Gli insegnamenti segreti di tutte le ere: Iside, la Vergine del Mondo

È particolarmente appropriato che uno studio sul simbolismo ermetico debba iniziare con una discussione sui simboli e sugli attributi dell’Iside Saitica. Questa è l’Iside di Sais, famosa per la sua iscrizione che apparve sul tempio di quella citta`: “Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è o sarà; nessun uomo mortale mi ha mai svelato. ”
Plutarco afferma che molti autori antichi credevano che questa dea fosse la figlia di Ermete; altri ritenevano che fosse la figlia di Prometeo. Entrambi gli esseri celesti erano noti per la loro saggezza divina. Non è improbabile che il collegamento a queste due divinita` sia semplicemente allegorico. Plutarco traduce il nome Iside nel significato di saggezza. Godfrey Higgins, nella sua Anacalypsis, deriva il nome di Iside dall’ebraico, e dal Greco. Alcune autorità, tuttavia, ad esempio, Richard Payne Knight (come affermato nel suo linguaggio simbolico dell’arte antica e della mitologia), crede che la parola sia
di estrazione nordica, possibilmente scandinava o gotica. In queste lingue il nome è pronunciato Isa, che significa ghiaccio, o acqua nel suo stato passivo, cristallizzato, negativo. Questa divinità egizia sotto molti nomi appare come il principio della fecondità naturale tra quasi tutte le religioni del mondo antico. Era conosciuta come la dea con
diecimila denominazioni e fu trasformata dal cristianesimo nella Vergine Maria, in quanto Iside, sebbene abbia dato alla luce tutti gli esseri viventi – tra cui il piu` importante e` il Sole – immobile
è rimasta vergine, secondo i racconti leggendari. Apuleio nell’undicesimo libro de L’asino d’oro attribuisce alla dea quanto segue: “Ecco, commossa dalle tue preghiere, sono presente al tuo fianco; Io, che sono la Natura, il genitore delle cose, la regina di tutti gli elementi, la progenie primordiale delle ere, il supremo delle Divinità, la sovrana degli spiriti dei morti, la prima dei celestiali e la somiglianza uniforme degli dei e Dee. Io, che domino con il mio cenno del capo le cime luminose dei cieli, le salubri brezze del mare e i deplorevoli silenzi dei regni sottostanti e sono la divinita` adorata sotto molteplici forme sulla Terra, con riti diversi e una varietà di denominazioni. Quindi i primogeniti frigi mi chiamano Pessinuntica, la
madre degli dei, gli aborigeni attici, minerva cecropiana; i ciprioti,
Venere paphiana; i Cretesi portatori di frecce, Diana Dictynna; i siciliani a tre lingue, Proserpina Stigiana; e gli Eleusini, l’antica Dea Cerere. Alcuni mi chiamano anche Giunone, altri Bellona, ​​altri Ecate e altri Rhamnusia. E quelli che sono illuminati dai raggi  di quella divinità del Sole, quando si leva, cioè. gli etiopi, gli Arii e gli egiziani sono esperti nell’antica cultura, adorandomi con cerimonie perfettamente adeguate, chiamami col mio vero nome, la regina Iside. ”
Le Plongeon crede che il mito egiziano di Iside abbia avuto una base storica tra i Maya del centro America, dove questa dea era conosciuta come la regina Moo. In Prince Coh lo stesso autore trova una corrispondenza con Osiride, il fratello-marito di Iside. La teoria di Le Plongeon è che la civiltà Maya era molto più antica di quella egiziana.
Dopo la morte del principe Coh, la sua vedova, la regina Moo, fuggì dagli assassini, cercando rifugio tra le colonie Maya in Egitto, dove fu accettata come la loro regina e le fu dato il nome di Iside. Mentre Le Plongeon può aver ragione, la figura storica sprofonda nell’insignificanza se paragonata a quella allegorica, simbolica La Vergine del Mondo; e il fatto che lei appare tra tante razze e popoli diversi scredita la teoria secondo cui lei era un personaggio storico.
