2040:La dolcezza delle prossime generazioni

Esistono in commercio alternative decenti alla coca cola che non creano dipendenza come quelle di marche interne a supermercati

Il dott. Prospiro Sonsino dimostrò, alcuni anni fa, nel corso di una serie di esperimenti che “esiste una dispepsia normale o fisiologica verso gli alimenti amidacei (assoluta incapacità a digerirli) nella primissima infanzia”. Questa teoria incontrò altresì i favori del fisiologo dott. Routh e dei professori Huxley, Youmans e Dalton, e, probabilmente, di tutti coloro che si trovarono ad esaminare la questione.

Il doti. Densmore, contrario agli amidi persino negli adulti, afferma a proposito del loro impiego nella dieta infantile, (How Natura Cure, p. 55), che “una dieta a base di cereali o grano, o amidi in genere, è estremamente negativa per i bambini, soprattutto nel caso dei neonati. I fermenti intestinali necessari per la digestione degli

alimenti amidacei non vengono secreti se non dopo il primo anno di vita, e l’efficacia di tali fermenti non eguaglia, tuttavia, quella dei fermenti degli adulti, almeno per alcuni anni. La digestione di tutti gli alimenti amidacei dipende da questi fermenti intestinali, mentre datteri, fichi, prugne, ecc., hanno lo stesso valore nutritivo di pane e cereali e sono facilmente digeribili: l’assorbimento e l’assimilazione di frutti di questo tipo si osservano non appena essi vengono ingeriti”.

Lo zucchero è una droga e in una psiche in via di sviluppo, una dipendenza può portare seri danni allo sviluppo cerebrale del bambino

Il fatto che la Natura non abbia predisposto dei meccanismi per la digestione degli amidi, prima dell’età della completa dentizione, dovrebbe costituire una prova inconfutabile del suo desiderio di escludere gli amidi dalla dieta dei bambino nel suo primo periodo di vita. Prima che i denti raggiungano il completo sviluppo, la saliva dei bambino contiene una semplice traccia di ptialina, il fermento digestivo o enzima che trasforma l’amido in zucchero: la quantità di ptialina presente nella saliva è appena sufficiente a trasformare lo zucchero in destrosio primario. E’ questa quasi totale assenza di enzimi preposti alla divisione degli amidi, nei succhi gastrici dei bambino, che spiega buona parte dei disturbi di carattere digestivo legati all’impiego di alimenti amidacei nella dieta infantile. Laddove la digestione degli amidi è impossibile, la loro fermentazione è inevitabile, e ciò significa l’intossicazione dei bambino.

E’ bene notare come la Natura non abbia incluso alcun amido nel latte. Il carboidrato del latte è lo zucchero. Se verso la fine del primo periodo di alimentazione, si desidera assicurare al bambino altri carboidrati oltre a quello contenuto nel latte, si dovrebbe farlo sotto forma di frutta dolce: datteri, fichi, uva, loti, banane ben mature, ecc., piuttosto che sotto forma di amidi. Ciò che è certo è che, dal momento che l’amido di tutti i cibi richiede una masticazione ed un’insalivazione totali e complete, si dovrebbe evitare nella maniera più assoluta di fornire alimenti amidacei ai bambini, prima che questi abbiano i denti, per poterli masticare e presentino tutti gli enzimi necessari a digerirli.

Il dott. Page era piuttosto contrariato per la diffusa abitudine di includere gli amidi nella dieta dei bambini; egli dichiarava ”la farina, il grano, e lo zucchero raffinato, sono ormai elementi alla moda nella dieta infantile, anche se in realtà sarebbe ben difficile riuscire a fare una selezione peggiore”. Egli manifestava altresì ripetutamente la sua preoccupazione per i danni che potevano derivare e gli organi vitali a causa “di una alimentazione infantile prematura utilizzante addirittura i migliori prodotti scelti dalla tabella generale” ed aggiungeva: “Non è raro che a bambini così piccoli vengano dati da mangiare caramelle, ed addirittura, in alcuni casi, carne di maiale, pesce fritto, cavoli, prosciutto, patate, ecc., e che la colpa per l’insorgere di disturbi gastrointestinali, venga poi attribuita ai denti”.

