Scienziati esortano la popolazione a condividere il proprio DNA in database centralizzati “per la vostra protezione”

Tra l’occhio sempre piu` pervasivo del Grande Fratello, la prossima proliferazione di intelligenza artificiale in grado di “prevenire” un crimine, il venire a galla del disprezzo che le grandi tech company hanno per la privacy e l’inevitabile “hack” di qualsiasi cosa online, è forse comprensibile che la persona media e` piu` che titubante – non importa quanto sia romantica l’idea di scoprire che sei per 1/1024 nativo americano – nel voler consegnare il suo DNA ad un Tom, Dick o Dotcom qualunque che ti diranno se sei intollerante al lattosio o quando avrai il diabete .

Ma, fortunatamente per tutti noi scettici, le persone con un cervello hanno trovato una soluzione alla nostra ignoranza.

Come riporta Bloomberg, un gruppo di ricercatori medici ha una proposta controintuitiva per proteggere i dati personali più intimi della gente da occhi indiscreti.

Condividilo di più, dicono. Molto di più

Kristen Brown di Bloomberg scrive che in un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Science, giovedi`, i ricercatori suggeriscono che il modo migliore per proteggere le informazioni genetiche potrebbe essere che tutti depositino i loro dati in un database universale del DNA a livello internazionale.

Le preoccupazioni su chi può ottenere l’accesso alle informazioni genetiche raccolte dai siti Web di test genetici dei consumatori sono in aumento da aprile, quando la polizia ha arrestato un omicida seriale in California. Per intrappolare il presunto Golden Killer, gli investigatori hanno ricercato un database open source popolare tra gli appassionati di genealogia per cercare i parenti dei possibili sospettati. La polizia ha trovato una corrispondenza a cui e` seguita la cattura dell’uomo.

Il caso della California ha chiarito che i consumatori hanno scarso controllo su dove le loro informazioni genetiche – e per estensione, quella dei loro familiari – possono finire, ovvero un potenziale incubo per la privacy.

“Attualmente, le forze dell’ordine hanno già un potenziale accesso a dati di milioni di persone”, ha affermato James Hazel, ricercatore presso il Vanderbilt University Medical Center di Nashville, nel Tennessee, e autore principale dell’articolo. “Un sistema universale sarebbe molto più facile da regolare.”

Uno studio recente ha concluso che solo il 2% della popolazione ha bisogno di fare un test del DNA per rivelare virtualmente il make up genetico di tutto il resto della popolazione.

“Questa è una proposta molto provocatoria”, ha detto Hazel, “ma tutto si riduce a stimolare un dibattito sul sistema attuale”.

Se migliorare la privacy creando un gigantesco database di DNA delle persone sembra controintuitivo, il punto del gruppo è che è già troppo tardi per prevenire l’esposizione di massa.

Ricorda, non hai nulla da temere da questa ultima invasione della privacy se non hai fatto nulla di sbagliato …

Fonte

Informazioni su neovitruvian

Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 2 dicembre 2018, in Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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