Secondo Sextus Empyricus, la guerra di Troia fu combattuta per una statua della dea della luna. Per questa Elena lunare, e non per una donna, i Greci e i Troiani hanno lottarono a Troia.
Diversi autori hanno tentato di dimostrare che Iside, Osiride, Tifone, Nefti e Aroueris (Thoth, o Mercurio) erano nipoti del grande patriarca ebreo Noè da parte di suo figlio Ham. Ma visto che la storia di Noè e della sua arca è un’allegoria cosmica riguardante il ripopolamento dei pianeti all’inizio di ogni periodo mondiale, questo rende meno
probabile che fossero personaggi storici. Secondo Robert Fludd, il sole ha tre proprietà – vita, luce e calore. Questi tre vivificano e vitalizzano i tre mondi: spirituale, intellettuale e materiale. Pertanto, si dice “da una luce, tre luci”. Con ogni probabilità, Osiride rappresenta il terzo aspetto, o aspetto materiale, dell’attività solare, che con le sue influenze benefiche rivitalizza e ravviva la flora e la fauna della Terra. Osiride non è il sole, ma il sole è il simbolo del principio vitale della Natura, che gli antichi conoscevano come Osiride. Il suo simbolo, quindi, era un occhio aperto, in onore del Grande Occhio dell’universo, il sole. A bilanciare il principio attivo e luminoso del fuoco, del sentire e del movimento c’era il principio passivo e recettivo della Natura.
La scienza moderna ha dimostrato che le forme che vanno dai sistemi solari agli atomi sono composti da nuclei positivi e radianti circondati da corpi negativi che esistono sopra le emanazioni della vita centrale. Da questa allegoria abbiamo la storia di Salomone e delle sue mogli, Salomone è il sole e le sue mogli e concubine sono i pianeti, le lune, gli asteroidi e altri corpi recettivi nella sua casa: la dimora solare. Iside,
è rappresentata nel canto di Salomone dalla domestica oscura di Gerusalemme, è un simbolo della Natura recettiva – il principio materno e acquoso che crea tutte le cose da se stesso dopo essere statta fecondata dalla virilita` solare..
Nel mondo antico l’anno aveva 360 giorni. I cinque giorni in più sono aggiunti dal Dio dell’Intelligenza Cosmica per servire come compleanni dei cinque dei e dee che sono chiamati i figli e le figlie di Ham. Il primo di questi giorni speciali e` dedicato ad Osiride e il quarto ad Iside. (Il numero quattro mostra la relazione che questa dea ha con la terra ed i suoi element). Tifone, il demone egizio o spirito Avversario, è nato il terzo giorno. Tifone è spesso simboleggiato da un coccodrillo; a volte il suo corpo è una combinazione di un coccodrillo e maiale. Iside sta per conoscenza e saggezza, e secondo Plutarco la parola Tifone significa insolenza e orgoglio. L’egoismo, l’egocentrismo e l’orgoglio sono i nemici mortali della comprensione e della verità. Questa parte dell’allegoria è rivelata. Dopo che Osiride, qui simboleggiato come il sole, era diventato re d’Egitto e aveva dato alla sua gente il pieno vantaggio della sua luce intellettuale, ha continuato il suo percorso attraverso i cieli, visitando i popoli di altre nazioni e convertendo tutti coloro con cui è entrato in contatto. Plutarco afferma inoltre che i greci riconobbero in Osiride la stessa persona
che venerarono sotto i nomi di Dioniso e Bacco. Mentre lui era lontano
dal suo paese, suo fratello, Tifone, il Maligno, come il Loki della Scandinavia, tramarono contro il Dio Sole per distruggerlo. Raccolse settantadue persone come compagni cospiratori, raggiunse il suo nefasto fine in un modo molto sottile. Ottenne un meraviglioso sarcofago ornato fatto su dimensione del corpo di Osiride. Lo porto` in una sala per banchetti dove gli dei e le dee stavano banchettando insieme. Tutti hanno ammirato la bellezza dell’opera e Tifone promise di darlo a colui il cui corpo si adattasse perfettamente.

