Fukushima: Il peggior disastro dei tempi moderni

Siamo ormai di fronte alla madre di tutti i disastri avvenuti fin’ora.

Nello scorso fine settimana, il Times intervistò Alan Hansen, un ingegnere nucleare e vice presidente esecutivo di Areva NC, una unità di Areva, un gruppo francese che fornì combustibile per la centrale di Fukushima Daiichi, dopo che tenne una conferenza privata presso la Stanford University. “Ovviamente”, ha sintetizzato, “stiamo assistendo a uno dei più grandi disastri dei tempi moderni.” Gli effetti del rilascio di frammenti radioattivi cancerogeni in termini di salute umana e ambientale sta cominciando solo ora a venire alla luce.

Quello che so è che, sopra alle terribili calamità provocate dallo tsunami e dall’inquietante presenza di radiazioni nell’aria, nell’oceano, e nel terreno circostante e oltre Fukushima, siamo di fronte ad un colosso economico che sta compromettendo la fragile ripresa economica del mondo. Non togli di mezzo la terza economia del mondo – fino a poco tempo fa, la seconda – senza alcun impatto, nonostante le recenti voci rassicuranti di Timothy Geithner che ha garantito che la recente catastrofe giapponese non metterà a repentaglio la ripresa degli stati uniti. (Nel frattempo, Tim e compagni banchieri sono impegnati nel risolvere le problematiche finanziarie dei loro clienti che hanno investito in Giappone ‘.)

Negli ultimi tempi, i media e gli esperti del mercato azionario continuano a sbavare pensando alla ricostruzione del Giappone post -terremoto/tsumani, visto che dovranno essere spesi, per ora, 310 miliardi dollari per le nuove attività.

Di fronte alla perdita di un partner importante per le forniture, molte aziende in tutto il mondo stanno affrontando una realtà ben diversa. Il Giappone sta affrontando grosse carenze nel settore produttivo, per non parlare di quelli logistici – in particolare nel trasporto. Il Financial Times riporta che la produzione giapponese è crollata ai livelli di 2 anni fa, secondo il Markit / JMMA, uno dei suoi anni peggiori.

Non stiamo parlando solo dei famigerati componenti dell’iPad 2 o del materiale necessario alla produzione di chip semiconduttori o delle vernici metalliche necessarie alla produzione di veicoli luccicanti. Qualsiasi azienda, di qualsiasi dimensione, si trova ora sulla stessa barca, con le catene di montaggio, normalmente efficienti, e i trasporti danneggiati dalle interruzioni dell’energia elettrica, dalle paure per le radiazioni, dai danni del terremoto, e dalle gravi scosse di assestamento. In questi giorni, molte compagnie di navigazione globale non attraccheranno nemmeno nei porti più trafficati del Giappone, come Tokyo e Yokohama, per paura di una contaminazione radioattiva. Non è solo paranoia. Se i loro scafi venissero impregnati da qualsiasi radioattività, potrebbero essere esclusi in seguito da altri porti, per esempio in quelli degli Stati Uniti.

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 10 aprile 2011 su Centrale Nucleare, Fukushima Daiichi, Terremoto, Tsunami. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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