Cablegate: Gates, mette in guardia sulla guerra in Iran

SOGGETTO: INCONTRO TRA IL SEGRETARIO DELLA DIFESA ROBERT GATES CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO FRANCO FRATTINI

SOMMARIO:

Il segretario della Difesa Robert Gates e il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini si sono incontrati nel corso di una visita ufficiale a Roma l’8 febbraio. Sull’Afghanistan, Frattini era desideroso di andare oltre la Conferenza di Londra e lavorare per produrre risultati concreti per il popolo afgano. Ha proposto un migliore coordinamento civile-militare nei gradi più alti nella NATO, e ha proposto un coordinamento, in materia di progetti locali, attraverso il confine tra Afghanistan e Iran. Il Segretario della Difesa ha ringraziato Frattini per l’impegno mostrato dall’Italia nell’aumentare il suo contingente militare per le operazioni in Afghanistan e ha spiegato dove esistono lacune nella cooperazione civile-militare. Frattini ritiene che la comunità internazionale si sia defilata per quanto riguarda l’Iran e incoraggia un migliore coordinamento con i paesi al di fuori del P5-plus-1. Il segretario alla difesa ha avvertito che un Iran armato nuclearmente potrebbe portare ad una maggiore proliferazione nucleare in Medio Oriente, alla guerra, o a entrambi. Gates, è d’accordo con Frattini nel voler tenere una conferenza delle Nazioni Unite per evidenziare le sfide alla sicurezza nel Corno d’Africa.

AFGHANISTAN

Frattini ha iniziato il colloquio dicendo al Segretario alla difesa, che gli Stati Uniti possono contare sul pieno sostegno dell’Italia in Afghanistan, in Iran e dove c’è da combattere il terrorismo. Parlò recentemnte con il generale Jones e il Segretario Clinton e propose lo stesso messaggio. Espresse il desiderio di concentrarsi sull’ approccio comprensivo in modo tale da migliorare la vita quotidiana degli afgani. Affermò la necessità di fare pressioni sul presidente Karzai affinchè riuscisse a rendere più governabile il paese altrimenti avrebbe rischiato di perdere l’appoggio dei parlamenti della coalizione. Frattini ha preso atto dei progetti concreti  messi in moto dall’Italia come la conversione delle piantagioni di papavero in terreni per la produzione di olio d’oliva e la creazione di una scuola superiore per la pubblica amministrazione.

Il Segretario alla Difesa ha elogiato gli sforzi di Roma per aumentare il contributo italiano, chiedendo se fossero disponibili più Carabinieri per l’addestramento delle forze di sicurezza afgane. Ha osservato che l’enfasi del generale McChrystal sulla protezione dei civili afgani ha cambiato l’atteggiamento delle opinioni pubbliche alleate. Il Segretario della difesa ha detto di essere a favore di un approccio comprensivo, sottolineando la necessità di tutte le parti interessate in Afghanistan di condividere le informazioni in maniera efficace. Egli spera che il nuovo Senior Civilian Representative della NATO, l’ambasciatore Mark Sedwill, potesse facilitare tutto questo. Il segretario alla difesa ha raccomandato in particolare di migliorare la governabilità al di sotto del livello del governo nazionale approfittando delle istituzioni tradizionali e di governatori competenti a livello regionale e sub-regionale. A livello nazionale, tuttavia, la nostra priorità deve essere lo sviluppo di quei ministeri più critici per il nostro successo, come la Difesa, l’Interno, le Finanze, l’Agricoltura, e la Salute. Riprendendo la recente dichiarazione del Gen. McChrystal e cioè che la situazione in Afghanistan non si sta più deteriorando, il segretario alla difesa dice che la sfida principale è quella sul piano psicologico – Bisogna convincere il popolo afghano che noi vinceremo e che alla fine non gli si abbandonerà.

Frattini è d’accordo sul fatto che l’integrazione civile-militare è la parte più debole della strategia afghana. Ha inoltre espresso la sua frustrazione riguardo il fatto che i ministri degli esteri della NATO discuto solo sull’agricoltura e sull’istruzione, mentre i ministri della difesa discutono solo di sicurezza. Il problema, ha suggerito Frattini, è che non si parlano tra loro. Ha proposto una riunione congiunta dei ministri degli esteri e della difesa, per cominciare dei colluqui tra esperti. Il segretario alla difesa ha risposto che il generale McChrystal e l’ambasciatore Eikenberry portano avanti una collaborazione civile-militare a livello nazionale sulla base di un piano comune, così come fanno i comandanti locali con i dirigenti del PRT. Ciò che manca è il livello in mezzo – i comandi regionali – e il segretario alla difesa ha espresso il desiderio di Sedwill di nominare sottoposti per affrontare la questione in ogni RC, sulla base dell’esempio della cellula civile-militare RC-Sud. L’effetto sarebbe una cascata di coordinamento civile-militare a livello nazionale, regionale e locale. Il segretario alla difesa ha notato che ci sono stati degli sforzi simili da parte di Kai Eide che fù  ostacolato dalle scarse risorse e dall’avversione delle Nazioni Unite nel lavorare con i militari. Come rappresentante della NATO, Sedwill non dovrebbe avere questi problemi.