Diodoro scrive di una famosa iscrizione scolpita su una colonna a Nissa, in Arabia, che descrisse come segue: “Io sono Iside, Regina di questo paese, sono stata istruita da Mercurio, nessuno può distruggere le leggi che ho stabilito. Sono la figlia maggiore di Saturno, la più antica degli dei. Io sono la moglie e sorella di Osiride il re. Ho fatto conoscere ai mortali l’uso del grano. Sono la madre di Horus il re. In mio onore fu costruita la città di Bubaste. Rallegrati, o Egitto, gioisci, terra che mi ha dato la nascita! “(Vedi
“Morale e Dogma”, di Albert Pike.)

Uno dopo l’altro si sdraiano nella scatola, ma con disappunto si rialzavano, fino a quando anche Osiride ci provò. Nel momento in cui si sdraio Tifone e i suoi complici inchiodarono il coperchio e sigillarono le fessure con piombo fuso. Gettarono allora il sarcofago nel Nilo, dalla quale galleggio` fino al mare. Plutarco afferma che la data in cui ciò avvenne fu il diciassettesimo giorno del mese di Athyr, quando il sole fu nella costellazione dello Scorpione. Questo è molto significativo, perché lo Scorpione è il simbolo del tradimento. Il momento in cui Osiride è entrato nel sarcofago fu anche lo stesso momento in cui Noè
entro` nell’arca per scappare dal diluvio. Plutarco dichiara inoltre che le Padelle e i Satiri (gli Spiriti della Natura e gli Elementali) scoprirono per primi che Osiride era stato assassinato. Questi immediatamente diedero l’allarme e da questo incidente nacque la parola panico, che significa spavento o stupore delle moltitudini. Iside, dopo aver ricevuto la notizia dell’omicidio di suo marito, si preparo` ed inizio` la ricerca del marito. Alla fine Iside scoprì che il baule stava galleggiando sulla costa di Biblo. Lì si incaglio` tra i rami di un albero, che in breve tempo crebbe miracolosamente intorno alla scatola. Questo stupì il re di quel paese che ordinò che l’albero fosse abbattuto e che ne venisse ricavata una colonna per sostenere il suo palazzo. Iside, visitando Biblo, recuperò il corpo di suo marito, ma fu di nuovo rubato da Tifone, che lo tagliò in quattordici parti, che sparse su tutta la terra. Iside, nella disperazione, cominciò a radunare i resti staccati di suo marito, ma trovo` solo tredici pezzi. La quattordicesima parte
(il fallo) fu riprodotto utilizzando dell’oro, in quanto l’originale era caduto nel fiume Nilo e fu ingoiato da un coccodrillo.
Tifone fu successivamente ucciso in battaglia dal figlio di Osiride. Alcuni degli egiziani credevano che le anime degli dei fossero portate in cielo, dove risplendevano come stelle. L’anima di Iside brillava dalla stella del cane, mentre quella di Tifone divenne la costellazione dell’Orso. È dubbio, tuttavia, se questa idea fosse mai stata in generale
accettata. tra gli egiziani, Iside è spesso rappresentata con un copricapo costituito dal trono vuoto (marito assassinato), e questa struttura particolare è stata accettata durante certe dinastie come i suoi geroglifici. Le acconciature degli egiziani sono grandiose
di importanza simbolica ed emblematica, poiché rappresentano i corpi aurici delle intelligenze superumane e sono usate nello stesso modo in cui il nimbo, l’alone e l’aureola è usata nell’arte religiosa cristiana. Frank C. Higgins, un noto simbolista massonico, ha astutamente notato che i copricapi ornati di alcuni dei e Faraoni sono inclinati all’indietro con la stessa angolazione dell’asse terrestre. Le vesti, le insegne, i gioielli e gli ornamenti degli antichi ierofanti simboleggiavano le energie spirituali che si irradiavano dal corpo umano. La scienza moderna sta riscoprendo molti dei segreti perduti della Filosofia ermetica Uno di questi è la capacità di misurare lo sviluppo mentale, le qualità dell’anima e la salute fisica di un individuo dalla forza elettrica semi visibile che attraversa la superficie della pelle di ogni essere umano (Per i dettagli riguardanti un processo scientifico per creare emanazioni visibili, vedi The Human Atmosphere del Dr. Walter J. Kilner.)
Iside è talvolta simboleggiata dalla testa di una mucca; occasionalmente l’intero animale è un suo simbolo. I primi dei degli scandinavi furono creati dalla Madre Mucca (Audhumla) leccando blocchi di ghiaccio, che simboleggiava il principio del nutrimento naturale e della fecondità a causa del suo latte. Occasionalmente Iside è rappresentata come un uccello. Lei spesso porta in una mano la croce ansata, il simbolo della vita eterna e nell’altra il fiore scettro, simbolo della sua autorità.

