Mantello dell’invisibilità: Superato il problema della velocità della luce, da uno studente universitario

Uno studente universitario ha superato un ostacolo importante nello sviluppo dei mantelli dell’invisibilità con l’aggiunta di un dispositivo ottico nei loro design che non solo rimane invisibile in sé, ma ha anche la capacità di rallentare la luce.

Il dispositivo ottico, noto come ‘sfera invisibile’, rallenterebbe tutta la luce diretta verso un potenziale mantello, il che significa che i raggi di luce non avrebbero bisogno di essere accelerati a grande velocità attorno agli oggetti occultati – un requisito che ha limitato la ricerca sui mantelli dell’invisibilità unicamente ad una regione dello spettro del visibile.

Questa nuova ricerca, pubblicata il 9 agosto, presso l’Istituto di Fisica e dal New Journal of Physics della German Physical Society, potrebbe fornire la possibilità di costruire potenzialmente un mantello dell’invisibilità che permetterebbe all’utilizzatore i muoversi in svariati contesti ambientali.

Sotto la guida del professor Ulf Leonhardt, Janos Perczel, originario dell’Ungheria e grazie alla lettura di Logic, Philosophy of Science and Physics presso l’Università di St Andrews, ha riconosciuto l’enorme potenziale della sfera invisibile.

L’approccio comune nella progettazione di un mantello dell’invisibilità aveva come base la deflessione della luce – utilizzando materiali altamente specifici – intorno ad un oggetto che si voleva nascondere, impedendo così alla luce di colpire l’oggetto e rivelando la sua presenza all’occhio dell’osservatore.

Quando la luce viene piegata e avvolge l’oggetto, assomiglia all’acqua che copre una roccia seduta sul letto di un fiume e prosegue il suo percorso facendo sembrare che non via sia nulla sotto di essa.

La luce, tuttavia, può solo essere accelerata ad una velocità maggiore di quanto avrebbe viaggiato nello spazio, a determinate condizioni, e questo limita il lavoro sui mantelli dell’invisibilità ad una parte limitata dello spettro – essenzialmente ad un solo colore.

Perchè concretamente il “vecchio” principio del mantello invisibile funzioni, bisognerebbe stare costantemente in tuta mimetica, ma, al momento in cui ci si inizia a muovere il paesaggio inizierebbe a distorcersi, rivelando la persona sotto il mantello.

Rallentando tutta la luce con una sfera invisibile, non c’è bisogno di accellerarla a velocità così elevate potendo quindi lavorare in tutte le parti dello spettro del visibile.

Perczel afferma: “iniziai a lavorare sul problema della propagazione superluminale come studente estivo del professor Leonhardt, con una sovvenzione dell’EPSRC. Una volta che l’idea affiorò, lavorai per più di otto mesi per superare le barriere tecniche e per rendere praticabile la proposta”.

Un portavoce dell’Istituto di Fisica ha affermato: “Questo nuovo sviluppo apre ulteriori possibilità per la progettazione di un mantello dell’invisibilità – superare il problema della velocità della luce, è molto impressionante, sapendo anche che questo significativo progresso è stato raggiunto da uno studente non graduato. ”

Fonte

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Pubblicato il 11 agosto 2011 su Mantello dell'invisibilità. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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