Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Pesci, Insetti, Animali, Rettili e Uccelli (Seconda Parte)

Come emblemi appropriati di vari attributi umani e divini, gli uccelli furono inclusi nel simbolismo religioso e filosofico sia dai pagani che dai cristiani allo stesso modo. La poiana era significativa della crudelta`; l’aquila del coraggio; il pellicano del sacrificio di se stessi; e il pavone dell’orgoglio. La capacità degli uccelli di lasciare la terra e volare in alto verso la fonte di luce ha comportato il loro essere associati con l’aspirazione, la purezza e la bellezza. Le ali erano
quindi spesso aggiunte a varie creature terrene nel tentativo di suggerire trascendenza. In quanto il loro habitat era tra i rami degli alberi sacri nei cuori delle antiche foreste, gli uccelli erano anche considerati i messaggeri designati degli spiriti degli alberi e gli dei della natura vivevano in questi boschetti consacrati e attraverso le loro chiare note gli dei si diceva parlassero. Molti miti sono stati inventati per spiegare il geniale piumaggio degli uccelli. Un esempio familiare è la storia del pavone di Giunone, nella cui piume della coda vennero posti agli occhi di Argus. Numerose anche le leggende americane indiane in cui sono presenti gli uccelli e l’origine dei vari colori delle piume. I Navahos dichiararono che quando tutte le cose viventi si arrampicarono sul gambo di un bambù per sfuggire al Diluvio, il tacchino selvaggio era sul ramo più basso e le penne della coda vennero trascinate nell’acqua; quindi il suo colore era “slavato”.
La gravitazione, che è una legge nel mondo materiale, è l’impulso verso il centro della materialità; la levitazione, che è una legge nel mondo spirituale, è l’impulso verso il centro di spiritualità. Visto che sembra in grado di neutralizzare l’effetto della gravità, l’uccello
si diceva che avesse una natura superiore ad altre creature terrestri; e le sue piume, grazie al loro potere, vennero accettate come simbolo di divinità, coraggio, e realizzazione. Un esempio degno di nota è la dignità associata alle penne d ‘aquila dagli Indiani d’America. Gli angeli sono stati raffigurati con le ali perché, come gli uccelli, erano considerati gli intermediari tra gli dei e gli uomini e abitavano l’aria o il regno centrale tra il cielo e la terra. Come la cupola dei cieli era paragonata a un teschio nei Misteri gotici, cosi` gli uccelli che
volavano attraverso il cielo erano considerati pensieri della Divinità. Per questo motivo i due corvi messaggeri di Odino erano chiamati Hugin e Munin – pensiero e memoria. Tra i greci e i romani, l’aquila era l’uccello nominato di Giove e di conseguenza significava le forze in rapido movimento del Demiurgo; era quindi riconosciuto come il signore mondano degli uccelli, in contraddizione con la fenice, che era
simbolico del sovrano celeste. L’aquila caratterizzava il sole nella sua fase materiale e anche l’immutabile legge demiurgica sotto la quale tutte le creature mortali devono piegarsi. L’Aquila era anche il simbolo ermetico dello zolfo, e significava il misterioso fuoco dello Scorpione–
il segno più profondamente significativo dello zodiaco e la Porta del Grande Mistero. Essendo uno dei tre simboli dello Scorpione, l’aquila, come la Capra di Mendes, era un emblema dell’arte teurgica e dei processi segreti con cui il fuoco infernale dello scorpione è stato trasmutato nella fiamma spirituale degli dei. Tra alcune tribù indiane d’America il tuono è tenuto in particolare stima. Si dice infatti che la divinità viva sopra le nuvole; lo sbattere delle sue ali causerebbe il
brontolio che accompagna le tempeste, mentre le scintille dei suoi occhi sono il lampo.
Gli uccelli significavano anche il respiro vitale; e tra gli egiziani, i misteriosi uccelli con teste umane, portavano nei loro artigli i simboli dell’immortalità, sono spesso mostrati in bilico come emblemi dell’anima liberata sui corpi mummificati dalla morte. In Egitto il falco era il simbolo sacro del sole; e Ra, Osiride sono spesso raffigurati con le teste dei falchi. Il gallo, era un simbolo di
Cashmala (Cadmillus) nei Misteri di Samotracia, ed è anche un simbolo fallico sacro al sole Fu accettato dai greci come l’emblema di Ares (Marte) e tipizzato da vigilanza e difesa. Quando posizionato al centro di una banderuola indica il sole in mezzo ai quattro angoli della creazione. I greci sacrificarono un gallo agli dei al momento di entrare nei Misteri Eleusini. Si suppone che Sir Francis Bacon mori` dopo aver inserito della neve all’interno del pollame. E` forse questo un simbolo dell’iniziazione di Bacon ai Misteri pagani che esistevano ancora ai suoi tempi?