Thoth Hermes Trismegisto, il fondatore della cultura egiziana, il saggio del mondo antico, ha dato ai sacerdoti e ai filosofi dell’antichità i segreti che sono stati conservati fino ad oggi nel mito e nella leggenda. Queste allegorie e figure emblematiche
nascondono le formule segrete per la rigenerazione spirituale, mentale, morale e fisica comunemente note come Chimica Mistica dell’Anima (alchimia). Queste verità sublimi furono comunicate agli iniziati delle Scuole del Mistero, ma furono nascoste al profano. Quest’ultimo, incapace di comprendere i principi filosofici astratti, adorava gli idoli scolpiti in cemento che erano emblematici di queste verità segrete. La saggezza e segretezza dell’Egitto sono esemplificate nella Sfinge, che ha conservato il suo segreto dai cercatori di cento generazioni. I misteri dell’ermetismo, le grandi verità spirituali
nascoste dal mondo dall’ignoranza e dalle chiavi delle dottrine segrete
degli antichi filosofi, sono tutti simboleggiati dalla Vergine Iside. Velata dalla testa ai piedi, rivela la sua saggezza solo ai pochi iniziati che si sono guadagnati il ​​diritto di partecipare alla sua sacra presenza, strappando il velo della Natura, e stando faccia a faccia con la Realtà Divina.
Le spiegazioni in queste pagine dei simboli peculiari della Vergine Iside sono basate (se non diversamente specificato) sulle selezioni da una traduzione libera del quarto libro della Bibliotèque des Philosophes Hermétiques, dal titolo “Il significato ermetico dei
Simboli attributi a Iside,” con interpolazioni del compilatore per amplificare e chiarire il testo. Le statue di Iside erano decorate con il sole, la luna e le stelle e molti emblemi appartenenti alla terra, su cui si credeva che Iside regnasse (come spirito guardiano della Natura). Secondo gli antichi filosofi, ha personificato la Natura Universale, la madre di tutte le produzioni. La divinità era generalmente rappresentata come una donna parzialmente nuda, spesso incinta, a a volte vagamente coperta da un indumento di colore verde o nero, o di quattro diverse tonalità mescolate: nero, bianco, giallo e rosso.
Apuleio la descrive così: “In primo luogo, quindi, i suoi copiosi e lunghi capelli, erano gradualmente intessuti e sparsi promiscuamente sul suo collo divino. Una corona multiforme, composta da vari fiori, si erge sublime sul vertice della sua testa. E in mezzo alla corona, proprio sulla sua fronte, c’era un sfera liscia simile a uno specchio, o meglio una luce bianca, che indicava che lei era la luna. Il suo vestito era di molti colori, e tessuto dal miglior lino, ed era un tempo lucido con uno splendore bianco, in un altro giallo come il fiore di croco, e in un altro
fiammeggiante con un rossore rosato. Ma ciò che più abbagliava in modo eccessivo la mia vista era la veste nera, fulgida di uno splendore scuro e che si allarga e passa sotto il suo lato destro, e salendo alla sua spalla sinistra, si alzava protuberante come il centro di uno scudo. Stelle luccicanti erano disperse attraverso il bordo ricamato della veste, e attraverso tutta la sua superficie: vi era la luna piena, splendente nel mezzo delle stelle, emetteva fuochi ardenti. Tuttavia, la corona, interamente composta da fiori e frutti di ogni tipo, aderiva con una indivisibile connessione al confine di quella vistosa veste, in tutti i suoi movimenti ondeggianti. Quello che aveva nelle sue mani era di natura variabile. Nella sua mano destra, portava un sonaglio di bronzo [sistro] Un vascello oblungo, a forma di barca che aveva come vertice la sua testa. E in mezzo alla corona, proprio sulla sua fronte, c’era un sfera liscia simile a uno specchio, o meglio una forte luce bianca, che indicava che lei era la luna Vipere circondavano la corona
la mano destra e a sinistra e le spighe di grano di Cereale erano estese verso l’alto. Il suo vestito era di molti colori, e tessuto dal miglior lino, ed era un tempo lucido con uno splendore bianco, un’altra volta giallo dal fiore di croco, e un’altra ancora fiammeggiante con un rossore rosato. Ma ciò che più abbagliava in modo eccessivo la mia vista era la veste nera, fulgida di uno splendore scuro e che si allarga e passa
sotto il suo lato destro, e salendo alla sua spalla sinistra, si alzava protuberante come il centro di uno scudo. Stelle luccicanti si disperdevano attraverso il bordo ricamato della veste, e attraverso tutta la sua superficie: la luna piena, splendente nel mezzo delle stelle, emetteva fuochi ardenti. Tuttavia, la corona, interamente composta da fiori e frutti di ogni tipo, aderiva con indivisibile connessione al confine di quella vistosa veste, in tutti i suoi movimenti ondeggianti. Aveva in mano cose molto differenti. Nella sua mano destra, portava un sonaglio di bronzo [sistro] Un vascello oblungo, a forma di barca, era nella sua mano sinistra, dal cui manico, si ergeva un aspide. E le scarpe intrecciate dalle foglie di palma coprivano i suoi piedi immortali. ”

