Una nuova misura per l’intelligenza

Osservando i vari ambiti della scienza, della medicina, degli esperti e gli eventi nel mondo, sono giunto alla conclusione che la nostra moderna definizione di “intelligenza” (QI) è gravemente carente. L’etichetta di “High IQ” è in genere assegnata a coloro che sono esperti in aree ben circoscritte
come la farmacologia, la matematica o le cosiddette scienze “difficili”. Tuttavia, non è raro vedere un professore di matematica con un QI di 175 avventarsi su un hamburger da fast food pieno di additivi chimici e cancerogeni, mentre indossa panni lavati con i detersivi più in voga (anche essi contenenti sostanze cancerogene).
In altre parole, il professore può essere brillante in matematica, ma allo stesso tempo è inconsapevole di “immergere” il suo intero corpo nelle sostanze cancerogene. Non troppo brillante.
Analogamente, un dottore convenzionale crede di intendersene di salute, ma acquista per la colazione, cereali a base di  mais geneticamente modificato senza sapere nemmeno che i cibi OGM fanno male all’organismo.  Un professore di fisica quantistica utilizza del deodorante antitraspirante e
prodotti che contengono acqua di colonia contenenti potenti agenti cancerogeni. Il farmacista che è un esperto del mondo dei farmaci e dei
prodotti chimici di sintesi non ha alcuna idea che lo zinco comune è fondamentale per una corretta funzione immunitaria. Gli intelligentissimi architetti per qualche ragione non pongono questioni sul crollo dell’edificio 7 del WTC l’11 settembre anche se la spiegazione ufficiale del crollo viola le leggi della fisica (una materia in cui gli architetti dovrebbero conoscere bene). I chimici non considerano la chimica
degli shampoo tossici con cui si lavano i capelli ogni giorno. Né
molti scienziati ritengono importante il fatto che viene introdotto
Fluoro, in altissime quantità, nella rete idrica pubblica. Potrei
andare avanti …
Il punto di tutto questo è che esiste un enorme divario con l’intelligenza pratica nelle persone considerate “intelligenti” nella nostra società. Ci sono innumerevoli medici e operatori della salute che sono geniali nel loro campo ma ancora non sanno nemmeno le basi della nutrizione. Come può essere, quindi, che un ragazzo così intelligente da poter essere considerato uno dei migliori del mondo, quando torna a casa la sera, anneghi il proprio cervello e corpo in un mare di sostanze chimiche tossiche come gli additivi consumati durante la cena?
LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NON E’ IN GRADO DI PERCEPIRE IL QUADRO COMPLETO


Ciò che manca a queste cosiddette persone “intelligenti” è la capacità di vedere il quadro completo assimilando le informazioni da un gran numero di fonti indipendenti. Oppure, detto in un altro modo, anche alcune
delle migliori menti del mondo non sono in grado di vedere il quadro generale perchè si perdono nei dettagli.
Il vostro oncologo, per esempio, quasi certamente
non riuscirà a sostenere una conversazione intelligente sulle terapie nutrizionali in grado di sostenere la funzione immunitaria, perché pensa solo a come gli antiossidanti possano “interferire” con la tossicità dei suoi veleni cancerogeni. Allo stesso modo, un virologo guarda con insistenza ai virus come causa delle malattie
dimenticando che i virus sono opportunisti e possono unicamente propagarsi quando il terreno è sufficientemente vulnerabile. Così, la migliore difesa contro l’invasione dei microrganismi è “cambiare” il terreno (la persona infetta), piuttosto che cercare di liberare immediatamente la zona da tutti i virus.

LA MEMORIZZAZIONE NON E’ INTELLIGENZA

Vedete, il concetto stesso di “intelligenza” nella nostra società è fuori strada. Non vuol dire essere intelligente essere in grado di memorizzare e rigurgitare un grande numero di fatti e di luoghi, purtroppo ciò è ancora valido nei maggiori sistemi scolastici del mondo – specialmente nelle università di legge e di medicina. Poter funzionare come un database umano di fatti e cifre non è molto utile in un’epoca in cui dispositivi portatili come i palmari o gli smartphone possono fare la stessa cosa.
Ma ciò che i computer e i motori di ricerca non potranno mai fare – è qualcosa che è unicamente riservata alle specie intelligenti – è cioè la capacità di assimilare le informazioni in un quadro più ampio. Si tratta, in altre parole, della capacità di “unire i puntini” e vedere i modelli e le tendenze in quello che potrebbe sembrare caos per gli altri.


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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 14 gennaio 2011 su Intelligenza, Q.i.. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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