Sia il pavone che l’ibis erano oggetti di venerazione perché distrussero i rettili velenosi che venivano comunemente considerati emissari degli dei infernali. A causa della miriade di occhi nelle penne della coda, il pavone fu accettato come simbolo di saggezza e, a causa del suo aspetto generale, è stato spesso confuso con la favolosa fenice dei Misteri. C’è una curiosa convinzione riguardo al fatto che la carne del pavone non vada in putrefazione anche dopo un tempo considerevole. Come una conseguenza di questa credenza il pavone divenne l’emblema dell’immortalità, perché la natura spirituale dell’uomo – come la carne di questo uccello – è incorruttibile.
Gli egiziani pagarono gli onori divini all’ibis e fu addirittura un crimine cardinale ucciderne uno per errore. Si è affermato che l’ibis potrebbe vivere solo in Egitto e che se trasportato in un paese straniero sarebbe morto di dolore. Gli egiziani hanno dichiarato che questo uccello è il
preservatore di raccolti e particolarmente degno di venerazione perché ha cacciato i serpenti alati della Libia che il vento soffio` in Egitto. L’ibis era sacro a Thoth e quando la testa e il collo erano infilati sotto la sua ala il suo corpo assomigliava da vicino al cuore di un essere umano . (Vedi le Antichità di Montfaucon.) L’ibis bianco e nero era sacro alla luna; ma tutte le forme erano venerate perché distrussero le uova di coccodrillo, essendo il coccodrillo un simbolo del detestato Tifone. Gli uccelli notturni erano simboli appropriati sia della stregoneria che delle scienze divine segrete: stregoneria perché la magia nera non può funzionare alla luce della verità (giorno) ed è potente solo quando circondata dall’ignoranza (notte); e le scienze divine perché erano in grado di vedere attraverso l’oscurità dell’ignoranza e della materialità. Gufi e pipistrelli erano quindi spesso associati a stregoneria o saggezza. L’oca era un emblema della prima sostanza o condizione primitiva da cui e all’interno della quale i mondi sono stati modellati Nei Misteri, l’universo è stato paragonato a un uovo che l’Oca Cosmica aveva deposto nello spazio. A causa della sua oscurità il corvo era il simbolo del caos o l’oscurità caotica che precede la luce della creazione. La grazia e la purezza del cigno era emblematica della grazia spirituale e della purezza dell’iniziato. Questo
uccello rappresentava anche i Misteri che spiegavano queste qualità nell’umanità. Questo spiega le allegorie degli dei (la saggezza segreta) che si incarnano nel corpo di un cigno (l’iniziato).
L’avvoltoio, la poiana e il condor rappresentavano quella forma della divinita` che smaltendo rifiuti e altra materia pericolosa per la vita e la salute dell’umanità purifica le sfere inferiori. Questi uccelli sono stati quindi adottati come simboli dei processi disintegrativi che portano a compimento mentre apparentemente distruggono, e da alcune religioni sono stati erroneamente considerati come malvagi. Ad uccelli come il pappagallo e al corvo fu concessa la venerazione perché, essendo in grado di imitare la voce umana, sono stati considerati come collegamenti tra i regni umano e animale. La colomba, accettata dal cristianesimo come emblema dello Spirito Santo, è estremamente
emblematica nel paganesimo antico e altamente venerata. In molti degli antichi Misteri ed è rappresentante della terza persona della Triade Creativa o il Fabbricante del mondo. Come i mondi inferiori sono stati portati all’esistenza attraverso un processo generativo, così la colomba e` stata associata a quelle divinità identificate con le funzioni procreative. È sacra per Astarte, Cibele, Iside, Venere, Giunone, Mylitta e Afrodite. A causa della sua gentilezza e la devozione ai suoi piccoli, la colomba era considerata l’incarnazione dell’istinto materno. La colomba è anche un emblema di saggezza, poiché rappresenta il potere e l’ordine con i quali i mondi inferiori sono mantenuti. È stata a lungo accettata come un messaggero della volontà divina e significa l’attività di Dio. Il nome colomba è stato dato agli oracoli e ai profeti. “Il vero nome della colomba era Ionah o Iönas; era un emblema molto sacro; fu adottato dagli Ebrei; e la mistica Colomba era considerata un simbolo dai giorni di Noè a tutti coloro che erano della Chiesa di Dio. Il profeta inviato a Ninevah come messaggero di Dio si chiamava Giona o Colomba; il precursore del nostro Signore, il Battista, fu chiamato in greco con il nome di Ioannes; e così fu l’Apostolo dell’Amore, l’autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse, di nome Ioannes. “(Analisi di Bryant di Ancient Mythology.) In massoneria la colomba è il simbolo della purezza e dell’innocenza. È significativo che nei Misteri pagani la colomba di Venere fu crocifissa sui quattro raggi di una grande ruota, prefigurando così il mistero del crocifisso Signore dell’Amore. Anche se Mohammed ha guidato le colombe dal tempio alla Mecca, occasionalmente è raffigurato con una colomba seduta sulla sua spalla come simbolo di ispirazione divina. Nei tempi antichi le effigi delle colombe furono poste sulle teste degli scettri per significare che quelli che li portavano erano guidati dalla prerogativa divina. Nell’arte mediovale, la colomba era spesso raffigurata come emblema della benedizione divina.