Vi è una quantità estrema di zuccheri nei cibi che assumiamo.Se si limitassero le dosi di zucchero si eviterebbero molti dei problemi riportati in seguito

Non ha senso dar da mangiare a bambini così piccoli cose come purè di patate, farine di cereali, farina, ed altri piatti simili, pensando che dal momento che si tratta di alimenti che possono essere inghiottiti senza masticare, una dentizione incompleta non rappresenti un ostacolo. Questi elementi. vengono inghiottiti senza essere insalivati e vengono mangiati da individui i cui succhi digestivi mai si adattano alla digestione degli amidi. Se ci limitiamo alle osservazioni che seguono, formulate da Page a proposito del latte di una madre osservante una dieta sana, notiamo come la verità in esse contenuta sia eterna. Egli dice: “Il latte è l’alimento per eccellenza dei neonati e contiene tutti gli elementi necessari per lo sviluppo dei denti, e finchè non si ha la completa dentizione, esso dovrebbe continuare a costituire il solo ed unico cibo del bambino. E’ sufficiente che due o tre o mezza dozzina di denti siano spuntati, perchè ci si aspetti che abbiano una qualche parte nel lavoro di un bambino cresciuto“. Anche il dott. Tilden presentava la stessa determinazione nel sostenere quella che chiamava dieta per-neonati-senza amidi. Egli dice: “Fu un errore dar da mangiare amidi al bambini troppo presto, prima della fine del loro secondo anno di vita; essi, infatti, hanno grossi problemi a digerire grandi quantità di amidi”. “I bambini al di sotto dei due o tre anni di età hanno difficoltà a trasformare gli amidi in zuccheri, e sarebbe opportuno che ricavassero direttamente questi ultimi dalla frutta fresca in  estate e dalla frutta dolce e secca (uva passa, datteri e fichi) in  inverno

Uno dei punti fermi della mia pratica di medico è di non prescrivere alimenti amidacei di alcun tipo a bambini al di sotto dei due anni di età. Nella mia stessa famiglia, i miei figli non hanno mai mangiato cereali. A meno che non si tratti di fagiolini e piselli, i cereali tra tutti gli alimenti amidacei sono i più difficili da digerire. Esistono buoni motivi per credere che i cereali causino lo sviluppo di ossa e denti deboli.
I neonati non hanno bisogno di alimenti amidacei e non possono utilizzarli in alcun modo vantaggioso. Molti dei disturbi che affliggono i bambini durante la primissima infanzia sono collegati all’abitudine diffusa di includere nella loro dieta alimenti amidacei. Particolarmente dannosi sono le combinazioni di cereali con zucchero e crema o zucchero e latte; come se ciò non bastasse, a peggiorare le cose, contribuisce il fatto che solitamente cereali e zucchero vengono denaturati ed il latte viene pastorizzato.

A parte qualsiasi altra considerazione“, dice il dott. Page, “è bene evitare qualsiasi elemento amidaceo o farinaceo fino a quando non si avrà avuto il completo sviluppo dei denti; solo allora, si potrà cominciare, giustamente,, a prendere in esame l’introduzione di qualche elemento appartenente alla dieta adulta.”

Ora il bambino cresce in questo mondo caramellato, pieno di dolcezza. Arrivano i 5 – 6 anni il bambino comincia ad intessere i primi rapporti sociali forti, l’impegno scolastico porta via energie, comincia a fare sport e attività che lo impegnano molto….quindi…più zuccheri consumati =>meno zuccheri in circolo => crisi di astinenza=Risultato=

Sindrome iperattività (crisi di astinenza)

Il bambino è iperattivo, violento, a volte maleducato, risponde male ai maestri, è chiuso con i genitori, a volte sembra provare odio per loro.

Psicosi Generale

Genitori allarmati, figli di più

ergo

Psicofarmaci olè!

Passo indietro:

Zucchero = droga

Psicofarmaci = droga

…………………………………………………………………………………………………………………..

Non credo possa fare bene…

Dottore....mio figlio è troppo apatico e svogliato!!!

Basta psicofarmaci, ci si ributta completamente sugli zuccheri e come dimostra perfettamente la situazione statunitense gli obesi….aumentano.

ok riassiumiamo:

Devastati dalla dipendenza, obesi, psicotici, in generale svogliati

Bello lui ciccione!:)

  • Nel mondo, circa 300 milioni di individui sono obesi;

  • Tale numero è destinato ad aumentare, con gravi conseguenze per la salute;

  • Il problema è più serio nell’America del Nord ed in Europa, ma è diffuso in aree dove, in passato, non era presente se non in minima entità (Asia, india, Cina, Giappone ed anche alcune regioni dell’Africa e del Sud America, comprendendo così anche alcuni Paesi in via di Sviluppo);
  • L’incidenza dell’obesità è raddoppiata in molti Paesi, negli ultimi anni;

  • Nell’ultima decade, l’incidenza in Europa è aumentata del 10-50%;

  • Secondo uno studio della “International Obesity Task Force”, circa il 4% di tutti i bambini d’Europa e affetto da obesità e tale percentuale è in marcato aumento;

  • Si stima che il 2-8% dei costi globali per la sanità sia legato all’obesità;
  • La dimensione del problema negli USA è doppia rispetto all’Europa, ma il tasso di aumento nei Paesi Europei è più elevato;

  • Gli elementi chiave per la prevenzione ed il trattamento dell’obesità sono identificati nell’alimentazione corretta, nel ruolo delle famiglie e nell’attività fisica;
  • Campagne informative di larga portata sono ritenute necessarie per aumentare la consapevolezza del problema in tutti i settori della società, compreso quello del personale sanitario (spesso il personale sanitario non è sufficientemente preparato ad affrontare il problema ed i pazienti sono riluttanti a chiedere assistenza).