Il colore verde allude alla vegetazione che copre la faccia della terra, e quindi rappresenta la veste della natura. Il nero rappresenta la morte e la corruzione come la via a una nuova vita. “Solo un uomo rinato, può vedere il regno di Dio. “(Giovanni III 3.) Bianco, giallo e rosso significano i tre colori principali della medicina alchemica, ermetica, universale dopo che l’oscurità della sua putrefazione è finita.
Gli antichi diedero il nome di Iside a una delle loro medicine occulte; quindi la descrizione qui data si riferisce un po ‘ alla chimica. Il suo drappo nero rappresenta anche la luna, o l’umidità lunare – il sopore del mercurio universale e la sostanza operativa della natura nella terminologia alchemica – non ha luce propria, ma riceve la sua luce, il suo fuoco, e la sua forza vitalizzante dal sole.

“Il sistro è progettato per rappresentarci, poiche` ogni cosa deve essere tenuta in continua agitazione, e mai cessare il movimento;.

Iside era l’immagine o la rappresentante delle Grandi Opere dei saggi: la Pietra Filosofale, l’elisir della vita e la medicina universale. Altri geroglifici visti in connessione con Iside non sono meno curiosi di quelli già descritti, ma è impossibile enumerare tutto, perché sono stati usati molti simboli intercambiabili dagli ermetisti egiziani. La dea spesso portava sulla sua testa un cappello fatto di rami di cipresso, per significare il lutto per il suo defunto marito e anche per la morte fisica che ogni creatura vivente subisce per ricominciare il ciclo di vita o una risurrezione periodica. La testa di Iside è a volte ornata con una
corona d’oro o una ghirlanda di foglie d’ulivo, come segni evidenti della sua sovranità sul mondo e su tutto l’universo. La corona d’oro significa anche l’untuosità aurea o il grasso solforoso dei fuochi solari e vitali che lei dispensa ad ogni individuo con una circolazione continua degli elementi, questa circolazione e` simboleggiata dal rantolo musicale che lei porta in mano. Questo sistro è anche
il simbolo yonico della purezza. Un serpente intrecciato tra le foglie di ulivo sulla sua testa, divora la propria coda, denota che l’untuosita` aurea era sporca del veleno della corruzione terrestre che la circonda e deve essere mortificata e purificata da sette circolazioni planetarie o
purificazioni chiamate aquile volanti (terminologia alchemica) per ripristinare la salute. (Qui le emanazioni dal sole sono riconosciute come una medicina per la guarigione dei mali umani). Le sette circolazioni planetarie sono rappresentate dalle circumambulazioni della loggia massonica; dalla marcia dei sacerdoti ebrei sette volte attorno alle mura di Gerico e dai sacerdoti maomettani che girano sette volte intorno alla Kabba alla Mecca. Dalla corona d’oro spuntano tre corna, a significare l’abbondanza dei doni della natura che provengono da una radice che ha la sua origine nei cieli (capo di Iside).
In questa figura i naturalisti pagani rappresentano tutti i poteri vitali dei tre regni e delle famiglie della natura sublunare: minerale, vegetale e animale (uomo considerato come un animale). In una delle sue orecchie c’era la luna e nell’altra il sole, per indicare che questi
due erano i principi attivo e passivo, o padre e madre di tutti gli oggetti naturali; e che Iside, o Natura, si serve di questi due luminari per comunicare i suoi poteri all’intero impero animale, vegetale e minerale. Sul retro del collo c’erano personaggi dei pianeti e i segni dello zodiaco che hanno aiutato i pianeti nella loro funzioni. Questo significava che le influenze celesti dirigevano i destini di tutte le cose, perché erano i governatori di tutti i corpi sublunari, che hanno trasformato in piccoli mondi fatti a immagine del più grande
universo.