LA FENICE

Clemente, uno dei padri ante-Nicea, descrive, nel primo secolo dopo Cristo,  la natura peculiare e abitudini della fenice, in questo saggio: “C’è un certo uccello che è chiamato Fenice. Questo è l’unico del suo genere e vive cinquecento anni. E quando il tempo della sua morte si avvicina, si costruisce un nido di incenso, e mirra e altre spezie, in cui, quando il tempo è compiuto, entra e muore. Ma mentre la carne si decompone viene prodotto un certo tipo di verme, che, essendo
nutrito dai succhi dell’uccello morto, produce piume. Quindi, quando acquisisce forza, prende quel nido in cui sono le ossa del suo genitore, e portandole passa dalla terra d’Arabia in Egitto, alla città chiamata Heliopolis. E, nella giornata di apertura, volando agli occhi di tutti gli uomini, le pone sull’altare del sole, e avendo fatto questo,
si affretta a tornare alla sua precedente dimora. I sacerdoti quindi ispezionano i registri delle date scoprono che e` ritornato esattamente dopo 500 anni. ”

Pur ammettendo di non aver visto l’uccello della fenice (ce n’era solo uno vivo), Erodoto amplifica un po ‘la descrizione di Clement: “Raccontano una storia di cosa fa questo uccello che non mi sembra credibile: che arriva dall’Arabia, e porta l’uccello genitore, tutto intonacato di mirra, al tempio del sole, e lì seppellisce il corpo. Per poterlo portare, dicono, per prima cosa forma una palla di mirra; poi tira fuori la palla e mette dentro il suo genitore; dopo di che copre l’apertura con mirra fresca, e la palla è quindi esattamente dello stesso peso di prima; quindi lo porta in Egitto, e lo deposita nel tempio del sole. Questa è la storia che raccontano delle azioni di questo uccello. ”
Sia Erodoto che Plinio notarono la generale somiglianza nella forma tra la fenice e l’aquila, un punto che il lettore dovrebbe considerare attentamente, perché è ragionevole certo che la moderna aquila massonica era originariamente una fenice. Il corpo della fenice
è descritto come ricoperto di lucide penne viola, mentre la sua lunga coda era composta di piume erano alternativamente blu e rosse. La sua testa era di colore chiaro e sul collo vi era un cerchietto di piume d’oro. Nella parte posteriore della sua testa la fenice aveva un particolare ciuffo di piume, un fatto abbastanza evidente, anche se è stato trascurato dalla maggior parte degli scrittori e simbolisti.
La fenice era considerata sacra al sole e la lunghezza della sua vita (da 500 a 1000 anni) è stata presa come standard per misurare il movimento dei corpi celesti e anche i cicli del tempo usati nei Misteri per designare i periodi di esistenza. La dieta dell’uccello era sconosciuto. Alcuni scrittori dichiarano che sussistesse nell’atmosfera; altri che mangiava a intervalli rari ma mai in presenza dell’uomo. I massoni moderni dovrebbero realizzare lo speciale significato massonico della fenice, poiché l’uccello utilizzava rametti di acacia nella fabbricazione del suo nido. La fenice (che è il mitologico roc persiano) è anche il nome di una costellazione del sud, e quindi ha sia un significato astronomico che astrologico. Con ogni probabilità, la fenice era il cigno dei greci, l’aquila dei romani e il pavone dell’Estremo Oriente. Per gli antichi mistici la fenice era il simbolo piu` appropriato dell’immortalità dell’anima umana, proprio come la fenice è rinata dal suo corpo morto sette volte sette, così ancora e ancora la natura spirituale dell’uomo sorge trionfante dal suo corpo fisico morto. Gli ermetisti medievali consideravano la fenice un simbolo della realizzazione della trasmutazione alchemica, un processo equivalente alla rigenerazione umana. Il nome fenice è stato anche dato a una delle formule segrete alchemiche. Il noto pellicano dei Rosa Croce, che nutriva i suoi piccoli dal proprio seno, è in realtà una fenice, un fatto che può essere confermato da un esame della testa dell’uccello. La parte sgraziata del becco del pellicano è del tutto assente, la testa della fenice è molto più simile a quella di un’aquila che a quella di un pellicano. Nei Misteri era consuetudine riferirsi agli iniziati come
