Il greggio potrebbe arrivare a Miami E la BP “insabbia” le chiazze

WASHINGTON – La marea nera che da oltre un mese sta devastando il Golfo del Messico potrebbe arrivare, per effetto della corrente, anche lungo le coste della Florida. E lambire le spiagge di Miami. Uno studio della National Oceanic Atmospheric Administration (Noaa), l’agenzia federale Usa che si occupa dello “stato di salute” delle acque e dell’aria degli Stati Uniti, basandosi su proiezioni matematiche calcolate in base alla “verosimile” perdita di 33 mila barili di petrolio al giorno ha accertato che parte di quel greggio è destinato a essere “risucchiato” nell’Atlantico, per risalire lungo le coste americane. L’indagine ha calcolato che “quasi inevitabilmente” il petrolio presente all’interno del Golfo sarà spinto dalla Loop Current oltre la punta meridionale della penisola della Florida, per poi entrare nella Corrente del Golfo, quella che dai mari del Sud raggiunge l’Artico, e risalirà verso nord. Con il 60-80% di possibilità che il greggio tocchi le spiagge della costa atlantica, tra cui anche quelle di Miami.

La BP “insabbia” il petrolio. Alla luce di queste previsioni, si fanno sempre più pressanti nei confronti di Bp le accuse di ritardi e negligenze. L’ultima in ordine di tempo è quella di un giornalista freelance di New Orleans, C.S. Muncy, che ha diffuso un video nel quale si mostra un tratto di spiaggia della Grande Isle, in Louisiana, in cui, a suo dire, il petrolio non sarebbe stato rimosso, ma sepolto. L’accusa nei confronti della Bp è che invece di ripulire le spiagge, come si è impegnata a fare, in molti casi ricorra a questi mezzi di pulizia, meno costosi e sicuramente più veloci.

Pronta “A Whale”, l’aspiratrice più grande al mondo. Nel frattempo sta passando gli ultimi test tecnici, ed è pronta per essere inviata all’altezza della falla, la nave raccogli petrolio più grande al mondo. Si chiama “A Whale”, è un cargo riadattato per l’emergenza e dovrebbe essere in grado di aspirare greggio dalla superfice del Golfo come nessun altro “skimmer” – questo il nome tecnico – al mondo: fino a mezzo milione di barili al giorno, tanti quanti quelli raccolti in due mesi dalle centinaia di imbarcazioni-skimmer operanti nella zona colpita dalla marea nera. Di proprietà di una società di Taiwan, se supererà i test sarà inviata vicino alla zona in cui sgorga il petrolio per aspirare da sola la maggior parte del greggio quotidiano, mentre gli altri 550 skimmer operanti nel Golfo saranno riposizionati verso la costa. Dovrebbe essere in grado di aspirare fino a 500 mila barili di acqua oleosa al giorno, dalla quale il petrolio verrà separato per restituire l’acqua “pulita” al mare.

BP, gli azionisti chiedono le dimissioni dell’ad. Gli azionisti di BP, dopo aver visto volatilizzarsi oltre la metà dei loro investimenti, vogliono le dimissioni dell’amministratore delegato Tony Hayward e del presidente Carl-Henric Svanberg. Lo rivela il Financial Times, secondo cui ci sarà una “rimpasto” al vertice una volta che la crisi della marea nera, la cui gestione è stata affidata all’esperto Bob Duddley, sarà risolta. Senza iniziative per “raddrizzare la nave”, l’azienda potrebbe diventare l’obiettivo di un tentativo di scalata da parte di altre realtà come ExxonMobil, Royal Dutch Shell o PetroChina.
L’accordo salva-tartarughe. E’ stato raggiunto un accordo fra BP, guardia costiera e tre gruppi ambientalisti – Center for Biological Diversity, Turtle Island Restoration Network e Animal Defense League – per evitare che le tartarughe marine muoiano bruciate negli incendi controllati che vengono appiccati per fermare la marea nera. Mercoledì scorso le associazioni avevano citato BP in giudizio su questa questione, sotolineando che le tartarughe tendono a riunirsi nei pressi dei banchi di alghe, di cui si cibano, ma che vengono spesso distrutti nei roghi controllati. BP e la guardia costiera dovranno assicurare che a bordo di ogni imbarcazione impegnata negli incendi ci sia un osservatore scientifico in grado di rilevare la presenza di tartarughe e trarle in salvo.

AGGIORNAMENTO 07/07/2010 Video sull’insabbiamento del petrolio


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Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 4 luglio 2010 su Bp, British Petroleum, Inquinamento. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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