Frattini ha anche chiesto una cooperazione pratica attraverso il confine afgano-iraniano. Gli incentivi locali per la cooperazione potrebbero minare il traffico di droga e di armi e aiutare le operazioni di riconciliazione con i Talebani. Il segreatrio della difesa ha osservato che l’Iran sta facendo il doppio gioco – da una parte cercando di essere amichevole con il governo dell’Afghanistan dall’altra tentando di minare gli sforzi dell’ISAF. Ha fatto notare che l’intelligence indichi che ben poco materiale letale attraversa il confine afghano. Il segretario della difesa ha suggerito che la protezione della via commerciale dell’Afghanistan con l’Iran orientale, è molto importante per le economie locali su entrambi i lati del confine e che potrebbe essere un ottimo punto di partenza. Gates ha fatto notare che ogni sforzo dovrà essere coordinato con Kabul. Frattini ha convenuto sulla presa di posizione di Gates.

IRAN

Frattini ha sostenuto le recenti dichiarazioni pubbliche del segretario della difesa sull’ aumento delle tensioni in Iran. Egli ha dichiarato che di Ahmadinejad non ci si può fidare, soprattutto dopo essersi contraddetto per quanto riguarda le recenti dichiarazioni costruttive del suo stesso governo. Frattini, citando una recente conversazione con il Ministro degli Esteri russo Lavrov, ha detto che la Russia avrebbe sostenuto la pista delle sanzioni. La sfida era quella di portare la Cina dalla propria parte, la Cina e l’India, secondo Frattini, sono state fondamentali per l’adozione di misure che potrebbero influenzare il governo, senza danneggiare la società civile iraniana. Il ministro degli esteri italiano ha inoltre proposto di includere in particolare l’Arabia Saudita, la Turchia, il Brasile, il Venezuela e l’Egitto nella conversazione. Ha espresso frustrazione particolare per il “doppio gioco” dell’Ankhara. Frattini ha proposto una riunione informale dei paesi del Medio Oriente, che erano desiderosi di essere consultato sulla questione Iran, e ha fatto notare come il segretario Clinton fosse d’accordo.

Il segretario della difesa  ha sottolineato che una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sarebbe stata importante perché avrebbe dato all’Unione europea e alle nazioni una base giuridica per imporre sanzioni anche più severe contro l’Iran. Il segretario della difesa ha acutamente avvertito della necessità di azioni urgenti. Senza progressi nei prossimi mesi, si rischia una proliferazione nucleare in Medio Oriente, una guerra sollecitata dall’intervento Israeliano, o entrambi. Il segretario della difesa ha previsto “un mondo diverso” in 4-5 anni se l’Iran avesse avuto la possibilità di sviluppare armi nucleari. Gates concorda con la valutazione di Frattini sull’Arabia Saudita e sulla Cina, osservando che l’Arabia Saudita è più importante, per Pechino e Mosca che per l’Iran.

Il segretario alla difesa ha esortato Frattini a riconsiderare la visita prevista in Italia di un prominente parlamentare iraniano sulla scia delle recenti esecuzioni degli studenti in opposizione al governo. Allo stesso tempo, dovremo accertarci di non screditare l’opposizione.

IL CORNO D’AFRICA

Frattini ha espresso preoccupazione per il deterioramento della situazione in Somalia e Yemen. Ha fatto notare, in una recente conversazione con il Presidente Sharif del governo di transizione somalo (TFG), il fatto che Sharif non sarebbe più stato in grado di pagare le forze di sicurezza dal termine di febbraio. Frattini ha detto che l’Italia ha cercato di incoraggiare la Presidenza UE a concentrarsi sulla Somalia e lo Yemen, e propose una conferenza delle Nazioni Unite sul Corno d’Africa, affrontandone i problemi di sicurezza. L’Italia stava fornendo finanziamenti al governo di transizione somalo. Il Segretario della difesa è d’accordo che le regioni meritato maggiore attenzione.

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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 29 novembre 2010 su Afghanistan, CableGate, Corno d'Africa, Frattini, Iran, WikiLeaks. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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