fenici o uomini che erano rinati, proprio come la nascita fisica dà all’uomo coscienza nel mondo fisico, così il neofita, dopo nove gradi nel grembo dei  Misteri, nasce in una coscienza del mondo spirituale. Questo è il mistero iniziatico a cui Cristo si riferì quando disse: “Tranne se un uomo rinasce, non potra` vedere il regno di Dio “(Giovanni III 3). La fenice è un simbolo appropriato di questa verità spirituale.
Il misticismo europeo non era morto al momento della fondazione degli Stati Uniti d’America. La mano dei Misteri controllo` la creazione del nuovo governo, in quanto la firma dei Misteri può ancora essere vista sul Grande Sigillo degli Stati Uniti d ‘America. Un’attenta analisi del sigillo rivela una massa di simboli occulti e massonici, con protagonista la cosiddetta aquila americana – un uccello che Benjamin Franklin dichiaro` degno di essere scelto come emblema di persone  grandi, potenti e progressiste. Qui di nuovo solo lo studente del simbolismo può vedere attraverso il sotterfugio e rendersi conto che l’aquila americana sul Gran Sigillo non è che una fenice convenzionalizzata. Infatti è chiaramente visibile da un esame del sigillo originale. Gaillard Hunt involontariamente mette sotto esame molto materiale per dimostrare la convinzione che il sigillo originale portava l’uccello della Fenice e la Grande Piramide di Giza. In uno
schizzo presentato come progetto per il Grande Sigillo di William Barton nel 1782, una vera e propria Fenice appare seduta su un nido di fiamme. Questo dimostra una tendenza verso l’uso di questo uccello emblematico.

Se qualcuno dubita della presenza di influenze massoniche e occulte al tempo in cui il Grande Sigillo è stato progettato, dovrebbe dare la debita considerazione ai commenti del professore Charles Eliot Norton di Harvard, che scrisse riguardo alla piramide incompiuta e al
Occhio onnisciente che ornava il retro del sigillo, come segue: “Il dispositivo adottato dal Congresso è praticamente incapace di un trattamento efficace; può difficilmente (comunque
artisticamente trattato dallo stilista) non presentarsi come un emblema di una fraternita` massonica. “(La storia del sigillo degli Stati Uniti.)

Le aquile di Napoleone e di Cesare e l’aquila zodiacale dello Scorpione sono in realta` fenici, in quanto quest’ultimo uccello – non l’aquila – è il simbolo della vittoria spirituale e della conquista.
La massoneria sarà in grado di risolvere molti dei segreti della sua dottrina esoterica quando si rendera` conto che sia le aquile singole che quelle a due teste sono fenici e che essa è il simbolo della trasmutazione e della rigenerazione dell’energia creativa – comunemente chiamata realizzazione della Grande Opera. La fenice a due teste è il prototipo di un uomo androgino, secondo gli insegnamenti segreti arriverà un momento in cui il corpo umano avrà due midolli spinali, per mezzo del quale sarà mantenuto l’equilibrio vibratorio nel corpo. Non solo molti dei fondatori del governo degli Stati Uniti erano massoni, ma ricevettero aiuti da un corpo segreto esistente in Europa, che li ha aiutati a costruire questo paese per uno scopo particolare, noto solo a pochi iniziati. Il Gran sigillo è la firma di questo corpo esaltato – invisibile e per la maggior parte sconosciuto.