L’OMBRA DEL DIABETE

Una delle patologie importanti che può colpire il bambino è il diabete infantile che si sta diffondendo sempre più tra i piccoli al di sotto dei cinque anni e a causare questo aumento sarebbe proprio l’alimentazione e lo stile di vita non equilibrati.

Il diabete di tipo 1 si verifica, in genere, durante l’infanzia e l’adolescenza, molti esperti sostengono che la causa principale stia proprio nella vulnerabilità genetica e in fattori ambientali.
Il sistema immunitario si riversa contro il pancreas distruggendo le sue cellule, quelle che creano insulina.

Il diabete è caratterizzato da un aumento del livello di zucchero nel sangue: il pancreas non riesce a produrre abbastanza insulina per abbassarne i livelli.

Fattori che causano il diabete infantile:

Alimentazione troppo ricca di zuccheri;
– Disfunzione delle ghiandole endocrine, quindi del pancreas nello specifico;
– Un disequilibrio dei componenti assunti nell’alimentazione.

Sintomi del diabete infantile
Innanzitutto il piccolo avvertirà molta più fame ed avrà molta sete.

Cibo

Per quanto riguarda la sua voglia di alimentarsi con più frequenza, questo non è proporzionale all’aumento di peso,anzi il piccolo non prenderà peso, ma tenderà a deperire e perde la sua vivacità e diventa molto triste.

Sete

Per soddisfare la sete vorrà bere di più e quindi l’introduzione di maggiore quantità di liquidi lo porterà ad urinare più spesso, ciò potrebbe anche creare problemi nel bagnare il letto la notte.
Il diabete, inoltre, implica la comparsa dell’acidosi che sarebbe la comparsa di corpi chetoni (acetone) nelle urine, unito ad alcuni sintomi come nausea, vomito e sonnolenza.

Il piccolo per stare meglio deve riprendere il suo equilibrio metabolico per far si che il suo organismo possa, con calma, ripristinare le sue funzioni primarie e cercare che il corpo possa riprendere la crescita. Uno degli altri obiettivi fondamentali è quello evitare lo sviluppo di acidosi.

La terapia principale adottata è quella con insulina: viene fornita la quantità giusta che manca al bambino, in genere si offre una quantità giornaliera più alta per poi diminuire la dose, con il passare del tempo, che serve solo per mantenimento.
Ovviamente, tutto ciò deve essere collegato ad un’alimentazione giusta che dia un apporto equilibrato di zuccheri, grassi e proteine, tutto ciò con il consulto di un dietologo.

Diabete 2

È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il 90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie. Riguardo la familiarità, circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha parenti di primo grado (genitori, fratelli) affetti dalla stessa malattia, mentre nei gemelli monozigoti la concordanza della malattia si avvicina al 100%, suggerendo una forte componente ereditaria per questo tipo di diabete.

Anche per il diabete tipo 2 esistono forme rare, dette MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), in cui il diabete di tipo 2 ha un esordio giovanile e sono stati identificati rari difetti genetici a livello dei meccanismi intracellulari di azione dell’insulina.

Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione “primaria”, cioè interventi in grado di prevenire l’insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell’applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali e l’esercizio fisico.

Ecco che  i bambini d’oggi si ritroveranno spesso grassi e svogliati e nessuno capirà veramente perchè, anche se la soluzione è semplice, nessuno farà nulla. Grassi bambini daranno vita ad altri bambini grassi,si vedranno sempre più diabeti, obesità, cancri, infarti, psicosi.

Chi ci fornisce il cibo su larga scala, ci avvelena, non ha pietà nell’essere il pusher di vostro figlio fin da piccolo.Le multinazionali avvelenano ciò che mangiamo, per renderci più deboli, sia fisicamente che psichicamente, per controllarci meglio.

Rifiutiamoci! Cibo più sano!Nipoti meno ritardati:)


Annunci

Informazioni su neovitruvian

Non fidatevi dei vostri occhi, sono facilmente ingannabili, ricercate in voi stessi quella forza che vi permette di distinguere il vero dal falso. Il mondo così come è non va. Mi basta questo.

Pubblicato il 5 febbraio 2010 su Alimentazione, Nwo, Vittime Innocenti. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: