Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: La vita e la filosofia di Pitagora

MENTRE Mnesarchus, il padre di Pitagora, si trovava nella città di Delfi per questioni appartenenti alla sua attività di commerciante, lui e sua moglie, Parthenis, decisero di consultare l’oracolo di Delfi chiedendo se il il loro viaggio di ritorno in Siria sarebbe stato favorevole.
Quando la Pitonessa (la profetessa di Apollo) si sedette sul treppiede dorato sopra la bocca spalancata dell’oracolo, non rispose alle domande che avevano chiesto, ma comunico` a Mnesarchus che sua moglie era incinta e che avrebbe dato alla luce un figlio che era
destinato a superare tutti gli uomini in bellezza e saggezza, e che nel corso della sua vita avrebbe contribuito fortemente al beneficio dell’umanità. Mnesarchus era così profondamente impressionato dalla profezia che cambio` il nome di sua moglie in Pythasis, in onore della Sacerdotessa pitica. Quando il bambino nacque a Sidone, in Fenicia, fu – come l’oracolo aveva detto – un maschio. Mnesarchus e Pythasis chiamarono il bambino Pitagora, perché credevano
che era stato predestinato dall’oracolo. Molte strane leggende sono state conservate riguardo alla nascita di Pitagora. Alcuni
sostengono che non era un uomo mortale: che era uno degli dei che aveva preso un corpo umano per consentirgli di venire nel mondo e istruire la razza umana. Pitagora era uno dei tanti saggi e salvatori dell’antichità caratterizzati da una immacolata concezione. Nella sua Anacalypsis, Godfrey Higgins scrive: “La prima circostanza che colpisce riguardo la storia di Pitagora e` che il saggio e Gesu` nacquero quasi nello stesso paese; il primo nacque a Sidone, il secondo a Betlemme, entrambi in Siria. Il padre di Pitagora, così come il padre di Gesù, fu profeticamente informato che sua moglie era incinta, e che il figlio sarebbe stato un benefattore all’umanità. Nacquero entrambi quando le loro mamme erano in viaggio,
Giuseppe e sua moglie andarono a Betlemme per pagare le tasse, e il padre di Pitagora aveva viaggiato da Samo, la sua residenza, a Sidone, a causa di preoccupazioni riguardo i suoi commerci. Pythais [Pythasis], la madre di Pitagora, aveva una connessione con un Spettro apolloniale, o fantasma, del Dio Apollo, o Dio Sol, (ovviamente questo era uno “spettro santo”, e da qui abbiamo lo Spirito Santo) che in seguito apparve al marito, e gli disse che non doveva avere alcun rapporto con sua moglie durante la sua gravidanza – una storia evidentemente identica a quella relativa a Giuseppe e Maria. Per queste circostanze particolari, Pitagora era conosciuto con lo stesso titolo di Gesù, cioè il figlio di Dio; e le moltitudini credettero che fosse sotto l’influenza dello spirito Divino.”

Questo famoso filosofo nacque tra il 600 e il 590 a.C. e la durata della sua vita è stata stimata in circa cento anni. Gli insegnamenti di Pitagora indicano che egli era completamente a conoscenza dei precetti dell’esoterismo orientale e occidentale. Ha viaggiato tra gli ebrei ed è stato istruito dai rabbini sulle tradizioni segrete di Mosè, il legislatore di Israele. Più tardi la scuola degli Esseni fu costituita principalmente allo scopo di interpretare i Simboli pitagorici. Pitagora fu iniziato nei misteri egiziani, babilonesi e caldei. Sebbene alcuni credano che fosse un discepolo di Zoroastro, è dubbio che il suo istruttore fosse il Dio-uomo ora venerato dai Parsi. Mentre i resoconti dei suoi viaggi sono diversi, gli storici concordano sul fatto che abbia visitato molti paesi e studiato presso molti maestri. “Dopo aver acquisito tutto ciò che era possibile, imparato la filosofia greca e, presumibilmente, dopo essere diventato un iniziato nei misteri eleusini, è andato in Egitto, e dopo molti rifiuti, alla fine riuscì a ottenere l’iniziazione nei Misteri di Iside, per mano dei sacerdoti di Tebe. Allora questo intrepido “falegname” ha proseguito la sua strada verso la Fenicia e la Siria dove gli vennero conferiti i Misteri di Adone, e attraversando la valle dell’Eufrate, si fermò a lungo per diventare un esperto nella tradizione segreta dei Caldei. Alla fine, intraprese la sua piu` grande avventura attraverso Media e Persia in Hindustan
dove rimase diversi anni come allievo e iniziato dei dotti bramini di
Elephanta ed Ellora. “(Vedi Massoneria antica, di Frank C. Higgins, 32 °.) Lo stesso autore aggiunge che il nome di Pitagora è ancora conservato negli annali dei Brahmani come Yavancharya, il maestro ionico. Si dice che Pitagora sia stato il primo uomo a definirsi un filosofo; infatti, il mondo è in debito con lui per la parola filosofo. Prima di quel tempo gli uomini di cultura si chiamavano saggi, che è stato interpretato nel senso di coloro che sanno. Pitagora era più modesto. Ha coniato la parola filosofo, che ha definito come colui che è alla ricerca della conoscienza
Dopo essere tornato dalle sue peregrinazioni, Pitagora istituì una scuola, o come è stata a volte chiamata, un’università, a Crotone, una colonia dorica nel sud Italia. Al suo arrivo a Crotone fu considerato come un estraneo, ma dopo poco tempo quelli che ricoprivano posizioni di potere nelle colonie circostanti cercavano il suo consiglio in questioni di grande importanza. Riuni`intorno a sé un piccolo gruppo di discepoli sinceri che istruì nella saggezza segreta che gli era stata rivelata, e anche nei fondamenti della matematica occulta, della musica e dell’astronomia, che considerava la base triangolare di tutte le arti e scienze. Quando aveva circa sessant’anni, Pitagora sposò una delle sue discepole generando sette bambini. Sua moglie era una donna straordinariamente capace, che non solo lo ispirò durante gli anni della sua vita, ma dopo il suo assassinio continuò aiuto` a
promulgare le sue dottrine. Come spesso accade nel caso del genio, Pitagora con la sua franchezza si creo` inimicizia politica e personale. Tra coloro che arrivarono per l’iniziazione ci fu una persona che Pitagora non accetto`, il quale era deciso a distruggere sia l’uomo che la sua filosofia. Per mezzo di falsa propaganda, questo smacco porto` le persone comuni ad antagonizzare contro il filosofo. Senza preavviso, una banda di assassini discese sul piccolo gruppo di edifici dove il grande maestro e i suoi discepoli dimoravano, bruciarono le strutture e uccisero Pitagora. I resoconti della morte del filosofo non sono d’accordo. Alcuni dicono che è stato ucciso con i suoi discepoli; altri che, fuggendo da Crotone con una piccola banda di seguaci, venne bloccato e bruciato vivo dai suoi nemici in una casetta dove la banda aveva deciso di riposare per la notte Un altro account afferma che, trovandosi intrappolati nella struttura ardente, i discepoli si gettarono tra le fiamme, facendo di loro stessi un ponte sul quale Pitagora fuggì, solo per morire di crepacuore in breve tempo come risultato del lutto per l’apparente infruttuosità dei suoi sforzi di servire
e illuminare l’umanità.
I suoi discepoli sopravvissuti tentarono di perpetuare le sue dottrine, ma furono perseguitati e molto poco rimane oggi come testimonianza della grandezza di questo filosofo. Si dice che i discepoli di Pitagora non si rivolgessero mai a lui o si riferissero a lui con il suo nome, ma sempre come Maestro. Questo potrebbe derivare dal fatto ché si credeva che il nome Pitagora fosse costituito da un certo numero
di lettere appositamente disposte con grande significato sacro. La rivista Word ha stampato un articolo di T. R. Prater, mostrando che Pitagora ha iniziato i suoi candidati per mezzo di una certa formula celata dentro le lettere del suo nome.

Durante la sua gioventù, Pitagora fu un discepolo di Fecalve ed Ermodama, e mentre era adolescente divenne famoso per la chiarezza dei suoi concetti filosofici. Era alto 190 cm; il suo corpo era
perfettamente formato come quello di Apollo. Pitagora era la personificazione della maestà e del potere, e nella sua presenza ci si sentiva umili e impauriti. Man mano che cresceva, il suo potere fisico aumentava piuttosto che calare, così che mentre si avvicinava ai 100 anni era in realtà nel fiore degli anni. L’influenza di questa grande anima su quelli che lo circondavano era tale che una parola di lode da parte di Pitagora riempiva i suoi discepoli di estasi, mentre uno si suicido` perché il Maestro è diventato momentaneamente irritato per qualcosa di cui era inccolpato. Pitagora fu così impressionato da questa tragedia che non parlò mai in modo scortese con nessuno.

Questo potrebbe spiegare perché la parola Pitagora era così altamente riverita`.Dopo la morte di Pitagora, la sua scuola si disintegrò gradualmente, ma quelli che lo avevano beneficiato dai suoi insegnamenti celebrarono la memoria del grande filosofo, come durante la sua vita
avevano riverito l’uomo stesso. Col passare del tempo, Pitagora venne considerato come un dio piuttosto che un uomo, e i suoi discepoli dispersi erano legati insieme dalla loro ammirazione comune per il genio trascendente del loro insegnante. Edouard Schure, nel suo
Pitagora e i misteri delfici, riferisce il seguente episodio come illustrativo del legame di comunione che unisce i membri della Scuola Pitagorica:
“Uno di loro che era caduto in malattia e povertà è stato gentilmente preso da un oste. Prima di morire traccio` alcuni segni misteriosi (il pentagramma, senza dubbio) sulla porta della locanda e disse all’oste: “Non sentirti a disagio, uno dei miei fratelli pagherà i miei debiti Un anno dopo, mentre uno sconosciuto stava passando da questa locanda, vide i segni e disse all’oste: “Io sono un Pitagorico; uno dei miei fratelli è morto qui; dimmi quanto ti deve. ‘”

Frank C. Higgins, 32 °, offre un eccellente compendio dei principi pitagorici nello schema seguente:
Gli insegnamenti di Pitagora sono di importanza trascendentale per i massoni, in quanto sono il frutto del suo contatto con i principali filosofi di tutto il mondo civilizzato del suo tempo, e devono rappresentare ciò in cui tutti erano d’accordo, spogliati di tutte le erbacce della polemica. Quindi, la posizione sostenuta da Pitagora, in difesa del puro monoteismo, è una prova sufficiente che tradizionalmente l’unità di Dio era il segreto supremo di tutte le iniziazioni antiche. La scuola filosofica di Pitagora era, in una certa misura, una serie di iniziazioni, fece passare i suoi studenti attraverso una serie di gradi e non permise mai che entrassero in contatto con lui fino a quando non avessero raggiunto i gradi più alti. Secondo i suoi biografi, i suoi gradi erano tre. Il primo, quello di ‘Mathematicus’, che garantisce che i suoi allievi conoscessero la matematica e la geometria, che era allora, come sarebbe ora se la Massoneria fosse correttamente inculcata, la base su cui si basava tutta la conoscenza. In seconda istanza, c’era il grado di “Theoreticus”, che si occupava di applicazioni superficiali delle scienze esatte e, infine, il grado di ‘Electus’, che autorizzava il candidato a passare e avanzare alla luce della piena illuminazione. Gli studenti della scuola pitagorica erano divisi in “exoterici” o alunni dei gradi esterni e “esoterici”, dopo che avevano superato il terzo grado di iniziazione e avevano diritto alla saggezza segreta. Il silenzio, la segretezza e l’obbedienza incondizionata erano cardinali principi di questo grande ordine. “(Vedi l’antica massoneria).

FONDAMENTI PITAGORICI

Lo studio della geometria, della musica e dell’astronomia era considerato essenziale per un razionale comprensione di Dio, dell’uomo o della natura, e nessuno poteva accompagnare Pitagora come discepolo se non conosceva bene queste scienze. Molti cercarono di essere ammessi alla sua scuola. Ogni candidato è stato testato su questi tre soggetti e, se trovato ignorante, veniva licenziato frettolosamente. Pitagora non era un estremista. Insegnava la moderazione in tutte le cose piuttosto che l’eccesso in qualsiasi cosa, perché credeva che un eccesso di virtù fosse di per sé un vizio. Una delle sue dichiarazioni preferite era: “Dobbiamo evitare con il massimo sforzo e amputare con il fuoco e con la spada, e con tutti gli altri mezzi, dal corpo, l malattia; dall’anima, l’ignoranza; dalla pancia, la lussuria; da una città, la sedizione; da una famiglia, la discordia; e da tutte le cose, l’eccesso. “Pitagora credeva anche che non esistesse alcun crimine uguale a quello dell’anarchia. Tutti gli uomini sanno quello che vogliono, ma pochi sanno quello di cui hanno bisogno. Pitagora avvertì i discepoli che non dovevano pregare per se stessi quando pregavano; che quando chiedevano cose agli dei non avrebbero dovuto chiederle per se stesis perché nessun uomo sa cosa è buono per lui ed è per questa ragione indesiderabile che chiedere cose si dimostrerebbe solo dannoso.
Il Dio di Pitagora era la Monade o Colui che è Tutto. Ha descritto Dio
come la Mente Suprema distribuita in tutte le parti dell’universo – la Causa di tutte cose, l’intelligenza di tutte le cose e il potere in tutte le cose. Ha inoltre dichiarato che il moto di Dio e` circolare, che il corpo di Dio e` composto dalla sostanza di luce, e che la natura di Dio e` composta dalla sostanza della verità. Pitagora dichiarò che il consumo di carne offuscava le facoltà di ragionamento. Mentre non condannava il suo uso, ha dichiarato che i giudici dovrebbero astenersi dal mangiare carne prima di un processo, in modo che quelli che dovevano essere giudicati avrebbero potuto ricevere le decisioni piu` oneste e astute. Quando Pitagora decise (come spesso faceva) di ritirarsi nel tempio di Dio per un lungo periodo di tempo per meditare e pregare, prendeva con se la sua scorta di cibo e bevande appositamente preparati. Il cibo consisteva in parti uguali dei semi di papavero e sesamo, la buccia della cipolla di mare da cui il veniva estratto il succo, il fiore di giunchiglia, le foglie di malva e una pasta di orzo e piselli. Questi venivano combinati con l’aggiunta di miele selvatico.
Come bevanda utilizzava i semi di cetrioli, uvetta secca (con semi rimossi), i fiori di coriandolo, semi di malva e portulaca, formaggio raschiato, farina e crema, mescolata e addolcita con miele selvatico. Pitagora sosteneva che fosse questa la dieta di Ercole mentre vagava nel deserto libico e si conformava alla ricetta data all”eroe dalla dea Cerere stessa.
Il metodo preferito di guarigione tra i Pitagorici erano gli impacchi.
Queste persone conoscevano anche le proprietà magiche di un vasto numero di piante. Pitagora stimava le proprietà medicinali della cipolla di mare, e si dice che abbia scritto un intero volume sull’argomento. Un tale lavoro, tuttavia, non è noto al momento attuale.
Pitagora scoprì che la musica aveva un grande potere terapeutico e preparò speciali armonie per varie malattie. Apparentemente ha fatto esperimenti anche con il colore, ottenendo notevole successo. Uno dei suoi unici processi curativi è il risultato della sua scoperta del valore curativo di alcuni versi dell’Odissea e dell’Iliade di Omero. Li fece leggere a persone che soffrivano di alcuni disturbi. Era contrario alla chirurgia in tutte le sue forme e aveva anche obiezioni sulla cauterizzazione. Non avrebbe permesso la deturpazione del corpo umano, per tale motivo, cio` era un sacrilegio contro la dimora degli dei.

Pitagora insegnò che l’amicizia era la più vera e perfetta di tutte le relazioni.
Dichiarò che in Natura c’era un’amicizia per tutti; degli dei per gli uomini; di una dottrina l’una per l’altra; dell’anima per il corpo; della parte razionale per la parte irrazionale; della filosofia per la sua teoria; degli uomini l’uno per l’altro; dei contadini l’uno per l’altro;
quell’amicizia esisteva anche tra estranei, tra un uomo e sua moglie, tra i suoi figli, e i suoi servi. Tutti i legami senza amicizia erano manette e non c’era virtù nel mantenerle. Pitagora credeva che le relazioni fossero essenzialmente mentali piuttosot che fisiche, e che un intelletto simpatetico estraneo era più vicino a lui di una  relazione di sangue in cui il punto di vista era in contrasto con il suo. Pitagora ha definito la conoscenza come il frutto dell’accumulo mentale. Credeva che sarebbe stato ottenuto in molti modi, ma principalmente attraverso l’osservazione. La saggezza era la comprensione della fonte o causa di tutte le cose, e questo potrebbe essere assicurato solo aumentando l’intelletto fino al punto in cui conosceva intuitivamente l’invisibile che si manifesta esteriormente attraverso il visibile e quindi
diventava capace di mettersi in relazione con lo spirito delle cose piuttosto che con le loro forme. La fonte ultima che la saggezza poteva conoscere era la Monade, il misterioso atomo permanente dei Pitagorici.
Pitagora insegnò che sia l’uomo che l’universo erano fatti a immagine di Dio; essendo entrambi fatti nella stessa immagine, la comprensione di uno prevedeva la conoscenza dell’altro. Insegnò inoltre che c’era un’interazione costante tra il Grande Uomo (l’universo) e l’uomo (il piccolo universo).
Pitagora credeva che tutti i corpi siderali fossero vivi e che le forme dei pianeti e le stelle erano semplicemente corpi che racchiudevano anime, menti e spiriti nello stesso modo in cui la forma umana visibile è solo il veicolo che racchiude un invisibile organismo spirituale che è, in realtà, l’individuo cosciente. Pitagora considerava i pianeti come
magnifiche divinità, degne dell’adorazione e del rispetto dell’uomo. Tutte queste divinità tuttavia, erano sottomesse all’unica prima causa in cui erano tutti presenti temporaneamente, poiché la mortalità esiste nel bel mezzo dell’immortalità. La famosa Y Pitagorica indicava il potere di scelta ed era usata nei Misteri come emblematico della biforcazione della strada.

Ai cinque solidi simmetrici degli antichi si aggiunge la sfera (1), la più perfetta di tutte le forme create.
I cinque solidi pitagorici sono: il tetraedro (2) con quattro triangoli equilateri come facce; il cubo (3)
con sei quadrati come facce; l’ottaedro (4) con otto triangoli equilateri come facce; l’icosaedro (5)con venti triangoli equilateri come facce; e il dodecaedro (6) con dodici pentagoni regolari come facce

Lo stelo centrale separato in due parti, una
ramificazione a destra e l’altra a sinistra. Il ramo a destra era chiamato Saggezza Divina e quello a sinistra Saggezza terrestre. Gioventù, personificata dal candidato, percorrendo il Cammino
di vita, simboleggiato dal gambo centrale della Y, raggiunge il punto in cui il percorso si divide. Il neofita deve quindi scegliere se prenderà il sentiero a sinistra e, seguendo i dettami della sua natura inferiore, entrare in un arco di follia e spensieratezza che comporterà inevitabilmente la sua rovina, o se prenderà la strada a destra
e attraverso l’integrità, l’industria e la sincerità alla fine riacquistera` l’unione con gli immortali nelle sfere superiori.

È probabile che Pitagora abbia ottenuto il suo concetto di Y dagli egiziani, che inclusero in alcuni dei loro rituali iniziatici una scena in cui il candidato era confrontato da due figure femminili. Uno di loro, velata con le vesti bianche del tempio, esortava il neofita a entrare nelle sale dell’apprendimento; l’altra, ornata di gioielli, che simboleggiano i tesori terreni e porta nelle sue mani un vassoio carico di uva (emblematico della falsa luce), cercava di attirarlo nelle camere della dissipazione. Questo simbolo è ancora conservato tra le carte dei Tarocchi, dove è chiamato la biforcazione delle strade. Il bastone biforcuto è stato il simbolo della vita tra molte nazioni, ed è stato
usato nel deserto per indicare la presenza di acqua. Per quanto riguarda la teoria della trasmigrazione come divulgata da Pitagora, ci sono differenze di opinione. Secondo un punto di vista, ha insegnato ai mortali chi durante la loro l’esistenza terrena avevano, con le loro azioni, la somiglianza di certi animali, tornati nuovamente sulla terra
nella forma delle bestie in cui erano cresciuti e assomigliavano. Una persona timida quindi sarebbe tornata,sotto forma di un coniglio o un cervo; una persona crudele nella forma di un lupo o un altro
animale feroce; e una persona astuta sotto le spoglie di una volpe. Questo concetto, tuttavia, non si adatta allo schema generale di Pitagora, ed è molto più probabile che sia stato dato in un senso allegorico piuttosto che letterale. Era destinato a trasmettere l’idea che gli esseri umani diventano bestiali quando si lasciano dominare dai propri desideri inferiori e tendenze distruttive. È probabile che il termine trasmigrazione debba essere inteso come ciò che è più comunemente chiamato reincarnazione, una dottrina che Pitagora
deve aver acquisito direttamente o indirettamente in India e in Egitto.
Il fatto che Pitagora accettò la teoria delle succssive riapparizioni della natura spirituale in forma umana si trova in una nota in calce nella Storia della magia di Levi: “Era un importante campione di quella che si chiamava la dottrina della metempsicosi, intesa come la trasmigrazione dell’anima in corpi successivi. Lui stesso e` stato (a)
Aethalides, figlio di Mercurio; (b) Euforbo, figlio di Panthus, che morì per mano di Menelao nella guerra di Troia; (c) Hermotimus, un profeta di Clazomenae, una città della Ionia; (d) un umile pescatore; e infine (e) il filosofo di Samo. ” Pitagora insegnò anche che ogni specie di creature aveva ciò che definiva un sigillo, dato da Dio, e che la forma fisica di ciascuno era l’impressione di questo sigillo sulla cera della sostanza fisica. Così ogni corpo era stato marchiato con la dignità del suo modello conferito divinamente. Pitagora credeva che alla fine l’uomo avrebbe raggiunto uno stato in cui avrebbe superato la sua natura grossolana funzionando in un corpo di etere spiritualizzato che lo avrebbe messo in contrapposizione alla sua forma fisica in ogni momento e che potrebbe essere l’ottava sfera, o Antichthon. Da questo ascenderebbe nel regno degli immortali, dove sarebbe seduto accanto al divino.
Pitagora insegnò che tutto in natura era divisibile in tre parti e che nessuno potrebbe diventare veramente saggio se non avesse visto ogni problema come se fosse schematicamente
triangolare. Ha detto: “Stabilisci il triangolo e il problema è risolto per due terzi”;  “Tutte le cose consistono in tre”. In conformità con questo punto di vista, Pitagora divise l’universo in tre parti, che ha chiamato il Mondo Supremo, il Mondo Superiore, e il mondo inferiore. Il più alto, o Mondo Supremo, era una sottile, interpenetrativa essenza spirituale che pervade tutte le cose e quindi il vero piano della Divinità Suprema
stessa, essendo in ogni senso onnipresente, onnipotente, e
onnisciente. Entrambi i mondi inferiori esistevano nella natura di questa sfera suprema. Il Mondo Superiore era la casa degli immortali. Era anche la dimora degli archetipi o sigilli; la loro natura non ha in alcun modo contribuito alla materialità della terra, ma gettando le loro ombre sul profondo (il Mondo Inferiore), erano solo conoscibili
attraverso le loro ombre. Il terzo, o mondo inferiore, era la casa di quelle creature che partecipavano della sostanza materiale.
Quindi, questa sfera era la casa degli dei mortali, i Demiurgi, gli angeli che lavorano con gli uomini e anche dei demoni che prendono parte alla natura della terra; e infine dell’umanità e i regni inferiori, quelli che temporaneamente abitano la terra, ma capaci di elevarsi al di sopra di quella sfera attraverso la filosofia e la ragione.
Le cifre 1 e 2 non sono considerate numeri dai pitagorici, perché rappresentano le due sfere sovramondane. I numeri pitagorici, quindi, iniziano con 3, il triangolo e 4, il quadrato. Questi aggiunti al 1 e al 2, producono il 10, il grande numero di tutte le cose, l’archetipo dell’universo. I tre mondi furono chiamati recipienti. Il primo era il ricettacolo di principi, il secondo era il ricettacolo delle intelligenze, e il terzo, o il più basso, era il ricettacolo delle quantità. “I solidi simmetrici erano considerati da Pitagora e dai pensatori greci dopo
lui, come della massima importanza. Per essere perfettamente simmetrici o regolari, un solido deve avere un numero uguale di facce che si incontrano in ciascuno dei suoi angoli, e queste facce devono essere poligoni regolari uguali, i. e., figure i cui lati e angoli sono tutti uguali. A Pitagora, forse, può essere attribuita la grande scoperta che esistono solo cinque di questi solidi.

“Ora, i greci credevano che il mondo [l’universo materiale] fosse composto da quattro elementi – terra, aria, fuoco, acqua – e per la mente greca la conclusione era inevitabile che le forme delle particelle degli elementi erano quelle dei solidi regolari. Le particelle della terra
erano cubiche, il cubo essendo il solido regolare possedeva la massima stabilità; le particelle del fuoco erano tetraedriche, il tetraedro era il più semplice e, quindi, il più leggero solido. Le particelle d’acqua erano icosaedrici esattamente per la ragione inversa, mentre le particelle d’aria, come intermedie tra questi ultimi due, erano ottaedrici. Il dodecaedro era, per questi
antichi matematici, il più misterioso dei solidi; era di gran lunga il più difficile da costruire, il disegno accurato del pentagono regolare che richiede una piuttosta elaborata applicazione del grande teorema di Pitagora. Da qui la conclusione, come dice Platone, che “questo
(il dodecaedro regolare) e` la divinità impiegata nel tracciare il piano dell’Universo. ” (H. Stanley Redgrove, in Bygone Beliefs.)
Mr. Redgrove non ha menzionato il quinto elemento degli antichi Misteri. Questo quinto elemento, o etere, fu chiamato dagli indù akasa. Era strettamente correlato con l’etere ipotetico della scienza moderna, ed era la sostanza interpenetrante che permeava
tutti gli altri elementi e agendo come solvente comune e loro denominatore comune. Il solido a dodici facce si riferiva anche sottilmente ai Dodici Immortali che emersero dall’universo, e anche alle dodici circonvoluzioni del cervello umano – i veicoli di
quegli immortali nella natura dell’uomo. Mentre Pitagora, in accordo con gli altri del suo tempo, praticava la divinazione (possibilmente
l’aritmomanzia), non ci sono informazioni accurate riguardo ai metodi che ha usato.
Si ritiene che abbia strumenti notevoli per mezzo della quale poteva predire il futuro, e di aver imparato l’idromanzia dagli egiziani. Credeva che l’ottone avesse poteri oracolari, perché anche quando tutto era perfettamente immobile c’era sempre un suono rombante nelle ciotole di ottone. Una volta ha rivolto una preghiera allo spirito di un fiume e fuori dall’acqua sorse una voce: “Pitagora, ti saluto”. Si è sostenuto che era capace di far entrare i demoni nell’acqua e di disturbarne la superficie, e mediante le increspature certe cose venivano previste.
Dopo aver bevuto da una certa fonte un giorno, uno dei Maestri di Pitagora ha annunciato che lo spirito dell’acqua aveva appena previsto che ci sarebbe stato un grande terremoto il giorno successivo – una profezia che si e` adempiuta. È molto probabile che Pitagora
possedesse un potere ipnotico, non solo sull’uomo ma anche sugli animali. Ha fatto cambiare direzione au un uccello, ha fatto si che un orso cessasse le sue devastazioni in una comunita`, e un toro a
cambiare la sua dieta, con l’esercizio dell’influenza mentale. Era anche dotato di una seconda vista, poteva vedere le cose a distanza e descrivere accuratamente gli incidenti che non erano ancora successi.

GLI AFORISMI SIMBOLICI DI PITAGORA

Iamblichus raccolse trentanove dei detti simbolici di Pitagora e gli interpreto`. Questi sono stati tradotti dal greco da Thomas Taylor. L’aforisma era uno dei metodi di insegnamento preferiti usati nell’universita` Pitagorica di Crotone. Dieci dei più rappresentativi di questi aforismi sono riprodotti sotto con una breve delucidazione dei loro significati nascosti.

I. Evitare le vie pubbliche, camminare nei percorsi non frequentati. Con questo deve essere capito che coloro che desiderano la saggezza devono cercarla in solitudine.

II. Governa la tua lingua prima di tutte le altre cose, seguendo gli dei. Questo aforisma avverte l’uomo che le sue parole, invece di rappresentarlo, lo travisano e che quando si e` in dubbio su cosa dire, dovrebbe sempre tacere.

III. Il vento soffia, adora il suono. Pitagora qui ricorda ai suoi discepoli che il respiro di Dio si puo` ascoltare nella voce degli elementi, e che tutte le cose nella Natura si manifestano attraverso l’armonia, il ritmo, l’ordine.

IV. Aiuta un uomo a sollevare un peso; ma non aiutarlo a deporlo. Lo studente è incaricato di aiutare il diligente, ma mai aiutare coloro che cercano di eludere le loro responsabilità, perché è un grande peccato incoraggiare l’indolenza.

V. Non parlare delle preoccupazioni pitagoriche senza luce. Il mondo è qui avvertito che non dovrebbe tentare di interpretare i misteri di Dio e i segreti delle scienze senza illuminazione spirituale e intellettuale.

VI. Dopo essere partito da casa tua, non tornare indietro, perché le furie saranno tue assistenti. Pitagora qui avverte i suoi seguaci che chiunque inizi la ricerca della verità e, dopo aver imparato parte del mistero, si scoraggia e tenta di tornare di nuovo alle loro precedenti modalità di vizio e ignoranza, soffrira` molto; perché è meglio
non sapere nulla della Divinità che imparare un po ‘e poi fermarsi senza imparare tutto.

VII. Nutri un gallo, ma non sacrificarlo; perché è sacro per il sole e la luna. Due grandi lezioni sono nascoste in questo aforisma. La prima è un avvertimento contro il sacrificio di cose viventi agli dei, perché la vita è sacra e l’uomo non dovrebbe distruggerla nemmeno come offerta alla Divinità. La seconda avverte l’uomo che il corpo umano rappresentato dal gallo è sacro al sole (Dio) e alla luna (Natura), e dovrebbe essere custodito e preservato come mezzo di espressione più prezioso dell’uomo. Pitagora avvertì i discepoli contro il suicidio.

VIII. Non ricevere una rondine in casa tua. Questo avverte il ricercatore di non lasciare che pensieri vaganti entrino nella sua mente, né persone senza integrita` entrino nella sua vita.
Deve sempre circondarsi di pensatori razionalmente ispirati e coscienziosi lavoratori.

IX. Non offrire facilmente la tua mano destra a nessuno. Questo avverte il discepolo di mantenere il suo consiglio privato e non offrire saggezza e conoscenza (la sua mano destra) a persone incapaci di apprezzarlo. La mano qui rappresenta la Verità, che solleva coloro che sono caduti a causa dell’ignoranza; ma poiché molti non desiderano la saggezza, rifiuteranno la mano che è estesa gentilmente verso di loro. Solo il tempo può redimere le masse ignoranti

X. Quando ti alzi dalle lenzuola, arrotolale insieme e cancella la sagoma del corpo. Pitagora diresse i suoi discepoli che si erano risvegliati dal sonno dell’ignoranza nello stato di veglia dell’intelligenza nell’eliminare dal loro ricordo tutto quello che riguardava la precedente oscurità spirituale; perché un uomo saggio che passa non lascia traccia dietro di lui.

I più famosi dei frammenti pitagorici sono i versi d’oro, a cui è stato ascritto Pitagora stesso, ma riguardo alla cui paternità c’è un elemento di dubbio. I Versi d’oro contengono un breve riassunto dell’intero sistema di filosofia che forma la base delle dottrine educative di Crotone, o, come è più comunemente noto, la scuola italica. Questi versi si aprono chiedendo al lettore di amare Dio, venerare i grandi
eroi e rispettare i demoni e gli abitanti elementali. Esortano quindi l’uomo a pensare attentamente e operosamente riguardo alla sua vita quotidiana, e preferire i tesori della mente e dell’anima agli accumuli di beni terreni. I versi promettono anche all’uomo che se si levera` sopra la sua natura materiale inferiore e coltiverà l’autocontrollo, alla fine sarà accettabile agli occhi degli dei, riunendosi a loro e prendera` parte all’immortalità. (È piuttosto significativo notare che Platone ha pagato un prezzo eccezionale per alcuni dei manoscritti di Pitagora che erano stati salvati dalla distruzione di Crotone. Vedere
Historia Deorum Fatidicorum, Ginevra, 1675.)

ASTRONOMIA PITAGORICA

Secondo Pitagora, la posizione di ciascun corpo nell’universo era determinata dalla dignità essenziale di quel corpo. Il concetto popolare del suo tempo era che la terra occupava il centro del sistema solare; che i pianeti, incluso il sole e la luna, si muovevano
attorno alla terra; e che la terra stessa era piatta e quadrata. Contrariamente a questo concetto, e indipendentemente dalle critiche, Pitagora dichiarò che il fuoco era il più importante di tutti gli elementi; che il centro era la parte più importante di ogni corpo; e quello, proprio come il fuoco di Vesta era nel mezzo di ogni casa, quindi nel mezzo dell’universo c’era una sfera fiammante di splendore celeste. Questo globo centrale fu chiamato la Torre di Giove, il Globo
di Unità, la Grande Monade e l’Altare di Vesta. Come simboleggiava il numero sacro 10 la somma di tutte le parti e la completezza di tutte le cose, era naturale per Pitagora dividere l’universo in dieci sfere, simboleggiate da dieci cerchi concentrici. Questi cerchi iniziavano al centro con il globo del Fuoco Divino; poi venivano i sette piani, la
terra, e un altro pianeta misterioso, chiamato Antichthon, che non fu mai visibile.

Le opinioni divergono sulla natura di Antichthon. Clemente di Alessandria credeva rappresentasse la massa dei cieli; altri ritenevano che fosse la luna. Probabilmente era la misteriosa ottava sfera degli antichi, il pianeta oscuro che aveva la stessa orbita della terra ma che era sempre nascosto dalla terra dal sole, essendo in esatta opposizione alla terra in ogni momento. È questa la misteriosa Lilith i quali astrologi hanno fatto ipotesi per cosi` tanto tempo?
Isaac Myer ha dichiarato: “I Pitagorici ritenevano che ogni stella fosse un mondo che aveva la sua atmosfera, con un’estensione immensa che la circonda, di etere. “(Vedi La Qabbalah) i discepoli di Pitagora venerarono molto anche il pianeta Venere, perché era l’unico
pianeta abbastanza luminoso da gettare un’ombra. Come stella del mattino, Venere è visibile prima dell’alba, e come la stella della sera risplende subito dopo il tramonto. Per questo motivo, un certo numero di nomi gli sono stati dati dagli antichi. Essendo visibile nel cielo al tramonto, veniva chiamato vespero, e visto che sorgeva prima del sole, fu chiamata la falsa luce, la stella del mattino, o Lucifero, che significa il portatore di luce. A causa di ciò
in relazione al sole, il pianeta veniva anche definito Venere, Astarte, Afrodite, Iside e la madre degli dei. In alcune stagioni dell’anno in certe latitudini Venere era una mezzaluna rilevabile senza l’ausilio di un telescopio. Ciò spiegherebbe la mezzaluna che è spesso vista in connessione con le dee dell’antichità, le cui storie non sono d’accordo con le fasi lunari.
La conoscenza accurata che Pitagora possedeva riguardo all’astronomia derivava dalle conoscenze apprese nei templi egiziane, perché i loro sacerdoti capivano il vero rapporto dei corpi celesti molte migliaia di anni prima che quella conoscenza fosse rivelata al mondo non iniziato. Il fatto che acquisi` queste conoscenze nei templi
gli ha permesso di fare affermazioni che richiederanno duemila anni per essere verificare. Nel mezzo dell’ignoranza scientifica comparativa, e senza l’aiuto di alcuno strumento moderno, i preti-filosofi avevano scoperto i veri fondamenti della dinamica universale.

Un’interessante applicazione della dottrina pitagorica dei solidi geometrici come esposta da Platone si trova ne Canone. “Quasi tutti i vecchi filosofi”, dice il suo anonimo autore “, idearono una teoria armonica rispetto all’universo e al pratica continuò fino alla morte del vecchio modo di filosofare. Keplero (1596), al fine di
dimostrare la dottrina platonica, che l’universo era formato dai cinque solidi regolari, propose la seguente regola. ‘La terra è un cerchio, il misuratore di tutti. Attorno ad essa e` un dodecaedro; il cerchio che include questo sarà Marte. Marte circolare descrive un tetraedro;
la sfera che include questo sarà Giove. Descrivi un cubo attorno a Giove; la sfera contenente questo sarà Saturno. Ora inscrivi sulla terra un icosaedro; il cerchio iscritto in esso sarà Venere. Iscrivi un ottaedro in Venere; il cerchio inscritto in esso sarà Mercurio ‘(Mysterium Cosmographicum, 1596). Questa regola non può essere presa seriamente come una vera affermazione delle proporzioni del cosmo. Eppure Keplero era molto orgoglioso della sua formula e disse che la stimava più dell’Elettorato di Sassonia. E ‘ stata anche approvata da quelle due eminenti autorità, Tycho e Galileo, che evidentemente lo hanno capito. Lo stesso Keplero non dà mai il minimo indizio di come la sua regola preziosa dovesse essere interpretata. “L’astronomia platonica non era interessata alla costituzione materiale o disposizione dei corpi celesti, ma considerava le stelle e ipiani  principalmente come punti focali dell’intelligenza divina. L’astronomia fisica era considerata
come la scienza delle “ombre”, l’astronomia filosofica la scienza delle “realtà”.

Teone of Smyrna dichiara che i dieci punti, o tetractys di Pitagora, erano un simbolo della più grande importanza, perché alla mente perspicace rivelavano il mistero della natura universale. I Pitagorici si legarono al seguente giuramento: “Da Colui che ha dato alla nostra anima i tetractys, che solo la fontana e la radice di una natura in perenne rinnovamento.

Collegando i dieci punti dei tetracty, si formano nove triangoli. Sei di questi sono coinvolti nella formazione del cubo. Gli stessi triangoli, quando le linee sono disegnate correttamente tra di loro, rivelano anche la stella a sei punte con un punto al centro. Solo sette punti sono usati per formare il cubo e la stella.
Cabalisticamente, i tre punti d’angolo inutilizzati rappresentano la triplice, invisibile natura causale dell’universo,
mentre i sette punti coinvolti nel cubo e nella stella sono gli Elohim – gli Spiriti dei sette periodi creativi. Il Sabbath, o settimo giorno, è il punto centrale

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 18 dicembre 2018, in Uncategorized con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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