ANIMALI

Il leone è il re della famiglia animale e, come la testa di ogni regno, è sacro al sole, i cui raggi sono simboleggiati dalla criniera irsuta del leone. Le allegorie si sono perpetuate dai Misteri (come quello che il leone aprira` il libro segreto) significano che il potere solare apre i baccelli del seme, liberando la vita spirituale interiore. C’era
anche una curiosa convinzione tra gli antichi che il leone dormisse con gli occhi aperti, e per questo motivo l’animale è stato scelto come simbolo di vigilanza. La figura di un leone posto su entrambi i lati delle porte e` un emblema della tutela divina. Re Salomone era spesso simboleggiato come un leone. Per secoli la famiglia dei felini è stata considerata con particolare venerazione. In molti dei Misteri – in particolare l’egiziano – i sacerdoti indossavano la pelle di leoni, di tigri, di pantere, di pume o leopardi. Ercole e Sansone (entrambi
simboli solari) hanno ucciso il leone della costellazione del Leone e si sono vestiti nella sua pelle, asignificare quindi che rappresentavano il sole stesso quando si trovava al vertice dell’arco celeste.
A Bubastis in Egitto era il tempio della famosa dea Bast, la divinità felina dei Tolomei. Gli egiziani hanno reso omaggio al gatto, soprattutto quando la sua pelliccia era di tre sfumature o i suoi occhi di diversi colori. Per i sacerdoti il ​​gatto era simbolico delle forze magnetiche della Natura, e si circondarono di questi animali per il bene del fuoco astrale che emanava dai loro corpi. Il gatto era anche un simbolo di eternità, in quanto quando dorme si arriccia in una palla con la testa e la coda che si toccano. Tra i greci e Latini il gatto era sacro alla dea Diana. I buddisti dell’India hanno investito il
gatto con un significato speciale, ma per una ragione diversa. Il gatto era l’unico animale assente alla morte del grande Buddha, perché si era fermato sulla strada per inseguire un topo. Che il simbolo delle forze astrali inferiori non dovrebbe essere presente alla liberazione
del Buddha è significativo. Quindi gli egiziani erano in lutto alla loro morte. Se un gatto moriva di morte naturale in una casa, tutti quelli di quella casa si radevano le sopracciglia: se era un cane, si radevano la testa e tutto il corpo. Erano abituati ad imbalsamare i loro gatti morti e portali a Bubastis per essere sepolti in una casa sacra.

Il più importante di tutti gli animali simbolici era l’Apis, o toro egiziano di Menfi, che era considerato il veicolo sacro per la trasmigrazione dell’anima del dio Osiride. È stato dichiarato che l’Apis è stato concepito da un fulmine, e l’addetto alla cerimonia sulla sua selezione e consacrazione era uno dei più impressionanti nel Ritualismo egiziano. L’Apis doveva essere marcato in un certo modo. Erodoto afferma che il toro doveva essere nero con una macchia bianca quadrata sulla fronte, la forma di un’aquila (probabilmente un avvoltoio) sulla schiena, uno scarafaggio sulla (sotto) lingua e i peli della coda separati in due. Altri scrittori dichiarano che il toro sacro era segnato da ventinove simboli sacri, sul lato destro del suo corpo doveva  esserci un segno bianco nella forma di una mezzaluna Dopo la sua santificazione, l’Apis fu tenuto in una stalla adiacente al
tempio e condotto in processioni per le vie della città su alcune solenni occasioni. Era una credenza popolare tra gli egiziani che ogni bambino su cui il toro respirava sarebbe diventato illustre. Dopo aver raggiunto una certa età (venticinque anni) i’Apis veniva portato al fiume Nilo o ad una fonte sacra (le autorità si differenziano per questo
punto) e annegato, tra i lamenti della popolazione. Il lutto e il lamento
per la sua morte continuavano fino a quando veniva trovato un nuovo Apis, dichiarando che Osiride si era reincarnato, dopo di che la gioia prendeva il posto del dolore. Il culto del toro non era confinato all’Egitto, ma era prevalente in molte nazioni del mondo antico. In India, Nandi – il sacro toro bianco di Siva – è ancora l’oggetto di
molta venerazione; e sia i persiani che gli ebrei accettarono il toro come un importante simbolo religioso. Gli assiri, i fenici, i caldei e persino i greci venerarono questo animale, e Giove si è trasformato in un toro bianco per stuprare Europa. Il toro era un potente emblema fallico che indica il potere paterno creativo del Demiurgo. Alla sua morte veniva frequentemente mummificato e sepolto con lo sfarzo e la dignità di un dio in un sarcofago preparato appositamente. Scavi nel Serapeum di Memphis hanno rivelato le tombe di oltre sessanta di questi animali sacri. Come il segno che sale sopra l’orizzonte all’equinozio di primavera costituisce il corpo stellato per
l’annuale incarnazione del sole, il toro non era solo il simbolo celeste dell’uomo solare, ma, in quanto l’equinozio di primavera ha luogo nella costellazione del Toro, è stato chiamato l’interruttore o l’iniziatore dell’anno. Per questo motivo nel simbolismo astronomico il toro è
spesso mostrato mentre rompe l’uovo anulare con le sue corna. L’Apis significa inoltre che il Dio-Mente è incarnato nel corpo di una bestia e quindi che la bestia fisica si forma come sacro veicolo della divinità. La personalità inferiore dell’uomo è l’Apis in cui Osiride si incarna. Il risultato della combinazione è la creazione di Sor-Apis (Serapis) -l’ anima materiale come governante del corpo materiale irrazionale e coinvolto in esso. Dopo un certo
periodo (che è determinato dal quadrato di cinque, o venticinque anni), il corpo dell’apis viene distrutto e l’anima liberata dall’acqua che annega la vita materiale. Questo era indicativo del lavaggio della natura materiale da parte delle acque battesimali della luce divina e della verità. L’annegamento dell’Apis è il simbolo della morte e della resurrezione di Osiride. Il toro bianco era anche simbolicamente sacro come emblema designato degli iniziati. Quando l’equinozio di primavera non si verifico` più nel segno del Toro, il Dio Sole si  incarno` nella costellazione di Ariete e l’ariete divenne il veicolo dell’energia solare. Così il sole che sorge nel segno dell’Agnello Celeste trionfa sul simbolico serpente delle tenebre. L’agnello è un emblema familiare di purezza a causa della sua gentilezza e il candore della sua lana. In molti dei Misteri pagani significava il Salvatore Universale, e nel cristianesimo è il simbolo preferito di Cristo. Nei primi dipinti delle chiese si vede un agnello in piedi su una piccola collina, e dai suoi piedi sgorgare quattro ruscelli di acqua viva a significare i quattro Vangeli. Il sangue dell’agnello è la vita solare che si riversa nel mondo
attraverso il segno dell’Ariete. La capra è sia un simbolo fallico che un emblema del coraggio o dell’aspirazione nella sua sicurezza e capacità di scalare le vette più alte. Per gli alchimisti la testa di capra era il simbolo dello zolfo. La pratica tra gli antichi ebrei di scegliere un capro espiatorio su cui ammassare i peccati dell’umanità è semplicemente allegoria

IL TORO SACRO, O APIS.

L’importanza del toro come simbolo del sole all’equinozio di primavera è discussa nel capitolo dello Zodiaco e dei suoi Segni. Il toro e il bue sono antichi emblemi dell’elemento della terra – di conseguenza del pianeta stesso. Significano anche la natura animale dell’ uomo, e per questo motivo furono sacrificati sugli altari degli antichi Misteri come quello Ebreo e druidico. Plutarco scrisse: “L’Apis dovrebbe essere considerato da noi, come una fiera e bella immagine dell’anima di Osiride. “Osiride rappresenta la natura spirituale del basso mondo che viene assassinato e distribuito attraverso la sostanza delle sfere; Apis è l’emblema del mondo materiale all’interno del quale è la natura spirituale– Osiride. L’Apis è anche il simbolo della dottrina exoterica (o profana), in contraddizione con gli insegnamenti esoterici (o divini) rappresentati dal serpente indossato sulla fronte dei sacerdoti. Da questo è derivata l’allegoria mitologica di Serapis,
che in un certo senso non è solo la figura composita di Osiride e del mondo inferiore in cui è incarnato ma anche dei Misteri, che sono i corpi terrestri contenenti gli insegnamenti segreti o l’anima spirituale.
raffigurazione dell’Uomo SOle che è il capro espiatorio del mondo e su cui sono gettati i peccati delle dodici case (tribù) dell’universo celeste. La verità è l’Agnello Divino venerato in tutto il mondo e ucciso per i peccati del mondo, e sin dall’alba dei tempi gli Dei Salvatori di tutte le religioni sono state personificazioni di questa Verità. Il Vello d’oro cercato da Giasone e dai suoi Argonauti è l’Agnello Celeste – il sole spirituale e intellettuale. La dottrina segreta è anche caratterizzata dal vello d’oro – la lana della Vita Divina, i raggi del Sole della Verità. Suidas dichiara che il vello d’oro sarebbe stato in realtà un libro, scritto sulla pelle, che conteneva le formule per la produzione di oro per mezzo della chimica. I Misteri erano istituzioni erette per la trasmutazione dell’ignoranza di base in preziosa illuminazione. Il drago dell’ignoranza era la terribile creatura impostata per proteggere il vello d’oro e rappresenta l’oscurità del vecchio anno che combatte con il sole al momento del suo passaggio equinoziale. I cervi erano sacri nei misteri bacchici dei greci; i Baccanti erano spesso vestiti di pelli di cervi. I cervi erano associati all’adorazione della dea della luna e le orge bacchiche venivano di solito condotte di notte. La grazia e la velocità di questo animale fecero si che venisse accettato come il simbolo appropriato dell’abbandono estetico. I cervi erano oggetti di
venerazione in molte nazioni. In Giappone, branchi di cervi sono ancora mantenuti in connessione con i templi.
Il lupo è solitamente associato al principio del male, a causa della cattiveria della sua natura. Nella mitologia scandinava il
Fenris Wolf era uno dei figli di Loki, il dio infernale dei fuochi. Con il tempio di Asgard in fiamme su di loro, gli dei sotto il comando di Odino hanno combattuto la loro ultima grande battaglia contro le forze caotiche del male. Il lupo di Fenris divoro` Odino, il Padre degli Dei, e quindi distrusse l’universo Odino. Qui il Fenrislupo rappresenta quei poteri irragionevoli della natura che rovesciarono la creazione primitiva. L’unicorno, o monocoro, era una creazione molto curiosa degli antichi iniziati. È descritto da Thomas Boreman come “una bestia, che ha un solo corno, che cresce dal centro della sua fronte. La sua testa ricorda quella di un cervo, i suoi piedi quelli di un elefante, la coda quella di un cinghiale e il resto del corpo un cavallo. Il corno è di circa un piede e mezzo di lunghezza. La sua voce è come quella di un bue. La sua criniera e i suoi capelli sono di un colore giallastro. Il suo corno è duro come il ferro, e ruvido ritorto o arricciato, come una spada fiammeggiante; molto dritto, nitido, e ovunque nero, tranne la punta.
Gli vengono attribuite grandi virtù, come cura contro i veleni e di diverse malattie. “(Vedi le credenze passate di Redgrove.)
Mentre l’unicorno è menzionato più volte nella Scrittura, nessuna prova è ancora stata dimostra riguardo la sua esistenza. J. P. Lundy crede che il corno dell’unicorno simboleggi l’orlo della salvezza citato da San Luca che, pungendo i cuori degli uomini, li trasforma. I mistici cristiani medievali hanno impiegato l’unicorno come emblema di Cristo, e questa creatura deve quindi significare la vita spirituale
nell’uomo Il singolo corno dell’unicorno può rappresentare la ghiandola pineale, o terzo occhio, che è il centro di cognizione spirituale nel cervello. L’unicorno fu adottato dai Misteri come
un simbolo della natura spirituale illuminata dell’iniziato, il corno con cui si difende essendo esso stesso la spada fiammeggiante della dottrina spirituale contro cui nulla può prevalere.

Nel Libro di Lambspring, un raro tratto ermetico, appare un’incisione raffigurante un cervo e un unicorno che stanno insieme in un bosco. L’immagine è accompagnata dal seguente testo: “I Saggi dicono che due animali sono in questa foresta: uno glorioso, bello e
rapido, un cervo grande e forte; l’altro un unicorno. Se applichiamo la parabola alla nostra arte, chiameremo la foresta il corpo. L’unicorno sarà lo spirito in ogni momento. Il cervo non desidera altro nome se non quello dell’anima. Lui che sa domare e padroneggiarli con l’arte, accoppiarli e guidarli nella nostra forma, potra` giustamente essere chiamato Maestro. ”

Il diavolo egiziano, Tifone, era spesso simboleggiato dal mostro Set che ha la sua identità oscura. Ha un naso bizzarro e le orecchie a punta, e potrebbe essere stato una iena convenzionale. Il mostro Set viveva nelle tempeste di sabbia e vagava per il mondo promulgando il male. Gli egiziani collegarono l’ululato dei venti del deserto con il
grido lamentoso della iena. Così quando nel profondo della notte la iena inviava il suo lamento doloroso suonava come l’ultimo grido disperato di un’anima persa nelle grinfie di Tifone. Tra i doveri di questa creatura malvagia c’era quello di proteggere i morti egiziani
contro i ladri di tombe. Tra gli altri simboli di Tifone c’era l’ippopotamo, sacro al dio Marte perché Marte fu intronizzato nel segno dello Scorpione, la casa di Tifone. Anche l’asino era sacro
a questo demone egiziano. I primi cristiani furono accusati di adorare la testa di un asino. Un animale simbolo più curioso è il maiale, sacro a Diana, e frequentemente impiegato nei Misteri come emblema dell’ arte occulta. Il cinghiale che ha distrutto Atys mostra l’uso di questo animale nei Misteri. Secondo i Misteri, la scimmia rappresenta la condizione dell’uomo prima che l’anima razionale entrò nella sua costituzione. Quindi rappresenta l’uomo irrazionale. Da alcuni la scimmia è vista come una specie non eretta dalle gerarchie spirituali; da altri come uno stato di decadimento in cui l’uomo è stato privato della sua natura divina attraverso la degenerazione. Gli antichi, benché evoluzionisti, non hanno tracciato l’ascesa dell’uomo attraverso la
scimmia; pensavano che la scimmia si fosse separata dalla radice principale del progresso. Occasionalmente la scimmia veniva impiegata come simbolo di apprendimento. Il Cinocefalo, la scimmia dalla testa di cane, era il simbolo geroglifico egiziano della scrittura, e
era strettamente associato a Thoth. Cinocefalo è il simbolo della luna e Thot del pianeta Mercurio. A causa dell’antica credenza che la luna seguisse Mercurio nei cieli il cane-scimmia era descritto come il fedele compagno di Thoth. Il cane, a causa della sua fedeltà, denota la relazione che dovrebbe esistere tra discepolo e maestro o tra l’iniziato e il suo Dio. Il cane pastore era un tipo di sacerdozio. La capacità del cane di percepire e seguire persone invisibili per miglia simboleggiava
il potere trascendentale con cui il filosofo segue il filo della verità attraverso il labirinto dell’errore terreno. Il cane è anche il simbolo di Mercurio. La stella del cane, Sirius o Sothis era sacra agli egiziani perché presagiva le inondazioni annuali del Nilo. Come animale da soma il cavallo era il simbolo del corpo dell’uomo costretto a sostenere il peso della sua costituzione spirituale. Al contrario, ha anche caratterizzato la natura spirituale dell’uomo costretto a mantenere il peso della personalità materiale. Chirone, il centauro, mentore di Achille, rappresenta la creazione primitiva che era il progenitore e l’istruttore dell’umanità, come descritto da Beroso. Il cavallo alato e il tappeto magico entrambi simboleggiano la dottrina segreta e il corpo spiritualizzato dell’uomo. Il cavallo di legno di
Troia, che nascondeva un esercito per la conquista della città, rappresenta il corpo dell’uomo che nasconde al suo interno quelle infinite potenzialità che in seguito verranno avanti e conquisteranno il suo ambiente. Di nuovo, l’Arca di Noè, rappresenta la natura spirituale dell’uomo che contiene una serie di potenzialità latenti che successivamente diventano attive. L’assedio di Troia è un racconto simbolico del rapimento dell’anima umana (Elena) da parte di
Paride e la sua redenzione finale, attraverso la lotta perseverante, – dell’esercito greco sotto il comando di Agamennone.

 

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 6 febbraio 2019, in Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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