Iside tiene nella mano destra un piccolo veliero con il fuso di una ruota che gira per il suo albero. Dall’alto dell’albero proietta una brocca d’acqua, con la maniglia a forma di serpente gonfiato di veleno. Questo indica che Iside dirige quella parte di vita, piena di problemi e
miserie, sul tempestoso oceano del Tempo. Il fuso simboleggia il fatto che lei modifica e taglia il filo della vita. Questi emblemi indicano inoltre che Iside abbonda di umidità, di mezzi con cui nutre tutti i corpi naturali, preservandoli dal calore del sole umidificandoli con umidità nutriente dall’atmosfera. Questa sottile umidità tuttavia (etere della vita) è sempre più o meno infetto da alcuni veleni provenienti da corruzione o decadenza. Deve essere purificata con l’invisibile fuoco purificatore della natura. Questo fuoco digerisce, perfeziona e
rivitalizza questa sostanza, in modo che l’umidità possa diventare una medicina universale per guarire e rinnovare tutti i corpi in natura.
Il serpente getta via la pelle ogni anno ed è quindi rinnovato (simbolico dela resurrezione della vita spirituale dalla natura materiale). Questo rinnovamento della terra e` richiesto ogni primavera, quando lo spirito vivificante del sole torna nei paesi dell’Emisfero nord, La Vergine simbolica porta nella mano sinistra un sistro e un piatto, o una cornice quadrata di metallo, che viene colpita dalla nota chiave della Natura (Fa); a volte ha anche in mano un ramo d’ulivo, per indicare l’armonia tra le cose naturali e la sua energia revitalizzante. Con i processi di morte e corruzione dà vita a un certo numero di creature di forme diverse attraverso periodi di cambiamento perpetuo. Il piatto è quadrato invece della solita forma triangolare per simbolizzare che tutte le cose sono trasmutate e
rigenerata secondo l’armonia dei quattro elementi. Il dott. Sigismund Bacstrom riteneva che se un medico potesse stabilire un’armonia tra gli elementi di terra, fuoco, aria e acqua, e li unisse in una pietra (la pietra filosofale) simboleggiata dalla stella a sei punte o da due triangoli intrecciati, avrebbe posseduto i mezzi per guarire tutte le malattie. Il dott. Bacstrom ha inoltre affermato che non vi erano dubbi riguardo al fatto che esistesse una mente universale, onnipresente fuoco (spirito) della Natura: “fa tutto ed è tutto in tutti”. Per attrazione, repulsione, movimento, calore, sublimazione, evaporazione, essiccazione, ispezione, coagulazione e fissazione, il fuoco universale (lo spirito) manipola la materia e si manifesta durante la creazione. Qualsiasi individuo che possa comprendere questi principi e adattarli
ai tre dipartimenti della natura diventa un vero filosofo. Dal seno destro di Iside sporgevano un grappolo d’uva e dalla sinistra una spiga di grano o un fascio di grano, di colore dorato. Questi indicano che la natura è la fonte di nutrimento per la vita vegetale, animale e umana, nutrendo ogni cosa da se stessa. Il colore dorato del grano (mais) indica che alla luce del sole o all’oro spirituale è nascosto il primo spermatozoo di tutta la vita. Sulla cintura che circonda la parte superiore del corpo della statua compaiono un numero di
emblemi misteriosi. La cintura è unita di fronte a quattro piastre dorate (gli elementi), disposti sotto forma di un quadrato. Questo significava che Iside, o Natura, era la prima materia (terminologia alchemica), era l’essenza dei quattro elementi (vita, luce, calore,
e forza), la quintessenza che ha generato tutte le cose. Numerose stelle sono rappresentate su questa cintura, indicando così la loro influenza nell’oscurità. Iside è la Vergine immortalata nella costellazione della Vergine, dove La Madre del Mondo è posta con il serpente sotto i suoi piedi e una corona. di stelle sulla sua testa. Nelle sue braccia porta un fascio di grano e talvolta il giovane Dio Sole. La statua di Iside era posta su un piedistallo di pietra scura ornato con una teste di ariete. I suoi piedi calpestavano numerosi rettili velenosi. Questo indica che la natura ha poter di liberare dall’acidità o dalla salinità tutti i corrosivi e superare tutte le impurità e la corruzione terrestre che aderisce ai corpi. La testa di ariete indica che Il momento propizio per generare la vita è durante il periodo in cui il sole passa
attraverso il segno di Ariete. I serpenti sotto i suoi piedi indicano che la natura è incline a preservare la vita e guarire le malattie espellendo le impurità e la corruzione. In questo senso vengono verificati gli assiomi noti agli antichi filosofi; vale a dire:

La natura contiene la natura,

La natura gioisce della sua natura,

La natura supera la natura;

La natura non può essere modificata se non nella sua stessa natura.

Pertanto, nel contemplare la statua di Iside, non dobbiamo perdere di vista il senso occulto delle sue allegorie; altrimenti, la Vergine rimane un enigma inspiegabile. Da un anello d’oro al braccio sinistro scende una linea, alla cui estremità è sospesa un contenitore pieno di carboni ardenti e incenso. Iside, o Natura personificata, porta con lei il sacro fuoco, religiosamente conservato e mantenuto acceso in un tempio speciale dalle vergini vestali. Questo fuoco è la vera fiamma immortale della Natura – eterea, essenziale, autorice della vita. L’olio incolmabile; il balsamo della vita, tanto lodato dai saggi e così spesso citato nelle Scritture, è spesso simboleggiato come il carburante di questa fiamma immortale.

Anche dal braccio destro della figura scende un filo, alla cui estremità è fissata una bilancia, per denotare l’esattezza della natura nei suoi pesi e misure. Iside è spesso rappresentata come il simbolo della giustizia, perché la natura è eternamente coerente.

Aroueris, o Thoth, uno dei cinque immortali, proteggeva l’infante Horus dall’ira di Tifone dopo l’omicidio di Osiride. Ha anche rivisto l’antico calendario egiziano aumentando l’anno da 360 giorni a
365. Thoth Hermes è stato chiamato “Testa di cane” a causa della sua fedeltà e integrità. È mostrato incoronato con un nimbus solare, portando in una mano la Crux Ansata, il simbolo della vita eterna, e nell’altra un bastone con un serpente simbolico della sua dignità di consigliere degli dei

Iside viene mostrata con suo figlio Horus tra le braccia. È incoronata con il globo lunare, ornato con le corna di arieti o tori. Orus, o Horus come è generalmente noto, era il figlio di Iside e Osiride. Lui era il
dio del tempo, delle ore, dei giorni e di questa stretta estensione della vita riconosciuta come esistenza mortale. Con ogni probabilità, i
quattro figli di Horus rappresentano i quattro regni della natura. Fu Horus che alla fine vendicò l’omicidio di suo padre, Osiride, uccidendo Tifone, lo spirito del Male.

