.

Al contrario, l’acclamata esperta nucleare Helen Caldicott ha descritto quella di Fukushima come una “catastrofe assoluta”, parecchie volte peggiore di quella di Chernobyl. “La situazione è molto triste e non solo per il popolo giapponese. Se entrambi i reattori esplodessero tutto l’emisfero settentrionale potrebbe essere colpito. A Chernobyl, si guastò un unico reattore, con solo tre mesi di vita e con una quantità di radiazioni relativamente basse. Fukushima sta operando da 40 anni, e contiene circa 30 volte le radiazioni di Chernobyl. ”

Dal disastro del 1986 a oggi sono morte 1 milione di persone e il conto rimane ancora aperto, secondo la New York Academy of Sciences (NYAS). Eppure, la cifra ufficiale della AIEA è 4.000. Il seguente spezzone è tratto dalla relazione della NYAS:

“Questa è una raccolta di documenti tradotti dal russo assieme ad alcuni contributi. Scritta dalle alte autorità dell’Europa dell’Est, il volume traccia la storia della salute e le conseguenze ambientali del disastro di Chernobyl. Secondo gli autori, i dibattiti ufficiali della (AIEA) e dell’ (ONU) hanno in gran parte minimizzato o ignorato molti dei fatti riportati nella letteratura scientifica dell’Est europeo, di conseguenza hanno commesso un errore non includendo queste valutazioni “.

In realtà, le agenzie della AIEA e delle Nazioni Unite hanno mentito, in quello che sta succedendo a Fukushima potrebbe nascondersi la più grande catastrofe umana/ambientale mai registrata. Definendola una “catastrofe diabolica” Caldicott, infatti, ritiene che “Potrebbe essere molto, molto peggio di una Cernobyl moltiplicata x30.” Nell’emisfero settentrionale, molti milioni di persone potrebbero ammalarsi di cancro.” Ampie parti del Giappone potrebbero definitivamente essere contaminate, rendendo impossibile la vita.

Aggiungendo una nota speranzosa, l’esperta afferma che “l’industria nucleare è finita in tutto il mondo. Dissi già, purtroppo, che l’unica cosa in grado di fermare questa malvagia industria sia una grande catastrofe, sembra che tale verità si stia dispiegando proprio ora”.

In una dichiarazione del 16 marzo del “Destroyer of Worlds“, aggiunge:

“Il mondo ora sta pagando – e pagherà comunque vada la crisi di Fukushima. Un prezzo salato per l’arroganza e l’avidità che hanno alimentato la loro voglia di costruire sempre più reattori. Facendola bere a politici ingenui, spingendo sui  media, e portando una gran parte del pubblico a pensare che il nucleare sia una soluzione ‘verde e pulita’ per il problema del riscaldamento globale, l’industria nucleare ha costruito strutture in modo improprio, con poco o nessun riguardo per le norme di sicurezza, e lo hanno fatto spesso con il nulla osta delle autorità di governo”.

In effetti, l’energia nucleare non è “pulita e verde,” né è sicura o rinnovabile. “E’ invece una nemesi. ‘ E’ tempo che la comunità globale la ripudi …. Non c’è altra scelta per il bene delle generazioni future e il pianeta Terra. L’umanità è di fronte ad una scelta – l’energia nucleare o la vita stessa.

Gli addetti ai lavori stanno anche cercando di ripristinare l’alimentazione senza la garanzia che farlo potrà aiutare. Le esplosioni, gli incendi, e l’altissimo calore hanno distrutto la maggior parte se non tutte le apparecchiature, tra cui probabilmente anche le pompe dell’acqua.

Una fonte anonima ha detto: “Quello che state vedendo sono degli sforzi disperati – Non è un vero e proprio intervento è l’ultima speranza che qualcosa vada bene, al momento questa è più una preghiera che un piano di emergenza”

Più probabilmente, però, è l’inganno, cercando di convincere l’opinione pubblica che tutto può funzionare quando, in realtà, potrebbe già essere troppo tardi.

Neanche gli elicotteri della protezione civile, spruzzando acqua, sono riusciti a fare qualcosa. Venerdì scorso, i funzionari militari li fermarono per un giorno. Gli esperti nucleari pensano che tutto ciò sia inutile. Prove video hanno dimostrato che la maggior parte dell’acqua ha mancato il suo obiettivo o è evaporata prima di raggiungerlo. Il professor Akira Yamaguchi della Osaka University, ha affermato:

“Sono state scaricate 7.5 tonnellate di acqua. Non conosciamo le dimensioni della piscina, ma a giudicare da altri esempi probabilmente ha una capienza di 2.000 tonnellate. Ciò non significa che la piscina deve essere completamente piena, ma è necessario che circa 1/3 dellla capienza sia riempito

L’America crede che la TEPCO “stia costantemente sottovalutato il rischio e si muove troppo lentamente per contenere i danni.”

Il 18 marzo, Al Jazeera ha intitolato, “Il Giappone alza il livello di allerta nucleare”, dicendo:

L’agenzia di sicurezza nucleare giapponese ha alzato il livello di gravità dell’incidente presso lo stabilimento di Fukushima, a significare un rischio più elevato di radiazioni.”

Tuttavia, Al Jazeera ha equiparato la sua gravità all’evento di Three Mile Island e di Chernobyl. Fukushima non ha precedenti, forse è inarrestabile. Guenther Oettinger, il capo dell’energia dell’UE, ha definito il sito “effettivamente fuori controllo, sull’orlo dell’apocalisse.”

Al Jazeera ha affermato che i “venti trasporteranno qualsiasi fumo o vapore contaminato dalla zona densamente popolata di Tokyo all’Oceano Pacifico, in cui si dissiperanno .”

Falso! I livelli di radiazione a Tokyo sono pericolosamente elevati e in crescita. Sminuire la gravità del disastro è scandaloso e criminale. Oltre alle zone morte e permanente contaminate, sono probabili milioni di decessi e malattie, anche se passeranno anni prima che informazioni precise vengano rese note.

Non si illuda, il governo, la sua cabala con l’industria del nucleare ha la piena responsabilità per la più grande catastrofe umana/ambientale mai registrata, un crimine indiscutibile. Hanno le mani sporche di sangue come l’America, gli altri governi, e i “Distruttori di Mondi” che fanno proliferare questa tecnologia infernale. Nessun tentennamento è accettabile nella scelta di eliminarla dalle nostre vite.

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Ontario: Perdita d’acqua nella centrale nucleare

L’Ontario Power Generation ha notificato all’organo regolatore nucleare candaese che sono stati rilasciati circa 73.000 litri di acqua demineralizzata nel Lago dell’Ontario.

La perdita si è verificata alle ore 11:30, lunedi presso l’impianto situato a circa 35 chilometri ad est di Toronto, venne causata dalla rottura di una guarnizione.

“Il rischio radiologico per l’ambiente e la salute delle persone è trascurabile”, la Canadian Nuclear Safety Commission ha detto in un comunicato.

Le autorità di sicurezza nucleare e ambientali canadesi stanno monitorando la situazione, dice la nota.

Andrew Nichols di CBC News ha riferito circa l’evento, nel pomeriggio di Mercoledì dicendo di aver parlato con un portavoce della Ontario Power Generation, che gli ha detto che il rischio è minimo, ma che tali perdite non dovrebbero verificarsi.

Nichols ha parlato anche a Gordon Edwards della Canadian Coalition of Nuclear Responsibility.

Nichols aggiunge che la perdita potrebbe diventare una preoccupazione, perché il lago Ontario è la principale fonte di acqua potabile per milioni di persone che vivono lungo il lago.

La perdita avviene mentre il mondo sta guardando alla crisi nucleare in corso Giappone, da quando molti  dei reattori hanno subito guasti nei sistemi di raffreddamento e sono avvenuti molto probabili fusioni del nocciolo.
Pickering A è il primo dei quattro reattori della centrale nucleare appena ad est di Toronto.

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Terremoto: Secondo Wikileaks il Giappone era stato avvisato sulla tenuta della centrale nucleare

Il Giappone venne avvertito più di due anni fa dagli ispettori nucleari internazionali, che le sue centrali nucleari non erano in grado di sopportare forti terremoti, a quanto trapela da un cable di Wikileaks.

Un funzionario della Agenzia internazionale dell’energia atomica (AIEA) ha affermato, nel dicembre 2008, che le norme di sicurezza erano ormai antiquate e che forti terremoti potrebbero rappresentare un “problema serio” per le centrali nucleari.

Il governo giapponese si impegnò a potenziare la sicurezza in tutte le sue centrali nucleari, il problema è capire se lo abbiano fatto seriamente o no, visto quello che è successo.

Anche se alcune misure cautelative sono state prese, nel reattore di Fukushima, venne costruito un centro di risposta per l’emergenza, ma fù progettato per sopportare al massimo un terremoto di magnitudo 7,0. Il devastante terremoto di Venerdì aveva magnitudo 9,0.

La notizia è tale da mettere ulteriore pressione sul Primo Ministro giapponese, Naoto Kan, che è stato criticato per aver “tentennato” per quanto riguarda la risposta del Paese alla crisi in corso presso la centrale nucleare di Fukushima.

Il panico si è già diffuso in tutto il Giappone, dopo la notizia che una terza (e una quarta) esplosione presso l’impianto avrebbero danneggiato l’involucro protettivo intorno al nocciolo del reattore, aumentando il rischio di fughe radioattive.

Il governo stava considerando di utilizzare degli elicotteri per spruzzare acqua sopra Fukushima per limitare la diffusione di particelle radioattive come parte dei suoi tentativi sempre più disperati per tenere la situazione sotto controllo. (Fallito)

Preoccupazioni e avvertenze sulle centrali nucleari in Giappone, uno dei paesi più sismograficamente attivi al mondo, sono state sollevate nel corso di una riunione del G8 dal Nuclear Safety and Security Group a Tokyo nel 2008.

Un cable dell’ambasciata Usa ottenuto dal sito Wikileaks e analizzato dal The Daily Telegraph cita un anonimo esperto che ha espresso la sua preoccupazione nei riguardi delle istruzioni su come proteggere le centrali nucleari dai terremoti che erano state aggiornate solamente 3 volte nel corso degli ultimi 35 anni.

Il documento afferma: “Egli [il funzionario dell’AIEA] ha spiegato che le guide di sicurezza sono state riviste solamente tre volte negli ultimi 35 anni e che l’AIEA le sta ora riesaminando.

“Inoltre, il presentatore ha notato come alcuni dei recenti terremoti in alcuni casi abbiano superato il limite di progettazione di alcune centrali nucleari e che questo grave problema è allo studio di nuovi sistemi di sicurezza anti terremoti.”

I cables rivelano anche come il governo giapponese fosse andato contro ad un ordine del tribunale di chiudere un impianto nucleare nella zona occidentale a causa delle preoccupazioni di non poter resistere ai forti terremoti.

Il tribunale ha stabilito che, essendo la zona popolata e quindi potenzialmente esposta alle radiazioni, fosse meglio chiudere l’impianto che venne costruito con delle specifiche molto antiquate e in grado di sostenere una magnitudo di soli 6.5 gradi. Venerdì scorso il terremoto, 81 miglia al largo della costa del Giappone, aveva magnitudo 9,0.

Tuttavia, un cable del marzo 2006 ha riferito che le preoccupazioni della Corte non sono state condivise dall’agenzia per la sicurezza nucleare del paese.

Afferma che: “La Nuclear and Industrial Safety Agency giapponese crede che il reattore sia sicuro e che tutte le analisi di sicurezza sono state adeguatamente condotte.”

Il governo ha annullato la sentenza con successo nel 2009.

Un altro cable inviato a Washington, riassume le preoccupazioni locali, riguardo al fatto che una nuova generazione di centrali giapponesi che riciclano il combustibile nucleare siano già compromesse per quanto riguarda la sicurezza.

Il cable rivela anche come Taro Kono, un membro di alto profilo della camera bassa del Giappone, ha detto ai diplomatici statunitensi nel mese di ottobre 2008 che il governo sta “coprendo” gli incidenti nucleari.

Affermò che il governo stava ignorando sistematicamente qualsiasi forma di energia alternativa, come l’energia eolica.

Il cable afferma: “Accusò il METI [il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria] di nascondere gli incidenti nucleari e di offuscare i veri costi e le problematiche associate all’industria nucleare”. Ha aggiunto che la sismicità del Giappone sollevò preoccupazioni sulla sicurezza riguardo lo stoccaggio del materiale nucleare.

Kan non era in carica al momento in cui vennero esplicitate le preoccupazioni sul nucleare. Divenne ministro della scienza e della tecnologia nel 2009 e primo ministro nel giugno 2010.

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Fuskushima: Quarto reattore in fiamme

I funzionari governativi affermano che nel tardo lunedì, è esploso il terzo reattore presso l’impianto nucleare giapponese danneggiato dal terremoto di Venerdì, rilasciando una quantità pericolosa di radiazioni.

Un quarto reattore è ora in fiamme e si teme che nel contenimento in acciaio che protegge il nocciolo nucleare della centrale si creino delle falle  – la peggiore delle ipotesi in situazioni del genere.

“C’è un rischio molto elevato di ulteriori fughe radioattive”, afferma il primo ministro Naoto Kan  in un discorso alla nazione. “Vi chiedo di mantenere la calma”.

Più di 180.000 persone che vivono in un raggio di 12 miglia dalla centrale di Fukushima Daiichi, 150 miglia a nord di Tokyo sono già stati evacuati durante il fine settimana.

Kan ha chiesto che le persone che vivono a 12 – e 18 miglia dalla centrale
“Rimangano in casa o negli uffici”,”evitate di andare fuori”.

Un’eroica squadra di 50 lavoratori è rimasta per cercare di raffreddare i reattori con l’acqua del mare ed evitare quindi una crisi di grosse dimensioni.

“Si stanno mettendo in una situazione molto pericolosa”, ha dichiarato Kan.

La Tokyo Electric ha misurato che vengono rilasciate 8.217 microsieverts l’ora,  ai cancelli dello stabilimento nucleare – un aumento di quattro volte rispetto a 40 minuti prima.

La quantità media di radiazioni assorbita mediamente da una persona in un anno è di 3.100 microsieverts, secondo la Nuclear Regulatory Commission.

Il governo ha avvertito i giornalisti di non “approcciare fisicamente” la centrale danneggiata.

Il Giappone ha chiesto agli Stati Uniti di essere aiutato dopo che il reattore n ° 3 è collassato nel corso della giornata, ferendo 11 addetti. L’esplosione è stata così grande che si è udita a 25 miglia.

Il reattore n ° 1 è esploso Sabato.

Gli esperti avevano detto che il contenitore in acciaio che proteggeva il nucleo del reattore stava tenendo bene, ma alla Tokyo Electric affermano ora che l’esplosione del terzo reattore può aver causato una falla.

La 7 ° flotta della Marina degli Stati Uniti, a 100 miglia di distanza dalla costa per aiutare le vittime del terremoto, si è spostata più a largo della centrale colpita dopo che sono stati rilevati livelli inusuali di radioattività nell’aria.

Alla Casa Bianca, il capo della Nuclear Regulatory Commission, Gregorio Jaczko ha assicurato agli americani che vi sono “basse probabilità” che livelli pericolosi di radiazioni raggiungano le Hawaii o la costa occidentale, anche in caso di meltdown delle centrali nucleari a causa della distanza.

Afferma che la NRC ha inviato due esperti nucleari a Tokyo per contribuire ad affrontare il problema dei reattori danneggiati.

AccuWeather ha pubblicato un grafico dicendo che le radiazioni ci avrebbero impiegato 11 giorni per raggiungere Los Angeles, se attraverersassero il Pacifico dal Giappone a 20 mph.

Fukushima ha tre reattori che sono stati danneggiati dal forte terremoto, i sistemi di raffreddamento e i generatori di riserva poi, sono stati spazzati via dallo tsunami.

Il presidente Obama sostiene che gli Stati Uniti sono pronti ad offrire tutti gli aiuti necessari. “Saremo assieme al Giappone nei giorni difficili”.

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