La Vergine del Mondo a volte viene mostrata in piedi tra due grandi pilastri: Jachin e Boaz della massoneria – che simboleggiano il fatto che la natura raggiunge la produttività per mezzo di polarità. Come saggezza personificata, Iside si trova tra i pilastri degli opposti,
dimostrando che la comprensione si trova sempre nel punto di equilibrio e la verità è spesso crocifissa tra i due ladri dell’apparente contraddizione. La lucentezza dell’oro nei suoi capelli scuri indica che mentre è lunare, il suo potere deriva dai raggi del sole, da cui protegge la sua carnagione rossiccia. Come la luna è vestita nel
luce riflessa del sole, così Iside, come la vergine dell’Apocalisse, è rivestita della gloria della luminosità solare. Apuleio afferma che mentre dormiva vide la venerabile dea Iside che sorgeva dall’oceano. Gli antichi hanno capito che le forme primarie della vita nacquero dall’acqua, e la scienza moderna concorda in questa visione. Gli antichi credevano che lo sperma universale derivasse` dal vapore caldo, umido ma infuocato. L’Iside velata, il cui stesso rivestimento rappresenta il vapore, è il simbolo di questa umidità, che è il vettore
o veicolo dello sperma solare, rappresentato da un bambino in braccio. Perché il sole, la luna e le stelle in apparenza sembrano affondare nel mare e perché l’acqua accoglie i suoi raggi in se stessa, il mare era ritenuto il terreno fertile per o sperma solare. Questo sperma è generato dalla combinazione delle influenze dei corpi celesti; quindi Iside viene talvolta rappresentata come incinta. Frequentemente la statua di Iside era accompagnata dalla figura di un grande bue bianco e nero. Il bue rappresenta o Osiride come Toro, il toro dello zodiaco, o Apis, un animale sacro ad Osiride per i suoi peculiari segni e coloriture. Tra gli egiziani, il toro era una bestia da soma. Quindi la presenza dell’animale era un promemoria delle fatiche eseguite pazientemente dalla natura. Arpocrate, il Dio del Silenzio, tenendo il dita alla bocca, spesso accompagnava la statua di Iside. Mette in guardia tutti riguardo al fatto che i saggi devono mantenere il segreto nei confronti di chi non e` idoneo a conoscerli.
I Druidi di Britannia e Gallia avevano una profonda conoscenza dei misteri di Iside e la adorarona sotto il simbolo della luna. Godfrey Higgins lo considera un errore considerare Iside come sinonimo della luna. La luna fu scelta per Iside a causa del suo dominio sull’acqua. I Druidi consideravano il sole il padre e la luna la madre di tutte le cose. Mediante questi simboli adoravano la natura universale. La figura di Iside è talvolta usata per rappresentare le arti occulte e magiche, come ad esempio la negromanzia, l’invocazione, la stregoneria e la taumaturgia. In uno dei miti che la riguardano, si dice che Iside abbia evocato l’invincibile Dio dell’Eternità, Ra, per dirle il suo segreto e
nome sacro. Questo nome è equivalente alla parola perduta della Massoneria. Per mezzo di questa Parola, un mago può esigere l’obbedienza dall’invisibile e dalla divinità superiore. I sacerdoti di Iside divennero adepti nell’uso delle forze invisibili della Natura. Essi
capiribi ipnotismo, il mesmerismo e pratiche simili molto prima del mondo moderno
Plutarco descrive i requisiti di un seguace di Iside in questo modo: “Dato il fatto che non è la lunghezza della barba, o la grossolanità delle abitudini a renderci filosofi, neppure indossare una semplice veste di lino costituisce il requisito minimo per diventare un adepto di Iside; solo colui che è un vero servitore o seguace di questa Dea, che dopo aver ascoltato, e aver imparato in modo appropriato la storia di questa dea, cerca le verità nascoste ed esamina il tutto secondo i dettami della ragione e della filosofia. ”

Durante il Medioevo i trovatori dell’Europa centrale hanno conservato nel canto le leggende di questa dea egiziana. Hanno composto i sonetti per la donna più bella di tutto il mondo. Anche se pochi hanno mai scoperto la sua identità, lei era Sophia, la Vergine della Saggezza,
che tutti i filosofi del mondo hanno corteggiato. Iside rappresenta il mistero della maternità, che gli antichi hanno riconosciuto come la prova più evidente della saggezza onnisciente della natura e del potere oscuro di Dio. Per il cercatore moderno lei è l’epitome del Grande Sconosciuto, e solo coloro che la sveleranno saranno in grado di risolvere i misteri della vita, della morte della generazione e della rigenerazione.

 

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 27 novembre 2018, in Uncategorized con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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